Gonnostramatza Project

Gonnostramatza Project, ricerche archeologiche in Marmilla: l’archeologia di tutti e per tutti

Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla: l’archeologia di tutti e per tutti

Lo studio del passato e la sua divulgazione via social

Archeologia, conoscenza e cultura che fanno rima col mondo dei social e della divulgazione ai cittadini: questi i punti di forza del “Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla”, evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Con un punto di partenza d’eccezione: la Tomba di Bingia e Monti, uno dei più importanti siti d’Europa. Il via al progetto, alla sua quarta edizione, è stato dato lo scorso 30 settembre: un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari è arrivato in paese per portare avanti attività di ricognizione archeologica.

“Si tratta di un qualcosa di totalmente nuovo, spiega Riccardo Cicilloni, archeologo dell’Università di Cagliari e Direttore Scientifico dei lavori. Non si tratta di un semplice censimento del territorio ma di Field Walking, uno studio eseguito a tappeto attraverso tecniche sistematiche e statistiche il cui frutto dovrà portare ad avere un quadro d’insieme della situazione archeologica della zona presa in esame. Abbiamo utilizzato sistemi scientifici avanzati volti a produrre delle pubblicazioni per riviste d’eccellenza”.

Gonnostramatza ProjectMa la novità e l’unicità del progetto sta nell’affiancare il progetto scientifico a quello della divulgazione. Secondo Marco Cabras, l’archeologo che coordina le operazioni sul campo, “la comunità deve essere sempre più informata e coinvolta nelle attività che facciamo. E se per far conoscere i nostri studi c’è bisogno dei social ben venga, li usiamo e li useremo, così come abbiamo già fatto”. Basti pensare che anche YouTube è entrato a far parte del progetto attraverso il docufilm dal titolo “Gonnostramatza Project: the movie”, realizzato da Nicola Castangia. In questo cortometraggio i responsabili scientifici e i ragazzi del team hanno potuto raccontare, in maniera semplice e divulgativa, quanto avvenuto durante la campagna di ricerca archeologica. Il documentario racconta nel dettaglio le fasi di ricerca ma anche semplici momenti della vita del team. Insieme a questa modalità divulgativa “social” (Facebook e Instagram) sono state organizzate conferenze, mostre, laboratori didattici per i più piccoli, visite guidate ai siti: il tutto culminato nell’Archeofestival, tenutosi lo scorso 19 ottobre, un evento a carattere scientifico-divulgativo che annualmente si tiene a fine lavori.

L’Università, tiene a precisare inoltre Cicilloni, ha tre missioni: didattica, ricerca, divulgazione. “Tra le altre cose lavoro coi bambini è stato uno dei focus su cui abbiamo maggiormente puntato. La scoperta, l’azione, la gioia del riunire i pezzi di ciò che si è o non si è trovato, ai piccoli entusiasma parecchio. E, chi lo sa, magari qualcuno di loro, grazie al Gonnostramatza Project, sarà un archeologo di domani!”.

Il progetto - Il Gonnostramatza Project nasce dalla collaborazione, iniziata dal 2016, tra l’Amministrazione comunale di Gonnostramatza e l’Insegnamento di Preistoria e Protostoria dell’Università di Cagliari. L’Amministrazione comunale, e in particolar modo il sindaco, Alessio Mandis, ha fortemente voluto intraprendere l’iniziativa con l’intento di approfondire lo studio delle risorse archeologiche del territorio ai fini della loro valorizzazione. Il territorio di Gonnostramatza offre infatti numerosi ed interessanti contesti archeologici di pregio, una su tutti la tomba ipogeico-megalitica di Bingia’e Monti scoperta e scavata da Enrico Atzeni. Le indagini effettuate dall’archeologo negli anni ’80 del secolo scorso hanno messo in luce, presso l’omonimo nuraghe, una tomba preistorica dalle caratteristiche straordinarie, sia per la formula architettonica ipogeico-megalitica che per l’eccezionalità dei ritrovamenti, riferibili ad una fase di transizione tra l’Eneolitico e l’età del Bronzo Antico. Alcuni dei siti nuragici erano già segnalati in letteratura, ma la raccolta di segnalazioni da parte della comunità locale riguardanti altre emergenze sconosciute in bibliografia ha portato a nuove scoperte, tra cui, ad esempio il nuraghe complesso in località Procilis.

Il contesto funerario della tomba di Bingia’e Monti ha restituito un prezioso spaccato archeologico relativo al momento di passaggio tra l’età del Rame e del Bronzo; dialto interesse scientifico, lo scavo della tomba ha restituito materiali archeologici di grande pregio, tra cui una preziosa torque (collier, girocollo) in oro.

Le ricerche, effettuate su autorizzazione della competente Soprintendenza archeologica, si sono articolate in quattro anni e hanno visto un collaudato team di allievi di diverse università (Cagliari, Bologna, Granada) al lavoro sul campo alla ricerca dei siti già segnalati a cui si è provveduto, però, ad una nuova schedatura. Il lavoro, oltre ad essere finalizzato ad aggiornare lo stato delle condizioni attuali dei siti e dei monumenti, ha costituito una proficua attività didattica tramite l’esercizio, per gli studenti assistiti sul campo da tutor, di schedatura dei monumenti. Le attività del primo anno hanno permesso al team di familiarizzare con il contesto territoriale al punto di progettare in maniera pertinente la ricerca da svolgere durante gli anni successivi. Durante la seconda annualità, infatti, l’indagine si è concentrata su un’area campione del territorio comunale nel quale in precedenza non erano state segnalate emergenze archeologiche. Si è proceduto all’indagine sistematica di un transetto di ca. 150 ettari. Anche durante la terza e quarta annualità l’approccio è stato quello della raccolta sistematica e si è concentrato su alcune aree già oggetto di ricognizione durante le precedenti campagne. L’intento dell’equipe di ricerca e dell’amministrazione comunale è sempre stato quello di ricostruire il rapporto tra le persone e il territorio tramite la scoperta del passato.

Precisione scientifica e linguaggio adatto a tutti: il Gonnostramatza Project ha puntato, punta e punterà ad unire questi due obiettivi, lo studio attento e scrupoloso e la divulgazione ai cittadini, ormai sempre più partecipi e attenti al lavoro degli archeologi, nell’ottica della valorizzazione del territorio.

Il progetto è stato finanziato dal Comune di Gonnostramatza e dalla Fondazione di Sardegna – Bando “Arte, Attività e Beni Culturali” (Anno 2018 e 2019).

Gonnostramatza Project

Per info

Sito web: www.gonnostramatzaproject.it

Facebook: Gonnostramatza Project

Instagram: Gonnostramatzaproject

YouTube: docufilm di Nicola Castangia “Gonnostramatza Project: the movie”; docufilm curato da Marco Cabras e dagli allievi dell’Università di Cagliari “Gonnostramatza Project 2019 - Ricerche Archeologiche in Marmilla


Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo

Il docufilm Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all'inizio del Medioevo, prodotto da Contracorriente Producciones per la regia di Pablo Moreno Hernandez, aprirà il pomeriggio dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, venerdì 19 ottobre 2018, alle ore 17.30.

Fortificaciones, poblados y pizarras. La Raya en los inicios del Medievo

Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo

Nazione: Spagna

Regia: Pablo Moreno Hernández

Consulenza scientifica: Iñaki Martín Viso

Durata: 11’

Anno: 2018

Produzione: Contracorriente Producciones S.L.U.

Sinossi: Il cortometraggio illustra il tema della mostra omonima di Palacio de los Águila a Rodrigo, in Spagna, in programma da marzo 2018 a giugno 2019, che si ispira alle tre principali caratteristiche che definiscono l’evoluzione della Raya, così come altre regioni, in questo periodo. Il primo termine, infatti, si riferisce alle fortificazioni, agli insediamenti rurali fortificati destinati a trasformarsi in centri di controllo dei territori limitrofi. Questi luoghi hanno sostituito i vecchi centri del potere, caratterizzandosi per la presenza di gruppi socialmente ed economicamente emergenti. Il termine “palizzate” si riferisce ai villaggi contadini che in questo momento cominciano a prendere forma, riflettendo le attività della maggior parte della popolazione, dedita all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, in un contesto più autonomo rispetto a quello precedente, dominato dalle aristocrazie locali. La parola “ardesia”, infine, fa riferimento alle iscrizioni lasciate su questo materiale, che testimoniano la sopravvivenza della cultura scritta e le trasformazioni linguistiche. Molte iscrizioni sono di difficile interpretazione, ma la loro concentrazione all’interno di alcuni insediamenti fortificati lascia supporre che facessero parte degli strumenti con cui veniva esercitato il controllo su questi luoghi. La mostra, a cui si lega il film, si concentra su aspetti particolari, come la produzione di oggetti di uso quotidiano, il mondo funerario o il ruolo di studiosi locali, come Serafin Tella. Un periodo a lungo ritenuto “oscuro” viene così rischiarato, seppure parzialmente, e ci offre un quadro inedito, di persone che non appaiono nelle grandi storie storiche. È una storia di contadini, di leader locali il cui orizzonte appariva limitato alla loro regione d’appartenenza. Un’esperienza condivisa in tutto il territorio della Raya, e che ha dato vita ad un patrimonio storico-culturale che è ancora conservato in queste terre dell’entroterra della penisola iberica.

Informazioni regista: Pablo Moreno Hernández, regista. Nato il 16 giugno 1983 a Salamanca, ha un diploma magistrale con indirizzo in Educazione Infantile e una laurea in Comunicazione Audiovisiva presso l’Università di Salamanca, contando anche su una formazione in materia di regia e interpretazione. È socio fondatore e direttore della società di produzione audiovisiva Contracorriente Producciones S.L.U, sin dalla sua costituzione nel 2006. Direttore del Festival del film educativo e spirituale FICEE, presidente dell’associazione Kinema Siete, è membro del consiglio pastorale del Consiglio Pastorale della diocesi di Rodrigo e responsabile della delegazione diocesana di Evangelizzazione e Nuove Tecnologie, sceneggiatore e direttore della maggior parte delle produzioni audiovisive della Contracorriente Producciones S.L.U. Ha anche esplorato il campo della interpretazione e della direzione teatrale.

Informazioni casa di produzione: http://contracorrienteproducciones.es/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

http://www.academia.edu/36220216/Exposici%C3%B3n_Fortificaciones_poblados_y_pizarras_la_Raya_en_los_inicios_del_Medievo_

https://ataemhis.usal.es/exposicion-fortificaciones-poblados-y-pizarras-la-raya-en-los-inicios-del-medievo/

Scheda a cura di: Fabio Fancello