Al Free Wor(l)d Festival il premio Fondazione Loreti Onlus

 Si è conclusa ieri sera, domenica 18 ottobre, la seconda edizione del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si è tenuta in presenza e con dirette Facebook dal 15 al 18 ottobre 2020. Nonostante le incertezze causate dall’attuale situazione sanitaria da Covid-19, il Free Wor(l)d Festival con l’obiettivo di rimettere al centro le persone con la cultura e l’informazione ha dato vita ad un ricco programma il cui filo conduttore era la disinformazione, il labile confine tra vero e falso.

seconda free festival
Il premio al Festival

Per questo, dopo la messa in scena dello spettacolo teatralela Fondazione Loreti Onlus nella persona della neo presidente Olga Urbani ha premiato il Festival con motivazione “per l’alto valore culturale e di promozione della collettività”, una targa è andata anche allo spettacolo teatrale Aletheia e alla regista Fabiana Viviani.

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i ringraziamenti dopo spettacolo Aletheia Teatro Nuovo durante l'ultima giornata della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival

Gli intenti della manifestazione, già ben compresi dall’amministrazione comunale che aveva inviato il suo apprezzamento a più riprese durante i convegni – “Festival manifestazione di altissimo livello” aveva detto il sindaco Umberto De Augustinis portando il suo saluto sabato mattina - ha trovato riscontro anche nel pubblico che ha partecipato e si è lasciato coinvolgere negli eventi organizzati.

Immagini dal talk "cosa è vero e cosa realmente è falso"

Si è iniziato giovedì 15 ottobre con la presentazione del libro La lingua disonesta del Prof. Edoardo Lombardi Vallauri su tecniche di manipolazione e persuasione nella politica e nella pubblicità, si è proseguito sabato 17 ottobre con il convegno dedicato ai diritti umani in pratica (bruciante l’intervento del sociologo Marco Omizzolo sulle agromafie e il caporalato) e le mini conferenze della mattina su consapevolezza ed etica dell’informazione (con, in presenza l’avvocato Laura Guercio, la sociolinguista Vera Gheno, l’attore Mirko Frezza e in collegamento la vicesegretaria nazionale di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino e le giornaliste Rosy Battaglia e Sara Magro), fino a domenica 18 ottobre con l’omaggio ad Andrea Camilleri e al suo impegno sociale per la verità e la parola con il regista e drammaturgo Lorenzo Salveti e a cura del presidio “Angela Fiume” di Libera Spoleto.

l'omaggio ad Andrea Camilleri

Emozionanti anche gli intermezzi: musicale (con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini), fotografico (con la mostra di Emanuela Duranti, aperta in via del Mercato ancora fino al 25 ottobre p.v. con un incontro dibattito previsto sabato prossimo alle ore 16.30 sulla storia della fotografia), artistico (con una mostra d’arte di Maura Coltorti nel foyer del Teatro Nuovo, anteprima dello spettacolo), cinematografico (con la proiezione del film La verità negata), didattico e formativo (prima con i webinar sul tema della disinformazione a cui hanno partecipato ben 24 classi tra biennio e triennio del polo liceale di Spoleto e poi con la premiazione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni”).

L’attuale situazione d’emergenza ha costretto il Free Wor(l)d Festival a rinviare invece l’incontro spettacolo sulla consapevolezza e l’interpretazione dei mass media a cura di Lorella Zanardo e Cesare Cantù che da Milano per senso di responsabilità hanno preferito non rischiare.

immagini dal convegno sui diritti umani in pratica
immagini dal convegno sui diritti umani in pratica

Il Festival ideato da Valentina Tatti Tonni quest’anno è stato portato avanti con dedizione e passione da parte delle associazioni culturali e di promozione sociale del territorio BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera Spoleto, la Sala Frau e la libreria Ubik.

la mostra fotografica di Emanuela Duranti

Si ringraziano per il sostegno la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, della Fondazione Loreti Onlus e dello Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno; per la collaborazione la sezione umbra di Amnesty International; Spoleat per il partenariato; About Umbria, Classicult, Terni in Rete e Umbria24 per la media partnership; per il patrocinio la Provincia di Perugia, il Comune di Spoleto, l’IIS Sansi Leonardi Volta, Articolo21, l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e Ossigeno per l’Informazione.

seconda free festival
la premiazione Free Wor(l)d Festival con Olga Urbani della Fondazione Loreti Onlus

Spoleto, 19 ottobre 2020

 

 


Spoleto, dal 15 al 18 ottobre un Festival in nome della Disinformazione

Quasi tutto pronto per l’avvio del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si terrà dal 15 al 18 ottobre 2020 in modo itinerante: il filo conduttore di questa seconda edizione è la Disinformazione e ogni evento organizzato, in osservanza delle disposizioni anti-Covid, ruoterà dunque intorno a questo tema. Non mancheranno però intermezzi di intrattenimento come la serata in musica con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini giovedì 15 ottobre alle ore 21.30 presso l’Albornoz Hotel; l’inaugurazione della mostra fotografica di Emanuela Duranti venerdì 16 ottobre alle ore 17.30 presso i locali comunali di via del Mercato; la proiezione del film di Mick Jackson La verità negata alle ore 21.30 presso la Sala Frau sabato 17 ottobre e, infine, lo spettacolo Aletheia presso il Teatro Nuovo in chiusura del Festival domenica 18 ottobre alle ore 18.

Il Free Wor(l)d Festival anche quest’anno affianca le scuole del territorio rappresentando un esempio virtuoso di educazione civica per molti docenti che dimostrano presenza e partecipazione: con le classi iscritte ai webinar della mattina del giovedì (con una lezione dedicata al linguaggio sessista e discriminatorio in collaborazione con il Centro Anti Violenza “Crisalide” di Spoleto e GIULIA Giornaliste) e del venerdì(con una lezione sull’interpretazione e l’analisi dei mass media); con il Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni” che l’IIS Sansi Leonardi Volta ha promosso con l’Associazione Il Contrappunto e la cui premiazione avverrà alla Sala Frau domenica 18 ottobre alle ore 12.

Tanti gli ospiti di questa seconda edizione che arriveranno a Spoleto durante le quattro giornate in programma. La serie di appuntamenti aperti al pubblico del Festival si aprirà giovedì 15 ottobre alle ore 17.30 con Edoardo Lombardi Vallauri, professore ordinario di linguistica presso l’Università Roma Tre interessato di strategie di persuasione, linguistica italiana e giapponese, rapporto tra linguaggio e cervello. Vallauri ha pubblicato a più riprese su questioni di politica universitaria e di nocività della religione, collabora con Rai Radio 3 e i suoi libri sono pubblicati da Il Mulino e da Carocci. Il giorno dopo, venerdì 16 ottobre alle ore 21, atteso è l’incontro spettacolo con la docente e attivista per i diritti delle donne Lorella Zanardo - autrice nel 2009 del documentario Il corpo delle donne che ha rivelato come venisse raccontata la femminilità in tv – e il regista Cesare CantùSchermi, se li conosci non li eviti, questo il titolo del loro incontro che sarà dedicato all’analisi, all’interpretazione e all’uso consapevole dei mass media, quale approfondimento della lezione che la mattina si sarà tenuta nelle scuole. L’incontro spettacolo sarà moderato dalla counselor Cristina Marini.

La mattina di sabato 17 ottobre ci sarà il Talk Cosa è vero e cosa realmente è falso? ispirato ai TED Talks americani, cioè quelle mini conferenze in cui a rotazione e in un tempo stabilito più persone parlano di un certo argomento, dal loro punto di vista.L’argomento in questione è naturalmente centrato sul senso reale della verità e della falsità, alla domanda cercheranno di rispondere l’attivista civica specializzata in relazione pubbliche e Vicesegretaria di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino; la sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese Vera Gheno; la giornalista e presidente di Cittadini Reattivi Rosy Battaglia che si occupa di salute, ambiente, legalità e resilienza; la giornalista di viaggi e turismo di lusso Sara Magro, co-fondatrice del quotidiano di viaggi online The Travel News; l’avvocato, docente universitaria e Segretario Generale del Comitato Interministeriale per i diritti Umani presso il Ministero degli Affari Esteri Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza.

Nel pomeriggio alle ore 17 seguirà il convegno dedicato ai diritti umani in pratica, con la collaborazione di Amnesty International Umbria. Interverranno il giornalista e direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes e Cavaliere al Merito della Repubblica per la sua azione di difesa nei confronti delle vittime di caporalato Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci.

Domenica 18 ottobre alle ore 11 presso la Sala Pegasus ci sarà un incontro con il maestro Lorenzo Salveti, regista e drammaturgo già direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, per un omaggio ad Andrea Camilleri a cura del presidio “Angela Fiume” di Libera Spoleto, con letture a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini e con un contributo video di don Luigi Ciotti.

Si ringraziano per il sostegno la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, la Fondazione Loreti Onlus e lo Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno.

I soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera con il presidio “Angela Fiume”, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con il partenariato di Spoleat, con la media partnership di About Umbria, Classicult, Terni in Rete e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

Il programma aggiornato della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival per la libertà di espressione di Spoleto, sul tema della disinformazione, può essere scaricato qui.

Spoleto festival disinformazione
Locandina della seconda edizione del Free Wor(l)d Festival per la libertà di espressione di Spoleto, sul tema della disinformazione

Si ricorda che tutte le iniziative, ove non specificamente indicato, sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. La prenotazione ai singoli eventi è obbligatoria:

inviando una mail a [email protected]

per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a [email protected]

Per contribuire alla raccolta fondi attiva su Buona Causa >buonacausa.org/cause/festival-freeworld-2020


prima che arrivi l'estate

Prima che arrivi l’estate

Prima che arrivi l’estate racconta di Italo, che vive a Saviore dell’Adamello, la cui vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di nativi americani, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa.

Il film Prima che arrivi l’estate sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante la serata di giovedì 15 Ottobre, nella sezione #cinemaeantropologia.

Prima che arrivi l'estate [OFFICIAL TRAILER] from frameoff on Vimeo.

 

Prima che arrivi l’estate

Nazione: Italia

Regia: Francesco Di Martino

Consulenza scientifica: Matteo Gadola, Annalisa Costa

Durata: 78’

Anno: 2019

Produzione: Frameoff, Documenta, SMKVideofactory

Sinossi:

Italo vive a Saviore dell’Adamello, uno dei paesi più elevati ed estesi della Valle di Saviore, nel territorio montano della Valcamonica, in provincia di Brescia, all’interno del Parco regionale dell’Adamello, dove le bellezze delle antiche incisioni rupestri e le cornici naturali tipiche delle montagne fanno da sfondo al nostro racconto. Italo è una persona umile e molto radicata nel territorio in cui vive, un’anima che interroga la terra e cerca di catturare i messaggi dell’ambiente che lo circonda, uno spirito che intuisce e respira le energie che le guglie dei picchi montani diffondono nella valle, un uomo che medita sul senso dell’abitare questa terra perdendosi nel silenzio. La sua vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di indigeni d’America, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa. Ha così intrapreso un percorso interiore che lo avvicina agli indigeni, attribuendo nuovi significati ai luoghi dove la profondità della terra, la sacralità delle incisioni rupestri e della montagna si fondono in un dialogo che si fa rito per celebrare quest’ultima come essere vivente.

Con strade differenti ma profondamente legate, gli sguardi di Italo e degli indigeni sono destinati a riunirsi in un nuovo viaggio spirituale. L’attesa di questo incontro rende lo scorrere del tempo un viaggio in cui Italo, assaporando ogni attimo del freddo inverno, attende l’arrivo dell’estate e di un capo indiano.

Trailer:

https://vimeo.com/381410476

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

LXVIII Trento Film Festival, settembre 2020.

Informazioni regista:

Francesco Di Martino è un fotografo freelance, nato a Noto (SR), un piccolo paese nel Sud-Est della Sicilia, nel 1982. Nel 2007 è ideatore e autore del progetto collettivo “Impressioni Siciliane (scomposte)”: una mostra di foto, video-installazione e poesie sulla Sicilia sudorientale per la qua­le realizza un tour espositivo a carattere regionale, nazionale e internazionale che nel 2008 ha visto la mostra esposta nelle città di Roma, Bologna, Milano, Helsinki e Monaco di Baviera. Nel febbraio 2008 intraprende la realizzazione di un suo lavoro personale, il film documentario “U Stisso Sangu – storie più a sud di Tunisi”, in qualità di autore, operatore e regista, concepito per essere prodotto e distribuito dal basso. Grazie a questo lavoro, nel 2009 arriva a Scampia per la prima volta ospite del cineforum del GRItDAS. Dopo questo incontro, nel 2010 è ideatore e autore del libro “Sulle Tracce di Felice Pignataro’’, un tributo fotografico a Felice Pignataro, muralista e fondatore del GRIDAS di Scampìa, progetto entrato in produzione grazie a 528 quote prenotate attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com da 220 co-produttori. Dopo un anno, nel maggio 2011, pubblica il libro “I volti del primo Marzo” insieme a Rosario Cauchi, Massimiliano Perna, Giorgio Ruta e Giuseppe Portuesi, (per la Marotta&Cafiero editori). Nel 2015 inizia il suo primo film sulla trilogia della mon­tagna sacra, “Gleno dove finisce la valle” , un film documentario girato in Val di Scalve colpita, nel 1923, da un terribile disastro: il disastro della diga del Gleno. Il lavoro prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano quei luoghi. Nel 2017 presenta il suo nuovo lavoro Scampia Felix film che tenta di offrire uno spaccato, attraver­so la preparazione del corteo di carnevale di Scampia, delle varie anime che lo abitano mostrando un momento collettivo di lotta corale, ciascuno apportando le proprie peculiarità di un lavoro che perdura nel quotidiano e che costituisce la fervida vitali del quartiere Scampia. Attraverso queste esperienze, con un gruppo di amici, fonda il collettivo Frameoff con cui sta sviluppando diversi progetti filmici dal 2011 ad oggi.

Informazioni sulla casa di produzione:

https://www.frameoff.it/

https://www.smkvideofactory.com/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/il-regista-di-noto-francesco-di-martino-al-trento-film-festival-con-prima-che-arrivi-l-estate/366217/366768

Scheda a cura di: Fabio Fancello

prima che arrivi l'estate


Festival per la Libertà di Espressione: la seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

FESTIVAL FREE WOR(L)D PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

La seconda edizione a Spoleto dal 15 al 18 ottobre

 

Dopo il successo della prima edizione il Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione - nato a Spoleto l’anno scorso con l’idea di rimettere al centro le persone attraverso la cultura e l’informazione - giunge a una seconda edizione ricca di contenuti e di relazioni. È sfidando le difficoltà imposte dall’attuale emergenza sanitaria da Covid-19 che il Direttivo coordinato da Valentina Tatti Tonni ha voluto, con impegno e dedizione, proporre in quattro giornate dal 15 al 18 ottobre 2020 un Festival tematico intitolato alla Disinformazione per essere così presente sul territorio, in modo itinerante, con una serie di eventi pensati per la collettività.

Si inizia a pieno ritmo la mattina di giovedì 15 ottobre 2020 con un incontro, pur a distanza, con le scuole: in collaborazione con il Centro Anti Violenza di Spoleto il confronto con gli studenti dei primi due anni delle superiori sarà tenuto dalla pedagogista Adelaide Coletti e dalla presidente di GIULIA Giornaliste Silvia Garambois sul tema dei linguaggi sessisti e discriminatori e sul Manifesto di Venezia. Nel pomeriggio presso l’Albornoz Hotel verrà presentato il libro La lingua disonesta di e con Edoardo Lombardi Vallauri, docente di linguistica presso l’Università Roma Tre; in serata sempre all’Albornoz è previsto il concerto del noto e apprezzato Trio Francioli, Marino, Scarabottini.

La mattinata con le scuole verrà replicata venerdì 16 ottobre 2020 alla presenza della docente e scrittrice Lorella Zanardo e del regista Cesare Cantù con l’obiettivo di fornire agli studenti degli ultimi tre anni delle superiori strumenti utili all’interpretazione e all’educazione dei mass media. Il format della Zanardo – Schermi, se li conosci non li eviti – esportato in tutta Italia come incontro e spettacolo proseguirà in serata presso l’Albornoz Hotel e diretto ad un pubblico più ampio interessato all’uso consapevole dei media. Nel pomeriggio nella sala comunale sita in via del Mercato sarà invece inaugurata la mostra Il pozzo dei desideri della fotografa pluristimata nella regione Emanuela Duranti.

Nel fine settimana si entrerà nel vivo del Festival e della Disinformazione come tema conduttore con due convegni, entrambi presso l’Albornoz Hotel. Ad aprire i lavori, sabato 17 ottobre 2020, sarà un confronto aperto a cui parteciperanno nello stile dinamico dei Ted Talks (rispondendo tutti dal loro punto di vista alla domanda Cosa è vero e cosa realmente è falso?) la Vicesegretaria generale di CittadinanzAttiva Anna Lisa Mandorino, la sociolinguista Vera Gheno, la giornalista e presidente di “Cittadini Reattivi” Rosy Battaglia, la giornalista collaboratrice de Il Sole 24Ore su Viaggi e Turismo Sara Magro, l’avvocato esperta di diritto internazionale Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza. Nel pomeriggio seguirà il convegno sui diritti umani in pratica con il direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci. Sempre sul tema, in serata alla Sala Frau, verrà proiettato il film (prezzo del biglietto: 5 euro) diretto da Mick Jackson La verità negata.

Festival Libertà espressione seconda

Domenica 18 ottobre 2020, ultima giornata del Festival Free Wor(l)d 2020, in mattinata alla Sala Pegasus un omaggio ad Andrea Camilleri a un anno dalla sua scomparsa con la partecipazione del regista e drammaturgo Lorenzo Salveti: verranno letti brani scelti a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini con un contributo video di don Luigi Ciotti. A seguire alla Sala Frau si svolgerà la cerimonia di premiazione della prima edizione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni” destinato alle terze e quarte classi delle scuole superiori di secondo grado, proseguito nonostante le misure di contenimento da Covid-19 solo grazie alla tenacia e alla passione dei docenti che negli studenti hanno profuso interesse, promosso dall’Associazione Il Contrappunto e dall’IIS Sansi Leonardi Volta. Infine, alle ore 18 presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Festival è lieto di proporre a conclusione di questa sua seconda edizione lo spettacolo teatrale (prezzo del biglietto: 10 euro) Aletheia: teatro di voci e corpi di donne con la regia di Fabiana Vivani, insieme a una mostra d’arte di Maura Coltorti.

Festival Libertà espressione seconda

soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera con il presidio “Angela Fiume”, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con la collaborazione della sezione umbra di Amnesty International, con il partenariato di Spoleat, con il sostegno della Fondazione Loreti Onlus e dello Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno, con la media partnership di Classicult e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

Si rammenta che tutte le iniziative, ove non specificamente indicato, sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Nel rispetto delle disposizioni vigenti anti-Covid nei luoghi chiusi è fatto obbligo di indossare la mascherina mantenendo la distanza di sicurezza.

La prenotazione ai singoli eventi è obbligatoria: inviando una mail a [email protected]

Per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a [email protected]

Per contribuire alla raccolta fondi attiva su Buona Causa >buonacausa.org/cause/festival-freeworld-2020

 

Si può scaricare il programma qui.

 

Comunicato stampa e immagini (foto edizione 2019) dal Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione


Milano: la mostra “Nudo armato” di Stefano Iannuso

01 Ottobre - 23 Dicembre 2020

Marset showroom, via dell’Annunciata, 29, Milano dal lunedì al venerdì h: 9 - 13 / 14.30 - 18.30

Vernissage:

01.10.2020 a partire dalle 17:00h

Nel rispetto delle norme anticovid, l’ingresso è consentito ad un massimo di 10 persone per volta.

Le visite si terranno con turni alle h: 17:00, 18:00, 19:00, 20:00.

Si prega di prenotare via whatsapp al numero 349-2664771 (Angelo De Grande) indicando il totale dei partecipanti e l’orario di visita.

Stefano Iannuso Nudo armatoDopo mesi di paure e incertezze, in attesa di riprendere il progetto Art in Light, Marset Italia e Sudestasi contemporanea continuano la loro collaborazione e presentano Stefano Iannuso - “Nudo armato”, personale fotografica dell’artista siciliano con base a Milano, a cura di Sarah Campisi nello showroom Marset in via dell’Annunciata, 29.

Più di ogni altra cosa, questo periodo ci ha fatto riflettere intensamente sul concetto di casa, l’importanza dello spazio che ci costruiamo intorno e sul ruolo che investe nella nostra vita e nella serenità della nostra esistenza.

Nudo armato” indaga e cerca di sviscerare queste sensazioni tramutate in convinzioni, mettendo in relazione due tipologie di fotografia apparentemente opposte, ma in realtà molto, forse troppo, simili.

Il minimalismo delle architetture, le geometrie asettiche delle facciate, la sinuosità dei corpi nudi, l’intimità delle curve, trovano il loro spazi all’interno dei saloni marset dove i contrasti del bianco e nero delle fotografie trovano piena armonia con il light design dell’azienda catalana.

 

Stefano Iannuso

Siracusano con base a Milano, inizia la sua ricerca fotografica nel 2013 da autodidatta. Con un linguaggio espressivo basato sull’uso del bianco e nero, dai contrasti forti e definiti, trova il suo spazio a Milano, dove vive e lavora, dopo 5 anni passati a Londra.

La sua produzione spazia dalla street photography, all’architettura, ai ritratti per arrivare ai nudi rigorosamente senza volto.

I dettagli di palazzi, corpi, volti, familiari all’immaginario collettivo, si decontestualizzano nel minimalismo della composizione e diventano specchio di quel sentimento di spaesamento alla perenne ricerca della bellezza in una società in profondo mutamento che riflette le nuove generazioni.

 

Si ringrazia l'organizzazione per locandina e comunicato stampa della mostra “Nudo armato” di Stefano Iannuso


Jess Kohl Anime Salve

ANIME SALVE. A series of photographs by Jess Kohl

ANIME SALVE
A series of photographs by Jess Kohl
11-27 settembre 2020

PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Via dei Mille, 60, 80121 Napoli (NA), Italia

PAN è aperto dalle 9:30 alle 19:00 ogni giorno eccetto i martedì. La domenica è aperto dalle 9:30 alle 14:30, ingresso gratuito. L’accesso è consentito previa prenotazione al link http://ingressi.comune.napoli.it

Anime Salve Jess Kohl

Collettivo Zero è lieto di annunciare la mostra fotografica ANIME SALVE, la prima personale italiana della regista e fotografa inglese Jess Kohl, progetto di ShowDesk, a cura di Collettivo Zero, con la collaborazione del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo di Napoli e dal PAN - Palazzo delle Arti di Napoli.

© Jess Kohl

Le opere presentate mostrano una parte di un progetto ancora in corso, che terminerà con il primo documentario della Kohl, che approfondisce l’interesse dell’artista verso l’identità di genere e le studio di comunità marginali. Nata in seguito ad una residenza d’artista organizzata dall’associazione ShowDesk, la mostra Anime Salve presenta uno studio intimo della non conformità di genere in una città dove la spiritualità e la sessualità hanno da sempre convissuto, ma soprattutto in un contesto in grande trasformazione come quello di Scampia.

© Jess Kohl

Attratta dalla cultura napoletana per il suo atteggiamento storicamente liberale nei confronti della queerness, la Kohl delinea un nuovo ritratto della tradizionale figura del femminiello napoletano. Le opere seguono le vite di cinque individui, quasi tutti residenti a Scampia, ripresi nella loro intimità e molto spesso in un ambiente domestico. Come Alessia, che viene ritratta insieme alla sua anziana madre Amalia, con cui vive. La situazione delle due donne, molto unite fra loro, cambia e si adatta come le architetture che le circondano: a Marzo 2020, infatti, inizia l’abbattimento di una delle quattro Vele. Documentare la vita di queste persone per diversi anni, ha permesso alla Kohl di mostrare come la vita di un singolo individuo possa adattarsi ad enormi cambiamenti.

La mostra, che prende il nome da un celebre album di Fabrizio De André, si apre con delle fotografie in bianco e nero, le quali ritraggono gli edifici delle vele e i cambiamenti che la zona di Scampia ha subito negli ultimi anni, in particolare con l’abbattimento di tre dei quattro edifici delle Vele. Successivamente, in altri scatti sono presenti altri soggetti, caratterizzati dalla compresenza di queerness e religiosità, caratteristiche presenti in tutte le opere successive. Una sala, infatti, è stata trasformata in una sorta di Santuario, dove l’artista mostra diverse immagini di edicole votive trovate tra i vicoli di Napoli.

Jess Kohl Anime Salve
© Jess Kohl

Tracciando un collegamento tra la tradizione dei femminielli e la vita moderna della comunità trans, Kohl include immagini scattate al Matrimonio della Zeza, un antico rituale che si svolge ogni anno nella città di Pagani in Campania. Si tratta di un finto matrimonio tra due uomini, celebrato con passione dagli abitanti del luogo.

La personale si chiude con due corti realizzati in super 8, che mostrano dei ritratti eseguiti a Napoli e in India a Koovagam, dove ogni anno si celebra un rito religioso dove partecipano delle donne transgender. L’accostamento di questi due video fa si che lo spettatore metta a confronto due realtà, geograficamente molto distanti, ma culturalmente unite e simili.

Jess Kohl (1989 Londra, Regno Unito) è una regista e fotografa britannica. Il suo lavoro sposa uno stile intimo e crudo con un’attenzione particolare alla cultura giovanile globale e alle comunità emarginate. Laureatasi alla Central St Martins con il massimo dei voti, Jess ha successivamente conseguito un master alla Goldsmiths University. Ha rapidamente scavato una nicchia nel settore, creando forti narrazioni emotive che raccontano le storie esistenti ai margini della società. Che si tratti della strana scena underground ebrea del Regno Unito o di un gruppo di punk filipinos ribelli che vivono sotto la “guerra alle droghe” del presidente Rodrigo Duterte, o di evidenziare il contrasto tra indiani e occidentali, il lavoro di Jess mostra un chiaro talento nel creare film che documentano coloro che cercano accettazione nelle loro comunità, religioni, razze e cultura.

Jess Kohl Anime Salve PAN

ANIME SALVE. A series of photographs by Jess Kohl
11-27 settembre 2020

Con grande piacere Collettivo Zero è lieto di invitarvi a visitare la mostra fotografica Anime salve, prima personale italiana della fotografa e regista inglese Jess Kohl. I lavori esposti nascono dal progetto di residenza dell'artista a Napoli frutto di una collaborazione sinergica con l’associazione ShowDesk, impegnata da tempo nell'organizzazione di residenze per artisti, studenti, curatori, galleristi e appassionati d'arte.

L'artista inglese presenta il suo ultimo progetto realizzato tra le vele di Scampia, mostrandoci il lato più intimo della comunità dei femminielli napoletani, fortemente legata a un territorio ricco di contraddizioni, dove la non conformità di genere ha incontrato il sacro, diventando tradizione. 

La mostra promossa dal comune di Napoli avrà sede al PAN - Palazzo delle arti Napolidall’11 al 27 settembre 2020 e sarà visitabile dal lunedì al sabato: h 10:00 – h 19:00 (ultimo ingresso h 18:00); la domenica: h 10:00 – h 14:00 (ultimo ingresso h 13:00).

L’accesso è consentito previa prenotazione al link http://ingressi.comune.napoli.it.

È consentita la prenotazione per max 4 visitatori per indirizzo email. Ogni indirizzo può effettuare max 1 prenotazione a settimana. Al momento della visita va fornito, in forma cartacea od elettronica, il codice di conferma riportato sul modulo di prenotazione.

Previa verifica della disponibilità è possibile prenotarsi anche prima di accedere al PAN, collegandosi al link e procedendo alla registrazione secondo le modalità indicate. 

Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, sono state attivate le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19. L'accesso e la permanenza all'interno di tutte le sedi dell'Istituzione è facilitato dalla presenza di segnaletica specifica, anche direzionale.

Inoltre: 

  • durante la visita, per l'intero periodo di permanenza all'interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale (2 metri), evitando affollamenti;
  • l'uso della mascherina è obbligatorio;
  • saranno posizionati dispenser di gel igienizzante all'ingresso della struttura;
  • per l'accesso alle sale espositive è previsto l’ingresso contingentato.

 

 

Testi e immagini da Collettivo Zero sulla personale fotografica “Anime Salve” di Jess Kohl.


Anime Salve al PAN: personale fotografica di Jess Kohl

ANIME SALVE AL PAN
PERSONALE FOTOGRAFICA DI JESS KOHL

Anime Salve Jess KohlNapoli - Debutto partenopeo della fotografa e regista inglese Jess Kohl: le sale del Loft al Palazzo delle Arti Napoli (PAN - Via dei Mille, 60 – 80121 Napoli) si apriranno venerdì 11 settembre 2020 alla sua prima mostra fotografica italiana dal titolo “Anime Salve” e resteranno disponibili al pubblico fino a domenica 27 settembre 2020. Le opere fotografiche selezionate presenteranno al pubblico il suo ultimo progetto realizzato tra le vele di Scampia, un interessante e particolare sguardo dell’obiettivo aperto sulla comunità dei femminielli e delle sue contraddizioni.

La mostra personale di Jess Kohl nasce da un progetto di ShowDesk, un’organizzazione indipendente che dà supporto ai giovani artisti emergenti nella promozione del loro lavoro. Gratuità, spirito di condivisione e cooperazione sono i principi fondanti di questo progetto open source. 

La mostra è curata da Collettivo Zero: un collettivo curatoriale indipendente costituitosi nel 2019 tra i banchi dell’Istituto Europeo di Design a Roma, unendo dei giovani provenienti da diverse città italiane. Composto da Sveva Ventre, Gianluca Sensale, Andrea Pastore, Ilaria Lely, Rita Roberta Esposto, Chiara Di Giorgio, Enrica Mariani e Alice Broggini, è un gruppo eterogeneo di storici dell’arte, architetti, archeologi, educatori all’arte e laureati in Beni Culturali, accomunati da una forte passione per l’arte in ogni sua forma. La sua apertura ai più disparati temi, con una particolare attenzione alla visuale contemporanea, lo ha portato ad essere l’anima portante ed organizzatrice della personale di Jess Kohl.

L'artista negli ultimi anni si è occupata di raccontare, attraverso reportage fotografici e cortometraggi, alcune comunità considerate marginali, dai punk filippini agli Hijras indiani. Attraverso una scenografia ben definita e raccontata senza elementi superflui, le fotografie della personale al PAN rappresenteranno soggetti reali e lasceranno trapelare una realtà poco conosciuta nel suo aspetto più intimo e non ancora documentato. L’opera fotografica di Jess Kohl si allontana da modelli più volte abusati e noti per condurre chi guarda in un contesto quotidiano: un parco, un balcone e sullo sfondo, sempre riconoscibile, il complesso delle vele di Scampia.

«È tutto pronto e, dopo un intenso lavoro, riteniamo che la mostra sarà originale ed interessante – dichiarano gli 8 membri di Collettivo Zero – sotto certi aspetti sarà anche sorprendente. Con la mostra proponiamo un percorso che, allontanandosi dallo stereotipo, vuole avvicinare gli sguardi e la sensibilità di ciascuno a un quotidiano ricco di storie diverse, raccontate in un percorso tematico che sicuramente sveleremo e sarà svelato in modo chiaro ai visitatori. È una mostra che si racconta e si può raccontare, ma è soprattutto da vedere e godere. Vi invitiamo tutti al PAN».

Testo e foto da Collettivo Zero sulla personale fotografica “Anime Salve” di Jess Kohl.


ARA GÜLER. Istanbul vista attraverso le foto in bianco e nero del maestro turco

Nominato uno dei sette fotografi migliori al mondo dal British Journal of Photography Yearbook e insignito del prestigioso titolo di “Master of Leica”, il maestro turco Ara Güler approda a Roma con una mostra monografica dedicata ai suoi scatti in bianco e nero. La tappa romana arriva al Museo di Roma in Trastevere dal 30 gennaio al 3 maggio 2020, dopo le esposizioni alla Galleria Saatchi a Londra, alla Galleria Polka a Parigi, al Tempio di Tofukuji a Kyoto, nell’ambito del vertice del G-20, e alla Alexander Hamilton Custom House a New York in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’ONU, prima di continuare il suo percorso a Mogadiscio.

La mostra è promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e presentata dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler. Sponsor principali dell’iniziativa sono Halkbank Ziraat Bank, media sponsor i quotidiani Sabah e Daily Sabah e la compagnia aerea ufficiale la Turkish Airlines. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.

Lucido osservatore della storia e società turca, il fotografo di origine armena, scomparso poco più di un anno fa, ha lasciato in eredità un archivio di oltre due milioni di foto, alcune delle quali si potranno vedere nella tappa romana del tour.

La mostra è composta in gran parte dalle fotografie di Istanbul scattate da Ara Güler a partire dagli anni ’50, periodo fondamentale in cui fu reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’Agenzia Magnum e divenne corrispondente per il Vicino Oriente prima per Time Life nel 1956, e poi per Paris Match e Stern nel 1958. Le 45 vedute in bianco e nero della città presenti in mostra costituiranno una preziosa testimonianza di un’umanità ormai quasi cancellata dalla memoria e si affiancheranno ad una sezione, composta da 37 immagini in tutto, dedicata ai ritratti di personaggi importanti del mondo dell’arte, della letteratura, della scienza e della politica: da Federico Fellini a Sophia Loren, da Bernardo Bertolucci ad Antonio Tabucchi, da Papa Paolo VI a Winston Churchill.

Ara Güler era “un marchio globale” per la sua professione a tutti gli effetti – dichiara il Presidente Recep Tayyip Erdoğan – La sua maestria è comprovata dal fatto che tutti i personaggi più importanti degli ultimi 65 anni, che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra memoria collettiva con le loro lotte politiche, la loro leadership come uomini di Stato, le loro idee, la loro arte e la loro sensibilità, furono immortalati dal suo obiettivo. È un motivo di grande orgoglio per l’intera nazione vedere le sue fotografie, scattate nel corso di una lunga carriera, che iniziò nel 1950 e durò fino al suo ultimo respiro, esposte ancora oggi nelle sezioni più prestigiose di mostre, collezioni e raccolte in ogni angolo del mondo. Il viaggio artistico di Ara Güler, che mise Istanbul, dove fu nato e cresciuto, al centro della sua vita e della sua arte, racchiude in sé una sintesi della nostra storia recente. Lo ricorderemo sempre con profondo rispetto come una delle più edificanti testimonianze della figura del “vero artista” nel nostro Paese, con il suo linguaggio originale, avvincente e prolifico, libero da ogni forma di bigottismo.


FRAMMENTI. Le fotografie di Stefano Cigada

La serie “FRAMMENTI”, realizzata dal fotografo Stefano Cigada, potrebbe sembrare, ad un primo sguardo, una raccolta di fotografie in bianco e nero su soggetti di statuaria classica; in realtà se ci soffermiamo con maggiore attenzione esse ci rivelano altro.

Quella allestita dalla curatrice Jill Silverman van Coenegrachts, nel Museo di Roma in Trastevere (Piazza di Sant’Egidio), è la prima mostra personale del fotografo autodidatta che, dopo aver viaggiato per raccontare il resto del mondo ritorna nel suo paese ritrovando una vecchia passione: quella per la classicità e per l’antico, riportata in vita dalla conoscenza del mercante di antichità David Cahn a Basilea.

Non si tratta in questo caso di voler fotografare le statue e i reperti prodotti dalle civiltà classiche nella loro perfezione formale, bensì di catturare la loro forma attuale, quella che il passare del tempo ha modificato, rendendole appunto incompleti “frammenti”.

 

Il percorso mostra presenta una nuova serie di ventuno stampe in bianco e nero che permettono allo sguardo di posarsi su alcuni particolari delle sculture prese in esame, ponendone in risalto le parti danneggiate, ferite e mancanti; un nucleo coerente di opere il cui soggetto è molto più ampio di quanto successivamente esposto.

Alla maniera di Monet che affittò una stanza appositamente per osservare i cambiamenti che la luce naturale provocava sulla facciata ovest della cattedrale di Rouen e raffigurarla nelle diverse sfumature cromatiche che questa assumeva, Cigada durante il suo processo creativo manifesta la necessità di visitare più volte uno stesso museo, un determinato oggetto. Come il fotografo racconta, si tratta di una vera e propria ossessione che lo ha portato, e lo porta, ad aggirarsi per le stanze di vari musei e a visitare più volte uno stesso luogo o un oggetto, senza mai stancarsi; un’ossessione che allo stesso tempo crea un profondo mutamento nello stato d’animo di colui che osserva.

Le fratture e l’incompletezza cambiano al cambiare dell’incidenza della luce sulle superfici e all’alternarsi delle stagioni, - ci spiega Cigada stesso - in momenti differenti del giorno e dell’anno. La materia è colpita e accarezzata dalla luce ed è in un determinato istante, che il fotografo percepisce qual è l’attimo perfetto da afferrare e sa che proprio quel momento è IL momento. “Non appena prima, non un secondo dopo.”

Tutto questo rende il lavoro di Cigada un lavoro non “sulle statue” ma sul tempo e sul movimento, che nell’esaltare i frammenti di statue attraverso frammenti fotografici ci restituisce un’indagine raffinata e colta sull’ambivalenza e sull’incompletezza dell’esistenza stessa.

Il percorso espositivo è suddiviso in tre ambienti e le stampe sono realizzate con sofisticate tecniche di stampa in Fine Art, una lavorazione che soddisfi precisi requisiti e garantisca una serie di specifiche quali la durata nel tempo senza decadimenti qualitativi e il massimo rendimento nella stampa, dove nulla viene lasciato al caso; sono poi contornate da cornici di colore nero - per le quali il fotografo si è affidato all’atelier di Bartoli (RE).

 

Neppure i passepartout vengono utilizzati, ma il vetro è di tipo antiriflesso e non risulta a contatto con l’immagine; è invece posizionato a circa 0,5 cm dalla fotografia - e non entra in contatto con essa - per cercare di aggirare il riflesso dell’illuminazione artificiale.

Tutte queste soluzioni ci rivelano la vera vocazione dell’opera: quella di essere contemplata sotto la luce naturale.

 

 

 

        

 

 

La mostra sarà visitabile dal 22 gennaio al 15 marzo 2020 al Museo di Roma in Trastevere.
L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è curata da Jill Silverman van Coenegrachts.
L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.

Tutte le foto della mostra FRAMMENTI di Stefano Cigada sono scattate da Ilaria Lely.


“Chernobyl: l’ombra lunga. Fotografie di Gerd Ludwig”

Gerd Ludwig nasce a Alsfeld in Germania nel 1947. Dopo aver studiato con il maestro della fotografia tedesca Otto Steinert inizia la sua collaborazione professionalmente con i più importanti magazine tedeschi e americani come Time, Life, Stern e Spiegel. Nel 1990 firma un contratto con il National Geographic per un progetto che riguarda i cambiamenti sociali e i problemi ambientali dell’Ex Unione Sovietica. Per 10 anni fotografa e testimonia la dissoluzione dell’URSS. Tra i vari siti visitati nel 1993 si reca a Chernobyl, luogo diventato simbolo della fine del Comunismo Sovietico, la cui catastrofe viene considerata pietra miliare del fotogiornalismo di fine millennio. Nel 2005, durante il suo secondo viaggio, sarà il primo fotografo occidentale a scendere nei meandri della centrale fino anche al reattore 4 ancora contaminato. 

On April 26, 1986, the nuclear accident at the Chernobyl Nuclear Power Plant in Ukraine contaminated thousands of square miles, forcing 150.000 inhabitants within a 30km zone to hastily abandon their homes. Nineteen years later, the still empty school and kindergarten rooms in Prypyat- once the largest town in the zone with 49.000 inhabitants – bear witness to the sudden and tragic departure.

Il disastro di Chernobyl avvenne infatti il 26 aprile 1986 all’una e ventitre del mattino, presso la centrale nucleare denominata V.I. Lenin. Si tratta del peggior disastro nucleare della storia, disastro che ebbe ripercussioni non solo in Unione Sovietica ma anche in Europa Occidentale. Le radiazioni, grazie ai venti favorevoli, raggiunsero Scandinavia e gran parte degli stati europei gettando nel panico la popolazione. Le cause del disastro sono da attribuire alla cattiva progettazione della centrale e all’errore umano. Durante un test di sicurezza, infatti, il personale della centrale commise numerosi errori che portarono ad un aumento della potenza con conseguente esplosione e incendio del reattore numero 4.

The contaminated control room of Unit #4, where the engineers
caused the fatal meltdown that resulted in the world's largest
nuclear accident to date. A radiation worker is monitoring the area. Pictures of my guide Julia and me in one of the Unit #4 monitoring rooms.

Dopo la prima visita, Gerd Ludwig si è recato a Chernobyl anche nel 2011 e 2014 per completare il suo lavoro e testimoniare, con la sua macchina fotografica, non solo lo stato della centrale, ma anche la vita della gente, l’ambiente circostante nonché l’attrazione esercitata da Chernobyl sui cosiddetti Disaster Tourists, ovvero i turisti attratti dai luoghi dei disastri. Quello di Gerd Ludwig è un occhio quasi poetico che ci permette di cogliere, spesso in un'unica immagine, diversi elementi: la fragilità della vita umana (le ripercussioni del disastro sono evidenti sui corpi anche dei bambini nati oggi), dell’ambiente in cui viviamo e allo stesso tempo la necessità dell’approvvigionamento energetico sempre più impellente nel mondo nel quale viviamo. Tutto questo mentre la natura attorno alla centrale si sta ripopolando di animali di ogni specie i quali, grazie all’assenza dell’uomo, hanno trovato un habitat se non ideale quantomeno idoneo alla loro esistenza.

La mostra (23 gennaio – 15 febbraio) si compone di 14 fotografie scattate all’interno e all’esterno della centrale di Chernobyl. Si tratta della presentazione di un progetto di più ampio respiro sulla fragilità del mondo in cui viviamo e sullo sfruttamento delle risorse energetiche che sfocerà in una ampia mostra personale di Gerd Ludwig che si terrà nel 2020 in una importante sede museale italiana.