Le emissioni di combustibili fossili e la datazione al radiocarbonio

20 Luglio 2015
640px-Bayeuxtapestryodowilliamrobert
Le emissioni di carbonio prodotte dall'utilizzo di combustibili fossili complicano il lavoro di datazione tramite radiocarbonio. Con l'immissione nell'atmosfera, queste "diluiscono" il contenuto di carbonio 14, aumentando artificialmente "l'età" al radiocarbonio della stessa.
Di questo passo, per il 2020 la datazione al radiocarbonio comincerà ad essere toccata dal fenomeno, e per il 2050 una moderna maglietta avrà la stessa datazione di un indumento di Guglielmo il Conquistatore. Sono molte le discipline ad utilizzare la datazione al radiocarbonio: l'archeologia innanzitutto, ma pure la scienza forense per la datazione di tessuti umani e animali, considerando anche l'avorio che viene scambiato.
Lo studio "Impact of fossil fuel emissions on atmospheric radiocarbon and various applications of radiocarbon over this century", di Heather D. Graven, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: PNAS; Imperial College - London; Science Daily
Immagine dall’Arazzo di Bayeux con Guglielmo il Conquistatore e i suoi fratellastri (12th centuryLucien Musset’s The Bayeux Tapestry ISBN 9781843831631 – Panel from the Bayeux Tapestry – this one depicts Bishop Odo of Bayeux, Duke William, and Count Robert of Mortain. Scanned from Lucien Musset’s The Bayeux Tapestry ISBN 9781843831631 pp 212-213.) Da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Ealdgyth.


La ragazza di Egtved veniva da lontano

21 Maggio 2015
srep10431-f2
La Ragazza di Egtved era una giovane di alto rango dell'Età del Bronzo, morta tra i 16 e i 18 anni e sepolta in un'altura monumentale scoperta nel 1921 nei pressi del villaggio omonimo. L'analisi dendrocronologica datò la scoperta a 3400 anni fa: un'analisi multidisciplinare pubblicata sugli Scientific Reports di Nature ora sostiene che la ragazza non sarebbe stata originaria della Danimarca, ma della Foresta Nera nella Germania Meridionale, e che avrebbe molto viaggiato in vita.
[Dall'Abstract: ] La mobilità umana nell'antichità a livello individuale è convenzionalmente studiata dalle differenti applicazioni di tecniche adatte (ad es.: aDNA, isotopi radiogeni dello stronzio, così come gli isotopi dell'ossigeno e del piombo) ai tessuti duri e/o molli. Ad ogni modo, la conservazione limitata di tessuti molli e duri coesistenti ostacola le possibilità di investigazione ad alta risoluzione diacroniche dei periodi di mobilità durante la vita di un singolo individuo. Si presentano i risultati di uno studio multidisciplinare di una donna danese dell'Età del Bronzo eccezionalmente ben preservata, nota come la ragazza di Egtved. Si sono applicate analisi biomolecolari, biochimiche e geochimiche per ricostruire la sua mobilità e la sua dieta. Si è dimostrato che nacque in un luogo al di fuori dell'odierna Danimarca (esclusa l'isola di Bornholm), e che viaggio avanti e indietro per grandi distanze negli ultimi mesi della sua vita, consumando una dieta terrestre con intervalli di assunzione ridotta di proteine. Si forniscono anche prove che i suoi vestiti erano fatti di lana non prodotta localmente. Lo studio sostiene l'enorme potenziale del combinare le analisi traccianti la provenienza biomolecolare e biogeochimica ai tessuti duri e molli di un singolo individuo antico per una ricostruzione della mobilità umana ad alta risoluzione.
Leggere di più


Miglioramenti nella datazione con termoluminescenza

16 Aprile 2015
La termoluminescenza è attualmente utilizzata in archeologia per la datazione di manufatti e rocce. Un nuovo studio, pubblicato da Lara Palla dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, assieme ad altri colleghi, permetterà datazioni più accurate.
Lo studio "Accurate on line measurements of low fluences of charged particles", di L. Palla, C. Czelusniak, F. Taccetti, L. Carraresi, L. Castelli, M. E. Fedi, L. Giuntini, P. R. Maurenzig, L. Sottili, N. Taccetti, è stato pubblicato su EPJ Plus.
 
Link: EPJ Plus; Springer


Nuova tecnica di datazione al radiocarbonio dall'Università di Liverpool

2 Aprile 2015
Una nuova tecnica di datazione al radiocarbonio ridurrà i tempi da almeno sei settimane ad appena due giorni. Sarà sviluppata dall'Università di Liverpool, insieme al Norton Priory Museum & Gardens, grazie al supporto e finanziamento dell'Arts Council England. La vera sfida è quella di creare un oggetto portatile che permetta di sfruttare la nuova tecnica.
Link: University of Liverpool


Una nuova datazione per Little Foot e i reperti di Sterkfountain [Gallery - Video]

1 Aprile 2015
Sterkfontein_Caves_6
Le grotte di Sterkfountain (sorgente forte, in Afrikaans), in Sud Africa son state rese celebri dalla scoperta (avvenuta nel 1995 - 1997) di uno scheletro quasi completo di Australopiteco, battezzato "Little Foot" (piccolo piede). La grotta raccoglie anche uno dei più grandi quantitativi di fossili di Australopiteco finora ritrovati.
SterkfonteinCaves2
Fino ad oggi vi sono peraltro difficoltà nel determinare la datazione dei fossili e dei manufatti presenti, a causa della complessa storia della grotta e dei materiali di riempitura presenti. Le precedenti datazioni potevano quindi variare da 2 fino a 4 milioni di anni fa. Un team di scienziati della Purdue University; dell'Università del Witwatersrand, in Sud Africa; dell'Università del New Brunswick, in Canada; e dell'Università di Toulouse, offre oggi nuove datazioni, pubblicate in nuovo studio su Nature . Lo scheletro di Little Foot viene quindi ad essere collocato a 3.67 ± 0.16 milioni di anni fa circa, ed è quindi coevo agli Australopithecus afarensis dell'Africa Orientale; gli strumenti litici sono invece datati a 2.18 ± 0.21 milioni di anni fa, con una collocazione nell'Olduvaiano e coevi a quelli sudafricani di Swartkans e Wonderwerk. In entrambe i casi, si tratta di alcuni dei reperti più antichi giunti fino a noi.
Vi sono anche delle altre conseguenze di questa ricerca: gli ominidi successivi (Australopithecus africanus e Paranthropos) potrebbero dunque non essere derivati tutti dall'Australopithecus afarensis, secondo il prof. Ronald Clarke, docente in studi evoluzionistici all'Università del Witwatersrand. La tecnica di datazione, chiamata "isochron burial dating", cioè datazione delle sepolture isocrone, si basa sulla misurazione di isotopi radioattivi ed è innovativa.

Lo studio "New cosmogenic burial ages for Sterkfontein Member 2 Australopithecus and Member 5 Oldowan", di Darryl E. GrangerRyan J. GibbonKathleen KumanRonald J. ClarkeLaurent Bruxelles & Marc W. Caffee, è stato pubblicato su Nature.
 
Link: NaturePurdue University News; University of Witwatersrand, Johannesburg; Past Horizons; Science DailyNBC News; Live Science 1, 2
Il piede di Little Foot, (StW 573), Sterkfontein, 1994, foto da WikipediaCC BY-SA 4.0, caricata e di Mike Peel.
Il lago sotterraneo delle grotte di Sterkfountain. Un sommozzatore ha perso lì la vita. Foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Head.
 


L'età del bronzo greca sarebbe finita cento anni prima

9 Ottobre 2014
Le cronologie oggi collocano la fine dell'età del bronzo in Grecia attorno al 1025 a. C. Una ricerca condotta da archeologi dell'Università di Birmingham sposta questa data indietro di 70-100 anni circa.
journal.pone.0106672.g001
Lo studio si basa su datazioni al Carbonio 14, anziché su quelle ottenute con l'aiuto di oggetti importati come la ceramica minoica e micenea o gli scarabei egizi.
Lo studio in questione è "Dating the End of the Greek Bronze Age: A Robust Radiocarbon-Based Chronology from Assiros Toumba", di Kenneth Wardle, Thomas Higham, Bernd Kromer.
Link: PLOS OneScience Daily; eurekalertArchaeology News Network
Nella foto, Assiros Toumba e sua localizzazione (cliccare per ingrandire), © 2014 Wardle et al., dallo studio citato, distribuito con licenza Creative Commons.


Roma, un po' prima

11 Luglio 2014
Articolo di Mary Beard, professoressa a Cambridge, riguardante il libro su Roma che sta scrivendo e le datazioni.
Link: A Don's Life