La vita e gli intrighi dell'Imperatore Claudio in mostra all'Ara Pacis

Una grande mostra al Museo dell’Ara Pacis celebra l’imperatore Claudio e le discusse donne di corte che gettarono luci e ombre sulla dinastia giulio-claudia. Dal 6 aprile al 27 ottobre 2019 la mostraClaudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia” ci introdurrà all’interno di intrighi e segreti del discusso uomo di potere, in un excursus che partirà dalla nascita a Lione nel 10 a.C. fino alla morte sospetta del 54 d.C. I curatori, in questa esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Ville de Lyon, hanno cercato di mettere in luce l’ambigua personalità di Claudio, l’operato politico e amministrativo di un regno che già faceva parlare i maliziosi storici, e il rapporto dello stesso con le figure di Augusto, del celebre fratello Germanico e delle ambiziose mogli Messalina e Agrippina. Sullo sfondo le controverse vicende della dinastia degne di una moderna soap opera.

Claudio CLAVDIO IMPERATORE Museo dell'Ara Pacis dinastia giulio-claudia

Claudio fu il primo imperatore a nascere non su suolo italico, bensì a Lugdunum, l’odierna Lione, il 1 agosto del 10 a.C. e si trovò a prendere il comando di un impero quasi improvvisamente, senza nessuna preparazione militare e politica. Un uomo quindi, le cui attitudini al governo e alla politica non sembravano minimamente toccarlo, tanto che di gran lunga gli era stato preferito il fratello Germanico che era morto prematuramente e in circostanze sospette. Come successore, il popolo e l’esercito gli avevano preferito Caligola, figlio di Germanico. Ma l’assassinio di Caligola, che venne accoltellato nel suo stesso palazzo, aveva nuovamente tirato in ballo l’erede al trono. Claudio, anzi, Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, diventava così imperatore all’età di cinquanta anni, primo imperatore acclamato da un corpo militare, i pretoriani, guardie del corpo personali del capo dello stato.

Claudio
Foto: Musei in Comune Roma

Difficile anche il rapporto con le sue quattro mogli, segnato da congiure e vicende intrise di pettegolezzi e morti tragiche. La sua terza moglie, la discussa e viziosa Messalina più  giovane di lui di 35 anni, rimase uccisa a seguito di una congiura, ordita forse dallo stesso Claudio e con lei anche il destino di Britannico fu segnato. Il fratellastro Nerone e la sua corte di donne ambiziose stavano già tessendo le trame per l'ascesa al trono. L’ultimo matrimonio con Agrippina, sua nipote, fu fatale per Claudio. Agrippina, figlia di Germanico e sorella di Caligola, viene considerata l’artefice della sua morte, si dice per avvelenamento. Alla morte di Claudio seguì la sua divinizzazione e la realizzazione di un tempio sul colle Celio. A prendere il potere il figlio di Agrippina, Nerone.

Diversamente dal ritratto poco lusinghiero che le fonti ci lasciano di Claudio, storici e archeologi hanno tracciato nel percorso espositivo un’immagine dell’imperatore capace di prendersi cura del suo popolo, di promuovere utili riforme economiche e amministrative e grandi lavori pubblici, contribuendo ad un grande sviluppo amministrativo dell’impero.

Claudio
Foto: Musei in Comune Roma

Claudio costruì il porto di Ostia per consentire l’attracco alle navi granarie di grande tonnellaggio che prima approdavano a Pozzuoli, costruì un nuovo acquedotto e bonificò l’area del Fucino, nell’odierno Abruzzo, per aumentare la superficie coltivabile dell’Italia. La sua impresa militare più rilevante fu infine nel 43 d.C. con la conquista della Britannia meridionale che fu ridotta a provincia.

L’allestimento è arricchito di immagini e percorsi sonori ed immersivi, oltre che da importanti prestiti nazionali ed internazionali. Tra i reperti in mostra, la Tabula Claudiana su cui è impresso il famoso discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 d.C. sull’apertura ai notabili galli del consesso senatorio; il prezioso cameo con ritratto di Claudio Imperatore dal Kunsthistorisches Museum; il piccolo ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore proveniente da Alba Fucens e concesso in prestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che testimonia l’interesse di Claudio per il territorio dell’allora Regio IV dove realizzò l’impresa del Fucino. Esposto per la prima volta il ritratto di Germanico della Fondazione Sorgente Group, opera che celebra il giovane principe colpito da un destino avverso.


Alba Fucens: il percorso delle mura

Alba Fucens: il percorso delle mura

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Domenica 20 marzo, alle ore 15,00 “Fucino 2016. Archeologia a chilometro zero” arriva ad Alba Fucens.
Il primo appuntamento della Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo è dedicato alle mura che cingono la città romana per 3 km.
Conservate per tratti consistenti e interrotte da quattro porte per l’accesso al centro urbano, abbracciavano tutto il perimetro definito dalle tre colline, attestato su una quota di m 980 s.l.m. e adattato alle caratteristiche orografiche del sito.
La compattezza e la solidità dell’impianto murario assegnano ad Alba la connotazione di città “ben fortificata” (Strabone V, 3,13), tanto da farne luogo adatto per la prigionia di personaggi importanti: Siface, Perseo di Macedonia e Bituito trovarono in questa località roccaforte di Roma, a mille metri di altitudine tra le montagne, il luogo dove scontare le loro colpe.
Sulle orme dei viaggiatori italiani e stranieri, che dalla fine del Settecento inseriscono Alba Fucens, di cui erano visibili soltanto le mura, tra le tappe preferite, la visita si svolge lungo alcuni dei tratti più significativi del circuito e terminerà nell’anfiteatro dove è in programma un incontro, aperto a tutti, per dialogare su idee, proposte e collaborazioni per Alba Fucens.
Altri appuntamenti sono previsti nei prossimi mesi sia nella città antica che nel territorio circostanti, utili per attivare forme di conoscenza e di tutela dei beni archeologici presenti.
Informazioni
Tel. 366/9615633
Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada

Archeologia e impianto fotovoltaico: quattro anni di confronto

Archeologia e impianto fotovoltaico: quattro anni di confronto

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Domenica 28 febbraio, alle ore 17,00, presso l’Auditorium Fermi di Celano (L'Aquila) nell’ambito del programma “Fucino 2016. Archeologia a chilometro zero”, si svolgerà l’incontro “Archeologia e impianto fotovoltaico. Quattro anni di confronto”.
Saranno presentati i risultati delle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologia dell'Abruzzo nell’area interessata dalla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico, nelle località Pratovecchio e Paludi.
Il tema ”archeologia preventiva e opere pubbliche” è di grande attualità e viene qui affrontato al termine di un intervento durato quattro anni (2011-2015), durante i quali l’applicazione degli articoli  95 e 96 del D. Lgs. 163/2006 ha consentito un’efficace azione di tutela.
La realizzazione dell’impianto fotovoltaico, ha portato infatti alla preventiva scoperta di importanti insediamenti e necropoli di epoca preistorica, protostorica e romana, posti lungo le sponde del lago Fucino. Dal 2011, con finanziamenti del Comune di Celano sono stati effettuati oltre seicento saggi preventivi che hanno interessato una superficie di circa 28 ettari; successivamente si è proceduto allo scavo di differenti aree, con il coinvolgimento di decine di archeologi, collaboratori e tecnici.
La prima fase dell’intervento, concentrata nella località Pratovecchio, ha riportato alla luce una necropoli di epoca romana (I-III sec. d.C.), nella quale sono state recuperate 260 tombe.
Tra queste, hanno restituito corredi con monili in oro le sepolture di fanciulle morte precocemente: orecchini, anelli e collane accompagnavano le giovani defunte.  In alcuni casi, le tombe sono state riutilizzate più volte, dopo aver sistemato i precedenti resti in cassette di legno.
Sulla stessa area sono stati individuati anche i resti di precedenti frequentazioni, sia di età neolitica che eneolitica; a quest’ultima appartengono quattro sepolture, di cui una prelevata intera, ancora nella terra, che sono in corso di studio nell’ambito di un progetto internazionale che porterà anche alla identificazione del DNA.
In un altro settore dello scavo, prossimo alla Circumfucense, nella località  Paludi, è stato scavato un edificio con vari ambienti che conservano le suspensurae, ossia le colonnine in mattoni che rialzavano il pavimento per consentire il passaggio dell’aria calda al di sotto.
Adiacente a questa zona, ma fortemente compromesso da canali di varie epoche e da una fitta vegetazione, è stato rinvenuto un edificio rustico, del quale sono stati individuati gli spazi destinati agli animali, in particolare le porcilaie, riconoscibili per la loro pianta rettangolare stretta e allungata.
Una parte dell’edificio principale, nonostante l’abbondante presenza di acqua di falda, che ha reso particolarmente difficile tutte le operazioni di scavo, è stata protetta e lasciata in vista, così come la strada di epoca romana (decumano), sulla quale affacciava.
Questa antica viabilità conserva l’orientamento antico e costituisce un segno visibile dell’organizzazione territoriale e del paesaggio di epoca romana lungo le sponde del lago.
Attività di tutela e valorizzazione dei beni archeologici, ricadenti nel territorio di Celano, sono invece previste nell’accordo quinquennale stipulato tra Soprintendenza e Comune, con l’utilizzo di una parte dei proventi derivanti dal funzionamento dell’impianto fotovoltaico.
Saranno pubblicati gli esiti delle ricerche archeologiche, restaurati i manufatti e organizzata una mostra; mentre nei prossimi mesi sono previste visite guidate alle aree rese fruibili al pubblico.Altre iniziative saranno illustrate nel corso dell’incontro.
Il confronto tra l’archeologia preventiva e l’opera pubblica ha prodotto pertanto numerosi risultati; la procedura ha mostrato le grandi potenzialità esistenti nella proficua collaborazione tra istituzioni pubbliche, particolarmente necessaria ed auspicabile in un territorio complesso e ricco come la Marsica, in cui il rispetto delle competenze e dei ruoli garantisce la tutela del patrimonio archeologico.

Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada
Il Fucino, foto da WikipediaPubblico Dominio (ISS Crew Earth Observations experiment, Caption by M. Justin Wilkinson, NASA-JSC. - earth observatory of NASA (Astronaut photograph ISS016-E-30337)).