Prossimi eventi di aprile al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Scopri i prossimi eventi a Villa Giulia - Aprile 2019 


Piazzale di Villa Giulia 9, Roma
Apertura: dal martedì alla domenica Orari: 9-20 (ultimo ingresso ore 19)
[email protected]beniculturali.it
Telefono: 063219698 


Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Aprile 2019CONFERENZA

Roma o morte

Mercoledì 10 aprile 2019 ore 17.45
Sala della Fortuna 

Conferenza a cura dell'Associazione AMUSE sulla Repubblica Romana (1849) e sulla sua caduta, con particolare riferimento alle battaglie tra l'esercito francese e i difensori condotte lungo la via Flaminia, da Ponte Milvio alle mura di Porta del Popolo.
Relatori: prof. Carlo De Bac e arch. Andrea Ventura

Ingresso libero in Sala della Fortuna consentito fino ad esaurimento posti.
Ingresso al Museo secondo bigliettazione vigente.


Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Aprile 2019PRESENTAZIONE LIBRO FOTOGRAFICO

Il risveglio degli Etruschi/The Awakening of Etruscans 
di Enzo Trifolelli

Giovedì 11 aprile 2019 ore 17.00
Sala della Fortuna
Intervengono con l'Autore: Marcello Forgia, Francesca Ceci, Stephan Steingräber,
Roberto Salbitani, Gianpiero AscoliIngresso libero in Sala della Fortuna consentito fino ad esaurimento posti.
Ingresso al Museo secondo bigliettazione vigente.

LABORATORIO DIDATTICO

ANIMALI FANTASTICI

Sabato 13 aprile 2019 ore 16.00
Sale espositive del Museo  

Siete pronti per un viaggio avventuroso fra animali fantastici e figure eroiche della mitologia antica?

Sabato 13 aprile alle 16 vi aspettiamo per esplorare un mondo animato da creature sovrannaturali ed eroi mitologici. Una visita guidata fra le opere del Museo che ci mostrano la dimensione ultraterrena dei popoli antichi. E poi tutti in laboratorio a disegnare con la creatività il proprio animale fantastico.

Prenotazione obbligatoria entro le ore 16.00 di venerdì 12 aprile

Costo del laboratorio: 6 euro a bambino; 4 euro a partire dal secondo figlio.
Per info e prenotazioni: tel. 06 8803562 - 333.9533862. E-mail: [email protected][email protected]

 

 

 


VISITA GUIDATA

Fasceggiate Romane al Museo di Villa Giulia 

Primo appuntamento
Domenica 14 aprile 2019 ore 10.30 

Visita guidata alla mostra 'Mæternità. Maternità e allattamento nell'Italia antica' allestita nelle sale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 2 giugno. Ci accompagneranno la dr.ssa Maria Cristina Richiardi, storica dell'arte e guida turistica di Roma, e le Ostetriche di Nascere e Crescere.
Un'iniziativa per bimbi in fascia, col passeggino, mano nella mano con mamma, papà, nonni, zii... e per tutta la famiglia!
La visita guidata è compresa nel costo del biglietto di ingresso al Museo 

Per info e prenotazioni [email protected] 0625392753 - 3482546591


Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Aprile 2019

PRESENTAZIONE LIBRI

Dialoghi di Archeologia - 6° incontro

Mercoledì 17 aprile 2019 ore 17.00
Sala della Fortuna

Dialoghi di Archeologia di primavera torna il 17 aprile per parlare dell’affascinante figura di Heinrich Schliemann che nel 1858 compie il suo primo viaggio in Italia da turista e uomo di affari. Non è ancora il personaggio famoso che il mondo celebrerà come lo scopritore di Troia.
Quale è stato il rapporto tra lo studioso tedesco e l’Italia? Quali i suoi contatti con gli ambienti accademici nazionali, ma anche con personalità del mondo della politica e della cultura? Con noi per rispondere a queste e molte altre domande ci sarà Massimo Cultraro che presenterà il suo nuovo libro: “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia. Heinrich Schliemann e il suo viaggio in Italia”.

Ingresso in Sala della Fortuna libero e consentito fino ad esaurimento posti
Ingresso al Museo secondo bigliettazione ordinaria

 


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QUESTA SETTIMANA L'OPERA DI #ETRUScopri"Urnetta cineraria da Cerveteri - Necropoli della Banditaccia - 550-510 a. C."

 

Raccontiamo di un'opera che faceva parte di un corredo funerario legato alla sfera femminile, ma ben poco sappiamo della defunta cui era destinata e alcune incertezze si hanno sulla sua datazione. Certo è che siamo di fronte a un oggetto rarissimo, dotato di un significato simbolico molto forte in rapporto sia alla nascita che alla morte. In questo video vi offriamo una sua possibile interpretazione...

 


“Transizione”: la scomparsa della cultura contadina ungherese nelle foto di Péter Korniss

“TRANSIZIONE”: la scomparsa della cultura contadina ungherese nelle immagini del grande fotografo Péter Korniss

A due anni dalla retrospettiva in patria arriva dal 10 aprile al 2 giugno al Museo di Roma in Trastevere la personale dell’artista magiaro

Péter Korniss mostra fotografica Transizione Museo di Roma in Trastevere Ungheria
Péter Korniss, Ad una fiera di Natale/At a Christmas Fair (2012)

Roma, 5 aprile 2019 – Considerato una delle personalità più significative della fotografia contemporanea ungherese, Péter Korniss approda a Roma con la mostra intitolata Transizione in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 10 aprile al 2 giugno. L’esposizione, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese.

La mostra curata da Krisztina Kovácsdirettore della Galleria Várfok di Budapest, si concentra principalmente sulla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell'Europa orientale e si compone delle più emblematiche fotografie realizzate dall’artista nella sua lunga carriera. Dai suoi prima scatti del villaggio ungherese della Transilvania Szék (in romeno Sic), realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17), Korniss ha rappresentato con occhio attento i cambiamenti e i segni irreversibili che la globalizzazione ha lasciato sulla cultura e sulla vita familiare delle comunità dei villaggi rurali.

Péter Korniss, Davanti agli scaffali/In Front of the Bookshelves (2015)

Divisa in quattro sezioni, allestite in ordine cronologico, la mostra vuole mettere in risalto lo sforzo coerente e il lavoro coscienzioso che hanno caratterizzato la carriera di Korniss per cinquanta anni, sottolineando al contempo la sua forte sensibilità fotografica, costantemente ravvivata e rinnovata nel tempo. Si comincia con la sezione del chiostro in cui prende vita il primo capitolo della mostra dal titolo Il passato 1967 – 1978, per poi proseguire con la seconda parte intitolata Transizione 1989 – 2016. Il terzo capitolo, invece, è dedicato completamente alla nota serie The Guest Worker, incentrata sulla vita dei pendolari tra la Transilvania e l’Ungheria. Queste opere, realizzate tra il 1979 e il 1988, sono ormai pietre miliari della fotografia – come la celebre immagine degli Armadietti per alimenti degli operai – la cui potenza espressiva offre ancora oggi spunti validi per gli artisti contemporanei ungheresi. L’esposizione si conclude poi con la quarta e ultima parte dal titolo Guest Worker Women a Budapest 2012 – 2015, con le fotografie più recenti dell’artista dedicate alle donne transilvane provenienti dal comune Szék (in romeno Sic), che lavorano a Budapest indossando ancora oggi i loro abiti tradizionali rossi.

PÉTER KORNISS

Korniss ha lavorato come fotoreporter per la stampa ungherese così come per altre riviste internazionali, tra cui il National GeographicGEO MagazineAironeFortuneForbes. Dal 1977 è stato membro della giuria del World Press Photo per tre anni.

Come fotografo documentarista ha trascorso più di cinquant’anni a registrare il modo di vivere e la cultura contadina in via di estinzione. Dalla fine degli anni ’70 ha iniziato a concentrarsi sulla vita dei pendolari e ha seguìto la vita di András Skarbit per oltre un decennio. La serie The Guest Worker (1988) è stata il primo progetto fotografico a lungo termine nella scena artistica ungherese ed è stata esposta in tutto il mondo, tra cui Monaco di Baviera, Stati Uniti, Praga, Bratislava, e una selezione è stata anche in mostra alla Royal Academy of Art di Londra.

Sui suoi progetti sono stati pubblicati dei libri importanti: Heaven’s Bridegroom (1975)Passing Times (1979)The Guest Worker (1988)Inventory (1998)Attachment (2008) e Continuing Memories (2017).

Le sue fotografie, esposte in diverse gallerie e musei in sedici paesi, sono reperibili nelle seguenti collezioni: Museo Ungherese della Fotografia (Kecskemét, Ungheria), Musée Nicephore Niépce (Chalon-sur-Saône, Francia), National Science and Media Museum (Bradford, Regno Unito), Museo Déri (Debrecen, Ungheria), Museo Laczkó Dezső (Veszprém, Ungheria), Galleria Nazionale Ungherese (Budapest, Ungheria), Getty Research Center (Los Angeles, Stati Uniti), The Archive of Modern Conflict (Toronto, Canada).

SCHEDA INFO

Mostra Péter Korniss: Transizione

Luogo Museo di Roma in Trastevere,

Piazza S. Egidio,1/b 00153 Roma

Apertura al pubblico 10 aprile – 2 giugno 2019

Inaugurazione 9 aprile 2019, ore 18.00

Orario Museo Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00

La biglietteria chiude alle ore 19.00

24 e 31 dicembre 10.00 – 14.00

Chiuso lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019, giorno di Pasquetta in cui il museo darà aperto al pubblico), 25 dicembre , 1 gennaio e 1 maggio.

Biglietteria Tariffe non residenti:

Intero: € 6,00

Ridotto: € 5,00

Tariffe residenti:

Intero: € 5,00

Ridotto: € 4,00

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla Mostra

Acquistando la MIC Card, al costo di € 5,00 ingresso illimitato per 12 mesi

Salvo integrazione se presente altra mostra

Promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

SPONSOR SISTEMA

MUSEI IN COMUNE

Media Partner Il Messaggero

Info Mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodiromaintrastevere.it

www.museiincomuneroma.it, www.zetema.it

 

 Testi e immagini da Ufficio stampa Accademia d’Ungheria in Roma e Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura

 


Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere

"Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950": la mostra al Museo di Roma in Trastevere

Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, alla scoperta del Perù e delle sue trasformazioni attraverso le immagini dei più grandi fotografi del paese sudamericano

Al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio

Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere
Campesino cusqueño. Cesar meza 1945

Roma, 1 aprile 2019 – Il racconto della trasformazione di un paese attraverso le immagini dei suoi fotografi più significativi. Prende il via al Museo di Roma in Trastevere Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, la mostra promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata del Perù in Italia, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, che sintetizza sessanta anni di storia e cambiamenti del paese sudamericano in un percorso espositivo ricco di punti di vista differenti.

Il Perù, considerato una delle culle di civiltà del mondo, ha vissuto nel corso degli anni una mutazione sociale a seguito della progressiva accoglienza di popolazioni provenienti dall’Europa, dall’Africa e dall’Oriente. Questo scenario post-coloniale, che ha coniugato storie di conquista e migrazione con gli elementi sociali, culturali e geografici di un intero paese, ha rappresentato fonte di ispirazione per numerose espressioni artistiche, fotografia compresa.

La collezione, allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio, permette di rivivere questo processo di costruzione attraverso lo sguardo di maestri come Max T. VargasMartín ChambiCarlos y Miguel VargasJuan Manuel Figueroa Aznar,Sebastián RodríguezBaldomero Alejoso Walter O. Runcie, per citarne solamente alcuni dei più importanti in questa selezione. Un gruppo di eminenti creatori visivi che ha aperto la strada alla creazione di una tradizione fotografica peruviana utilizzando la macchina fotografica come mezzo per ritrarre, comprendere e interpretare il paese.

Grazie alle loro immagini – e a tante altre simili – il Perù, come lo conosciamo oggi, è emerso come una realtà comprensibile. Gli autori presenti in mostra hanno contribuito, ognuno con la propria cifra stilistica, alla costruzione di una identità nazionale raffigurando oltre alle meraviglie naturali del territorio, i grandi monumenti del passato precolombiano e le tradizioni ancestrali, compresi i conflitti sociali di una società in trasformazione, l’espansione dell’economia capitalista e le aspirazioni alla modernità di un intero popolo.

La mostra itinerante è stata già esposta in diverse città del mondo tra cui Hong Kong, Beijing, Shanghai, Seúl, Ottawa, Bangkok, Montreal, Madrid, Kuwait, Cairo, Ankara, Marrakech, Lyon, e, prossimamente, approderà a Parigi.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Roma nella camera oscura fotografia mostra Museo di Roma

Mostra fotografica "Roma nella camera oscura"

Roma nella camera oscura

In mostra al Museo di Roma le fotografie della città dall’Ottocento a oggi

In occasione dei 180 anni dalla nascita della fotografia

una straordinaria selezione di immagini provenienti dall’Archivio Fotografico

Museo di Roma

27 marzo 2019 – 22 settembre 2019

Roma nella camera oscura fotografia mostra Museo di Roma
Nello Ciampi (1890-1980) Coppia in via dei Fori Imperiali, 1958, stampa ai sali d’argento

Roma, 26 marzo 2019 – Con circa 320 immagini conservate nelle ricche raccolte del proprio Archivio Fotografico, il Museo di Roma a Palazzo Braschi celebra i 180 anni della nascita ufficiale della fotografia con la mostra Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi, uno straordinario excursus negli ambiti più significativi della storia fotografica della capitale prima dell'avvento del digitale.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 27 marzo al 22 settembre 2019, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Flavia Pesci e Simonetta Tozzi. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo De Luca Editori d’arte.

Suggerendo diversi percorsi di visita, la mostra muove dagli esordi della fotografia in città – con artisti attivi già a ridosso dell’invenzione della nuova tecnica –, attraversa le epoche che videro mutare sempre più radicalmente il volto della città, per giungere, senza soluzione di continuità, all’opera di artisti viventi, che hanno operato in un significativo rapporto con Roma Capitale.

La mostra è anche l’occasione per rendere noto il lavoro di molti autori rimasti anonimi, qui valorizzati per la prima volta come fotografi “di ricerca”.

Vari sono i livelli di lettura proposti: dalla possibile ricostruzione della storia e dell’evoluzione delle tecniche fotografiche alla comprensione del ruolo specifico svolto da tanti artisti in base alla tipologia del proprio lavoro, fino alla possibilità di “leggere”, secondo nuove e moltiplicate chiavi interpretative, la città stessa, in un percorso storico-fotografico che illustra globalmente il contesto visivo di Roma.

Il racconto per immagini si snoda per 9 sezioni dedicate alle diverse tematiche, declinazioni e tecniche, di questo affascinante processo.

Si parte con Sperimentare con la luce: nascita e progressi della fotografia in cui si alternano il dagherrotipo, la carta salata e l’albumina, esplorati dai primi fotografi – Giacomo Caneva, Frédéric Flachéron, Eugène Constant, Alfred-Nicolas Normand, James Anderson, Robert MacPherson , veri pionieri che si spostavano tra città e campagna con ingombranti attrezzature, spesso accompagnati da pittori, ponendosi in piena continuità con l’arte del proprio tempo.

Il rapporto con l’antico è a Roma immancabilmente fondamentale: la successiva sezione, Documentare l'Antico: percorsi tra le rovine, racconta come la nuova tecnica sia stata presto utilizzata anche nell’indagine archeologica, incentrata fin dagli esordi sulle vestigia classiche e sui principali monumenti della città. 

In una selezione concentrata sul valore quasi puramente simbolico del luogo di culto per eccellenza della cristianità, le immagini proposte nella sezione Centro della cristianità lasciano emergere la Basilica di San Pietro in alcune caratteristiche sue peculiari: da un lato nell’aspetto più solenne e ufficiale, con la grandiosa cupola michelangiolesca che sovrasta la città e il cui armonioso profilo è ormai parte integrante della cultura visiva di tutti i romani; dall’altro nella sua anima quasi “familiare”, che si rivela negli scorci più nascosti di vita quotidiana all’interno delle mura vaticane, nelle grandi riunioni di piazza in lunga attesa di eventi storici o semplicemente della benedizione papale.

Quarta tappa della visita la sezione Vie d’acqua: la presenza del fiume e le fontane monumentali con diverse immagini che rappresentano il condizionamento operato nei secoli dalla presenza dell’acqua del Tevere in particolare, ma anche degli acquedotti e delle fontane. A seguire, Un eterno giardino: Roma tra città e campagna documenta il patrimonio naturalistico ancora straordinario di Roma, nell’opulenza di giardini e parchi.

Il percorso espositivo prosegue con la sezione dal titolo La nuova capitale: dai piani regolatori di fine Ottocento alla città moderna, dedicata alle trasformazioni urbanistiche che nei secoli mutarono il volto dell’Urbe, per adeguarla dapprima al ruolo di nuova capitale d’Italia, poi di ideale palcoscenico del regime fascista, o per renderla infine la città moderna che tutti conosciamo. Questi mutamenti sono rappresentati in mostra da una serie di artisti: dopo i fotografi delle demolizioni, le opere di Nello Ciampi, che per trent’anni illustrò con le proprie immagini la rivista «Capitolium», contribuendo a trasformare radicalmente il mestiere del fotografo, fino alle riprese di Oscar Savio, che fino agli anni Settanta documentò l’edilizia cittadina in una nuova concezione della fotografia d’architettura.

Largo spazio è riservato anche alla quotidianità della vita romana: nella settima sezione, Occasioni di vita sociale, la fotografia si fa tramite di una modalità specifica di comunicazione della storia sociale che, fino ai giorni nostri, restituisce l’immagine della città in tutta la sua vivacità. Si alternano, dunque, immagini che abbracciano sia eventi celebrativi e ufficiali sia le occasioni più popolari dei mercati o delle feste. Oltre alle riprese di Adolfo Porry Pastorel, padre del fotoreportage in Italia, e a quelle di Nello Ciampi, si espongono le riprese degli operatori dell’Archivio Storico dell’Ufficio Stampa di Roma Capitale, degli anni Sessanta e Settanta.

Celebri performance di artisti, come quelle di Joseph Beuys e Keith Haring, sono documentate in lavori fotografici specifici, mentre importanti committenze da parte del Comune di Roma arricchiscono il patrimonio fotografico civico con le immagini della città colte attraverso lo sguardo di alcuni dei più grandi fotografi del nostro tempo, quali Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Mario Cresci, Roberto Koch.

Attraverso lo specchio: negativi su lastra di vetro propone, in una suggestiva presentazione, una serie di lastre ottocentesche in vetro retro-illuminate.

Il percorso si chiude nelle sale al pianterreno con la sezione Ritratti dedicata alla fotografia di figura, con ritratti di personaggi famosi, modelli in posa e interni di studi d’artista ottocenteschi, ma anche con tableaux vivants, i “quadri viventi” di grande fortuna tra fine Ottocento e primo Novecento, che sottolineano ulteriormente il rapporto di stretta complementarietà affermatosi anche a Roma tra fotografia e pittura.

Gli studenti della Scuola di fotografia della Rome University of Fine Arts (RUFA), coordinati da tre docenti, realizzeranno un’installazione che, con l’uso di video originali, voci e suoni della metropoli, farà rivivere la vita culturale della capitale attraverso i suoi protagonisti, da Pasolini a de Chirico, da Remo Remotti a Schifano.

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Crotone: mostra "Planet vs Plastic" con le foto di Randy Olson

Mostra fotografica

Planet vs Plastic

Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson

Crotone - Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Fino al 3 marzo 2019

Fino al 3 marzo 2019, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, rimarrà aperta al pubblico la mostra fotografica Planet vs Plastic Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson.

Le opere di Randy Olson, fotografo del National Geographic, ritraggono i forti contrasti che la nostra terra è costretta a vivere, causa l’insensata pressione che l’umanità esercita su un sistema fragile ma anche estremamente ricco per varietà di specie viventi, risorse, paesaggi che contribuiscono a rendere il nostro pianeta unico. Proprio la biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo ha il dovere di preservare l’ambiente per le generazioni future. A partire dai nostri territori. Un invito quindi rivolto a tutti e a ciascuno!

Il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, diretto da Gregorio Aversa, è afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello.

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OpenHeArt

Napoli: iniziano le attività di OpenHeArt, incontrando le nuove generazioni

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, iniziano le attività di OpenHeArt

44 giovani partecipano al progetto di sperimentazione creativa

Fotografia, grafica, video ed allestimenti per realizzare una mostra a Villa Pignatelli

OpenHeArt

Napoli, 14 febbraio. Il MANN incontra le nuove generazioni: al via al Museo Archeologico di Napoli OpenHeArt, un originale progetto di sperimentazione creativa intorno alla fotografia, alla grafica e alla produzione video.

Il progetto, che coinvolge 44 giovani napoletani inoccupati tra i 18 e i 29 anni, è stato realizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli in collaborazione con il Museo Pignatelli, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, l’associazione AZTeCA, l’associazione Pianoterra, l’associazione OcchiAperti, Incontri Internazionali d’arte ed il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, vincitore del bando  Prendi Parte! Agire e pensare creativo ideato dalla Direzione Generale Arte Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l'inclusione culturale dei ragazzi nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il percorso intrapreso, articolato in quattro laboratori gratuiti della durata di otto mesi, culminerà il prossimo autunno in una mostra a Villa Pignatelli (Casa della Fotografia) e si avvarrà, tra gli esperti coinvolti per le attività didattiche, del fotografo Antonio Biasiucci, artista che già dal 2012 porta avanti un percorso sperimentale dedicato ai giovani.

Saranno quattro i laboratori previsti: Photo Lab - Laboratorio fotografico a cura di Antonio Biasiucci per la realizzazione delle opere da esporre; Graphic Design Lab - Laboratorio di grafica, condotto da Alessandro Leone per la progettazione ed esecuzione del materiale di comunicazione; Videomaking Lab - Laboratorio di produzione video, guidato da Ra­ffaele Iardino per la documentazione audiovisiva del percorso creativo; Exhibition Lab - Laboratorio di allestimento, con un percorso portato innanzi da Denise Maria Pagano per la progettazione e l’allestimento della mostra conclusiva.

I laboratori si svolgeranno presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Piazza Museo 19, Napoli), il  Museo Pignatelli (Villa Pignatelli, via Riviera di Chiaia 200, Napoli) e lo  Studio fotografico Biasiucci (via Tribunali 186, Napoli).

Mercoledì 13 febbraio, nella sala conferenze del MANN, si è tenuto, alla presenza del direttore del Museo Paolo Giulierini, il primo incontro di orientamento con la partecipazione di tutti i ragazzi selezionati. Gli allievi sono stati accolti dal responsabile del progetto Andrea Milanese (MANN), dagli esperti e dai tutor dei quattro laboratori.  I ragazzi coinvolti sono residenti nei quartieri napoletani Stella, San Carlo all’Arena e in zone limitrofe della III Municipalità.

Il MANN fa rete con il territorio e con le istituzioni culturali partenopee perché veicolare messaggi culturali significa formare cittadini consapevoli: per questo, i giovani sono i principali destinatari dei tanti percorsi formativi messi in atto dal Museo”, ha commentato, durante l’incontro, il Direttore Paolo Giulierini.

Testo e immagine da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN


World Presso Photo 2018 Ronaldo Schemidt mostre fotografia

Gli scatti del World Press Photo 2018 in mostra all'ex Borsa Valori di Torino

125 paesi. 4.548 fotografi delle maggiori testate internazionali (National Geographic, The New York Times, Le Monde, Reuters, El Paìs, Bbc, solo per citarne alcune). 73.044 immagini proposte. Questi i numeri della partecipazione di quest’anno alla sessantunesima edizione del concorso più prestigioso al mondo di fotoreportage, il World Press Photo.

Dal 12 ottobre al 18 novembre all’ex Borsa Valori di Torino sono andati in mostra 312 scatti dei 42 fotografi vincitori che hanno realizzato le foto migliori nell’anno 2017, fornendo un importante contributo al giornalismo visivo di qualità, nell’ambito di otto differenti categorie: Contemporary Issues, Environment, Nature, General News, Long-Term Projects, People, Sport, Sport News.

(Sport). Nikolai Linares (Danimarca). 18-22 febbraio 2017: da sinistra: una nuova generazione di toreri si esercita nell’arena di Almería; tre ragazzi di 16 anni si preparano ad allenarsi con tori veri in un ranch di Albacete, a. 350 chilometri da Almería, presso cui si sono recati appositamente per fare esperienza; Quique, Danni ed Emilio, tutti di 12 anni, indossano gli abiti tradizionali dei giovani aspiranti toreri; due ragazzi che frequentano la scuola si esercitano per strada di sera.

La giuria, diversa ogni anno, è indipendente dalla Fondazione World Press Photo ed è composta da illustri esponenti della fotografia (quest’anno: Marcelo Brodsky, Whitney C. Johnson, Jérôme Huffer, Eman Mohammed, Thomas Borberg, Bulent Kilic e Magdalena Herrera).

I partecipanti devono rigorosamente attenersi al codice etico del concorso e le istantanee sono giudicate in base alla capacità di comunicare un autentico, coinvolgente e accurato spaccato del mondo. Gli scatti vincitori sono successivamente sottoposti ad un severo processo di verifica al fine di garantire l’attendibilità delle scene riprese dai fotografi.

(Sport News). Ronaldo Schemidt (Venezuela, Agence France-Presse), World Press Photo of The Year. 3 maggio 2017: José Víctor Salazar Balza (28 anni) prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia nel corso di una manifestazione di protesta contro il presidente Nicolás Maduro a Caracas, in Venezuela.

Il fotografo che ha realizzato la migliore World Press Photo of The Year è stato Ronaldo Schemidt (Venezuela, Agence France-Presse): l’istantanea cattura un ventottenne che prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia durante una manifestazione di protesta nel maggio 2017 a Caracas contro il presidente Nicolás Maduro.

(Sport). Erik Sampers (Francia). 14 aprile 2017: partenza di una tappa della Marathon des Sables (Maratona delle Sabbie) che si svolge nel deserto del Sahara, nel sud del Marocco. La “Maratona delle Sabbie” si corre su una distanza di circa 250 chilometri a temperature che possono raggiungere i 50 gradi. I partecipanti devono trasportare i propri zaini contenenti il cibo, l’occorrente per la notte e altro materiale. La prima edizione della Marathon des Sables si è svolta nel 1986 con 186 concorrenti. Oggi questo evento sportivo attira più di 1000 partecipanti provenienti da circa 50 paesi.

La Fondazione World Press Foto, indipendente e senza fini di lucro, opera nella sua sede di Amsterdam da più di sessant’anni come entità creativa, promuovendo il fotogiornalismo in tutto il mondo, impegnandosi nella libertà di espressione, informazione e inchiesta. Nata nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi organizzò un concorso internazionale per presentare il proprio lavoro ad un pubblico globale, oggi rappresenta il più importante e prestigioso concorso di fotoreportage, le cui foto vincitrici vengono esposte in una mostra itinerante ospitata in più di 100 città in 45 paesi.

 

 


Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso, scomparso improvvisamente lo scorso 26 settembre

Il 16 novembre dalle ore 19 verrà celebrato l’artista con un incontro alla presenza di colleghi e amici e la proiezione del suo ultimo film Le Cicale

 Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari Le Cicale

Roma, 14 novembre 2018 – A circa un mese dalla sua scomparsa, la Casa del Cinema di Roma porge i suoi saluti ad uno dei più apprezzati fotografi e documentaristi italiani: Emiliano Mancuso. Il prossimo 16 novembre alle ore 19 verrà ricordato in un incontro moderato dal vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini durante il quale interverranno i colleghi che lo hanno affiancato nella lavorazione del suo ultimo documentario Le cicaleFederico Romano, co-regista dell’opera, la montatrice Aline Hervé, il montatore del suono Giuseppe D’Amato, la produttrice Giulia Tornari e uno dei protagonisti Giuseppe Ricciardi. Al termine seguirà, per la prima volta a Roma, la proiezione del film.

 Nato a Roma nel 1971, dopo una laurea in filosofia e una specializzazione in estetica, Emiliano Mancuso sceglie la fotografia come mezzo espressivo per documentare la società contemporanea e le sue criticità. Dal 2009 entra all'Agenzia Contrasto e negli anni collabora con importanti testate nazionali e internazionali.

Nel 2011 pubblica il libro Stato d’Italia, un affresco in bianco e nero del nostro Paese durante gli anni della crisi nell’era berlusconiana. Nello stesso anno si dedica all’insegnamento e diventa direttore del Master in Fotogiornalismo contemporaneo presso Officine Fotografiche a Roma.

Nel 2012 è membro fondatore dell'associazione Zona e il suo percorso professionale evolve verso il linguaggio dell'audiovisivo e del documentario. Nel 2014 realizza il suo primo documentario Il diario di Felix sulla comunità di Casa Felix, nella periferia est di Roma, che ospita minori con problemi familiari e penali. Il lungometraggio viene selezionato al Festival dei Popoli edizione 2015 nella sezione Panorama ed è nominato nello stesso anno al Globo d’oro  come miglior documentario.

Nel 2018 realizza con Federico Romano il documentario Le cicale (doc, Italia, 2018, 70'), film dedicato agli anziani che vivono con la pensione minima nella città di Roma, selezionato in concorso al Festival Visioni dal mondo.

Quando l'estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha  sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l'inverno?

Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena "età del riposo". Per tutti, quando l'inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste 'cicale' loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi.

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“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

Nelle Sezioni Affreschi e Mosaici, 41 creazioni fotografiche incontrano il passato

In una città antica deserta e bellissima, si muovono figure misteriose: sono i “Fantasmi a Pompei”, che Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla raccontano con quarantuno scatti, in esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 31 ottobre 2018 (vernissage alle 17) all’8 gennaio 2019.

I due fotografi intraprendono il proprio percorso creativo perdendosi nelle strade dell’antica Pompei e fissando, con l’obiettivo, scorci di rovine e paesaggi all’ombra del Vesuvio: pochissime le presenze umane, come se la città fosse sospesa nel tempo, immune dal flusso turistico che ne caratterizza la dimensione quotidiana alle soglie del terzo millennio.

Il momento successivo della ricerca è offerto dallo studio degli affreschi e dei mosaici del MANN: nelle sale dell’Archeologico, gli scatti si concentrano, piuttosto, sui personaggi, sugli uomini e le donne che popolarono la creatività degli artisti di un tempo.

Le tecnologie digitali fanno il resto: le raffigurazioni pittoriche e le decorazioni musive vengono ritagliate e rese evanescenti, in modo da risultare sovrapposte e sospese nel magico scenario di Pompei.

“Abbiamo immaginato di chiudere gli occhi lasciandoci trasportare dalla fantasia; abbiamo passeggiato per le antiche strade, accompagnati da una misteriosa melodia e dagli spettri che tornavano nella propria dimora”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, ripercorrendo l’iter che li ha condotti alla realizzazione della mostra “Fantasmi a Pompei”.

Così, grazie al fotomontaggio, una giovane donna, mentre allatta il suo bambino, è protetta dallo sguardo lontano, eppur presente, di una mamma d’un tempo; una ragazza fuoriesce da un antico dipinto per accarezzare un cagnolino; alcune magiche figure femminili fluttuano in un cielo nuvoloso che racchiude, come appesantito da una moderna eruzione, le colonne ed i tetti di Pompei.

“Allestendo Fantasmi a Pompei, abbiamo accostato le creazioni fotografiche di Dario Assisi e Riccardo Cipolla ad alcune opere della sezione mosaici ed affreschi: in tal modo, l’incontro tra passato e presente produce suggestioni immediatamente percepibili agli occhi di un visitatore che sceglie un approccio emozionale all’opera d’arte”, afferma il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

 


Roma: mostra fotografica "Calcata... una storia di disobbedienza"

Mostra fotografica

CALCATA...una storia di disobbedienza

Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia,

19 Ottobre-2 dicembre 2018

Venerdì 19 ottobre, alle ore 12.00, nella sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giuliasi inaugura nella Sala Venere, al piano nobile del Museo, la mostra fotografica: “Calcata…una storia di disobbedienza”, promossa dal Comune di Calcata, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la British School at Rome, con il Patrocinio dell’Archivio di Stato di Viterbo e con il contributo dell’Aerofototeca Nazionale (Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione).

Dopo il grande riscontro di pubblico ottenuto a Calcata a partire dallo scorso giugno nello storico locale del “Granarone”, l’edizione romana si arricchisce dei riferimenti alla storia del Museo, la cui nascita e la cui formazione, alla fine dell’Ottocento, si intrecciano con le scoperte archeologiche condotte nel territorio di Calcata.

Nella mostra sono presentate oltre sessanta immagini fornite sia dalle Istituzioni coinvolte sia da alcune delle persone che da anni vivono a Calcata.

Ad esse è dato il compito di raccontare la storia recente del centro, segnata dal Regio Decreto che nel 1935 ne vorrebbe imporre l’abbandono, ma che rappresenta invece il punto di partenza di un inedito modello sociale di convivenza.

Fanno da sfondo alla storia del centro, alle trasformazioni del suo paesaggio e alle scene di vita quotidiana, le campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza e dall’Accademia inglese, che hanno indagato, a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, l’antico centro falisco di Narce e il suo territorio, contribuendo a delineare la storia e l’identità culturale di questa porzione di territorio al di là della riva destra del fiume Tevere.

La mostra sarà introdotta nella Sala della Fortuna da una breve presentazione del dott. Valentino Nizzo (Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia), della dott.ssa Margherita Eichberg (Soprintendente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale), del prof. Stephen J. Milner (Direttore della British School at Rome, della dott.ssa Sandra Pandolfi (Sindaco del Comune di Calcata) e dell’architetto Paolo Portoghesi.

La mostra, allestita nella Sala Venere, al piano nobile del Museo, sarà aperta al pubblico fino al 2 dicembre 2018 nei consueti orari di apertura (9.00-20.00), con ingresso compreso nel biglietto di visita.

Testo e immagine da Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia