Il primo Pasolini, le poesie in dialetto a Casarsa

Una delle opere più affascinanti della seconda metà del '900: le poesie di un Pasolini ventenne che dialoga con le ataviche radici a Casarsa della Delizia, in Friuli. Scritte in un dialetto antico, sfuggente e intraducibile perché contaminato anche da quella parlata veneta che si parlava dall'altra riva del Tagliamento. Una lingua che sfuma in un paradosso onirico e semantico.

⠀La Ronzani Editore, con il supporto e il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa ha riprodotto degli esemplari facsimile, o anastatici, del mitico libriccino stampato e autofinanziato dall'autore presso la libreria antiquaria di Bologna di Mario Landi, pubblicato con carattere Bodoni 135.

⠀ Ronzani Editore ha stampato mille esemplari di questa edizione facsimile su carta Arcoprint Edizioni avorio uso mano presso le Arti Grafiche di Antiga Spa di Crocetta del Montello a Treviso. Inoltre l'editore ha arricchito l'offerta proponendo l'edizione Deluxe, con una tiratura di 500 copie, data alle stampe nell'unica tipografia italiana (Campi di Milano) ad usare la composizione del testo a Monotype, su una pregiatissima carta Amatruda di Amalfi.

Poesie a Casarsa Pier Paolo Pasolini
Le Poesie a Casarsa sulla tastiera Monotype. Foto Ronzani Editore

Entrambe le edizioni sono custodite in un cofanetto in cui troverete inoltre il volume"Il primo libro di Pasolini" a cura di Franco Zabagli, stampato anch'esso su carta Arcoprint Edizioni (edizione standard) con carattere Strato Pro di Olivier Gourvat. Tale volume è uno scrigno prezioso che raccoglie fotografie d'epoca, fino ad oggi custodite in diversi archivi, foto di lettere e manoscritti autografi, recensioni d'epoca per studiare come fu accolto il primo libro pasoliniano dalla cerchia di intellettuali e professori del suo tempo, curiosi aneddoti sulla vita dell'autore, la sua famiglia, la rete di amicizie e i diversi rapporti che hanno permesso la realizzazione di “Poesie a Casarsa” e di come fu coltivata la fortunata carriera dell'autore.

Il primo libro di Pasolini, a cura di Franco Zabagli. Foto di Cristiano Saccoccia
Pier Paolo Pasolini, Foto di ignoto in pubblico dominio

La poetica pasoliniana viene quindi passata al setaccio, grazie alla lente d'ingrandimento di cultori d'eccezione come nell'articolo di Alfonso Gatto su La Ruota del gennaio del 1943: “Pasolini fa un piccolo, ma schietto dono, alla magra annata letteraria trascorsa in silenzio [...]” - “Sono poesie scritte in friulano. Avverte l'autore: «L'idioma friulano di queste poesie non è quello genuino, ma quello dolcemente intriso di veneto che si parla nella sponda destra del Tagliamento; inoltre non poche sono le violenze che gli ho usato per costringerlo ad un metro e a una dizione poetica». L'amore per la poesia provenzale ha condotto Pasolini a tentare e a trascrivere nella dolce e barbara vocalità del dialetto i moti della sua sensibilità esperta e letteraria, quasi a tentare un pudore e una ingenuità da laude antica per le proprie scoperte pienezze formali, per le preziose finitezze di gusto retorico e figurativo di cui la sua ispirazione è criticamente partecipe.”

E come possiamo ignorare l'opinione di Gianfranco Contini espressa nel Corriere del Ticino datato 24 aprile del 1943? Nell'articolo “Al limite della poesia dialettale” così Contini ci descrive l'opus giovanile di Pasolini: “Sembrerebbe un autore dialettale, a prima vista, questo Pier Paolo Pasolini, per queste sue friulane Poesie a Casarsa (Bologna, Libreria Antiquaria Mario Landi), un librettino di neppure cinquanta pagine, compresa la non bella traduzione letterale che di quelle poche pagine occupa la metà inferiore.”

Contini non esprime una vera critica, perché la “non bella traduzione” in italiano del dialetto di Pasolini è un tentativo arido e inefficiente di evocare le medesime sensazioni che soltanto il testo originale è capace di fare. Leggendo il dialetto ho avuto la medesima opinione di Contini, l'italiano non può dipingere con gli stessi colori della parlata di Casarsa; già nella poesia “Il Nìni Muàrt” il testo s'apre con “Sère imbarlumìde”, tradotto da Pasolini con “Sera mite all'ultimo barlume”. Già dalla prima frase ci rendiamo conto della soave bellezza musicale che il nostro autore è capace di partorire con il linguaggio della terra natale, un linguaggio che si ammanta di inutile verbosità nella resa italiana. Leggendo queste poesie ho potuto scorgere il genio di Pasolini, di una giovinezza già antica e forte, ribelle come i suoi versi in dialetto.

Poesie a Casarsa Pier Paolo Pasolini
Poesie a Casarsa. Foto Ronzani Editore

La prima edizione del libercolo di poesie fu stampata solo in 300 esemplari numerati e altri 75 fuori commercio per la stampa e recensioni. Quindi fu davvero un libro rarissimo, ma la Ronzani ha osato ancora di più, perché ha riprodotto l'edizione stampa: quindi è come leggere il rarissimo libretto dalla tiratura limitatissima di 75 esemplari, un libro inaccessibile già ottant'anni fa.

Allego l'indice del volume di saggistica di Franco Zabagli:

Come nei sogni di Franco Zabagli, nota introduttiva

Nota bibliografica

Testi di Pasolini:
Lettera dedicatoria su un esemplare di Poesie a Casarsa
da Volontà poetica ed evoluzione della lingua
da Dialogo con Moravia sul romanzo
Per il cinquantenario della Cooperativa di Casarsa

Recensioni e articoli

Alfonso Gatto
Gianfranco Contini
Walter Binni
Antonio Russo
Berto Morucchio
Giorgio Caproni

La casa editrice Ronzani nasce palesemente per portare ai suoi lettori non soltanto grandi opere dalla densa importanza culturale ma per istruirli a coltivare una passione per i bei libri, intesi come prodotti culturali ed estetici. Per questa ragione nell'articolo mi sono permesso di sottolineare il carattere scelto, la carta selezionata e la tiratura degli esemplari in commercio. Tale volontà editoriale si traduce anche in una collana del catalogo, denominata “Typographica” in cui c'è spazio per la saggistica e la divulgazione della cura editoriale e tipografica. Inoltre l'editore ha altre splendide collane di poesia, saggistica e narrativa.

Pier Paolo Pasolini, Poesie a Casarsa, nella nuova edizione tipografica realizzata per conto di Ronzani Editore. Foto di Cristiano Saccoccia

Su ClassiCult saremo molto lieti di presentare in futuro altri titoli dell'editore, come uno dei capolavori della fantascienza russa “Lunedì inizia sabato” dei fratelli Arkadij e Boris Strugatskij, romanzo originalissimo tradotto da Andrea Cortese; e il libro “Il Purgatorio non è eterno” di Claudio Uguccioni.

Ringrazio infinitamente la Ronzani Editore per avermi onorato con un volume così pregiato.

 

Poesie a Casarsa Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini, Poesie a Casarsa, nella nuova edizione tipografica realizzata per conto di Ronzani Editore

 


Musica Cortese - Festival internazionale di Musica antica nel Friuli Venezia Giulia

Musica Cortese - Festival internazionale di Musica antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia

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Sarà dedicata al viaggio, raccogliendo così gli indirizzi del MIBACT, che ha decretato il 2016 “Anno dei cammini d’Italia”, la nuova edizione di Musica Cortese - Festival internazionale di Musica antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione, giunta alla 28esima edizione, è promossa e organizzata dal Dramsam - Centro giuliano di Musica antica con la collaborazione della Biblioteca statale isontina e di enti pubblici e privati regionali e nazionali.
Il concerto inaugurale sarà ospitato l’ 11 settembre come tradizione nella splendida Sala degli Stati provinciali del Castello di Gorizia dove si esibiranno i musicisti dell’ensemble Dramsam che eseguiranno il concerto dal titolo "Viatores. Canti di cavalieri, dame e pellegrini sulle strade dell'Europa medievale".
Il secondo appuntamento sarà il 15 settembre a Cervignano del Friuli nella Chiesa Madre di San Michele con protagonista il gruppo Anonima Frottolisti di Assisi che proporrà "Quadrangulae: le vie, le città, i viaggi dei pellegrini medievali in Europa nella musica devozionale tra Xlll e X secolo" .
Il festival ritornerà quindi il 30 settembre a Gradisca d'Isonzo - Palazzo Torriani - con il Salon de Musiques, intrigante programma incentrato sulle laudi del tardo Cinquecento, particolare repertorio religioso nel quale il tema spirituale viene sovrapposto a musiche importate dal Sud America attraverso la Spagna; i cosiddetti bassi ostinati che tanto successo avranno nella successiva epoca barocca.
Infine l’8 ottobre la manifestazione verrà ospitata per la prima volta nell’Abbazia Benedettina di Sesto al Reghena (Pn) dove si esibirà il prestigioso ensemble Dialogos, formato da musicisti tedeschi e guidato dalla cantante croata Katarina Livljanic. In programma "Barlaam e Josaphat", ricostruzione in musica di una leggenda medievale di cui esistono numerose versioni in molte lingue della versione cristianizzata della vita del Buddha.
La rassegna è organizzata grazie al finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia e ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, con la collaborazione, fra gli altri dei Comuni ospitanti di Gorizia, l'Udruga/Prosoli-Sveta Glasba croata, il Kulturni Dom sloveno e lacuni comuni del parmense.
Tutti i concerti sono a ingresso gratuito e inizieranno alle 21, salvo diversa indicazione. Ulteriori dettagli sono disponibili nel sito del www.dramsam.org.

Come da MiBACT, Redattrice Margherita Reguitti

 


L'assedio di Gorizia. 1915-1916

L'assedio di Gorizia. 1915-1916

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La Biblioteca statale isontina presenta martedì 9 agosto 2016 alle 17.30 alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia di via Carducci 2, nell'ambito delle manifestazioni per celebrare i cento anni dalla presa di Gorizia, il libro "L'assedio di Gorizia. 1915-1916. Una tragedia dimenticata dalla storia" di Antonella Gallarotti e Andrea Romoli, edito da Gaspari di Udine con la prefazione di Quirino Principe.

La pubblicazione, realizzata con la collaborazione scientifica della Bsi e la disponibilità di suoi materiali originali di immagini, propone per la prima volta la storia cronologica della vita dei goriziani nei mesi di azioni belliche che portarono alla conquista della città da parte dell'esercito italiano durante la Grande Guerra; dal 23 maggio 1915 ai giorni successivi l'ingresso delle truppe l'8 e il 9 agosto 1916.

Un volume scritto a 4 mani, inizialmente in modo autonomo e divenuto, solo in un secondo momento, un progetto unico e condiviso di Antonella Gallarotti, bibliotecaria nella Biblioteca statale isontina, istituzione che ha collaborato all'iniziativa editoriale, e di Andrea Romoli giornalista-scrittore.

Un libro-diario ricco di dati e fotografie, un intreccio di testimonianze e di vite di famiglie lealiste austriache e filoitaliane, destinate altrimenti all'oblio. In gran parte inedite sono le oltre 40 fotografie pubblicate provenienti dal fondo goriziano di Giorgio Nardini, scatti realizzati dal padre Bruno poco più che adolescente dalla presa di Gorizia a Caporetto. Complessivamente però sono oltre 70 le immagini, fra queste anche una ricca selezione di cartoline di proprietà della Biblioteca statale isontina.

La narrazione racconta giornate scandite dalla necessità di resistere alla fame, alle bombe e alle sofferenze da parte di giovani e vecchi che, per necessità o scelta, non abbandonarono la città, storie recuperate alle quali rendere giustizia.

Nel 1910 la popolazione registrata nel capoluogo isontino era di 31mila abitanti, scesa a 8mila durante i bombardamenti del dicembre del 1915; nelle ore della presa di Gorizia i soldati italiani trovarono che in città erano rimaste 3.500 persone. Alla fine del conflitto se ne conteranno 10mila.

Lungo e difficile è stato il lavoro di ricerca e consultazione delle fonti, grazie al quale sono stati rintracciati servizi giornalistici degli inviati al fronte e lavori dei pittori di guerra al seguito delle truppe lungo l'Isonzo, oltre alla consultazione di diari privati, che registrano giorno per giorno, in alcuni casi ora per ora, la vita durante il primo grande assedio a una città della storia moderna.

Come da MiBACT, Redattrice Margherita Reguitti

Mappa degli avanzamenti italiani nelle battaglie dell'Isonzo. Da Wikipedia, di CortoFrancese (Opera propria, l'immagine include elementi che sono stati presi o adattati da questa:  Italian Front 1915-1917.jpg), CC BY-SA 4.0.


Nuove ricerche archeologiche al Palù di Livenza

Nuove ricerche archeologiche al Palù di Livenza, sito UNESCO

Palù di Livenza
Palù di Livenza

Palù di Livenza è un'importante zona umida della Pedemontana pordenonese. La ricchezza d'acqua grazie alle sorgenti del fiume Livenza, la varietà della flora e della fauna e i resti archeologici preistorici rendono la località un luogo affascinante dove la natura si intreccia strettamente con la storia più antica dell'uomo. Dal 2011, Palù di Livenza è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte componente della serie transnazionale dei Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino. Grazie alla ricchezza dei ritrovamenti e, in particolare, all'eccezionale stato di conservazione dei materiali organici (legno, fibre vegetali, ecc.) che si preservano nella torba, Palù di Livenza è un importante archivio archeologico e paleoambientale per la conoscenza della vita nelle fasi finali del Neolitico tra la fine del V e la prima metà del IV millennio a.C.

A partire dallo scorso mese di luglio sono riprese le ricerche archeologiche al Palù di Livenza nell'ambito di un progetto di ricerca e tutela del sito UNESCO. L'intervento diretto e finanziato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del FVG si propone di verificare la consistenza e lo stato di conservazione del deposito ancora sepolto nel sottosuolo. Le ricerche sono inoltre finalizzate a controllare la successione stratigrafica e cronologica per disporre di nuovi dati utili alla comprensione della storia del sito palafitticolo. Gli scavi archeologici sono condotti dalla ditta CORA Società Archeologica Srl di Trento con il supporto logistico e la collaborazione dei volontari del Gruppo Archeologico di Polcenigo (Gr.A.PO.).

Scavo nel villaggio neolitico di Palù di Livenza
Scavo nel villaggio neolitico di Palù di Livenza

Le indagini al Palù di Livenza nella zona indicata come Settore 3 stanno mettendo in luce numerosi pali in legno delle abitazioni neolitiche, abbondante materiale ceramico e litico e scarichi di rifiuti delle capanne che comprendono resti vegetali e ossa di animali. Recenti datazioni al radiocarbonio ricavate da campioni prelevati nell'area oggetto delle ricerche in corso indicano che la parte dell'abitato, che si sta riportando in luce, era occupata tra il 3900 e il 3650 a.C. nella stessa fase di sviluppo dei primi villaggi palafitticoli sloveni della Palude di Lubiana.

Pali di legno e frammenti ceramici, particolare dallo scavo
Pali di legno e frammenti ceramici, particolare dallo scavo

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Cameristi dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma a Villa Manin

Villa Manin
estate 2016

I CAMERISTI DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA DI ROMA
A “VILLA MANIN ESTATE 2016”

Codroipo (Udine), Villa Manin
Venerdì 29 luglio, ore 21.15, ingresso gratuito

22 x mail- Cameristi di Santa Cecilia

Giungono al termine gli appuntamenti del ricco cartellone “Villa Manin Estate 2016” nella scenografica residenza dogale a Passariano di Codroipo (Udine).
La raffinata e ricca rassegna di musica classica curata dal direttore artistico Claudio Orazi, infatti, si chiude con l’esibizione dei
Cameristi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, un ensamble nato dalla stima reciproca tra i musicisti e dal medesimo desiderio di affrontare il repertorio da camera con l’intesa frutto del lavoro quotidiano in orchestra.

Dopo il debutto nel 2015 al Palau della Musica di Barcellona, frequenti sono state le collaborazioni con orchestre importanti come l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano,
l' Orchestra del Lucerna Festival, l'Orchestra Mozart di Claudio Abbado, l’Orchestra National de France, la Chamber Orchestra of Europe,
senza contare le varie esibizioni tenute nella più importanti sale da concerto del mondo.
Un gruppo composto da vere eccellenze italiane, prime parti soliste dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
considerate tali da pubblico e critica, che si impegna ora nei progetti della Human Rights Orchestra.
***
I musicisti eseguiranno musiche di Mozart, Boccherini, Reicha per flauto, oboe e quartetto d’archi.
Nel dettaglio:
W. A. Mozart, quartetto n.1 in RE maggiore KV285, per flauto, violino, viola e violoncello - allegro-adagio-rondò
W. A. Mozart, quartetto in FA maggiore KV 370, per oboe, violino, viola e violoncello - allegro-adagio-allegro
L. Boccherini, quintetto n.3 OP55, per flauto e quartetto d’archi - allegretto-tempo di minuetto
A. Reicha, quintetto in FA maggiore OP107, per oboe e quartetto d’archi - allegro non tanto-andante siciliano-minuetto-vivace
Suoneranno:
Andrea Oliva flauto
Francesco Di Rosa oboe
Elena La Montagna, Ingrid Belli violini
Raffaele Mallozzi viola
Carlo Onori violoncello


Testo e immagine da Ufficio Stampa Villaggio Globale International


Prima mondiale a Villa Manin: La Gloria e Imeneo, RV 687, di Antonio Vivaldi

Nuova produzione di Villa Manin in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini-Istituto Italiano Antonio Vivaldi, Venezia e Casa Ricordi Milano.
Prima esecuzione mondiale nella edizione critica di Alessandro Borin, a cura di Casa Ricordi.
24 - ludovico dorigny001
Antonio Vivaldi
La Gloria e Imeneo, RV 687

25 - ludovico dorigny002

Serenata di Antonio Vivaldi per soprano, mezzosoprano ed orchestra.

Venerdì 22 luglio, ore 21.15
Codroipo (UDINE) Villa Manin di Passariano

Direttore Francesco Fanna
Regia Elisabetta Brusa
Orchestra Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

26 - villa intera

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Eravamo tutti sognatori a Villa Manin

Villa Manin
estate 2016

ERAVAMO TUTTI SOGNATORI
Storia di un ragazzo e del suo braccio sinistro

tratta dal romanzo di John Fante: UN ANNO TERRIBILE.
fante nuova
Lettura scenica e drammaturgia a cura di: Paolo Patui.
Musiche eseguite dal vivo
dalla: Pordenone Big Band diretta da: Juri Dal Dan

Codroipo (UD), VILLA MANIN DI PASSARIANO - DOMENICA 17 LUGLIO ORE 18.00
Ingresso libero

PaoloJuri

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Quartetto d'archi del Teatro alla Scala di Milano a Villa Manin

Villa Manin
estate 2016

IL QUARTETTO D’ARCHI DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO
A “VILLA MANIN ESTATE 2016”

Codroipo (Udine), Villa Manin
Giovedì 7 luglio, ore 21.15, ingresso gratuito

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Continuano gli appuntamenti del ricco cartellone “Villa Manin Estate 2016” nella scenografica residenza dogale a Passariano di Codroipo (Udine).
Dopo il concerto inaugurale, il prossimo evento della prestigiosa rassegna di musica classica curata dal direttore artistico Claudio Orazi, vede protagonista il Quartetto d’archi del Teatro alla Scala di Milano, formato da interpreti tra i più qualificati a livello internazionale che eseguirà sul palcoscenico naturale della Villa e del suo magnifico parco musiche di Schumann, Braconi e Ciaikovsky.

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Le grandi mostre fotografiche dell’estate di Villa Manin

Le grandi mostre fotografiche dell’estate di Villa Manin

Hollywood Icons
Fotografie della John Kobal Foundation


ERSATZ LIGHTS case study #1 east west 1982-2014
199 fotografie di Olivo Barbieri
Cinematography

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Codroipo: Villa Manin, estate 2016

Un cartellone ricchissimo: dalla musica classica e contemporanea, con protagonisti e star internazionali, alle grandi mostre di fotografia; dal teatro ai percorsi animati per i più piccoli, con la partecipazione di Altan.

In prima mondiale una produzione di Villa Manin, con la Fondazione Giorgio Cini e Casa Ricordi: “La Gloria e Imeneo RV 687” di Antonio Vivaldi.

Notte Bianca di Villa Manin” il 15 luglio: “Cinema con l'orchestra” e molto altro.

Due mostre imperdibili: le star dei tempi d'oro di Hollywood, negli scatti di tanti maestri della fotografia dalla collezione di John Koban e il mondo attraverso i bagliori di luce artificiale, nelle foto visionarie del grande Olivo Barbieri.

Villa Manin estate 2016
Musica, teatro, fotografia e cinema si alterneranno questa estate nello scenario magico di Villa Manin di Passariano a Codroipo (Udine) con un cartellone ricco di appuntamenti di altissimo livello, promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia - Ente Regionale Patrimonio Culturale, con il sostegno della Fondazione CRUP e la collaborazione di tante, prestigiose istituzioni culturali.
Dalla musica classica e contemporanea, con protagonisti famosi e star internazionali, alle grandi mostre di fotografia; dal teatro, con nuove e originali produzioni, ai percorsi animati per i più piccoli: un connubio tra le arti, in un dialogo suggestivo con le architetture, i volumi e lo scenografico parco della residenza dell’ultimo Doge di Venezia, Ludovico Manin.
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