Nuove analisi di Deep Skull mostrano storia complessa del Sud Est asiatico

27 - 28 Giugno 2016

La Grotta di Niah. È possibile intravedere gli scavi di Harrisson del 1958, dove Deep Skull fu ritrovato. Credit: Curnoe
La Grotta di Niah. È possibile intravedere gli scavi di Harrisson del 1958, dove Deep Skull fu ritrovato. Credit: Curnoe

Il più antico teschio con caratteristiche anatomicamente moderne per il Sud Est asiatico proviene dalla Grotta di Niah, in Sarawak, Borneo (Malesia) ed è noto come Deep Skull (teschio profondo).

Il teschio fu ritrovato nel 1958 negli scavi condotti da Tom Harrisson del Museo di Sarawak, e data a 37 mila anni fa. Per oltre cinquant'anni il reperto è stato oggetto di discussioni: il punto di vista più accettato, che partiva dalla descrizione ed analisi di Brothwell del 1960, è che si trattasse di qualcuno strettamente correlato agli indigeni australiani.

Un nuovo studio, pubblicato su Frontiers in Ecology and Evolution, ribalta questa visione: Deep Skull non era correlato agli indigeni australiani, ma somiglierebbe maggiormente a certi odierni abitanti del Borneo, indigeni dalle fattezze delicate e con un corpo piccolo. Le somiglianze con gli aborigeni sarebbero poche. Inoltre, non si tratterebbe di un giovane adolescente ma probabilmente di una donna di mezza età.

Lo studio era partito dall'idea di una verifica delle tesi di Brothwell, a lungo rimaste influenti e prive di un controllo: dopo sei decenni erano ancora corrette? La scoperta che Deep Skull potrebbe rappresentare uno degli antenati delle popolazioni indigene del Borneo è di grande importanza per lo studio della regione in epoca preistorica, che dev'essere stata molto più complicata di quanto ritenuto finora.

Inoltre, le conclusioni del nuovo studio sfidano il modello a due strati  ("two-layer" hypothesis) che spiega la regione:  questo ipotizzava che il Sud Est asiatico sia stato colonizzato prima da indigeni australiani e popolazioni relazionabili agli attuali abitanti della Nuova Guinea, che furono poi sostituite da contadini della Cina meridionale solo pochi millenni fa. Il nuovo studio dimostrerebbe invece che le prime persone a popolare la regione sarebbero state più vicine agli odierni abitanti, suggerendo in questo una grande continuità nel tempo. Inoltre, almeno alcune delle popolazioni indigene del Borneo non sarebbero state sostituite dai contadini dalla Cina, ma avrebbero adottato la nuova cultura agricola attorno a 3.000 anni fa.

Ossa di 37 mila anni fa di Deep Skull. Credit: Curnoe
Ossa di 37 mila anni fa di Deep Skull. Credit: Curnoe

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I primi abitanti dell'Australia furono gli Aborigeni

6 Giugno 2016
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I primi abitanti dell'Australia furono gli Aborigeni. Queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su PNAS, che confuta un precedente lavoro che aveva esaminato l'Uomo di Mungo. Quello studio precedente era giunto alla conclusione dell'esistenza di un'altra stirpe di moderni umani, che avrebbe occupato il continente prima degli Aborigeni.

La nuova ricerca ha utilizzato nuovi metodi di sequenziamento del DNA per analizzare i resti dell'Uomo di Mungo: ne è risultato che le sequenze da cinque persone di origine europea sarebbero frutto di contaminazione.

Il nuovo studio costituisce pure il primo recupero di DNA mitocondriale di un aborigeno che visse prima dell'arrivo degli Europei.

Il prof. David Lambert. Credit: Michael Cranfield/Griffith university
Il prof. David Lambert. Credit: Michael Cranfield/Griffith university

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Australia: una lunga storia genetica indipendente

25 Febbraio 2016
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L'Australia è stato una delle prime regioni ad essere colonizzate dai moderni umani, attorno a 50 mila anni fa. Le prime prove archeologiche per la presenza umana si collocano attorno ai 47 mila anni fa, e sono ampiamente accettate. Questi coloni, tra i primi ad uscire "fuori dall'Africa", hanno costituito gli antenati dei moderni Aborigeni australiani.
Un nuovo studio, pubblicato su Current Biology, ha sequenziato 13 cromosomi Y da Aborigeni australiani, concludendo che la divergenza con quelli presenti in altri continenti risale a 50 mila anni fa circa. La divergenza rispetto ai cromosomi Y di Papua Nuova Guinea si colloca immediatamente dopo questo evento. Non vi sarebbero invece prove di un flusso genetico maschile dall'Asia meridionale in Australia, per l'Olocene.
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Lo studio dunque confuterebbe l'esistenza di un flusso dall'India in Australia, da collocarsi attorno a 4-5 mila anni fa, e supporterebbe la tesi di una lunga storia genetica indipendente per l'Australia. L'arrivo dei dingo in Australia si colloca attorno ai cinquemila anni fa, e nella stessa epoca si verifica una modificazione negli strumenti litici utilizzati e nel linguaggio. Era perciò sorto il dubbio circa possibili modificazioni genetiche da associare a questi cambiamenti. Due studi recenti proposero di collegarli a un mescolamento con popolazioni indiane di cinquemila anni fa, mescolamento che per il nuovo studio sarebbe però da escludere. Ulteriori studi per spiegare questi eventi - ed altri, come la mancata colonizzazione polinesiana - si rendono perciò necessari.
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Nuove prospettive sulle lingue austronesiane e migrazioni relative

18 - 28 Gennaio 2016
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380 milioni di persone oggi parlano le lingue austronesiane, tra Taiwan, Malesia, Indonesia, Filippine, Madagascar e isole del Pacifico. La spiegazione del perché e delle modalità per cui popolazioni così distanti possiedono oggi lingue analoghe costituisce un tema dibattuto per l'archeologia, l'antropologia e la genetica.
La teoria prevalente fino ad oggi vedeva una diffusione principale a partire da Taiwan, quattromila anni fa, dove la coltivazione del riso era giunta in precedenza dalla Cina.
Una nuova e approfondita analisi genetica mette però in dubbio questa teoria, perché il mtDNA degli isolani del Pacifico era già presente molto prima nell'Asia sud orientale insulare. Si propone perciò uno schema diverso, sulla base pure dei cambiamenti climatici alla fine dell'Era Glaciale, per cui l'espansione dall'Indonesia sarebbe avvenuta ottomila anni fa. Per quanto riguarda invece l'espansione linguistica, questa sarebbe effettivamente avvenuta quattromila anni fa a partire da Taiwan: questa spiegherebbe però solo una minoranza delle popolazioni coinvolte nella regione, non più del 20%.
[Dall'Abstract: ] Ci sono due interpretazioni molto differenti sulla preistoria dell'Asia insulare sud orientale (NdT: Island Southeast Asia - ISEA), con prove genetiche invocate a supporto di entrambe. Il modello “fuori da Taiwan” propone un'espansione principale nel Tardo Olocene, con popoli neolitici di lingue austronesiane, a partire da Taiwan. Come alternativa, la proposta che l'incremento del livello dei mari nella tarda Era Glaciale o in epoca postglaciale avrebbe scatenato ampie dispersioni autoctone: questo spiegherebbe alcuni pattern genetici altrimenti enigmatici, ma non riesce a spiegare la dispersione del linguaggio austronesiano. Combinando i dati dal DNA mitocondriale (mtDNA), dal cromosoma Y e sul genoma, si è effettuata l'analisi più approfondita ad oggi riguardo la regione, ottenendo risultati altamente coerenti per tutti e tre i sistemi, e permettendo di riconciliare i modelli. Prima di tutto si deduce una stirpe comune per le popolazioni Taiwan/ISEA, stabilitasi prima del Neolitico, ma si sono rilevati pure segnali chiari di due migrazioni minori del Tardo Olocene, probabilmente in rappresentanza di input sia dal Sud Est asiatico continentale e dal Sud della Cina, via Taiwan. Quest'ultima può perciò aver mediato la dispersione del linguaggio austronesiano, suggerendo migrazioni su scala inferiore e un cambiamento di linguaggio, piuttosto che un'espansione su vasta scala.
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Superata la barriera di 50.000 anni per la presenza umana in Australia?

28 - 30 Novembre 2015
Barrow_Island
L'occupazione aborigena del continente australiano è stata spostata sempre più indietro nel tempo, non giungendo però a superare i 47 mila anni.
Secondo gli studiosi al lavoro presso la Grotta di Boodie, i ritrovamenti qui effettuati permetterebbero senza dubbio di abbattere addirittura la barriera dei 50 mila anni. Le prove riguarderebbero manufatti minuscoli, mescolati a grani di sabbia (che hanno permesso la datazione) di 50 mila anni fa, e un pasto composto da molluschi, e datato (allo stesso modo) a 53 mila anni fa. Negli strati si sono ritrovati resti di canguro, ostrica, coccodrillo, porpora, ricci di mare e bivalvi d'acqua dolce.
Al momento, si tratta delle datazioni più antiche di queste anche per la presenza di moderni umani nel Sud Est Asiatico. La Grotta di Boodie si trova sull'Isola di Barrow, la seconda più grande nell'Australia Occidentale, al largo della costa di Pilbara.
Link: The Australian; NITV
L'Isola di Barrow, screenshot di Moondyne dal software World Wind della NASA, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Moondyne.
 


Australia: l'arte aborigena di Kimberley è la più antica al mondo?

2 Novembre 2015
Kimberley
L'arte rupestre aborigena nella regione australiana di Kimberley potrebbe essere la più antica al mondo.
Gli studiosi sono infatti al lavoro per effettuare datazioni accurate nelle contee di Dambimangari e Balanggarra. Gli aborigeni arrivarono qui 50 mila anni fa circa, infatti, mentre le più antiche raffigurazioni in Europa e Indonesia datano a 40 mila anni fa.
Link: ABC news.au 1, 2
La regione di Kimberley nell’Australia Occidentale, di User:Brisbane, User:Martyman (Derivative of File:Northern Territory locator-MJC.png based on File:Kimberley_region_of_western_australia.JPG and File:Regions_of_western_australia_nine_plus_perth.png), da WikipediaCC BY 3.0, caricata da Brisbane.


Primi Australiani e grandi lucertole predatrici nell'Ultima Era Glaciale

24 Settembre 2015
Komodo_dragon_(Varanus_komodoensis)
Il ritrovamento di un minuscolo fossile di una lucertola gigante, proveniente dagli scavi presso le Grotte Capricorn, cambierebbe la nostra visione degli abitanti dell'Australia durante l'ultima Era Glaciale.
Si tratterebbe, infatti, della prima prova della loro coesistenza con le grandi lucertole predatrici. E se da un lato la scoperta ci fornisce un ulteriore motivo per intendere che la vita di questi primi Aborigeni durante l'Era Glaciale non fu proprio semplice, dall'altra gli umani possono essere ora considerati come una potenziale causa dell'estinzione di questi rettili nell'area. Un'ipotesi già considerata dagli studiosi, ma che prima d'ora mancava nel dimostrare la sovrapposizione delle due presenze.
Il fossile di 50 mila anni fa (epoca dell'arrivo dei primi aborigeni in Australia) è un osteoderma, parte della struttura che protegge l'animale, e che si trova in rettili esistenti (come il Drago di Komodo) ed estinti. Gli studiosi non sanno ancora se il fossile appartiene a un Drago di Komodo, che un tempo si trovava in Australia, o a un rettile estinto come la Megalania. Le grotte Capricorn si trovano vicino Rockhampton, nel Queensland Centrale, e sono una miniera di milioni di ossa fossili provenienti da diverse specie.
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I cambiamenti nella popolazione preistorica australiana dai fuochi da campo

14 Settembre 2015
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L'analisi al radiocarbonio de resti dei fuochi da campo in Australia ha permesso di determinare la popolazione nell'area a partire da 35 mila anni fa.
Questa sarebbe aumentata fino ai 25 mila anni fa, per poi stabilizzarsi o declinare, in particolare durante l'Ultimo Massimo Glaciale (da 25 a 13 mila anni fa), durante il quale il clima divenne più arido e la temperatura di dieci gradi più bassa. I fuochi da campo cominciarono a riemergere poi a partire dai 13 mila anni fa, con il riemergere della stagione umida settentrionale.
Sembrerebbe anche che durante questi periodi gli aborigeni cominciarono ad utilizzare tecniche che li rendevano meno vulnerabili rispetto alle risorse immediatamente disponibili
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L'inondazione delle coste australiane di 7000 anni fa nelle storie aborigene

17 Settembre 2015
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Le storie degli aborigeni australiani ci raccontano di un periodo durante il quale la costa fu sommersa. Le storie provengono da 21 località, ed è plausibile che si riferiscano agli eventi di 7000 anni fa, fornendo prova empirica all'innalzamento delle acque in epoca post-glaciale.
Le storie ci parlano di come questi cambiamenti modificarono pure la vita delle persone, le loro abitudini, il panorame, l'ecosistema, le società. Le implicazioni riguardano pure la longevità e la possibilità di simili tradizioni di grande antichità presso altre culture.
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Australia: le pitture su roccia di Bradshaw, opera degli aborigeni

29 Giugno - 7 Luglio 2015
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Le pitture su roccia di Bradshaw, situate nella regione australiana di Kimberley, sono state nuovamente oggetto di polemica nelle ultime settimane, riguardo la loro datazione e provenienza. In particolare, è stata nuovamente messa in dubbio l'identità degli autori delle pitture.
In passato alcuni antropologi avevano messo in dubbio che a produrre le opere fossero stati gli aborigeni, e di conseguenza altre popolazioni potessero aver occupato il territorio australiano in età preistorica. La teoria è stata però rifiutata con una certa fermezza già da almeno vent'anni.
Un nuovo progetto, della durata di tre anni, daterà le opere in questione, e potrà contribuire alla conservazione delle stesse.
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Link: The Conversation 1, 2; The University of Western Australia; ABC News.
Pitture su roccia di Gwion Gwion, foto di TimJN1 - Bradshaw Art, da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da HappyWaldo.
Arte su roccia nel tardo stile Wandjina, da Kimberley, foto di Whinging Pom (from Everywhere, Australia - Wandjina Rock Art), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Hesperian.