Artquake. L’Arte salvata

Un patrimonio storico-artistico tanto ricco quanto fragile, in un paese, l'Italia, ad alto rischio sismico.
Il documentario Artquake, realizzato dal regista Andrea Calderone per Tiwi, analizza questo aspetto con lucidità e grande sensibilità, approfondendo il rapporto tra comunità umane, fenomeni naturali e creazione artistica, un rapporto che la Natura ogni volta mette in crisi e riafferma.
Il film verrà proiettato sabato 20 ottobre alle 19:00, a chiusura della sessione pomeridiana della terza giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

https://vimeo.com/257913059

Artquake

Nazione: Italia

Regia: Andrea Calderone

Autrici: Elisabetta Saveroni, Maria Teresa Grillo

Durata: 60’

Anno: 2017

Produzione: Tiwi e Sky Arte HD con il contributo della Regione Emilia-Romagna Film Commission

Sinossi: L'Italia vive una condizione unica al mondo: possiede un patrimonio storico artistico inestimabile e presenta un elevato rischio sismico. ArtQuake affronta questa situazione eccezionale approfondendo il rapporto tra comunità umane, fenomeni naturali e creazione artistica, un rapporto che il terremoto ogni volta mette in crisi e riafferma. Per mezzo di riprese nelle location più significative, interviste a esperti di diverse discipline, materiale di archivio e inserti in grafica animata, ArtQuake descrive i modi in cui comunità e istituzioni hanno affrontato concretamente le conseguenze del terremoto attraverso la salvaguardia e la produzione di arte. In ArtQuake l'arte è di fatto un filo rosso, che lega terremoti presenti e terremoti passati. Dietro l'immane tragedia del terremoto si nasconde l'opportunità di ripensare e ripensarsi, di creare, attraverso l'arte, qualcosa di nuovo.

 

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello 2018 – Roma
  • Trasmesso da Sky Arte il 26 settembre 2018
  • Resilienze Festival 2018 – Bologna
  • Militello Indipendent Film Fest 2018

 

Premi e riconoscimenti:

  • Premio Resilienze 2018

 

Informazioni regista: Fotografo e videomaker nasce nel 1984 a Sassuolo. Ha iniziato a fare foto per fare un regalo e non ha più smesso. Ha iniziato a fare video per gioco e non ha più smesso. Laureato in sociologia tenta di dare ai suoi lavori un taglio attento all’aspetto sociale. Nel 2009 realizza insieme alla giornalista Valentina Lanzilli il documentario “Corre la Pace”. Sempre nel 2009 realizza una mostra sulla vita nelle tendopoli a l’Aquila. Dal 2010 è membro di Numbernine e dal 2011 di Altraroba, progetti in costante divenire che gravitano intorno al mondo della comunicazione e del video. Film Maker per TIWI.

Informazioni casa di produzione:

https://www.tiwi.it/it/

https://www.tiwi.it/it/project/artquake/

 

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://www.sulpanaro.net/2017/04/artquake-arriva-documentario-sui-beni-culturali-devastati-dal-terremoto-demilia/

http://www.i-filmsonline.com/ifilms/news/3157-artquake-l-arte-salvata-su-sky-arte-martedi-26-settembre

https://cinema.emiliaromagnacreativa.it/it/news/artquake-larte-salvata-visione-sky-arte-hd/

 

Scheda a cura di:  Fabio Fancello


Ermanno Olmi, il regista gentile

Nato a Bergamo il 24/07/1931, Ermanno Olmi è tra i più grandi registi italiani del ‘900. Uno stile unico il suo, che ha raccontato l’Italia degli ambienti contadini degli anni cinquanta, approdando poi a diverse tematiche con tratto fortemente storico e artistico.

Di famiglia cattolica, rimase orfano di padre in giovane età, a seguito di quella che passò poi alla storia come la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, si iscrisse al liceo artistico senza però mai completare gli studi. Trasferitosi a Milano per seguire i corsi di recitazione presso l’Accademia di Arte Drammatica, riuscì a trovarvi un impiego presso la Edison-Volta, realizzando dei servizi cinematografici incentrati su alcune produzioni industriali. È qui che Ermanno Olmi cominciò ad appassionarsi e a dimostrare la sua tenacia, riuscendo a realizzare una quarantina di documentari, ponendo sempre attenzione sulle difficili condizioni di lavoro nelle fabbriche del suo tempo.

Alla Mostra del Cinema di Venezia (1965)

Il suo primo lungometraggio è targato 1959, dal titolo “Il Tempo si è fermato”. Film girato da attori non professionisti e con suoni in presa diretta, una storia ambientata sul Monte Adamello che rivelò da subito le sue indubbie capacità e quella sensibilità autoriale che da sempre lo contraddistinguono. I temi della natura, della fragilità umana, della solitudine, dell’umiltà e della tradizione furono delle costanti in tutti i suoi lavori.

Sandro Panseri, protagonista del film Il posto (1961)

Due anni dopo riuscì a realizzare il suo secondo lungometraggio, “Il Posto”, attirando le attenzioni della critica, tanto da vincere il Premio della critica alla Mostra del cinema di Venezia del 1961.

L'albero degli zoccoli: la scartocciatura del granoturco

Nel decennio seguente non riuscì però a replicare gli stessi consensi. È infatti solo nel 1978 con “L’albero degli zoccoli” che riuscirà nuovamente a mettere d’accordo pubblico e critica, vincendo la Palma d’oro al Festival di Cannes e il Premio César come miglior film straniero.

Ermanno Olmi sul set de I recuperanti, Foto Radiocorriere (1973)

Si trasferì in seguito a Milano, dove fondò la scuola “Ipotesi Cinema”, continuando a girare altri film, nonché documentari e spot televisivi per la RAI. Gli anni ’80 lo videro inizialmente assente a causa del manifestarsi di una grave malattia che lo spinse lontano dai riflettori. Si trattava della sindrome di Guillain-Barré che immobilizzò i suoi arti e che purtroppo contrassegnò parte della sua vita. Nonostante tutto, nel 1987 diresse “Lunga vita alla signora!”, con il quale vinse il Leone d’argento al Festival di Venezia. L’anno seguente fu, invece, la volta di “La leggenda del santo bevitore”, altro capolavoro con il quale si aggiudicò il Leone d’oro e quattro David di Donatello.

Nel 1993 uscì nelle sale “Il segreto del bosco vecchio”, ripreso dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati. Il protagonista della pellicola è Paolo Villaggio nel ruolo inconsueto di un colonnello in pensione incattivito dalla solitudine, redentosi al seguire di alcune vicende fantastiche accadute nella foresta di Somadida. Nel 1994 gira poi “Genesi: La creazione e il Diluvio”, facente parte della collana internazionale “Le storie della Bibbia”. Torna sul maxischermo nel 2001 con “Il mestiere delle armi”, film storico ambientato nel Cinquecento, con il quale vinse ben nove David di Donatello.

Nel 2003 è la volta di “Cantando dietro i paraventi”, film storico-fantastico sulla Cina imperiale, che vede la partecipazione di Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, il quale riesce a ottenere nuovamente diversi riconoscimenti. Nel 2005 gira il film “Tickets”e nel 2007 “Centochiodi”, nonché “Il viaggio di cartone” (2011) e “Torneranno i pirati” (2014), il suo ultimo film realizzato. Si dedicherà infine, negli ultimi anni di vita, a una delle sue prime e più grandi passioni: il documentario.

Ermanno Olmi, ritaglio a partire da foto dell'Associazione Amici di Piero Chiara, CC BY 2.0

Tra le varie onorificenze ricevute vi sono da annoverare quelle di Commendatore, Grande ufficiale e Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, nonché la laurea ad honorem in Scienze umane e pedagogiche conferita dall’Università di Padova.

Abbiamo voluto celebrare oggi un grande regista, un uomo semplice e colto, un autore raffinato e da sempre impegnato nella rivalutazione storico-letteraria del nostro paese.

Grazie, Maestro!

 


David di Donatello al corto "A casa mia"

DAVID DI DONATELLO AL CORTO A CASA MIA, PRESENTATO IN ANTEPRIMA A CORTO DORICO 2016

SUCCESSO ANCHE PER UN’ALTRA ANTEPRIMA DEL FESTIVAL ANCONETANO: A TORINO IL FILM FRANCESE MERCI PATRON!
Dal corto al lungo, il film festival Corto Dorico porta fortuna agli autori del cinema italiano e internazionale. Mario Piredda vince il David di Donatello con il corto A casa mia, presentato in anteprima e pluripremiato a Corto Dorico 2016. E continua il suo tour in giro per l’Italia il film-documentario Merci Patron! di François Ruffin, proiettato per la prima volta in Italia a Corto Dorico.
A casa mia di Mario Piredda, presentato il 3 dicembre alla 13ma edizione di Corto Dorico e nella finale insignito di cinque premi, ha vinto il premio David di Donatello al miglior cortometraggio. Per il secondo anno consecutivo un corto proiettato al film festival di Ancona vince il prestigioso riconoscimento dell’Accademia del Cinema italiano: nel 2016 ottenne il David di Donatello Bellissima di Alessandro Capitani, presentato per la prima vollta a Corto Dorico 2015 dove ha vinto il premio della Giuria.
Per quanto riguarda Merci Patron!, prosegue venerdì 17 marzo, ore 19, alla Libreria Bodoni di Torino il tour nazionale del film-documentario che nel 2016 ha infiammato la Francia, denunciando il fenomeno delle imprese che delocalizzano e alimentando il movimento Nuit debout. Tradotto dal francese e sottotitolato da Corto Dorico, Merci Patron! è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ancona l’8 dicembre, raccogliendo l’attenzione del pubblico, della stampa e di altre realtà nazionali. Il suo tour è partito dall’Università di Ferrara, dove l’economista Paolo Pini lo ha presentato nella sua Facoltà il 20 dicembre.
A Torino la proiezione di Merci Patron! accompagnerà la presentazione del libro La ricchezza delle nazioni di Gabriel Zucman. Un’indagine sui paradisi fiscali di cui l’economista francese dell’Università di Berkeley ricostruisce la storia: come sono nati nel periodo tra le due guerre, assumendo nel tempo il ruolo centrale che svolgono oggi, con loro l’opacità finanziaria, fino a divenire la base delle crescenti ineguaglianze economiche nel mondo e una minaccia per le democrazie moderne.
Sono previste altre proiezioni e sorprese per la distribuzione del film in Italia.
Info: www.cortodorico.it | [email protected]

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone