Archeologia nella parte nord occidentale dell'Oman

27 Novembre 2015

Archeologi polacchi in Oman

Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Gli archeologi di Varsavia sono tornati dalla ricognizione nella parte nord-occidentale dell'Oman, nella Penisola Arabica. Si tratta dell'inizio di un programma di ricerca quadriennale nella regione nord-occidentale del paese.
Quest'anno, la missione ha condotto rilievi superficiali preliminari in quattro insediamenti e cinque siti relativi a tombe nella vallata montagnosa vicino i villaggi di Bilt e Al-Ayn. Il team di archeologi, guidati dal prof. Piotr Bieliński dall'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia, ha scoperto due siti relativi ad insediamente precedentemente ignoti.
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski

Negli anni a venire, gli archeologi programmano lo studio della necropoli dal periodo della Cultura Hafit (esordi del terzo millennio a. C.) con tombe a torre in pietra. Altro oggetto di ricerca sarà la grande struttura dal primo millennio a. C., la funzione della quale non è stata ancora determinata. Il lavoro verrà anche svolto presso il vicino sito preistorico. "I ritrovamenti di questa stagione accennano al suo essere un sito Neolitico preagricolo, si tratta di un fenomeno molto interessante nel Vicino Oriente" - ha affermato il prof. Bieliński.
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio

La micro-regione di Qumayrah, che è l'oggetto della ricerca, comprende diverse valli montagnose. Finora, non è stata studiata archeologicamente in maniera esauriente. Secondo il prof. Piotr Bieliński, l'area ha attratto l'interesse degli scienziati a causa delle risorse di rame sfruttate per migliaia di anni - la più importante ricchezza naturale dell'Oman. Le rotte commerciali correvano attraverso le valli montagnose in tempi antichi e medievali, connettendo l'interno con il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman. Gli abitanti utilizzavano queste rotte per trasportare sia blocchi di rame fuso, sia prodotti finiti come armi, utensili e ornamenti verso la costa dell'Oman. Erano esportati principalmente verso la Mesopotamia, dove sono stati ritrovati, tra l'altro, nelle tombe dei Re Sumeri (Terzo Millennio a. C.).
Il progetto di ricerca nella regione di Qumayrah è frutto di una cooperazione tra il Dipartimento di Scavi e Studi Archeologici, il Ministro del Patrimonio Culturale e della Cultura, il Sultanato dell'Oman e il Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell'Università di Varsavia. La ricognizione di quest'anno precede la ricerca sul campo programmata per gli anni 2016-2018.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
 


Qatar: la pesca alle perle ad Al Zubarah

19 Novembre 2015
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La città di Al Zubarah, nel Qatar del Settecento, era sede di una fiorente industria di pesca delle perle e centro di commerci. Da qui, le perle arrivavano in India e nel resto del mondo.
Il lavoro degli archeologi è molto facilitato dal fatto che l'insediamento è oggi abbandonato, in seguito ai bombardamenti da parte del Sultano dell'Oman nel 1811.
Link: Science Nordic; Videnskab; Archaeology News Network
Pesca alle perle nel Golfo Persico, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Elspamo4 (George Frederick Kunz - http://www.qdl.qa/sites/default/files/styles/standard_content_image/public/arab_pearl-divers_at_work_in_the_persian_gulf_resized.jpg?itok=O5gNsX6C).
 


Contestato il commercio di grano di ottomila anni fa tra Inglesi ed Europei

3 Novembre 2015
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Grazie a un nuovo test del DNA, una ricerca dal Max Planck Institute contesta il commercio di grano (da Bouldnor Cliff), ottomila anni fa circa, tra i cacciatori raccoglitori Inglesi coi contadini europei.
Si tratterebbe, molto probabilmente, di grano dei nostri tempi.
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Grecia: 22 relitti dall'arcipelago di Fourni

28 - 29 Ottobre - 10 Novembre 2015
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Una scoperta straordinaria è stata annunciata da un team archeologico americano e greco: 22 relitti sono stati ritrovati presso l'arcipelago di Fourni (o Fournoi).
https://twitter.com/peterbcampbell/status/659449272811827200
Le navi datano dal tempo della Grecia arcaica (700-400 a. C.) e fino al sedicesimo secolo. Diversi i relitti di epoca classica ed ellenistica, la metà sono di epoca romana, dal 300 al 600 d. C. I beni trasportati erano molto diversi, e dai resti ceramici si può dedurre l'importanza di vino e olio.
L'arcipelago consta di 13 isole tra Samo e Icaria, ed è situato nel Mar Egeo, non lontano dalla Turchia. Anche se l'arcipelago era al centro di importanti rotte commerciali, un numero così elevato di relitti è certo sorprendente per un luogo che non presenta porti o insediamenti. Si tratta del 12% dei relitti finora scoperti in Grecia, per un totale di 180.
Link: The Washington Post; AlphaGalileo via University of SouthamptonNewswire; Live Science 1, 2; Discovery News; Greek Reporter; News.com.au.
Panorama di Fourni (o Fournoi), foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Tanzania.
 


Beni e prestigio nell'Età Vichinga

25 - 30 Settembre 2015
Wikinger
L'Età Vichinga (800-1050 d. C. circa) fu per gli Scandinavi pure un'epoca di maggiori contatti con altre nazioni. Una delle conseguenze di queste interazioni la si può verificare nell'aumento di beni importati, commerciati o saccheggiati. Oro, argento, gioielli, monete, vestiti costituivano sicuramente anche un elemento di prestigio per chi li possedeva.
Questo tema è stato esaminato come parte della tesi di dottorato di Hanne Lovise Aannestad, “Transformations. Reworking and use of imported objects in the Viking Age”, discussa all'Università di Oslo. Nello studio sono stati esaminati 350 oggetti che erano certo ostentati e visti come esotici. Talvolta persino la loro funzione originaria cambiava: potevano essere modificati per essere indossati e dunque esibiti. Gli oggetti potevano provenire dalle Isole Britanniche, dall'Europa Continentale, dall'Asia attraverso il Mar Baltico.
Link: Alphagalileo via Museum of Cultural History, University of Oslo; Heritage Daily; Past Horizons.
Danesi che invadono l’Inghilterra, illustrazione illuminata dal testo del dodicesimo secolo conservato nella Pierpont Morgan Library, la Miscellany on the Life of St. Edmund. Da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Rdnk.


Le zanne di tricheco dietro la colonizzazione vichinga di Islanda e Groenlandia?

24 Settembre 2015
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L'avorio delle zanne del tricheco e le corde prodotte con la pelle dell'animale erano delle merci molto richieste, mille anni fa. Ma lo erano al punto da determinare, da parte dei Vichinghi, la colonizzazione di Groenlandia e Islanda?
Gli Archeologi si pongono la domanda da anni. Un nuovo studio esamina la possibilità, chiedendosi: dove veniva catturato l'animale? Si consideri che, biologicamente, l'animale nelle due aree è identico. Gli autori hanno perciò utilizzato un metodo relativamente nuovo, e cioè quello di utilizzare lo stronzio per determinare i movimenti dell'animale: come si è già fatto per l'ormai celebre Ragazza di Egtved. Il metallo infatti si trasmette col cibo e l'acqua, e in molti paesi si presenta in modo diverso, permettendo così di ricavare ulteriori informazioni.
In Islanda, i ritrovamenti di ossa e avorio nei primi insediamenti vichinghi, nel sud est dell'isola, suggeriscono un notevole sfruttamento dell'animale. In Groenlandia (colonizzata tre o quattro generazioni dopo), la situazione è più complessa: si potrà capire l'importanza di queste attività analizzando i reperti prodotti in zanna di tricheco conservati nei vari musei.
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Bulgaria: maschera di satiro dall'emporion di Pistiros

20 Settembre 2015
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Una maschera di satiro è stata rinvenuta nell'emporio greco di Pistiros, presso la città bulgara di Vetren, nella municipalità di Septemvri del distretto di Pazardzhik, situato nella parte meridionale della Bulgaria.
L'emporion era un insediamento avente natura commerciale, nel caso in questione fondato dai mercanti greci dell'isola di Taso nel quinto secolo a. C., che vide il suo apice sotto il Regno degli Odrisi, per essere distrutto attorno al 279-278 dai Celti.
Sintesi da Archaeology in Bulgaria.
La provincia di Pazardzhik in Bulgaria, di NordNordWest, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Пакко.
 


Monete e vie commerciali tra Tessalonica e la Propontide

18 Settembre 2015
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Le 57 monete provenienti dalla Propontide, su un totale di 672 dissotterrate nella città greca di Salonicco, dimostrano l'esistenza in epoca romana di vie commerciali tra l'antica città di Tessalonica in Macedonia e il Mar Nero.
Link: Greek Reporter via ANA MPA
Odéon a Tessalonica, foto di Ian Kehoe (Uploaded to en as en:Image:Thess8aug 002.jpg on August 8 2006), da WikipediaPubblico dominio, caricata da Jastrow
 


Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

9 Settembre 2015

Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

Nuove analisi mostrano che le provviste di pesce essiccato erano reperite in luoghi distanti come le acque islandesi e possibilmente persino transatlantiche. I Ricercatori dimostrano come il boom nel commercio del pesce contribuì ad alimentare la crescita della Marina Inglese, e viceversa.

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Una nuova analisi degli isotopi stabili e del DNA antico delle ossa delle provviste dal magazzino, recuperate dal relitto della Mary Rose, nave da battaglia di epoca Tudor, che affondò al largo della costa dell'Inghilterra meridionale nel 1545, ha rivelato che il pesce conservato nei depositi fu pescato in acque sorprendentemente distanti: la parte settentrionale del Mare del Nord e le zone di pesca dell'Islanda – nonostante il fatto che l'Inghilterra avesse industrie ittiche ben sviluppate nel sedicesimo secolo.

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Due bevande rituali a base di caffeina tra Stati Uniti e Messico

7 Settembre 2015
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Già nel 750 d. C., nel Sud Ovest degli Stati Uniti e nella parte Nord Occidentale del Messico si apprezzava la caffeina, sotto forma di bevande rituali a base di cacao o agrifoglio, che avevano un alto contenuto della sostanza stimolante.
La prima bevanda sarebbe cioccolata a base di cacao. La seconda, chiamata bevanda nera (NdT: black drink in Inglese) viene prodotta a partire da foglie e rametti di alcune specie di agrifoglio. Le bevande sarebbero state consumate durante riunioni comunitarie e rituali. Nessuna delle due piante cresce nel Sud Ovest degli Stati Uniti, e ci si interroga perciò sulle possibili vie commerciali che le hanno portato dai Nativi Americani dell'area. Si sospetta ovviamente il Messico e la Mesoamerica.
Gli studiosi sono giunti a questi risultati partendo da una ricerca sui residui organici presenti nei frammenti ceramici provenienti da 18 siti del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Nord Ovest del Messico (tra la parte meridionale del Colorado e quella settentrionale dello stato di Chihuahua), per un periodo compreso tra il 750 e il 1400 d. C. Le analisi hanno rivelato  combinazioni di metilxantine (caffeina, teobromina e teofillina), rivelatrici di bevande stimolanti.
Si tenga presente che l'agrifoglio non contiene solo caffeina: foglie, bacche e altre parti della pianta sono tossiche, e il consumo è pericoloso per l'uomo e per gli animali. Le foglie di alcune specie di agrifoglio erano però utilizzate da alcune culture per produrre del tè. Ovviamente si sconsiglia vivamente l'utilizzo, in ogni forma.
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