Turismo: al via gruppo di lavoro per fronteggiare post terremoto

TURISMO, AL VIA GRUPPO DI LAVORO PER FRONTEGGIARE IL POST TERREMOTO
Promosso dal Ministero dei Beni Culturali, si è svolto oggi a Roma l’incontro per confrontarsi sulle necessità dei territori colpiti

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Il mondo del turismo si organizza per affrontare l’emergenza post terremoto nelle aree coinvolte,  in piena sintonia con le Amministrazioni Regionali e le associazioni di categoria.
Oggi a Roma - nell’ambito dei lavori del Comitato Permanente per la Promozione del Turismo - il MiBACT ha riunito i rappresentanti delle quattro regioni coinvolte, Abruzzo, Lazio, Marche  e Umbria, e il mondo imprenditoriale del turismo, per individuare le azioni prioritarie a sostegno delle imprese, dei lavoratori e di tutta la filiera che, più di altri settori, è stata messa a dura prova dal sisma del 24 agosto scorso.

Sisma Centro Italia - Bollettino dell’Unità di Crisi Nazionale del MIBACT - 30 agosto 2016

Sisma Centro Italia - Bollettino dell’Unità di Crisi Nazionale del MIBACT - 30 agosto 2016

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Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite le squadre dei tecnici formate dai Segretariati regionali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che stanno operando sulla base delle linee di intervento stabilite dalla direttiva del Ministro del 23 aprile 2015, ha avviato le attività sul campo del primo rilevamento dei danni al patrimonio culturale provocati dal sisma del 24 agosto 2016. La ricognizione è cominciata a partire dalle località esterne alla zona estesa ai 16 comuni inclusi nel primo elenco del cratere – Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefiorino (FM), Montemonaco (AP), Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE), Accumoli (RI), Amatrice (RI), Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG) – portando a un primo elenco dei beni interessati che è in costante aggiornamento. In particolare, tra le prime segnalazioni, in Abruzzo. in provincia di Teramo, a Campli sono stati rilevati danni alle chiese di San Francesco, San Paolo, San Giovanni nella frazione di Castelnuovo e Santa Maria ad Venales nella frazione di Roiano, alla chiesa di San Michele a Isola del Gran Sasso (TE), alla chiesa parrocchiale di Torano Nuovo (Te), alla Chiesa della Santissima Annunziata di Valle Castellana (TE), a Palazzo Salvini sede del Museo Archeologico di Teramo, al santuario di Santa Maria delle Grazie, alla chiesa di S. Agostino, alla chiesa di Santa Maria in Cartecchio sempre a Teramo e alla chiesa di San Pietro ad Lacum nella omonima frazione. In provincia dell’Aquila danni segnalati alle chiese di San Flaviano, San Pietro, San Cipriano e Madonna delle Grazie a Capitignano, alla chiesa parrocchiale di Montereale nella frazione di Santa Lucia e agli abitati di Cagnano Amiterno e Campotosto, già interessati dal sisma del 2009. Nelle Marche sono in corso le verifiche per il magazzino di ricovero del patrimonio culturale colpito presso il Forte Malatesta di Ascoli Piceno, mentre danni sono segnalati in circa 275 chiese in tutte le province e nella zona rossa si è provveduto a una prima messa in sicurezza della chiesa di Santa Croce a Pescara del Tronto. Nel Lazio i sopralluoghi sono partiti dalle località esterne alla zona rossa e in particolare da Leonessa dove è stata effettuata una ricognizione del monastero di San Giovanni come possibile deposito dei beni del patrimonio ecclesiastico. Domani si verificherà ad Amatrice la possibilità del recupero dal Museo Civico con l’aiuto dei vigili del fuoco e con il presidio dei carabinieri CTPC dell’opera più importante di Nicola Fioltesio, detto Cola dell’Amatrice, presente nella cittadina: la Madonna con Bambino e San Giovannino. In Umbria i sopralluoghi hanno interessato alcune situazioni di maggior rischio per l’incolumità pubblica, ossia il campanile di Castelluccio e la facciata della chiesa di Frascaro, per i quali domani è previsto un intervento di messa in sicurezza con l’assistenza della protezione civile e dei vigili del fuoco.

Come da MiBACT, Redattrice Maria Tiziana Natale

2016 10km SE of Norcia, Italy earthquake map, dello United States Geological Surveyhttp://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eventpage/us10006g7d#shakemap, da WikipediaPubblico dominio.

 


Nuove opportunità per visitare aree archeologiche L'Aquila di Amiternum e Forcona

Nuove opportunità e nuovi orari per visitare le aree archeologiche de L'Aquila di Amiternum e Forcona il 25 aprile e il 1 maggio 2016 e per tutta l'estate

Amiternum - Teatro romano
Amiternum - Teatro romano
Orari prolungati fino a sera per tutta l'estate e aperture straordinarie in occasione delle festività di primavera: da aprile a settembre le aree archeologiche di Amiternum e Forcona si offrono ai visitatori - cittadini, appassionati, scolaresche, studiosi o turisti - con nuove opportunità di visita. Anche, e soprattutto, per le prossime ricorrenze del 25 aprile, Festa della Liberazione, e del Primo maggio, Festa dei Lavoratori, tradizionalmente riservate a gite ed escursioni fuori città.
Dopo il successo dell'iniziativa "Pasqua 2016. Invito a riscoprire l'archeologia" - oltre 300 visitatori a Amiternum, oltre 200 presenze il solo giorno di Pasquetta alle visite guidate alla Necropoli vestina di Fossa - la Soprintendenza Unica Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Aquila e il cratere ripropone nuovamente il suo invito a visitare le straordinarie aree archeologiche dei dintorni - custodi di un passato grandioso e di testimonianze pregevoli dell'antichità sabino-romana e imperiale - approfittando della primavera inoltrata e degli orari prolungati.
Amiternum - Anfiteatro romano
Amiternum - Anfiteatro romano
Da aprile a settembre l'Anfiteatro e il Teatro di Amiternum a S. Vittorino prolungano fino a sera (orario 8.30-19.30) la regolare apertura quotidiana, compreso il lunedì 25 aprile. Stesso orario per l'apertura straordinaria prevista in occasione della Festa dei lavoratori, il Primo Maggio.
In via straordinaria, anche l'area archeologica di Forcona a Civita di Bagno, normalmente chiusa e accessibile solo su richiesta, sarà visitabile per l'intera giornata del 25 aprile (orario 8.30-13.30 e 14.30-19.30) con una apertura resa possibile tramite apposite turnazioni del personale di custodia di Amiternum.
I due siti archeologici di Amiternum - antica città sabino-romana sviluppatasi lungo la via Cecilia a partire dalla metà del III sec. a.C - comprendono i maestosi resti dell'Anfiteatro (I secolo d.C.), con l'adiacente domus a peristilio e la grande cavea del Teatro (I secolo a.C.). La sua estensione è ricostruibile in base alla presenza di necropoli con monumenti funerari di notevole ricchezza, con rilievi scultorei e finissimi letti in bronzo, rivelatori delle ideologie e dei rituali funerari di età repubblicana e imperiale.
Forcona - Complesso monumentale
Forcona - Complesso monumentale
Il sito romano di Forcona è da sempre un punto nodale nella storia delle civiltà del territorio aquilano. Le testimonianze archeologiche, unitamente alle testimonianze storiche ed epigrafiche, consentono di disegnare un quadro dell’importanza del centro e dell’area limitrofa fin dai tempi più remoti: un’importanza legata alla presenza dell’acqua, alla fertilità della terra e alla vicinanza degli antichi percorsi della transumanza, oltre che a luoghi di culto di riferimento per una vasta area geografica e culturale, come dimostrato dalla presenza - poco distante - dei resti dell’antica Cattedrale di San Massimo di Forcona, sede della prima diocesi del territorio.
"Le pregevoli testimonianze della storia più antica di questo territorio, a volte sconosciute agli stessi residenti, possono offrire nuove occasioni di conoscenza dei luoghi e dei paesaggi, nuovi modi di riappropriarsi della memoria e delle radici di queste comunità ancora in gran parte disperse." afferma la Soprintendente Alessandra Vittorini "E' questo l'invito che rivolgiamo a tutti coloro che vorranno riscoprirne il fascino più profondo, rendendoli meta delle loro escursioni di primavera, visite, gite o semplici passeggiate".
Gli orari estivi (aprile-settembre 2016) e le aperture straordinarie:
- Area archeologica di Amiternum: Anfiteatro - S. Vittorino, L'Aquila (aperta tutti i giorni 8.30-19.30)
  apertura straordinaria 25 aprile e 1 maggio 2016: 8.30-19.30; ingresso gratuito
- Area archeologica di Amiternum : Teatro - S. Vittorino, L'Aquila (aperta tutti i giorni 8.30-19.30)
  apertura straordinaria 25 aprile e 1 maggio 2016: 8.30-19.30; ingresso gratuito
- Area archeologica di  Forcona  - Civita di Bagno, L’Aquila
  apertura straordinaria 25 aprile 2016: 8.30-13.30; 14.30-19.30; ingresso gratuito
Peltuinum - Cinta muraria
Peltuinum - Cinta muraria
Oltre ai siti di Amiternum e Forcona, fanno capo alla Soprintendenza Unica anche gli estesi resti della città di Peltuinum a Prata d'Ansidonia (sempre aperti e liberamente accessibili) e le aree archeologiche della Necropoli vestina di Fossa e del Tempio italico di Castel di Ieri, la cui apertura al pubblico viene assicurata (periodicamente, nel periodo estivo o in occasioni particolari) grazie alla collaborazione delle rispettive Amministrazioni comunali.
L'Aquila 19 Aprile 2016
fonte dati:
Soprintendenza Unica, Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città dell'Aquila e i Comuni del cratere.
Ufficio Comunicazione
Monastero Agostiniano di S. Amico
Via di S. Basilio 2a, 67100   L'Aquila

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


L'offerta culturale del Polo Museale dell'Abruzzo a Pasqua

PASQUA CON L’ ARTE: APERTURA DEI MUSEI E DELLE MOSTRE NEI LUOGHI DELLA CULTURA DEL POLO MUSEALE DELL’ABRUZZO

L'Aquila_Piazza_del_Duomo_2007_by-RaBoeIl Polo Museale dell’Abruzzo, diretto da Lucia Arbace, comunica l’offerta culturale nella Settimana Santa. Oltre alle consuete aperture, nei giorni di Pasqua e Lunedì dell’Angelo, il 27 e 28 marzo, i musei  osserveranno i seguenti orari:
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Alba Fucens: il percorso delle mura

Alba Fucens: il percorso delle mura

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Domenica 20 marzo, alle ore 15,00 “Fucino 2016. Archeologia a chilometro zero” arriva ad Alba Fucens.
Il primo appuntamento della Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo è dedicato alle mura che cingono la città romana per 3 km.
Conservate per tratti consistenti e interrotte da quattro porte per l’accesso al centro urbano, abbracciavano tutto il perimetro definito dalle tre colline, attestato su una quota di m 980 s.l.m. e adattato alle caratteristiche orografiche del sito.
La compattezza e la solidità dell’impianto murario assegnano ad Alba la connotazione di città “ben fortificata” (Strabone V, 3,13), tanto da farne luogo adatto per la prigionia di personaggi importanti: Siface, Perseo di Macedonia e Bituito trovarono in questa località roccaforte di Roma, a mille metri di altitudine tra le montagne, il luogo dove scontare le loro colpe.
Sulle orme dei viaggiatori italiani e stranieri, che dalla fine del Settecento inseriscono Alba Fucens, di cui erano visibili soltanto le mura, tra le tappe preferite, la visita si svolge lungo alcuni dei tratti più significativi del circuito e terminerà nell’anfiteatro dove è in programma un incontro, aperto a tutti, per dialogare su idee, proposte e collaborazioni per Alba Fucens.
Altri appuntamenti sono previsti nei prossimi mesi sia nella città antica che nel territorio circostanti, utili per attivare forme di conoscenza e di tutela dei beni archeologici presenti.
Informazioni
Tel. 366/9615633
Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada

La città sannita del Curino di Alfedena e il Sannio: ricerche antiche e moderne

La città sannita del Curino di Alfedena e il Sannio: ricerche antiche e moderne

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Il convegno che si svolge il 12 marzo con inizio alle 15 presso il Museo Archeologico “A.De Nino” di Alfedena(AQ) offre l’occasione per presentare i risultati delle prospezioni magnetometriche eseguite dall’Università di Roma “La Sapienza” dal 2012 al 2014 finalizzate a rilevare e definire i resti archeologici presenti nel sottosuolo dell’area archeologica di Alfedena e per ripercorrere le ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo sulle necropoli protostorica di Alfedena e su quelle dell’Alto Sangro. La giornata di studi è finalizzata anche a presentare il progetto del Parco Archeologico dell’Alto Sannio, sostenuto dal Comune di Alfedena  che confida nel reperimento di fondi europei per valorizzare il patrimonio archeologico. Il programma del convegno organizzato in collaborazione tra il Comune di Alfedena, l’Università  di Roma “la Sapienza” e la Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo prevede, dopo i saluti di Massimo Scura, Sindaco di Alfedena, interventi di  Paola Piana Agostinetti e Alessandro Vanzetti della Università di Roma “La Sapienza”; Andrea Di Renzoni del CNR – ISMA; Amalia Faustoferri della Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo; Stéphane Bourdin dell’ Ècole Francaise de Rome; Francesco di Gennaro, Soprintendente per l’archeologia dell’Abruzzo; Alberto Savastano dell’Associazione Alto-Sannio; coordina i lavori Silvano Agostini della Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo.
Come da MiBACT, Redattore Giuseppe Labriola


Archeologia e impianto fotovoltaico: quattro anni di confronto

Archeologia e impianto fotovoltaico: quattro anni di confronto

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Domenica 28 febbraio, alle ore 17,00, presso l’Auditorium Fermi di Celano (L'Aquila) nell’ambito del programma “Fucino 2016. Archeologia a chilometro zero”, si svolgerà l’incontro “Archeologia e impianto fotovoltaico. Quattro anni di confronto”.
Saranno presentati i risultati delle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologia dell'Abruzzo nell’area interessata dalla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico, nelle località Pratovecchio e Paludi.
Il tema ”archeologia preventiva e opere pubbliche” è di grande attualità e viene qui affrontato al termine di un intervento durato quattro anni (2011-2015), durante i quali l’applicazione degli articoli  95 e 96 del D. Lgs. 163/2006 ha consentito un’efficace azione di tutela.
La realizzazione dell’impianto fotovoltaico, ha portato infatti alla preventiva scoperta di importanti insediamenti e necropoli di epoca preistorica, protostorica e romana, posti lungo le sponde del lago Fucino. Dal 2011, con finanziamenti del Comune di Celano sono stati effettuati oltre seicento saggi preventivi che hanno interessato una superficie di circa 28 ettari; successivamente si è proceduto allo scavo di differenti aree, con il coinvolgimento di decine di archeologi, collaboratori e tecnici.
La prima fase dell’intervento, concentrata nella località Pratovecchio, ha riportato alla luce una necropoli di epoca romana (I-III sec. d.C.), nella quale sono state recuperate 260 tombe.
Tra queste, hanno restituito corredi con monili in oro le sepolture di fanciulle morte precocemente: orecchini, anelli e collane accompagnavano le giovani defunte.  In alcuni casi, le tombe sono state riutilizzate più volte, dopo aver sistemato i precedenti resti in cassette di legno.
Sulla stessa area sono stati individuati anche i resti di precedenti frequentazioni, sia di età neolitica che eneolitica; a quest’ultima appartengono quattro sepolture, di cui una prelevata intera, ancora nella terra, che sono in corso di studio nell’ambito di un progetto internazionale che porterà anche alla identificazione del DNA.
In un altro settore dello scavo, prossimo alla Circumfucense, nella località  Paludi, è stato scavato un edificio con vari ambienti che conservano le suspensurae, ossia le colonnine in mattoni che rialzavano il pavimento per consentire il passaggio dell’aria calda al di sotto.
Adiacente a questa zona, ma fortemente compromesso da canali di varie epoche e da una fitta vegetazione, è stato rinvenuto un edificio rustico, del quale sono stati individuati gli spazi destinati agli animali, in particolare le porcilaie, riconoscibili per la loro pianta rettangolare stretta e allungata.
Una parte dell’edificio principale, nonostante l’abbondante presenza di acqua di falda, che ha reso particolarmente difficile tutte le operazioni di scavo, è stata protetta e lasciata in vista, così come la strada di epoca romana (decumano), sulla quale affacciava.
Questa antica viabilità conserva l’orientamento antico e costituisce un segno visibile dell’organizzazione territoriale e del paesaggio di epoca romana lungo le sponde del lago.
Attività di tutela e valorizzazione dei beni archeologici, ricadenti nel territorio di Celano, sono invece previste nell’accordo quinquennale stipulato tra Soprintendenza e Comune, con l’utilizzo di una parte dei proventi derivanti dal funzionamento dell’impianto fotovoltaico.
Saranno pubblicati gli esiti delle ricerche archeologiche, restaurati i manufatti e organizzata una mostra; mentre nei prossimi mesi sono previste visite guidate alle aree rese fruibili al pubblico.Altre iniziative saranno illustrate nel corso dell’incontro.
Il confronto tra l’archeologia preventiva e l’opera pubblica ha prodotto pertanto numerosi risultati; la procedura ha mostrato le grandi potenzialità esistenti nella proficua collaborazione tra istituzioni pubbliche, particolarmente necessaria ed auspicabile in un territorio complesso e ricco come la Marsica, in cui il rispetto delle competenze e dei ruoli garantisce la tutela del patrimonio archeologico.

Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada
Il Fucino, foto da WikipediaPubblico Dominio (ISS Crew Earth Observations experiment, Caption by M. Justin Wilkinson, NASA-JSC. - earth observatory of NASA (Astronaut photograph ISS016-E-30337)).


Da confini del mondo alla patria di Ovidio. Merci, uomini e idee

Da confini del mondo alla patria di Ovidio. Merci, uomini e idee

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Apre al pubblico il 25 febbraio alle 18 presso il  la mostra "Dai confini del mondo alla patria di Ovidio". Il consueto appuntamento al Museo Civico Archeologico, proposto da Soprintendenza Archeologia dell'Abruzzo e Comune di Sulmona, si basa quest’anno sull’individuazione di quei reperti esposti nelle tre sezioni museali che documentano la capillare circolazione di merci, idee e uomini lungo le strade che anche in area peligna aprivano l’antica società sulmonese al mondo allora conosciuto, esteso tra Mediterraneo, Asia e Paesi “europei”.
L’idea della mostra nasce dalla opportunità di fornire una nuova consapevolezza delle radici storiche della realtà sulmonese da sempre permeabile ai traffici commerciali e alla circolazione di idee e persone, favorendo il rilancio del patrimonio archeologico museale anche come raccordo all'attuale spinta all'integrazione tra cultura locale e le culture altre presenti oggi sul territorio.
Non si espongono capolavori, ma normali oggetti oggi divenuti reperti archeologici che dichiarano la propria esistenza in una rete di relazioni che espande il mondo di Sulmo allo spazio di terra e di mare allora percorso da navi, carri, dromedari. Dunque una piccola mostra ma dai vasti orizzonti.
Non si pretende di sintetizzare così l’enorme e straordinaria complessità di una società lontana, ma di esporre alcuni documenti archeologici che attestano la capacità di relazioni che caratterizza la nostra terra da più di duemila anni.
La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30, fino al 31 maggio 2016.
 Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada.

 
Museo Civico Archeologico di Sulmona, foto di Ra Boe (selbst fotografiert DigiCam C2100UZ) da WikipediaCC BY-SA 2.5.


Mostra "Un prezioso gruzzolo di monete greche antiche da Poggio Picenze"

22 Dicembre 2015

Un prezioso gruzzolo di monete greche antiche da Poggio Picenze

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È il titolo della mostra che si inaugura il 23 dicembre alle ore 10,30 a L’Aquila presso la filiale della Banca d’Italia  in cui vengono esposte 80 monete  d’argento (denominate tetradrammi, trioboli e dracme) emesse da zecche greche del Peloponneso, dalla Lega Achea, da Atene e dai re della Cappadocia, tra il III e il II secolo avanti Cristo. L’esposizione è frutto della collaborazione tra la Banca d’Italia, filiale dell’Aquila e la Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo nell’ambito della presentazione della nuova banconota da 20 euro.
Di questo “tesoretto” ci rimangono 400 monete rinvenute nel 1953 in una cava di pietra a Poggio Picenze, nel Comune dell’Aquila, che per la prima volta sono esposte al di fuori del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti.  Sulle monete sono rappresentati simboli caratteristici della vita politica, sociale e religiosa del mondo antico greco.
Sul dritto delle tetradramme di Atene è rappresentata la testa della divinità protettrice della città, Atena, mentre sul rovescio compare la civetta, animale sacro alla dea, simbolo di sapienza e saggezza.
Sul dritto dei trioboli della Lega Achea, unione politica ed economica di città–stato, è raffigurata la testa di Zeus, patrono della Lega, protettore delle alleanze e delle federazioni di popoli. Sul rovescio, invece, accanto al monogramma della Lega, è apposto un simbolo individuale di ogni poleis quale il tridente, il delfino, il fulmine, la testa di capra: questi simboli rappresentano un segno di autonomia, paragonabili a quelli utilizzati sulle odierne banconote e monete dell’euro.
Il tesoretto fu nascosto probabilmente nell’80 a.C. e contiene molti pezzi emessi due secoli prima. Ciò non deve meravigliare: anticamente  le monete rimanevano a lungo in circolazione e alcuni tipi, come quello delle monete d’argento di Atene, ebbero prolungato successo “internazionale” per la qualità della lega metallica e per il peso regolare.
È probabile che il gruzzolo di Poggio Picenze e altri tesoretti simili, ritrovati fuori dai confini della diffusione della civiltà greca, fossero proprietà di militari che avevano partecipato alle campagne belliche condotte in Grecia da Silla contro Mitridate VI Eupator (88–85 a.C).
Una parte rappresentativa del tesoretto è esposta dal 1985 nelle sale della Collezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale dell’Abruzzo a Chieti.
La mostra sarà visitabile fino al 16 maggio 2016 durante gli orari di apertura al pubblico della Banca d'Italia: dal lunedì al venerdì 8,15 - 13,30.

 
Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada
Piazza Duomo a L'Aquila, foto da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da e di Raboe001 (Ra Boe - selbst fotografiert DigiCam C2100UZ).
 


Riapre a L'Aquila il Museo Nazionale d'Abruzzo - MUNDA

DOPO IL DISASTROSO TERREMOTO DEL 2009, A L’AQUILA RIAPRE IL “MUNDA” IL MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO,
NELLA SEDE DELL’EX MATTATOIO COMUNALE
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Lavori di ristrutturazione all’avanguardia per le tecnologie antisismiche e un percorso di grande fascino, con una selezione di oltre 100 opere, in attesa del pieno recupero del castello cinquecentesco. Visitabile gratuitamente fino al 3 gennaio.
Accurati restauri hanno riportato in vita tanti capolavori gravemente danneggiati dal sisma: ora restituiti agli aquilani e alla comunità internazionale.

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