Quarto ramo della stirpe europea dai cacciatori raccoglitori isolati nell'Era Glaciale

16 Novembre 2015

‘Quarto ramo’ della stirpe europea ebbe origine dai cacciatori raccoglitori isolati dall'Era Glaciale

Popolazioni di cacciatori raccoglitori superarono l'Era Glaciale in apparente isolamento per millenni nella regione montagnosa del Caucaso, mescolandosi in seguito con altre popolazioni ancestrali, dalle quali emerse la cultura Yamnaya che avrebbe portato questo lignaggio di cacciatori raccoglitori nell'Europa Occidentale.

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Il primo sequenziamento di antichi genomi estratti da resti umani datati al Tardo Paleolitico Superiore per un periodo di 13.000 anni ha rivelato un “quarto ramo” dell'antica stirpe europea, precedentemente non noto.
Questo nuovo lignaggio deriva da popolazioni di cacciatori raccoglitori che si divisero dai cacciatori raccoglitori occidentali, subito dopo l'espansione ‘fuori dall'Africa’ che avvenne 45.000 anni fa circa, e andarono ad insediarsi nella regione del Caucaso, dove la Russia meridionale incontra oggi la Georgia.
Qui questi cacciatori raccoglitori fondamentalmente rimasero per millenni, diventando sempre più isolati col culminare dell'Era Glaciale nell'ultimo  ‘Massimo Glaciale’ 25.000 anni fa circa: lo superarono nel relativo rifugio sulle montagne del Caucaso, fino a quando il disgelo permise il movimento e li portò in contatto con altre popolazioni, probabilmente provenienti dalle aree ulteriormente ad Est.
Questo condusse a un mescolamento genetico che produsse la cultura Yamnaya: allevatori della steppa portati dal cavallo, che dilagarono nell'Europa Occidentale attorno a 5.000 anni fa, presumibilmente annunciando l'inizio dell'Età del Bronzo e portando con loro la metallurgia e le capacità di allevamento, insieme al ramo di DNA ancestrale di cacciatori raccoglitori del Caucaso – ora presente in quasi tutte le popolazioni del continente europeo.
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L'antica discendenza di una Mummia Inca in Perù

12 Novembre 2015
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La mummia di un bambino Inca, sacrificato cinquecento anni fa e scoperta sull'Aconcagua nel 1985, è stata esaminata da un punto di vista genetico.
Appartiene a una popolazione quasi scomparsa in seguito alla conquista spagnola, relativa alla Cultura Wari, ed è risultato che i suoi parenti più vicini sono attualmente in Perù e Bolivia. Il bambino sarebbe dunque appartenuto a un sottogruppo molto raro che iniziò ad apparire 14.300 anni fa, e molto più frequente nel passato.
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Contestato il commercio di grano di ottomila anni fa tra Inglesi ed Europei

3 Novembre 2015
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Grazie a un nuovo test del DNA, una ricerca dal Max Planck Institute contesta il commercio di grano (da Bouldnor Cliff), ottomila anni fa circa, tra i cacciatori raccoglitori Inglesi coi contadini europei.
Si tratterebbe, molto probabilmente, di grano dei nostri tempi.
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L'uro e la complessa discendenza dei bovini

25 Ottobre 2015
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L'Uro (Bos taurus primigenius) è un antico e grande bovino, che abitava l'Eurasia e il Nord Africa (attorno agli 11 mila anni fa). La sua popolazione già declinava in antichità: l'animale si estinse poi nel diciassettesimo secolo. È l'antenato dei moderni bovini: dalla domesticazione degli uri sorsero due gruppi, il Bos taurus e il Bos indicus.
Il sequenziamento del genoma negli antichi uri selvatici ha ora dimostrato un'origine più complessa dei moderni bovini. Era già noto che i moderni Bos taurus europei derivassero dalle popolazioni di uri dell'Asia occidentale. Ora si sono scoperte prove dell'accoppiamento dei primi bovini addomesticati con gli uri selvatici in Britannia e Irlanda, in misura maggiore rispetto agli altri esemplari europei. Potrebbe perciò essere avvenuto che gli allevatori dell'area abbiano incrementato le loro mandrie grazie agli uri.
La ricerca ha preso in esame i genomi di 81 Bos taurus e Bos indicus addomesticati, oltre alle informazioni derivanti da oltre 1200 moderne vacche.
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Due neonati, stazionamento in Beringia e popolamento delle Americhe

26 Ottobre 2015
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La Beringia, il ponte di terra che univa Siberia e Alaska, diede vita ai primi coloni dell'Emisfero Occidentale, anche se la caratterizzazione genetica di quelle popolazioni è sempre rimasta oscura. Ora si è decifrato il materiale genetico da due neonati di 11.500 anni fa, seppelliti insieme nel campo di Upward Sun River in Alaska. Questi sono successivi la fine della colonizzazione di pochi millenni appena.
I dati rilevati nello studio suggeriscono una maggiore diversità genetica nella prima Beringia rispetto ad oggi, e supporterebbero il modello della fermata in Beringia (Beringian standstill model), per il quale i Nativi Americani discenderebbero da popolazioni asiatiche che si sarebbero fermate in Beringia per un massimo di diecimila anni, per poi spostarsi rapidamente nelle Americhe attorno ai 15 mila anni fa almeno.
In otto siti esaminati si sono ritrovate poi tutte le principali discendenze di Nativi Americani, che indicano la presenza di questi nella prima popolazione in Beringia.
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La peste è molto più antica di quanto ritenuto finora

22 Ottobre 2015

La peste negli umani è ‘due volte più antica’ ma non cominciò con la pulce come agente di trasmissione. Così rivela il DNA antico

Una nuova ricerca data la peste alla prima Età del Bronzo, mostrando che è stata endemica tra gli umani lungo l'Eurasia per millenni, ancor prima della prima epidemia globale registrata, e che la peste ancestrale mutò nella sua forma bubbonica, trasmessa dalle pulci, tra il secondo e il primo millennio a. C.

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Una nuova ricerca che ha utilizzato il DNA antico ha rivelato che la peste è stata endemica nelle popolazioni umane per più del doppio di quanto precedentemente ritenuto, e che la peste ancestrale si sarebbe diffusa prevalentemente col contatto da persona a persona – fino al verificarsi di mutazioni genetiche che permisero allo Yersinia pestis (Y. pestis), il batterio che causa la peste, di sopravvivere nella viscere delle pulci.
Queste mutazioni, che potrebbero essersi verificate attorno al volgere del primo millennio a. C., diedero vita alla forma bubbonica della peste, che si diffuse a una velocità terrificante attraverso le pulci – e di conseguenza i ratti – che la trasmettevano. La peste bubbonica causò le pandemie che decimarono popolazioni a livello globale, compresa la Peste Nera, che spazzò via metà della popolazione europea nel quattordicesimo secolo.

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Antico genoma dall'Africa sequenziato per la prima volta

8 Ottobre 2015

Antico genoma dall'Africa sequenziato per la prima volta

DNA da un teschio etiope di 4.500 anni fa rivela che un'enorme ondata migratoria di Eurasiatici Occidentali nel Corno d'Africa, attorno a 3.000 anni fa, ebbe un impatto genetico sulle moderne popolazioni lungo l'intero continente africano.

Gli Archeologi al di fuori dell'entrata della Grotta Mota sugli altopiani etiopi, dove i resti contenenti l'antico genoma furono scoperti. Foto di Matthew Curtis
Gli Archeologi al di fuori dell'entrata della Grotta Mota sugli altopiani etiopi, dove i resti contenenti l'antico genoma furono scoperti.
Foto di Matthew Curtis

[Nota in data 4 Febbraio 2016: si guardi il commento in conclusione del testo, per le importanti correzioni e modifiche apportate dagli autori della ricerca]
Il primo genoma umano antico africano ad essere sequenziato ha rivelato che un'ondata migratoria di ritorno nell'Africa dall'Eurasia Occidentale, attorno a 3.000 anni fa, fu due volte più significativa di quanto ritenuto in precedenza, e ha interessato la composizione genetica delle popolazioni per l'intero continente africano.
Il genoma è stato preso dal teschio di un uomo seppellito a faccia in giù 4.500 anni fa in una grotta chiamata Mota sugli altopiani dell'Etiopia – una grotta sufficientemente fredda e asciutta da preservare il suo DNA per migliaia di anni. In precedenza, l'analisi del genoma antico era limitato a campioni dalle regioni settentrionali e artiche.
L'ultimo studio è riuscito per la prima volta a recuperare e sequenziare un genoma umano antico dall'Africa, fonte di tutta la diversità genetica umana. I ritrovamenti sono stati pubblicati l'8 Ottobre sul periodico Science.
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Il colore nero del riso Imperatore

25 - 26  Settembre 2015
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Il riso nero, anche noto come riso imperatore o riso proibito (da noi anche come riso Venere), ha una storia ricca e interessante. In antichità era apprezzato per il suo colore, tanto da essere riservato all'Imperatore nell'antica Cina, ed utilizzato come tributo.
Un nuovo studio esamina le origini del riso nero in Asia: mentre il riso selvatico (Oryza rufipogon) è rosso, le varietà coltivate (Oryza sativa) sono bianche a causa di un gene. Anche se gli eventi che circondano l'origine e la diffusione del riso nero rimangono ignote, le cause del colore sono da individuarsi nella riorganizzazione di un gene, originariamente verificatasi nella sottospecie japonica tropicale, e poi trasferita ad altre specie per incrocio.
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Perché l'Influenza spagnola fu così letale?

22 Settembre 2015
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L'influenza causa normalmente tra le 250 e le 500 mila vittime ogni anno, nel mondo. Nel 1918, però, la pandemia influenzale nota come Influenza spagnola uccise tra 50 e 100 milioni di persone, mentre la Prima Guerra Mondiale era ancora in corso. Perché fu tanto più letale?
A questa domanda prova ora a rispondere un nuovo studio, che ha scoperto che una proteina del virus del 1918 si lega direttamente alla proteina umana RIG-I, che svolge un ruolo chiave nella risposta immunitaria all'influenza.
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Gli Inuit, e l'adattamento genetico a particolari diete

17 - 18 Settembre 2015
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La dieta degli Inuit, nativi della Groenlandia, è spesso portata ad esempio come caso di dieta ricca di proteine e grassi che però li mantiene in salute a causa degli alti livelli di omega 3.
Un nuovo studio ora sottolinea che quanto può esser vero per loro può non esserlo per altri, avendo gli Inuit (e i loro antenati Siberiani) sviluppato delle mutazioni genetiche che li aiutano a contrastare gli effetti di una tale dieta, ricca in grassi da mammiferi marini. Tra gli altri effetti, una statura più bassa.
Queste mutazioni esistono però solo nel 2% degli Europei e nel 15% dei Cinesi Han. Lo studio è importante perché dimostra in modo chiaro l'adattamento di popolazioni umane a determinate diete.
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