musei 13 direttori

Musei, Biblioteche e Parchi archeologici: ecco i nuovi 13 direttori

Il Ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini ha annunciato la nomina dei nuovi 13 nuovi direttori di Musei, Biblioteche e Parchi archeologici italiani. I candidati e poi vincitori sono stati selezionati tramite un bando pubblico tra un totale di 425 candidati da una apposita commissione composta da direttori di musei ed esperti in ambito culturale, come Cristian Greco dell'Egizio di Torino, presidente di commissione, il direttore della National Gallery di Londra e il direttore del Prado di Madrid, insieme ad altri professionisti del settore.

Il Ministro Franceschini durante la conferenza stampa si è espresso così: “Tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano hanno ora un direttore selezionato tra i massimi esperti internazionali, grazie all’accurato e scrupoloso lavoro di valutazione effettuato da una commissione di alto livello scientifico che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro svolto in questi mesi. Un metodo innovativo che sta contribuendo con successo alla modernizzazione del sistema museale nazionale”.

 

  • Francesca Cappelletti sarà la direttrice della Galleria Borghese. Con un’importante esperienza nella cura delle mostre in Italia e all’Estero, è Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna e direttrice scientifica della Fondazione Ermitage Italia. La Galleria Borghese è un museo statale italiano con sede nella villa Borghese Pinciana, a Roma. I lavori per la realizzazione dell’immenso parco in cui è incastonata la villa e della stessa struttura, sono iniziati nel 1605 per volere della famiglia Borghese, che annovera tra i suoi componenti papa Paolo V. La Galleria Borghese ospita la collezione d’arte di Scipione Borghese, nipote di Paolo V e opere di grandi esponenti dell’arte italiana come Gian Lorenzo Bernini, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Caravaggio, Raffaello, Perugino, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina, Cranach, Annibale Carracci, Pieter Paul Rubens, Bellini, Tiziano;

 

  • Antonella Cucciniello sarà la direttrice della Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli. È direttrice della direzione regionale Musei Calabria e storica dell’arte. Il complesso dei Girolamini nacque nel 1586 e qui si insediarono i seguaci di San Filippo Neri. È una chiesa monumentale che sorge in un largo omonimo, decorata in oro, marmi e madreperla con una pianta di tipo basilicale. Al suo interno presenta una collezione d’arte che vanta opere donate tra il XVI e il XVII secolo: comprende opere di Agostino Tesauro, Giovan Filippo Criscuolo, Federico Zuccari, Jusepe de Ribera, Guido Reni;

 

  • Maria Grazia Filetici sarà la direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila. È un Architetto del MiBACT con responsabilità direttive presso il Parco Archeologico del Colosseo.
    L’ex mattatoio comunale dell’Aquila è la nuova sede che ospita dal 15 dicembre 2015 parte della ricca collezione del Museo Nazionale d’Abruzzo, fino al 6 aprile 2009 custodita nella Fortezza Spagnola e poi messa in sicurezza in seguito alle gravi lesioni provocate allo storico edificio dal sisma. Sono custoditi una sessantina di reperti archeologici e 112 tra dipinti, sculture e gioielli dal Medioevo all’Età Moderna;

 

  • Edith Gabrielli sarà la direttrice del Vittoriano e Palazzo Venezia. È direttrice della Direzione regionale Musei del Lazio, è anche storica dell’arte. Il Vittoriano è un monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, conosciuto anche come Altare della Patria e si erge sul versante nord del colle Campidoglio e all’inizio di Via dei Fori Imperiali, a Roma. Opera dell’architetto Giuseppe Sacconi, i cui lavori iniziarono nel 1885 e si conclusero nel 1935. Concepito come un’agorà, un moderno foro, svetta tra le rovine dell’antica Roma.

Palazzo Venezia è un palazzo più antico, i cui lavori iniziarono per volontà di Pietro Barbo, papa Paolo II, nel 1455 per terminare nel 1467. Esso si trova al centro tra Piazza Venezia e Via del Plebiscito a Roma, distante pochi metri dal Vittoriano. Ad oggi tale palazzo ospita il Museo nazionale di Palazzo Venezia e la sede dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte (INASA), con un’importante biblioteca di archeologia e storia dell'arte;

 

  • Annamaria Mauro sarà la direttrice del Museo Nazionale di Matera. Anche lei è un architetto del MiBACT con responsabilità direttive presso il Parco Archeologico di Pompei.
    Il Museo Ridola è stato istituito nel 1911 per volere del Senatore Domenico Ridola, che è stato un grande appassionato di archeologia ed effettuò numerose campagne di scavo in tutto il territorio materano e delle Murge, donando allo Stato le sue importanti collezioni archeologiche, ancora oggi ospitate presso il museo. I manufatti custoditi si datano a partire dall’età preistorica al IV sec. a.C., uno spaccato sulla vita della città di Matera e dei suoi dintorni;

 

  • Maria Luisa Pacelli sarà direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna. È una curatrice di mostre, di musei e delle gallerie d’arte moderna e contemporanea a Ferrara, è anche una storica dell’arte.
    La Pinacoteca è ospitata nell’ex noviziato gesuita di Sant’Ignazio e permette ai visitatori di svolgere un affascinante percorso attraverso la pittura tosco-emiliana dal XIII al XVIII secolo, da Jacopo di Paolo a Giotto, dal Perugino a Raffaello, dal Parmigianino a Tiziano per arrivare a Guido Reni, Guercino e Domenichino. Di notevole interesse è anche il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, ricco di migliaia di pezzi.

 

Tra le altre figure selezionate, con altrettanti curriculum ricchi di esperienze, ci sono:

  • Alessandro D’Alessio sarà il direttore del Parco Archeologico di Ostia antica. È direttore della Domus Aurea ed è un archeologo.
    Il Parco Archeologico di Ostia Antica è assemblato nelle diverse sedi degli scavi di Ostia Antica e presenta un’estensione di 150 ettari. La città di Ostia è stata un’importante punto di accesso dal mare verso l’entroterra che raggiungeva Roma a partire già dal VI sec. a.C. fino al VI sec. d.C.; difatti, è stata crocevia di genti provenienti da ogni parte del Mediterraneo. È difficile definire e spiegare in poche righe la bellezza e la ricchezza di Ostia Antica, tocca visitarla;

 

  • Filippo Demma sarà il direttore del Parco Archeologico di Sibari. È un archeologo del MiBACT con responsabilità direttive presso il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
    La città di Sibari si trova a Cassano allo Ionio in provincia di Cosenza, si tratta di  uno dei siti più importanti e ricchi della Magna Grecia. Presenta riscontri relativi alla colonia achea fondata nel 720 a.C., fino alla sua distruzione nel 510 a.C. per mano della città di Crotone; divenuto centro ellenistico e successivamente divenuto un insediamento romano fino al definitivo abbandono nel VII sec. d.C. in seguito all’impaludamento dell’area;

 

  • Mario Epifani sarà il direttore del Palazzo Reale di Napoli. È direttore di Palazzo Chiablese presso la Soprintendenza ABAP di Torino, storico dell’arte presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte.
    Il Palazzo Reale di Napoli è stato fondato dal re di Spagna Filippo III d’Asburgo nel 1600 su progetto dell’architetto Domenico Fontana, poi successivamente ampliato nel Settecento e rinnovato infine nell’Ottocento. Il Palazzo Reale è ricco di testimonianze storico artistiche, con spazi ornati da pitture, statue, arazzi e mobili d’epoca; e nel 2019 è stato riaperto il Giardino pensile “Giardino del Belvedere”;

 

  • Luigi Gallo sarà il direttore della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. È curatore presso le Scuderie del Quirinale e storico dell’arte.
    La Galleria Nazionale delle Marche è ospitata nello splendido Palazzo Ducale di Urbino voluto da Federico da Montefeltro nel XV secolo. Le sue collezioni sono costituite da opere raccolte nel XIX secolo da chiese e conventi del territorio marchigiano. Ci sono opere di importanti esponenti dell’arte italiana come Piero della Francesca, Raffaello, Federico Barocci e altre degli artisti della corte di Federico da Montefeltro. È conservata una cospicua collezione di ceramiche; è ospitato anche il Museo archeologico urbinate, ricco di epigrafi antiche. La Galleria è di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che dal 2014 la ha annoverata tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale;

 

  • Stefano L’Occaso sarà il direttore del Palazzo Ducale di Mantova. È un funzionario storico dell’arte del MiBACT con responsabilità direttive presso il Palazzo Ducale di Mantova ed è direttore del polo museale della Lombardia.
    È stata la residenza dei Gonzaga dal 1328 al 1707. Il Palazzo ospita la galleria, la sezione archeologica, la sezione dedicata alla scultura, gli appartamenti con la celebre “Camera degli sposi” affrescata dal pittore Mantegna;

 

  • Francesco Muscolino sarà il nuovo direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. È un archeologo del MiBACT, con responsabilità direttive presso il Parco Archeologico di Pompei. Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari fa parte del complesso museale della Cittadella dei Musei Giovanni Lilliu, fino a metà Ottocento Regio Arsenale. Negli anni Sessanta del secolo scorso il complesso è diventato la Cittadella dei Musei. È il più importante museo che espone le antichità della Sardegna ed è per questo un punto di riferimento del territorio, con manufatti che narrano la storia della regione dalla protostoria al Medioevo;

 

  • Stéphane Verger sarà il direttore del Museo Nazionale Romano. È Directeur d’études I classe all’École Pratique des Hautes Études (Paris), membro del consiglio scientifico del Musée du Louvre. Il suo curriculum si arricchisce di una pluriennale e rilevante attività scientifica e formativa di elevata qualità, internazionalmente riconosciuta e svolta anche in Italia, nell’ambito dell’archeologia, delle culture antiche e della loro tradizione e presenza nelle culture post-antiche.
    Il Museo Nazionale Romano è un museo statale italiano con sede a Roma; ospita collezioni riguardanti la storia e la cultura della città in epoca antica. È di proprietà del Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo e, dal 2016 lo ha annoverato tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale. Inaugurato nel 1889 e il museo aveva sede nelle Terme di Diocleziano e nel contiguo convento della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Nel 1990 il museo è stato riprogettato e riallestito, portandolo alla suddivisione delle opere tra la sede originaria e altre tre sedi espositive: le Terme di Diocleziano che custodisce le sezioni di epigrafia, della protostoria della città e dei grandi monumenti pubblici e funerari; il Palazzo Massimo con le sezioni di arte antica e una ricca collezione numismatica e di oreficeria; il Palazzo Altemps con una sezione del collezionismo archeologico rinascimentale e la Crypta Balbi con una sezione della storia romana medievale e archeologia urbana. Si tratta di uno dei musei più importanti al mondo in cui si vive un’esperienza a contatto diretto con il passato della città di Roma.

 

Foto di Peter H

Non ci resta che augurare loro buona fortuna nella conduzione di queste importanti realtà culturali italiane.


Addio a Philippe Daverio: a lezione da un outsider

Philippe Daverio era anzitutto un bocconiano; un “quasi” bocconiano, perché non aveva mai scritto la tesi in Economia e Commercio.
Era un gallerista; e no, non era uno storico dell’arte. Forse anche per questo ha insegnato agli “addetti al settore” che la storia dell’arte è fatta anche di dinamiche di mercato, moda, cultura popolare, cibo, musica. Ha portato tutti quanti a spasso per itinerari inconsueti, ignorati tanto dal “turismo di massa” quanto dalla vulgata degli studi storico-artistici.

Philippe Daverio
Philippe Daverio (Mulhouse, 17 ottobre 1949 – Milano, 2 settembre 2020) all'assegnazione del Premio Nazionale Toson d'Oro di Vespasiano Gonzaga. Foto di Mariofazzi, CC BY-SA 4.0

Nato a Mulhouse da padre italiano e madre alsaziana era un vero europeo: uno dei pochi a parlare di arte e di cultura in una dimensione trans-nazionale. Uno sguardo di cui continuiamo ad avere bisogno. Ha insegnato un po’ a tutti le pronunce corrette di tanti nomi di artisti: “van Eyck” … come lo diceva lui! Perché la conoscenza passa anche dalla lingua, dal rispetto per un nome pronunciato in modo corretto e per il valore culturale che una lingua e il suo suono portano con sè.

In un’epoca di tramonto della televisione come medium totalizzante della vita pubblica ha saputo utilizzare questo strumento, invecchiato ma ancora potente, per fare divulgazione con una competenza davvero eccezionale, trovando quella giusta strada tra accessibilità, qualità e correttezza dell’informazione che troppo spesso viene descritta come una chimera.

Ci ha messo del suo: amori, esperienze, amicizie, idiosincrasie, improbabili completi colorati. Non credo sia possibile far innamorare dell’arte le persone in un altro modo, se non raccontando la propria, individuale storia d’amore.

Ha parlato di Dada e di arte alpina, di mercato contemporaneo e di architettura modernista, dell’importanza di Petrarca nella cultura anche visiva italiana ed europea; temi ostici, che chiunque avrebbe bollato come “indigesti” al grande pubblico, ma che lui ha attraversato con antidogmatica leggerezza.
Ha saputo persino giocare tra registri diversi per target diversi: se la versione “diurna” di Passepartout era più divulgativa, i notturni (deliziosi quelli "con il panettone", indimenticabili i duetti con Bonito Oliva) erano delle coltissime e divertenti conversazioni tra pesi massimi del mondo artistico e culturale.

Gioco, passione, divertimento, contaminazione; ma anche quel ruvido realismo nella consapevolezza che sono i soldi a far girare il mondo, e che non possiamo non tenerne conto.
Philippe Daverio ha insegnato a noi storici dell’arte come fare il nostro mestiere, o quantomeno una parte determinante del nostro mestiere, che è la divulgazione. A non accontentarci dell’ovvio, a contaminarci sempre, a raccontare in prima persona questa cosa viva e divertente che è l’arte.

Philippe Daverio
Philippe Daverio. Foto di Mauro Raponi - http://philippedaverio.it/, CC BY-SA 4.0

L'addio a Philippe Daverio del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini: “Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”.


Avviata la procedura per l'incarico di Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei

Avviata ieri 12 Agosto 2020 la procedura d’interpello volta al conferimento ad interim dell'incarico dirigenziale di livello generale (Direttore) per il Parco Archeologico di Pompei. La circolare segue il recente conferimento a Massimo Osanna, l’uomo che ha cambiato l’immagine di Pompei nel Mondo, del ruolo di nuovo Direttore Generale dei Musei. Massimo Osanna, professore ordinario di archeologia alla Università Federico II di Napoli, prenderà servizio alla Direzione generale Musei del MiBACT il primo di settembre 2020, subentrando ad Antonio Lampis a chiusura del suo mandato.

Si è difatti pubblicata ieri la Circolare n.209 del 12/08/2020 avente come oggetto "Disponibilità di incarico di funzione dirigenziale di livello generale ad interim – Avvio di interpello – Parco Archeologico di Pompei"; le istanze di conferimento dovranno pervenire entro le ore 24.00 del 24 agosto.

Come indicato dalla circolare stessa, “si precisa che tale incarico avrà durata fino all'espletamento della procedura di selezione pubblica internazionale - di prossima indizione - prevista dall'articolo 14, comma 2-
bis, del decreto-legge 3l maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e dal decreto ministeriale 27 novembre 2014, sopra citato, per il conferimento dell’incarico di Direttore del Parco Archeologico di Pompei, e alla conseguente effettiva assunzione delle funzioni da parte del titolare dell'ufficio.”

Massimo Osanna. Foto: Alessandra Randazzo

Il Ministro Dario Franceschini aveva difatti già anticipato, al momento dell'annuncio del conferimento dell'incarico di nuovo Direttore Generale dei Musei a Massimo Osanna, che “il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani”.

Lo stesso Franceschini aveva elogiato il lavoro di Massimo Osanna: “ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale”.

Direttore interim Pompei
Pompei. Foto FORTEPAN / Krasznai Gyula, CC BY-SA 3.0

La Circolare n.209 del 12/08/2020 volta al conferimento ad interim dell'incarico di Direttore del Parco Archeologico di Pompei è consultabile sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.


Grazie ai Carabinieri torna in Iraq una statuina di "Dea Madre"

Nella giornata odierna ha avuto luogo presso il Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo a Roma a un'importante cerimonia di restituzione all'ambasciatrice irachena Safia Taleb Al-Souhail di una statuina mesopotamica del 4500 a.C., una figura femminile steatopigia, di quelle popolarmente dette "Venere" o "Dea Madre". L'evento è stato condotto alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del Generale Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Carabinieri Iraq Dea madre

Il recupero, infatti, è stato possibile proprio grazie all'intervento dei Carabinieri, come anche ricordato dallo stesso Franceschini durante l'incontro. Si tratta, ha detto il Ministro, di “un’altra importante prova di collaborazione e dell’eccellente lavoro svolto dal  Comando Carabinieri TPC di cui dobbiamo essere orgogliosi.”

Carabinieri Iraq Dea madre

Il reperto è stato individuato dai Carabinieri durante il controllo giornaliero di una piattaforma commerciale online, la cui foto era corredata da dicitura che la qualificavano come statua "da museo", di provenienza mediorientale e avente 7000 anni. Dopo le prime valutazioni e gli accertamenti preliminari che ne hanno subito riconosciuto il pregio e la somiglianza con altre rappresentazioni mesopotamiche della cosiddetta "Dea Madre", i Carabinieri del TPC hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine un decreto di perquisizione e sequestro del bene culturale.

La statuetta è stata poi sottoposta a una valutazione approfondita da parte del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine, che ha confermato l'origine mesopotamica del reperto e l'appartenenza alla cultura di Halaf, rendendo possibile la datazione in un periodo compreso tra il 5900 e il 5100 a.C.
Si è trattato, quindi, di un caso di esportazione illegale di un bene culturale al di fuori dell'Iraq, segnalata dai Carabinieri alle autorità irachene, che hanno riconosciuto nel reperto un esempio del proprio patrimonio culturale e ne hanno richiesto la restituzione.

L’Ambasciatrice Safia Taleb Al-Souhail, quindi, ha espresso un ringraziamento sentito a tutte le Istituzioni, tra cui Ministero degli Esteri, Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e in particolar modo al Comando TPC Carabinieri per il ruolo avuto nel ritrovamento di molti reperti archeologici iracheni, oltre quello della statua della cosiddetta "Dea Madre".

Il Ministro Franceschini ha così commentato l'incontro per la restituzione dell'opera: “È una giornata significativa che rafforza la storica collaborazione tra l’Italia e l’Iraq in materia di tutela e protezione del patrimonio culturale e che avremo modo ulteriormente di intensificare con la firma del Memorandum sulla cooperazione culturale e sul contrasto al traffico illecito dei beni culturali a cui stiamo lavorando e che vogliamo allargare ai settori della contemporaneità e allo scambio tra artisti e nuove generazioni di studiosi. L’Italia e l’Iraq hanno un grande passato comune e un grande futuro”.

 

Foto dall'Ufficio Stampa Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo


Osanna nuovo Direttore Generale Musei

Musei, Franceschini: il nuovo direttore generale Musei sarà Massimo Osanna, l’uomo che ha cambiato l’immagine di Pompei nel Mondo
Sarà Massimo Osanna il nuovo direttore generale dei musei dello Stato. Lo ha deciso il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini al termine della procedura di interpello avviata a inizio giugno dal Mibact per il conferimento dell’incarico apicale della direzione generale del ministero che coordina le politiche di gestione, fruizione e comunicazione dei musei statali, garantisce lo sviluppo del sistema museale e un’offerta culturale accessibile e di qualità.
Massimo Osanna. Foto: Alessandra Randazzo
“Un incarico prestigioso con una forte proiezione internazionale” ha sottolineato Franceschini ringraziando l’uscente Antonio Lampis “per l’impegno e la professionalità dimostrata in questi anni”.
“Massimo Osanna - ha aggiunto Franceschini - ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale: una storia di riscatto che ci rende orgogliosi. L’esperienza e la professionalità di Osanna serviranno adesso a rinnovare l’intero sistema museale nazionale e a traghettarlo nel futuro”.
Massimo Osanna, professore ordinario di archeologia alla Università Federico II di Napoli, prenderà servizio alla Direzione generale Musei del Mibact il primo di settembre 2020.
“Il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei - ha annunciato Franceschini - verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani”.
Testo dall'Ufficio Stampa e Comunicazione Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
lL DIRETTORE MASSIMO OSANNA ALLA DIREZIONE GENERALE DEI MUSEI
Foto courtesy Parco Archeologico di Pompei
Il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna dal 1 settembre assumerà l’incarico di Direttore Generale dei Musei, come ufficialmente annunciato dal Ministro Franceschini, subentrando ad Antonio Lampis a chiusura del suo mandato.
 “Sono onorato della scelta del Ministro Franceschini, della stima manifestatami e soprattutto del riconoscimento per l’ attività svolta in questi anni a Pompei. - dichiara il Direttore Osanna -  Un impegno grande che ha alle spalle un importante  lavoro di squadra. Nei mesi a venire proseguiranno regolarmente le attività in corso, saranno portati a termine gli interventi avviati e gli eventi in programma, fino all’arrivo del nuovo direttore. 
Non è mia intenzione abbandonare Pompei, ma anzi continuare a seguirla da un altro punto di vista e soprattutto portare l’esperienza qui maturata anche ad altre realtà: dalla manutenzione programmata raggiunta a Pompei, al ruolo fondamentale della ricerca e delle tecniche del restauro nella tutela, al confronto con i grandi musei internazionali verso  i quali rapportarsi come “sistema”, lavorando sulla valorizzazione,  la comunicazione, la tecnologia  e finanche sulla contaminazione tra arte contemporanea e antico.  Alla Direzione dei Musei  sono chiamato ad una responsabilità ancora più grande nei confronti del patrimonio culturale italiano, che cercherò di adempiere al meglio,  in continuità con l’attività di Antonio Lampis, a cui auguro il meglio per il futuro”
06/26/2019 Pompeii, Italy. Massimo Osanna nella Casa con Giardino, Regio V a Pompeii, 26 Giugno 2019. Foto di Chiara Goia, courtesy Parco Archeologico di Pompei
Testo dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Pompei

traffici d'arte 2019

I traffici d’arte prima del coronavirus, mentre riaprono i luoghi della cultura

I traffici d’arte prima del coronavirus, mentre riaprono i luoghi della cultura

Novecentomila beni recuperati: è il bilancio del 2019

dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC)

Sono 902.804 i beni recuperati nell’anno passato dai Carabinieri del comando di piazza S. Ignazio, alle dirette dipendenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, che oggi conta trecento unità fra i quindici nuclei più una sezione sparsi lungo lo Stivale, il reparto operativo ubicato a Trastevere in via Anicia e i vari uffici, che gestiscono fra l’altro la banca dati più antica ed estesa al mondo (quasi 1.300.000 files di opere da ricercare). È un numero che porta a circa tre milioni i beni resi al pubblico o ai legittimi proprietari in mezzo secolo di storia di questa Unità specializzata.

«L’Italia - afferma il ministro Franceschini- è il Paese che per primo ha investito con convinzione nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale. Un lavoro quotidiano e capillare da parte degli uffici e delle soprintendenze del Mibact a cui si affianca l’attività silenziosa e preziosa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che sono un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo.

Gli ultimi dati dell’attività operativa mostrano risultati molto importanti di cui dobbiamo essere orgogliosi».

La maggior parte dei recuperi del 2019 riguarda il settore antiquariale, archivistico e librario (857.003); a seguire vi sono i reperti archeologici, paleontologici e numismatici provenienti da scavi clandestini (45.801). Per quanto attiene alla contraffazione, sono 1.083 le opere sequestrate: falsi di arte contemporanea – ma non solo – che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali quasi 200 milioni di euro.

Fra le opere più importanti tornate a casa, un ritratto di Lorenzo Lotto rubato nel 1976 a Firenze e una Madonna del Pinturicchio asportata a Perugia nel 1990. Numerosi i beni rimpatriati a seguito di indagini, rogatorie e interventi della “diplomazia culturale”, come un rilievo dei Della Robbia rientrato dal Canada e il Vaso di fiori del fiammingo Van Huysum che, trafugato nel corso della Seconda guerra mondiale, era rimasto da allora in Germania. Fra le opere di sospetta falsità tolte dal mercato spiccano vari dipinti attribuiti a Modigliani, ma il fenomeno ha colpito artisti di ogni epoca e stile, da Leonardo da Vinci a Giorgio De Chirico, da Andy Warhol a Michelangelo Pistoletto.

Ci sono queste e altre buone notizie, sul contrasto dei traffici d’arte, nella pubblicazione “Attività operativa 2019” edita dal Comando Carabinieri TPC, a breve disponibile sui siti www.beniculturali.it e www.carabinieri.it. Registrano un decremento del 27,2% i furti in genere, che sono 345 a fronte dei 474 del 2018. Anche più sensibile il calo di quelli in danno della collettività: presso archivi - 50% (= da 16 a 8), biblioteche - 42,8 % (= da 21 a 12), luoghi di culto - 35,4% (= da 209 a 135), musei - 33,3% (= da 21 a 14).

Al contrario, come si leggerà in dettaglio nel documento, sono aumentati i risultati delle indagini e dei controlli in ambito nazionale: gli arresti e le denunce, le associazioni per delinquere perseguite, le sanzioni amministrative a salvaguardia del paesaggio elevate, in linea con l’articolo 9 della Costituzione.

In più i carabinieri, forti di una tradizione di difensori del patrimonio comune che risale a Belisario e Raffaello e passa per Antonio Canova, Ugo Ojetti, Rodolfo Siviero e i tanti sovrintendenti alle Belle Arti attivi nell’ultima guerra, hanno dato un contributo anche fuori dai confini.

Lo hanno fatto sul piano investigativo, rintracciando in Italia opere sottratte all’estero, come i 594 dipinti ex voto restituiti al Messico e i 796 antichissimi reperti ridati alla Cina. Oppure attraverso la formazione, svolgendo corsi in Europa, Asia e Africa a favore di tanti partner internazionali. O ancora con l’assistenza sul campo, fornendo esperti in via permanente all’Iraq e, secondo l’esigenza, in altri territori. Giova ricordare che il MiBACT, d’intesa con l’UNESCO, ha originato nel 2015 su iniziativa del ministro Dario Franceschini “Unite4Heritage”: inedite task-force di funzionari italiani e carabinieri del TPC pronte a intervenire per la messa in sicurezza e la conservazione dei beni nei Paesi devastati da conflitti o calamità naturali.

Di particolare rilievo l’operazione “Achei” del 18 novembre, originata dal Nucleo TPC di Cosenza, che ha portato a 23 misure cautelari e 103 perquisizioni sul territorio nazionale, nel Regno Unito, in Francia, in Germania e in Serbia, con ingentissimi recuperi di reperti archeologici trafugati in Italia e all’estero. Le indagini hanno visto l’uso dei droni per l’individuazione degli scavi clandestini e si sono giovate del coordinamento e dello scambio informativo da parte di EUROPOL (sul piano investigativo) e di EUROJUST (sul piano giudiziario).

Questo, in sintesi, il fatturato di un reparto che, come scrive il generale Roberto Riccardi nella sua introduzione al resoconto annuale, esiste «per restituire allo sguardo di tutti le meraviglie che la nostra civiltà ha prodotto nei secoli».

Ma il 2019 è stato importante per un’altra ragione. Il Comando TPC ha celebrato al Quirinale il cinquantenario della fondazione, alla presenza del Capo dello Stato, con una mostra di capolavori recuperati fra i quali si citano la Triade Capitolina, il Cratere di Eufronio, la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, una Sacra Famiglia del Mantegna, il Giardiniere di Van Gogh e il Cabanon de Jourdan di Cézanne. Per la ricorrenza sono stati realizzati un libro, una moneta, una serie di francobolli e ulteriori mostre. L’ultima dell’anno si è svolta in ottobre al quartier generale UNESCO di Parigi con una padrona di casa d’eccellenza, la direttrice generale Audrey Azoulay.

traffici d'arte 2019 Carabinieri
Testo, video e foto dall'Ufficio Stampa Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC)


call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Una call internazionale per 13 nuovi direttori di Musei e Parchi italiani

IL MINISTRO FRANCESCHINI CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA ED ESPONE LA CALL INTERNAZIONALE PER I 13 NUOVI DIRETTORI DEI MUSEI ITALIANI.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini, il 29 gennaio 2020, ha risposto ad alcune delle più frequenti domande che tormentano il mondo della cultura italiano e non solo. Lo ha fatto durante una conferenza stampa tenutasi presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, convocata in occasione della presentazione dei bandi internazionali per la selezione dei nuovi direttori dei Musei e Parchi archeologici statali.


La call prevede una selezione internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore per tredici istituti culturali statali, ora dotati di autonomia, attraverso la procedura di selezione pubblica on line sul sito del Mibact (http://www.beniculturali.it/museitaliani).
“Grazie a questo nuovo bando tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano – dichiara il ministro Franceschini – avranno un direttore selezionato tra i massimi esperti nazionali e internazionali. Come nelle precedenti edizioni, i nuovi direttori saranno valutati da una commissione composta da esperti di chiara fama ed elevato livello scientifico. Ancora un passo avanti nel percorso di innovazione e modernizzazione del sistema museale nazionale. I dati registrati negli ultimi anni parlano chiaro: l’incrocio tra autonomia e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per i musei e per lo sviluppo dei territori”.

Questo l’elenco degli istituti per il quali il Ministero cerca un direttore:

  • Galleria Borghese di Roma;
  • Museo Nazionale Romano;
  • Vittoriano e Palazzo Venezia;
  • Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli;
  • Galleria Nazionale delle Marche di Urbino;
  • Museo Archeologico Nazionale di Cagliari;
  • Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila;
  • Museo Nazionale di Matera;
  • Palazzo Ducale di Mantova;
  • Palazzo Reale di Napoli;
  • Parco Archeologico di Ostia antica;
  • Parco Archeologico di Sibari;
  • Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il ministro spiega come si sia manifestato un grande cambiamento dal 2014, dall’avvio della riforma del sistema museale italiano, un sistema che presenta una ricchezza sconfinata di collezioni, di musei e di parchi archeologici dello Stato, i quali seppur ben tutelati dalla legislazione italiana, dalle soprintendenze e dall’opera del Ministero, non sono stati tuttavia accompagnati da un’altrettanto efficace azione dal punto di vista della valorizzazione. Prima della riforma del 2014, i musei italiani non erano dotati di un direttore con un ruolo da dirigente, erano uffici delle soprintendenze diretti da un funzionario gerarchicamente dipendente dal soprintendente che si occupava allo stesso tempo sia di valorizzazione che di gestione del museo che di tutela del territorio. I musei non avevano autonomia, non avevano comitati scientifici, non avevano posti d’amministrazione, non avevano un’identità giuridica, né un bilancio autonomo.
In seguito all’attuazione della riforma sono stati creati trentadue musei autonomi - sostiene il ministro - con un bilancio proprio, un comitato scientifico, un consiglio e un direttore scelto attraverso una procedura di selezione internazionale.
I musei dello Stato sono soggetti a determinate regole di selezione del personale, ma è stata introdotta la possibilità di assumere, entro una soglia di spesa prefissata, dei curatori con specifici contratti di consulenza così da avvicinare i musei italiani agli standard internazionali.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Franceschini si dice orgoglioso per il lavoro di promozione sul sistema museale e soprattutto per la crescita dei cosiddetti “musei minori”.
“Aver investito sui musei italiani e sulla riforma, aver scelto i direttori giusti in base alle loro professionalità - italiani e non italiani hanno fatto un lavoro straordinario - e aver rafforzato la promozione sta portando a una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale; non solo i grandi musei ma anche quelli meno conosciuti che vedono un numero di visitatori sempre crescente.”

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Per quanto riguarda invece le “Domeniche al museo” Franceschini conferma la sua intenzione di proseguire in questa direzione: “A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione”.
“I visitatori dei musei italiani sono stranieri ma anche italiani, anzi, il fenomeno delle domeniche gratuite ha avvicinato molto gli italiani alla visita dei musei delle proprie città”. Questo sistema di promozione, secondo Franceschini, avrebbe portato a far acquisire al Paese la consapevolezza del suo straordinario patrimonio.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

 

Sono inoltre in fase avanzata i lavori per la realizzazione della fermata della metropolitana di Piazza Venezia che consentirà, sul modello di altre esperienze internazionali e di altre fermate della metropolitana di Roma arricchite da reperti archeologici, l’accesso diretto al Museo di Palazzo Venezia e al Vittoriano.

Intanto il turismo con la Cina prosegue; “non è stata annullata nessuna iniziativa, saranno le autorità competenti a valutare le implicazioni che derivano dall’emergenza sanitaria. È probabile che ci sarà un problema di flussi da entrambe le direzioni. Noi ci occupiamo essenzialmente del turismo in entrata, sosteniamo certo il turismo in uscita ma è chiaro che ci sarà un cambiamento di flussi del turismo cinese in entrata a causa delle restrizioni che ci sono in questo momento”, dichiara il ministro.

 

La sede distaccata del MAXXI a L’Aquila a Palazzo Ardinghelli è stata invece un’idea importata da altri paesi, che hanno sedi distaccate dei loro musei maggiori; nel capoluogo abruzzese, dopo il trauma del grande terremoto avvenuto nel 2009, sono stati effettuati interventi importanti, grazie anche ad un contributo economico del Governo della Federazione Russa che ha finanziato proprio il recupero del Palazzo adibito a futura sede della filiale del MAXXI - il museo destinato alle arti del XXI secolo; la scelta delle opere sarà effettuata dal MAXXI stesso e i lavori sono praticamente completati; si sta quindi ragionando sulla data di inaugurazione, prevista per i primi mesi del 2020.

 

L’idea della capitale italiana della cultura è nata - racconta Franceschini - durante la medesima competizione tra le città italiane per la capitale europea; “in quell’occasione la competizione tra le sei città italiane finaliste è stata virtuosissima, spingendo a identità locale e progettazione, a mettere insieme pubblico e privato, al pensare la città complessivamente; si è pensato dunque di replicare il programma in ambito italiano. L’Italia è il luogo delle cento città d’arte e dei borghi dunque perché non estendere questa competizione anche alle capitali italiane della cultura?”
Quest’anno le domande pervenute per l’edizione del 2021 sono ben quarantaquattro tra città e piccoli borghi e si prevede un successo crescente dell’iniziativa.

 

Sbilanciandosi invece sul destino della collezione Torlonia, Franceschini svela che l’intesa firmata con gli eredi Torlonia prevede non solo la gestione della mostra, che partirà tra marzo e aprile 2020, ma anche l’individuazione di un luogo, a Roma, che possa diventare la sede permanente di questa incredibile raccolta; il ministro sta attualmente visionando degli immobili per una eventuale sede che naturalmente dovrà essere, sia per dimensioni che per prestigio, adeguata a quella che è una collezione straordinaria.

 

Il ministro conclude la conferenza con la questione delle barriere a fontana di Trevi, sostenendo che il problema della pressione turistica nei luoghi della cultura più famosi del mondo continua ad essere annoso; questi luoghi non possono contenere un numero illimitato di persone perché esiste un problema di fragilità del patrimonio oltre che un problema di sicurezza dei visitatori; l’intenzione di queste barriere è di certo quella di allentare e rallentare la pressione turistica ma - secondo il ministro - non sembra plausibile pagare un biglietto per entrare in una piazza pubblica. Dice invece sì a delle misure tecnologiche e non invasive per il conteggio degli accessi o per fermare i flussi in entrata finché non si avrà un deflusso in uscita. Sistemi che alcune città e alcuni musei dovranno necessariamente adottare nei luoghi e nei comuni con maggiore pressione turistica.


Top 30. Bene Colosseo, Uffizi e Pompei nel 2019

COLOSSEO, UFFIZI E POMPEI SUPERSTAR

La Top 30 dei musei e dei parchi archeologici statali del 2019 regala conferme e novità, con il podio stabilmente occupato dal Colosseo, con oltre 7,5 milioni di visitatori, le Gallerie degli Uffizi, con quasi 4,4 milioni di ingressi, e Pompei, con circa 4 milioni di presenze. Seguono la Galleria dell’Accademia di Firenze e Castel Sant’Angelo, realtà che da molti anni occupano la cima della classifica della Top 30. Tra i primi cinque istituti, in termini assoluti da segnalare la crescita di Pompei che vede aumentare di 160.000 unità i biglietti staccati nei soli scavi.

Colosseo. Foto: Alessandra Randazzo

FRANCESCHINI: PROSEGUIREMO SU PERCORSO INNOVAZIONE
“A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione”, ha commentato il ministro peri beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

BOOM DELLE MARCHE E DEI MUSEI NAPOLETANI
Il 2019 ha visto anche importanti risultati, come il boom della Galleria Nazionale delle Marche, che con circa 70.000 biglietti in più rispetto ai quasi 195.000 visitatori del 2018 segna un +36,8%, sale di sette posizioni e entra al ventiseiesimo posto in TOP 30, dove mancava dal 2012. A seguire una crescita significativa dei musei napoletani, capeggiata dal Museo di Capodimonte, che aumenta del 34,2% i visitatori e con quasi 253.000 ingressi scala quattro posizioni in classifica e entra nella TOP 30. Significative affermazioni anche per Castel Sant’Elmo, che passa da quasi 225.000 a 267.000 visitatori salendo dal trentesimo al ventisettesimo posto con un +18,7% di ingressi, e per Palazzo Reale, che con una crescita di visitatori dell’11% arriva a oltre 270.000 biglietti staccati che valgono il venticinquesimo posto in classifica, due posizioni in più rispetto all’anno scorso.

Pompei

Bene in termini di crescita anche le Terme di Caracalla a Roma, con un aumento del 10,9% dei visitatori sul 2018, e il Castello di Miramare a Trieste, con un +10,7% di ingressi.

Buon risultato anche per Palazzo Ducale di Mantova, che da 324.000 visitatori passa a oltre 346.000 ingressi, un incremento del 7% su base annua che gli permette di salire di tre posizioni e piazzarsi al diciottesimo posto in classifica.

Complessivamente nei primi trenta musei e parchi archeologici statali sono no entrati nel 2019 quasi 30 milioni di visitatori (circa 700.000 ingressi in più rispetto al 2018 con un incremento del 2,4%) che rappresentano più della metà dei visitatori dell’intero sistema museale statale.

CRESCE LA BASILICATA, È “EFFETTO MATERA”
Non presenti nella Top 30, ma con un’ottima prestazione, da segnalare i musei della Basilicata, che nell’anno della Capitale europea della cultura hanno visto crescere gli ingressi di circa 50.000 unità, con un tasso di incremento prossimo al 20% tanto da poter parlare di un vero e proprio “Effetto Matera” nei principali luoghi della cultura lucani.

TORNANO LE DOMENICHE GRATUITE, MUSEI BATTONO LA “SERIE A”
Inoltre, dalla loro istituzione nel luglio del 2014 a oggi le domeniche gratuite, recentemente reintrodotte e rese permanenti dal Ministro Franceschini, hanno portato oltre 17 milioni di persone nei soli musei statali, con un effetto volano sugli ingressi a pagamento e con benefici importanti per i musei più piccoli che hanno beneficiato di campagne di comunicazioni nazionali. Un dato sottostimato, perché non tiene conto dei tanti ulteriori visitatori dei musei comunali che hanno aderito contribuendo a fare della #domenicalmuseo un vero e proprio evento culturale per famiglie e cittadini con numerose edizioni da record in cui la presenza nei musei è stata superiore a quella di una giornata di campionato di calcio di “Serie A”.

PANTHEON DA RECORD, SUPERATI I 9 MILIONI DI VISITATORI
Tra gli istituti gratuiti, infine, da segnalare l’exploit del Pantheon, che supera quota 9 milioni di visitatori, con un aumento del 4% pari a circa 400.000 visitatori in più rispetto al 2018. Ottimo risultato anche per il Vittoriano - recentemente reso autonomo insieme a Palazzo Venezia - che cresce del 9% portandosi a oltre 3 milioni di ingressi.

MALTEMPO, CALANO I VISITATORI DEI GIARDINI STORICI
Dopo anni di continua crescita a doppia cifra il numero dei visitatori dell’intero sistema museale nazionale si assesta intorno ai 55 milioni. Le prime cinque regioni per numero di ingressi sono il Lazio, la Campania, la Toscana, il Piemonte e la Lombardia. L’assestamento è stato causato anche dai numerosi fenomeni di maltempo che hanno caratterizzato l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 e che hanno comportato la forte riduzione del numero visitatori soprattutto nei parchi monumentali e nei giardini storici: il Bosco di Capodimonte, ad esempio, ha avuto una consistente riduzione degli ingressi dovuta anche a lunghi mesi in cui ragioni di sicurezza non ne hanno permesso l’apertura e la piena fruibilità.

Tutti i dati della Top30 sono disponibili a questo link:
www.beniculturali.it/top30_2019
#museitalianiTOP30


bando MiBACT

MArRC: presentazione del bando MiBACT "Memoria Europea" e auguri al nuovo Rettore UniStraDa

MARTEDÌ 5 NOVEMBRE LA PRESENTAZIONE DEL BANDO MIBACT "MEMORIA EUROPEA"

MALACRINO: «OCCASIONE SPECIALE PER RIFLETTERE SU INCLUSIONE E ACCOGLIENZA»

bando MiBACT "Memoria Europea" Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Gina LollobrigidaSi conferma il successo della prima domenica del mese al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con migliaia di persone che gratuitamente hanno visitato le straordinarie sale espositive del MArRC e ammirato i Bronzi di Riace e di Porticello grazie all’iniziativa #domenicalmuseo voluta dal ministro Dario Franceschini. Tra i visitatori della giornata, ospite speciale è stata la grande attrice Gina Lollobrigida.

Inizia una settimana densa di appuntamenti per il Museo. Nell'ambito del programma "Europa per i cittadini", nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, il 5 novembre sarà presentato il bando MiBACT "Memoria Europea", con inizio alle ore 9.00.

Il MArRC ospiterà Elisabetta Scungio e Patrizia Carratta, funzionari del Segretariato Generale Mibact, insieme a Rita Sassu, Project Officer Programma Europa per i cittadini (ECP) Italia, David Vezzoni, della cooperativa Tempo per l'infanzia Onlus, Roberto Ameruso, sindaco del Comune di Tarsia, Roberto Cannizzaro, delegato alla cultura della stessa amministrazione, Francesco Altimari, docente di lingua e letteratura albanese dell'Unical e Annunziato Squillaci, membro della comunità grecanica calabrese.

«Accogliamo con grande piacere la presentazione di questa iniziativa - dichiara Carmelo Malacrino. La memoria deve sempre essere tramandata alle future generazioni. Le civiltà classiche hanno gettato le basi dello Stato moderno e diffuso i valori della cittadinanza e della democrazia. Nonché – aggiunge – le qualità etiche che da esse scaturiscono. In questa promozione del sapere antico, il MArRC contribuisce a veicolare i principi della legalità e dell'inclusione. In una dimensione aperta all'accoglienza - afferma - che ci rende partecipi di una battaglia culturale contro ogni forma di nazionalismo e intolleranza. L'iniziativa del Ministero presieduto da Franceschini - dunque - è significativa perché consentirà, attraverso i progetti che saranno finanziati, di sensibilizzare la collettività sui temi attuali nelle politiche europee dei nostri giorni e, in particolare, sulla difesa delle minoranze, contro ogni forma di discriminazione».

L'iscrizione, gratuita, potrà essere effettuata al link dedicato sul sito web: eventbrite.it

Martedì, inoltre, il direttore Malacrino sarà anche relatore alla presentazione del protocollo di intesa tra il Consiglio Regionale della Calabria e il Rotary Distretto 2010, volto a promuovere le attività del Polo culturale "Mattia Preti". All'auditorium "Nicola Calipari" il direttore esporrà i cambiamenti del Museo dal suo insediamento nel 2015. Un excursus culturale che sancirà il legame tra MArRC con il Polo "Mattia Preti" per la cura e la tutela del materiale bibliografico dell'antichità.

«Anche il Museo - ricorda Malacrino - nel 2017 ha aperto al pubblico la sua ricca biblioteca, una realtà che ospita circa 25 mila volumi dedicati agli aspetti culturali, letterari e sociali delle civiltà antiche. Ritengo - conclude - che l'iniziativa a Palazzo Campanella, potrà costituire un momento di riflessione per la costituzione di una rete di azione che faciliti la fruizione e la conoscenza del patrimonio librario calabrese anche oltre i confini regionali».

 

GLI AUGURI DEL DIRETTORE MALACRINO AL PROFESSOR ZUMBO - RETTORE DELL'UNIVERSITÀ PER STRANIERI

«Esprimo i miei auguri e quelli di tutto lo staff del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria al Professor Antonino Zumbo, docente di Filologia Classica e nuovo Rettore dell'Università per Stranieri "Dante Alighieri".

Antonino Zumbo, studioso di chiara fama, al pari del suo predecessore, professor Salvatore Berlingò, rappresenterà un fermo punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione del sapere accademico oltre i confini di Reggio Calabria. La "Dante Alighieri" costituisce, infatti, un ateneo che, oltre a contribuire alla divulgazione e conoscenza della lingua italiana nel mondo, forma i propri studenti nei settori della mediazione, nell'inclusione sociale, nell'intercultura. Elementi che consolidano i legami tra l'università e il Museo, da sempre ispirato alle politiche dell'accoglienza e dell'integrazione. Un ateneo che, con i corsi estivi di approfondimento della lingua italiana, contribuisce ad accrescere il numero di presenze nella città di Reggio.

Sono sicuro che, nel corso del suo mandato, il professore Zumbo consoliderà le sinergie, già proficue, con il MArRC, nel comune interesse di diffondere la storia, le tradizioni e la cultura di questa nostra straordinaria regione».

I testi sul bando MiBACT "Memoria Europea" e sugli auguri di Malacrino a Zumbo, e la foto di Gina Lollobrigida al MArRC sono gentilmente forniti dalla Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria


Ercolano. Dopo anni di chiusura ecco la Casa del Bicentenario

Si è svolta Mercoledì 23 Ottobre ad Ercolano la conferenza stampa di riapertura della Casa del Bicentenario, lussuosa domus posta al centro dell'antica città vesuviana e chiusa al pubblico da ben 36 anni, precisamente dal 1983. A determinarne l'inaccesibilità, gravi problematiche di ordine strutturale che hanno coinvolto l'edificio sin dalla sua scoperta, avvenuta grazie all'opera dell'archeologo Amedeo Maiuri nel 1938.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, il Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, il Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile restauro e conservazione  per il Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. L'inaugurazione è stata inoltre arricchita dalla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini.
Nel corso della cerimonia sono state illustrate le tappe fondamentali che hanno condotto alla riapertura dell'elegantissima domus, sottolineando a tal proposito come la stretta e proficua collaborazione pubblico-privato - soprattutto grazie agli sforzi compiuti dall'erede della dinastia della multinazionale dell'informatica Hewlett Packard (David W. Packard) a partire dal "lontano" 2006 - abbia costituito e costituisca tuttora una condizione imprescindibile per il rilancio della cultura e dei Beni Culturali nel nostro paese. In questa direzione, infatti, si sono spinti gli interventi del Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, del Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile del Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. Costoro hanno voluto focalizzare l'attenzione sull'importanza che il proficuo lavoro portato avanti - a partire dal 2010 e in sinergia tra le istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto -ha rappresentato nella risoluzione, anche se non definitiva, delle problematiche connesse alla fruizione dell'edificio, a favore del quale sono state introdotte tecniche pilota di monitoraggio e conservazione delle superfici decorate, sia parietali che pavimentali.
Casa del Bicentenario
Interessante e meritevole di attenzione anche l'illustrazione del programma di "Close Up" attuato all'interno del Parco, che consiste nel dare la possibilità ai visitatori di poter assistere al dietro le quinte del lavoro svolto da archeologi e restauratori, impegnati nello scavo e nel restauro di diverse domus ercolanesi, tra le quali la Casa dell'Albergo e quella del Tramezzo di Legno, e allo stesso tempo nel coinvolgere gli stessi alla partecipazione attiva verso la prevenzione del degrado di questi ambienti.
Molto centrato sul corretto utilizzo dei fondi pubblici per ciò che concerne l'avanzamento dei lavori relativi al Grande Progetto Pompei, l'intervento del prof. Osanna, il quale ha ribadito altresì come l'autonomia da poco acquisita dal Parco Archeologico di Ercolano e le collaborazioni di quest'ultimo con le migliori istituzioni scientifiche internazionali abbiano rappresentato un deciso salto in avanti qualitativo, ancor più sostenuto ed incoraggiato dalla stessa Direzione del Parco Archeologico di Pompei, prima del passaggio del testimone avvenuto nel 2017.
Casa del Bicentenario
Casa del Bicentenario
Per il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, prof. Francesco Sirano, "il progetto del Bicentenario deve essere inteso attraverso un approccio bifronte, rivolto non solo alla cura ed alla conservazione del sito, ma anche alla riconnessione al territorio di riferimento", ed è proprio sul solco delle sue parole che si è innestato l'annuncio fatto dal sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, il quale ha rivelato il lancio della fase finale di un importante progetto strategico realizzato congiuntamente da enti pubblici e privati, il cosiddetto Progetto "Via mare". Questo progetto non è rivolto alla conservazione, né allo studio archeologico, ma rappresenta un'iniziativa di largo respiro mirata all'integrazione tra parco e territorio circostante, tesa alla creazione di un nuovo ecosistema culturale dove passato e presente possano convivere, per contribuire a riqualificare l'identità della moderna Ercolano.
A suggello della importante mattinata ercolanese sono arrivate le dichiarazioni del ministro Franceschini, il quale nel sottolineare ancora una volta il prezioso risultato della riapertura dell'edificio caduto in abbandono alla fine del XX secolo attraverso la preziosa collaborazione tra l'ente pubblico ed il privato, che deve ormai segnare sempre di più la strada futura dei beni culturali nel nostro paese, ha anche assicurato che il clima positivo creatosi a seguito della riapertura sarà accompagnato attivamente dal Ministero di sua competenza, che sosterrà ancora di più gli sforzi per riportare al centro dell'attenzione internazionale un sito che - insieme a quello di Pompei - è unico al mondo per lo studio e la comprensione del mondo antico,  e che è proiettato a raggiungere traguardi sempre più lusinghieri in termini di presenze ( ad oggi si registrano infatti già 500.000 visitatori).
La Casa del Bicentenario, cosi chiamata in quanto scoperta a 200 anni esatti dai primi scavi condotti nel sito (1738), è una residenza patrizia sorta in età augustea nei pressi del centro politico e amministrativo di Ercolano, e si sviluppa su tre piani occupando un'area di circa 560 mq. L'edificio accoglie il canonico inquadramento architettonico della casa romana, impostato sull'asse ingresso, atrio, tablino e peristilio, determinatosi  a seguito di modifiche realizzate nel corso del tempo; l'ingresso, aperto sul Decumano massimo e decorato ad affresco con una scacchiera in rosso e bianco, immette direttamente nell'atrio, su cui si affacciano alcune camere da letto e stanze di servizio.
L'atrio è certamente l'ambiente più grande dell'intera dimora, decorato con un raffinato mosaico risalente all'età augustea e semplici pitture in IV stile, realizzate prima del sisma che colpì i centri vesuviani nel 62 d.C.; sul fondo, nella parte destra, è stato rinvenuto un eccezionale cancello di chiusura in legno diviso in due battenti scorrevoli, che fa supporre come lo spazio che esso era destinato a chiudere contenesse oggetti preziosi o venisse destinato al culto domestico.  
Al centro della parete di fondo dell'atrio si apre il sontuoso tablino della domus, caratterizzato da un pavimento a mosaico bianco bordato da fasce nere, con al centro lastre di marmo che compongono un complesso motivo geometrico; le pareti sono dipinte in IV stile a fondo giallo con quadri figurati nei pannelli centrali rappresentanti nella parete di destra Dedalo e Pasifae, a sinistra Marte e Venere e medaglioni con Satiri e Menadi in quelli laterali. Alle spalle del tablino si sviluppa il quartiere del peristilio dove furono realizzate sale di rappresentanza, alcuni locali di servizio e un giardino in cui lo scavo ha rivelato tracce di un roseto. La casa presenta anche due nuclei di ambienti disposti al piano superiore, il primo, prospiciente la strada, era accessibile attraverso due scale di legno, mentre il secondo, affacciato sul peristilio, era raggiungibile dalla scala posta al lato del tablino.
Casa del Bicentenario
Ercolano: attività di conservazione del Tablinum della Casa del Bicentenario
Lo scavo ha restituito una eccezionale serie di tavolette lignee (si parla di ben 150 pezzi) sulle quali erano incise preziose informazioni riguardanti attività economiche, finanziarie e documenti processuali del dominus, il padrone di casa, che coprono un periodo temporale compreso tra il 40 ed il 75 d.C e dovevano trovarsi in una cassa lignea nascosta in un ambiente al primo piano. Ma la  scoperta più ad effetto compiuta all'interno della casa, nell'ambiente ad ovest del primo piano è sicuramente quella costituita dalla cosiddetta "Croce di Ercolano", vale a dire una croce incisa nella parete sopra stucco a fondo bianco, con al di sotto della stessa la presenza di una cassa o ara votiva lignea carbonizzata, che venne in un primo tempo considerata come la prima testimonianza di proliferazione del culto cristiano nel mondo domestico romano in pieno I sec. d.C.
Successivamente diversi elementi smentirono questa ipotesi, ricollegandola piuttosto ad un vero e proprio modello di arredo architettonico della casa, la cui croce doveva con buona probabilità costituire una mensola per il deposito di oggetti d'ornamento.
Photo credits per la riapertura della Casa del Bicentenario: Parco Archeologico di Ercolano