Pubblicato il primo catalogo del Fondo Collegium gesuitico di Gorizia

Si intitola “La Biblioteca del Collegium Goritiense Societatis Iesu nella Biblioteca Statale Isontina” il volume curato dalla bibliotecaria Giuliana De Simone, con prefazione del direttore della Bsi Marco Menato, appena pubblicato dal prestigioso editore tedesco Valentin Koerner.

Riemerge il Fondo dei Gesuiti di Gorizia
Il catalogo ricostruisce per la prima volta il corpus dei 1271 titoli dell’antica raccolta gesuitica ora presente nella Biblioteca goriziana. I volumi, fra i quali incunaboli e molte cinquecentine, formavano la biblioteca del Collegium gesuitico, fondato nella cittadina isontina per volere dell’Imperatore Ferdinando II, arciduca d’Austria.
La raccolta libraria della Compagnia di Gesù, dalla quale  prese origine la Biblioteca statale isontina, si presenta come un unicum fra le biblioteche gesuitiche italiane con le quali non compete certo per ricchezza o preziosità dei volumi, ma in quanto rappresenta il particolare milieu culturale, nel quale Gorizia è stata immersa per molti secoli.
La sua unicità deriva dalla presenza di volumi che sono specchio di una multietnicità e plurilinguismo di quell’area geografica, la Mitteleuropa, alla quale la città di Gorizia ha fatto riferimento per oltre quattro secoli. Accanto ai volumi di pietà devozionale, ampia è la scelta di libri dedicati alla scienza, alla letteratura, alla storia e alla filosofia. Il fondo gesuitico è uno spaccato dello scibile che era a disposizione degli studenti che giungevano a Gorizia da diversi territori dell’Impero. “La Biblioteca dei gesuiti – scrive nella prefazione il professor Marco Menato – è stata per anni nascosta nei depositi del Palazzo Werdenberg di via Mameli. Una decina di anni fa, per insistenza di don Luigi Tavano fondatore e presidente dell’Istituto di Storia sociale e religiosa, incaricai Giuliana De Simone di allestire il catalogo scientifico del fondo. Ne è risultato un lavoro unico nel panorama catalografico italiano”.
Un fondo plurilinguistico e multiculturale
Il latino era la lingua di insegnamento nel collegio dei Gesuiti di Gorizia, ma gli studenti e gli insegnanti, in gran parte provenienti dal Centro Europa, conoscevano il tedesco, l’ungherese, lo slovacco, il croato e l’italiano. Tra i volumi del fondo infatti vi sono esemplari, che un tempo erano appartenuti ai collegi di Fiume, Zagabria, Lubiana, Vienna e altre città dell’impero
Il carattere mitteleuropeo del fondo è riscontrabile nelle numerose legature in pelle di scrofa su assi lignee, che sono manufatti tipici dell’area germanica. A Gorizia fino al 1773, anno in cui Giuseppe  II soppresse la Compagnia di Gesù, si formarono non solo il clero ma anche diplomatici, funzionari e ufficiali dell’esercito di tutto l’impero.
I numeri a fronte del lavoro svolto dall’Autrice.
Imponenti i numeri di questo che può essere considerato uno degli  ultimi repertori cartacei frutto dell’impegno di un unico bibliotecario.
Sono 1271 le schede analitiche che corrispondono a circa 1600 volumi, 5 mila gli autori, fra principali e secondari, 600 i tipografi,  eiditori e librai, 107 i luoghi di stampa sparsi nell’Europa orientale con una discreta presenza anche di edizioni veneziane e francesi, 192 i possessori fra persone e istituzioni.
Tutta l’opera e le informazioni
Il catalogo completo del fondo si comporrà di altri 5 volumi che usciranno per lo stesso editore entro il prossimo anno, l’ultimo dei quali conterrà gli indici. Approfondimenti sul catalogo sono disponibili nel sito http://www.isontina.beniculturali.it – sezione fondi speciali – dove sono anche visibili le riproduzioni di alcuni frontespizi. Il volume può essere acquistato nelle librerie specializzate o consultato nella sede della Bsi.
Margherita Reguitti
Responsabile ufficio stampa e media – Biblioteca statale isontina
 
Come da MIBACT, Redattrice Margherita Reguitti