angeli elementi marmorei chiese Guardia Sanframondi

Restituiti elementi marmorei trafugati da chiese di Guardia Sanframondi

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono elementi marmorei trafugati da chiese di Guardia Sanframondi

Il 19 ottobre 2021 alle ore 11:00, presso la Chiesa di San Sebastiano a Guardia Sanframondi (BN), il Vice Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), Col. Danilo OTTAVIANI, ha restituito 4 preziosi angeli in marmo, trafugati da due chiese del luogo, al parroco Don Giustino DI SANTO, in presenza del Vescovo di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, S.E.R. Mons. Giuseppe MAZZARAFO, e del Sindaco di Guardia Sanframondi, dott. Raffaele DI LONARDO.

Sono stati riconsegnati due angeli da capo altare in marmo bianco, con decorazioni a drappo di foglie e frutta, opera di bottega campana del XVII secolo, asportati il 13 dicembre 1989 dalla Chiesa di San Sebastiano a Guardia Sanframondi:

angeli elementi marmorei chiese Guardia Sanframondi
Restuituiti elementi marmorei trafugati alle chiese Guardia Sanframondi

I due angeli sono stati recentemente rimpatriati dalla Francia, dov’erano stati localizzati nella disponibilità di un collezionista inglese che, ignaro della provenienza illecita, li aveva acquistati circa 20 anni prima da un antiquario napoletano, durante un soggiorno in Italia. In previsione di un trasferimento in Portogallo, il collezionista aveva deciso di vendere gli angeli, affidandoli a un antiquario di Avignone, ma in questo frangente sono stati individuati dai Carabinieri e bloccati con l’intervento dell’omologo corpo speciale della polizia francese O.C.B.C. (Office Central de lutte contre le trafic des Biens Culturels). Venuto a conoscenza dell’effettiva provenienza furtiva dei beni, il collezionista ha deciso di restituire gli angeli alle autorità italiane. Così, all’esito di una trattativa stragiudiziale, condotta da militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, al comando del Cap. Saverio Loiacono, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, diretta dal Procuratore dott. Aldo Policastro, nel luglio scorso le opere sono state rimpatriate grazie alla proficua collaborazione con l’Ambasciata di Francia a Roma. La riconsegna ufficiale è avvenuta nel corso di una solenne cerimonia presso la sede diplomatica citata, in presenza dell’Ambasciatore francese Christian MASSET e del Generale di Brigata Roberto RICCARDI, Comandante dei Carabinieri TPC che, a sua volta, ha restituito beni culturali sottratti alla Repubblica francese e recuperati in territorio italiano.

Sono state inoltre restituite due sculture in marmo bianco raffiguranti putti alati o cherubini, opera di bottega campana del XVII – XVIII secolo, asportate in epoca antecedente al 19 gennaio 1999 dalla Chiesa del Convento di San Francesco a Guardia Sanframondi, ove erano collocate ai lati del terzo altare della navata destra:

angeli elementi marmorei chiese Guardia Sanframondi
Restuituiti elementi marmorei trafugati alle chiese Guardia Sanframondi

Tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, approfittando delle chiusure post terremoto, diversi luoghi di culto di Guardia Sanframondi sono state oggetto di sciacallaggio, con lo smembramento e il trafugamento di numerosi elementi marmorei brutalmente distaccati dagli altari delle chiese e immessi nel fiorente mercato clandestino dell’antiquariato.

I due putti alati sono stati recuperati presso un’attività antiquariale nel cuore di Milano, rintracciati dai militari TPC, nel corso di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – pool Tutela del Patrimonio Artistico, diretto dal Procuratore Aggiunto dott. Angelantonio Racanelli, presente alla cerimonia. Sono stati ricostruiti i vari passaggi di mano delle opere fino alla vendita originaria, eseguita nel 2001 da un noto antiquario romano, a cui erano pervenute a seguito della morte del padre, anch’egli antiquario e collezionista di marmi. Nonostante il tempo trascorso, i beni sono stati riconosciuti dall’anziano sacerdote che nel 1999 aveva sporto la denuncia, Don Fausto Carlesimo, Preposito della congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, ente proprietario della Chiesa, ma anche dal successore e attuale parroco Don Giustino Di Santo.

Di fondamentale importanza per l’individuazione di tutti i beni è risultata la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando TPC, il più grande database del mondo, con oltre 6 milioni di beni culturali censiti.

Ma altrettanto fondamentale è risultata la catalogazione dei beni storico-artistici delle chiese di Benevento e provincia, svolta in modo lungimirante, sin dai primi anni Settanta, dall’allora Soprintendenza alle Gallerie per la Campania, oggi denominata Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento, diretta dal dott. Mario PAGANO, per l’occasione, rappresentata dalla dott.ssa Paola CONIGLIO, funzionario storico dell’arte per la provincia di Benevento.

Queste restituzioni testimoniano l’importanza della collaborazione fra i Carabinieri TPC, gli Uffici Diocesani dei Beni Culturali e i funzionari delle Soprintendenze, sviluppata anche attraverso la divulgazione della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata nel 2014, nell’ambito della collaborazione tra il Ministero della Cultura, l’Arma dei Carabinieri e la Conferenza Episcopale Italiana, che concilia le esigenze di protezione dei beni ecclesiastici, colpiti spesso da azioni criminose, e quelle devozionali.

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Festa nazionale francese del 14 luglio con restituzioni di beni culturali da un versante all’altro delle Alpi

Festa nazionale francese del 14 luglio - Restituzioni di beni culturali da un versante all’altro delle Alpi

14 luglio restituzioni Francia

In occasione delle cerimonie del 14 luglio 2021, che si sono tenute a Palazzo Farnese a Roma, Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia, ha restituito i beni culturali rubati alla Repubblica italiana, rappresentata dal Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), che a sua volta ha restituito i beni culturali che erano stati sottratti alla Repubblica francese. Queste opere, recuperate dai militari del Reparto specializzato dell’Arma, sono state esposte nella Galleria di Murano a Palazzo Farnese per un giorno.

14 luglio restituzioni Francia

Arturo Dazzi (1881-1966), “Sogno di bimba”, scultura in marmo, 36x122x60 cm, 1926

Asportata a Roma l’8 aprile 2006 dalla cappella di una villa privata, sequestrata in Francia il 22 aprile 2006 e rimpatriata a luglio 2021

La scultura in marmo raffigurante “Sogno di bimba”, scolpita nel 1926 dall’artista Arturo Dazzi (1881-1966), era stata trafugata presso la cappella di una villa privata di campagna a Roma. Il suo recupero è stato possibile grazie a un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC. Nell’aprile del 2006, personale della dogana di Port-Vendres (Francia) ha rinvenuto la scultura, insieme ad altri reperti, nel bagagliaio di un’autovettura condotta da un cittadino italiano, che non era stato in grado di giustificarne il possesso e la provenienza. Gli accertamenti condotti sia in Francia che in Italia hanno permesso di identificarla. Le operazioni, svolte in collaborazione con il Servizio di cooperazione di sicurezza presso l’Ambasciata di Francia a Roma e la Direzione Regionale delle Dogane Francesi di Perpignan (Francia), ne hanno consentito il rimpatrio da Port-Vendres.

Bottega campana del XVII secolo, Angeli capo altare, sculture in marmo, 82x43x27 cm e 78x42x25 cm

Asportate il 13 dicembre 1989 dalla Chiesa di San Sebastiano di Guardia Sanframondi (BN). Spontaneamente restituite in Francia e rimpatriate a luglio 2021

Le due sculture marmoree di angeli da capo altare, speculari tra loro, con drappo di foglie e frutta, opera di una bottega campana del XVII secolo, erano state trafugate nel 1989 da un altare barocco della Chiesa di San Sebastiano di Guardia Sanframondi (BN). Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento e condotte dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, hanno avuto inizio dal controllo capillare che viene effettuato costantemente sulle case d’asta, nei mercati internazionali, nei siti internet e nel mercato antiquario online. Nel 2019 i Carabinieri TPC, insieme ai colleghi di Roma-San Pietro, hanno individuato i beni, in vendita sul sito web di un’importante galleria antiquaria francese. Le successive indagini, una volta informato il collaterale servizio della polizia francese Office Central de lutte contre le trafic des Biens Culturels (OCBC), hanno consentito di accertare che le due sculture erano state affidate in conto vendita da un cittadino inglese, nel frattempo emigrato in Portogallo. Di concerto con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, è stato interpellato il possessore delle opere che ha manifestato la sua disponibilità a restituirle spontaneamente. Le sculture, in collaborazione con il Servizio di cooperazione di sicurezza presso l’Ambasciata di Francia a Roma, sono state rimpatriate da Bagnols-Sur-Cèze (Francia).

4 volumi di testo in marocchino rosso - LA PEROUSE Jean-François (1741-1788) Voyage de La Pérouse autour du monde. Paris: L’imprimerie de la République 1797

Trafugati il 1° dicembre 1987 presso la Biblioteca municipale di Provins (Francia);

14 luglio restituzioni FranciaL’indagine che ha consentito il recupero dei beni librari è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Genova, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, e ha avuto origine nel dicembre 2018 a seguito della segnalazione dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona, a cui i preziosi manufatti erano stati presentati per il rilascio dell’attestato di libera circolazione.

L’attenta consultazione da parte dei militari della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando TPC, in cui sono inserite le immagini e le informazioni sulle opere d’arte rubate, ha permesso di riscontrare che i beni librari segnalati erano quelli trafugati 34 anni fa dalla biblioteca di Provins.

14 luglio restituzioni Francia

I Carabinieri, dopo aver appurato che la domanda per il rilascio dell’attestato di libera circolazione era stata avanzata da una società con sede a Ventimiglia (IM) per conto di una donna incensurata della provincia di Milano, hanno proceduto al sequestro dell’atlante e dei quattro volumi.

La conferma ulteriore sull’origine e sull’autenticità delle opere è stata ottenuta attraverso il loro definitivo riconoscimento da parte del Conservatore Capo del patrimonio di Provins, dott. Luc Duchamp. È stato importante anche il risultato dell’expertise compiuto dai funzionari della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria, che hanno rilevato la presenza di abrasioni e cancellature, verosimilmente eseguite dai ladri con l’intento di rendere più difficoltosa l’individuazione dei beni.

Il dettagliato quadro probatorio fornito all’Autorità Giudiziaria milanese ha infine determinato l’emissione del provvedimento di dissequestro e di restituzione dei beni.

San Rocco e l’Angelo”, altezza 54 cm, scultura in legno policromo

Trafugata il 23 febbraio 1973 presso il Museo comunale “Le Prieuré Du Vieux Logis” di Nizza (Francia)

Riproduzione fotografica dell’opera inserita nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Comando TPC

Nel settembre 2019, all’esito di un controllo amministrativo effettuato a carico di un noto mercante di antiquariato, poi deceduto, i militari del Nucleo TPC di Napoli hanno accertato il possesso di tre opere di provenienza illecita, tra cui una scultura in legno policromo raffigurante “San Rocco e l’Angelo” che, grazie agli approfonditi accertamenti svolti presso la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, è stata ricondotta al furto avvenuto il 23 febbraio del 1973 presso il Museo comunale “Le Prieuré Du Vieux Logis” di Nizza.

L’opera, di inestimabile valore, è stata successivamente riconosciuta dalle Autorità Francesi interessate nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia (INTERPOL).

Fotografia dell’opera al momento del recupero

I responsabili del Ministero della Cultura Francese e del Museo, riconoscendola come quella asportata al Museo di Nizza, ne hanno richiesto la restituzione.

Il 17 maggio 2021 è stato emesso il relativo decreto di dissequestro e restituzione dell’opera alle autorità transalpine.

San Leonardo”, altezza 88 cm, scultura in legno

Rubata il 4 dicembre 2004 dalla Chiesa di Saint-Pierre di Couin (Francia)

Riproduzione fotografica dell'opera inserita nella Banca dati P.SY.C.HE.

Il 23 gennaio 2020, i militari del Nucleo TPC di Venezia, a seguito di segnalazione INTERPOL, hanno sequestrato ad Arzignano (VI), presso un esercizio commerciale di settore, la statua lignea raffigurante "San Leonardo” posta in vendita per circa 2.800 euro. L’ufficio interforze di polizia francese OCBC ha rappresentato che la scultura policroma, alta 88 cm e risalente al XVIII secolo, censita nella banca dati P.SY.C.HE. di INTERPOL, risultava parziale provento di furto di una delle otto statue rubate il 4 dicembre 2004 dalla Chiesa Saint-Pierre di Couin nel dipartimento del Pas de Calais (Francia), bene annoverato dal 12 gennaio 1966 nel patrimonio nazionale della Francia.

La successiva attività d'indagine, svolta con la decisiva collaborazione del Servizio di cooperazione di sicurezza presso l’ambasciata di Francia a Roma, ha permesso di eseguire il formale riconoscimento dell’opera da parte del Sindaco di quel Comune, consentendo così all'Autorità Giudiziaria italiana di disporre il dissequestro e la restituzione della statua che potrà così ritornare, dopo 17 anni, nel luogo di culto da cui era stata asportata.

Fotografia dell’opera dopo il recupero

Testi e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Furti in chiese e conventi. I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei preziose pagine miniate

Sei pagine miniate del XIII secolo, caratterizzate da notevoli capilettera istoriati, sono state restituite alla Direttrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Pistoia, Dott.ssa Lucia Cecchi, dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze, Cap. Claudio Mauti. Erano conservate presso la Chiesa di San Paolo e quella di San Francesco al Prato, l’Archivio Diocesano e le Biblioteche Capitolari Leoniana e Fabroniana.

I furti risalgono agli anni Novanta, quando furono asportati alcuni interi corali e antifonari insieme a numerose pagine strappate dalla rilegatura del volume a cui appartenevano.

Le lunghe indagini che hanno portato al recupero sono state avviate nel 2010, quando alcune pagine miniate furono poste in vendita da case d’asta internazionali e in seguito individuate grazie alla comparazione con le fotografie presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Immediate e approfondite attività investigative svolte sia in Italia che all’estero, grazie alla proficua collaborazione con gli organi di cooperazione internazionale di polizia quali Interpol, Europol e ICE (Immigration and Custom Enforcement degli Stati Uniti d’America), hanno permesso di risalire a un importante canale di “smercio” di preziosi manoscritti miniati che ricettatori specializzati utilizzavano per porli in commercio.

In particolare, due miniature avevano già attraversato illecitamente diverse frontiere, anche extraeuropee, ed erano state infine “contrabbandate” negli Stati Uniti, dove si trovavano in vendita su un sito Internet specializzato.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Un’altra invece, esportata illecitamente ma fortunatamente rimasta in Europa, era stata rubata in analoghe circostanze da un malintenzionato che si era presumibilmente presentato in qualità di studioso. La miniatura era stata già riacquistata a un’asta straniera da un ignaro collezionista italiano il quale, una volta convocato dai Carabinieri e messo al corrente della vicenda, non ha potuto fare altro che mostrare il suo rincrescimento consegnandola senza particolari opposizioni.

All’attività d’indagine è seguito poi il necessario iter giudiziario, a sua volta compendiato dalle Commissioni Rogatorie Internazionali, strumento giuridico di cui si avvalgono le diverse autorità giudiziarie nazionali per poter svolgere i propri atti d’indagine all’estero. Solo dopo il raggiungimento di una definitiva pronuncia giurisdizionale si è potuto provvedere alla restituzione degli antichi manoscritti agli enti legittimati.

Le pagine miniate barbaramente tagliate o, peggio, strappate dagli antichi corali, possono raggiungere sul mercato quotazioni di parecchie decine di migliaia di euro ciascuna, a seconda dell’epoca di realizzazione, del contesto storico-religioso, dell’abilità del miniatore e dell’eventuale presenza di decorazioni in oro, come era consuetudine in passato.

Interi volumi, miscellanee, parti interne, fogli separati e anche grossolani ritagli di singoli capilettera rappresentano una pratica predatoria estremamente distruttiva, che priva la collettività di uno dei caratteri più espressivi ed eleganti dell’ingegno umano.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Diana e Atteone scuola veneta XVI secolo Carabinieri

I Carabinieri restituiscono il dipinto del XVI secolo “Diana e Atteone”

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono il dipinto di scuola veneta del XVI secolo “Diana e Atteone” trafugato nel 1981

Diana e Atteone scuola veneta XVI secolo Carabinieri
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono il dipinto di scuola veneta del XVI secolo “Diana e Atteone” trafugato nel 1981

Un’importante opera pittorica di scuola veneta del XVI secolo, trafugata nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 1981 e recuperata dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), torna finalmente al Castello Lanciano di Castelraimondo (MC). La consegna è avvenuta nelle mani dell’Avv. Luigi Tapanelli, Presidente e legale rappresentante della Fondazione di Religione Ma.So.Gi.Ba.

Il dipinto è comparso sul mercato antiquariale quando stava per essere battuto in vendita da una casa d’aste lombarda. I militari della Sezione Elaborazione Dati del Comando TPC, che quotidianamente monitorano centinaia di opere pubblicate in vari cataloghi di vendita, hanno comparato le immagini del bene in asta con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” identificando l’opera. Per la sua importanza storico-culturale, il dipinto era inserito nel “bollettino” delle opere d’arte trafugate, pubblicazione annuale dal titolo “Arte in Ostaggio”, realizzata dal Comando TPC sin dal 1973, strumento fondamentale per contrastare il traffico illecito di opere d’arte.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano e condotte dai militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, hanno consentito di identificare il mandatario a vendere dell’opera. È stata così ricostruita la catena dei vari passaggi di mano del bene.

La restituzione odierna rappresenta il costante e proficuo impegno del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nella ricerca, anche a distanza di anni, di beni d’arte dispersi, al fine di contribuire a ricostruire i percorsi storici, culturali e sociali di un territorio per renderli nuovamente fruibili alla collettività.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Dipinto “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” restituito dai Carabinieri

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono dipinto fiammingo a 14 anni dal furto: è il “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” di Leonaert Bramer 

I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno restituito al legittimo proprietario il dipinto “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” del pittore fiammingo Leonaert Bramer (1596-1674), conosciuto in Italia anche come Leonardo delle Notti. L’opera era stata rubata da ignoti nel febbraio 2006 all’interno di una casa d’aste di Roma e poi è ricomparsa all’incanto, in vendita per conto terzi, presso un esercizio capitolino di settore.

I militari hanno individuato la proposta di vendita del dipinto, un olio su ardesia delle dimensioni di 16x21 cm, nel corso del quotidiano monitoraggio del web finalizzato alla ricerca di beni rubati. Le verifiche condotte attraverso la consultazione della “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database al mondo di opere d’arte rubate gestito dal Comando TPC, hanno consentito di accertarne la provenienza furtiva, che trovava riscontro anche nel Bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio” pubblicato nel 2006.

Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco Leonaert Bramer Leonardo delle Notti Carabinieri
Il dipinto Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco di Leonaert Bramer, anche noto come Leonardo delle Notti

I Carabinieri del Nucleo di Udine, giunti a Roma, hanno formalizzato il riconoscimento dell’opera da parte del legittimo proprietario, un avvocato romano che ne rivendicava la restituzione, portando all’esecuzione del sequestro. Immediatamente informata, la Procura della Repubblica di Roma ha convalidato il provvedimento cautelare sul dipinto, il cui valore commerciale si aggira intorno ai 15.000 euro, che è stato così affidato in custodia giudiziale alla casa d’aste mandataria alla vendita.

Nei giorni immediatamente successivi, in seguito a ulteriori approfondimenti investigativi, i Carabinieri del Nucleo friulano hanno denunciato i presunti responsabili per le opportune valutazioni da parte della Procura di Roma – Pool Tutela del patrimonio artistico – che ha provveduto a restituire il bene culturale al legittimo proprietario in collaborazione con il Nucleo TPC di Roma. Dopo quattrodici anni, le ricerche e le indagini condotte dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno portato alla restituzione di un’opera d’arte che il proprietario considerava ormai perduta.

Testo e immagine dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Scansano: Carabinieri TPC restituiscono terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dopo 49 anni dal furto, restituisce alla Comunità di Scansano (GR) ed alla chiesa di San Giovanni Battista, una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia.

Il 5 settembre 2020, alle ore 11, alla presenza del Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello (GR), Mons. Giovanni Roncari e del Sindaco di Scansano, Francesco Marchi, il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, ha restituito alla comunità scansanese un’importantissima terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, trafugata la notte del 9 agosto del 1971 dalla chiesa di San Giovanni Battista.

terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia Scansano chiesa di San Giovanni Battista

Erano gli anni del cosiddetto “grande saccheggio” in cui beni d’arte, in particolar modo della Chiesa, e i reperti archeologici venivano trafugati in numero elevatissimo dall’Italia e, quelli di maggiore rilevanza come la terracotta della chiesa di San Giovanni Battista, esportati illecitamente. Tale situazione, diffusa o con ripercussioni anche all’estero, portò la Comunità internazionale, al termine di un lungo e complesso processo di elaborazione, a sottoscrivere la Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà di beni culturali, primo strumento internazionale dedicato alla lotta al traffico illecito di beni culturali in tempo di pace.

Ed è in questo contesto storico che, il giorno seguente al furto, l’allora Parroco, Don Francesco Mascalzi, denunciò il grave fatto alla locale Stazione Carabinieri, producendo la fotografia del bassorilievo asportato, tratta dalla pagina n. 73 del libro, a cura di C.A. Nicolosi, “La montagna Maremmana” stampato dalle Arti Grafiche di Bergamo. Tale immagine si rivelò fondamentale per la prosecuzione delle indagini: infatti, venne acquisita dai Carabinieri dell’allora Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Roma che la pubblicarono sul primo numero del Bollettino delle opere da ricercare, edito dal Comando Generale dell’Arma, all’epoca strumento pressoché unico per informare, anche a livello internazionale, della sottrazione dei beni più importanti. Negli anni ‘80, con lo sviluppo delle prime tecnologie in campo informatico, l’immagine del bene fu inserita nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal TPC.

Nel 2013 i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze accertarono che la terracotta, dopo essere stata venduta nel 2011 presso una nota casa d’aste di Londra, era confluita nelle collezioni di un canadese che l’aveva acquistata in buona fede, per la somma di 340.000 dollari, da una galleria d’arte statunitense. L’opera venduta era, senza ombra di dubbio, quella asportata da Scansano: la comparazione fotografica tra l’immagine presente nel catalogo di vendita e quella trafugata inserita in Banca dati, permetteva di accertare oltre all’identica corrispondenza iconografica, la presenza di contrassegni identificativi univoci (al pari delle impronte digitali) quali la sbeccatura del naso del Bambino, la mancanza di forma triangolare nel mantello sopra al gomito del braccio destro della Vergine e diverse cadute dello smalto su tutta la superficie.

Nel marzo del 2016, personale del TPC avviava con il collezionista canadese le prime trattative extragiudiziali finalizzate alla restituzione dell’opera mediante l’intermediazione dell’Ambasciata italiana in Canada e dell’Ufficiale dei Carabinieri impiegato, quale Esperto per la Sicurezza presso quella Rappresentanza, che organizzava un primo incontro a Londra.

Nel gennaio 2018, il Nucleo fiorentino presentava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca un’informativa di reato per esportazione illecita della scultura a carico di ignoti che permetteva di ottenere, il 27 febbraio successivo, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca, la confisca della stessa con successiva emissione di Commissione Rogatoria Internazionale. Contemporaneamente, essendo emerse difficoltà di natura giuridica in ordine all’accettazione della rogatoria da parte della controparte canadese, venivano intraprese molteplici attività di mediazione extragiudiziale tra gli eredi del collezionista, personale del Comando TPC e funzionari della Rappresentanza diplomatica italiana in Canada, culminate con la decisione dei possessori dell’opera di restituirla all’Italia.

Rimpatriata dai Carabinieri del Nucleo di Firenze l’8 aprile 2019, in attesa del perfezionamento delle misure di sicurezza necessarie per la ricollocazione del bene nella sua sede originaria, la scultura veniva esposta dal 3 maggio al 14 luglio 2019 al Palazzo del Quirinale in occasione della mostra, inaugurata dal Presidente Repubblica, intitolata “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia” realizzata in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Firenze, 5 settembre 2020

Testo e foto dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale