terza XI Rassegna Licodia

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea

https://www.classicult.it/etiopia-lontano-lungo-il-fiume/

È stato il film di Lucio Rosa, Etiopia. “Lontano” lungo il fiume ad aprire la terza giornata del Festival documentaristico di Licodia Eubea. Il film, presentato in prima regionale, racconta di un’Africa profonda, nel sud della valle dell’Omo, in cui il tempo resta sospeso e si cela nel lungo passato, dal quale emergono tracce ancora vivide.

terza XI Rassegna Licodia
Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea. Alessandra Cilio (direttore artistico), Dionysia Kopana (regista) e Vincenzo Palmieri (traduttore)

https://www.classicult.it/the-trace-of-time/

Il pomeriggio di sabato 16 è continuato con la proiezione di The trace of time, della regista greca Dionysia Kopana, che ha presentato personalmente il film, proposto in prima nazionale e dedicato al tempo, alla memoria e alla nostalgia, in cui la bellezza dell’archeologia e dello scavo rivivono attraverso il ricordo postumo di Yannis Sakellarakis.

https://www.classicult.it/ecco-che-cominciamo-a-dipinger-con-la-pietra/

L’ultimo film della sessione pomeridiana di Cinema e archeologia è stato Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra di Massimo D’Alessandro, prodotto dal Parco archeologico di Ostia, che racconta il complesso lavoro di restauro eseguito su un mosaico pavimentale delle terme di Portus, tra Roma e Ostia.

https://www.classicult.it/songs-of-the-water-spirits/

La sessione serale è stata, invece, dedicata a Cinema e antropologia, con la proiezione di Songs of the Water Spirits, di Nicolò Bongiorno, che ritorna a Licodia dopo aver vinto la IX edizione del Festival, con un racconto sulla regione indiana del Ladakh e sul percorso di rigenerazione culturale che il territorio sta affrontando, tra il richiamo di una tradizione arcana e quello di uno sviluppo rampante, che rischia di minacciare l’ambiente e di snaturare gli abitanti.

Nicolò Bongiorno (regista)

Durante il pomeriggio, si è svolta anche la prima delle performance dell’attrice Margherita Peluso e della scultrice Pamela Vindigni, in piazza Stefania Noce, che si lega al progetto Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo, di cui fa parte anche la mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa, esposta da giovedì presso i locali del Museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione”. Il progetto si ispira alla concezione della Grande Madre, intesa come energia creatrice della natura e degli uomini, che ha assunto nomi diversi al cambiare delle culture e dei tempi. Le performance, previste anche per domenica mattina alle ore 10 al Castello Santapau, combinano materia e corpo in azione, mettendo a contatto l’uomo e la natura.

terza XI Rassegna Licodia
Margherita Peluso (attrice e performer), Pamela Vindigni (scultrice)

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


Mario Giacomelli e Milton H. Greene Senigallia

Territorio e rock ’n’ roll. Mario Giacomelli e Milton H. Greene in mostra a Senigallia

Territorio e rock ’n’ roll. Mario Giacomelli e Milton H. Greene in mostra a Senigallia

Ogni città ha più anime al suo interno, anime che la caratterizzano, che contraddistinguono la gente del luogo e che seducono il viandante che vi passa: una di queste è Senigallia, città da due anime profondamente diverse ma che si legano tra le onde del Mare Adriatico e la Spiaggia di Velluto. Quest’anno la città della fotografia raddoppia con due mostre fotografiche che sono immagine dei due volti della città. Da una parte l’attaccamento alla propria terra, alle campagne, al mare, alla gente colto da Mario Giacomelli; dall’altra l’anima malinconica e di revival anni ‘50 fatta di rock’n’roll, boogie woogie e brillantina. 

Mario Giacomelli Milton H. Greene Senigallia
Territorio e rock ’n’ roll. Mario Giacomelli e Milton H. Greene in mostra a Senigallia

Fino al 31 dicembre 2021, Palazzo Del Duca ospita la permanete di Mario Giacomelli (1925-2000), maestro internazionale della fotografia del ‘900. Negli anni ‘90 l’artista donò 80 fotografie al comune di Senigallia e oggi sono musealizzate al fine di raccontare l’universo poetico e artistico del grande fotografo senigalliese. Vent’anni sono passati dalla morte del maestro profondamente radicato alla sue origini marchigiane e alla sua terra da lui fotografata: dalle geometrie marcate delle campagne colte dall’alto e arricchite da un sapiente gioco in camera oscura, alle spiagge e al mare. Il punto di partenza è la realtà ma non una rappresentazione di essa in modo oggettivo, ma la innalza: il particolare diventa universale, il tempo diventa infinito, la documentazione lascia spazio alla rappresentazione. Egli si immerge in quel mondo visto attraverso l’obiettivo dove ogni scatto è parte di una catena di fotogrammi insolubili di un unico grande racconto del rapporto che egli ha con il mondo.

Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961-63, Gelatin silver print

Da Senigallia, a Lourdes, alla Puglia, alla Calabria attingendo a piene mani dal territorio e dai personaggi che incontrava: il bambino di Scanno, i seminaristi insoliti che giocano nella neve in Io non ho mani che mi accarezzano il volto, la rivelazione degli anziani negli ospizi di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi fino agli amanti ispirati all’antologia di Spoon River.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1966-68, Gelatin silver print

Il suo sguardo è un voler andare sotto la pelle del reale, anche quando elabora le fotografie a colori. Un colore che è materia, che c’è sempre stato anche nel bianco nero, come molto spesso egli stesso ricordava; i colori definiscono la materia, la chiariscono, le danno un senso che molto spesso è nascosto in essa. Paesaggio, tavole di legno, lamiere, oggetti si caricano di poesia. 

Un legame forte pertanto con la sperimentazione che lo porta ad avvicinarsi con stima e ammirazione ad Alberto Burri con cui condivideva una ricerca comune. Un forte legame tra pittura e fotografia attraverso il linguaggio dell’astratto e dell’informale. Le celebri fotografie del paesaggio giacomelliano ritrovano affinità nella serie delle Combustioni (1965), nell’organizzazione formale dello spazio dell’opera e in una latente visione zenitale del paesaggio, restituito negli accostamenti delle diverse materie.

"Omaggio a Burri", 1976, Vintage C Print

Non ci sono altre parole se non quelle di Arturo Carlo Quintavalle per riassumere la fotografia di Giacomelli: “non legge le sue Marche o l’Appennino centro-italiano come un paesaggio da cartolina, si trasforma invece in progettista di una ricerca, di un’arte che ripensa un territorio. Insomma una diversa idea, una land art che penetra nel profondo della storia, [...] legata a un diverso senso della materia e della sua durata. [...] I grandi paesaggi di Giacomelli sono densi di paura, di un senso di morte durissimo, come molti quadri di Burri”.

Mario Giacomelli e Milton H. Greene Senigallia
Territorio e rock ’n’ roll. Mario Giacomelli e Milton H. Greene in mostra a Senigallia

Dal sotto pelle della realtà ad una realtà entrata nell’immaginario comune anche grazie ad fotografo come Milton H. Greene, espressione delle luci di quell’American Way of Life. Come accompagnati dalle note di Elvis Presley o di Frank Sinatra fino al 26 settembre è possibile visitare la mostra fotografica a Palazzo Baviera dedicata ad un altro maestro della fotografia del ‘900. Fotografo prodigio, la sua attività si concentra tra gli anni ‘50 e ‘60 firmando le copertine e i servizi per Vogue, Life, Harper’s Bazar innalzando, insieme ad Irving Penn e Richard Avedon la fotografia di moda nel regno delle belle arti.

Copertine di LIFE Magazine, realizzate da Milton H. Greene

Volendo cogliere con la sua fotografia l’eleganza e il cuore dei personaggi, egli scatta la bellezza di Marilyn Monroe, sua grande amica,

Marilyn Monroe from The Prince and the Showgirl directed by Laurence Oliver, 26 luglio 1956

Audrey Hepburn, Lucia Bosè, Cary Grant e molti altri volti dello star sistem della seconda metà del novecento; ritratti che si impongono sia nelle stampa definitiva sia nei provini testimoni delle scelte attuate da Green e del suo lavoro in camera oscura.

Page from LIFE Magazine, 12 gennaio 1953

Due modi di lavorare diversi, due soggetti diversi, due pubblici differenti. Senigallia riparte con una proposta museale che sottolinea da una parte un figlio della sua terra che si è elevato all’intenzionalità con la sua arte fotografica, dall’altra il ritratto della vita americana così perfetta ed emulata degli anni ’50 che ancora oggi la città celebra ogni estate trasformandosi in una Route 66 attraversata da Cadillac, pin up e capelli impomatati con il Summer Jamboree.

Tutte le foto alle opere presenti nelle mostre fotografiche di Mario Giacomelli e Milton H. Greene a Senigallia sono di Gabriella Vitali.

Per ulteriori informazioni, dal sito turistico ufficiale del Comune di Senigallia:


Josef Koudelka Radici

Josef Koudelka, Radici: passato e presente al Museo dell'Ara Pacis

Josef Koudelka, Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza

Roma, Museo dell’Ara Pacis

1° febbraio – 29 agosto 2021

 

«Ruins are not the past, they are the future which draws our attention and make us enjoy the present»

«Le rovine non sono il passato, sono il futuro che ci invita all’attenzione e a godere del presente»

Josef Koudelka

Radici Josef Koudelka
Amman, Giordania, 2012. Foto © Josef Koudelka/ Magnum Photos

Se siete a Roma in questo ancora strano periodo estivo avete la possibilità di visitare, fino al 29 agosto, una mostra che si può definire, dando veramente senso a un’espressione nota, unica nel suo genere: Koudelka imprime sulla pellicola fotografica il paesaggio dei siti archeologici più importanti che i territori del Mediterraneo ancora offrono agli occhi dei loro abitanti.

Oggi questo territorio molto ampio ospita contesti e popoli vari e diversi, ma gli scatti di Koudelka, ancora più suggestivi nella scelta del bianco e nero, ci restituiscono uno sguardo su un paesaggio in cui la contemplazione dell’antico raccoglie i pensieri e unisce le lontananze.

Il paesaggio, spesso, non è semplicemente uno sfondo per la vita umana, ma un personaggio vivo, con il quale si instaurano rapporti profondi e duraturi.

Nel paesaggio reale si sovrappongono livelli diversi, legati all’esperienza emotiva, personale di chi lo abita, finché il confine tra l’elemento geografico e quello mentale ed emozionale diventa sfumato e inafferrabile. La riflessione sul paesaggio e sul suo legame con l’esistenza umana è profonda e antica[1] e traspare anche dalle fotografie di Koudelka: non si tratta di una semplice documentazione dei siti archeologici, ma della restituzione di un paesaggio dell’anima che trova nel rapporto tra antico e moderno la sua intensità.

Radici Josef Koudelka
Roma, Italia, 2000. Foto © Josef Koudelka/ Magnum Photos

Uniti dal rapporto con il Mediterraneo, i luoghi testimoniati da Koudelka si snodano come una grande mappa della geografia e dell’anima: non solo l’Italia, ma anche  il Portogallo, la Spagna, la Francia, la Croazia, l’Albania, la Grecia, la Turchia, Cipro (sia il Nord che il Sud), la Siria, il Libano, Israele, la Giordania, l’Egitto, la Libia, la Tunisia, l’Algeria, il Marocco.

Il paesaggio di questi luoghi rivela l’influenza delle loro antiche civiltà, dalle quali è stato plasmato, che ha reso parte di sé: le rovine di questo passato si ergono maestose accanto alla modernità, o emergono dal paesaggio naturale, anch’esso in bilico tra la costanza e le trasformazioni.

Chi decida di visitare la mostra è indotto a camminare, letteralmente, tra gli scatti delle rovine, che non compaiono solo sui pannelli posti alle pareti, ma informano anche dei particolari blocchi orizzontali – su cui avrete l’accortezza di non sedervi – che abitano fisicamente le varie stanze in cui si articola il percorso espositivo.

Se il viaggio è talvolta - e non solo in questi tempi non ancora tornati a una tranquilla normalità - una possibilità più sognata che realizzata, camminare lungo questo percorso vuol dire davvero immergersi, almeno un po' in quel sogno.

Giungere alle radici, insomma, che sono quelle di un territorio vasto, di popoli diversi e di un passato che vive e dialoga con e dentro di noi.

 

Dal sito del Museo dell’Ara Pacis:

«Tappa unica in Italia, la mostra dedicata al grande fotografo dell’agenzia Magnum Photos documenta con oltre cento spettacolari immagini lo straordinario viaggio fotografico di Koudelka alla ricerca delle radici della nostra storia nei più importanti siti archeologici del Mediterraneo.»

 

 

[1] Basti pensare che è stato il tema scelto dall’ultimo Convegno Properziano organizzato dall’Accademia Properziana del Subasio (27-29 maggio 2021)

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Lisette Model Horst P. Horst

Gli sguardi di Lisette Model e Horst P. Horst in mostra a Camera

Gli sguardi di Lisette Model e Horst P. Horst in mostra a Camera

Sguardi profondamente diversi: uno per mostrare il grottesco della commedia umana, l’altro per celebrare la bellezza femminile. Con queste prerogative Camera, Centro Italiano per la fotografia, a Torino inaugura la stagione delle mostre con una doppia personale dedicata a due dei più importanti fotografi del XX secolo, Lisette Model e Horst P. Horst. Punto di riferimento per le generazioni future, la loro formazione è iniziata per entrambi a Parigi negli anni ‘30 ed entrambi osservano l’uomo e la donna e li fotografano, ma con un ritratto opposto. Un percorso che ci porta ad chiedere a noi stessi con quale occhio vediamo il mondo, se più critico e sarcastico a volte pungente come quello di Lisette, oppure glamour e di perfezione come quello di Horst. Un gioco di opposti, uomo-donna, street photography-fotografia di moda, grottesco-eleganza, povertà-ricchezza, che ci permette di addentrare nello sguardo fotografico di una donna e di un uomo, maestri indiscussi della fotografia del Novecento. 

La prima artista che incontriamo è Lisette Model (1901-1983), di origine viennese, la quale inizia la sua carriera come musicista sotto la guida di Arnold Schoenberg, per poi abbandonarla nel momento in cui si trasferisce a Parigi e grazie alla sorella Olga si avvicina allo sviluppo e alla stampa fotografica. Ella affronta la società del suo tempo con quello sguardo documentario ancora acerbo che si rivelerà rivoluzionario solo nel momento newyorkese. La parentesi americana si apre a partire del 1934 quando, durante una vacanza a Nizza, Lisette ritrae la ricca borghesia francese in villeggiatura che non ha nulla da fare se non godere della vista e crogiolarsi nella propria noia. Il sole nizzardo illumina tali figure trasformandole in un grottesco gruppo umano, fatto di obesità e rughe di coloro che non si devono guadagnare da vivere.

Lisette Model, Promenade des Anglais, Nice, c. 1934-1937. © 2021 Estate of Lisette Model Courtesy Galerie Baudoin Lebon, Paris Keitelman Gallery, Brussels mc2 Gallery, Milano/Montenegro

Tali fotografie della Promenade des Anglais vengono pubblicate prima su “Regards” e poi sull’americana “PM’s Weekly”, introducendola così al mondo americano.

Nel 1939 arriva a New York con il marito Evsa Model e ne rimane folgorata. Le luci, le vetrine, la frenesia della città che non dorme mai la fa innamorare di cose e di una multitudine umana che tra le vetrine del commercio si fondono. Nasce così la serie Reflectionaccompagnata tuttavia da alcuni scatti che ricordano la Lisette parigina che si addentra tra le vie meno scintillanti del Lower East Side o tra la frenesia immobile della LightHouse for the Blind.

Lisette Model Horst P. Horst
Lisette Model, Reflections, 5th Avenue, New York, c.1939-1945. © 2021 Estate of Lisette Model Courtesy Galerie Baudoin Lebon, Paris Keitelman Gallery, Brussels mc2 Gallery, Milano/Montenegro

Le sue fotografie ormai hanno raggiunto la piena maturità: i tagli sempre più ravvicinati, i chiaroscuri esasperano le pose e le imperfezioni. Lo sguardo sarcastico e irriverente di chi ritirare un mondo grottesco si trasforma in una abilità di scatto che rifiuta l’ideale classico di bellezza per raccontare la vita Americana in tutti i suoi contrasti. Tra gli scatti più sociologici della sua produzione sono da annoverare quelli realizzati tra la metà degli anni quaranta e inizio cinquanta dedicati a diverse tipologie di spettacoli e spettatori: la noia dell’attesa, la tensione prima delle corse ippiche al Belmont Park si trasformano nell’ipnotismo del pubblico bagnato dalla pioggia al Newport Jazz Festival. La vicinanza alla musica dal vivo e agli spettacoli inizia a partire dagli anni quaranta su incarico di “Harper’s Bazar”, fotografando l’atmosfera ovattata e densa di luce soffusa e di sonorità jazz, accompagnate dalla espressività gestuale dei ballerini e dei travestiti dei night club “per poveri” come Summy’s, Nick’s, Gallagher’s.

Lisette Model Horst P. Horst
Lisette Model, Louis Armstrong, c.1948-1949. © 2021 Estate of Lisette Model Courtesy Galerie Baudoin Lebon, Paris Keitelman Gallery, Brussels mc2 Gallery, Milano/Montenegro

Dal 1951 Lisette inizia il suo insegnamento alla New School for Social Research lasciando un segno indelebile nella storia della fotografia del Novecento formando generazioni successive di fotografi come Larry Fink, erede delle riflessioni e della musica jazz e Diane Arbus seguace dello sguardo critico e socialmente impegnato di Lisette.

Horst P. Horst, Salvador Dalì, 1943, Courtesy Horst Estate. © Horst Estate / Condè Nast

Dall’anti-glamour di Lisette Model al glamour di Horst P. Horst. Il secondo fotografo che incontriamo nel percorso espositivo è Horst P. Horst, all’anagrafe Horst Paul Albert Bohrmann (1906-1999). Formatosi ad Amburgo con i maestri del Bauhaus, alla fine degli anni Venti si trasferisce a Parigi e diventa assistente di Le Corbusier. Stimolato tuttavia dalla vita culturale e mondana parigina si avvicina a George Hoyningen-Huene che lo introduce ai segreti della fotografia e lo avvicina alla rivista “Vogue Paris”. Inizia così la lunga collaborazione che Horst avrà con la rivista di moda e costume sia americana che francese. Il mondo della moda dal giornale, alle modelle, alle maisons diventano per Horst il laboratorio di sperimentazione fotografica dove unire il classicismo greco all’avanguardia surrealista, l’illuminazione teatrale ai ritratti dei luoghi e delle persone del milieu contemporaneo. I ritratti di Dalì, Luchino Visconti, Gertrude Stein appaiono dietro le sete, i rasi, i brillanti indossati da Lisa Fonssagrieves e Helen Bennet.

Lisette Model Horst P. Horst
Horst P. Horst, Jewelry by Cartier, dress by Schiaparelli, modelled by Lud, 1935. Courtesy Horst Estate © Horst Estate / Condè Nast

Il “Goodness drapery” scopre la celebrazione del corpo femminile come in Odalisque (1943), mai provocatorio ma immagine di perfezione naturale che trasforma la pelle femminile in un levigato marmo panneggiato. L’uso del bianco e nero di questa prima produzione (1930-1950) si colora nel raccontare la trasformazione delle tendenze e dei gusti che attraversano la società tra il 1940 e il 1980.

Horst P. Horst, American Vogue, 15 May, 1941. Collezione Carnà, Milano. Courtesy Paci contemporary gallery
© Horst Estate / Condè Nast

È in questi anni che assieme a Diana Vreeland di “Vogue America”, nel 1963, Horst ritorna alle origini della sua formazione di designer e architetto, fotografando gli interni domestici delle icone di stile dell’epoca.

Lisette Model Horst P. Horst
Horst P. Horst, Marella Agnelli, 1967. Courtesy Horst Estate © Horst Estate / Condè Nast

La dimensione quotidiana di queste immagini, immerse nell’eleganza e nello stile delle dimore e dei giardini, trasmettono la personalità di Cy Twombly a Roma o di Marella Agnelli a Villar Perosa, facendo dello sguardo un indagine sociologica di élite. Gli ultimi lavori degli anni ottanta sanciscono un ritorno al bianco e nero per la pubblicità dell’azienda calzaturiera Round the Clock dove le gambe delle modelle anonime diventano la tela per le fantasie dei tessuti in un tutt’uno plastico di scarpe, abito e corpo femminile che ritorna anche nei provini per Chanel. 

Due artisti pertanto, profondamente diversi l’uno dall’altro ma che entrambi hanno dovuto affrontare una vita che li ha portati ad allontanarsi dall’Europa per reinventarsi negli Stati Uniti, vincendo le sfide che a loro si presentavano davanti, sempre però raccontando attraverso la macchina fotografica gli uomini e le donne a loro contemporanei, imponendosi come maestri indiscussi della fotografia del Novecento. Camera Torino propone questi due fotografi, in mostra fino al 4 luglio,  rendendoli protagonisti di una ripartenza dopo l’esperienza drammatica della pandemia e nella speranza di guardare al futuro con un occhio propositivo. 

Per maggiori informazioni sulla doppia personale di Camera dedicata a Lisette Model e Horst P. Horst:

Lisette Model. Street Life
28 aprile - 4 luglio 2021
http://camera.to/mostre/camera-doppia-lisette-model/

Horst P. Horst. Style and Glamour
28 aprile - 4 luglio 2021
http://camera.to/mostre/camera-doppia-horst-p-horst/


Al Free Wor(l)d Festival il premio Fondazione Loreti Onlus

 Si è conclusa ieri sera, domenica 18 ottobre, la seconda edizione del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si è tenuta in presenza e con dirette Facebook dal 15 al 18 ottobre 2020. Nonostante le incertezze causate dall’attuale situazione sanitaria da Covid-19, il Free Wor(l)d Festival con l’obiettivo di rimettere al centro le persone con la cultura e l’informazione ha dato vita ad un ricco programma il cui filo conduttore era la disinformazione, il labile confine tra vero e falso.

seconda free festival
Il premio al Festival

Per questo, dopo la messa in scena dello spettacolo teatralela Fondazione Loreti Onlus nella persona della neo presidente Olga Urbani ha premiato il Festival con motivazione “per l’alto valore culturale e di promozione della collettività”, una targa è andata anche allo spettacolo teatrale Aletheia e alla regista Fabiana Viviani.

seconda free festival
i ringraziamenti dopo spettacolo Aletheia Teatro Nuovo durante l'ultima giornata della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival

Gli intenti della manifestazione, già ben compresi dall’amministrazione comunale che aveva inviato il suo apprezzamento a più riprese durante i convegni – “Festival manifestazione di altissimo livello” aveva detto il sindaco Umberto De Augustinis portando il suo saluto sabato mattina - ha trovato riscontro anche nel pubblico che ha partecipato e si è lasciato coinvolgere negli eventi organizzati.

Immagini dal talk "cosa è vero e cosa realmente è falso"

Si è iniziato giovedì 15 ottobre con la presentazione del libro La lingua disonesta del Prof. Edoardo Lombardi Vallauri su tecniche di manipolazione e persuasione nella politica e nella pubblicità, si è proseguito sabato 17 ottobre con il convegno dedicato ai diritti umani in pratica (bruciante l’intervento del sociologo Marco Omizzolo sulle agromafie e il caporalato) e le mini conferenze della mattina su consapevolezza ed etica dell’informazione (con, in presenza l’avvocato Laura Guercio, la sociolinguista Vera Gheno, l’attore Mirko Frezza e in collegamento la vicesegretaria nazionale di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino e le giornaliste Rosy Battaglia e Sara Magro), fino a domenica 18 ottobre con l’omaggio ad Andrea Camilleri e al suo impegno sociale per la verità e la parola con il regista e drammaturgo Lorenzo Salveti e a cura del presidio “Angela Fiume” di Libera Spoleto.

l'omaggio ad Andrea Camilleri

Emozionanti anche gli intermezzi: musicale (con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini), fotografico (con la mostra di Emanuela Duranti, aperta in via del Mercato ancora fino al 25 ottobre p.v. con un incontro dibattito previsto sabato prossimo alle ore 16.30 sulla storia della fotografia), artistico (con una mostra d’arte di Maura Coltorti nel foyer del Teatro Nuovo, anteprima dello spettacolo), cinematografico (con la proiezione del film La verità negata), didattico e formativo (prima con i webinar sul tema della disinformazione a cui hanno partecipato ben 24 classi tra biennio e triennio del polo liceale di Spoleto e poi con la premiazione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni”).

L’attuale situazione d’emergenza ha costretto il Free Wor(l)d Festival a rinviare invece l’incontro spettacolo sulla consapevolezza e l’interpretazione dei mass media a cura di Lorella Zanardo e Cesare Cantù che da Milano per senso di responsabilità hanno preferito non rischiare.

immagini dal convegno sui diritti umani in pratica
immagini dal convegno sui diritti umani in pratica

Il Festival ideato da Valentina Tatti Tonni quest’anno è stato portato avanti con dedizione e passione da parte delle associazioni culturali e di promozione sociale del territorio BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera Spoleto, la Sala Frau e la libreria Ubik.

la mostra fotografica di Emanuela Duranti

Si ringraziano per il sostegno la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, della Fondazione Loreti Onlus e dello Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno; per la collaborazione la sezione umbra di Amnesty International; Spoleat per il partenariato; About Umbria, Classicult, Terni in Rete e Umbria24 per la media partnership; per il patrocinio la Provincia di Perugia, il Comune di Spoleto, l’IIS Sansi Leonardi Volta, Articolo21, l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e Ossigeno per l’Informazione.

seconda free festival
la premiazione Free Wor(l)d Festival con Olga Urbani della Fondazione Loreti Onlus

Spoleto, 19 ottobre 2020

 

 


Spoleto, dal 15 al 18 ottobre un Festival in nome della Disinformazione

Quasi tutto pronto per l’avvio del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si terrà dal 15 al 18 ottobre 2020 in modo itinerante: il filo conduttore di questa seconda edizione è la Disinformazione e ogni evento organizzato, in osservanza delle disposizioni anti-Covid, ruoterà dunque intorno a questo tema. Non mancheranno però intermezzi di intrattenimento come la serata in musica con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini giovedì 15 ottobre alle ore 21.30 presso l’Albornoz Hotel; l’inaugurazione della mostra fotografica di Emanuela Duranti venerdì 16 ottobre alle ore 17.30 presso i locali comunali di via del Mercato; la proiezione del film di Mick Jackson La verità negata alle ore 21.30 presso la Sala Frau sabato 17 ottobre e, infine, lo spettacolo Aletheia presso il Teatro Nuovo in chiusura del Festival domenica 18 ottobre alle ore 18.

Il Free Wor(l)d Festival anche quest’anno affianca le scuole del territorio rappresentando un esempio virtuoso di educazione civica per molti docenti che dimostrano presenza e partecipazione: con le classi iscritte ai webinar della mattina del giovedì (con una lezione dedicata al linguaggio sessista e discriminatorio in collaborazione con il Centro Anti Violenza “Crisalide” di Spoleto e GIULIA Giornaliste) e del venerdì(con una lezione sull’interpretazione e l’analisi dei mass media); con il Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni” che l’IIS Sansi Leonardi Volta ha promosso con l’Associazione Il Contrappunto e la cui premiazione avverrà alla Sala Frau domenica 18 ottobre alle ore 12.

Tanti gli ospiti di questa seconda edizione che arriveranno a Spoleto durante le quattro giornate in programma. La serie di appuntamenti aperti al pubblico del Festival si aprirà giovedì 15 ottobre alle ore 17.30 con Edoardo Lombardi Vallauri, professore ordinario di linguistica presso l’Università Roma Tre interessato di strategie di persuasione, linguistica italiana e giapponese, rapporto tra linguaggio e cervello. Vallauri ha pubblicato a più riprese su questioni di politica universitaria e di nocività della religione, collabora con Rai Radio 3 e i suoi libri sono pubblicati da Il Mulino e da Carocci. Il giorno dopo, venerdì 16 ottobre alle ore 21, atteso è l’incontro spettacolo con la docente e attivista per i diritti delle donne Lorella Zanardo - autrice nel 2009 del documentario Il corpo delle donne che ha rivelato come venisse raccontata la femminilità in tv – e il regista Cesare CantùSchermi, se li conosci non li eviti, questo il titolo del loro incontro che sarà dedicato all’analisi, all’interpretazione e all’uso consapevole dei mass media, quale approfondimento della lezione che la mattina si sarà tenuta nelle scuole. L’incontro spettacolo sarà moderato dalla counselor Cristina Marini.

La mattina di sabato 17 ottobre ci sarà il Talk Cosa è vero e cosa realmente è falso? ispirato ai TED Talks americani, cioè quelle mini conferenze in cui a rotazione e in un tempo stabilito più persone parlano di un certo argomento, dal loro punto di vista.L’argomento in questione è naturalmente centrato sul senso reale della verità e della falsità, alla domanda cercheranno di rispondere l’attivista civica specializzata in relazione pubbliche e Vicesegretaria di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino; la sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese Vera Gheno; la giornalista e presidente di Cittadini Reattivi Rosy Battaglia che si occupa di salute, ambiente, legalità e resilienza; la giornalista di viaggi e turismo di lusso Sara Magro, co-fondatrice del quotidiano di viaggi online The Travel News; l’avvocato, docente universitaria e Segretario Generale del Comitato Interministeriale per i diritti Umani presso il Ministero degli Affari Esteri Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza.

Nel pomeriggio alle ore 17 seguirà il convegno dedicato ai diritti umani in pratica, con la collaborazione di Amnesty International Umbria. Interverranno il giornalista e direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes e Cavaliere al Merito della Repubblica per la sua azione di difesa nei confronti delle vittime di caporalato Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci.

Domenica 18 ottobre alle ore 11 presso la Sala Pegasus ci sarà un incontro con il maestro Lorenzo Salveti, regista e drammaturgo già direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, per un omaggio ad Andrea Camilleri a cura del presidio “Angela Fiume” di Libera Spoleto, con letture a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini e con un contributo video di don Luigi Ciotti.

Si ringraziano per il sostegno la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, la Fondazione Loreti Onlus e lo Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno.

I soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera con il presidio “Angela Fiume”, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con il partenariato di Spoleat, con la media partnership di About Umbria, Classicult, Terni in Rete e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

Il programma aggiornato della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival per la libertà di espressione di Spoleto, sul tema della disinformazione, può essere scaricato qui.

Spoleto festival disinformazione
Locandina della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival per la libertà di espressione di Spoleto, sul tema della disinformazione

Si ricorda che tutte le iniziative, ove non specificamente indicato, sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. La prenotazione ai singoli eventi è obbligatoria:

inviando una mail a [email protected]

per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a [email protected]

Per contribuire alla raccolta fondi attiva su Buona Causa >buonacausa.org/cause/festival-freeworld-2020


prima che arrivi l'estate

Prima che arrivi l’estate

Prima che arrivi l’estate racconta di Italo, che vive a Saviore dell’Adamello, la cui vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di nativi americani, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa.

Il film Prima che arrivi l’estate sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante la serata di giovedì 15 Ottobre, nella sezione #cinemaeantropologia.

Prima che arrivi l'estate [OFFICIAL TRAILER] from frameoff on Vimeo.

 

Prima che arrivi l’estate

Nazione: Italia

Regia: Francesco Di Martino

Consulenza scientifica: Matteo Gadola, Annalisa Costa

Durata: 78’

Anno: 2019

Produzione: Frameoff, Documenta, SMKVideofactory

Sinossi:

Italo vive a Saviore dell’Adamello, uno dei paesi più elevati ed estesi della Valle di Saviore, nel territorio montano della Valcamonica, in provincia di Brescia, all’interno del Parco regionale dell’Adamello, dove le bellezze delle antiche incisioni rupestri e le cornici naturali tipiche delle montagne fanno da sfondo al nostro racconto. Italo è una persona umile e molto radicata nel territorio in cui vive, un’anima che interroga la terra e cerca di catturare i messaggi dell’ambiente che lo circonda, uno spirito che intuisce e respira le energie che le guglie dei picchi montani diffondono nella valle, un uomo che medita sul senso dell’abitare questa terra perdendosi nel silenzio. La sua vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di indigeni d’America, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa. Ha così intrapreso un percorso interiore che lo avvicina agli indigeni, attribuendo nuovi significati ai luoghi dove la profondità della terra, la sacralità delle incisioni rupestri e della montagna si fondono in un dialogo che si fa rito per celebrare quest’ultima come essere vivente.

Con strade differenti ma profondamente legate, gli sguardi di Italo e degli indigeni sono destinati a riunirsi in un nuovo viaggio spirituale. L’attesa di questo incontro rende lo scorrere del tempo un viaggio in cui Italo, assaporando ogni attimo del freddo inverno, attende l’arrivo dell’estate e di un capo indiano.

Trailer:

https://vimeo.com/381410476

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

LXVIII Trento Film Festival, settembre 2020.

Informazioni regista:

Francesco Di Martino è un fotografo freelance, nato a Noto (SR), un piccolo paese nel Sud-Est della Sicilia, nel 1982. Nel 2007 è ideatore e autore del progetto collettivo “Impressioni Siciliane (scomposte)”: una mostra di foto, video-installazione e poesie sulla Sicilia sudorientale per la qua­le realizza un tour espositivo a carattere regionale, nazionale e internazionale che nel 2008 ha visto la mostra esposta nelle città di Roma, Bologna, Milano, Helsinki e Monaco di Baviera. Nel febbraio 2008 intraprende la realizzazione di un suo lavoro personale, il film documentario “U Stisso Sangu – storie più a sud di Tunisi”, in qualità di autore, operatore e regista, concepito per essere prodotto e distribuito dal basso. Grazie a questo lavoro, nel 2009 arriva a Scampia per la prima volta ospite del cineforum del GRItDAS. Dopo questo incontro, nel 2010 è ideatore e autore del libro “Sulle Tracce di Felice Pignataro’’, un tributo fotografico a Felice Pignataro, muralista e fondatore del GRIDAS di Scampìa, progetto entrato in produzione grazie a 528 quote prenotate attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com da 220 co-produttori. Dopo un anno, nel maggio 2011, pubblica il libro “I volti del primo Marzo” insieme a Rosario Cauchi, Massimiliano Perna, Giorgio Ruta e Giuseppe Portuesi, (per la Marotta&Cafiero editori). Nel 2015 inizia il suo primo film sulla trilogia della mon­tagna sacra, “Gleno dove finisce la valle” , un film documentario girato in Val di Scalve colpita, nel 1923, da un terribile disastro: il disastro della diga del Gleno. Il lavoro prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano quei luoghi. Nel 2017 presenta il suo nuovo lavoro Scampia Felix film che tenta di offrire uno spaccato, attraver­so la preparazione del corteo di carnevale di Scampia, delle varie anime che lo abitano mostrando un momento collettivo di lotta corale, ciascuno apportando le proprie peculiarità di un lavoro che perdura nel quotidiano e che costituisce la fervida vitali del quartiere Scampia. Attraverso queste esperienze, con un gruppo di amici, fonda il collettivo Frameoff con cui sta sviluppando diversi progetti filmici dal 2011 ad oggi.

Informazioni sulla casa di produzione:

https://www.frameoff.it/

https://www.smkvideofactory.com/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/il-regista-di-noto-francesco-di-martino-al-trento-film-festival-con-prima-che-arrivi-l-estate/366217/366768

Scheda a cura di: Fabio Fancello

prima che arrivi l'estate


Festival per la Libertà di Espressione: la seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

FESTIVAL FREE WOR(L)D PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

La seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

 

Dopo il successo della prima edizione il Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione - nato a Spoleto l’anno scorso con l’idea di rimettere al centro le persone attraverso la cultura e l’informazione - giunge a una seconda edizione ricca di contenuti e di relazioni. È sfidando le difficoltà imposte dall’attuale emergenza sanitaria da Covid-19 che il Direttivo coordinato da Valentina Tatti Tonni ha voluto, con impegno e dedizione, proporre in quattro giornate dal 15 al 18 ottobre 2020 un Festival tematico intitolato alla Disinformazione per essere così presente sul territorio, in modo itinerante, con una serie di eventi pensati per la collettività.

Si inizia a pieno ritmo la mattina di giovedì 15 ottobre 2020 con un incontro, pur a distanza, con le scuole: in collaborazione con il Centro Anti Violenza di Spoleto il confronto con gli studenti dei primi due anni delle superiori sarà tenuto dalla pedagogista Adelaide Coletti e dalla presidente di GIULIA Giornaliste Silvia Garambois sul tema dei linguaggi sessisti e discriminatori e sul Manifesto di Venezia. Nel pomeriggio presso l’Albornoz Hotel verrà presentato il libro La lingua disonesta di e con Edoardo Lombardi Vallauri, docente di linguistica presso l’Università Roma Tre; in serata sempre all’Albornoz è previsto il concerto del noto e apprezzato Trio Francioli, Marino, Scarabottini.

La mattinata con le scuole verrà replicata venerdì 16 ottobre 2020 alla presenza della docente e scrittrice Lorella Zanardo e del regista Cesare Cantù con l’obiettivo di fornire agli studenti degli ultimi tre anni delle superiori strumenti utili all’interpretazione e all’educazione dei mass media. Il format della Zanardo – Schermi, se li conosci non li eviti – esportato in tutta Italia come incontro e spettacolo proseguirà in serata presso l’Albornoz Hotel e diretto ad un pubblico più ampio interessato all’uso consapevole dei media. Nel pomeriggio nella sala comunale sita in via del Mercato sarà invece inaugurata la mostra Il pozzo dei desideri della fotografa pluristimata nella regione Emanuela Duranti.

Nel fine settimana si entrerà nel vivo del Festival e della Disinformazione come tema conduttore con due convegni, entrambi presso l’Albornoz Hotel. Ad aprire i lavori, sabato 17 ottobre 2020, sarà un confronto aperto a cui parteciperanno nello stile dinamico dei Ted Talks (rispondendo tutti dal loro punto di vista alla domanda Cosa è vero e cosa realmente è falso?) la Vicesegretaria generale di CittadinanzAttiva Anna Lisa Mandorino, la sociolinguista Vera Gheno, la giornalista e presidente di “Cittadini Reattivi” Rosy Battaglia, la giornalista collaboratrice de Il Sole 24Ore su Viaggi e Turismo Sara Magro, l’avvocato esperta di diritto internazionale Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza. Nel pomeriggio seguirà il convegno sui diritti umani in pratica con il direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci. Sempre sul tema, in serata alla Sala Frau, verrà proiettato il film (prezzo del biglietto: 5 euro) diretto da Mick Jackson La verità negata.

Festival Libertà espressione seconda

Domenica 18 ottobre 2020, ultima giornata del Festival Free Wor(l)d 2020, in mattinata alla Sala Pegasus un omaggio ad Andrea Camilleri a un anno dalla sua scomparsa con la partecipazione del regista e drammaturgo Lorenzo Salveti: verranno letti brani scelti a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini con un contributo video di don Luigi Ciotti. A seguire alla Sala Frau si svolgerà la cerimonia di premiazione della prima edizione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni” destinato alle terze e quarte classi delle scuole superiori di secondo grado, proseguito nonostante le misure di contenimento da Covid-19 solo grazie alla tenacia e alla passione dei docenti che negli studenti hanno profuso interesse, promosso dall’Associazione Il Contrappunto e dall’IIS Sansi Leonardi Volta. Infine, alle ore 18 presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Festival è lieto di proporre a conclusione di questa sua seconda edizione lo spettacolo teatrale (prezzo del biglietto: 10 euro) Aletheia: teatro di voci e corpi di donne con la regia di Fabiana Vivani, insieme a una mostra d’arte di Maura Coltorti.

Festival Libertà espressione seconda

soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera con il presidio “Angela Fiume”, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con la collaborazione della sezione umbra di Amnesty International, con il partenariato di Spoleat, con il sostegno della Fondazione Loreti Onlus e dello Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno, con la media partnership di Classicult e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

Si rammenta che tutte le iniziative, ove non specificamente indicato, sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Nel rispetto delle disposizioni vigenti anti-Covid nei luoghi chiusi è fatto obbligo di indossare la mascherina mantenendo la distanza di sicurezza.

La prenotazione ai singoli eventi è obbligatoria: inviando una mail a [email protected]

Per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a [email protected]

Per contribuire alla raccolta fondi attiva su Buona Causa >buonacausa.org/cause/festival-freeworld-2020

 

Si può scaricare il programma qui.

 

Comunicato stampa e immagini (foto edizione 2019) dal Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione


Milano: la mostra “Nudo armato” di Stefano Iannuso

01 Ottobre - 23 Dicembre 2020

Marset showroom, via dell’Annunciata, 29, Milano dal lunedì al venerdì h: 9 - 13 / 14.30 - 18.30

Vernissage:

01.10.2020 a partire dalle 17:00h

Nel rispetto delle norme anticovid, l’ingresso è consentito ad un massimo di 10 persone per volta.

Le visite si terranno con turni alle h: 17:00, 18:00, 19:00, 20:00.

Si prega di prenotare via whatsapp al numero 349-2664771 (Angelo De Grande) indicando il totale dei partecipanti e l’orario di visita.

Stefano Iannuso Nudo armatoDopo mesi di paure e incertezze, in attesa di riprendere il progetto Art in Light, Marset Italia e Sudestasi contemporanea continuano la loro collaborazione e presentano Stefano Iannuso - “Nudo armato”, personale fotografica dell’artista siciliano con base a Milano, a cura di Sarah Campisi nello showroom Marset in via dell’Annunciata, 29.

Più di ogni altra cosa, questo periodo ci ha fatto riflettere intensamente sul concetto di casa, l’importanza dello spazio che ci costruiamo intorno e sul ruolo che investe nella nostra vita e nella serenità della nostra esistenza.

Nudo armato” indaga e cerca di sviscerare queste sensazioni tramutate in convinzioni, mettendo in relazione due tipologie di fotografia apparentemente opposte, ma in realtà molto, forse troppo, simili.

Il minimalismo delle architetture, le geometrie asettiche delle facciate, la sinuosità dei corpi nudi, l’intimità delle curve, trovano il loro spazi all’interno dei saloni marset dove i contrasti del bianco e nero delle fotografie trovano piena armonia con il light design dell’azienda catalana.

 

Stefano Iannuso

Siracusano con base a Milano, inizia la sua ricerca fotografica nel 2013 da autodidatta. Con un linguaggio espressivo basato sull’uso del bianco e nero, dai contrasti forti e definiti, trova il suo spazio a Milano, dove vive e lavora, dopo 5 anni passati a Londra.

La sua produzione spazia dalla street photography, all’architettura, ai ritratti per arrivare ai nudi rigorosamente senza volto.

I dettagli di palazzi, corpi, volti, familiari all’immaginario collettivo, si decontestualizzano nel minimalismo della composizione e diventano specchio di quel sentimento di spaesamento alla perenne ricerca della bellezza in una società in profondo mutamento che riflette le nuove generazioni.

 

Si ringrazia l'organizzazione per locandina e comunicato stampa della mostra “Nudo armato” di Stefano Iannuso


Jess Kohl Anime Salve

ANIME SALVE. A series of photographs by Jess Kohl

ANIME SALVE
A series of photographs by Jess Kohl
11-27 settembre 2020

PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Via dei Mille, 60, 80121 Napoli (NA), Italia

PAN è aperto dalle 9:30 alle 19:00 ogni giorno eccetto i martedì. La domenica è aperto dalle 9:30 alle 14:30, ingresso gratuito. L’accesso è consentito previa prenotazione al link http://ingressi.comune.napoli.it

Anime Salve Jess Kohl

Collettivo Zero è lieto di annunciare la mostra fotografica ANIME SALVE, la prima personale italiana della regista e fotografa inglese Jess Kohl, progetto di ShowDesk, a cura di Collettivo Zero, con la collaborazione del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo di Napoli e dal PAN - Palazzo delle Arti di Napoli.

© Jess Kohl

Le opere presentate mostrano una parte di un progetto ancora in corso, che terminerà con il primo documentario della Kohl, che approfondisce l’interesse dell’artista verso l’identità di genere e le studio di comunità marginali. Nata in seguito ad una residenza d’artista organizzata dall’associazione ShowDesk, la mostra Anime Salve presenta uno studio intimo della non conformità di genere in una città dove la spiritualità e la sessualità hanno da sempre convissuto, ma soprattutto in un contesto in grande trasformazione come quello di Scampia.

© Jess Kohl

Attratta dalla cultura napoletana per il suo atteggiamento storicamente liberale nei confronti della queerness, la Kohl delinea un nuovo ritratto della tradizionale figura del femminiello napoletano. Le opere seguono le vite di cinque individui, quasi tutti residenti a Scampia, ripresi nella loro intimità e molto spesso in un ambiente domestico. Come Alessia, che viene ritratta insieme alla sua anziana madre Amalia, con cui vive. La situazione delle due donne, molto unite fra loro, cambia e si adatta come le architetture che le circondano: a Marzo 2020, infatti, inizia l’abbattimento di una delle quattro Vele. Documentare la vita di queste persone per diversi anni, ha permesso alla Kohl di mostrare come la vita di un singolo individuo possa adattarsi ad enormi cambiamenti.

La mostra, che prende il nome da un celebre album di Fabrizio De André, si apre con delle fotografie in bianco e nero, le quali ritraggono gli edifici delle vele e i cambiamenti che la zona di Scampia ha subito negli ultimi anni, in particolare con l’abbattimento di tre dei quattro edifici delle Vele. Successivamente, in altri scatti sono presenti altri soggetti, caratterizzati dalla compresenza di queerness e religiosità, caratteristiche presenti in tutte le opere successive. Una sala, infatti, è stata trasformata in una sorta di Santuario, dove l’artista mostra diverse immagini di edicole votive trovate tra i vicoli di Napoli.

Jess Kohl Anime Salve
© Jess Kohl

Tracciando un collegamento tra la tradizione dei femminielli e la vita moderna della comunità trans, Kohl include immagini scattate al Matrimonio della Zeza, un antico rituale che si svolge ogni anno nella città di Pagani in Campania. Si tratta di un finto matrimonio tra due uomini, celebrato con passione dagli abitanti del luogo.

La personale si chiude con due corti realizzati in super 8, che mostrano dei ritratti eseguiti a Napoli e in India a Koovagam, dove ogni anno si celebra un rito religioso dove partecipano delle donne transgender. L’accostamento di questi due video fa si che lo spettatore metta a confronto due realtà, geograficamente molto distanti, ma culturalmente unite e simili.

Jess Kohl (1989 Londra, Regno Unito) è una regista e fotografa britannica. Il suo lavoro sposa uno stile intimo e crudo con un’attenzione particolare alla cultura giovanile globale e alle comunità emarginate. Laureatasi alla Central St Martins con il massimo dei voti, Jess ha successivamente conseguito un master alla Goldsmiths University. Ha rapidamente scavato una nicchia nel settore, creando forti narrazioni emotive che raccontano le storie esistenti ai margini della società. Che si tratti della strana scena underground ebrea del Regno Unito o di un gruppo di punk filipinos ribelli che vivono sotto la “guerra alle droghe” del presidente Rodrigo Duterte, o di evidenziare il contrasto tra indiani e occidentali, il lavoro di Jess mostra un chiaro talento nel creare film che documentano coloro che cercano accettazione nelle loro comunità, religioni, razze e cultura.

Jess Kohl Anime Salve PAN

ANIME SALVE. A series of photographs by Jess Kohl
11-27 settembre 2020

Con grande piacere Collettivo Zero è lieto di invitarvi a visitare la mostra fotografica Anime salve, prima personale italiana della fotografa e regista inglese Jess Kohl. I lavori esposti nascono dal progetto di residenza dell'artista a Napoli frutto di una collaborazione sinergica con l’associazione ShowDesk, impegnata da tempo nell'organizzazione di residenze per artisti, studenti, curatori, galleristi e appassionati d'arte.

L'artista inglese presenta il suo ultimo progetto realizzato tra le vele di Scampia, mostrandoci il lato più intimo della comunità dei femminielli napoletani, fortemente legata a un territorio ricco di contraddizioni, dove la non conformità di genere ha incontrato il sacro, diventando tradizione. 

La mostra promossa dal comune di Napoli avrà sede al PAN - Palazzo delle arti Napolidall’11 al 27 settembre 2020 e sarà visitabile dal lunedì al sabato: h 10:00 – h 19:00 (ultimo ingresso h 18:00); la domenica: h 10:00 – h 14:00 (ultimo ingresso h 13:00).

L’accesso è consentito previa prenotazione al link http://ingressi.comune.napoli.it.

È consentita la prenotazione per max 4 visitatori per indirizzo email. Ogni indirizzo può effettuare max 1 prenotazione a settimana. Al momento della visita va fornito, in forma cartacea od elettronica, il codice di conferma riportato sul modulo di prenotazione.

Previa verifica della disponibilità è possibile prenotarsi anche prima di accedere al PAN, collegandosi al link e procedendo alla registrazione secondo le modalità indicate. 

Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, sono state attivate le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19. L'accesso e la permanenza all'interno di tutte le sedi dell'Istituzione è facilitato dalla presenza di segnaletica specifica, anche direzionale.

Inoltre: 

  • durante la visita, per l'intero periodo di permanenza all'interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale (2 metri), evitando affollamenti;
  • l'uso della mascherina è obbligatorio;
  • saranno posizionati dispenser di gel igienizzante all'ingresso della struttura;
  • per l'accesso alle sale espositive è previsto l’ingresso contingentato.

 

 

Testi e immagini da Collettivo Zero sulla personale fotografica “Anime Salve” di Jess Kohl.