In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2018, l’apertura delle straordinarie Tombe dei Nasoni e di Fadilla lungo la via Flaminia, si preannuncia come un vero e proprio evento atteso da anni. Dopo un accurato restauro durato oltre dieci anni, la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma rende fruibili i due edifici tombali ricchi di immagini simboliche.

Le tombe rupestri di epoca imperiale, permettono di ricostruire l’importante paesaggio archeologico della via Consolare. La Tomba di Fadilla, scoperta nel 1923, deve il suo nome ad un’iscrizione inserita all’interno della camera sulla parete destra; la dedica del marito alla moglie morta, Fadilla, forse appartenente alla famiglia degli Antonini.

La Tomba dei Nasoni fu scoperta nel 1647 durante dei lavori di sistemazione della via Flaminia ma subì gravissimi danni tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 a causa di attività estrattive condotte nella zona. Si data al II secolo d.C. e fu scavata all’interno di un blocco di tufo dove venne ricavata una grande camera sepolcrale con nicchia sul fondo e altre tre per ogni lato.

Un’iscrizione rivela il proprietario: Nasonius Ambrosius, della famiglia dei Nasoni. L’interno doveva essere splendido, con ricche decorazioni pittoriche, oggi in parte perdute, che contenevano cicli mitologici legati al Giudizio di Paride, Atena ed Eracle, la guerra di Troia, arricchiti da elementi separativi come Vittorie, Geni alati, figure che alludevano alle stagioni.

Le aperture straordinarie delle Giornate Europee del Patrimonio daranno inizio a una serie di aperture al pubblico.

Tutte le foto sono della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.