Il MANN  rinnova la convenzione con gli archeologi

Rinnovata il 14 novembre 2019, nella cornice della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la convenzione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'Associazione Nazionale Archeologi per l'accesso gratuito ai soci ANA fino al 2023. L'evento pestano ha fatto da cornice ad un incontro avvenuto tra il Direttore del MANN ed i vertici nazionali e regionali dell'Associazione. Ringraziamo il Direttore Paolo Giulierini per aver condiviso il rinnovo della convenzione e per la sensibilità mostrata nel sostegno della necessità della libera fruizione museale  per il professionista archeologo.

"Il MANN e il suo Direttore, Paolo Giulierini, confermano una visione moderna dell’istituzione museale" afferma Salvatore Agizza, Presidente ANA Campania, "proiettata alla costruzione di un tessuto connettivo con la società e la comunità territoriale, archeologi compresi". 

Alessandro Garrisi, Paolo Giulierini, Salvatore Agizza

"Il museo non è solo quel magnifico luogo in cui ogni cittadino può fruire del patrimonio storico-artistico nazionale, ma uno strumento di studio e aggiornamento professionale per gli archeologi italiani"  - dichiara Alessandro Garrisi Presidente Nazionale ANA. "Rinnoviamo quindi con grande piacere la convenzione per usufruire dell’ingresso gratuito al Museo Archeologico di Napoli e la mettiamo a disposizione di tutti gli archeologi dell’ANA. Siamo convinti che tutti gli archeologi dovrebbero ricevere la stessa possibilità in ogni museo archeologico dello Stato: una nostra proposta in questo senso è stata a suo tempo presentata alle istituzioni competenti, e ci auguriamo che l’esempio del MANN sia da stimolo alla rapida e positiva conclusione di questa istanza.


Alberto Bonisoli

Costituito l'elenco nazionale dei professionisti dei Beni Culturali

Atteso da anni, finalmente vede luce il decreto che istituisce presso il Mibac gli elenchi nazionali dei professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali. Sette gli elenchi professionali previsti: archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali, storici dell’arte. Come si legge da una nota del Mibac - questo decreto consolida il raccordo tra percorsi formativi, competenze e professioni nei beni culturali e può essere utilizzato come strumento utile per processi di selezione nel mondo del lavoro.

Alberto Bonisoli
Alberto Bonisoli

Il provvedimento, che si attendeva dal 2014, è stato il frutto di una complessa e articolata concertazione tra diversi soggetti e, tra questi, la Direzione Generale Educazione e Ricerca, il Consiglio Superiore dei Beni Culturali, l’Ufficio legislativo del Mibac, le associazioni professionali, le organizzazioni imprenditoriali e quelle sindacali, l’ufficio di Gabinetto del Mibac, il Miur, il Ministero del Lavoro, le Commissioni Parlamentari, la Conferenza Stato-Regioni e il Consiglio Universitario Nazionale. Il decreto firmato da Bonisoli risulta particolarmente importante poiché prevede un processo di inserimento negli elenchi, non soltanto sulla base della professione ma, all’interno dello stesso elenco professionale, sulla base delle competenze acquisite così come dagli standard del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Queste le dichiarazioni di Alessandro Pintucci Presidente CIA, Confederazione Italiana Archeologi: "La firma dei decreti attuativi della legge 110/2014, è quello che i professionisti dei Beni Culturali aspettavano da 5 anni: nonostante i rinvii, i ritardi e gli incidenti di percorso siamo arrivati all’inizio di un nuovo capitolo per le professioni dei Beni Culturali. Possiamo dire che uno dei capisaldi della Convenzione de La Valletta, la formalizzazione e il riconoscimento di chi può operare sul patrimonio culturale, con oggi è raggiunto. Il documento prodotto, pur non rappresentando a pieno le nostre posizioni e ciò che chiedevamo, ci soddisfa, perché è un punto di equilibrio tra istanze diverse, provenienti da ambienti e contesti di lavoro distanti e che raramente riescono a trovare una sintesi. Anche questo è un risultato che dovrebbe convincere tutti. Vedremo all’applicazione se tutto funzionerà a dovere o saranno necessari miglioramenti, ma il regolamento stesso già prevede questa eventualità, il che dovrebbe rassicurare anche i più critici".