Un femore di 500 mila anni fa mostra interazione diretta tra ominidi e carnivori

27 Aprile 2016
journal.pone.0152284.g005
In molti siti del Pleistocene Medio è possibile individuare la compresenza di ominidi e carnivori, ma le tracce della diretta interazione tra questi non sono al contrario abbondanti.
Un femore di un ominide di 500 mila anni fa, ritrovato nel sito della Thomas Quarry I (anche nota come "Grotte à Hominidés") in Marocco, presenta i segni dell'essere consumato da un grande carnivoro, probabilmente una iena. Il frammento di femore presenta varie fratture e segni di denti. Non si è compreso però se si tratti del risultato di predazione o se l'ominide era morto da poco, prima che il femore fosse consumato dall'animale.
Queste alcune delle conclusioni dello studio relativo, pubblicato su PLOS One.
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Carnivori in cattività già a Teotihuacán

17 Dicembre 2015
journal.pone.0135635.g004
In antichità, gli animali non sono stati semplicemente una risorsa alimentare, ma hanno svolto un ruolo che si manifestava anche a livello sociale e rituale. Si pensi alle mummie animali egizie o ai combattimenti dei gladiatori contro le belve. In Mesoamerica, poi, contribuirono ad esprimere l'ideologia dello stato e il militarismo. Un esempio di questo ci è fornito dai resoconti dei conquistadores nella capitale azteca di Tenochtitlan: tra gli elementi di meraviglia e di splendore, per loro, vi erano pure questi "zoo".
Un nuovo studio si spinge ora più in là, verificando le radici di queste abitudini a Teotihuacán, dove puma, giaguari, lupi e aquile sarebbero stati tenuti in cattività mille anni prima circa. Si tratta di animali dall'evidente valore simbolico e rituale per queste culture. I ricercatori hanno esaminato i resti animali (ritrovati insieme ad altri umani), determinandone la cattività. Questi carnivori sarebbero stati nutriti con mais, o con animali a loro volta nutriti con mais, e forse pure con cani e umani.
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[Dall'Abstract:] Dai combattimenti gladiatori dei Romani alle mummie animali egizie, la cattura e manipolazione di carnivori è stata strumentale nel contribuire a modellare le gerarchie sociali in tutto il mondo antico. Lo studio investiga il punto di flesso, quando gli umani cominciarono a controllare animali non solo come risorse alimentari, ma come simboli rituali e attori sociali nel Nuovo Mondo. A Teotihuacán (1-550 d. C.), una delle più grandi città preispaniche, i resti animali furono componenti integrali di depositi rituali che esprimono l'ideologia dello stato e il militarismo durante la costruzione delle piramidi della Luna e del Sole. I depositi contengono i resti di quasi 200 animali carnivori, vittime umane sacrificali, e altri manufatti simbolici. Lo studio sostiene che la presenza di patologie scheletriche determinate da malattie infettive e ferite manifeste sui resti dei carnivori dimostri la prova diretta della cattività. L'analisi stabile degli isotopi (δ13C e δ15N) delle ossa e dei denti conferma che alcuni di questi carnivori stavano consumando alti livelli di cibi contenenti C4, riflettendo probabilmente una catena alimentare antropocentrica fondata sul mais. Questi risultati spostano indietro l'antichità del mantenimento in cattività di carnivori per scopi rituali, quasi mille anni prima che i conquistadores spagnoli descrivessero lo zoo di Moctezuma nella capitale azteca. Riflettendo questi documenti, i risultati indicano che un gruppo selezionato di carnivori a Teotihuacán possa essere stato nutrito con onnivori che mangiavano mais, come cani e umani. Al contrario delle registrazioni storiche, lo studio in questione fornisce la prima (e diretta) prova archeologica per questa pratica nella Mesoamerica. Rappresenta pure la prima esplorazione isotopica sistematica di una popolazione archeologica di aquile (n = 24) e felidi (n = 29).
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Animali carnivori e ominidi: anche i Neanderthal potevano avere la peggio

15 - 18 Maggio 2015
Neanderthal
Nella storia dell'evoluzione umana, gli incontri anche violenti con gli animali carnivori sono sempre stati presenti con costanza. Un nuovo studio ha applicato i metodi della scienza forense a questi incontri, e in particolare ha determinato che i Neanderthal, notoriamente abili cacciatori, erano spesso anche vittime degli attacchi dei predatori.
[Dall'Abstract: ] L'interazione tra ominidi e carnivori è stata comune e costante durante l'evoluzione umana e ha generato pressioni reciproche e simili a quelle presenti nei moderni conflitti umano-carnivori a livello globale. Questa interazione attuale è alle volte violenta e può riflettersi in patologie scheletriche permanenti e altre modificazioni ossee. Nello studio in questione si sono portati avanti esami su 125 casi forensi di incontri pericolosi tra umani e carnivori. L'obiettivo è quello di dedurre i confronti diretti tra ominidi e carnivori durante il Pleistocene, tema importante per comprendere i cambiamenti comportamentali durante l'evoluzione umana. In aggiunta a ciò, il caso dei Neanderthal è esaminato per offrir prova di attacchi passati, utilizzando le osservazioni forensi. I risultati ottenuti presentano dei Neanderthal potenzialmente coinvolti in incontri pericolosi durante il Pleistocene, convalidando la metodologia utilizzata di affrontare gli attacchi passati da una prospettiva forense.
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