FRAMMENTI. Le fotografie di Stefano Cigada

La serie “FRAMMENTI”, realizzata dal fotografo Stefano Cigada, potrebbe sembrare, ad un primo sguardo, una raccolta di fotografie in bianco e nero su soggetti di statuaria classica; in realtà se ci soffermiamo con maggiore attenzione esse ci rivelano altro.

Quella allestita dalla curatrice Jill Silverman van Coenegrachts, nel Museo di Roma in Trastevere (Piazza di Sant’Egidio), è la prima mostra personale del fotografo autodidatta che, dopo aver viaggiato per raccontare il resto del mondo ritorna nel suo paese ritrovando una vecchia passione: quella per la classicità e per l’antico, riportata in vita dalla conoscenza del mercante di antichità David Cahn a Basilea.

Non si tratta in questo caso di voler fotografare le statue e i reperti prodotti dalle civiltà classiche nella loro perfezione formale, bensì di catturare la loro forma attuale, quella che il passare del tempo ha modificato, rendendole appunto incompleti “frammenti”.

 

Il percorso mostra presenta una nuova serie di ventuno stampe in bianco e nero che permettono allo sguardo di posarsi su alcuni particolari delle sculture prese in esame, ponendone in risalto le parti danneggiate, ferite e mancanti; un nucleo coerente di opere il cui soggetto è molto più ampio di quanto successivamente esposto.

Alla maniera di Monet che affittò una stanza appositamente per osservare i cambiamenti che la luce naturale provocava sulla facciata ovest della cattedrale di Rouen e raffigurarla nelle diverse sfumature cromatiche che questa assumeva, Cigada durante il suo processo creativo manifesta la necessità di visitare più volte uno stesso museo, un determinato oggetto. Come il fotografo racconta, si tratta di una vera e propria ossessione che lo ha portato, e lo porta, ad aggirarsi per le stanze di vari musei e a visitare più volte uno stesso luogo o un oggetto, senza mai stancarsi; un’ossessione che allo stesso tempo crea un profondo mutamento nello stato d’animo di colui che osserva.

Le fratture e l’incompletezza cambiano al cambiare dell’incidenza della luce sulle superfici e all’alternarsi delle stagioni, - ci spiega Cigada stesso - in momenti differenti del giorno e dell’anno. La materia è colpita e accarezzata dalla luce ed è in un determinato istante, che il fotografo percepisce qual è l’attimo perfetto da afferrare e sa che proprio quel momento è IL momento. “Non appena prima, non un secondo dopo.”

Tutto questo rende il lavoro di Cigada un lavoro non “sulle statue” ma sul tempo e sul movimento, che nell’esaltare i frammenti di statue attraverso frammenti fotografici ci restituisce un’indagine raffinata e colta sull’ambivalenza e sull’incompletezza dell’esistenza stessa.

Il percorso espositivo è suddiviso in tre ambienti e le stampe sono realizzate con sofisticate tecniche di stampa in Fine Art, una lavorazione che soddisfi precisi requisiti e garantisca una serie di specifiche quali la durata nel tempo senza decadimenti qualitativi e il massimo rendimento nella stampa, dove nulla viene lasciato al caso; sono poi contornate da cornici di colore nero - per le quali il fotografo si è affidato all’atelier di Bartoli (RE).

 

Neppure i passepartout vengono utilizzati, ma il vetro è di tipo antiriflesso e non risulta a contatto con l’immagine; è invece posizionato a circa 0,5 cm dalla fotografia - e non entra in contatto con essa - per cercare di aggirare il riflesso dell’illuminazione artificiale.

Tutte queste soluzioni ci rivelano la vera vocazione dell’opera: quella di essere contemplata sotto la luce naturale.

 

 

 

        

 

 

La mostra sarà visitabile dal 22 gennaio al 15 marzo 2020 al Museo di Roma in Trastevere.
L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è curata da Jill Silverman van Coenegrachts.
L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.

Tutte le foto della mostra FRAMMENTI di Stefano Cigada sono scattate da Ilaria Lely.


Arte di esistere e resistere. Galleria d’Arte Moderna

Venerdì 8 marzo 2019 ore 17.00

Un confronto fra donne sulle donne e la loro energica partecipazione alla vita sociale culturale e scientifica dell’Italia contemporanea, del loro “esistere” e “resistere” in una società che non sempre riconosce la specificità del loro ruolo. Per l’8 marzo 2019 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, dalle 17.00 alle 19.00, è in programma la tavola rotonda Arte di esistere e resistere, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Susan G. Komen Italia.

L’incontro apre il programma di eventi, incontri e proiezioni previsto nell’ambito della mostra DONNE. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. L’esposizione, in corso dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019, è una riflessione, attraverso le arti, sulla figura femminile nella visione di artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali. Il periodo storico analizzato è compreso tra fine Ottocento e i giorni nostri, epoca in cui la consapevolezza di una nuova identità femminile sembra essere ormai al centro della cultura occidentale così come della ricerca di molte artiste.

La tavola rotonda sarà introdotta da Federica Pirani (Sovrintendenza Capitolina) e Daniela Terribile (Vice-Presidente Komen Italia. Chirurga senologa Policlinico Gemelli, Roma). Moderatrice Livia Azzariti. Con la partecipazione di Barbara Alberti (scrittrice), Simona Argentieri (medico psicanalista),Matilde D'Errico (scrittrice, autrice e regista televisiva, ideatrice del programma RAI “Amore Criminale”), Patrizia Gabrielli (storica, Università di Siena),Claudia Hassan (sociologa, Università di Roma Tor Vergata) e Daniela Terribile.

Susan G. Komen Italia è un’organizzazione basata sul volontariato, in prima linea nella lotta ai tumori del seno, su tutto il territorio nazionale. Nasce nel 2000 a Roma come primo affilato europeo della Susan G. Komen di Dallas, con gli obiettivi di investire nella formazione e nella ricerca e stimolare l'innovazione in tema di salute femminile, promuovere la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani, tutelare il diritto alle cure di eccellenza per ogni donna con un tumore del seno. Oggi Komen Italia è presente in 6 regioni italiane (Lazio, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo e Basilicata) e opera in collaborazione con una vasta rete di associazioni “amiche” in oltre 100 città in tutta Italia tramite le quali opera anche a livello organizzativo e sociale. Fra le iniziative realizzate da Komen Italia la Race for the Cure, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo. Ogni anno, più di 120mila persone partecipano alle edizioni di Roma, Bari, Bologna e Brescia. Le protagoniste della Race sono le Donne in Rosa, donne che si sono confrontate con il tumore del seno e a cui è dedicata un'area esclusiva per incontrarsi e condividere emozioni ed esperienze.

INFO

 Incontro gratuito con ingresso a pagamento del biglietto d’entrata alla mostra

Per i possessori della MIC Card l’ingresso alla mostra è gratuito

Max 60 posti, fino a esaurimento. Prenotazione consigliata allo 060608

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museiincomune.itwww.galleriaartemodernaroma.it