Le più antiche rappresentazioni di eruzioni dalla Grotta di Chauvet-Pont d’Arc

10 Gennaio 2016
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Nella Grotta di Chauvet-Pont d’Arc, nel dipartimento francese dell'Ardèche, ci sarebbero le più antiche rappresentazioni di eruzioni vulcaniche.
Queste immagini apparentemente astratte, a forma di cascata (o spray, a seconda di come le si vuole vedere), furono ritrovate per la prima volta nel 1994, tra quelle raffiguranti gli animali dell'epoca. Un nuovo studio ha interpretato questi disegni astratti come raffigurazioni preistoriche del fenomeno naturale, sottolineando come già dall'entrata della grotta in questione sarebbe stato possibile osservare attività vulcaniche dell'area, 36 mila anni fa.
Fino ad oggi, quelle dell'Hasan Däg dalla Turchia centrale erano considerate come le eruzioni più antiche ad essere rappresentate (otto-novemila anni fa), sui murali della celebre Çatalhöyük.
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[Dall'Abstract:] Tra i dipinti e le incisioni ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc (Dipartimento dell'Ardèche, Francia), diversi segni dalla peculiare forma spray sono stati precedentemente descritti nella Galleria Megaloceros. Qui si documenta l'occorrenza di attività vulcanica di tipo stromboliano collocata a 35 km a nord ovest della grotta, e visibile dalle colline sopra l'entrata della grotta. Le eruzioni vulcaniche sono state datate, utilizzando 40Ar/39Ar, tra 29 ± 10 migliaia di anni e 35 ± 8 migliaia di anni (2σ), che si sovrappone con il 14C AMS e le età della termoluminescenza per le prime occupazioni della grotta nella Galleria Megaloceros. Il lavoro fornisce le prime prove di un'intensa attività vulcanica tra 40 e 30 migliaia di anni nella regione del Bas-Vivarais, ed è molto probabile che umani viventi nell'area dell fiume Ardèche testimoniassero una o diverse eruzioni. Si propone che i segni a forma di spray ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc possano essere le più antiche rappresentazioni note di eruzione vulcanica, predatando di più di 34 milioni di anni la descrizione di Plinio il Giovane dell'eruzione del Vesuvio (79 d. C.) e di 28 migliaia di anni il murale scoperto a Çatalhöyük, nella Turchia Centrale."
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Omaggio a Edith Piaf al Teatro di Villa Torlonia

OMAGGIO A

EDITH PIAF

NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA

(19 dicembre 1915)

IMMAGINE GUIDA 

TEATRO DI VILLA TORLONIA

SABATO 19 DICEMBRE 2015 ore 19

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo  060608

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Cento anni fa, il 19 Dicembre 1915, per la strada, su un marciapiede di rue Belleville a Parigi nasceva Edith Piaf, la “voce di Francia”, la grande interprete della canzone, forse la più grande nell’Europa del Novecento.
Roma Capitale, il Museo Parigino a Roma, Viva Musica e Nixi.it, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia, le renderanno  omaggio  sabato 19 dicembre alle 19,00, nella splendida cornice del  Teatro di Villa Torlonia con un concerto e una mostra. Padrino della serata,  il noto attore francese Philippe Leroy.
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Francia: una fossa di seimila anni fa da Bergheim

10 - 12 Dicembre 2015 - 12 Gennaio 2016
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Una fossa circolare di seimila anni fa, profonda due metri, ci parla probabilmente di terribili avvenimenti avvenuti allora presso Bergheim, nel Dipartimento dell'Alto Reno in Alsazia.
La deposizione di resti umani all'interno di fosse circolari è diffusa nell'Europa Centrale e Occidentale, tra il 4500 a. C. e il 3500 a. C. circa.
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Francia: malattie del cuore del sedicesimo secolo dal Convento dei Giacobini a Rennes

2 Dicembre 2015
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Nelle fondamenta del Convento dei Giacobini a Rennes (anche noto come Convento della Bonne-Nouvelle), si ritrovarono delle tombe datate tra la fine del sedicesimo e gli inizi del diciassettesimo secolo.
All'interno di queste, le famiglie delle élite posero dei cuori in piombo: dentro di questi vi erano proprio i cuori preservati dei defunti, che oggi sono stati riesaminati da ricercatori. Nonostante le difficoltà correlate al fatto che gli organi erano imbalsamati (anche se molto ben preservati), gli studiosi hanno potuto verificare la presenza di malattie come l'arteriosclerosi, e segni di ostruzione delle arterie.
Link: RSNA - Radiological Society of North America; Live ScienceThe History Blog.
Vista del cortile interno del Convento dei Giacobini a Rennes, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Pymouss.
 


Paesi Bassi: tesoro di lettere ci racconta storie di rifugiati e gente comune

13 - 30 Novembre 2015
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Nel 1926 un baule di pelle di foca fu acquisito dal Museum voor Communicatie presso L'Aja, nei Paesi Bassi. Nel contenitore si trovava una raccolta di 2600 lettere, delle quali era venuto in possesso Simon Veillaume - meglio noto come Simon de Brienne - una figura al centro delle attività postali europee nel diciassettesimo secolo. Le lettere sono datate al periodo compreso tra gli ultimissimi decenni del Seicento e il 1707, data della morte del direttore delle poste.
Ai tempi si pagavano cospicue spese postali e di consegna: Simon de Brienne e sua moglie Maria Germain conservarono le lettere di coloro che non le ricevettero perché ad esempio morti, assenti o non interessati. Il baule è perciò stato ribattezzato "salvadanaio" (spaarpotje). Le lettere non sono censurate né revisionate, seicento non furono mai neppure aperte.
Per preservare le lettere e renderle sicure ad occhi indiscreti, diverse tecniche furano poi adottate (gli studiosi parlano di "letterlocking"). Le lettere erano protette non solo dai sigilli (anche multipli), ma pure da piegatura e chiusura. La privacy era importante anche allora. Le lettere son quasi tutte in Francese, ma pure in Olandese, Svedese, Danese e Inglese.
Si tratta di un vero e proprio tesoro, che ci racconta oggi la storia di gente comune da tutta Europa, e in particolare quella dei rifugiati francesi del diciassettesimo secolo. I rifugiati erano Ugonotti, protestanti che sfuggivano ai disordini e alle persecuzioni da parte del Re cattolico Luigi XIV. Nelle loro lettere vi è spesso un senso di perdita e abbandono, oltre che di separazione. Le altre storie che sono raccontate sono semplici ma straordinarie: vi è il marito fannullone, la cantante che si scopre incinta e chiede aiuto all'amante che rifiuterà la lettera, genitori preoccupati dei propri figli.

È possibile vedere le lettere sul sito dedicato.

Link: Brienne.orgIl Bo; WNPR; L'Express; The History BlogArchaeology News Network via AFP; Live Science.
Dipinto di John Everett Millais, Amanti Ugonotti nel giorno di San Bartolomeo, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da DieBuche.
 


I contenuti di una scatolina del diciassettesimo secolo, senza neppure aprirla

27 Ottobre - 6 Novembre 2015
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I contenuti di una piccola scatola in metallo (appena 4 cm) del diciassettesimo secolo sono stati rivelati, senza neppure aprirla.
Questo è stato possibile grazie a una nuova potente tecnica a raggi X, simile a un potente scanner medico. Il reperto proveniva da una delle 1500 tombe al di sotto della Chiesa di St. Laurent a Grenoble.
Gli studiosi si dicono ottimisti per quanto riguarda le possibilità di impiego che la nuova tecnica offre, e sicuramente si può già apprezzare la straordinaria qualità dei dettagli.

Link: ESRFThe History Blog
Il Museo e la Chiesa di St. Laurent a Grenoble, foto di Frédérick Pattou (Musée archéologique de Grenoble), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Mag2.


Francia: polemiche per i restauri alla Cattedrale di Chartres

19 Ottobre 2015
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I restauri della Cattedrale Notre-Dame de Chartres hanno suscitato vive polemiche negli Stati Uniti, riverberatesi poi in Francia. Le critiche cominciarono a dicembre dell'anno scorso, con uno scritto di Martin Filler su The New York Review of Books.
Nel frattempo, è cominciata una petizione che ha raccolto oltre 500 firme. I critici si sono detti scioccati, e hanno definito "scandaloso" e "irresponsabile" il rifacimento della Cattedrale. I restauri (cominciati nel 2009 e il cui termine è previsto per il 2017) cercherebbero di riproporre i colori originali.
Per Martin Filler si evidenzierebbe il mancato rispetto delle linee guida della Carta di Venezia per il restauro e la conservazione di monumenti e siti del 1964. Altre voci hanno invece definito il lavoro svolto a Chartres come attento, rispettoso e responsabile.
La Cattedrale, parzialmente costruita a partire dal 1154 e poi ricostruita dopo l'incendio del 1194 e fino al 1250, è nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Link: UNESCO; The New York Review of BooksThe New York TimesThe Telegraph; Daily Star; The Local.frScience Daily via AFP
La Cattedrale Notre-Dame de Chartres, foto di Tony Hisgott (https://www.flickr.com/photos/hisgett/3775516933/in/photolist-6KCvDx-qxc9Tj-NycCx-j86MY3-6L1Lbp-6KttZF-4sPm8J-qxiHj8-6hP2ru-4Gx5G-5acmjD-5ah9xu-5ahf43-5abqXP-5afFzE-5acbhD-6KxCNU-nPzqSV-6Ktuy8-bqcxxT-6FE5e9-SucE-6FE24E-6FAwfx-5pTmjs-6FDWWA-6FDVRy-7LQjpw-hbC69b-Sudz-a1pTWi-a1q5NF-a1sDR1-7LLnbz-bT379-a1sDDN-6hGPrG-6Qr4vL-6FMbRc-a1pMHi-7yMqj5-6FAzuP-7yMqpb-a1q4Rz-mySZN-9SZBPL-6FzZN6-c6utdo-9SWNb4-6FzTr2/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da FlickreviewR 2.
 


Inghilterra: resti della nave Holigost presso il fiume Hamble

12 Ottobre 2015
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Il relitto della nave Holigost (Inglese moderno Holy Ghost, Spirito Santo), sarebbe stato ritrovato nel fiume Hamble, presso Southampton, in Inghilterra.
Si tratta della seconda delle quattro "grandi navi" che accompagnarono Enrico V d'Inghilterra nel suo piano di rottura del potere navale francese, e nella seguente fase di conquista. La Holigost si unì alla flotta inglese il 17 Novembre 1415, costruita a partire dalla nave spagnola Santa Clara, nave catturata tra il 1413 e 1414. Fu la nave ammiraglia del Duca di Bedford e servì in due battaglie importanti della Guerra dei Cent'anni.
Oltre a sette cannoni e varie armi, la nave portava 200 uomini di equipaggio, in aggiunta ai soldati: ci doveva essere dello spiacevole sovraffollamento.
La scoperta sarebbe attribuibile allo storico dott. Ian Friel, il cui libro è stato appena pubblicato. Ad essa è seguito l'interessamento di Historic England che ha proceduto a proteggere il sito per ulteriori studi.
Link: Historic England; Archaeology News Network.
Enrico V Lancaster, opera di ignoto, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da MaiDireLollo~commonswiki.
 


Egitto: statuetta in legno dell'Antico Regno rimpatriata dalla Francia

23 Settembre 2015

Statuetta in legno dell'Antico Regno rimpatriata dalla Francia
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L'Aeroporto Internazionale del Cairo testimonierà all'inizio dell'Ottobre prossimo il ritorno di una statuetta proveniente dalla Francia che data ai tempi della VI Dinastia e che fu rubata dal magazzino del Museo di Saqqara. Così ha dichiarato il dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
Il processo di rimpatrio, ha chiarito Eldamaty, è stato ottenuto con la cooperazione dell'Ufficio Culturale Egiziano a Parigi; il possessore ha mostrato la volontà di restituire l'oggetto archeologico al Ministero delle Antichità una volta certo del furto dall'Egitto.
Da parte sua, il Direttore Generale del Dipartimento delle Antichità Rimpatriate del Ministero della Antichità, Ali Ahmed ha riferito che la statuetta è alta circa 33 cm e che rappresenta una donna distesa con le sue braccia allungate in avanti in una posizione molto armoniosa. Questa tipologia di statuette, ha commentato Ahmed, rappresenta nella maggior parte dei casi strumenti cosmetici. Ahmed ha aggiunto che una commissione scientifica del Museo Egizio è stata costituita per ricevere la statuetta al suo arrivo all'Aeroporto Internazionale del Cairo.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

9 Settembre 2015

Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

Nuove analisi mostrano che le provviste di pesce essiccato erano reperite in luoghi distanti come le acque islandesi e possibilmente persino transatlantiche. I Ricercatori dimostrano come il boom nel commercio del pesce contribuì ad alimentare la crescita della Marina Inglese, e viceversa.

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Una nuova analisi degli isotopi stabili e del DNA antico delle ossa delle provviste dal magazzino, recuperate dal relitto della Mary Rose, nave da battaglia di epoca Tudor, che affondò al largo della costa dell'Inghilterra meridionale nel 1545, ha rivelato che il pesce conservato nei depositi fu pescato in acque sorprendentemente distanti: la parte settentrionale del Mare del Nord e le zone di pesca dell'Islanda – nonostante il fatto che l'Inghilterra avesse industrie ittiche ben sviluppate nel sedicesimo secolo.

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