Gonnostramatza Project

Gonnostramatza Project, ricerche archeologiche in Marmilla: l’archeologia di tutti e per tutti

Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla: l’archeologia di tutti e per tutti

Lo studio del passato e la sua divulgazione via social

Archeologia, conoscenza e cultura che fanno rima col mondo dei social e della divulgazione ai cittadini: questi i punti di forza del “Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla”, evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Con un punto di partenza d’eccezione: la Tomba di Bingia e Monti, uno dei più importanti siti d’Europa. Il via al progetto, alla sua quarta edizione, è stato dato lo scorso 30 settembre: un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari è arrivato in paese per portare avanti attività di ricognizione archeologica.

“Si tratta di un qualcosa di totalmente nuovo, spiega Riccardo Cicilloni, archeologo dell’Università di Cagliari e Direttore Scientifico dei lavori. Non si tratta di un semplice censimento del territorio ma di Field Walking, uno studio eseguito a tappeto attraverso tecniche sistematiche e statistiche il cui frutto dovrà portare ad avere un quadro d’insieme della situazione archeologica della zona presa in esame. Abbiamo utilizzato sistemi scientifici avanzati volti a produrre delle pubblicazioni per riviste d’eccellenza”.

Gonnostramatza ProjectMa la novità e l’unicità del progetto sta nell’affiancare il progetto scientifico a quello della divulgazione. Secondo Marco Cabras, l’archeologo che coordina le operazioni sul campo, “la comunità deve essere sempre più informata e coinvolta nelle attività che facciamo. E se per far conoscere i nostri studi c’è bisogno dei social ben venga, li usiamo e li useremo, così come abbiamo già fatto”. Basti pensare che anche YouTube è entrato a far parte del progetto attraverso il docufilm dal titolo “Gonnostramatza Project: the movie”, realizzato da Nicola Castangia. In questo cortometraggio i responsabili scientifici e i ragazzi del team hanno potuto raccontare, in maniera semplice e divulgativa, quanto avvenuto durante la campagna di ricerca archeologica. Il documentario racconta nel dettaglio le fasi di ricerca ma anche semplici momenti della vita del team. Insieme a questa modalità divulgativa “social” (Facebook e Instagram) sono state organizzate conferenze, mostre, laboratori didattici per i più piccoli, visite guidate ai siti: il tutto culminato nell’Archeofestival, tenutosi lo scorso 19 ottobre, un evento a carattere scientifico-divulgativo che annualmente si tiene a fine lavori.

L’Università, tiene a precisare inoltre Cicilloni, ha tre missioni: didattica, ricerca, divulgazione. “Tra le altre cose lavoro coi bambini è stato uno dei focus su cui abbiamo maggiormente puntato. La scoperta, l’azione, la gioia del riunire i pezzi di ciò che si è o non si è trovato, ai piccoli entusiasma parecchio. E, chi lo sa, magari qualcuno di loro, grazie al Gonnostramatza Project, sarà un archeologo di domani!”.

Il progetto - Il Gonnostramatza Project nasce dalla collaborazione, iniziata dal 2016, tra l’Amministrazione comunale di Gonnostramatza e l’Insegnamento di Preistoria e Protostoria dell’Università di Cagliari. L’Amministrazione comunale, e in particolar modo il sindaco, Alessio Mandis, ha fortemente voluto intraprendere l’iniziativa con l’intento di approfondire lo studio delle risorse archeologiche del territorio ai fini della loro valorizzazione. Il territorio di Gonnostramatza offre infatti numerosi ed interessanti contesti archeologici di pregio, una su tutti la tomba ipogeico-megalitica di Bingia’e Monti scoperta e scavata da Enrico Atzeni. Le indagini effettuate dall’archeologo negli anni ’80 del secolo scorso hanno messo in luce, presso l’omonimo nuraghe, una tomba preistorica dalle caratteristiche straordinarie, sia per la formula architettonica ipogeico-megalitica che per l’eccezionalità dei ritrovamenti, riferibili ad una fase di transizione tra l’Eneolitico e l’età del Bronzo Antico. Alcuni dei siti nuragici erano già segnalati in letteratura, ma la raccolta di segnalazioni da parte della comunità locale riguardanti altre emergenze sconosciute in bibliografia ha portato a nuove scoperte, tra cui, ad esempio il nuraghe complesso in località Procilis.

Il contesto funerario della tomba di Bingia’e Monti ha restituito un prezioso spaccato archeologico relativo al momento di passaggio tra l’età del Rame e del Bronzo; dialto interesse scientifico, lo scavo della tomba ha restituito materiali archeologici di grande pregio, tra cui una preziosa torque (collier, girocollo) in oro.

Le ricerche, effettuate su autorizzazione della competente Soprintendenza archeologica, si sono articolate in quattro anni e hanno visto un collaudato team di allievi di diverse università (Cagliari, Bologna, Granada) al lavoro sul campo alla ricerca dei siti già segnalati a cui si è provveduto, però, ad una nuova schedatura. Il lavoro, oltre ad essere finalizzato ad aggiornare lo stato delle condizioni attuali dei siti e dei monumenti, ha costituito una proficua attività didattica tramite l’esercizio, per gli studenti assistiti sul campo da tutor, di schedatura dei monumenti. Le attività del primo anno hanno permesso al team di familiarizzare con il contesto territoriale al punto di progettare in maniera pertinente la ricerca da svolgere durante gli anni successivi. Durante la seconda annualità, infatti, l’indagine si è concentrata su un’area campione del territorio comunale nel quale in precedenza non erano state segnalate emergenze archeologiche. Si è proceduto all’indagine sistematica di un transetto di ca. 150 ettari. Anche durante la terza e quarta annualità l’approccio è stato quello della raccolta sistematica e si è concentrato su alcune aree già oggetto di ricognizione durante le precedenti campagne. L’intento dell’equipe di ricerca e dell’amministrazione comunale è sempre stato quello di ricostruire il rapporto tra le persone e il territorio tramite la scoperta del passato.

Precisione scientifica e linguaggio adatto a tutti: il Gonnostramatza Project ha puntato, punta e punterà ad unire questi due obiettivi, lo studio attento e scrupoloso e la divulgazione ai cittadini, ormai sempre più partecipi e attenti al lavoro degli archeologi, nell’ottica della valorizzazione del territorio.

Il progetto è stato finanziato dal Comune di Gonnostramatza e dalla Fondazione di Sardegna – Bando “Arte, Attività e Beni Culturali” (Anno 2018 e 2019).

Gonnostramatza Project

Per info

Sito web: www.gonnostramatzaproject.it

Facebook: Gonnostramatza Project

Instagram: Gonnostramatzaproject

YouTube: docufilm di Nicola Castangia “Gonnostramatza Project: the movie”; docufilm curato da Marco Cabras e dagli allievi dell’Università di Cagliari “Gonnostramatza Project 2019 - Ricerche Archeologiche in Marmilla


Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo

Il docufilm Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all'inizio del Medioevo, prodotto da Contracorriente Producciones per la regia di Pablo Moreno Hernandez, aprirà il pomeriggio dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, venerdì 19 ottobre 2018, alle ore 17.30.

Fortificaciones, poblados y pizarras. La Raya en los inicios del Medievo

Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo

Nazione: Spagna

Regia: Pablo Moreno Hernández

Consulenza scientifica: Iñaki Martín Viso

Durata: 11’

Anno: 2018

Produzione: Contracorriente Producciones S.L.U.

Sinossi: Il cortometraggio illustra il tema della mostra omonima di Palacio de los Águila a Rodrigo, in Spagna, in programma da marzo 2018 a giugno 2019, che si ispira alle tre principali caratteristiche che definiscono l’evoluzione della Raya, così come altre regioni, in questo periodo. Il primo termine, infatti, si riferisce alle fortificazioni, agli insediamenti rurali fortificati destinati a trasformarsi in centri di controllo dei territori limitrofi. Questi luoghi hanno sostituito i vecchi centri del potere, caratterizzandosi per la presenza di gruppi socialmente ed economicamente emergenti. Il termine “palizzate” si riferisce ai villaggi contadini che in questo momento cominciano a prendere forma, riflettendo le attività della maggior parte della popolazione, dedita all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, in un contesto più autonomo rispetto a quello precedente, dominato dalle aristocrazie locali. La parola “ardesia”, infine, fa riferimento alle iscrizioni lasciate su questo materiale, che testimoniano la sopravvivenza della cultura scritta e le trasformazioni linguistiche. Molte iscrizioni sono di difficile interpretazione, ma la loro concentrazione all’interno di alcuni insediamenti fortificati lascia supporre che facessero parte degli strumenti con cui veniva esercitato il controllo su questi luoghi. La mostra, a cui si lega il film, si concentra su aspetti particolari, come la produzione di oggetti di uso quotidiano, il mondo funerario o il ruolo di studiosi locali, come Serafin Tella. Un periodo a lungo ritenuto “oscuro” viene così rischiarato, seppure parzialmente, e ci offre un quadro inedito, di persone che non appaiono nelle grandi storie storiche. È una storia di contadini, di leader locali il cui orizzonte appariva limitato alla loro regione d’appartenenza. Un’esperienza condivisa in tutto il territorio della Raya, e che ha dato vita ad un patrimonio storico-culturale che è ancora conservato in queste terre dell’entroterra della penisola iberica.

Informazioni regista: Pablo Moreno Hernández, regista. Nato il 16 giugno 1983 a Salamanca, ha un diploma magistrale con indirizzo in Educazione Infantile e una laurea in Comunicazione Audiovisiva presso l’Università di Salamanca, contando anche su una formazione in materia di regia e interpretazione. È socio fondatore e direttore della società di produzione audiovisiva Contracorriente Producciones S.L.U, sin dalla sua costituzione nel 2006. Direttore del Festival del film educativo e spirituale FICEE, presidente dell’associazione Kinema Siete, è membro del consiglio pastorale del Consiglio Pastorale della diocesi di Rodrigo e responsabile della delegazione diocesana di Evangelizzazione e Nuove Tecnologie, sceneggiatore e direttore della maggior parte delle produzioni audiovisive della Contracorriente Producciones S.L.U. Ha anche esplorato il campo della interpretazione e della direzione teatrale.

Informazioni casa di produzione: http://contracorrienteproducciones.es/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

http://www.academia.edu/36220216/Exposici%C3%B3n_Fortificaciones_poblados_y_pizarras_la_Raya_en_los_inicios_del_Medievo_

https://ataemhis.usal.es/exposicion-fortificaciones-poblados-y-pizarras-la-raya-en-los-inicios-del-medievo/

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Venezia: torna il Ca' Foscari Short Film Festival, dal 21 al 24 marzo

Torna all’Auditorium S. Margherita il Festival di cortometraggi organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia

nell’anno del 150esimo anniversario

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 8, 21-24 MARZO

IL FIL ROUGE DELL'EDIZIONE 2018 È LA TEMATICA DEL RAPPORTO MADRE-FIGLIO

30 cortometraggi in concorso delle migliori scuole di cinema da 26 paesi del mondo. Peter Greenway tra gli ospiti

 web: http://cafoscarishort.unive.it 

L’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università si svolgerà dal 21 al 24 marzo 2018, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, nel cuore dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Università Ca’ Foscari. I 30 cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e delle università di tutto il mondo saranno affiancati da una serie di programmi speciali, workshop e masterclass di altrettanto interesse. Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e dell’Associazione Veneziana Albergatori, mantiene fede alla sua mission di manifestazione pensata dai giovani per i giovani: sono loro i protagonisti di questa grande festa, dall’una e dall’altra parte dello schermo. Lo “Short” è infatti concepito come momento professionalmente formativo per gli studenti volontari di Ca’ Foscari (oltre 200) coinvolti in tutte le fasi della realizzazione del festival con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli.

L’edizione 2018 è stata presentata oggi presso la sede centrale dell’Università Ca’ Foscari Venezia da: Flavio Gregori, prorettore alle Attività Culturali Università Ca’ Foscari; Roberta Novielli, direttore artistico e organizzativo del Ca’ Foscari Short Film Festival;  Hiroki Hayashi, regista, membro della giuria del concorso internazionale; Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi; Carlo Montanaro, responsabile della Fabbrica del vedere; Giovanni Andrea Martini, presidente della municipalità di Venezia  Murano Burano

Il prorettore Flavio Gregori ha evidenziato come “la scorsa sia stata un’ottima edizione, con corti a livello professionale”, sottolineando anche quanto “il festival sia un trampolino di lancio per esperienze di produzione e sia soprattutto “una grande opportunità didattica per il coinvolgimento di studenti che comporta”.

“Una grande festa di ospiti e registi – così l’ha definita Roberta Novielli – con la partecipazione quest’anno di nomi di spicco tra cui Peter Greenaway. Più di 2500 i corti pervenuti, 26 i paesi di provenienza, gli Stati Uniti al primo posto, ma seguiti da Iran e Turchia, una cinematografia emergente che dà la misura della dimensione internazionale dello Short”.

CONCORSO INTERNAZIONALE: 30 OPERE IN GARA

E’ uno dei fiori all’occhiello dello Short, si conferma anche quest’anno come una vetrina privilegiata in Italia per scoprire le migliori opere di giovani registi che frequentano o si sono appena laureati nelle più prestigiose scuole di cinema e università del mondo, come testimoniano i circa 2.500 cortometraggi pervenuti da ogni angolo del globo che hanno portato a una selezione di altissimo livello e in grado di rappresentare filmografie molto distanti fra loro.

I 30 cortometraggi del Concorso internazionale provengono da 26 differenti paesi, che spaziano dagli Usa all’Australia, dalla Bielorussia al Sud Africa, dal Costa Rica all’Uzbekistan, passando per Indonesia, Colombia, India, Hong Kong e molti altri, Italia compresa.

Uno dei temi ricorrenti di quest’anno è il rapporto tra madre e figlio - un tema tanto universale quanto particolare nelle sue infinite declinazioni, il rapporto più viscerale, intenso e (artisticamente) drammatico che ci sia - come in Eric del regista ungherese Hakan Sagiroglu, con la tragica ricerca del figlio da parte di una madre che deve fare i conti col proprio passato. In The Life of Ana (di Mlu Godola, Sud Africa) è la madre stessa a mettere in pericolo la vita del figlio e per salvarlo dovrà prendere decisioni difficili. Ancora più drammatica è la situazione nel messicano Don’t Pass Through San Bernardino (di Hugo Magaña) nel quale una donna non si fermerà davanti a nulla pur di arrivare alla verità sulla morte del figlio. Tash Kөmүr, di Evgenii Chistiakov, primo corto del Kirghizistan in Concorso allo Short, racconta invece la difficile realtà di due ragazzi, e delle loro famiglie, costretti a lavorare in una remota miniera di carbone. Sullo sfondo dell’omicidio di Pasolini si svolge invece il corto italiano Pipinara, di Ludovico Di Martino, incentrato su due giovani ladruncoli del litorale romano. L’altro italiano in gara è Adavede di Alain Parroni, nel quale la ricerca di un caricabatteria diventa il pretesto per un viaggio tra campagna e periferie che porterà a galla ricordi sepolti. Insieme ai corti di finzione, in Concorso anche 3 documentari e 3 animazioni.

La giuria assegnerà per il Concorso Internazionale: il Grand Prix al miglior corto, il Premio Levi per la miglior colonna sonora, la Menzione speciale Volumina per il miglior contributo al cinema come arte e il Premio “Pateh Sabally” della Municipalità di Venezia, all’opera che meglio avrà saputo sottolineare i temi della multietnicità e dell’accoglienza.

Verrà inoltre proclamato il vincitore della quinta edizione del Concorso “Olga Brunner Levi”, in collaborazione con la Fondazione Levi, e quello del secondo Music Video Competition, dedicato a video musicali realizzati da studenti di cinema e università di tutto il mondo.

 

GIURIA

La Giuria internazionale può contare anche quest’anno su tre esponenti di eccezione del mondo del cinema, continuando una tradizione che negli anni ha visto avvicendarsi registi, attori, produttori, giornalisti e addetti ai lavori di caratura internazionale. A decretare il vincitore del Concorso e assegnare le menzioni speciali saranno quest’anno tre registi, a cominciare dall’italiana Roberta Torre, il cui ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno è uscito nelle sale proprio negli scorsi mesi ed è candidato a cinque David di Donatello. Negli anni ha diretto opere come Tano da morire (David di Donatello e Nastro d’argento nel 1998), Mare nero (in Concorso a Locarno nel 2006) e I baci mai dati (presentato alla Mostra di Venezia nel 2010). Il regista giapponese Hiroki Hayashi ha iniziato come assistente di Takeshi Kitano e Kiyoshi Kurosawa per poi fondare una propria società di produzione e debuttare alla regia nel 2005 con Rakuda Ginza. Nei successivi lungometraggi ha sviluppato un approccio che gli permette di coinvolgere le comunità locali nel processo filmico, portandolo infine a realizzare Blossoming into a Family (2017). Terzo membro della giuria è il regista Marcin Bortkiewicz, documentarista polacco che nel 2012 ha presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes il suo primo cortometraggio di finzione, Drawn from Memory, seguito tre anni più tardi dal lungometraggio di debutto, l’apprezzato Walpurgis Night, vincitore di numerosi premi come miglior film d’esordio.

Come da tradizione ai giurati sarà dedicato il Programma speciale della Giuria, un’occasione unica per il pubblico per incontrare i tre artisti e ripercorrere le loro carriere attraverso immagini e parole. Torre proporrà una selezione di scene dal suo ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno (2017). Hayashi presenterà invece il cortometraggio Soul Journey – To the future of Nanto (2015), mentre Bortkiwicz porterà a Venezia il documentario Early Learning (2009).

Il Premio Levi sarà invece assegnato da una giuria composta da Luisa Zanoncelli, Roberto Calabretto, Gabriele Roberto e Massimo Contiero.

 

PROGRAMMI SPECIALI

Ricchissima e variegata anche quest’anno sarà l’offerta dei programmi speciali che spazia tra omaggi, focus, workshop e incontri con gli ospiti. Tra i fiori all’occhiello dell’ottava edizione del festival c’è sicuramente la presenza del cineasta britannico Peter Greenaway che per l’occasione sarà protagonista di una lunga intervista condotta da Flavio Gregori,Prorettore alle Attività e rapporti culturali dell’Università, e presenterà inoltre delle clip video tratte dai suoi lavori. Attivo sin dagli anni sessanta Greenaway è diventato presto celebre per le sue pellicole provocatorie e dall’estetica ricercatissima come I misteri del giardino di Compton House (1982), presentato a Venezia, Giochi nell'acqua (1988), vincitore a Cannes del premio per il miglior contributo artistico e il controverso Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (1989). Ha raggiunto negli ultimi anni uno stile quasi pittorico (Goltzius and the Pelican Company, 2014) che ben si sposa con le sue installazioni artistiche come la serie Nove dipinti classici rivisitati.

Altro ospite d’eccezione di questa edizione è Robb Pratt, storico animatore della Disney che delizierà il pubblico dell’Auditorium con una imperdibile masterclass nella quale, oltre a illustrare gli aspetti più interessanti del suo mestiere, presenterà alcuni dei suoi lavori, come il recente CARMAN - The Road Rage Anti-Hero, una seria animata pensata anche come un tutorial d’animazione. Pratt ha lavorato ad alcuni classici della casa di Topolino come PocahontasTarzan eHercules ed è poi passato a disegnare gli storyboard per Planes e per serie di successo di Disney Channel. Come animatore indipendente ha realizzato alcuni cortometraggi che rielaborano i supereroi classici.

La personale dedicata all’indiana Gitanjali Rao permetterà di scoprire il mondo di una delle più importanti registe d’animazione indiane con la proiezione di cinque cortometraggi; altrettanto interessante il focus sul regista giapponeseShutaro Oku che mescola brillantemente cinema e teatro avvalendosi di tutte le tecnologie disponibili e che presenterà in anteprima mondiale Nigorie, opera girata tra Tokyo e Venezia. Si rimane in Estremo Oriente per East Asia Now, programma che propone alcuni dei corti più bizzarri e sperimentali prodotti nell’ultimo anno. All’interno del programma uno spazio sarà dedicato al Dong Film Fest, festival che si offre come ponte tra Cina e Italia.

L’Università Ca’ Foscari celebra quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione e lo Short non poteva non dedicare un programma speciale a questo irripetibile avvenimento. Spazio quindi al video concorso Racconta i 150 anni di Ca’ Foscari in 150 secondi - di cui sarà annunciato il vincitore - e alla presentazione in anteprima di Nel cuore muto del divino di Riccardo De Cal, sull’intervento di Carlo Scarpa alla storica Aula Baratto dell’università. Il programma si completa con i cortometraggi di due studenti cafoscarini: Angelo’s Folly di Tommaso Giacomin, mockumentary incentrato proprio sul centocinquantenario, e Come se non fosse mai successo di Jacopo Renzi.

Giannalberto Bendazzi sarà invece protagonista di un workshop d’animazione in occasione della presentazione della sua nuova colossale opera: Animazione. Una storia globale. Spazio anche al mondo delle webserie con un programma dedicato a Lobagge, pillole ironiche sul cinema indipendente italiano, accompagnate da altri due progetti dagli stessi autori. Si celebra poi la conclusione del primo ciclo del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari con la proiezione di opere prodotte dai suoi studenti durante l’anno di studi: i video-tutorial sul rispetto della città in Venezia Your Home, il progetto collettivoDedalus e i tre corti di diploma ViolaTeatro dei piombi e Lin-Da.

 Lo sguardo al passato quest’anno è affidato a Fantastica scienza, una preziosa raccolta di materiali video del primo Novecento dedicati alla scienza. Torna l’appuntamento con Lo sguardo sospeso, il programma dedicato alla video-arte italiana più recente a cura di Elisabetta Di Sopra, quest’anno incentrato sulla transitorietà del reale e sul complesso rapporto tra uomo e natura. Non può mancare infine l’appuntamento con il VideoConcorso Pasinetti che propone una selezione di booktrailer, così come il divertente gioco del Video-oke!, applicazione cinematografica del karaoke. In ultimo i concorsi collaterali: saranno proiettati i finalisti ed eletti i vincitori della quinta edizione del Premio “Olga Brunner Levi”, rivolto a studenti liceali di tutto il mondo e dedicato alle donne nella musica, e della seconda edizione del Music Video Competition, concorso internazionale per video musicali realizzati da studenti di cinema e università.

SPETTACOLO FINALE

Lo spettacolo della serata finale, sabato 24 marzo, sarà invece affidato a Simona e Carlo Truzzi, tra i massimi esponenti mondiali della shadow art, in grado di creare sorprendenti figure (e ritratti di famosi attori, cantanti e personalità varie) con il solo ausilio delle loro mani, un telo e una fonte di luce.

IL MANIFESTO

Il manifesto del Festival è stato firmato per il secondo anno consecutivo da Giorgio Carpinteri. Il grande illustratore, fumettista e pittore italiano ha elaborato un’immagine tratta da Aquatlanticgraphic novel in uscita quest’anno. Il disegno rappresenta una città fantastica tra Mare e Oriente, richiamando in questo modo due elementi tipici anche di Venezia. Un sottile omaggio al cinema è inoltre contenuto nel personaggio vestito di bianco nella parte inferiore dell’immagine che si muove come in una sequenza di tre “fotogrammi”.

premi quest’anno saranno realizzati dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato, discendente di una storica famiglia di vetrai di Murano. Le sue opere sono visibili in gallerie e collezioni private di tutto il mondo: da Milano a New York, da Dubai a Mosca.

Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca' Foscari Venezia


Roma: si chiude la prima edizione del Sapienza Short Film Fest

Si chiude la prima edizione del Sapienza Short Film Fest

Proof e Alfred Hitchcock’s ‘The Great Beauty’ i corti vincitori

Assegnati anche i premi collaterali: Del pubblico e Social

  Si è chiusa oggi la prima edizione del Sapienza Short Film Fest, concorso di cortometraggi organizzato dal Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo dell’ateneo di Roma per premiare i migliori lavori realizzati da studenti universitari di tutta Italia.
La giuria composta da Simone Isola (produttore), Sydeney Sibilia (regista), Ivan Silvestrini (regista), Greta Scarano (attrice), Luigi Di Capua (The Pills, sceneggiatore), Janet De Nardis (Roma Web Fest), Alberto Crespi (critico cinematografico), Antonello Biagini (Sapienza Università di Roma), Mario Morcellini (Sapienza Università di Roma) ha assegnato i due premi ufficiali  del concorso suddiviso  nelle categorie “Fiction” e “Remix” (dedicata  a video di montaggio e rielaborazione di film più o meno celebri).
Sono risultati vincitori: “Proof” regia di Holly Rowlands-Hempel (categoria Finzione)  e “Alfred Hitchcock’s ‘The Great Beauty” di Louis Samuel Andreotta (Categoria Remix).  Due menzioni speciali sono state riconosciute a “Burt Lancaster” diretto da Koga Yasuhiko e a “Star Cops” montato e ideato da Claudio Spagnuolo.
Assegnati anche due premi collaterali: il Premio del Pubblico attribuito al video più votato sul sito del Sapienza Short Film Fest conferito al cortometraggio “Just for a coffee” firmato da  Damiano Salvatore Antonini  e Dario Tarquini  e il Premio Social attribuito dalle pagine Facebook, Twitter ufficiali di Sapienza a “IunivÈrsiti – Lo studio sociale ep 2” di Lorenzo Maugeri.
Sapienza Short Film Fest 2016 è realizzato con il contributo del MIBACT e in partnership con il Columbia College, prestigiosa film school di Hollywood.
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Comincia oggi il Ca' Foscari Short Film Festival - settima edizione

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 7

15-18 MARZO 2017

AUDITORIUM SANTA MARGHERITA, VENEZIA

QUANDO MARY PICKFORD E DOUGLAS FAIRBANKS VISITAVANO GINEVRA: ALLA SCOPERTA DEL CINEMA SVIZZERO DELLE ORIGINI

NEI MEANDRI DELLA MENTE NEI PRIMI CORTI DEL CONCORSO, TRA CUI IL PRIMO ITALIANO: UNDER THE SURFACE YOU ARE NEVER ALONE

Nella prima giornata anche: i finalisti del primo Music Video Competition, lo speciale dedicato al regista indiano Umesh Vinayak Kulkarni, i cortometraggi dall’Università Waseda di Tokyo e quello degli studenti del Corso di cinema digitale di Ca’ Foscari


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David di Donatello al corto "A casa mia"

DAVID DI DONATELLO AL CORTO A CASA MIA, PRESENTATO IN ANTEPRIMA A CORTO DORICO 2016

SUCCESSO ANCHE PER UN’ALTRA ANTEPRIMA DEL FESTIVAL ANCONETANO: A TORINO IL FILM FRANCESE MERCI PATRON!
Dal corto al lungo, il film festival Corto Dorico porta fortuna agli autori del cinema italiano e internazionale. Mario Piredda vince il David di Donatello con il corto A casa mia, presentato in anteprima e pluripremiato a Corto Dorico 2016. E continua il suo tour in giro per l’Italia il film-documentario Merci Patron! di François Ruffin, proiettato per la prima volta in Italia a Corto Dorico.
A casa mia di Mario Piredda, presentato il 3 dicembre alla 13ma edizione di Corto Dorico e nella finale insignito di cinque premi, ha vinto il premio David di Donatello al miglior cortometraggio. Per il secondo anno consecutivo un corto proiettato al film festival di Ancona vince il prestigioso riconoscimento dell’Accademia del Cinema italiano: nel 2016 ottenne il David di Donatello Bellissima di Alessandro Capitani, presentato per la prima vollta a Corto Dorico 2015 dove ha vinto il premio della Giuria.
Per quanto riguarda Merci Patron!, prosegue venerdì 17 marzo, ore 19, alla Libreria Bodoni di Torino il tour nazionale del film-documentario che nel 2016 ha infiammato la Francia, denunciando il fenomeno delle imprese che delocalizzano e alimentando il movimento Nuit debout. Tradotto dal francese e sottotitolato da Corto Dorico, Merci Patron! è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ancona l’8 dicembre, raccogliendo l’attenzione del pubblico, della stampa e di altre realtà nazionali. Il suo tour è partito dall’Università di Ferrara, dove l’economista Paolo Pini lo ha presentato nella sua Facoltà il 20 dicembre.
A Torino la proiezione di Merci Patron! accompagnerà la presentazione del libro La ricchezza delle nazioni di Gabriel Zucman. Un’indagine sui paradisi fiscali di cui l’economista francese dell’Università di Berkeley ricostruisce la storia: come sono nati nel periodo tra le due guerre, assumendo nel tempo il ruolo centrale che svolgono oggi, con loro l’opacità finanziaria, fino a divenire la base delle crescenti ineguaglianze economiche nel mondo e una minaccia per le democrazie moderne.
Sono previste altre proiezioni e sorprese per la distribuzione del film in Italia.
Info: www.cortodorico.it | cortodorico@cortodorico.it

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Casa del Cinema di Roma: I racconti di Bronx Film

CASA DEL CINEMA

Oggi, giovedì 12 gennaio ore 18.00

Ospiti d’onore serata 12 gennaio: Abel Ferrara e Gaetano Di Vaio

I RACCONTI DI BRONX FILM
Rassegna di documentari e cortometraggi

Fino al 9 febbraio

  
 
Nella famigerata ma ancora fertile zona di Scampia, a Napoli, da 10 anni è in crescita un albero socio-produttivo con rami cine-culturali che non a caso ha nome Bronx Film (dopo essere nato e affermatosi col marchio Figli del Bronx). Alla Bronx Film la Casa del Cinema dedica una rassegna di documentari, a cura del critico Maurizio Di Rienzo, che partirà il 12 gennaio con una serata speciale di presentazione a cui parteciperanno il regista Abel Ferrara, il produttore Gianluca Curti e Gaetano di Vaio, fondatore della Bronx Film, regista e produttore.
Laggiù, in fondo a due passi da noi – come dice Maurizio di Rienzo -  le Gomorre sono davvero di casa, eppure dal basso, da dentro quel meccanismo, qualcuno ha voluto e saputo partire per rinnegare un certo passato e per costruire idee, opportunità, storie. Gaetano Di Vaio, 'indigeno' reduce da errori giovanili mutati in consapevolezza e studi, insieme a giovani registi e compagni di viaggio come le produzioni Eskimo Film di Dario Formisano e Minerva Pictures di Gianluca Curti, ha via via reso quel Bronx uno strumento di lotta pragmatica attraverso immagini e racconti, cioè cortometraggi, documentari, film”. Sulla scena attuale di Napoli, tra le Vele e i Quartieri Spagnoli, la realtà raccontata e documentata dagli autori scelti per questo omaggio diviene corpo vivo e pulsante di un’umanità la cui antropologia è in costante mutazione e la cui verità è ben diversa da quella dei mass media.
La Casa del Cinema di Roma vuole ospitare il riassunto di questo decennio articolandolo in cinque giovedì dal 12 gennaio al 9 febbraio 2017: in programma alle ore 18 proiezioni e dibattiti per capire tali meccanismi d'indipendenza e di coraggio. Ecco Abel Ferrara coinvolto in un percorso complesso – Napoli, Napoli, Napoli - che appartiene al suo ambiente cine-etico e alle sue radici familiari. Da Guido Lombardi il bel corto su gioventù 'ammischiata' di quartieri diversissimi e il folgorante, pluripremiato alla Mostra di Venezia 2011 La-bas sulla strage d'immigrati africani nella Terra dei fuochi casertana. Altri corti di rilievo: Ciro del bravo Sergio Panariello e Ore 12del potente Toni D'Angelo legati al cinema del reale; Ritratti abusivi di Romano Montesachio, che sfata luoghi comuni attraverso umanità 'comune' quanto eccentrica. Sotto la stessa luna diCarlo Luglio, sincero e accorto incrocio di realtà e narrazione con cui a Locarno 2006 cominciò il cammino degli allora Figli del Bronx; e l'anima soul di Enzo Gragnaniello in giro per i Campi Flegrei in Radici dello stesso Luglio. Infine in programma due documentari di Gaetano Di Vaio, il motore nel Bronx: l'essenziale e molto personale Il loro Natale su vita e attese di familiari (donne) di detenuti e l'altro faccia a faccia del produttore-regista Largo baracche sulla gioventù dei quartieri di Napoli colti nei loro intricati vicoli fatti di salvezza e dannazione.
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Roma: terza edizione festival "Memoria Corta"

3ª edizione del Festival di cortometraggi

MEMORIA CORTA

Dedicato alle tematiche della memoria storica e contemporanea italiana

Casa della Memoria e della Storia

30 novembre 2016 ore 20.00

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La storia del nostro paese e le storie delle persone che hanno contribuito alla crescita morale e civile della nazione. Questo è il tema che unisce le opere presentate per la terza edizione del Festival di cortometraggi Memoria Corta, concorso dedicato alle tematiche della memoria storica e contemporanea italiana.

Le 8 opere finaliste del concorso saranno proiettate mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 20 alla Casa della Memoria e della Storia, dopo essere state selezionate da una giuria composta dalla regista Elisabetta Pandimiglio, in qualità di presidente, dal regista Andrea Adriatico, da Annabella Gioia dell'IRSIFAR - Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla resistenza, dall'autore e regista Angelo Loy e dal giornalista del Daily Cinecittà News Stefano Stefanutto Rosa.

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Roma: le Notti d'Oro dei cortometraggi 2016

I Cesar e i David di Donatello, in collaborazione con la Casa del Cinema

presentano

LE NOTTI D'ORO DEI CORTOMETRAGGI 2016

dall’8 al 10 giugno 2016

Ingresso gratuito

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La Casa del Cinema di Roma apre le sue porte all’ottava edizione de “Le Notti d’Oro”: dall’8 al 10 giugno alle ore 20 verranno proiettati i migliori cortometraggi premiati dalle Accademie Nazionali di Cinema. La manifestazione è curata dall’Académie des Arts et Techniques du Cinéma – Les César e dall'Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in collaborazione con la Casa del Cinema.

Il programma internazionale “Panorama” include i 33 cortometraggi vincitori dei più prestigiosi premi a livello mondiale: César (Francia), David di Donatello (Italia), BAFTA (UK), Magritte(Belgio), Gouden Kalf (Olanda), Goya (Spagna), Oscar (USA), Ariel (Messico), AACTA (Australia), Swarna Kamal (India).
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