Shiva Baby è il debutto alla regia della regista Emma Seligman. Il film è stato distribuito sulla piattaforma streaming MUBI a giugno 2021 ed ha riscosso enorme successo. La peculiarità dell’opera, risiede nella scelta di incentrare tematiche come femminismo, cultura ebraica e dinamiche familiare in una singola unità di spazio.

Shiva Baby
Una scena del film Shiva Baby di Emma Seligman (2020), prodotto da Dimbo Pictures, Irving Harvey, It Doesn’t Suck Productions, Neon Heart Productions, Thick Media Co.

Shiva Baby: la trama

Shiva Baby inizia presentandoci la sua protagonista: Danielle (Rachel Sennott) una giovane universitaria ebrea bisessuale. Per mantenersi, Danielle si occupa di sex working su un sito di incontri dove si trova la tipica figura dello sugar daddy. Concluso l’appuntamento con il suo ultimo cliente di nome Max, Danielle deve raggiungere i suoi genitori ad uno shiva, la tradizionale celebrazione ebraica che avviene dopo un funerale.

Allo shiva, Danielle incontra Maya (Molly Gordon) una sua amica d’infanzia con la quale ha avuto una storia d’amore. Oltre a Maya e ai numerosi parenti e appartenenti alla comunità ebraica, Danielle incontra anche Max (Danny Deferrari) scoprendo che il suo cliente è un uomo sposato con una ricca signora di nome Kim (Dianna Agron) e padre di famiglia. La giovane ragazza si vedrà costretta a fronteggiare le chiacchiere dei parenti che la presseranno con domande inerenti al suo futuro lavorativo e relazione. A questo si aggiunge il dramma del triangolo amoroso e della dichiarazione della sua bisessualità.

Il femminismo contemporaneo

Le dinamiche presenti nel film roteano, in un certo senso, attorno al concetto di femminismo e al ruolo che le donne ricoprono o ricopriranno nella società. Danielle si occupa di studi di genere, è una femminista e attivista convinta, bisessuale dichiarata e sessualmente libera. La sua scelta di iscriversi ad una piattaforma di escort non è dettata da mancanza di denaro, bensì da una sua scelta personale.

Shiva Baby pare interrogarsi proprio su questo aspetto della liberazione sessuale. Un po’ come il Fleabag di Phoebe Waller-Bridge, la pellicola della Seligman utilizza la protagonista per mostrare quelli che, in definitiva, sono gli estremi della teoria femminista. Essere sessualmente libere significa anche vendere il proprio corpo per scelta anche se ciò non ci rende felici? Il femminismo e l’imposizione della sessualità ci impedisce di avere relazioni amorose o relazioni in genere? Durante uno degli ultimi momenti del film, Danielle scoppia in lacrime dopo essere arrivata al culmine di questa turbolenta giornata. Le sue parole saranno “non ce la faccio”. Danielle, improvvisamente, si rende conto di non poter reggere tutto: la pressione della famiglia e le loro aspettative, il suo bisogno di libertà, l’essersi inconsciamente introdotta in un ménage famigliare e i sentimenti per Maya.

Let’s talk about sex, baby

Il sesso e la sessualità sono fili conduttori della pellicola. Emma Seligman utilizza primi e primissimi piani per avvicinarci al corpo e al volto di Danielle in modo tale da permetterci di entrare in lei. Danielle ostenta fieramente la propria sessualità davanti ai genitori. Lo stesso non può fare in un contesto patriarcale e bigotto come quello famigliare. La famiglia, oggetto che rappresenta la tradizione e il “vecchio”, è l’oppressore per eccellenza. Un occhio perenne che ti scruta e che pretende la perfezione fisica, mentale e sociale.

Tuttavia, il secondo oppressore di Danielle è proprio il sesso. La scena iniziale del film, che vede Danielle e Max consumare un amplesso, ci fa subito capire che Danielle non prova piacere o che, comunque, non si diverte. La sua espressione è fredda e dopo aver svolto il suo lavoro, la ragazza vorrebbe solo andare via, nonostante o forse soprattutto per l’eccessiva dolcezza di Max. Il sesso è forse lo strumento che abbiamo per autodeterminarci, poiché ci indirizza verso quelle che sono le nostre preferenze sia a livello fisico sia a livello emotivo.

Il femminismo è strettamente collegato con la sessualità, proprio per questo suo potere. Una donna è e deve essere libera di vivere la sessualità come meglio crede senza il giudizio di un uomo o della società. Tuttavia, Danielle si trova improvvisamente nel mezzo di questa rivoluzione. La giovane è bloccata tra la necessità ideologica godere al massimo la propria sessualità e il suo bisogno umano di avere sentimenti e relazioni. La riflessione su rivoluzione sessuale, femminismo ed educazione sentimentale diventa complessa. E noi, come Danielle, ci troviamo in quello stesso turbinio e lottiamo tra passato e futuro.

Shiva Baby Emma Seligman
La locandina del film Shiva Baby di Emma Seligman (2020), prodotto da Dimbo Pictures, Irving Harvey, It Doesn’t Suck Productions, Neon Heart Productions, Thick Media Co.