Israele: centinaia di frammenti di affresco da Zippori

10 Agosto 2016

La testa di un toro, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
La testa di un toro, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

Centinaia di frammenti di un affresco di epoca romana sono stati ritrovati a Seffori o Zippori (anche nota come Diocaesarea), in Galilea. La città era un importante centro urbano in epoca romana e bizantina.

La scoperta è stata effettuata questa estate: gli affreschi decoravano un edificio monumentale del secondo secolo dell'era volgare, collocato a nord del decumano (la strada colonnata che divideva da est a ovest la città, e che giungeva fino ai piedi dell'Acropoli). I manufatti indicano che si trattava di un importante edificio pubblico, ma la sua funzione non è ancora chiara: si estendeva per una vasta area. Al centro vi erano un cortile pavimentato in pietra e un portico laterale decorato. A nord e a ovest del cortile si sono ritrovati depositi e cisterne d'acqua. Fu smantellato nel terzo secolo, per motivi ancora non chiari, e sostituito da un altro edificio più grande.

Retro di una tigre con coda, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
Retro di una tigre con coda, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

I frammenti provenivano da un'unica area, probabilmente appartenevano a una delle stanze. Sono variegati e decorati con diversi colori: presentano pattern geometrici (guilloché), motivi floreali, ecc. Particolarmente importanti la testa di un leone, quella di un animale cornuto (probabilmente un toro), un uccello, una tigre. Almeno un frammento comprende un uomo con una clava.

La popolazione di Zippori crebbe solo dopo la Prima Guerra Giudaica, ad indicare un cambiamento da parte degli Ebrei della Galilea verso Roma e la sua cultura. La città ottenne pure lo status di polis. I ritrovamenti sono di grande importanza per l'epoca, non esistendo di simili presso altri siti israeliani dello stesso periodo.

Guilloché, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
Guilloché, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

Link: AlphaGalileo via Hebrew University of Jerusalem


Riti funerari del Tardo Natufiano da Hilazon Tachtit

5 Luglio 2016

La grotta Hilazon Tachtit in Israele settentrionale. Credit: Naftali Hilger
La grotta di Hilazon Tachtit in Israele settentrionale. Credit: Naftali Hilger

Una nuova ricerca, pubblicata su Cultural Anthropology, ha preso in esame i resti di una donna in una sepoltura inusuale nel sito presso la grotta di Hilazon Tachtit, nella Galilea occidentale (Israele settentrionale). La tomba è stata datata al Tardo Natufiano (12 mila anni calibrati prima del tempo presente).

Donna alta 1 metro e 50, le cui ossa erano circondate da gusci di tartaruga e altri oggetti. Credit: Naftali Hilger
Donna alta 1 metro e 50, le cui ossa erano circondate da gusci di testuggine e altri oggetti. Credit: Naftali Hilger

La donna (alta 1,5m) fu seppellita su un letto di materiali selezionati, tra i quali corno di gazzella, gesso, argilla, blocchi di calcare e sedimenti. 86 gusci di testuggine attorno alle sue ossa, sul suo corpo conchiglie marine, un bacino di leopardo, ossa di cinghiale, un'ala di aquila e persino un piede umano.

Non si trattò dunque di un funerale ordinario per questa donna, la cui tomba fu scoperta nel 2008. Tre altre tombe sono state scoperte presso il sito di Hilazon Tachtit a partire dal 1995: la maggior parte conteneva ossa di diversi umani.

Chiaramente in questo contesto spicca la sepoltura della donna in questione: gli studiosi sono riusciti a ricostruire una sequenza di sei tappe nel rituale funerario di quella che era probabilmente una sciamana. Innanzitutto, lo scavo di una fossa ovale sul pavimento della grotta. Quindi la deposizione di uno strato di oggetti, tra grandi pietre, al quale è seguita la copertura con sedimenti, cenere e rifiuti di selce e ossa animali. A metà del rituale la donna viene collocata, e ulteriori oggetti speciali sono piazzati attorno e sopra di lei. Infine, la donna fu coperta da un altro strato riempitivo e quindi da una grande e pesante pietra.

Vista della grotta Hilazon Tachtit in Israele settentrionale. Credit: Naftali Hilger
Vista della grotta Hilazon Tachtit in Israele settentrionale. Credit: Naftali Hilger

Lo studio "A Natufian Ritual Event", di  e , è stato pubblicato su Cultural Anthropology.
Link: Cultural Anthropology; AlphaGalileoEurekAlert! via The Hebrew University of Jerusalem


Rara moneta d'oro di Traiano ritraente Augusto, scoperta in Galilea

14 Marzo 2016
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Scoperta in Israele una r moneta d'oro risalente al 107 dell'era volgare, coniata dall'Imperatore Traiano ma che ritrae Augusto, e parte di una serie di emissioni "nostalgiche". La scoperta è avvenuta nella campagna della Galilea orientale.
Si tratta di un esemplare rarissimo, poiché l'unico altro noto è attualmente al British Museum. La scoperta potrebbe riflettere la presenza romana nell'area già all'epoca, nel contesto della lotta contro i sostenitori di Bar Kokhba in Galilea. Trattandosi di un reperto isolato è però difficile affermarlo al momento.

Link: Israel Ministry of Foreign Affairs via Israel Antiquities Authority
Busto in marmo di Traiano dalla Glyptothek  di Monaco di Baviera, foto di User:Bibi Saint-Pol, own work, 2007-02-08, da WikipediaPubblico Dominio.


Israele: scarabeo con Thutmose III ritrovato presso i Corni di Hattin

4 Febbraio 2016
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Un sigillo inciso nella forma di uno scarabeo, che ritrae il faraone Thutmose III (1479 - 1425 a. C.), è stato ritrovato presso i Corni di Hattin, nella Galilea meridionale, in Israele. È stato datato al periodo tra il sedicesimo e l'undicesimo secolo prima dell'era volgare.
Il faraone della Diciottesima Dinastia, che regnò a lungo nel quindicesimo secolo prima dell'era volgare, viene presentato assiso in trono, di fronte al cartiglio col suo nome in geroglifici.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; Daily Mail; The Jerusalem PostHaaretz; i24News.
Vista panoramica presso i Corni di Hattin, da WikipediaPubblico Dominio (Original uploader was אסף.צ at he.wikipedia - Originally from he.wikipedia; description page is/was herehe:קרני חיטין בhe:צילום פנורמי תמונה שצילמתי ויצרתי בינואר 2006 צילום ממערב, צד ימין של התמונה פונה צפונה, צד שמאל - דרומה. אסף.צ 16:07, 21 ינואר 2006 (UTC)).


Israele: tre iscrizioni da Zippori

27 Gennaio 2016
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Scoperte tre iscrizioni sulla pietra di 1700 anni fa presso il cimitero occidentale a Zippori (anche Seffori), in Israele. In esse vi sarebbero indicazioni relative a importanti rabbini locali nella tarda epoca romana. Zippori fu la prima capitale della Galilea durante gli Asmonei, fino al primo secolo d. C.
In particolare, delle tre iscrizioni in Aramaico e Greco sarebbero le due in Aramaico a riferirsi a individui identificati come importanti rabbini, e a darci un'idea della vita all'epoca. Ad uno di loro si fa riferimento con l'indicazione della provenienza da Tiberiade: è perciò possibile che da diverse parti della Galilea ci si facesse seppellire qui, o semplicemente che l'individuo si trovasse a Zippori al momento della morte.
Il cimitero fu attivo tra il secondo e il quarto secolo d. C. Finora si sono ritrovate 17 iscrizioni funerarie, la maggior parte delle quali in Aramaico.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; Israel Antiquities AuthorityThe Times of IsraelHaaretzLive Science; The Jerusalem Post
Zippori, foto di Ori~, da WikipediaAttribuzione.


Legumi e le più antiche fave domesticate nel Levante meridionale del Neolitico

23 Novembre 2015
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La dieta degli abitanti della Galilea di diecimila anni fa consisteva principalmente di fave, lenticchie, piselli e ceci. Questi i risultati di uno studio congiunto, opera di ricercatori dell'Istituto Weizmann e dell'Autorità Israeliana per le Antichità, che hanno preso in esame siti del Neolitico nella regione ad ovest del fiume Giordano.
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Anche se sono onnipresenti, si sa molto poco delle origini delle fave (Vicia Faba L.): con questo nuovo lavoro si sarebbero individuati semi risalenti a 10.125-10.200 anni prima del tempo presente: si tratterebbe dei più antichi relativi alla pianta domesticata. Più in generale, i legumi in quest'area  sarebbero stati domesticati prima di altre piante. Sembra che le fave fossero pure oggetto di una particolare preferenza, vista l'abbondanza dei semi nei vari siti. Venivano pure immagazzinate.
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Una preferenza per i legumi che continua qui ancora oggi, visto l'utilizzo - ad esempio - del ful (fave stufate e condite), utilizzato anche come condimento per l'hummus, o considerando che la maggior parte dei ceci israeliani sono coltivati proprio in Galilea.
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Israele: una vanga per incenso da Khirbet el-Eika

13 Novembre 2015
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Una vanga per incenso di 2200 anni fa, ritrovata a Khirbet el-Eika, potrebbe contribuire a una migliore comprensione del popolamento della Galilea da parte degli Ebrei. L'area cominciò ad essere sotto il dominio ebreo solo con l'emergere della dinastia degli Asmonei. Archeologicamente, è molto difficile stabilire chi fosse ebreo qui, nel terzo e secondo secolo a. C.
Il reperto in bronzo, di epoca ellenistica e progettazione greco-romana, ha un caratteristico manico a forma di oca.
Link: Times of Israel; Archaeology.wiki
Vista del Lago di Tiberiade, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Pacman.
 


La più antica scena musicale da Israele

26 Maggio 2015
Un'impronta di un sigillo di cinquemila anni fa mostrerebbe la più antica rappresentazione di una scena musicale per Israele. L'impronta, posta su un pithos, fu ritrovata negli anni settanta del secolo scorso nel sito di Bet Ha-‘Emeq, nella Galilea Occidentale. Sono ritratte tre donne, due in piedi e una seduta, che suona probabilmente una lira.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; The Jerusalem Post; Xinhua; Live Science


Israele: tesoro di monete e gioielli dell'epoca di Alessandro Magno

9 Marzo 2015
Un tesoro di monete e gioielli dell'epoca di Alessandro Magno è stato ritrovato in una cava in Galilea, regione nel nord di Israele. Pare possibile che qualcuno abbia accumulato lì i preziosi nel periodo di crisi politica successivo alla morte del Macedone.
Link: Reuters; NBC News; Daily Mail


Israele: teschio di 55 mila anni fa intravedere i moderni Europei

28 Gennaio - 4 Marzo 2015
La scoperta di un teschio di 55 mila anni fa, dalla caverna di Manot in Galilea, nel Nord di Israele, getterebbe nuova luce sulla migrazione dall'Africa dei moderni umani. L'espansione in Eurasia dei moderni umani di origine africana ha costituito un fattore chiave nell'evoluzione, rimpiazzando tutti gli altri ominidi tra i 40 e i 60 mila anni fa.
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