Speciali perché differenti: gli antichi romani e noi

SPECIALI PERCHÉ DIFFERENTI: GLI ANTICHI ROMANI E NOI

“Tra i romani e noi c’è un abisso”, sentenzia lo storico francese Paul Veyne mentre compila il suo inventario delle differenze. Ne è convinto anche Giusto Traina, docente a Sorbonne Université e autore del recente La storia speciale: perché non possiamo fare a meno degli antichi romani, saggio laterziano che con approccio mordace indaga i tratti peculiari, le vicissitudini e le sorti di alcuni protagonisti della parabola di Roma, dalle origini fino alle soglie del tardoantico, e i colossali fraintendimenti con cui, nei secoli successivi, la sua immagine è stata manipolata, spesso a scopo biecamente propagandistico.

Pannello detto "Saturnia Tellus", Ara Pacis, Roma. Foto di Luciano Tronati, CC BY-SA 4.0

La storia romana è speciale innanzitutto perché ci riguarda: in quanto paradigmatica, i suoi nodi sono impressi indelebilmente nella nostra visione del mondo e influenzano, seppure in maniera sotterranea, il nostro pensiero e, di conseguenza, il nostro agire. Tuttavia, a ben vedere, la cifra di unicità che caratterizza la vicenda di Roma antica è rilevante anche per lo sforzo che essa ci impone di fuoriuscire per un attimo da noi stessi, per mettere a fuoco la vertigine che ci separa da quella civiltà e che contribuisce a definire la nostra identità oggi. Diritto alla cittadinanza, senso del limite, valore della sconfitta, dinamiche di integrazione: sono tutti temi che trovano tuttora posto nel nostro dibattito pubblico, che lo accendono nonostante l’origine antica delle questioni che sollevano.

Efficacemente Traina converte il tradizionale – e, a dire il vero, ormai soporifero – interrogativo «A che serve?» in un’affermazione decisamente più significativa: perché non ne possiamo fare a meno. Sin dal titolo, cioè, lo studioso spazza via i dubbi circa l’utilità della storia e del classico, sancendone anzi l’indispensabilità, alla luce di un percorso avvincente, sotto l’egida di frasi idiomatiche latine (lingua geniale di una storia speciale, avverte l’autore dapprincipio) effettivamente tràdite dagli antichi o fantasiosamente costruite nel volgere delle stagioni successive. Così da Roma caput mundi a Aut Caesar, aut nihil, da Civis Romanus sum a Imperium sine fine, il sentiero tracciato nel volume si dipana lungo luoghi della memoria e dell’attualità, nella convinzione dichiarata che l’esercizio critico del riconoscimento delle analogie possa essere funzionale alla comprensione dei fatti, sia di quelli passati sia di quelli che accadono sotto il nostro sguardo talvolta smarrito; perciò, pur senza cedere all’ammaliante quanto pericoloso fascino della comparazione frettolosa e superficiale, individuare lucidamente i termini di confronto tra il mondo classico e il presente è il primo passo per formulare un giudizio che tenga conto della complessità, senza negarla né appiattirla su schemi noti e rassicuranti.

Il “Grand Camée de France”, sardonice, Cabinet des Médailles, Parigi. Foto Flickr di Carole Raddato, CC BY-SA 2.0 

Grandiosa, irriducibile e multiforme, secondo un aneddoto riportato dal Talmud Roma contiene di che nutrire il mondo intero; considerazione, questa, che risulterebbe ancora pienamente condivisibile se si riuscisse a superare quella percezione di capitale onnivora e indolente, che si crogiola mollemente nel culto delle sue stesse rovine, rinunciando a tradurre in azione il potenziale di cui è ancora indubitabilmente ricca. In questo senso, il saggio di Traina è un affresco che, con accenti pop e un’ironia puntuta, restituisce, insieme alle evidenti ombre che abbiamo ereditato dal passato, anche quella luce feconda che permette di chiarire lo sguardo quando osserviamo i fenomeni compositi del contemporaneo.

La storia speciale: perché non possiamo fare a meno degli antichi romani Giusto Traina
La copertina del saggio di Giusto Traina, La storia speciale: perché non possiamo fare a meno degli antichi romani, pubblicato (2020) da Editori Laterza nella collana i Robinson

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Festival dell'Editoria sul mondo antico 2019 prima edizione Università La Sapienza Roma Museo dell'Arte classica La Sapienza Roma

Prima edizione del Festival dell’Editoria sul mondo antico

Festival dell’Editoria sul mondo antico 2019 – Sapienza Università di Roma/ Centrum Latinitatis Europae

Festival dell’Editoria sul mondo antico 2019 prima edizione Università La Sapienza Roma Museo dell'Arte classica La Sapienza RomaGiovedì 11 aprile, dalle 9 alle 18, si svolgerà, nel Museo dell’arte classica dell’università La Sapienza di Roma, il primo Festival dell’Editoria sul mondo antico, organizzato dal Centrum Latinitatis Europae e dalla Sapienza stessa.

Per la prima volta un appuntamento dedicato in modo esclusivo all’attività editoriale sul mondo antico, in particolare sulle civiltà greca e romana: per dare spazio alle diverse e numerose voci di ricerca, didattica e divulgazione che costituiscono un’importante settore dell’editoria italiana.

Nelle suggestive sale del Museo dell’arte classica della Sapienza gli editori presenteranno su appositi stand le loro novità, mentre nella sala Odeion, al centro del Museo, si susseguiranno oltre venti presentazioni di volumi sul mondo antico.

Aprirà la chermesse una sessione dedicata all’editoria per ragazzi, settore sempre più in crescita, strategicamente importante per appassionare i giovanissimi lettori alla cultura classica, attraverso riscritture di miti e biografie dei grandi personaggi del passato, anche attraverso il fumetto.

La seconda parte della mattinata sarà dedicata all’ambito della ricerca e della divulgazione: da Omero al collezionismo di antichità, passando per temi trasversali quali il vino nel mondo antico.

Nel pomeriggio la sezione di didattica: manuali, testi scolastici e universitari, nuove strategie per il liceo classico e l’insegnamento del greco e del latino saranno protagonisti degli incontri, conclusi da un “non classicista” eccellente, il matematico e storico del pensiero scientifico Lucio Russo, autore di un volume che racchiude, in una domanda, il senso generale dell’evento: Perché la cultura classica?

Tra una presentazione e l’altra, i flash mob del gruppo Theatron- Teatro antico alla Sapienza, e le visite guidate degli archeologi del Museo dell’arte classica.

Decine di Autori, performance teatrali, visite guidate, stand di esposizione, novità editoriali ed esperimenti didattici: giovedì 11 aprile, dalle 9 alle 18, presso il Museo dell’arte classica dell’università La Sapienza di Roma.

Editori presenti: Arbor Sapientiae, Bompiani, Delta Tre, Einaudi, Efesto Edizioni, La Nuova Frontiera, L’Asino d’oro, Laterza, L’Erma di Bretschneider, Loescher, Mondadori, Pearson, Salentina Editrice, Serra.

Autori presenti: Calcani, Cavallero, Ciuffarella, De Cristofaro, Guidorizzi, Marandino, Neri, Pepe, Reali, Ruggiero, Russo, Susani.

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