Emergono colonne di marmo dal letto del Tevere ad Ostia antica

Emergono colonne di marmo dal letto del Tevere ad Ostia antica

"Non poteva essere più fortunato il battesimo del nuovo servizio di tutela archeologica subacquea del Parco di Ostia antica." Queste le parole del direttore del Parco archeologico di Ostia antica, Alessandro D'Alessio.

Alessandro D'Alessio, Direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Infatti, durante la prima campagna subacquea della dottoressa Alessandra Ghelli, neo responsabile del Servizio tutela del patrimonio subacqueo, appena istituito dal Parco Archeologico di Ostia antica, congiuntamente al Nucleo dei Carabinieri subacquei di Roma e del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Roma, sono state individuate nel fiume Tevere tre grandi fusti di colonne marmoree di più di due metri di diametro e due metri e mezzo di lunghezza. I reperti  si trovavano a cinque metri di profondità, completamente interrate nell'argine del fiume.

colonne marmo Tevere Ostia Antica Parco Archeologico di
Alessandra Ghelli, archeologa e Responsabile del Servizio tutela patrimonio culturale subacqueo del Parco Archeologico di Ostia Antica. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

L'operazione di ricognizione subacquea ha avuto inizio dalla foce del Tevere, risalendo poi il corso della Fossa Traiana, il canale di Fiumicino realizzato dagli architetti imperiali.

I mezzi impiegati. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Difatti, durante l'Impero, Roma rappresentava l'approdo più ambito, dove giungevano navi e merci provenienti da ogni terra affacciata sul Mar Mediterraneo. Parte di queste merci durante il trasporto fluviale poteva essere persa nelle acque, in particolar modo con carichi pesanti come le colonne del Testaccio.

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Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

"Le attività nel mese di maggio si sono concentrate sui fondali della Fossa Traiana ovvero del canale artificiale scavato dall'imperatore Traiano per mettere in collegamento il porto, il suo porto, con il Tevere e che corrisponde all'odierno canale di Fiumicino.

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Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

 

Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Sebbene i fusti di colonna siano di grandi dimensioni, trovarli e individuarli è stato difficoltoso, è stato un lavoro prettamente tattile, soprattutto per il grado di visibilità che sul fondale è pari a zero. Ma l'altra difficoltà è costituita sempre dalla presenza delle correnti, per cui quando si lavora in immersione nel Tevere ci si deve ancorare sul fondale in maniera molto solida e si deve risalire la corrente quasi come fossimo dei granchi". " spiega Alessandra Ghelli.

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Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Difatti, l'elevata densità del limo in questo fiume risulta davvero problematica per l'individuazione dei reperti archeologici, nonostante la profondità massima di dieci metri, la vista degli operatore del Nucleo dei Carabinieri è pari a zero in queste condizioni e l'unica soluzione è il supporto tattile, tastando il fondo nella speranza del recupero dei materiali.

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Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Le colonne sono state fotografate e riprese, secondo la necessità di ottenere una documentazione archeologica, grazie al supporto del Nucleo dei Carabinieri con macchine fotografiche di altissima qualità, in grado di cogliere ciò che ad occhio nudo è invisibile.  Queste sono poi state censite all’interno della Banca dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in modo da conoscerne l'esatta posizione per poter permetterne la tutela al Nucleo dei Carabinieri TPC da furti e reati.

Subacqueo in azione. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

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Parco Archeologico di Ostia antica, colonne di marmo di epoca romana scoperte sul letto del Tevere. Foto dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ostia antica

Recuperate anfore dai fondali del mare di Favignana, località Bue Marino

Località Bue Marino: i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale recuperano importanti anfore dai fondali del mare di Favignana

I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo - in un’attività congiunta con la Soprintendenza del Mare, con l’ausilio dell’Arma territoriale, del Nucleo Subacquei di Messina e grazie anche all’intervento dell’equipaggio della MV CC 811 “Pignatelli” e del Battello Pneumatico CC 405 del distaccamento navale di Favignana (TP) - hanno recuperato, a largo delle acque antistanti la Località Bue Marino dell'isola di Favignana (TP), tre anfore fittili italiche del IV secolo a. C. e un’anfora fittile punica del III secolo a. C., verosimilmente appartenenti a un relitto naufragato.

L'intervento è stato sviluppato dalle unità subacquee dell'Arma e della Soprintendenza del Mare che hanno scandagliato il fondale, individuando le importanti anfore, sulla scorta delle indicazioni fornite dagli archeologi dell’Ente regionale e dai Carabinieri del Nucleo TPC di Palermo. A conclusione delle operazioni, gli antichi manufatti sono stati consegnati ai funzionari della Soprintendenza del Mare.

anfore fittili Bue Marino Favignana
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale recuperano importanti anfore dai fondali del mare di Favignana, in Località Bue Marino

La località del ritrovamento, ritenuta di rilevante importanza, è al vaglio degli archeologi per le relative valutazioni scientifiche poiché da un successivo studio dei materiali recuperati potranno essere acquisiti importanti indizi circa le rotte di navigazione per il collegamento lungo la costa tra le varie città mediterranee, in un periodo storico di fondamentale importanza per gli scambi commerciali.

L'attività rientra nell'ambito di una più vasta azione di prevenzione dei siti archeologici marini che i Carabinieri TPC, in sinergia con i Comandi dell’Arma della linea territoriale e in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, conducono sistematicamente a difesa dell'importante patrimonio culturale siciliano.

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale recuperano importanti anfore dai fondali del mare di Favignana, in Località Bue Marino

Testo, video e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Furti in chiese e conventi. I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei preziose pagine miniate

Sei pagine miniate del XIII secolo, caratterizzate da notevoli capilettera istoriati, sono state restituite alla Direttrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Pistoia, Dott.ssa Lucia Cecchi, dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze, Cap. Claudio Mauti. Erano conservate presso la Chiesa di San Paolo e quella di San Francesco al Prato, l’Archivio Diocesano e le Biblioteche Capitolari Leoniana e Fabroniana.

I furti risalgono agli anni Novanta, quando furono asportati alcuni interi corali e antifonari insieme a numerose pagine strappate dalla rilegatura del volume a cui appartenevano.

Le lunghe indagini che hanno portato al recupero sono state avviate nel 2010, quando alcune pagine miniate furono poste in vendita da case d’asta internazionali e in seguito individuate grazie alla comparazione con le fotografie presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Immediate e approfondite attività investigative svolte sia in Italia che all’estero, grazie alla proficua collaborazione con gli organi di cooperazione internazionale di polizia quali Interpol, Europol e ICE (Immigration and Custom Enforcement degli Stati Uniti d’America), hanno permesso di risalire a un importante canale di “smercio” di preziosi manoscritti miniati che ricettatori specializzati utilizzavano per porli in commercio.

In particolare, due miniature avevano già attraversato illecitamente diverse frontiere, anche extraeuropee, ed erano state infine “contrabbandate” negli Stati Uniti, dove si trovavano in vendita su un sito Internet specializzato.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Un’altra invece, esportata illecitamente ma fortunatamente rimasta in Europa, era stata rubata in analoghe circostanze da un malintenzionato che si era presumibilmente presentato in qualità di studioso. La miniatura era stata già riacquistata a un’asta straniera da un ignaro collezionista italiano il quale, una volta convocato dai Carabinieri e messo al corrente della vicenda, non ha potuto fare altro che mostrare il suo rincrescimento consegnandola senza particolari opposizioni.

All’attività d’indagine è seguito poi il necessario iter giudiziario, a sua volta compendiato dalle Commissioni Rogatorie Internazionali, strumento giuridico di cui si avvalgono le diverse autorità giudiziarie nazionali per poter svolgere i propri atti d’indagine all’estero. Solo dopo il raggiungimento di una definitiva pronuncia giurisdizionale si è potuto provvedere alla restituzione degli antichi manoscritti agli enti legittimati.

Le pagine miniate barbaramente tagliate o, peggio, strappate dagli antichi corali, possono raggiungere sul mercato quotazioni di parecchie decine di migliaia di euro ciascuna, a seconda dell’epoca di realizzazione, del contesto storico-religioso, dell’abilità del miniatore e dell’eventuale presenza di decorazioni in oro, come era consuetudine in passato.

Interi volumi, miscellanee, parti interne, fogli separati e anche grossolani ritagli di singoli capilettera rappresentano una pratica predatoria estremamente distruttiva, che priva la collettività di uno dei caratteri più espressivi ed eleganti dell’ingegno umano.

Pagine miniate
Pagine miniate recuperate dal Comando dei Carabinieri TPC. Foto Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Diana e Atteone scuola veneta XVI secolo Carabinieri

I Carabinieri restituiscono il dipinto del XVI secolo “Diana e Atteone”

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono il dipinto di scuola veneta del XVI secolo “Diana e Atteone” trafugato nel 1981

Diana e Atteone scuola veneta XVI secolo Carabinieri
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono il dipinto di scuola veneta del XVI secolo “Diana e Atteone” trafugato nel 1981

Un’importante opera pittorica di scuola veneta del XVI secolo, trafugata nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 1981 e recuperata dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), torna finalmente al Castello Lanciano di Castelraimondo (MC). La consegna è avvenuta nelle mani dell’Avv. Luigi Tapanelli, Presidente e legale rappresentante della Fondazione di Religione Ma.So.Gi.Ba.

Il dipinto è comparso sul mercato antiquariale quando stava per essere battuto in vendita da una casa d’aste lombarda. I militari della Sezione Elaborazione Dati del Comando TPC, che quotidianamente monitorano centinaia di opere pubblicate in vari cataloghi di vendita, hanno comparato le immagini del bene in asta con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” identificando l’opera. Per la sua importanza storico-culturale, il dipinto era inserito nel “bollettino” delle opere d’arte trafugate, pubblicazione annuale dal titolo “Arte in Ostaggio”, realizzata dal Comando TPC sin dal 1973, strumento fondamentale per contrastare il traffico illecito di opere d’arte.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano e condotte dai militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, hanno consentito di identificare il mandatario a vendere dell’opera. È stata così ricostruita la catena dei vari passaggi di mano del bene.

La restituzione odierna rappresenta il costante e proficuo impegno del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nella ricerca, anche a distanza di anni, di beni d’arte dispersi, al fine di contribuire a ricostruire i percorsi storici, culturali e sociali di un territorio per renderli nuovamente fruibili alla collettività.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


I Carabinieri TPC recuperano una statua romana in marmo raffigurante un “Togatus”

I Carabinieri TPC recuperano una statua romana in marmo raffigurante un “Togatus” risalente al I secolo a.C. trafugata a Roma nel 2011

Carabinieri Togatus

I Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno recuperato una statua romana in marmo raffigurante un “Togatus”, opera del I secolo a.C., già collocata nel parco di villa Marini Dettina in Roma, dal quale era stata trafugata circa 10 anni orsono.

L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Roma - pool Tutela del patrimonio artistico - e condotta dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. 

Carabinieri Togatus

Il bene, asportato da ignoti nel novembre 2011, veniva individuato da due militari della Sezione Archeologia che, nell’ambito di indagini svolte in campo internazionale, si trovavano a Bruxelles (Belgio). Liberi dal servizio, al termine delle attività giornaliere, curiosando per le vie del quartiere Sablon, ricco di negozi antiquariali e di antichità, i due carabinieri notavano, presso uno di questi esercizi commerciali, una statua in marmo probabilmente proveniente dall’Italia, danneggiata in più parti verosimilmente per i colpi subìti dagli attrezzi da scavo. Insospettiti, al rientro in Italia e in collaborazione con la Sezione Elaborazione Dati, eseguivano il confronto delle immagini fotografiche acquisite a Bruxelles con i files della Banca Dati Leonardo dei beni culturali illecitamente sottratti che consentivano di ricondurre la statua a quella asportata da villa Marini Dettina.

Carabinieri Togatus

L’importante scultura veniva sequestrata su disposizione della Procura della Repubblica di Roma a seguito di Ordine d’Indagine Europeo accolto dalle autorità belghe e rimpatriata nel febbraio u.s.. Successivamente, le indagini sviluppate anche all’estero in collaborazione con la Direction Generale de l’Inspection Economique du SPF Economie del Belgio, evidenziavano un traffico illecito di beni culturali facente capo a un commerciante italiano, che per le attività criminali utilizzava uno pseudonimo spagnolo e che veniva deferito alla Procura della Repubblica di Roma per la ricettazione e l’esportazione illecita della statua. La scultura romana, che raffigura un “Togatus”, altissima espressione storico-artistica del patrimonio culturale italiano, ha una stima puramente commerciale valutata in circa centomila Euro. 

Roma, 12 aprile 2021

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Carabinieri Togatus


Nicolas Poussin rubato

Recuperato dipinto di Nicolas Poussin rubato nel 1944 in Francia

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale recuperano dipinto di Nicolas Poussin, rubato nel 1944 in Francia dalle truppe di occupazione tedesche

Il dipinto a olio su tela risalente al Seicento “Loth avec ses deux filles lui servant à boire” attribuito all’artista francese Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665), noto in Italia come Niccolò Pussino, è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza e restituito ai legittimi proprietari.

Nicolas Poussin rubato
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale recuperano dipinto di Nicolas Poussin, dipinto a olio su tela risalente al Seicento “Loth avec ses deux filles lui servant à boire” rubato nel 1944 in Francia dalle truppe di occupazione tedesche

L’indagine era stata avviata il 25 maggio 2020 quando gli aventi diritto, una novantottenne svizzera e un sessantacinquenne americano, tramite il loro legale italiano, avevano denunciato il furto dell’opera, delle dimensioni di 120x150 cm, consumato a Poitiers (Francia) dalle truppe di occupazione tedesche nell’abitazione dei loro avi ebrei tra febbraio e agosto del 1944.

I primi accertamenti hanno permesso di appurare che sin dal 22 febbraio 1946 le vittime avevano iniziato le ricerche delle opere asportate dai nazisti in Francia e trasferite in Germania, interessando la Commission de Récupération Artistique e producendo un inventario in cui figurava anche il dipinto in esame. Nel 1947 il bene venne inserito nella pubblicazione “Répertoire des biens spoliés en France durant la guerre 1939-1945”, pubblicato tra il 1947 e il 1949 dal Bureau Central des Restitutions (Gruppo francese del Consiglio di controllo del Comando francese in Germania - Direzione generale dell'economia e delle finanze - Divisione riparazioni e restituzione).

Nel corso delle indagini è emerso che nel 2017 il bene era stato importato in Italia dalla Francia da un antiquario emiliano, che lo aveva poi esportato temporaneamente in Belgio per una mostra mercato a Bruxelles.

Nel 2019, il reale possessore, un antiquario milanese, lo aveva esportato in Olanda in occasione della fiera mercato internazionale di Maastricht. In quella circostanza, il bene veniva individuato da un esperto d’arte olandese residente in Italia che lo riconosceva come una delle opere presenti nella citata pubblicazione.

Le investigazioni hanno, infine, condotto a localizzare e sequestrare il prezioso dipinto, custodito nell’abitazione dell’antiquario milanese in provincia di Padova, che è stato restituito ai legittimi proprietari su disposizione dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha diretto le indagini.

Monza, 1° aprile 2021.

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Madonna con Bambino Pinturicchio

Apre la caccia alle opere trafugate: in rete il bollettino Arte in ostaggio 42

Si apre la caccia ai capolavori trafugati: in rete da oggi il bollettino Arte in ostaggio

Madonna con Bambino Pinturicchio
Dipinto a tempera su tavola “Madonna con Bambino” attribuito a Pinturicchio, rubato nel 1990 a Perugia

Anche quest’anno è stato pubblicato il bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio”, numero 42, edito dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), contenente una selezione delle opere più importanti trafugate in Italia, documento riconosciuto a livello internazionale, ai sensi dell’articolo 4 comma 4 della Convenzione UNIDROIT sui beni culturali rubati o illecitamente asportati”, quale valido ausilio per contrastare il traffico illecito di opere d’arte.

La divulgazione di questa pubblicazione consente al cittadino, agli addetti ai lavori e agli amanti del settore di accedere a informazioni e fotografie riguardanti oggetti artistici da ricercare. Il bollettino, pertanto, può considerarsi un ulteriore ed efficace strumento con cui il Comando TPC, Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri, condivide notizie in suo possesso per accrescere la possibilità di individuare e recuperare rilevanti opere storico-artistiche anche nel difficile momento che stiamo vivendo, caratterizzato dall’emergenza epidemiologica per la diffusione del virus COVID-19.

terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia Scansano chiesa di San Giovanni Battista
Un bassorilievo in terracotta raffigurante “Madonna con Bambino” a opera di Luca Della Robbia, asportato nel 1971 da Scansano (GR)

A dimostrazione della validità dell’iniziativa, nell’ultimo quinquennio grazie al bollettino sono stati ritrovati 147 beni, tra i quali spiccano per pregio: un bassorilievo in terracotta raffigurante “Madonna con Bambino” a opera di Luca Della Robbia, asportato nel 1971 da Scansano (GR) e recuperato nel 2019 in Canada; un dipinto a tempera su tavola “Madonna con Bambino” attribuito a Pinturicchio, rubato nel 1990 a Perugia e recuperato nel 2019 a Londra; la scultura in marmo “Ritratto di Giulia Domna”, asportata tra il 2012 e il 2015 da Villa Adriana a Tivoli e recuperata nel 2016 in Olanda.

Arte in ostaggio 42
scultura in marmo “Ritratto di Giulia Domna”, asportata tra il 2012 e il 2015 da Villa Adriana a Tivoli

Questo numero, come i precedenti, è consultabile e scaricabile (in formato Pdf) sul sito istituzionale dell'Arma dei Carabinieri al seguente link:

http://tpcweb.carabinieri.it/SitoPubblico/bollettini;

o al link del Ministero della Cultura: https://www.beniculturali.it/carabinieritpc, nonché sull'applicazione multilingue per dispositivi mobili "iTPC'.

Anche quest’anno è stato pubblicato il bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio”, numero 42, edito dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC)

Arte in ostaggio 42
Dipinto a tempera su tavola “Madonna con Bambino” attribuito a Pinturicchio

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Dipinto “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” restituito dai Carabinieri

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono dipinto fiammingo a 14 anni dal furto: è il “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” di Leonaert Bramer 

I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno restituito al legittimo proprietario il dipinto “Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco” del pittore fiammingo Leonaert Bramer (1596-1674), conosciuto in Italia anche come Leonardo delle Notti. L’opera era stata rubata da ignoti nel febbraio 2006 all’interno di una casa d’aste di Roma e poi è ricomparsa all’incanto, in vendita per conto terzi, presso un esercizio capitolino di settore.

I militari hanno individuato la proposta di vendita del dipinto, un olio su ardesia delle dimensioni di 16x21 cm, nel corso del quotidiano monitoraggio del web finalizzato alla ricerca di beni rubati. Le verifiche condotte attraverso la consultazione della “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database al mondo di opere d’arte rubate gestito dal Comando TPC, hanno consentito di accertarne la provenienza furtiva, che trovava riscontro anche nel Bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio” pubblicato nel 2006.

Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco Leonaert Bramer Leonardo delle Notti Carabinieri
Il dipinto Notturno con briganti e cavalli intorno a un fuoco di Leonaert Bramer, anche noto come Leonardo delle Notti

I Carabinieri del Nucleo di Udine, giunti a Roma, hanno formalizzato il riconoscimento dell’opera da parte del legittimo proprietario, un avvocato romano che ne rivendicava la restituzione, portando all’esecuzione del sequestro. Immediatamente informata, la Procura della Repubblica di Roma ha convalidato il provvedimento cautelare sul dipinto, il cui valore commerciale si aggira intorno ai 15.000 euro, che è stato così affidato in custodia giudiziale alla casa d’aste mandataria alla vendita.

Nei giorni immediatamente successivi, in seguito a ulteriori approfondimenti investigativi, i Carabinieri del Nucleo friulano hanno denunciato i presunti responsabili per le opportune valutazioni da parte della Procura di Roma – Pool Tutela del patrimonio artistico – che ha provveduto a restituire il bene culturale al legittimo proprietario in collaborazione con il Nucleo TPC di Roma. Dopo quattrodici anni, le ricerche e le indagini condotte dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno portato alla restituzione di un’opera d’arte che il proprietario considerava ormai perduta.

Testo e immagine dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


libri Neamt Carabinieri

Indagine internazionale porta al recupero di preziosi libri antichi

Si sono concluse nella giornata di mercoledì 16 settembre le operazioni della Polizia Nazionale romena che hanno portato al recupero nella contea di Neamt di preziosi libri antichi, rubati a Feltham (Inghilterra) nel gennaio 2017 da un'organizzazione criminale rumena. Questo risultato è stato possibile grazie ad una collaborazione con la Metropolitan Police di Londra e il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).

recupero Libri antichi

I libri, proprietà di tre collezionisti tra cui due italiani, si trovavano momentaneamente in un capannone a Feltham, in attesa di essere portati a San Francisco, in vista della 50° mostra internazionale dei libri antichi. I ladri si erano intrufolati all'interno dell'edificio sfondando i lucernari, calandosi all'interno con l'aiuto di corde.

Immediatamente dopo il furto, i preziosi volumi sono stati inseriti nella Banca Dati dei Beni Culturali sottratti illecitamente, ovvero la più grande banca dati di opere d’arte trafugate al mondo e gestita dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Una svolta nelle indagini è avvenuta il 26 giugno scorso, che ha portato all'arresto di quindici persone tra Romania e Inghilterra. Sono state condotte, inoltre, 45 perquisizioni ed effettuati sequestri di libri rubati in Italia, Regno Unito e Romania.

All'inizio del 2020 è stato arrestato a Torino l'uomo al vertice dell'organizzazione, un quarantenne rumeno, dai Carabinieri del Nucleo TPC di Monza, in esecuzione di un mandato di Arresto Europeo emanato dall'autorità giudiziaria inglese.
In seguito all'arresto, l'uomo ha collaborato con i Carabinieri, fornendo informazioni essenziali per le successive fasi delle indagini di questa complessa operazione congiunta.

L’attività investigativa è stata supervisionata a livello internazionale da Eurojust e Europol, agenzie specializzate nella lotta al crimine in territorio europeo, e condotta per la parte italiana dalla Procura della Repubblica di Milano.

A operazione ultimata, sono stati effettuati tutti gli accertamenti sui volumi, che si sono conclusi con la restituzione ai proprietari.

 

Foto dall'Ufficio Stampa Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sul recupero dei libri antichi rubati a Feltham nel 2017.


Scansano: Carabinieri TPC restituiscono terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dopo 49 anni dal furto, restituisce alla Comunità di Scansano (GR) ed alla chiesa di San Giovanni Battista, una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia.

Il 5 settembre 2020, alle ore 11, alla presenza del Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello (GR), Mons. Giovanni Roncari e del Sindaco di Scansano, Francesco Marchi, il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, ha restituito alla comunità scansanese un’importantissima terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, trafugata la notte del 9 agosto del 1971 dalla chiesa di San Giovanni Battista.

terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia Scansano chiesa di San Giovanni Battista

Erano gli anni del cosiddetto “grande saccheggio” in cui beni d’arte, in particolar modo della Chiesa, e i reperti archeologici venivano trafugati in numero elevatissimo dall’Italia e, quelli di maggiore rilevanza come la terracotta della chiesa di San Giovanni Battista, esportati illecitamente. Tale situazione, diffusa o con ripercussioni anche all’estero, portò la Comunità internazionale, al termine di un lungo e complesso processo di elaborazione, a sottoscrivere la Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà di beni culturali, primo strumento internazionale dedicato alla lotta al traffico illecito di beni culturali in tempo di pace.

Ed è in questo contesto storico che, il giorno seguente al furto, l’allora Parroco, Don Francesco Mascalzi, denunciò il grave fatto alla locale Stazione Carabinieri, producendo la fotografia del bassorilievo asportato, tratta dalla pagina n. 73 del libro, a cura di C.A. Nicolosi, “La montagna Maremmana” stampato dalle Arti Grafiche di Bergamo. Tale immagine si rivelò fondamentale per la prosecuzione delle indagini: infatti, venne acquisita dai Carabinieri dell’allora Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Roma che la pubblicarono sul primo numero del Bollettino delle opere da ricercare, edito dal Comando Generale dell’Arma, all’epoca strumento pressoché unico per informare, anche a livello internazionale, della sottrazione dei beni più importanti. Negli anni ‘80, con lo sviluppo delle prime tecnologie in campo informatico, l’immagine del bene fu inserita nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal TPC.

Nel 2013 i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze accertarono che la terracotta, dopo essere stata venduta nel 2011 presso una nota casa d’aste di Londra, era confluita nelle collezioni di un canadese che l’aveva acquistata in buona fede, per la somma di 340.000 dollari, da una galleria d’arte statunitense. L’opera venduta era, senza ombra di dubbio, quella asportata da Scansano: la comparazione fotografica tra l’immagine presente nel catalogo di vendita e quella trafugata inserita in Banca dati, permetteva di accertare oltre all’identica corrispondenza iconografica, la presenza di contrassegni identificativi univoci (al pari delle impronte digitali) quali la sbeccatura del naso del Bambino, la mancanza di forma triangolare nel mantello sopra al gomito del braccio destro della Vergine e diverse cadute dello smalto su tutta la superficie.

Nel marzo del 2016, personale del TPC avviava con il collezionista canadese le prime trattative extragiudiziali finalizzate alla restituzione dell’opera mediante l’intermediazione dell’Ambasciata italiana in Canada e dell’Ufficiale dei Carabinieri impiegato, quale Esperto per la Sicurezza presso quella Rappresentanza, che organizzava un primo incontro a Londra.

Nel gennaio 2018, il Nucleo fiorentino presentava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca un’informativa di reato per esportazione illecita della scultura a carico di ignoti che permetteva di ottenere, il 27 febbraio successivo, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca, la confisca della stessa con successiva emissione di Commissione Rogatoria Internazionale. Contemporaneamente, essendo emerse difficoltà di natura giuridica in ordine all’accettazione della rogatoria da parte della controparte canadese, venivano intraprese molteplici attività di mediazione extragiudiziale tra gli eredi del collezionista, personale del Comando TPC e funzionari della Rappresentanza diplomatica italiana in Canada, culminate con la decisione dei possessori dell’opera di restituirla all’Italia.

Rimpatriata dai Carabinieri del Nucleo di Firenze l’8 aprile 2019, in attesa del perfezionamento delle misure di sicurezza necessarie per la ricollocazione del bene nella sua sede originaria, la scultura veniva esposta dal 3 maggio al 14 luglio 2019 al Palazzo del Quirinale in occasione della mostra, inaugurata dal Presidente Repubblica, intitolata “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia” realizzata in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Firenze, 5 settembre 2020

Testo e foto dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale