Teatro Dal Verme Milano Concerto di Santa Cecilia

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia a Milano

Teatro Dal Verme

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21. L’ingresso in sala sarà consentito a partire dalle ore 20:15

Milano, 16 novembre 2018 – Anche quest'anno il Teatro Dal Verme apre le sue porte, ospitando venerdì 23 novembre, alle ore 21 il tradizionale concerto di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, intitolato "Dall’epopea della Grande guerra al Novecento italiano".

L’appuntamento dell’edizione 2018 è inserito nel palinsesto “Novecento italiano”. Due i temi della serata: la commemorazione della fine del primo conflitto mondiale e l’omaggio al repertorio colto italiano del XX secolo.

Sul palco si alterneranno i direttori d’orchestra Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso, il 1° Luogotenente Orchestrale Antonio Macciomei e il Maresciallo Capo Andrea Bagnolo alla guida della Civica orchestra di fiati di Milano in un’unica formazione insieme alla Fanfara del Comando Ia Regione Area e alla Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” .

In programma brani del periodo della Grande guerra e musiche di Nino Rota e Ottorino Respighi.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti disponibili.

Come da Comune di Milano.


Dal Piave a Vittorio Veneto

"1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani" al Museo della Repubblica Romana

1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

sabato 17 novembre 2018 ore 16.00

1918-2018Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani intende riproporre in una rapida carrellata gli eventi salienti dell’ultimo anno di guerra combattuto sul fronte italiano, lungo la linea del Piave.

Qui l’esercito italiano, dopo la tragica rotta di Caporetto, riuscì a contenere la spinta bellica del nemico sino a ribaltare le sorti della guerra con la controffensiva finale di Vittorio Veneto, del 24 ottobre 1918, che, con il successivo armistizio di Villa Giusti, determinò la resa dell’Austria e la vittoria dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale.

A partire dal 9 novembre 1917 fu, infatti, il corso del fiume Piave, sino a quel momento solo strategica via di comunicazione tra le montagne e il mare, il nuovo confine italiano da difendere a qualunque costo dall’avanzata austriaca, che dopo Caporetto aveva occupato un vasto territorio italiano, pari a quasi due regioni, creando una quantità impressionante di profughi e prigionieri.

Una situazione tragica dalla quale l’Italia riuscì a risollevarsi anche grazie al sacrificio – enorme in termine di vite umane – di quei celebri ragazzi del ’99 che, mandati appena diciottenni al fronte, vi portarono le energie fresche e motivate indispensabili per ribaltare una situazione ormai pesantemente compromessa.

Lungo le sponde del fiume, sull’altura del Montello come sul massiccio del Grappa, un anno di intensi combattimenti sarà ripercorso con l’ausilio di un ricco apparato iconografico. La narrazione storica sarà arricchita inoltre dalla presentazione di alcuni cimeli autentici della Grande Guerra, che saranno illustrati per chiarire meglio le differenze tecniche e di equipaggiamento esistenti tra le diverse truppe impegnate negli scontri. Due divise storiche riproducenti fedelmente quelle in dotazione agli eserciti italiano e austro-ungarico, realizzate dalla Sartoria Storica Buosi, saranno infine presentate nelle loro peculiarità dal titolare, appassionato collezionista di divise della Prima Guerra Mondiale.

Intervengono: Mara MinasiGiovanni AdducciRemo Buosi

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio - Roma

Ingresso libero sino a esaurimento posti

Info 060608 | www.museodellarepubblicaromana.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


They Shall Not Grow Old Peter Jackson Prima Guerra Mondiale Grande Guerra

They Shall Not Grow Old: nuova vita agli archivi britannici della Prima Guerra Mondiale

Col documentario They Shall Not Grow Old, i filmati britannici della Prima Guerra Mondiale - ormai con un secolo di vita sulle spalle - potranno finalmente arrivare in modo vivido alle nuove generazioni.

Peter Jackson ha difatti restituito nuova vita alle immagini d'archivio della Grande Guerra, grazie ad apparecchiature d'avanguardia, e conferendo così colore, alta definizione, 3D e persino integrando voci e musica dove non c'erano. Si sono quindi affiancate le voci dei veterani, veri protagonisti del conflitto al fronte.

Non si tratta però di un'operazione meramente cosmetica. Lo scopo di Peter Jackson era quello di riportare questi uomini nel mondo moderno, di modo che potessero acquisire nuovamente la loro umanità, e non essere visti - a causa delle limitazioni delle registrazioni dell'epoca - come dei Charlie Chaplin nei filmati d'archivio. Si tratta perciò di un'operazione al contempo coraggiosa e innovativa, che sta riscuotendo un consenso unanime dalla critica.

Il punto di vista è quello britannico, poiché il punto di partenza sono gli archivi dell'Imperial War Museum e della BBC. In They Shall Not Grow Old, l'attenzione è posta sin dal titolo verso questi ragazzi giovanissimi, troppi dei quali non arriveranno a vedere la fine del conflitto. Sarà così possibile vedere come mangiavano, come dormivano, come si creavano legami di amicizia; si scopriranno le loro speranze e le loro paure.

Il documentario è stato prodotto e diretto da Peter Jackson (vincitore dell'Academy Award e regista per la trilogia del Signore degli Anelli) dal 2018, e commissionato da 14-18 NOW (programma britannico per il Centenario della Prima Guerra Mondiale), dagli Imperial War Museums e in associazione con la BBC.

They Shall Not Grow Old è stato proiettato in anteprima mondiale il 16 ottobre 2018 al London Film Festival, con una presentazione speciale e un'intervista con Mark Kermode; è stato presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma 2018. Sarà trasmesso su BBC Two nella mattinata dell'11 novembre 2018, alle ore 9:30; il giorno dell'armistizio coincide con la Remembrance Sunday nel Regno Unito e con il Veterans Day negli Stati Uniti. La Warner Bros. ha acquisito i diritti di distribuzione del documentario.

Non si può che sperare che il documentario arrivi quindi anche al grande pubblico italiano.

https://www.facebook.com/KermodeMayo/videos/695489050825020/

 

They Shall Not Grow Old

Nazione: Regno Unito, Nuova Zelanda

Regia: Peter Jackson

Consulenza Scientifica: Peter Connor, Chris Pugsley, Andy Robertshaw

Durata: 99’

Anno: 2018

Link: Sito UfficialeFacebookIMDb, BBC, Variety, Cinematografo, Bad Taste 1, 2,  (YouTube), Disinformatico.


Concerto al Museo della Repubblica Romana e appuntamenti alla Casa della Memoria e della Storia

Prossimi appuntamenti al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina (concerto del 4 novembre) e alla Casa della Memoria e della Storia (fino al 22 novembre).

 

Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerra

concerto al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina

 

Domenica 4 novembre 2018, alle 21.00, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà il concerto Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerrain occasione della giornata che sancì storicamente cent’anni orsono la fine delle ostilità dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto. 

 Le  canzoni  di questo concerto – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – rievocano in questo caso la tragedia della Prima Guerra Mondiale: parlano delle sofferenze subite al fronte, descrivono i luoghi delle battaglie, raccontano il dolore per i lutti, la struggente nostalgia della casa, della madre lontana, ma anche la speranza di rivedere la donna amata, che aspetta il soldato nel luogo natio.

Sono brani toccanti che, a cent’anni dal celebre proclama di Diaz che il 4 novembre del 1918 diramò la notizia della firma dell’armistizio e della conseguente cessazione della Grande Guerra, risuoneranno ancora tra le pareti del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina in omaggio alle sofferenze immani patite dai soldati e dai loro cari nei quattro anni della guerra appena conclusa e per continuare a far riflettere sulla tragedia di un conflitto che causò oltre nove milioni di vittime tra i soldati e circa sette milioni tra i civili.

Dalla catastrofe di Caporetto (24 ottobre 1917), e dalla gravissima perdita di vite e territori che comportò, l’Italia riuscì infatti a risollevarsi, facendo rifulgere imprevedibile nel corso dell’anno successivo la “luce d’Italia”, di cui parla D’Annunzio: al destino di sconfitta che sembrava ormai inevitabile le truppe italiane seppero ribellarsi, opponendo una tenuta inaspettata sulle sponde del Piave sino a giungere al ribaltamento delle sorti di quella tragica rotta nella stessa giornata del 24 ottobre del 1918, con l’offensiva finale sferrata nella vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto.

Al coraggio e alla generosità di quegli uomini che seppero tener testa con sacrificio alle agguerrite truppe austro-tedesche e condurre l’Italia alla fine del conflitto è dedicato questo concerto, che si avvarrà della voce di Graziella Antonucci (autrice di un’accurata ricerca storica sui brani selezionati) e della chitarra di Marco Quintiliani.

Per non dimenticare la fragile, forte umanità che fu travolta da una tragedia per tanti versi disumana.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info:

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodellarepubblicaromana.it

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI ALLA CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

 

● Martedì 6 novembre 2018 alle ore 18.15

IL MIO ZIO ITALIANO. Ricordi di Famiglia, Scutari 1943 - Roma 2017 di Eliza Çoba

Lettura scenica di Anita Pagano con la partecipazione di Ano Lushi soprano e la regia di Ottavio Costa.

La lettura scenica di una drammatica vicenda, “la piccola Storia”, delle singole persone e famiglie, offre una lente di ingrandimento per capire la “grande Storia”, dei popoli e contribuisce ad attivare e condividere così la memoria collettiva come deterrente al ripetersi delle tragedie dei popoli.

Iniziativa a cura di Occhio Blu Anna Cenerini Bova e Circolo Gianni Bosio

 

● Mercoledì 7 novembre 2018 alle ore 17.00

I 100 ANNI DI MARIO FIORENTINI INTELLETTUALE MATEMATICO PARTIGIANO

Sarà presente Mario Fiorentini che racconterà Quel drammatico mese di marzo del 1943, prima e dopo Via Rasella.

Intervengono Fabrizio De Sanctis- Presidente ANPI Provinciale di Roma, Antonio Parisella Presidente Museo Storico della Liberazione, Alessandro Portelli- storico, critico musicale e anglista, Antonio Salmeri-matematico, direttore di Euclide. Giornale di matematica per i giovani. Interventi musicali di Sara e Gabriele Modigliani.

Iniziativa a cura di ANPI in collaborazione con Museo Storico della Liberazione

 

● Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 20.00

CONVEGNO E ASSEMBLEA a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all'Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018).

Il volume di Fabio Dei ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra ad oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Dal concetto di “folclore progressivo”, passando attraverso gli studi di Bosio, espressione di una storiografia marxista, Fabio Dei analizza il rapporto tra culture egemoniche e subalterne, che con Cirese diventano oggetto di disciplina accademica, fino ad interpretarne i nessi e le loro inevitabili tensioni come strumenti per comprendere ciò che si intende oggi per concetto di “popolo” e di “popolare”.

In mattinata è previsto il seminario congiunto tra le tre associazioni proponenti. Nel pomeriggio è in programma l’assemblea annuale dei soci dell’AISO. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Alessandro Portelli-Presidente Circolo Gianni Bosio, Bianca Pastori-antropologa, membro del direttivo AISO, Gabriella Gribaudi-storica, ex presidente AISO e Giovanni Contini-storico, Consiglio direttivo AISO

Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio in collaborazione con AISO (Associazione di Storia Orale) e Istituto de Martino di Sesto Fiorentino

 

● Martedì 13 novembre 2018 alle ore 17.00

Presentazione del libro

LA FAMIGLIA F. di Anna Foa (editori Laterza, 2018).

Una storia familiare e autobiografica piena di riferimenti storici che fa rivivere la passione di tanti momenti importanti della storia recente, attraverso le percezioni politiche, i libri che si leggevano e il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare.

Introduce Aldo Pavia-ANED. Interviene Mario Avagliano-storico. E’ presente l’autrice. Coordinamento di Fabrizio De Sanctis-ANPI.

Iniziativa a cura di ANPI, ANED e Circolo Gianni Bosio

 

In corso fino al 22 novembre 2018 la mostra foto-documentaria

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA LIBIA. VIOLENZA E COLONIALISMO 1911-1943.

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente. La mostra restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti. Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

 L’esposizione - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

 

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) - 00165 Roma

dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.30 alle ore 20.00 - Sabato e Domenica chiuso

Tel. 06/6876543 – 060608

Per saperne di più: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS178069

INGRESSO LIBERO

Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

Orario di apertura per la consultazione: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00; sabato e domenica chiuso

Testi e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Pavia: mostra "Tra il vento e la neve. Prigionieri italiani nella Grande Guerra"

Tra il vento e la neve

Prigionieri italiani nella Grande Guerra

Pavia, Castello Visconteo, 21 ottobre 2018 - 27 gennaio 2019

A cura di Francesca Porreca

con la collaborazione di Carlo Perucchetti

(Centro Studi Musica e Grande Guerra di Reggio Emilia).

Inaugurazione sabato 20 ottobre, ore 16.30

Interverranno

Massimo Depaoli, Sindaco di Pavia

Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura

Francesca Porreca, Curatrice della mostra

Rolando Anni e Carlo Perucchetti, per la presentazione del libro

Voci e silenzi di prigionia. Cellelager 1917-1918

In occasione dell’ormai prossimo appuntamento con il centenario della fine della Grande guerra, il Comune di Pavia ha organizzato per l’autunno 2018 una serie di eventi organicamente collegati al fine di approfondire e divulgare alcuni aspetti riguardanti la prima guerra mondiale, mettendo in luce in particolare la complessa e poco nota vicenda dei prigionieri italiani nei campi di concentramento tedeschi e austriaci, già attivi nel primo conflitto, e il ruolo della Croce Rossa Internazionale, che ha tenuto vivo il canale di comunicazione tra i soldati e le loro famiglie, oltre ad assicurare un supporto medico neutrale.

Uno dei temi meno conosciuti della prima guerra mondiale è la prigionia di 600.000 italiani nei lager austriaci e tedeschi. In essi morirono oltre 100.000 soldati per le durissime condizioni di vita, nella sostanziale indifferenza dello Stato Italiano e del Comando Supremo.

Il ritrovamento presso archivi privati di una ricca e importante documentazione inedita riguardante il lager per ufficiali italiani di Celle (in Germania, vicino ad Hannover), insieme alla presenza nell’archivio dei Musei Civici del manoscritto originale di Angelo Rognoni (Pavia, 1896–1957) intitolato Gefangenen (prigioniero), che racconta la sua esperienza di prigioniero prima a Crossen am oder e poi a Celle Lager, è stato lo spunto per approfondire la ricerca su questo tema. Tra gli ufficiali prigionieri ci furono numerosi scrittori, come Carlo Emilio Gadda, Bonaventura Tecchi, Ugo Betti e non pochi artisti e musicisti, come Francesco Nonni, Angelo Rognoni e Silvio Santagostino, che scrissero numerosi diari e cartoline, realizzarono disegni, dipinti e composizioni musicali.

«Si tratta di un lavoro di elevato profilo scientifico, come la statura dei nostri Musei richiede. Ma sarà anche l’occasione di una presa di coscienza collettiva su angoli della Memoria che è doveroso tenere vivi, perché rimangano in futuro spunti di consapevolezza e di impegno. In questo percorso ci aiuteranno la ricchezza del patrimonio dei nostri Musei, le testimonianza dei cittadini pavesi che hanno voluto contribuire ad arricchire il percorso espositivo, un importante apparato di attività collaterali. Non solo una mostra, dunque, ma una vera e propria iniziativa culturale collettiva», scrivono il Sindaco Massimo Depaoli e l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo nel testo di presentazione al catalogo.

I Musei Civici di Pavia hanno riordinato e studiato approfonditamente il proprio patrimonio per arricchire la mostra con lettere e cartoline dal fronte, fotografie, documenti, diari manoscritti, diari fotografici, che si uniscono al Fondo I Guerra mondiale dell’Archivio Storico Civico. Tra questi documenti, spicca la vicenda dell’infermiera della Croce Rossa Maria Cozzi, che ha documentato la vita quotidiana dell’ospedale da campo, dei soldati, delle infermiere e dei medici lì impegnati.

Insieme al diario di prigionia di Angelo Rognoni, testimonianza lucidissima del campo di concentramento, la mostra mette in evidenza il lato artistico, quello più vivace e poetico, legato al futurismo, grazie ai disegni realizzati durante la prigionia a Celle e le opere di stile futurista, le composizioni parolibere, lo straordinario Film di prigionia, quasi del tutto inedito, per mostrare con quanta umanità sia stato vissuto il periodo disumano della prigionia.

Rognoni è stato a Pavia il principale esponente del Futurismo, insieme all’amico fraterno Gino Soggetti, del quale viene indagata per la prima volta la partecipazione al primo conflitto mondiale, insieme alla più nota carriera di pittore e grafico pubblicitario.

A questo materiale si sono aggiunte le numerose e interessanti testimonianze che i cittadini pavesi hanno reso pubbliche con grande generosità, per restituire alla memoria collettiva gli oggetti appartenuti ai loro famigliari coinvolti nella Grande Guerra: in mostra saranno esposti il diario di guerra e di prigionia di Giuseppe Resegotti, il diario per immagini del pittore Silvio Santagostino, il diario di Luigi Necchi, l’Autobiografia di Giulio Peduzzi, il diario di Gino Soggetti, materiali di grande interesse e del tutto inediti.

Molti saranno gli eventi collaterali sul tema, oltre alle visite guidate, per accompagnare i visitatori in questo doveroso viaggio nella memoria.

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Roma, incontro "Comunicazione e propaganda: l'esperienza della Grande Guerra nella collezione dei manifesti"

MUSEO ROMA IN TRASTEVERE, ORE 16

 COMUNICAZIONE E PROPAGANDA:

L’esperienza della Grande Guerra nelle collezioni dei manifesti

della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

Incontro a cura di Maria Pia Critelli

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Durante la Grande Guerra il manifesto costituisce uno dei principali mezzi di propaganda e persuasione visiva. Immagini, parole e slogan vengono utilizzate per convincere ed educare la collettività, cui viene offerta una rappresentazione della guerra lontana dalla realtà del fronte e dei combattimenti, spesso amplificata attraverso altri strumenti quali le cartoline e i francobolli.
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