La ragazza d'autunno: la guerra non ha un volto da donna

La ragazza d'autunno è il secondo film del regista russo Kantemir Balagov, reso noto dal suo film d'esordio Tesnota. Selezionata per la 72esima edizione del festival di Cannes nella sezione Un certain regard, la pellicola ha quindi rappresentato la Russia ai premi Oscar 2020.  In Italia il film è arrivato grazie alla casa di distribuzione  Movies Inspired, un piccolo faro per quanto riguarda la diffusione del cinema indipendente.

ragazza d'autunno Kantemir Balagov

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Diari diplomatici della guerra fredda presto disponibili online

20 Luglio 2016
 

Fu Bingchang, firmatario della Dichiarazione di Mosca del 1943
Fu Bingchang, firmatario della Dichiarazione di Mosca del 1943 C Yee Wah Foo

Sarà digitalizzata e resa disponibile online, una collezione di diari diplomatici risalenti all'alba della Guerra Fredda e contrabbandati da Mosca a Parigi. Allora (quasi 70 anni fa) il Comunismo si faceva strada ad Est.

Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln
Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln

Sono i diari di Fu Bingchang (1895-1965), ambasciatore cinese nell'U.R.S.S. tra il 1943 e il 1949. Si tratta di una fonte primaria che offre i dettagli delle tensioni personali, delle rivalità e delle alleanze tra le superpotenze alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e quindi all'alba della Guerra Fredda. L'ambasciatore fu tra i firmatari della Dichiarazione di Mosca del 1943 tra le potenze alleate, e tra i rappresentanti della prima assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1946.

Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln
Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln

L'archivio personale di Fu Bingchang contiene ben 33 diari, oltre a numerosi giornali, rapporti relativi a notizie, telegrammi e album fotografici, per un totale di oltre tremila fotografie di figure politiche di alto profilo, che includono il Segretario di Stato degli U.S.A., Cordell Hull e il Ministro degli Esteri Sovietico, Vyacheslav Molotov. Fu Bingchang era anche un fotografo dilettante.

La Professoressa Yee Wah Foo. Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln
La Professoressa Yee Wah Foo. Foto di Electric Egg copyright University of Lincoln

L'archivio è stato oggetto dello studio ultradecennale della dott.ssa Yee-Wah Foo dell'Università di Lincoln, oltre che nipote di Fu Bingchang. La sopravvivenza di questo archivio è una storia a sé: quando il governo nazionalista del Generale Chiang Kai-shek fu spazzato via, le carte furono contrabbandate da Mosca a Parigi, dove furono tenute al sicuro per oltre vent'anni. Lo stesso Fu Bingchang non tornò mai in possesso dell'archivio, e morì a Taiwan nel 1965, onorato da un funerale di stato. Si prevede che l'archivio digitale sarà disponibile a partire dagli inizi del 2017.

Link: AlphaGalileo via University of Lincoln


Il caso di studio USS Independence e documenti recentemente desecretati

L'archeologia subacquea guarda a uno dei resti atomici della Guerra Fredda

Documenti recentemente desecretati sulla USS Independence gratuitamente disponibili online sul Journal of Maritime Archaeology

Heidelberg | New York, 28 Aprile 2016 (testo inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)

Marinai che guardano l'esplosione dell'“Able Test” a miglia di distanza, dal ponte della nave di supporto USS Fall River, 1 Luglio 1946 ©Naval History and Heritage Command
Marinai che guardano l'esplosione dell'“Able Test” a miglia di distanza in mare, dal ponte della nave di supporto USS Fall River, 1 Luglio 1946 ©Naval History and Heritage Command

Il numero di Aprile del periodico di Springer, il Journal of Maritime Archaeology (JMA) si è concentrato su un singolo relitto, come una lente attraverso la quale l'archeologia marittima valuta l'avvento dell'Era Atomica e della Guerra Fredda. Il relitto è una portaerei, veterana della Seconda Guerra Mondiale, la USS Independence, che fu una delle quasi cento navi ad essere utilizzate come bersaglio nei primi test per la bomba atomica presso l'Atollo di Bikini, nell'estate del 1946. Oltre a tre studi originali e due commentari, il numero¹ comprende ora pure i file desecretati² sulla storia post-Bikini della USS Independence, dagli Archivi Nazionali, pubblicati per la prima volta. I file sono online, gratuitamente disponibili al pubblico, fino al 15 Giugno 2016.
I test di Bikini, immediatamente all'indomani della fine atomica della Seconda Guerra Mondiale in Giappone, segnarono una nuova era nella storia mondiale. Questa era fu cupamente sintetizzata in un rapporto allora secretato sui test di Bikini che suggeriva che, con la venuta della "Bomba", sarebbe stato possibile spopolare la terra, lasciando solo "resti vestigiali delle opere dell'uomo." Anche se quel fato è ancora di là da venire (e si spera non venga mai), quello che si presenta in questo numero è uno dei residui dell'alba dell'era nucleare.
Il relitto della USS Independence giace a circa 30 miglia di distanza dalla costa della California centrale. Qui è dove la Marina statunitense l'ha affondata, per farla arrivare oltre la portata potenziale dello spionaggio sovietico, al termine della sua utilità come piattaforma per i test nucleari, nel 1951. L'Ufficio di Esplorazione degli Oceani e quello dei Santuari Marittimi Nazionali del NOAA (US National Oceanic & Atmospheric Administration) hanno operato insieme alla Boeing nel 2015, per localizzare il relitto. Lo scopo era quello di  conoscerne di più, con un test di profondità che ha unito il sonar ad alta risoluzione e un veicolo robotico che nuotava liberamente sott'acqua, l'"Echo Ranger."
“Il Journal of Maritime Archaeology è onorato di poter essere presente per il caso di studio della USS Independence,” afferma la co-caporedattrice, Annalies Corbin. “I conseguimenti del NOAA nel contestualizzare il lavoro davanti agli archeologi marittimi da tutto il mondo, mentre si relaziona all'archeologia successiva alla Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda, è di importanza critica nel far partire dibattiti significativi e per i programmi iniziali di gestione del patrimonio culturale subacqueo per vascelli come la USS Independence.”
"L'archeologia storica e, per estensione, marittima del recente passato può e dovrebbe includere il fondere le prove documentarie e i resti fisici," nota James Delgado, Direttore del Patrimonio Culturale Marittimo per l'Ufficio dei Santuari Nazionali Marini del NOOA, e scienziato alla guida della missione dell'Independence. Per questo numero del Journal of Maritime Archaeology, Delgado è stato tra gli autori del rapporto “Initial Archaeological Survey of the ex-USS Independence (CVL-22)” e ha pure preparato un saggio bibliografico sul soggetto e un articolo che sintetizza il fato del bersaglio a Bikini non affondato lì.
Il numero è stato revisionato da Annalies Corbin, che ha sollecitato saggi contestuali sul significato del progetto e sul tema dell'archeologia della Guerra Fredda, da Todd Hansen, Direttore Storico e Archeologico per il Laboratorio Nazionale di Los Alamos, e Robert E. Neyland, Direttore del ramo di Archeologia Subacquea della US Navy.
 
Riferimenti:
1.           Journal of Maritime Archaeology, Volume 11, Numero 1, Aprile 2016: Sezione speciale: “Maritime Archaeology of the Cold War: Ex-USS Independence as a Case Study”
http://link.springer.com/journal/11457/11/1/page/1
2.           Journal of Maritime Archaeology (2016). Post-Crossroads History of the Ex-USS Independence: Recently Declassified Documents and Images. DOI 10.1007/s11457-016-9158-3
 
Dall'Appendice: Si può dire che l'archeologia della Guerra Fredda comprenda lo ‘‘scavare’’ attraverso documenti a lungo sigillati e e secretati. Negli Archivi Nazionali a San Bruno, California, i documenti dal vecchio Cantiere Navale di Hunters Point contengono una serie di documenti, ora desecretati, che parlano alla storia del post-Crossroads della USS Independence. A datare dall'arrivo della USS Independence a San Francisco, nel Maggio 1947, i documenti discutono importanti problemi come il mantenimento di alcuni dei vascelli bersaglio, come l'Independence, e il loro uso nei test successivi, i livelli di radiazione, e le decisioni di rimuovere i macchinari, e di stivare i materiali radioattivi nella nave, sparando le caldaie della nave per consumare l'olio combustibile contaminato lasciato a bordo, e finalmente gli ordini di disporre della stessa, affondandola. Mescolati a questi sono documenti più banali, che parlano della rimozione di piccole apparecchiature, dell'installazione di una porta stagna per fornire accesso alla banchina, dello spostamento delle cuccette, delle istruzioni per l'immissione in bacino di carenaggio, e precauzioni di sicurezza. Insieme, forniscono uno sguardo dettagliato sull'inizio dell'Era Atomica. Forniscono pure un senso di ciò che uno studio archeologico più dettagliato del relitto potrà rivelare. I documenti desecretati e le immagini sono qui riprodotte nel loro formato originale. Non sono state tagliate o alterate in alcun modo. Abbiamo scelto di mantenere le sfumature e l'integrità della fonte primaria poiché questa è la prima volta che alcuni di questi materiali si sono visti al di fuori dell'archivio nel quale è curato. I file sono gratuitamente disponibili online all'indirizzo:
http://link.springer.com/article/10.1007/s11457-016-9158-3

Ulteriori Informazioni

Sul Journal of Maritime Archaeology
www.springer.com/journal/11457

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Springer non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
 


Documenti riservati UK 1873-1953 sul sito Secret Files from World Wars to Cold War

14 Aprile 2016
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I file riservati da The National Archives del Regno Unito, per il periodo dal 1873 al 1953, che comprende le due guerre mondiali e la guerra fredda, sono ora stati sul sito Secret Files from World Wars to Cold War della piattaforma Routledge. Si tratta di 144 mila pagine di documenti.
È possibile una prova gratuita, previa registrazione.
Link: Secret Intelligence FilesAlphaGalileo via Taylor & Francis.
The National Archives, UK, foto da The National Archives UK, da WikipediaCC BY 3.0.
 


Hawai'i: recuperata la campana d'ottone dell'I-400 [Video]

16 Marzo 2016

Illustrazione mostra la collocazione relativa dell'I-400 e della sua campana. Credit: Terry Kerby, Hawai'i Undersea Research Laboratory/ University of Hawai'i
Illustrazione mostra la collocazione relativa dell'I-400 e della sua campana. Credit: Terry Kerby, Hawai'i Undersea Research Laboratory/ University of Hawai'i

Recuperata la campana d'ottone dell'I-400, sommergibile della Marina Imperiale Giapponese, durante un'immersione del Laboratorio di Ricerca Sottomarina delle Hawai'i (Hawai'i Undersea Research Laboratory - HURL), effettuata la scorsa settimana.
Con una lunghezza di 122 m, era più lungo di un campo da football: l'I-400 era un sottomarino della classe Sen-Toku (anche classe I-400) - il più grande sottomarino mai costruito fino all'introduzione dei sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare negli anni sessanta.
Recupero della campana dell'I-400. Credit: Hawai'i Undersea Research Laboratory, University of Hawai'i
Recupero della campana dell'I-400. Credit: Hawai'i Undersea Research Laboratory, University of Hawai'i

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Marina degli Stati Uniti catturò cinque sottomarini giapponesi, compreso l'I-400, e li condusse a Pearl Harbor per un'ispezione. Quando l'Unione Sovietica chiese di poter accedere ai sottomarini nel 1946, sulla base dei termini del trattato che pose fine alla guerra, la Marina statunitense affondò i sottomarini al largo della costa di O'ahu. L'atto fu compiuto allo scopo di tenere quella tecnologia avanzata lontana dalle mani sovietiche nelle fasi di apertura della Guerra Fredda. L'HURL è riuscito a localizzare quattro di questi cinque sottomarini perduti e ha ora recuperato un pezzo di quella storia.
Mano manipolatrice del sommergibile HURL colloca la campana in un cesto di raccolta. Credit: Hawai'i Undersea Research Laboratory, University of Hawai'i
Mano manipolatrice del sommergibile HURL mentre colloca la campana in un cesto di raccolta. Credit: Hawai'i Undersea Research Laboratory, University of Hawai'i

L'I-400 è sotto la protezione del Sunken Military Craft Act e gestito dal Dipartimento della Marina statunitense. "Queste proprietà nelle isole hawaiane ricordano gli eventi e le innovazioni della Seconda Guerra Mondiale, un periodo che ha grandemente riguardato sia il Giappone che gli Stati Uniti, e ha rimodellato la Regione del Pacifico" - così il dott. Hans Van Tilburg, coordinatore del patrimonio marittimo per il NOAA nella regione delle Isole del Pacifico. "I siti dei relitti come l'I-400 ci ricordano di un'epoca differente, e sono segno del nostro progresso dall'ostilità alla riconciliazione."

Link: EurekAlert! via University of Hawaii at Manoa


Uno studio sul Cifrario VIC usato da Reino Häyhänen

2 Febbraio 2016
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Il Cifrario VIC fu utilizzato dalla spia sovietica di origini finlandesi Reino Häyhänen (1920-1961), il cui nome in codice era VICTOR. Il cifrario fu utilizzato agli inizi degli anni cinquanta, ed era noto per la sua complessità e sicurezza.
Secondo un nuovo studio, sarebbe possibile comprendere un messaggio, conoscendo l'algoritmo di cifratura. In caso contrario sarebbe invece quasi impossibile. Lo stesso FBI non fu in grado di decodificare i messaggi fino alla defezione di Häyhänen, nel 1957. Per Kollar, autore della ricerca, il cifrario consiste in una sostituzione da scacchiera seguita da due trasposizioni.
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Tre MOOC: genealogie, Otello e RAF nella Guerra Fredda

15 Dicembre 2015
Segnaliamo tre MOOC da Future Learn.
1) “Genealogy: Researching Your Family Tree”, tenuto dall’Università di Strathclyde. Comincerà il 14 Marzo.
2) “Othello: in Performance”, tenuto dall’Università di Birmingham e dalla Royal Shakespeare Company. Comincerà il 22 Febbraio.
3) “From World War to White Heat: the RAF in the Cold War”, tenuto dalla Royal Holloway and RAF Museums. Comincerà il 14 Marzo.
Link: Future Learn 1, 2, 3.