Le pietre di Stonehenge dal Galles, ma trasportate dai ghiacci

14 Dicembre 2015
Stonehenge
Le voci contrarie si erano levate già pochissimi giorni dopo l'annuncio delle ultime ipotesi riguardanti le pietre di Stonehenge (si tratta di dolerite o diabase o microgabbro, generalmente indicata come “bluestone” in Inglese). La nuova tesi le voleva far provenire da due cave nel Pembrokeshire, nelle Colline (o Montagne) di Preseli (NdT: Preseli Hills or Mountains) in Galles: Carn Goedog e Craig Rhos-y-felin.
Alcuni ricercatori, considerando insufficienti le prove a sostegno della nuova tesi, hanno ora prodotto un nuovo studio in risposta. Nelle due cave gallesi non vi sarebbe traccia di intervento umano: le prove che facevano ritenere di aver ritrovato attività di estrazione sarebbero in realtà interamente riferibili a un'origine naturale. Lo spostamento delle pietre di Stonehenge dal Galles sarebbe dovuto perciò ai ghiacciai, e non all'azione umana.
La nuova ricerca non discute perciò l'origine gallese delle pietre, e pur riconoscendo la probabile presenza di un campo preistorico nell'area, si tratterebbe di cacciatori. Nessuna prova di estrazione della pietra dalle cave, insomma.
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Ritrovato il tesoro del Galeone San José

7 Dicembre 2015
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Si sarebbe ritrovato il relitto del galeone spagnolo San José, costruito nel 1696 e affondato nel 1708 durante la Battaglia di Barú, al largo della costa di Cartagena, in Colombia.
La Battaglia di Barú ebbe luogo l'8 Giugno 1708, nell'ambito della Guerra di Successione Spagnola (1701-1714). Lo squadrone di quattro vascelli inglesi, guidati da Charles Wager, si scontrò con la flotta spagnola, composta da quattordici navi mercantili, una urca e tre navi da guerra. Il San José era guidato dal Comandante della flotta, il Capitano José Fernández de Santillán. Il Galeone affondò improvvisamente, dopo l'abbordaggio: solo 11 dei 600 membri dell'equipaggio sopravvissero. Gran parte del tesoro trasportato dalla flotta spagnola era concentrato sulle tre navi maggiori, tra le quali proprio il San José.
E si tratta di uno straordinario tesoro: oltre 11 milioni di dobloni d'oro, pietre preziose e gioielli. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha parlato del più grande tesoro della storia. Non si fatica a comprendere il sorgere di una complessa disputa internazionale che vede da una parte la Spagna, dall'altra la Colombia, e dall'altra la società americana Sea Search Armada (Ssa) che individuò l'area del relitto nel 1981.
Il relitto sarebbe stato identificato grazie ai cannoni in bronzo dalla caratteristica forma a delfino, da esperti dell'Istituto Colombiano di Antropologia e Storia (Icanh), coadiuvati dalla Marina Militare. La scoperta sarebbe stata effettuata il 27 Novembre, secondo quanto nel comunicato del Presidente Santos. Secondo un comunicato successivo, il galeone non sarebbe inoltre esploso, come finora ritenuto.
Ci vorranno diversi anni per recuperare i reperti dal relitto. Del galeone si parla anche nel romanzo di Gabriel Garcia Marquez, L'amore ai tempi del colera.
https://twitter.com/JuanManSantos/status/673177850732609536
Link: Presidencia de la República - Colombia 1, 2ANSA; Live Science 1, 2EuronewsCNN; The Guardian; NPRRepubblica.it; La Stampa; Huffington PostGiornalettismo; TG COMScience Daily via Newsy
Combattimento navale a largo di Cartagena, 1708, dipinto di Samuel Scott (Source=David Cordingly et autres, Pirates, terror on the High Seas - from the Caribbean to the South China Sea), da WikipediaPublic Domain, caricata da Sir Ignel.
 


Dietro la facciata dell'Epoca Vittoriana

7 Dicembre 2015
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Quella dell'Epoca Vittoriana viene spesso descritta come una società particolarmente formale, disciplinata, dotata di autocontrollo al punto da sembrare repressa. Si racconta persino l'aneddoto secondo il quale l'imbarazzo per le nude gambe dei tavoli avrebbe portato a coprirle.
Un nuovo studio sfida queste concezioni tradizionali, cercando di verificare cosa si nasconde dietro la facciata, ed esaminando fonti diverse da quelle metropolitane e relative alle élite. Queste hanno rivelato l'esistenza di una cultura vernacolare ed elementi contrari alla visione tradizionale del decoro vittoriano.
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Inghilterra: tracce di edificio romano in legno da Chester

28 - 30 Novembre 2015
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Tracce di legna, che avrebbe costituito le fondamenta di un edificio in epoca romana, sono stati scoperti durante lavori a Chester, nel Cheshire. L'edificio daterebbe al primo o al secondo secolo d. C.
Link: The Chester Chronicle; Culture 24
Il Cheshire, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricato da e di Nilfanion (Nilfanion - Ordnance Survey OpenData: County boundaries and GB coastline National Geospatial-Intelligence Agency Irish, French and Isle of Man coastlines, Lough Neagh and Irish border ).
 


Nuovi dettagli della Cattedrale di Lincoln dalla scansione laser

26 Novembre 2015
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Una potente scansione laser della celebre Cattedrale di Lincoln permette oggi di ottenere una registrazione virtuale e dettagliata dell'interno della stessa, rivelandone nuovi dettagli architettonici. Costruita a partire dal 1088, la chiesa ha subito diverse alterazioni nei secoli.
Lo studio si era reso necessario, in quanto le piantine a disposizione risalivano a più di un secolo fa. In particolare, non esistevano poi per la navata, mentre per il tetto del diciottesimo secolo è noto che questo sia stato alterato, ma non ci sono informazioni sulla struttura in legno originale.
La scansione laser ha permesso così di ottenere in poche ore quello che, con altri mezzi, avrebbe richiesto settimane e mesi di lavoro, e permette pure di compiere un tour virtuale della Cattedrale. Gli studiosi stanno quindi sviluppando un modello 3D della stessa.

Link: University of Nottingham
La navata che guarda ad est nella Cattedrale di Lincoln, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Diliff.
 


‘Riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

27 Novembre 2015

Il ‘riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

Dettaglio dal Bacio di Giuda Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge
Dettaglio dal Bacio di Giuda
Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge

Un raro dipinto medievale, che ritrae il tradimento di Cristo da parte di Giuda, potrebbe essere sopravvissuto alle distruzioni per mano degli iconoclasti del sedicesimo secolo, dopo esser stato ‘riciclato’ per elencare invece i Dieci Comandamenti.

Ora in mostra al Fitzwilliam Museum, Il Bacio di Giuda è una delle opere d'arte più rare del suo genere. Al tempo della Riforma Protestante e durante la Guerra Civile Inglese, i dipinti delle chiese furono distrutti a migliaia. Pochi sopravvissero nel Regno Unito, e di quelli che rimangono molti sono stati deturpati. Si crede che fino al 97% dell'arte religiosa inglese sia stata distrutta durante e dopo la Riforma Protestante.
Il pannello in legno, dipinto briosamente e con dettagli scelti su foglie d'argento e d'oro, data al 1460 circa ed è ancora più sorprendente in quanto ritrae il momento del tradimento del Cristo, ad opera di Giuda Iscariota. I devoti parrocchiani cattolici spesso graffiavano e scavavano l'odiata figura di Giuda, e quindi il dipinto sarebbe stato a rischio da parte delle congregazioni di Cattolici e Protestanti alla stessa maniera, nei secoli intercorsi.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy Ffor in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy For in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
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La cucina di Shakespeare a New Place

26 - 27 Novembre 2015
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Stratford-upon-Avon è una città di mercato del Warwickshire, oggi meta di turismo soprattutto per il fatto di essere la città natale di William Shakespeare. Ci si riferisce a lui anche con l'epiteto di Bardo di Avon, infatti.
800px-Great_Garden,_New_Place,_Stratford-upon-Avon
Scavi archeologici hanno ora portato alla luce quella che era la cucina della casa di Shakespeare, con un focolare e forno, un pozzo e una fossa per conservare gli alimenti (una sorta di frigo, insomma). Ritrovati anche frammenti di piatti, coppe, e altri manufatti da cucina. L'abitazione, situata all'angolo tra Chapel Street e Chapel Lane, è nota come "New Place", ed era la più grande della cittadina all'epoca: consta di venti stanze e dieci focolari.
La scoperta delle aree relative alle attività di cucina, di birrificazione, della dispensa e dell'area di conservazione a freddo, insieme alla bilancia, permettono ora di apprezzare New Place come luogo di lavoro oltre che di abitazione di alto livello.

New Place fu acquistata da Shakespeare nel 1597 (allora era già un drammaturgo affermato) per la considerevole cifra di 120 sterline. Qui egli visse fino alla morte, avvenuta nel 1616: durante questo periodo scrisse 26 opere, tra cui "La Tempesta". Si programma l'apertura al pubblico per Luglio del 2016: l'anno prossimo ricorrono i quattrocento anni dalla morte del drammaturgo. Lo scavo ha anche rivelato elementi di epoche precedenti, medievali e dell'Età del Ferro.
https://twitter.com/HistoricEngland/status/670184243478196224
Link: Shakespeare Birthday Trust, 1, 2BBC News; The Telegraph; The History BlogWestern Daily Press; Culture 24; Stratford Observer; Coventry TelegraphThe Stage.
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers' Company.[1] - Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
 
Great Garden a New Place, foto di Michelle Walz Eriksson (originally posted to Flickr as Great Garden New Place), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Flickr upload bot.
 


Londra in epoca romana era già una città cosmopolita

23 Novembre 2015
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L'analisi del DNA proveniente da quattro scheletri della Londinium di epoca romana ha dimostrato che non era poi così diversa dalla Londra cosmopolita di oggi.
Due degli scheletri provenivano da persone nate fuori dall'Europa, uno proveniva dall'Europa continentale, e nessuno pare fosse originario di Londra. Un maschio si pensa fosse un gladiatore o forse un criminale giustiziato: originario dell'Europa Orientale, aveva capelli neri e occhi marroni, il suo teschio fu ritrovato in un fosso nei pressi nell'anfiteatro.
La donna di Harper Road aveva un'età tra i 26 e i 35 anni. Nata probabilmente in Gran Bretagna e vissuta tra il 50 e il 70 d. C., avrebbe cromosomi maschili, pur presentando un aspetto femminile.
L'adolescente da Lant Street, invece, aveva 14 anni e occhi blu: proveniva dal Nord Africa, dove era cresciuta, tra il 300 e il 400 d. C. Da un punto di vista genetico il suo DNA mitocondriale è comune nell'Europa meridionale ed orientale.
L'uomo di Mansell Street, visse tra il 180 e il 400 d.  C. Aveva 45 anni e proveniva pure lui dal Nord Africa, aveva occhi marroni e capelli marrone scuro.
I diversi soggetti presentano diversi corredi funerari, e diverse condizioni di salute, ma sono accomunati da denti in pessimo stato.
 

The Museum of London has undertaken some incredibly important research into ancient DNA revealing stories about the...
Posted by Museum of London on Lunedì 23 novembre 2015

Link: BBC News; The Guardian; Quartz; ABC.net.au; Culture 24Archaeology News Network via AFP.
Mosaico romano dal Museo di Londra, foto da WikipediaCC BY 2.5, caricata da e di Udimu.
 


Rimesso in discussione il passato leggendario di Glastonbury

23 - 24 Novembre 2015
Abbey,_St._Joseph's_Chapel,_Glastonbury,_England-LCCN2002696763
Nuovi studi rimettono in discussione il passato leggendario dell'Abbazia di Glastonbury. Questa sarebbe stata fondata 200 anni prima di quanto ritenuto: lo proverebbero i frammenti di giare per il vino in ceramica dal Mediterraneo, e relative a un insediamento dei cosiddetti "secoli bui".
Non solo, i monaci dell'Abbazia avrebbero contribuito a forgiare le storie mitiche legate a Glastonbury, rendendolo uno dei monasteri più ricchi della regione. Secondo questa visione tradizionale, l'Abbazia di Glastonbury sarebbe il luogo di sepoltura di Re Artù (individuato dai monaci nel 1191), oltre che la più antica chiesa in Gran Bretagna, fondata da Giuseppe di Arimatea. Secondo questa che è la leggenda più nota (l'altra vede lo stesso Gesù fondare la chiesa), Giuseppe di Arimatea avrebbe piantato un ramo che sarebbe miracolosamente fiorito, e lì si sarebbe fondata la chiesa. Le prove più antiche di tale leggenda sarebbero però del diciassettesimo secolo.
KingArthurTombsite
Negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, gli scavi di Ralegh Radford avrebbero poi ritrovato un cimitero cristiano e un chiostro di epoca sassone, i più antichi in Inghilterra, oltre alla tomba dello stesso Artù. La nuova ricerca ritiene invece che le tombe che Radford riteneva dei "secoli bui" sarebbero di epoca successiva alla chiesa e al monastero sassone. Sempre secondo il nuovo studio, la tomba di Artù, datata tra l'undicesimo e il quindicesimo secolo, non presenterebbe alcuna prova per l'identificazione in tal senso: si tratterebbe solo di un fosso con delle macerie, non ci sarebbero elementi riguardanti Artù o Ginevra.
Glastonburyabbey
I monaci avrebbero quindi costruito la chiesa di modo da enfatizzarne gli elementi arcaici, producendo pure le celebri leggende. L'obiettivo sarebbe stato quello di promuovere un'immagine di grande antichità cristiana del luogo e di aumentare le entrate derivanti dai pellegrinaggi: queste si sarebbero rese necessarie dopo il devastante incendio del 1184.
Queste le conclusioni alle quali è giunto il progetto quadriennale, portato avanti da un team di 31 specialisti guidati dalla professoressa Roberta Gilchrist dell'Università di Reading, e che ha riesaminato tutte le registrazioni archeologiche riguardanti le 36 stagioni di scavo effettuate negli anni dal 1904 al 1979 presso Glastonbury.
Secondo gli autori, coloro che in passato hanno esaminato l'Abbazia in precedenza sarebbero stati "annebbiati" dai miti e dalle leggende che la circondano, contribuendo a perpetuarne molti.
Con le nuove ricerche si sarebbero inoltre ritrovati resti di lavori in vetro del 700 d. C., con un importante complesso di fornaci di epoca sassone, i più antichi della regione. La rilevanza di Glastonbury non è, insomma, messa in discussione.
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Un segnale di epoca romana ricostruito a Silchester

12 Novembre 2015
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Ritrovato a Silchester un secondo frammento di quello che doveva essere un segnale, in epoca romana. L'oggetto è lungi dall'essere integralmente ricostruito, ma gli studiosi sono già stati in grado di intuire una parola: il nuovo frammento "BA" si aggiunge a quello già noto "AT", indicando At(e)ba(tum), cioè, "degli Atrebati", la tribù che fondò la città nel primo secolo a. C. Il nuovo frammento è stato ritrovato ad appena dieci metri dal precedente, scoperto cent'anni prima.
Al di là di questo, la scoperta è importante perché fa sorgere degli interrogativi su costruzione e distruzione del grande edificio, che gli archeologi riconducono possibilmente a Nerone e Budicca rispettivamente. I frammenti saranno esibiti al Museum of English Rural Life dell'Università, fino al 27 Novembre.
Link: University of ReadingBBC; The History BlogPast Horizons; GetReading
L’anfiteatro a Calleva Atrebatum, foto di Pam Brophy, da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da GeographBot.