Sud Africa: pittura al latte e ocra di 49 mila anni fa

30 Giugno - 6 Luglio 2015
journal.pone.0131273.g001
L'utilizzo dell'ocra risale ad almeno 250 mila anni fa: quello scoperto a Sibudu, in Sud Africa, è però un campione che per la prima volta la mostra mescolata al latte. La sostanza è stata probabilmente ottenuta da un bovino selvatico, come potevano esserlo il bufalo, l'eland, il kudu e l'impala, e quegli uomini dovettero attribuirle uno speciale significato. Non è ancora certo l'utilizzo che ne fu fatto, ma potrebbe essere stata applicata tanto a una superficie quanto alla pelle. La pittura corporea è praticata ancora oggi dagli indigeni San nella regione e testimoniata dall'antica arte rupestre.
[Dall'Abstract: ] Le analisi su di una scheggia ritrovata nello strato relativo a 49 mila anni fa dal sito sudafricano di Sibudu hanno rivelato la presenza di un residuo prodotto dal mescolamento di ocra e caseina da latte, probabilmente ottenuta dall'uccisione di un bovino selvaggio che produceva la sostanza. Si tratta di una scoperta molto importante, perché da una parte testimonia l'utilizzo del latte come legante, e dall'altra ne stabilisce l'utilizzo in tal senso, molto prima dell'introduzione di bovini addomesticati in Sud Africa, avvenuta nel primo millennio d. C. La pittura  sarebbe stata poi applicata a una superficie o anche alla pelle umana.
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Strumenti litici da Al Dhaid

31 Marzo - 28 Aprile 2015
Ritrovate asce, raschietti e punteruoli in pietra, nel sito di Al Dhaid, nell'Emirato di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti. Dovrebbero datare a centinaia di migliaia di anni fa.
Link: The National; Archaeology News Network


Antica fiocina dell'Età della Pietra ritrovata in Danimarca

23 Aprile 2015
Ritrovata in Danimarca una fiocina della Tarda Età della Pietra. Incagliata nel fondale, si tratta del primo esemplare che permette di confermare vecchie teorie sulla costruzione dello strumento, in sostanza un tridente con due denti laterali e una punta d'osso, legati lateralmente. Nel ritrovamento mancano il laccio e l'asta.
Link: Past Horizons; Museo Lolland-Falster


Inghilterra, Magdaleniano: cannibalismo e rituali dalla grotta di Gough

15 - 17 Aprile 2015
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L'analisi dei resti umani nella grotta di Gough, nella regione inglese del Somerset, ha rivelato prove di pratiche legate al cannibalismo, come scarnificazione, disarticolazione, masticazione,  schiacciamento di tessuto osseo spugnoso ed estrazione del midollo da ossa spezzate. Vi sono anche segni di denti su molte ossa postcraniali.
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Puglia, Neolitico: scarnificazione nella grotta Scaloria

30 Gennaio - 27 Marzo 2015
Scaloria
Nella grotta Scaloria, situata ai piedi del Gargano, vicino Manfredonia, nella provincia di Foggia, gli uomini che la abitavano nel Neolitico praticavano la scarnificazione dei loro morti. Questi i risultati di un nuovo studio pubblicato su Antiquity.
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Il Messak Settafet, un tappeto di strumenti in pietra preistorico

11 Marzo 2015
Un vasto "tappeto" di strumenti litici, risorsa cruciale per gli uomini dell'Età della Pietra, si trova nel Messak Settafet, massiccio pietroso nel deserto del Sahara, che ha una lunghezza totale di 350 km per 60 di ampiezza media. Un campionamento ha rivelato lì 75 manufatti in media per metro quadro.
journal.pone.0116482.g001
[Dall'Abstract:] Gli esseri umani hanno avuto un grande impatto sull'ambiente, in modo particolarmente intenso nell'ultimo millennio, ma evidente già dallo sviluppo della produzione di cibo e connesso incremento della densità di popolazione negli ultimi diecimila anni. L'uso del fuoco e l'eccessivo sfruttamento di grandi mammiferi ha anche avuto un impatto sull'ecologia mondiale, arrivando persino a centomila anni fa o più. Nello studio si tratta un altro tra i primi cambiamenti antropogenici. L'utilizzo di strumenti litici, che data a 2,5 milioni di anni fa, e la seguente evoluzione di una linea dipendente dalla tecnologia, che richiedeva l'utilizzo di quantità di rocce molto grandi. Ad ogni modo, misure dell'impatto dell'impiego della pietra da parte degli ominidi sono rare e inerentemente difficili. Il Messak Settafet, un massiccio pietroso nel Sahara Centrale (Libia), è disseminato di strumenti litici del Pleistocene su scala senza precedenti, ed è a tutti gli effetti un paesaggio modificato dall'uomo. Dal campionamento risultano mediamente 75 strumenti litici per metro quadro e macerie frammentate sono elemento dominante del paesaggio. Il tipo di strumenti litici, dall'Acheuleano alla Media Età della Pietra (Middle Stone Age), indica una manifattura per oltre il mezzo milione di anni o più.
journal.pone.0116482.g002
Lo studio "Lithic Landscapes: Early Human Impact from Stone Tool Production on the Central Saharan Environment", di Robert A. Foley e Marta Mirazón Lahr, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; University of Cambridge; Science DailyPast Horizons

Fig 1. Location of Messak.

a) The Messak is located in the Libyan Central Sahara (Fazzan); b) the Messak is a massif of sandstone that lies between two sand seas, the Awbari to the north, and Murzuq, to the south (source: Google Earth); c) view of the Messak from the south, close to the town of Jarma with excavations of the Garamantes Royal Cemetery by DJ Mattingly and team in the foreground. Sources: Images: Elevation map of Africa from Nasa (http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog​/PIA04964), detailed map of Fazzan adapted from Wikimedia Commons (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:L​ibya_Topography.png); photo of Messak by M Mirazon Lahr. Da PLOS One, © 2015 Foley, Lahr, Creative Commons Attribution License.

Fig 2. The Messak landscape.

The Messak is almost entirely without soil or superficial sediments, other than recent Aeolian deposits from the adjacent sand seas (a). The surface is made up of broken rocks (b, c, d), many of which have been humanly modified. In some cases (c), the removal of rocks has led to small depressions that can become small puddles or ponds. Sources: photos by authors. Da PLOS One, © 2015 Foley, Lahr, Creative Commons Attribution License.
 


Due tracce precedenti la cultura di Clovis in America?

28 Febbraio - 5 Marzo 2015
Clovis_Point
Generalmente, si ritiene che la cultura Clovis sia stata la prima a migrare in America, lasciando delle tracce datate almeno 13 mila anni fa circa. Nelle ultimissime settimane si sta però mettendo in discussione questo assunto, con gli scavi a Vero Beach, in Florida e con un ritrovamento di uno strumento litico nell'Oregon.
I lavori a Vero Beach iniziarono in realtà nel 1915 con Elias Sellards, che iniziò a parlare dell'uomo di Vero. Solo di recente si è ripreso a scavare. Al momento vi è ovviamente estrema prudenza e scetticismo.
https://twitter.com/gallennpr/status/572411745274339328
Link: NPR; Associated Press; NBC News
Punta di proiettile Clovis, foto da Wikipedia (This copyrighted image was published by an agency of the Government of the Commonwealth of Virginia), Attribuzione, caricata da Locutus Borg.
 


La grande diversità genetica dell'Homo Sapiens in Africa

19 Febbraio 2015
I frammenti di un teschio risalente a 22 mila anni fa, e proveniente da Lukenya Hill, in Kenya, dimostrano come gli Homo Sapiens presenti in Africa in quell'epoca potessero essere anche estremamente diversi.
Teschi di questo tipo per il Tardo Pleistocene sono rari, perché poche sepolture di quell'epoca sono emerse. Quello in questione dimostra una diversità originale che si è andata perdendo. Ancora oggi i moderni Africani hanno una diversità genetica maggiore che in altre popolazioni.
Lo studio "Late Pleistocene age and archaeological context for the hominin calvaria from GvJm-22 (Lukenya Hill, Kenya)", di Christian A. TryonIsabelle CrevecoeurJ. Tyler Faith,Ravid EkshtainJoelle NivensDavid PattersonEmma N. Mbua, e Fred Spoor, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States; Live Science


Divisione del lavoro per sesso nei Neanderthal: a provarlo sarebbero i denti

18 - 19 Febbraio 2015
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Ci sarebbe stata una divisione del lavoro tra sessi, già nelle popolazioni di Neanderthal. A provarlo sarebbero i denti, che questi utilizzavano come una terza mano, e che presenterebbero segni di usura differenziati a seconda del sesso.
[Dall'abstract:] L'analisi dei segni di usura nei denti in relazione alle attività svolte, effettuata nei moderni umani e nei moderni cacciatori raccoglitori, ha mostrato differenze a causa di una divisione del lavoro sulla base del sesso. I Neanderthal sono noti per avere un'usura dei denti anteriori relazionata al fatto di utilizzare i denti come utensili. [...] Lo studio effettua un'analisi sulla base delle attività e in base all'età e al sesso. Il risultato denota perciò una distribuzione dei ruoli in base al sesso e all'età anche nei Neanderthal, che utilizzavano la bocca come una terza mano.
Lo studio "Division of labor by sex and age in Neandertals: an approach through the study of activity-related dental wear", di Almudena Estalrrich e Antonio Rosas, è stato pubblicato sul Journal of Human Evolution.
Link: CSIC via EurekalertJournal of Human EvolutionScience DailyPast Horizons
Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.


Norvegia: lo scheletro ritrovato a Stokke risale a 8 mila anni fa

16 - 17 Febbraio 2015
Lo scheletro ritrovato a Stokke questa estate risalirebbe a 8 mila anni fa, e sarebbe perciò il più antico mai ritrovato in Norvegia. Gli archeologi contano ora di conoscere di più sull'uomo, ritrovato in posizione fetale, attraverso le analisi.
Link: Aftenposten; The Local