Tornano in veste autunnale, nel prossimo weekend, le Giornate FAI

Insieme alla campagna "Ricordati di salvare l'Italia" il 13 e il 14 ottobre torna l’appuntamento per scoprire o riscoprire tra 660 luoghi e 250 città realtà poco conosciute o inaccessibili del Belpaese.
Tornano in veste autunnale, nel prossimo weekend, le Giornate FAI. Una due giorni in cui è possibile tornare, o vedere per la prima volta, tanti luoghi e bellezze, spesso poco conosciuti e a volte inaccessibili, del nostro Paese.

Servono esattamente a questo gli ‘itinerari tematici’ e le ‘aperture speciali’ proposte dal Fondo Ambiente Italiano nelle duecentocinquanta città italiane toccate dalle Giornate FAI d’Autunno di sabato 13 e domenica 14 ottobre 2018.

Le Giornate FAI d’Autunno infatti, sono state stata presentate stamane alla stampa insieme alla campagna nazionale di raccolta fondi 2018: Ricordati di salvare l’Italia. Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nella Sala Spadolini del MiBAC, sono intervenuti Andrea Carandini, Presidente FAI; Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo FAI; Vito Borrelli, Vice Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia; Angelo Maramai, Direttore Generale FAI; Antonio Di Bella, Direttore Rai News; Claudio Levorato, Presidente Rekeep ed il Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli che ha voluto ringraziare il FAI per il lavoro svolto, aprendo luoghi spesso chiusi; per quello che rappresenta e permettendo ai giovani di esserne parte attiva; per mettere al centro il tema della manutenzione, un lavoro poco visibile ma estremamente importante per il nostro Paese.

Le Giornate, realizzato dai Gruppi FAI Giovani, saranno anche a sostegno della campagna Ricordati di salvare l’Italia, attiva fino al prossimo 31 di ottobre. Ai visitatori , per accedere ai diversi beni, sarà richiesto un piccolo contributo tra i due e i cinque euro, per sostenere le attività della Fondazione. Mentre per gli iscritti FAI o per chi si iscriverà durante l’evento, oltre a una quota agevolata, saranno dedicate visite esclusive, accessi prioritari ed eventi speciali

Oltre al Patrocinio MiBAC, la due giorni ha ricevuto il sostegno di Regioni, Province, Comuni; di Soprintendenze, Università, oltre a privati cittadini e a tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione. Un Fondo Ambiente che oggi conta oltre 122 delegazioni, 86 gruppi FAI e 88 gruppi FAI Giovani. Questi ultimi, nati sette anni fa, sono diffusi in tutta Italia e le Giornate FAI d’Autunno rappresentano la giusta opportunità per mettere in pratica il loro contributo. Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, anche 5mila apprendisti ciceroni. Studenti di scuole di ogni ordine e grado che, insieme ai loro docenti, hanno scelto di partecipare a un progetto formativo di cittadinanza attiva nell’ambito dell’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996 e che coinvolge, ogni anno, moltissimi studenti.

L’evento è realizzato in collaborazione con la Commissione Europea nell’ambito delle attività dedicate all’Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Infatti diversi luoghi, tra quelli aperti il weekend del 13 e 14 ottobre, sono stati recuperati e valorizzati con finanziamenti europei.

Le giornate toccheranno complessivamente 660 luoghi distribuiti in tutte le regioni e vedranno impegnati 3.800 volontari, per la maggior parte appartenenti ai Gruppi FAI Giovani, ragazzi che accompagneranno gli italiani lungo 150 diversi itinerari a tema in luoghi solitamente non visitabili e spesso poco valorizzati, tra palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, botteghe artigiane, musei e fari ma anche in interi quartieri e borghi.

E, in accordo con la campagna #salvalacqua che il FAI promuove per sensibilizzare i cittadini sul valore di questa preziosa ma sempre più scarsa risorsa, molti dei percorsi di quest’anno avranno l’acqua come filo conduttore. Infatti, tra i tantissimi luoghi visitabili, saranno numerosi i siti come mulini, dighe, cisterne o acquedotti.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=Uc_nQOkJYDA


Torna a splendere la Tomba degli Scudi di Tarquinia

Torna a splendere la Tomba degli Scudi, gioiello del 340 a.C. e una delle più grandi tombe gentilizie di Tarquinia del primo ellenismo. I lavori di restauro, cominciati nell’estate 2016 e realizzati da Maria Cristina Tomasetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza, hanno permesso il recupero dell’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale dell’ipogeo e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli finora invisibili. Qui erano sepolti illustri personaggi gentilizi, raffigurati idealmente sulle pareti della camera centrale.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2018)

La prima coppia, composta da un uomo semisdraiato su una kline e una  donna seduta ai suoi piedi, è identificabile con Larth Velcha, fondatore della tomba e Velia Seithiti, sua sposa. Accanto ai coniugi stanno Velthur Velcha, padre del fondatore e la sposa Ravnthu Arpthnai. Quest’ultima coppia è raffigurata sulla parete sinistra dell’ipogeo in atteggiamento regale. Ulteriori decorazioni che impreziosiscono e rendono quasi unico questo luogo si trovano sulla parete d’ingresso, dove sono raffigurate scene di corteo che alludono al viaggio eterno di Larth Velcha, scortato da littori e la cui presenza sottolinea lo status gentilizio e la carica di magistrato ricoperta dal personaggio durante la sua vita.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale

Un fregio di armi è presente nella camera di fondo, in cui vi sono rappresentati gli scudi che danno il nome alla tomba che forse sottolineano l’importanza del campo militare nella vita della famiglia. La decorazione, tipica dei sepolcreti gentilizi etruschi di età ellenistica vuole così celebrare le virtù e il rango della famiglia Velcha, immortalando il momento della morte e il viaggio verso l’oltretomba e il banchetto a cui idealmente partecipano tutti i membri della gens.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2018)

Tutto ciò è stato possibile grazie ai voti ricevuti online sul sito web del FAI, nella sezione Luoghi del Cuore, dove la tomba è stata votata da oltre 5000 persone. Il prezioso gesto d’amore ha permesso così la rivalutazione e il recupero di un luogo importante per il mondo etrusco che però da anni versava in uno stato precario e nel dimenticatoio. I voti sono serviti quindi per poter partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, promuove dopo ogni edizione del censimento e ha permesso così di ricevere 24.500 euro per il restauro degli apparati decorativi della camera centrale.

Le problematiche riscontrate dai restauratori riguardavano soprattutto l’intonaco, molto friabile, che tendeva a staccarsi a causa di numerose problematiche legate all’alterazione del microclima. Su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza, oltre che chiazze di umidità e chiazze dovute alla formazione di funghi. L’intervento, inoltre, è stato realizzato in modalità “cantiere aperto”, dando così la possibilità, tramite visite guidate a cura della delegazione FAI di Viterbo, di poter assistere in diretta ai lavori di recupero.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2018)

I prossimi passi, una volta concluso il recupero della camera centrale, porteranno al completamento del restauro con interventi sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e su due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. Intanto la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà grazie alla volontà, da entrambe le parti, di rendere fruibile periodicamente questo eccezionale luogo di arte, situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2016)

Le tombe della Necropoli di Tarquinia, dal 2004 dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, rappresentano un documento eccezionale ed unico per il mondo etrusco, capaci di fornirci informazioni preziose sulla vita quotidiana e sul rapporto che questa civiltà aveva con il mondo ultraterreno.

Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2016)
Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2016)
Foto Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale (2016)

Concluso restauro del Chiostro del Capitolo della Certosa di Calci [Gallery]

CONCLUSO IL RESTAURO DEL CHIOSTRO DEL CAPITOLO DELLA CERTOSA DI CALCI (PI) ”LUOGO DEL CUORE” DEL FAI

Il Chiostro dopo il restauro ©CertosadiCalci-MiBACT

Sono terminati i lavori di restauro che hanno interessato le superfici decorate e gli elementi lapidei del Chiostro del Capitolo della Certosa di Calci, bene classificato al secondo posto nella settima edizione de “I Luoghi del Cuore”. Grazie all’impegno della Delegazione FAI di Pisa, che ha spinto l’idea di candidare la Certosa al censimento e ha sollecitato la nascita del Comitato per salvare la Certosa - costituitosi per l’occasione e diventato poi associazione permanente di volontariato dedicata al monumento, come Amici della Certosa - 92.259 persone nel 2014 hanno infatti dimostrato il legame e l’attenzione nei confronti della Certosa di Calci votandola al censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Grazie a questo importante risultato la Certosa ha potuto beneficiare di un contributo di 50.000 euro che, in accordo con il Polo Museale della Toscana, è stato destinato al recupero del quattrocentesco Chiostro del Capitolo. La straordinaria mobilitazione attivata grazie al censimento, come sempre più spesso accade con “I Luoghi del Cuore”, ha innescato un processo virtuoso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, favorendo il successivo stanziamento da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di due finanziamenti per il recupero delle coperture del complesso su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, a cui seguirà un secondo lotto di lavori per un importo di 2.100.000 euro.

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Il contributo “I Luoghi del Cuore” ha permesso il recupero globale del Chiostro del Capitolo, che costituisce un luogo fondamentale di ogni visita in Certosa, perché punto di collegamento fra il chiostro grande e il refettorio. Fondata nel 1366 con il contributo decisivo di molti benefattori, la Certosa ha avuto nei secoli un ruolo determinante nell’economia del territorio, nel quale governava ampi terreni coltivabili offrendo lavoro ad artigiani, contadini, allevatori e a schiere di muratori, falegnami, fabbri, stuccatori, pittori e architetti.
Il Chiostro del Capitolo è il più antico dei tre chiostri della Certosa: fu costruito intorno al 1471 da Lorenzo di Salvatore di Settignano, a cui si devono anche le due finestre a croce che si aprono nella parete della Cappella del Colloquio; nel 1608 fu dotato, al centro dello spazio claustrale, del pozzo di forma ottagonale con un architrave retto da due colonne e sormontato da una croce, opera del carrarino Orazio Bergamini.

L’intervento più affascinante ha riguardato il ritrovamento, sotto alcuni strati di coloriture, di quanto resta degli affreschi che decoravano la perduta Cappella della Annunziata, realizzata agli inizi del Settecento nel braccio sud del chiostro e decorata, a opera del pittore fiorentino Pietro Giarrè intorno al 1775, con figure di Profeti dipinte a chiaroscuro, di angeli nelle volte e finte cornici sulle pareti dai tenui colori rosati. Nel 1914, con l’intento di riportare il chiostro al suo assetto originario, furono demolite le tamponature – ovvero le murature costruite a chiusura dello spazio esistente - tra le colonne dove erano presenti due profeti del Giarrè, riaperte le arcate e ‘nascoste’, sotto vari strati di colore, le decorazioni rimaste nelle volte e sulla parete verso il refettorio.
Una volta effettuato il descialbo, cioè l’asportazione dei vari strati di colore che nel tempo erano stati soprammessi, la superficie pittorica è stata oggetto di consolidamento, di stuccature e micro stuccature delle lesioni, di un’accurata pulitura oltre che di interventi di ritocco puntuale sulle figure e di armonizzazione delle coloriture sulle zone dove il disegno della decorazione non era più chiaramente leggibile. Grazie a saggi stratigrafici è stata inoltre ritrovata l’originale cromia delle superfici non decorate delle pareti e delle volte; sono stati effettuati interventi di consolidamento e stuccatura, soprattutto delle volte dove maggiore era il degrado, e l’intero chiostro è stato restituito a una lettura che ha messo in evidenza l’eleganza della sua architettura. I capitelli e le colonne in pietra, grazie alla pulitura, hanno riacquistato la loro tonalità originale e messo in risalto anche la sostituzione novecentesca di alcuni elementi. L’intervento è stato eseguito dalla Ditta Laura Lucioli di Firenze. È stato infine possibile estendere il restauro anche alla pavimentazione dello spazio del chiostro scoperto, in mattonelle di cotto solcato da scolatoi in pietra, e al pozzo in marmo che nel 1681 fu innalzato sulla cisterna a opera di Orazio Bergamini. Inoltre le superfici in marmo, interessate da estese formazioni di alghe, sono state disinfestate e trattate con biocida mentre sono state revisionate o sostituite le stuccature risalenti a restauri pregressi. È stato infine necessario provvedere alla sostituzione delle sfere sommitali il cui stato di degrado è risultato particolarmente grave. L’intervento è stato effettuato dalla Ditta Massimo Moretti di Lucca.

Il censimento “I Luoghi del Cuore”
Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo de I Luoghi del Cuore, il censimento promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto, lanciato nel 2003, si svolge ogni due anni e si propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del nostro Patrimonio. Attraverso il censimento, il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai cittadini; ma il censimento è anche il mezzo per intervenire direttamente, laddove possibile, nel recupero di alcuni beni votati. I Luoghi del Cuore, dal 2003 a oggi, ha permesso di varare interventi a favore di 92 luoghi grazie alla fattiva collaborazione tra FAI e istituzioni. Ancora più numerosi sono gli effetti virtuosi innescati dell’iniziativa, che hanno portato al recupero di beni grazie alla mobilitazione di pubbliche amministrazioni e privati cittadini.
A novembre 2016 si è conclusa l’ottava edizione del censimento e il 24 febbraio 2017 ne sono stati annunciati i risultati. Nel mese di novembre 2017 sono stati annunciati i 24 luoghi selezionati nell’ambito delle Linee Guida che saranno oggetto di intervento.
Per informazioni: www.iluoghidelcuore.it

Certosa di Calci (PI), 20 gennaio 2018.

Il FAI è una Fondazione nazionale senza scopo di lucro nata nel 1975 per promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte delle nostre radici e della nostra identità. Da oltre trent’anni il FAI ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende.

In linea con il principio di responsabilità sociale, Intesa Sanpaolo condivide con il FAI i valori del progetto “I Luoghi del Cuore” volto alla piena valorizzazione e a un compiuto apprezzamento della bellezza e dell’unicità del nostro Paese attraverso la sensibilizzazione degli italiani sul valore del loro patrimonio artistico e ambientale.

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone; tutte le foto ©CertosadiCalci-MiBACT


16 Ottobre 2016: FAIMarathon

16 OTTOBRE 2016 | FAIMARATHON.
Una Giornata FAI d’Autunno alla scoperta di un’Italia diversa

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Giunge alla sua quinta edizione la manifestazione nazionale organizzata dai Gruppi Giovani del FAI, evento di punta della campagna mensile di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.
Domenica 16 ottobre 2016 più di 3.500 volontari del FAI ti aspettano in 150 città di tutta Italia per accompagnarti alla scoperta di oltre 600 luoghi solitamente chiusi al pubblico attraverso itinerari tematici ed eventi speciali che offrono una originale chiave di lettura della città. Accesso a ogni luogo a fronte del contributo richiesto dai volontari.
Nessun traguardo da raggiungere, nessun punto di partenza da cui iniziare, ma una passeggiata che ti costruisci tappa dopo tappa come vuoi tu secondo gli orari di apertura segnalati sul sito.
Palazzi, chiese, teatri, cortili, monumenti di archeologia industriale: luoghi spesso inaccessibili o poco conosciuti offrono ai visitatori una prospettiva diversa sul territorio, raccontando la sua storia, le sue tradizioni, la sua identità attraverso la voce dei giovani del FAI.
La visita ad ogni luogo prevede un contributo richiesto dai nostri volontari che potrai liberamente donare: è il tuo modo di sostenere la nostra missione di tutela del patrimonio d’arte e natura italiano, per la quale ci impegniamo da oltre 40 anni.
E se ti iscrivi al FAI ti aspettano aperture esclusive e corsie preferenziali in tutti i luoghi aperti.
Roma, 12 ottobre 2016
ulteriori informazioni sul sito www.fondoambiente.it

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


24ª Edizione delle Giornate FAI di primavera

24ª EDIZIONE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
900 beni culturali aperti straordinariamente il 19 e 20 marzo 2016
Scopri i luoghi aperti in tutta Italia e iscriviti al FAI per saltare le code e avere ingressi esclusivi.

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Oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia: è il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali, una grande festa che si svolge fuori e dentro di noi. Fuori ci sono i luoghi dove darsi appuntamento per “riconoscersi” e vivere la gioia della cultura, tutti insieme in una serena atmosfera di condivisione. Dentro ci siamo noi, con le nostre storie e con la nostra curiosità a personalizzare ciò che vediamo.
Molte cose non sono le stesse, nei due giorni di aperture eccezionali organizzate dal FAI: gli italiani non si innervosiscono mentre sono in coda in attesa di visitare un luogo, ma ne approfittano per confrontarsi e condividere esperienze; gli adulti non sono coloro che trascinano i giovani, ma al contrario sono i giovani, volontari e Apprendisti Ciceroni del FAI, a guidare gli adulti, accompagnandoli nelle visite e raccontandone le storie. E tanti luoghi si trasformano: da chiusi e invisibili ora si aprono, da ignoti diventano  noti e anche quelli che fanno parte della vita di tutti i giorni (stazioni ferroviarie, fabbriche, porti) vengono raccontati e si svelano ricchi di sorprese.
Per il secondo anno consecutivo le Giornate di Primavera chiudono la settimana di raccolta fondi dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 14 al 20 marzo infatti la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro patrimonio: una maratona televisiva a sostegno del FAI, per conoscere e amare l’Italia ma soprattutto per promuovere attivamente la partecipazione. Tutti potranno essere protagonisti del grande progetto Insieme cambiamo l’Italia. Ricordiamocelo! inviando un sms o chiamando il 45599. Una settimana in cui ogni giorno ci sarà un motivo in più per sentirsi orgogliosi di essere italiani. Con il Patrocinio di Rai - Segretariato Sociale.

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Gorizia: Domenica di carta e FAImarathon alla Biblioteca Statale Isontina

Domenica di carta il 18 ottobre alla Biblioteca statale isontina in collaborazione con FAI Marathon

DOMENICA DI CARTA ALLA BIBLIOTECA STATALE ISONTINA
IL 18 OTTOBRE 2015 DALLE 10 ALLE 18 – INGRESSO LIBERO
IN COLLABORAZIONE CON FAI DELEGAZIONE DI GORIZIA
IN OCCASIONE DI FAIMARATHON
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Come ogni anno la Biblioteca statale isontina, aderisce al progetto nazionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo con l'apertura straordinaria della storica sede di via Mameli 12.Leggere di più


Bari: appuntamento al 18 Ottobre con FAImarathon e le bellezze della città

PRESENTATA OGGI FAI MARATHON 2015:

APPUNTAMENTO IL 18 OTTOBRE ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE DELLA CITTÀ

 c643c719273651c1a66aa257359138e82b70f1c0 È stata presentata questa mattina a Palazzo di Città dalla delegata cittadina del FAI - Fondo ambiente italiano Rossella Ressa, alla presenza dell’assessore alle Culture e Turismo Silvio Maselli e della presidente del I Municipio Micaela Paparella, la quarta edizione della FAI Marathon 2015, in programma domenica 18 ottobre.
L’iniziativa, che si propone di tutelare e valorizzare il patrimonio d’arte e natura italiano, è realizzata in partnership con Il Gioco del Lotto, e vedrà oltre 500 luoghi aperti in 130 città italiane, grazie al contributo di 3.500 volontari.
A Bari l’itinerario di riscoperta dei luoghi cittadini prevede la visita alla Casa del Mutilato, al Fossato del Castello Normanno Svevo e a Palazzo Fizzarotti.
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FAImarathon, domenica 18 Ottobre

FAIMARATHON
Domenica 18 ottobre 2015, oltre 500 i luoghi aperti in 130 città in tutta Italia

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FAImarathon. Con il Gioco del Lotto e il FAI una Giornata FAI d’Autunno alla scoperta di un’Italia diversa“: l’iniziativa, nata nel 2012 e realizzata grazie alla partnership con Il Gioco del Lotto, è un evento nazionale a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. Per la prima volta affidata ai giovani del FAI, domenica 18 ottobre 2015 FAImarathon apre al pubblico, con visite a contributo libero, oltre 500 luoghi in 130 città di tutta Italia grazie all’entusiasmo di 3.500 volontari che, in molti casi, proporranno eventi e iniziative speciali.

L'Archivio di Stato di Catanzaro apre le porte al FAI

20 Marzo 2015

L'Archivio di Stato di Catanzaro apre le porte al FAI

L’Archivio di Stato di Catanzaro apre al pubblico aderendo alle iniziative di primavera del Fondo Ambiente Italiano: da venerdì  20 a domenica 22 marzo studenti ciceroni delle Scuole medie e delle Superiori accompagneranno attraverso una “lettura” insolita, su documenti, i visitatori lungo un percorso avvincente fra i fondi archivistici conservati dall’Istituto. S’intratterranno sul tema delle pergamene musicali, secc. XVI-XVIII, offrendo anche la base per l’elevazione di canti corali, sul tema del brigantaggio, 1861-1868, che offrirà lo spunto per le performance dei giovani “briganti” e su quello della ricostruzione post terremoto del 1783, che farà conoscere a quale uso sono stati adibiti alcuni dei  beni storico-artistici sottratti alla Chiesa. Antonio Garcea, direttore dell’Archivio di Stato, ha sostenuto, nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – tenuta presso la locale Camera di Commercio -, che lo scopo fondamentale è quello di promuovere e valorizzare il patrimonio archivistico, che forse un po’ sfugge alla percezione della gente, con uno speciale coinvolgimento dei giovani, i quali, attraverso la conoscenza delle origini, prendano coscienza in modo consapevole della memoria viva del nostro passato.
Orari:
venerdì 20 marzo, ore 9.00-13.00;
sabato 21 marzo, ore 9.00-13.00/15.30-17.00;
domenica 22 marzo, ore 9.00-13.00.

Come da MIBACT, Redattrice Nicolina Reale