nel laboratorio dello studioso

Il Museo Egizio di Torino riparte con il progetto "Nel laboratorio dello studioso"

Nel laboratorio dello studioso: il Museo Egizio di Torino riapre al pubblico il giorno 26 aprile e lo fa all'insegna della ricerca. Difatti, i visitatori potranno accedere ad una nuova ed esclusiva esposizione su studi e ricerche nell'ambito archeologico e museale.
“Poter riaprire il Museo significa poter restituire alla collettività un luogo e un patrimonio che appartengono a tutti, e non possiamo che essere lieti di ciò - dichiara Christian Greco, direttore del Museo Egizio -. Nel farlo intendiamo dare ancora una volta centralità alla ricerca e alla biografia degli oggetti, come testimoniato dal progetto espositivo ‘Nel laboratorio dello studioso’, che mette al centro l’incessante lavoro che il museo svolge per indagare e rendere sempre più accessibile la propria collezione."
Il progetto espositivo "Nel laboratorio dello studioso" prevede un ciclo di mostre bimestrali nello spazio del primo piano, durante le quali di volta in volta verrà analizzato un reperto archeologico con approfondimenti di curatori,  studiosi e archeologi. Inoltre, saranno messi in luce i collegamenti tra i vari oggetti e i loro significati.
Nel laboratorio dello studioso
Logo del progetto espositivo "Nel laboratorio dello studioso". Foto Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.
L'obiettivo primario è connettere il pubblico al mondo della ricerca scientifica che opera dietro lo studio, il restauro, l'esposizione e la valorizzazione di ogni singolo reperto presente nel Museo Egizio di Torino.
"Nel laboratorio dello studioso" avrà inizio il 27 aprile con le luci puntate sulla statua di Hel di epoca Ramesside (XIX dinastia, 1279-1213 a.C. circa). L'opera rappresenta una donna su sgabello con cuscino,  nell'atto di stringere due oggetti rituali. Infatti, presenta nella mano sinistra un fior di loto e nella destra una collana di perline con menat, tipico strumento musicale per il culto di Hathor, dea dell'amore e della bellezza. Oltre alla scultura saranno presenti altre quattro vetrine di approfondimento ai temi legati alla protagonista, quali musiche e strumenti rituali, arte e attività scultorea dell'epoca. Questo primo ciclo a cura di Federico Poole, curatore del MET dal 2013 si concluderà il 27 giugno 2021.
Nel laboratorio dello studioso
Statua di Hel, prima protagonista di "Nel laboratorio dello studioso". Foto Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.
Ulteriore novità del Museo riguarda l'impianto d'illuminazione, implementato con nuove luci interne ed esterne alle vetrine, che consentono una miglior visione dei reperti e dei loro dettagli. inoltre, le luci scelte a seconda dei materiali esposti ne consentiranno anche la conservazione.
“Siamo pronti e soprattutto felici di accogliere nuovamente nelle sale i visitatori; ritenendo che i musei rappresentino un servizio pubblico essenziale, ci auguriamo di poterlo fare con continuità e sempre all’insegna della sicurezza – afferma la Presidente, Evelina Christillin - Nei mesi di chiusura, dalla primavera 2020 a oggi, non abbiamo mai interrotto la nostra attività: dalla ricerca, alle mostre, al rinnovamento degli spazi espositivi, abbiamo continuato a lavorare a numerosi progetti: in particolare l’implementazione dell’impianto illuminotecnico, che offrirà al pubblico una visione assai più efficace dei reperti del Museo."
Per poter accedere al Museo è necessaria la prenotazione con almeno un giorno di anticipo in modo da assicurare ingressi contingentati e il rispetto delle norme sanitarie. L'acquisto dei biglietti può essere effettuato sul sito web https://museoegizio.it/tickets-shop, dove sono disponibili informazioni riguardo gli orari e le tariffe.
Il Museo è aperto dal Lunedì alla Domenica e oltre alla nuova esposizione e alla meravigliosa collezione sarà ancora possibile visitare la mostra temporanea "Archeologia Invisibile".
Nel laboratorio dello studioso
Mostra temporanea "Archeologia invisibile". Foto Museo Egizio di Torino.

Una mummia avvolta nel lino scoperta ad Assuan

Ancora scoperte da Assuan. Questa volta si tratta di una mummia avvolta nel lino, all'interno di un sarcofago antropoide in arenaria, in buone condizioni.

 

 

Il ritrovamento è avvenuto in una tomba del Periodo tardo, durante gli scavi nei pressi del Mausoleo di Aga Khan sulla riva occidentale del Nilo. Nella tomba si è ritrovato anche un gruppo di mummie disposte alla rinfusa, il che fa pensare a una sepoltura comune.

Il Mausoleo di Aga Khan. Foto di Hedwig Storch, CC BY-SA 3.0

Nell'area si sono localizzate altre due tombe con resti di sarcofagi in terracotta dipinti, oltre a quelli di uno ligneo riportante testi in geroglifico. I muri delle sepolture sono decorati con immagini di Iside, Hathor e Anubi.

Una testa di statua in arenaria è stata anche ritrovata con un gruppo di amuleti in faience.

Così nelle dichiarazioni del dottor Mostafa Waziri, segretario del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie, e del dottor Abdel Moneim Saeed, direttore generale delle Antichità per Assuan e la Nubia, che hanno commentato il ritrovamento da parte della Missione archeologica egiziana.

Link: Ministry of Antiquities; Ahram; Djed Medu

Tutte le foto dal MOA, ad eccezione di quella del Mausoleo di Aga Khan


Museo Egizio del Cairo: Oggetti del Mese - Marzo 2016

6 Marzo 2016

Oggetti del Mese - Marzo 2016

esibiti al Museo Egizio del Cairo, in coincidenza con le celebrazioni in Egitto per la festa della mamma e l'inizio dell'anno cinese (Anno della Scimmia) :

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La scimmia nell'Antico Egitto (in occasione del Capodanno cinese "Anno della Scimmia", che è cominciato l'8 Febbraio 2016)
Le scimmie erano usualmente rappresentate durante il saluto al sole nascente.
Le basi di diversi obelischi sono incise con raffigurazioni di babbuini con le braccia alzate nella caratteristica postura di adorazione, e in un fregio di babbuini lungo la facciata del Grande Tempio ad Abu Simbel hanno le loro braccia sollevate in adorazione del sole nascente. Il babbuino era anche una delle principali manifestazioni del dio Thoth (dio della scrittura e della conoscenza). La scimmia era anche associata al dio lunare.

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La maternità nell'Antico Egitto (in occasione delle celebrazioni per la Festa della mamma in Egitto, il 21 Marzo):
Hathor e Iside erano considerate come simboli della maternità nell'Antico Egitto. Entrambe le divinità erano venerate come madri del dio del sole, e di ogni essere umano, vivo o morto.
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Oggetto restaurato dal Dipartimento Conservativo del Museo Egizio.
Maschera in cartonnage dorato del Medio Regno, scoperta a Saqqara e restaurata dal Dipartimento Conservativo nel museo, durante il 2015.
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Si getta luce su un oggetto nella collezione del Museo Egizio:
Stele dedicata dal Faraone Tolomeo V al toro Buchis, sacro toro di Armant (a sud di Luxor).

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Egitto: rimpatriata una stele di Seti I (da un tempio non ancora scoperto?)

14 Dicembre 2015

Il Ministero delle Antichità Egizie riceve un'antica stele rimpatriata

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Il Ministero delle Antichità ha ricevuto ieri (NdT: 13 Dicembre) un'antica stele egiziana dal Ministro degli Affari Esteri, dopo il rimpatrio dal Regno Unito, avvenuto lo scorso Ottobre. Così ha affermato il dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
La stele è stata contrabbandata al di fuori dei confini egizi dopo scavi illegali, ha aggiunto Eldamaty, sottolineando il fatto che sarà posta all'interno del magazzino del Museo Egizio per restauri e manutenzioni. La stele sarà poi esibita in una mostra il prossimo mese (Gennaio 201) al museo del Cairo, tra diversi reperti recentemente rimpatriati con successo.
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D'altra parte, il Direttore Generale del Dipartimento delle Antichità Rimpatriate, Ali Ahmad, ha affermato che la stele calcarea è un murale che potrebbe essere stato estratto da un tempio. Le sue dimensioni sono di 43X67 cm con un rilievo in incavo del faraone "Seti I" a fianco della dea Hathor e del dio Wepwaet e alcune iscrizioni rappresentanti i titoli delle divinità di Asyut. La stele è importante perché finora un tempio di Seti I non è stato ancora scoperto ad Asyut.
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Egitto: un tempio sconosciuto di Hatshepsut da Gebelein

26 Ottobre 2015

Archeologi Polacchi scoprono un tempio sconosciuto di Hatshepsut

Foto di P. Witkowski
Foto di P. Witkowski
Intagliato nella roccia, comprende due stanze, i muri delle quali sono coperti di decorazioni e iscrizioni geroglifiche mal conservate: un team di archeologi al lavoro sotto gli auspici del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell'Università di Varsavia ha cominciato le ricerche in un antico tempio a Gebelein, nell'Alto Egitto.
Questo luogo era già noto alle autorità locali, ma finora nessun archeologo lo aveva studiato. I precedenti ricercatori sono stati probabilmente scoraggiati dalle cattive condizioni delle decorazioni. I risultati della ricerca polacca di quest'anno sono stati sorprendenti.
"Questo tempio era dedicato a due divinità. Non c'è dubbio che una di queste fosse Hathor, con l'epiteto di culto di Signora di Gebelein. L'altra divinità potrebbe essere Amun-Ra. Sfortunatamente, le raffigurazioni non si sono preservate e studi ulteriori sono necessari per verificare questa idea" - ha spiegato Daniel Takács, uno dei membri della spedizione.

Foto di P. Witkowski
Foto di P. Witkowski

Immagini di molte divinità furono distrutte in antichità. Il faraone Akhenaten, che regnò nel quattordicesimo secolo a. C., promosse la venerazione di un unico dio, il cui simbolo era il disco solare. Raffigurazioni di altri dèi che non possedevano aspetti solari furono distrutte durante il suo regno. La dea Hathor era associata al sole, e quindi le sue rappresentazioni furono risparmiate.
Foto di W. Ejsmond
Foto di W. Ejsmond


Murale del Nuovo Regno rimpatriato in Egitto dalla Gran Bretagna

8 Ottobre 2015

Murale del Nuovo Regno rimpatriato in Egitto dalla Gran Bretagna

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"Il Ministero delle antichità è riuscito a rimpatriare un murale dell'era del Nuovo Regno dalla Gran Bretagna; questo reperto è stato trasferito illegalmente dall'Egitto, in conseguenza di lavori di scavo illegali". Così nell'annuncio del dott. Mamdouh Eldamaty.
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Egitto: un velum, dono di Tolomeo XII, padre di Cleopatra VII

13 Luglio 2015

Raro ritrovamento da parte degli scienziati polacchi in Egitto

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La scoperta polacca più significativa di quest'anno a Sheikh Abd el-Qurna - parte del velum con i nomi di Tolomeo XII. Foto di A. Ćwiek
Il dono del padre della leggendaria Cleopatra VII per un tempio egizio, nella forma di un tessuto in lino, è stato scoperto dagli archeologi polacchi durante gli scavi a Tebe (la moderna Luxor, NdT: Western Thebes in Inglese) in Egitto.
La scoperta è stata fatta durante gli scavi di un pozzo profondo diversi metri di una tomba di un dignitario del Medio Regno (2000 a. C. circa) nella necropoli di Sheikh Abd el-Qurna. Nel sesto secolo, il luogo fu adattato dagli eremiti - monaci cristiani - a scopi abitativi.
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Gli archeologi explorano il pozzo della tomba, di quasi 18 metri. Foto di A. Ostasz

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