Mostra “Friuli Venezia Giulia. Viaggio nella terra dell’oro”

“Friuli Venezia Giulia. Viaggio nella terra dell’oro”

abc18e78f710a668faed856a473a31db8937c8

Si intitola “Friuli Venezia Giulia. Viaggio nella terra dell’oro” il progetto espositivo di immagini e documentari che sarà inaugurato martedì 31 maggio 2016 alle 17 a Villa Manin di Passariano di Codroipo (Ud) in cui l’originale e inedito sguardo del photoreporer e regista Luigi Vitale sui luoghi e sulle genti del Friuli Venezia Giulia verrà raccontato attraverso un percorso espositivo nelle 8 sale dell’Esedra di Levante di Villa Manin. In mostra 35 immagini a colori per raccontare il Friuli Venezia Giulia e 5 documentari-ritratti di artisti della regione: la fiber artist Attiliana Argentieri Zanetti, il pittore Giorgio Celiberti e Serse, lo scultore del vetro Toni Zuccheri e il maestro organaro Gustavo Zanin. Ogni documentario ha caratteristiche uniche, per quanto riguarda la regia, la sceneggiatura, spesso scritti girando, e la durata. L’esposizione multimediale, curata da Moreno Gentili, studioso di comunicazione del territorio e cultura d'impresa, è un prezioso lavoro di documentazione fotografica e video su luoghi e mestieri,  una viva e originale testimonianza di artisti che nel catalogo sono ritratti nei testi della giornalista Margherita Reguitti.
Arricchiscono il catalogo testi di Mauro Pascolini geografo e docente all’Università di Udine e itinerari alla scoperta della regione di Chiara Aglialoro. Nelle fotografie come nei video il filo conduttore del lavoro di Luigi Vitale è stato creare un rapporto diretto, quasi una conversazione intima, priva di interferenze o mediazioni esterne, fra protagonista e pubblico. Un itinerario emozionale di immagini e storie, in presa diretta dalla realtà della vita, approfondita e proposta in termini unici attraverso la sensibilità di un artista.
L'artista ha cercato e posto al centro del suo lavoro, durato oltre 10 anni, la bellezza e l'unicità di paesaggi e persone. Ha indagato le origini, le tradizioni culturali, approfondendo in chiave di narrazione la produzione nei settori dell’industria, dell’agricoltura e dell’artigianato, oltre che dell’arte. La visione di imprenditore-artista ha dato vita a un progetto ricco di molteplici letture: testimonianza, memoria, valorizzazione e promozione di una terra dalla storia e dal presente unici.
La mostra, realizzata con il patrocinio, tra gli altri, della Biblioteca statale isontina, resterà aperta fino al 16 luglio 2016, orari da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19, info tel. +39 0432 821211 www.villamanin.it, [email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Margherita Reguitti


Quasi 80 mila visitatori per la mostra "Joan Mirò a Villa Manin. Soli di Notte"

Si è conclusa con uno straordinario risultato la mostra "Joan Mirò a Villa Manin. Soli di Notte", sfiorati gli 80.000 visitatori.
image
Sfiorati gli 80.000  visitatori alla mostra  "Mirò a Villa Manin”, che si è chiusa domenica 3 aprile nella famosa residenza dell’ultimo doge veneziano a Passariano - Codroipo (UD).

Un dato assoluto  - 79.350 biglietti staccati - e tante soddisfazioni che decretano un successo entusiasmante per l’esposizione, conclusasi con i festeggiamenti del finissage,  sotto le arcate della barchessa, con brindisi e una paella gigante alla presenza del Sovrintendente dell’Azienda Speciale Villa Manin Piero Colussi e di Marco Minuz, che ha curato l’esposizione insieme a Elvira Camara.
"Un risultato assolutamente straordinario - ha commentato Colussi - che pone questa mostra subito dopo quella su Monet e Courbet con 120 mila nel lontano 2009 e quella su Munch (100 mila visitatori 2010), ma ben al di sopra della mostra del Tiepolo del 2013 che ne aveva registrati 65.700”.
Premiata dunque la scelta di presentare opere meno note della produzione di Joan Mirò - realizzate a partire dal 1957 a Palma di Maiorca negli studi dell'artista -  capaci di svelare una pittura diversa da quella alla surrealista quale siamo abituati: opere ove prevale il colore nero e dove il segno si fa sempre più essenziale e radicale.
La mostra, che è stata realizzata grazie alla piena disponibilità della Fondazione Pilar e Joan Mirò di Palma di Maiorca e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, ha visto la massiccia presenza di studenti  (13 mila) di ogni ordine e grado, provenienti non solo dal Friuli Venezia Giulia ma anche dal Veneto e un po' da tutte le regioni del centro nord Italia: 60% scuole primarie, 25% scuole medie, 15% scuole superiori. Molto apprezzati i laboratori e le visite guidate per le scuole dell'infanzia. Interessante è stato anche l'afflusso di turisti dalle aree di confine di Austria, Slovenia e Croazia.
Buoni risultati ottenuti dall'iniziativa STAPPA L'ARTE promossa assieme a Promoturismo FVG che ha consentito ai visitatori della mostra di visitare una delle tante aziende vinicole della regione e poter assaggiare i loro prodotti gratuitamente.
Infine un successo si è dimostrato  l'allestimento della mostra, che ha arricchito il percorso espositivo con filmati storici e immagini dello studio di Joan Mirò a Palma, realizzate da  Michele Baggio, accompagnate dalla "colonna sonora" del noto compositore Teho Teardo, creata e registrata nell’atelier dell’artista.
Insomma un apprezzamento complessivo e una vivacità di proposte rafforzate anche dal ricco ciclo di proiezioni di documentari inediti e incontri con studiosi, registi e scrittori che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare ancor di più l'itinerario artistico di Joan Mirò.


Ufficio stampa Vilaggio Globale International


Apre mostra "Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon"

Apre l'8 aprile 2016 alla Biblioteca statale isontina di Gorizia la mostra “Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon”.

776c6414836a8cc274944f31401b512c5fcdefc

Apre l'8 aprile 2016 alla Biblioteca statale isontina di Gorizia la mostra patrocinata dal MIBACT dal titolo “Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon”.
Nel comitato d'onore Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
TESTO
“Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon” è il titolo dell'antologica che apre venerdì 8 aprile 2016 alle 18 nella Galleria d'arte “Mario Di Iorio” della Biblioteca statale isontina di Gorizia.
L'esposizione, curata da Anna Pascolo, dopo l'allestimento alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze giunge a Gorizia da dove proseguirà il suo tour in luoghi della cultura italiana.
Per il progetto  sono stati costituiti un Comitato d'Onore composto da : Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Maria Letizia Sebastiani, Enrico Rossi, Debora Serracchiani, Dario Nardella, Furio Honsell, Alessio Giuffrida, Vittorio Zappalorto, Pietro Fontanini, Alberto Tesi, Alberto Felice De Toni, Renata Capria d’Aronco e Vittorio Gasparrini.
Compongono invece il Comitato Scientifico: Arnaldo Colasanti, Philippe Daverio e Maria Letizia Sebastiani.
L'esposizione è corredata da un volume monografico che sarà presentato durante la vernice goriziana alla presenza dell'artista.
"Le biblioteche, ricorda il direttore della Bsi Marco Menato, negli ultimi anni, hanno subito così consistenti tagli nei loro già magri bilanci, che ne è stata forse per la prima volta messa in discussione la stessa esistenza e significato nei confronti di un futuro illusoriamente digitale e a portata di click. La prodigiosa inventiva di Giovanni Cavazzon ci insegna ancora una volta che la presenza umana non potrà mai essere soppiantata dagli apparati tecnologici, così come le biblioteche continueranno ad accompagnare gli uomini nel loro cammino verso la conoscenza".
Dopo una significativa produzione figurativa realizzata con la matita, l'artista ha maturato quella sicurezza di segno necessaria per passare all'uso del pennino e dell' inchiostro, strumenti antichi, tecnica che non permette correzioni, ma offre immediatezza di segno carico rapido nell’esecuzione a tutto vantaggio della diretta comunicazione tra il pensiero e la realizzazione.
La mostra è patrocinata da importanti istituzioni nazionali fra le quali il  Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
La mostra goriziana resterà aperta fino al 23 aprile 2016, con ingresso gratuito da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 18.30, sabato fino alle 13.
Il prossimo appuntamento di "Inchiostro e pennino" sarà in settembre 2017 alla Biblioteca Angelica di Roma.

Come da MiBACT, Redattrice Margherita Reguitti


Prima edizione di Colloqui dell’Abbazia

Prima edizione di Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga.

Colloqui dell’Abbazia.
Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga.
Abbazia di Rosazzo
Abbazia di Rosazzo

Il viaggio fisico e metaforico è il filo conduttore della prima edizione di “Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, manifestazione realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo nell'omonima Abbazia del comune di Manzano (Ud) della  in collaborazione con MIBACT – Biblioteca statale isontina e l'azienda Livio Felluga, che festeggia i 60 anni della carta geografica, simbolo scelto dal patriarca dell'enologia friulana come etichetta dei suoi vini.
La rassegna, articolata in una sezione primaverile-estiva dal 1° aprile al 15 luglio 2016 e una autunnale da settembre a novembre, si propone come opportunità di incontro e confronto del pubblico con scrittori, artisti, videomaker, scienziati, giornalisti, viaggiatori in cerca di luoghi e di risposte a domande importanti.
La manifestazione, ospitata nell'accogliente e mistica Abbazia di Rosazzo, prenderà il via venerdì 1° aprile  con  Elena Commessatti, scrittrice udinese e Mauro Pascolini, docente universitario e geografo. Tema dell'incontro sarà “La carta geografica di Livio Felluga. Storia di un viaggio intorno”.

Leggere di più


Cividale del Friuli: gli scavi archeologici riportano alla luce l'antemurale romano

Cividale del Friuli: gli scavi archeologici a ridosso del Castello Canussio riportano alla luce l'antemurale romano

22080673906_4e1927fa06_k

I lavori di scavo archeologici a ridosso del Castello Canussio, a Cividale del Friuli, appena iniziati, hanno consentito di verificare l’esistenza dell’antemurale di età romana, ovvero del muro di cinta più esterno della città che, in questa zona, era dotata di una doppia cerchia di mura difensive.
L’intervento, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, nell’ambito dell’Accordo di valorizzazione del patrimonio storico cividalese, e condotto sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia del FVG, è funzionale alla comprensione dell’andamento delle mura urbane, parte delle quali è stata valorizzata e lasciata a vista nell’area archeologica ricavata all’interno dello stesso Castello Canussio dopo gli scavi del 1991-1992.
Lo scavo rappresenta, inoltre, una significativa opportunità, storica e scientifica, per documentare la frequentazione degli spazi a ridosso delle cinta muraria, sia nel periodo del suo utilizzo, che nella successiva fase di età longobarda, quando l’area prossima alla cinta fu destinata a sepolcreto.
Dal terreno, infatti, è affiorata anche una tomba con resti ossei, riferibile al periodo altomedievale. “La fossa, dichiara la dott.ssa Angela Borzacconi, funzionario Archeologo, che dirige per la Soprintendenza lo scavo, rispecchia la fruizione a fini funerari degli spazi antichi defunzionalizzati, come quello, appunto, delle mura. Occorre però precisare che non c’è alcuna attinenza tra questa fossa e la vicina Necropoli  della Ferrovia, portata alla luce nel 2012”.
800px-Cividale_del_Friuli_005

Come da MiBACT, Redattrice Carmelina Rubino
Castello Canussio - Cividale del Friuli, foto di stefano Merli, da Flickr, CC BY 2.0.
Panorama di Cividale del Friuli, foto di Mattanada WikipediaCC BY-SA 3.0.


Un villaggio dell'Età del Bronzo da Aquileia

13 Gennaio 2016
800px-Aquileia._La_passeggiata_archeologica._Foto_di_Giovanni_Dall'Orto
I resti di un villaggio dell'Età del Bronzo sono stati ritrovati presso Aquileia, in Friuli Venezia-Giulia. Si tratta di abitazioni, focolari e un forno, ceramiche e strumenti di vario tipo, come fusi per la tessitura.
Le attività presso il villaggio sono databili a 3500 anni fa, e durarono per tre secoli. L'insediamento fu centro di commerci (in particolare per il bronzo) per l'area padana e veneta.
Link: Corriere della Sera; The Local
Aquileia, passeggiata archeologica. Foto di Giovanni Dall'Orto, da WikipediaAttribuzione.


Alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia [Video]

Museo Archeologico Nazionale di Aquileia

5ba9f7673aa52ff356524023e2d4b77780485b2b

Il museo, istituito nel 1882 come “Imperial-Regio Museo dello stato” con il patrocinio dell’Imperatore Francesco Giuseppe, ha sede nella Villa Cassis Faraone, costruita tra il 1812 e il 1825; esso accoglie le collezioni storiche, ricevute in dono o acquistate dalle più illustri famiglie aquileiesi, integrate dai risultati delle ricerche condotte fra ‘800 e ‘900 soprattutto ad opera dei suoi direttori storici, Enrico Maionica, Giovanni Battista Brusin e Luisa Bertacchi.
L’ordinamento dell’esposizione, articolata fin dall’origine secondo temi, risale nella sua attuale disposizione agli anni ’50 del secolo scorso: i materiali sono scanditi per classi, a partire dalla statuaria (ritratti, funeraria, sacra), per passare alla ceramica, ai metalli, ai vetri, alle gemme, agli oggetti di ornamento (in particolare ambre), che rispecchiano le attività economiche e la vita quotidiana della città.
Le gallerie lapidarie, avviate negli anni ’30 e ampliate negli anni ’50 del ‘900, ospitano iscrizioni e monumenti pubblici e funerari e preziosi mosaici. Nuovi spazi espositivi sono stati ricavati nei magazzini, con le sale dedicate alla via Annia, mentre una sezione ospita l’imbarcazione rinvenuta a Monfalcone nell’area del Lacus Timavi.


f3543681182634771ddef3ec6c4528412eb
Leggere di più


Il Bardo ad Aquileia. Parte Archeologia ferita, insieme al Museo di Tunisi

Il Bardo ad Aquileia. Prende il via con opere dal Museo di Tunisi il progetto Archeologia ferita

90a2701d2da7f550e567f061a9d9e1164d38eb

Dal 6 dicembre, e fino al 31 gennaio 2016, grazie alla Fondazione Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo dall’efferatezza del terrorismo fondamentalista, per la mostra Il Bardo ad Aquileia. Le opere dialogheranno con i manufatti aquilesi non solo a sottolineare  i legami e i collegamenti che caratterizzavano il Nord Africa e l’Alto Adriatico in età romana, nell’ambito di una circolazione di culture e religioni che abbracciava l’intero bacino del Mediterraneo, ma anche a testimonianza di quanti si oppongono a questa nuova terribile iconoclastia che tenta di negare alla radice il dialogo interculturale e interreligioso.

«Aquileia, patrimonio dell'umanità – spiega Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia  - è una delle perle della nostra Regione. Questa mostra e il collegamento con il Bardo di Tunisi attualizzano quei concetti di convivenza, di dialogo, di rispetto interculturale di cui la città  fu portatrice in passato, e intendono ribadire con forza il loro valore universale di fronte alle tendenze distruttrici del fondamentalismo»
«Riteniamo sia oggi utile e doveroso valorizzare queste testimonianze importantissime alla luce di quello che accade intorno a noi – spiega Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia – da qui l’idea della mostra  che si inserisce in un ciclo più esteso denominato Archeologia ferita con il quale la Fondazione Aquileia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, intende portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d’arte significative provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista».

Leggere di più


La "Foglia d'oro" 2015 premia l'attività del MiBACT per valorizzazione Collio

PREMIO "FOGLIA D’ORO"
Il riconoscimento "Foglia d’oro" 2015 premia l’attività del MiBACT per la valorizzazione del Collio

177e6457f2d09ed123c35f94563873c0c129f2c6

La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, nella persona del Soprintendente arch. Corrado Azzollini, ha ricevuto il premio “Foglia d’oro” nel corso di una cerimonia organizzata dal Comune di Dolegna del Collio nella provincia di Udine in occasione della Giornata del Ringraziamento di San Martino che si festeggia l’11 novembre.
Il riconoscimento, rappresentato da una foglia di vite in oro sbalzato incastonata in un quadro, è stato attribuito alle istituzione che sostengono attivamente il progetto di candidatura Unesco del Territorio transfrontaliero Collio/Brda, in cui ricade la località friulana rinomata per la produzione enologica d’eccellenza dei vini bianchi.

Leggere di più


Trieste: 25esima Giornata Archivistica Internazionale e Scuola Archivistica d'autunno

Giornata Archivistica internazionale e Scuola Archivistica d'autunno

PanormadiTrieste
25esima edizione
GIORNATA ARCHIVISTICA INTERNAZIONALE
dal 19 al 20 ottobre 2015 Trieste
9a edizione Scuola Archivistica d'autunno
dal 21 al  25 ottobre Trieste,  Lubiana  e Lipica (Slovenia)
Organizza IIAS - Istituto Internazionale di Scienze Archivistiche di Trieste e Maribor
Leggere di più