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Rider, musical metropolitano di Roan Johnson e Davide “Dade” Pavanello

still dal film Rider, musical metropolitano di Roan Johnson e Davide Dade Pavanello

RIDER, MUSICAL METROPOLITANO DI ROAN JOHNSON E DAVIDE “DADE” PAVANELLO

FILM DI CHIUSURA DELLA 41.SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

NUOVA DATA DI USCITA
DAL 24 SETTEMBRE DALL’8 OTTOBRE AL CINEMA CON I WONDER PICTURES

DOPO LA STRAORDINARIA ACCOGLIENZA ALLA 41.SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA, RIDER SARÀ IN TOUR NELLE SALE ITALIANE ALLA PRESENZA DEL CAST E DEI REGISTI

Le date del tour in aggiornamento sono consultabili al link: https://iwonderpictures.it/rider/

il poster del film

14 settembre 2026 – Scritto e diretto dal regista Roan Johnson e dal producer musicale Dade, il film porta sul grande schermo l’energia della scena musicale italiana, fondendo cinema, musica e immaginario contemporaneo. Con Lorenzo Aloi, Kaze, Kyshan Wilson e artisti come Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical e Levante, con la partecipazione di Margherita Vicario, e con Claudio Santamaria.

RIDER, il nuovo progetto scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanello, in arte Dade, arriverà nelle sale italiane a partire dall’8 ottobre distribuito da I Wonder Pictures: l’uscita sarà preceduta da una serie di anteprime alla presenza del cast e dei registi.
Le date in aggiornamento sono consultabili al link: https://iwonderpictures.it/rider/

Selezionato come film di chiusura della 41.Settimana Internazionale della Critica – sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, RIDER è prodotto da Movimenti Production (una società di Banijay Entertainment), Red Joint, Emotion Network con RAI Cinema e con la partecipazione di HBO Max.

RIDER nasce dall’incontro fra due mondi creativi: quello del cinema e quello della musica contemporanea. Il regista e sceneggiatore Roan Johnson, autore di film come I primi della lista, Piuma e Fino a qui tutto bene, unisce il proprio sguardo cinematografico all’esperienza di Dade, storico bassista dei Linea 77 e tra i producer più influenti della scena musicale italiana contemporanea, qui alla sua prima regia ma già vincitore del David di Donatello 2025 per la colonna sonora, composta e prodotta con Margherita Vicario, del film Gloria! firmato dalla stessa Vicario.

Il risultato è un film energico e immerso nell’immaginario musicale di oggi, come intuiamo già dal trailer, capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni sfruttando appieno la forza del racconto cinematografico. Un’opera fresca e originale, capace di raccontare il presente attraverso il ritmo, l’estetica e le voci della scena musicale italiana, in cui i brani non accompagnano semplicemente le immagini, ma diventano parte integrante della narrazione, e dove i dialoghi, ritmati e rimati, rimangono in scia col ritmo musicale del film. Un lungometraggio coraggioso e innovativo, costellato di scelte stilistiche originali e una regia che dialoga con la musica in maniera creativa. Un film che è anche esperienza musicale, e che con un linguaggio inedito porta sul grande schermo una storia che parla d’amore e della responsabilità delle proprie scelte.

still dal film Rider, musical metropolitano di Roan Johnson e Davide Dade Pavanello

RIDER arriva sul grande schermo con un cast incredibile, guidato da Lorenzo Aloi (Prima di noi, La Tana, Hype) e dall’attrice e cantautrice Kaze (Call My Agent Italia), affiancati da Kyshan Wilson (Mare Fuori) e numerosi artisti del panorama musicale italiano contemporaneo come Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical e Levante, con la partecipazione di Margherita Vicario, e con Claudio Santamaria.

Protagonista di RIDER è Samuele, detto Sami, un giovane rider che ogni giorno attraversa Milano in bicicletta per consegnare ordini da un capo all’altro della città. La notte di Capodanno, mentre Milano esplode di luci e tutti festeggiano, Sami consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa alla periferia nord. Invitato a rimanere alla festa, conosce Nia, con cui nasce immediatamente una forte sintonia. Ma mentre quel nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d’impulso cambierà per sempre il corso della sua vita, costringendolo a scegliere se fuggire o affrontare fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni.

“Un film che si ascolta e un disco che si vede.” È questa l’idea che accompagna il progetto e che trova la sua naturale espressione nell’album omonimo della colonna sonora. Prodotto da Metatron/INRI e distribuito da Universal, l’album raccoglie i brani interpretati da tutte le voci protagoniste del film, estendendo il racconto oltre la sala cinematografica. La colonna sonora del film sarà disponibile dal 2 ottobre, in digitale e vinile, ed è stata anticipata dal singolo “Tout est noir” di DADE&ROAN feat. Lorenzo Aloi, Johnny Marsiglia e Axos.

Link al singolo: https://daderoan.lnk.to/toutestnoir

Sinossi ufficiale: Samuele, detto Sami, è un giovane rider, che ogni giorno si muove per le strade di Milano con la sua bici. La notte di Capodanno, mentre la città esplode di luci, consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa. Invitato a rimanere per la serata, incontra Nia, una ragazza con la testa sulle spalle, con cui scatta subito una forte connessione. Ma, mentre un nuovo amore muove i primi passi, Sami dovrà decidere se affrontare le conseguenze fatali di una decisione presa d’impulso. Scritto e diretto dal regista Roan Johnson e dal producer musicale Dade nasce un film che porta sul grande schermo l’energia della scena musicale italiana, con un cast d’eccezione che include Lorenzo Aloi (Prima di noi, La Tana, Hype), l’attrice e cantautrice Kaze (Call My Agent Italia), Kyshan Wilson (Mare fuori) e artisti come Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical e Levante, con la partecipazione di Margherita Vicario, e con Claudio Santamaria.

Con un taglio originale e innovativo, RIDER mescola il racconto visivo con la musica, fondendo l’intreccio narrativo con brani inediti del panorama rap e pop, dove gli stessi attori interpretano un’altalena continua di versi cantati e battute recitate e dove la colonna sonora non accompagna la storia… ma diventa la storia stessa.

26 agosto 2026 – I Wonder Pictures è lieta di diffondere il poster e il trailer italiano di RIDER, il nuovo progetto scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanello, in arte Dade, selezionato come film di chiusura della 41.Settimana Internazionale della Critica – sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 — 12 settembre 2026). Prodotto da Movimenti Production (una società di Banijay Entertainment), Red Joint, Emotion Network con RAI Cinema e con la partecipazione di HBO Max, RIDER arriverà nelle sale italiane a partire dall’8 ottobre distribuito da I Wonder Pictures.

20 luglio 2026 – RIDER, una produzione Movimenti Production (una società di Banijay Entertainment), Red Joint, Emotion Network con Rai Cinema e con la partecipazione di HBO Max, sarà il film di chiusura della Settimana Internazionale della Critica e arriverà dal 24 settembre nelle sale italiane distribuito da I Wonder Pictures.


NOTE DI ROAN JOHNSON E DAVIDE PAVANELLO

Con RIDER abbiamo provato a creare qualcosa di inedito per lo scenario italiano. Ma, lo diciamo sottovoce e con cautela, non ci pare di aver visto un progetto del genere neanche all’estero. Il film nasce dall’unione di uno sceneggiatore-regista e di un musicista-producer, una strana coppia che vuole provare a mescolare il racconto visivo con le melodie, l’intreccio con i testi, mischiando il rap (ma anche il pop) con il cinema. Vogliamo comporre un film al servizio di un album al servizio di una storia.

Questa operazione si potrebbe confondere con un musical, ma c’è una profonda differenza: qui le musiche non sono una parentesi come succede nel genere, sono invece strumento di racconto non solo emotivo, alcuni pezzi funzionano da vere e proprie Voci Over (come nei più classici dei film) che guidano e portano avanti la narrazione. E i dialoghi sono a loro volta musica, rimati, ritmati, insomma si portano dietro la classicità della metrica e della rima del teatro greco e di Shakespeare e allo stesso tempo la modernità di un linguaggio inedito.

Per girare RIDER abbiamo unito due modalità di fare cinema. Quella delle scene dialogate, più vera, ruvida, sanguigna: una macchina a mano, dei piani sequenza che seguono i personaggi come se fossimo lì con loro, nel mezzo delle scene. Poi ci sono le scene dove le canzoni hanno guidato il nostro stile. E qui abbiamo scelto di essere più liberi. Per l’inno iniziale, per i momenti lirici e poetici, abbiamo usato movimenti fluidi di ronin e carrelli, droni per rendere l’epicità del momento e variazioni di luci per portarci verso uno stile più immaginativo, lavorando con la scenografia e la fotografia. Ogni brano ha una sua idea cinematografica che prova a restituire in maniera visiva il sentimento che racconta: quelle più narrative mantengono lo stile vero e ruvido del racconto dei personaggi, quelle più poetiche e sentimentali avranno una loro leggerezza e grazia. L’armonia e l’eleganza stilistica più delicata da trovare è stata rendere il passaggio fra le parti recitate e quelle cantate il più fluido possibile, entrando piano, come in una dissolvenza incrociata ideale fra i due piani del racconto, in modo da sentire il meno possibile il passaggio fra l’una e l’altra.

Nonostante sia una storia che è ispirata molto liberamente a Delitto e Castigo, abbiamo tenuto un tono, quando possibile, anche ironico e autoironico, basato sulla verità e le prove che abbiamo fatto coi nostri attori-cantanti in modo da cucire addosso a loro i personaggi che abbiamo pensato e non viceversa.

La nostra arena è quindi un presente che è già futuro, ma che risuona di una sorta di instant nostalgia del passato, dentro una grande città del nuovo mondo che abbiamo ambientato a Milano ma che deve rimanere in qualche modo universale e non specifica: infatti, potrebbe essere anche Parigi, Londra, Francoforte, New York, o una qualsiasi delle nuove metropoli in cui lo scintillare dei grattacieli e della ricchezza esclude dall’inquadratura delle foto su Instagram i bassifondi e le periferie. L’idea è di raccontare la storia di un tentativo di riscatto da parte degli ultimi di questo mondo, quelli che anziché usufruire di questa ricchezza ne sono vittime. Ma è anche

semplicemente la storia di ragazzi e ragazze, donne e uomini ognuno con i propri sogni, debolezze e fragilità, paure. Delle scelte che fanno e le conseguenze che ne derivano.

Per la scelta dei talent ci siamo affidati esclusivamente al nostro gusto. Abbiamo coinvolto artisti di cui siamo profondamente fan e dei quali ammiriamo ogni sfaccettatura artistica. Fin dall’inizio avevamo ben chiaro chi avremmo voluto coinvolgere, e abbiamo costruito la sceneggiatura e i personaggi immaginando le loro voci, il loro immaginario e il loro modo di interpretarli. In un certo senso, il cast era già scritto insieme alla storia.

Per la parte rap abbiamo voluto lavorare con tre leggende del rap italiano, tre veri maestri della rima: Axos, Ensi e Johnny Marsiglia. Abbiamo scritto fianco a fianco per trasformare in versi quello che, all’inizio, era semplicemente dialogo e sceneggiatura, cercando di preservare l’intenzione narrativa e l’autenticità dei personaggi.

Per la parte più strettamente autorale, invece, abbiamo scelto di collaborare con Andrea Bonomo, un autore con cui avevamo già lavorato in passato e che consideriamo uno dei migliori autori italiani. Andrea ci ha aiutato soprattutto nella scrittura dei ritornelli e delle armonie. A completare il progetto c’è stata poi Margherita Vicario, con cui collaboriamo ormai da molti anni e con cui condividiamo una profonda sintonia artistica.

L’idea era quella di creare qualcosa che non fosse mai stato fatto prima: un album che si potesse vedere e un film che si potesse ascoltare.

Sia per noi autori che per i produttori di RIDER questo è in qualche modo “il progetto della vita”. Un film e un album che non puntano solo ad essere innovativi dentro i propri generi, ma che in qualche modo provano a diventare un genere e un concetto a sé.

NOTE DI PRODUZIONE

Fin da quando Roan e Dade ci hanno parlato per la prima volta di RIDER, siamo rimasti colpiti dalla loro capacità di rileggere il rapporto tra musica e cinema proponendo un punto d’incontro tra questi due linguaggi del tutto inedito. Infatti, come gli autori ci hanno subito tenuto a precisare, RIDER non è un musical, ma è un film e un album messo al servizio di una storia: quella di Sami e di Nia, che provengono da due mondi diversi, ma nella concitata notte di Capodanno si incontrano e vedranno le loro vite cambiare per sempre. Non ci eravamo mai trovati davanti a un’idea così originale: l’esperienza musicale e quella cinematografica si fondono proponendo un lungometraggio in cui la musica determina la struttura, e dialoghi e canzoni sfumano tra di loro.

Il grande schermo ci è subito sembrata la destinazione naturale per questo tipo di progetto: una storia semplice e lineare, che non teme di appoggiarsi a elementi di genere immediatamente riconoscibili per il pubblico, in modo da sostenere l’originalità complessiva dell’operazione. Allo stesso tempo, il cinema permette un’esperienza fortemente immersiva, in cui l’ascolto si fa più

attento e la compenetrazione di musica e parole, invece che risultare straniante, si rivela nella sua piena potenzialità estetica.

Il rap pur non essendo l’unico genere musicale presente, è quello predominante, che meglio accompagna il ritmo della storia. Proprio per il suo statuto intermedio, fra musica e prosa, continuamente “deborda” dai momenti riservati ai brani musicali per contagiare il parlato dei personaggi, che si fa portatore di rime, assonanze e ritmi capaci di farne riverberare il significato. Ma il rap è anche il genere che meglio si adatta all’ineluttabilità della storia, in cui gli eventi si susseguono come barre ritmiche, innescati l’uno dall’altro in un effetto domino a cui solo una decisione del protagonista può porre un freno. Infine, il rap è parte dell’identità di Milano, una città diventata troppo veloce anche per chi la vive da sempre e le cui contraddizioni sociali costituiscono il cuore del racconto.

Per questa ragione, se da un punto di vista stilistico, organizzativo e di maestranze la scelta è stata quella di girare la quasi totalità delle riprese a Torino, dal punto di vista narrativo l’ambientazione della storia non poteva che rimanere milanese. Milano è la città italiana in cui il conflitto tra centro e periferie è più esasperato, e in cui la folle ostentazione di lusso e ricchezza dell’uno non fa che alimentare la frustrazione degli altri.

Sami e i suoi amici, in quanto riders, sono la rappresentazione di una generazione giovane e affamata, che diventa il punto di vista principale sulle vie e sulle contraddizioni della città. Ma, nel corso della storia, scopriamo che i punti di vista si moltiplicano, attraverso la presenza di personaggi apparentemente secondari che per un attimo si prendono la scena e diventano protagonisti attraverso un loro brano musicale. Ne è un esempio Ensi, che interpreta il tassista che riaccompagna a casa Sami e Nia dopo la festa: pur svolgendo una funzione narrativa marginale, restituisce una prospettiva unica sulla città e sui suoi abitanti, così come sui nostri protagonisti che stanno facendo una prima goffa conoscenza sui sedili posteriori.

Proprio questa struttura a mosaico rende possibile il coinvolgimento di numerose guest star, con brani e personaggi creati appositamente da Roan e Dade. Oltre a Ensi, infatti, vediamo in scena Levante, con la quale ha co-scritto il brano in cui duettano, ma anche Rosa Chemical, nel ruolo di sé stesso, e Kyshan Wilson, perfetta nel ruolo di amica e complice di Nia. Ognuno di loro dà vita, attraverso le proprie peculiarità artistiche, a un personaggio capace di rimanere impresso nella memoria del pubblico. Anche Claudio Santamaria ha accettato la sfida di cimentarsi con un progetto così innovativo interpretando il padre di Sami, che con poche pennellate diventa sullo schermo un personaggio profondo e tridimensionale.

E poi Johnny Marsiglia, Axos e Margherita Vicario, che oltre a sposare il progetto fin dalla scrittura dei brani, lavorando con Dade e Roan Johnson nella preparazione dell’opera, hanno contribuito con i loro personaggi a dare forma all’universo di Sami.

Il risultato del lavoro di questo incredibile gruppo di artisti è una storia semplice e universale, di condanna e redenzione, in cui la complessità è costituita dal sovrapporsi delle voci che si fanno spazio per raccontarla, attraverso un mix di punti di vista e generi musicali.


Un film scritto e diretto da

ROAN JOHNSON & DAVIDE PAVANELLO

CAST

Lorenzo Aloi

Kaze

Johnny Marsiglia

Mattia Mor

Kyshan Wilson

Alice Rosso

Axos

Ensi

Levante

Federica Bonani

Rosa Chemical

con la partecipazione di

Margherita Vicario

e con

Claudio Santamaria

PRODOTTO DA

Movimenti Production

Red Joint

Emotion Network

con Rai Cinema

e con la partecipazione di HBO Max

Ministero della Cultura: L’opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo
realizzata con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund”
e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il patrocinio della città di Torino


Testi, video e immagini dall’Ufficio Stampa Echo Group. Aggiornato il 20 luglio, il 26 agosto, il 14 settembre, il 2 ottobre 2026.

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