Il caso studio del restauro della Casa del Bicentenario dal Parco Archeologico di Ercolano

Dopo oltre trent’anni dalla chiusura e a seguito dell'avvenuto restauro, il Parco Archeologico di Ercolano ha restituito alla collettività la Casa del Bicentenario, così denominata in quanto portata alla luce da Amedeo Maiuri nel 1938, ovvero duecento anni dopo l’inizio degli scavi voluti da Carlo III di Borbone.

L'edificio, posto lungo il decumano massimo, è articolato su due livelli. L'elevato pregio artistico è evidente negli affreschi e nei pavimenti mosaicati.

Il giardino presentava in antico un roseto, come provato dalle indagini archeobotaniche condotte negli anni Trenta del Novecento. Si è dunque deciso di riproporre la medesima specie.

Casa del Bicentenario

L’impianto planimetrico rispecchia la canonica articolazione degli spazi della domus romana. Tuttavia è possibile leggere varie trasformazioni architettoniche dettate dal cambio di destinazione d’uso degli ambienti: sul fronte strada si trovano le botteghe, mentre ai piani superiori si trovano degli appartamenti. In una di queste unità abitative è stato scoperto uno straordinario archivio, costituito da tavolette cerate. Lo studio di questi reperti ha permesso di ricostruire le dinamiche sociali nella vita quotidiana dell’antica Herculaneum.

Uno dei particolari più interessanti si trova in uno degli appartamenti del primo piano: un taglio nell’intonaco della parete a forma di croce. Questo è stato giustificato inizialmente come segno di una precoce presenza cristiana. Studi successivi hanno dimostrato che si tratta della semplice traccia lasciata da un sistema di scaffalature.

Il progetto di restauro ha previsto il raddrizzamento di alcune partizioni murarie del livello superiore in opus craticium (costituite da un telaio portante ligneo con mattoni di riempimento in tufo) affrescate, soggette ad un abbassamento dovuto all'imbibizione delle travi in sommità, messe in opera all’epoca di Maiuri.

restauro Casa del Bicentenario

Come ha ricordato Paola Pasaresi, architetto del team “Herculaneum Conservation Project”, i lunghi tempi del progetto di restauro (durato circa otto anni) hanno contribuito considerevolmente ad aumentare il livello di conoscenza del manufatto oggetto di intervento, consentendo di poter implementare le stesse soluzioni anche per altre domus del sito archeologico.
Momento irrinunciabile del progetto - soprattutto del restauro degli apparati decorativi - è stato lo studio delle tecniche originali, dei precedenti interventi di restauro e delle cause di degrado, anche attraverso il monitoraggio ambientale, nonché le analisi condotte in laboratorio e in situ.

Il restauro della Casa del Bicentenario ha coinvolto un team internazionale. Hanno partecipato infatti l’Herculaneum Conservation Project (una partnership pubblica-privata che unisce insieme il Packard Humanities Institute, fondazione filantropica operante in Italia attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali, e il Parco Archeologico di Ercolano) e il Getty Conservation Institute.

 

Photo Credits per le immagini relative al restauro della Casa del Bicentenario: Parco Archeologico di Ercolano


Per la prima volta il lacunare del controsoffitto della Casa del rilievo di Telefo in mostra agli Uffizi di Firenze

Partita il 10 dicembre 2019, al Museo degli Uffizi di Firenze, la mostra I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento, nasce come reazione alla sventura del crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma.

Il sito di Ercolano è presente alla mostra di Firenze (Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 - 8 marzo 2020), presentando per la prima volta in assoluto un lacunare del controsoffitto a cassettoni, appartenente ad uno straordinario complesso di oggetti in legno pertinenti alla copertura di una grande sala triclinare della Casa del Rilievo di Telefo (pari a quasi un quarto dell’intera copertura).

Casa del rilievo di Telefo

La scoperta del tetto, che conserva l’unica capriata in legno che ci è arrivata dal mondo romano, e del controsoffitto del cosiddetto Salone dei Marmi, si deve agli interventi di sistemazione dell’antica spiaggia di Ercolano nell’ambito delle attività condotte dall’Herculaneum Conservation Project, un partenariato pubblico privato avviato nel 2001 dal Packard Humanities Institute in collaborazione con l’allora Soprintendenza archeologica, oggi Parco Archeologico di Ercolano. Questa collaborazione, giunta quasi al suo ventesimo anniversario, costituisce un unicum sullo scenario nazionale, ed ha permesso la scoperta, lo scavo, la documentazione e l’immediato consolidamento e conservazione dei preziosi manufatti lignei di una copertura crollata nel momento dell’eruzione del 79 A.D. L’insieme dei manufatti costituisce una precisa testimonianza dell’ostentazione dell’elevatissimo status sociale dei proprietari della casa, probabilmente la potente famiglia dei Nonii Balbi, di rango equestre, accreditata da rapporti diretti con la famiglia imperiale nella persona di Augusto.

i cieli in una stanza

La sala era utilizzata come coenatio (sala da banchetto) e la decorazione del pavimento, delle pareti e del controsoffitto era basata sull’impiego di materiali rari e costosi, quali i marmi colorati provenienti da cave poste in tutto l’arco del Mediterraneo e in Africa, e sull’applicazione di competenze artigianali sofisticate e ricercate, come quelle impiegate nel pavimento in marmo realizzato con la tecnica dell’opus sectile, oppure dal tipo di assemblaggio scelto per il soffitto ligneo e dalle decorazioni intagliate e policrome dei tre piani di profondità che caratterizzano i lacunari, impreziositi al centro da lamine d’oro.

Posso affermare che il Parco di Ercolano ha allargato i propri confini, – dichiara il Direttore Sirano –ci troviamo in un periodo di grande fermento e sono davvero orgoglioso che il Parco sia protagonista dei diversi appuntamenti culturali che si svolgono in ambito nazionale e internazionale. Il progetto scientifico della mostra di Firenze ci è apparso un’ottima occasione per mostrare al grande pubblico attraverso il dialogo interdisciplinare, in una sede del massimo prestigio quale Gli Uffizi, cosa abbia significato il Ri-nascimento per i suoi contemporanei e cosa insegni oggi a noi nella prospettiva di lungo periodo. Dalla visione della mostra scaturisce spontanea l’impressione di quale incredibile livello artigianale sia stato attinto in Italia anche in età romana e in campi dell’arte solo apparentemente negletti a causa dell’assenza di testimonianze fisiche. Un’assenza che Ercolano, caso unico in tutto il mondo antico romano, colma con una larga messe di dati sia quantitativi sia qualitativi. Mi auguro che l’ evidenza unica e in stupefacente stato di conservazione, qui presentata per la prima volta al pubblico al termine di lunghi e laboriosi restauri, sensibilizzi un numero sempre maggiore di cittadini verso l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale in ogni epoca e su ogni orizzonte geografico.”​


Ercolano. Dopo anni di chiusura ecco la Casa del Bicentenario

Si è svolta Mercoledì 23 Ottobre ad Ercolano la conferenza stampa di riapertura della Casa del Bicentenario, lussuosa domus posta al centro dell'antica città vesuviana e chiusa al pubblico da ben 36 anni, precisamente dal 1983. A determinarne l'inaccesibilità, gravi problematiche di ordine strutturale che hanno coinvolto l'edificio sin dalla sua scoperta, avvenuta grazie all'opera dell'archeologo Amedeo Maiuri nel 1938.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, il Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, il Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile restauro e conservazione  per il Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. L'inaugurazione è stata inoltre arricchita dalla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini.
Nel corso della cerimonia sono state illustrate le tappe fondamentali che hanno condotto alla riapertura dell'elegantissima domus, sottolineando a tal proposito come la stretta e proficua collaborazione pubblico-privato - soprattutto grazie agli sforzi compiuti dall'erede della dinastia della multinazionale dell'informatica Hewlett Packard (David W. Packard) a partire dal "lontano" 2006 - abbia costituito e costituisca tuttora una condizione imprescindibile per il rilancio della cultura e dei Beni Culturali nel nostro paese. In questa direzione, infatti, si sono spinti gli interventi del Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, del Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile del Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. Costoro hanno voluto focalizzare l'attenzione sull'importanza che il proficuo lavoro portato avanti - a partire dal 2010 e in sinergia tra le istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto -ha rappresentato nella risoluzione, anche se non definitiva, delle problematiche connesse alla fruizione dell'edificio, a favore del quale sono state introdotte tecniche pilota di monitoraggio e conservazione delle superfici decorate, sia parietali che pavimentali.
Casa del Bicentenario
Interessante e meritevole di attenzione anche l'illustrazione del programma di "Close Up" attuato all'interno del Parco, che consiste nel dare la possibilità ai visitatori di poter assistere al dietro le quinte del lavoro svolto da archeologi e restauratori, impegnati nello scavo e nel restauro di diverse domus ercolanesi, tra le quali la Casa dell'Albergo e quella del Tramezzo di Legno, e allo stesso tempo nel coinvolgere gli stessi alla partecipazione attiva verso la prevenzione del degrado di questi ambienti.
Molto centrato sul corretto utilizzo dei fondi pubblici per ciò che concerne l'avanzamento dei lavori relativi al Grande Progetto Pompei, l'intervento del prof. Osanna, il quale ha ribadito altresì come l'autonomia da poco acquisita dal Parco Archeologico di Ercolano e le collaborazioni di quest'ultimo con le migliori istituzioni scientifiche internazionali abbiano rappresentato un deciso salto in avanti qualitativo, ancor più sostenuto ed incoraggiato dalla stessa Direzione del Parco Archeologico di Pompei, prima del passaggio del testimone avvenuto nel 2017.
Casa del Bicentenario
Casa del Bicentenario
Per il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, prof. Francesco Sirano, "il progetto del Bicentenario deve essere inteso attraverso un approccio bifronte, rivolto non solo alla cura ed alla conservazione del sito, ma anche alla riconnessione al territorio di riferimento", ed è proprio sul solco delle sue parole che si è innestato l'annuncio fatto dal sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, il quale ha rivelato il lancio della fase finale di un importante progetto strategico realizzato congiuntamente da enti pubblici e privati, il cosiddetto Progetto "Via mare". Questo progetto non è rivolto alla conservazione, né allo studio archeologico, ma rappresenta un'iniziativa di largo respiro mirata all'integrazione tra parco e territorio circostante, tesa alla creazione di un nuovo ecosistema culturale dove passato e presente possano convivere, per contribuire a riqualificare l'identità della moderna Ercolano.
A suggello della importante mattinata ercolanese sono arrivate le dichiarazioni del ministro Franceschini, il quale nel sottolineare ancora una volta il prezioso risultato della riapertura dell'edificio caduto in abbandono alla fine del XX secolo attraverso la preziosa collaborazione tra l'ente pubblico ed il privato, che deve ormai segnare sempre di più la strada futura dei beni culturali nel nostro paese, ha anche assicurato che il clima positivo creatosi a seguito della riapertura sarà accompagnato attivamente dal Ministero di sua competenza, che sosterrà ancora di più gli sforzi per riportare al centro dell'attenzione internazionale un sito che - insieme a quello di Pompei - è unico al mondo per lo studio e la comprensione del mondo antico,  e che è proiettato a raggiungere traguardi sempre più lusinghieri in termini di presenze ( ad oggi si registrano infatti già 500.000 visitatori).
La Casa del Bicentenario, cosi chiamata in quanto scoperta a 200 anni esatti dai primi scavi condotti nel sito (1738), è una residenza patrizia sorta in età augustea nei pressi del centro politico e amministrativo di Ercolano, e si sviluppa su tre piani occupando un'area di circa 560 mq. L'edificio accoglie il canonico inquadramento architettonico della casa romana, impostato sull'asse ingresso, atrio, tablino e peristilio, determinatosi  a seguito di modifiche realizzate nel corso del tempo; l'ingresso, aperto sul Decumano massimo e decorato ad affresco con una scacchiera in rosso e bianco, immette direttamente nell'atrio, su cui si affacciano alcune camere da letto e stanze di servizio.
L'atrio è certamente l'ambiente più grande dell'intera dimora, decorato con un raffinato mosaico risalente all'età augustea e semplici pitture in IV stile, realizzate prima del sisma che colpì i centri vesuviani nel 62 d.C.; sul fondo, nella parte destra, è stato rinvenuto un eccezionale cancello di chiusura in legno diviso in due battenti scorrevoli, che fa supporre come lo spazio che esso era destinato a chiudere contenesse oggetti preziosi o venisse destinato al culto domestico.  
Al centro della parete di fondo dell'atrio si apre il sontuoso tablino della domus, caratterizzato da un pavimento a mosaico bianco bordato da fasce nere, con al centro lastre di marmo che compongono un complesso motivo geometrico; le pareti sono dipinte in IV stile a fondo giallo con quadri figurati nei pannelli centrali rappresentanti nella parete di destra Dedalo e Pasifae, a sinistra Marte e Venere e medaglioni con Satiri e Menadi in quelli laterali. Alle spalle del tablino si sviluppa il quartiere del peristilio dove furono realizzate sale di rappresentanza, alcuni locali di servizio e un giardino in cui lo scavo ha rivelato tracce di un roseto. La casa presenta anche due nuclei di ambienti disposti al piano superiore, il primo, prospiciente la strada, era accessibile attraverso due scale di legno, mentre il secondo, affacciato sul peristilio, era raggiungibile dalla scala posta al lato del tablino.
Casa del Bicentenario
Ercolano: attività di conservazione del Tablinum della Casa del Bicentenario
Lo scavo ha restituito una eccezionale serie di tavolette lignee (si parla di ben 150 pezzi) sulle quali erano incise preziose informazioni riguardanti attività economiche, finanziarie e documenti processuali del dominus, il padrone di casa, che coprono un periodo temporale compreso tra il 40 ed il 75 d.C e dovevano trovarsi in una cassa lignea nascosta in un ambiente al primo piano. Ma la  scoperta più ad effetto compiuta all'interno della casa, nell'ambiente ad ovest del primo piano è sicuramente quella costituita dalla cosiddetta "Croce di Ercolano", vale a dire una croce incisa nella parete sopra stucco a fondo bianco, con al di sotto della stessa la presenza di una cassa o ara votiva lignea carbonizzata, che venne in un primo tempo considerata come la prima testimonianza di proliferazione del culto cristiano nel mondo domestico romano in pieno I sec. d.C.
Successivamente diversi elementi smentirono questa ipotesi, ricollegandola piuttosto ad un vero e proprio modello di arredo architettonico della casa, la cui croce doveva con buona probabilità costituire una mensola per il deposito di oggetti d'ornamento.
Photo credits per la riapertura della Casa del Bicentenario: Parco Archeologico di Ercolano

Giornate dell'Archeologia al Parco archeologico di Ercolano

Dal 14 al 16 giugno 2019 si svolgono le Giornate dell’archeologia, iniziativa coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives), che per il decimo anniversario, apre le porte a tutti i Paesi europei. Luoghi della cultura statali e non, aderiscono mettendo a disposizione i propri spazi per promuovere il patrimonio e far conoscere il lavoro dell’archeologo attraverso conferenze, spettacoli, laboratori didattici e visite guidate a cantieri di scavo.

Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa all’iniziativa con un arricchimento della sua offerta di visita. Si parte Venerdì 14 giugno con Close-up. Restauri a porte aperte, iniziativa in cui i visitatori del Parco possono accedere ai cantieri di restauro in corso nell’area archeologica nell’ambito delle campagne di manutenzione sia programmata che straordinaria, e parlare con i conservatori per scoprire il loro lavoro. Venerdì 14 giugno, dalle ore 11:00 alle 12:00, l’ appuntamento è presso la Sede degli Augustali, interessato da interventi di consolidamento delle superfici decorate.

Sabato 15 giugno l’iniziativa prosegue con i Laboratori di oreficeria presso l’Antiquarium del Parco, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, si potrà assistere al laboratorio di oreficeria “Bellezza senza tempo al Parco archeologico di Ercolano” a cura di Nunzia Laura Saldalamacchia , archeologa specializzata nello studio dell’oreficeria antica che illustrerà il processo di lavorazione dei gioielli moderni ispirati a quelli della mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”.

La Giornate dell’Archeologia terminano Domenica 16 giugno con la possibilità di visita al Teatro Antico di Ercolano, l’affascinante percorso sotterraneo, scendendo a più di 20 metri sotto la lava che lo ricopre, si vive l’eccezionale esperienza che consente di partecipare ad una vera e propria esplorazione vedendo i resti dell’antico edificio ma anche reperti e graffiti lasciati nei secoli dai visitatori nel Gran Tour.

“L’archeologia occidentale moderna nacque ad Ercolano con l’inizio degli scavi borbonici. – dichiara il Direttore Sirano – Da quel momento si innescò un processo che ha portato l’archeologia da semplice ricerca di oggetti, possibilmente belli, ad essere una delle discipline storiche di punta. L’archeologia è oggi matura, è diventato un campo di indagine aperto e multidisciplinare e si moltiplicano esperienze per allargare la sfera di divulgazione.

Ercolano è oggi un sito perfettamente inserito in questa temperie. La copertina della rivista specializzata “Archeo” di questo mese è, non a caso, dedicata ad Ercolano. Il nostro team, arricchito dalla presenza internazionale assicurata dall’Herculaneum Conservation Project, è composto da archeologi, restauratori, comunicatori, architetti, ingegneri, esperti di studi sociali, mediatori. Università e liberi studiosi collaborano per l’avanzamento delle conoscenze in tutti i campi. Il Parco sta diventando giorno per giorno ciò che secondo me deve essere. un laboratorio all’aperto di archeologia inclusivo e capace di comunicare. Solo in questo modo noi assicureremo di compiere il nostro dovere di fare della visita una concreta esperienza di conoscenza.”


Cantieri aperti ad Ercolano. Si inizia con il restauro di un mosaico

Appassionare gli spettatori e coinvolgerli nelle attività da cantiere è uno degli obiettivi del Parco Archeologico di Ercolano che dal 21 gennaio aprirà ai visitatori i cantieri di restauro e manutenzione attivi nella città vesuviana. Presso la Casa dell’Albergo, accessibile sia dal III che dal IV Cardo Inferiore, i restauratori distaccheranno un mosaico situato sul pavimento di un grande ambiente di soggiorno della casa che in antico doveva avere uno splendido affaccio sul mare.

Il mosaico, che ha una superficie di 20 mq, sarà rimosso dal piano originario e collocato su 10 pannelli componibili e saranno così avviati i lavori di risanamento del sottofondo e la pulitura delle tessere in un apposito laboratorio allestito nel Parco.

I lavori sono inseriti nel piano di manutenzione straordinaria avviati dal Parco nell’estate 2018 e che si concluderanno a fine 2019 con il finanziamento statale del Fondo per lo sviluppo e la Coesione (FSC) e il lavoro del personale del Parco e dell’Herculaneum Conservation Project. Gli interventi saranno estesi a grandi aree del Parco e della Villa dei Papiri e prevede, oltre ad interventi di messa in sicurezza e manutenzione, anche interventi di decoro generale del sito.

Questa iniziativa è l’anteprima del programma di visite ai cantieri di restauro con cui il Parco intende favorire la partecipazione e l’informazione sull’incessante opera di tutela e conservazione del patrimonio archeologico- dichiara il Direttore Francesco Sirano. Per favorire il coinvolgimento di una platea più ampia possibile l’evento sarà seguito dai nostri social media sui quali a breve ci sarà il programma delle visite ai cantieri”.

Appuntamento a domani 21 gennaio alle 11.30 con i restauratori e tecnici del Parco Archeologico di Ercolano che daranno informazioni ai presenti sui lavori tecnici e sui canali di Classicult con video e foto esclusive.


Presentato il nuovo programma 2019 al Parco Archeologico di Ercolano

Presentato nella mattinata del 15 gennaio il Programma 2019 del Parco Archeologico di Ercolano, a introdurlo il direttore del Parco Francesco Sirano che ha esposto ogni punto degli eventi che verranno organizzati, presentati per aree tematiche.

Il Parco di Ercolano – dichiara il Direttore Sirano – si lascia alle spalle un anno denso di attività e di impegno ma uno altrettanto ricco e impegnativo ci aspetta. Il mio ringraziamento a tutto il personale del Parco, che in questo anno è ulteriormente cresciuto in numero e in carico di lavoro per ognuno, che con assoluta abnegazione risponde ad ogni mia sollecitazione con lo stesso mio entusiasmo e  passione. Dicembre è stato il mese a me forse più caro dei precedenti trascorsi perché ho potuto vedere realizzato il sogno di far vivere i luoghi che frequentiamo, poter rendere accessibile e fruibile l’Antiquarium lo ritengo davvero un traguardo che mi sprona ad andare avanti senza sosta alcuna. Mi piangeva il cuore nel vedere un luogo come l’Antiquarium ‘invecchiare’ senza che il pubblico potesse fruirne, ho voluto fortemente la sua apertura e il suo utilizzo perché il Parco di Ercolano lo merita e affinché il territorio potesse guadagnare un prestigioso luogo di esposizioni. E l’aver collocato in questo spazio gli ori, mai esposti in una tale completezza, ha coronato un sogno che avevo nel cassetto. Il cassetto l’ho aperto e quello che aspetta il Parco è solo ulteriore valorizzazione delle attività di ricerca, documentazione, conservazione, comunicazione e divulgazione per lo sviluppo culturale dell’intero territorio vesuviano. Per questo il Programma 2019 rende stabili alcune aperture come quella del teatro, presenta una rassegna estiva più strutturata e ricca dell’anno passato, accoglie cittadini e appassionati per cicli di conferenze e una summer school, apre il Parco alle mostre diffuse sul territorio, nel continuare la strategia di collaborazione con gli enti territoriali, ma anche con le scuole, gli enti, le associazioni, le istituzioni nazionali e internazionali perché tutti possano godere della crescita di questo sito UNESCO che deve diventare comune e condivisa”.

Dopo la presentazione del Programma 2019, il simposio “Approfondimento tematico: codici espressivi a confronto. L’esperienza del caso Ercolano”, con l’intervento di

Catrin Huber, Newcastle University

Rosaria Gini e Mauro Maurizio Palumbo, Accademia di Belle Arti Napoli

Michele Iodice, Certosa e Museo di San Martino (Napoli)

Ascanio D’Andrea e Francesca Del Duca, Herculaneum Conservation Project.

A conclusione dell'esperienza Maiuri Pop up, il Parco Archeologico di Ercolano ha infatti proposto un approfondimento sull'esperienza del 2018, che ha visto la commistione di codici di comunicazione diversi e la loro utilizzazione in iniziative di coinvolgimento del territorio, per far emergere le ‘best practices’, come eredità per il 2019.

Maiuri Pop Up: idea di progetto e realizzazione

Il Parco Archeologico Ercolano, in collaborazione con il team dell’Herculaneum Conservation Project, ha programmato una serie di iniziative, in occasione del 90° anniversario dell’inizio degli Scavi Nuovi, inaugurati ufficialmente il 16 maggio 1927 sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri. L’anniversario ha costituito un’occasione che non è stata esclusivamente celebrativa ma di riflessione e di ispirazione sulle attività di scavo e restauro e sulle scelte di comunicazione adottate da Maiuri ad Ercolano. Colui che fu Soprintendente agli Scavi e alle Antichità della Campania e che realizzò una vera e propria impresa di straordinaria innovazione da molteplici punti di vista, sia per l’organizzazione dei cantieri di lavoro, sia per il metodo di acquisizione dei terreni da scavare. L’aspetto che ancora oggi appare innovativo e di notevole impatto agli occhi dei visitatori riguarda le scelte che Amedeo Maiuri realizzò nell’allestimento delle case e delle botteghe della città antica, riuscendo a comunicare con immediatezza il modo di vivere e le attività degli abitanti del 79 d. C. Le 3 finestre della mostra (Shopping, Scavare, Expanded Interiors) hanno costituito una sorta di dialogo con le scelte adottate da Amedeo Maiuri in una sperimentazione di nuove forme di comunicazione adatte alla nostra epoca.

Il progetto sperimentale, inteso come dialogo tra passato e presente, è stato definito “Maiuri pop-up”, rassegna di istallazioni, percorsi tematici ed eventi, sia di carattere storico archeologico sia artistico, che si sono svolti nell’arco dell’anno dell’anniversario dell’inizio degli scavi di Amedeo Maiuri, (installazioni, percorsi a tema, esposizione di reperti originali, copie, filmati d’epoca, riproduzioni di fotografie, planimetrie e manifesti, e risorse online). Si è tentato, attraverso la “mostra pop-up”, di ricostruire alcuni dei momenti fondamentali della storia moderna del sito archeologico, con spunti per parlare del presente e del futuro di questo sito e del suo territorio ad ampio respiro. Gli obiettivi prefissati sono stati molteplici: dall’ampliamento dell’offerta culturale per il visitatore, alla costruzione di una nuova e più forte identità del Parco archeologico. Maiuri rappresenta il filo conduttore per valorizzare risultati nel presente e per guardare il futuro.

Si ricordano nello specifico le tappe che hanno caratterizzato il percorso Maiuri pop up:

 AZIONE 1: Shopping

La Bottega del  Plumbarius (VI, 12: Decumano massimo) in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project

Il progetto di integrazione visiva della bottega del Plumbarius si è proposto di ricostruire con elementi moderni le geometrie che componevano gli arredi e le strutture di questo spazio. L’allestimento, ispirato a quello realizzato da Maiuri, ha previsto la realizzazione di copie degli oggetti da mettere in mostra sul bancone della bottega e di altri elementi legati alle attività di laboratorio del fabbro (e.g. lingotti di piombo); il posizionamento di oggetti originali non a rischio conservativo (e.g. pesi in pietra, anfore); il posizionamento di pannellature e elementi sagomati per riproporre gli spazi originali; una presentazione minimale (‘interpretation’) per aiutare il visitatore alla comprensione della scelta espositiva (e.g. pannello, cartolina, etc.).

AZIONE 2:  Scavare 

Installazioni di Michele Iodice

Il progetto è sorto dall’idea di raffigurare, mediante un percorso luminoso e suggestivo, la figura dell’archeologo Amedeo Maiuri.

Il “viaggio” ideato inizia nella bottega di Messenius Eunomus (cardo III), dove è stato ricreato un ideale studio di Amedeo Maiuri. La sua collocazione all’interno degli scavi è volta a sottolineare il costante studio dell’archeologo e attenzione nella ricostruzione dei luoghi per restituire all’uomo una visione più completa del passato superando così il vecchio metodo di scavo borbonico di tipo più antiquario. Dallo studio inizia il percorso attraverso il Portale (Decumano Inferiore). Posto in corrispondenza della lapide commemorativa dell’ inizio dei nuovi scavi nel 1917, divide simbolicamente il sito archeologico in due parti: quella borbonica e l’Herculaneum, (che doveva essere scavata, Herculaneum effodiendum est), portata alla luce da Amedeo Maiuri. Due luoghi esemplificativi della “città museo”, in cui riviveva la quotidianità dell’Ercolano romana voluta da Maiuri, leitmotiv di tutto il percorso Maiuri Pop Up.

Il percorso di Michele Iodice, in collaborazione col team scientifico del Parco, ha utilizzato le immagini dell’archivio storico, testimonianze dell’impresa di scavo condotta da Maiuri con le squadre di lavoratori, perlopiù abitanti di Resina. Alcuni di quei volti sono stati riprodotti e collocati nei tre punti  dell’installazione.

Due luoghi esemplificativi della “città museo”, in cui riviveva la quotidianità dell’Ercolano romana voluta da Maiuri, leitmotiv di tutto il percorso Maiuri Pop Up.

Il Panificio di Sextus Patulcius Felix (cardo V) dove, nell’ambiente di ingresso, oltre alle macine in pietra lavica, ancora in sito, Maiuri espose due teche con il grano carbonizzato rinvenuto sul posto, e, nell’ambiente di servizio, una serie di teglie di bronzo.

Nella bottega del Gemmarius (cardo V), la cosiddetta “stanza della tessitrice” dove Maiuri espose, accanto a diversi elementi di arredo, la riproduzione di un telaio.

Expanded Interiors: Casa del Bel Cortile, Catrin Huber

Parco Archeologico di Ercolano, Herculaneum Conservation Project, New Castle University, Arts and Humanities Research Council, Art Editions North.

L’artista Catrin Huber, della New Castle University, ha lavorato a un progetto sulla relazione tra la pittura e gli spazi nel mondo romano.  Il suo progetto, Expanded Interiors, si è focalizzato su due luoghi, la Casa del Bel Cortile ad Ercolano e la Casa del Criptoportico di Pompei.

Ad Ercolano la casa del Bel Cortile rappresenta un momento della celebrazione dei 90 anni dagli scavi diretti da Amedeo Maiuri, iniziati nel 1917 e conclusi nel 1961.

Nel 1956 Amedeo Maiuri inaugurò un piccolo museo presso la Casa del bel Cortile, nel quale espose una collezione di oggetti trovati ad Ercolano negli scavi da lui diretti. Maiuri intendeva mostrare ai visitatori la vita quotidiana degli abitanti della città antica, creando una vera e propria “città museo”.

Per Expanded Interiors Catrin Huber ha usato lo stesso approccio sperimentale di Maiuri, portando l’arte contemporanea a dialogare con la Casa del Bel Cortile, con la sua storia, con i suoi manufatti.

Privilegiando le figure e i volti delle donne, la mostra porta al pubblico le riproduzioni di raffinati manufatti conservati nei depositi del Parco Archeologico di Ercolano. La mostra raccoglie le figure e i volti in nuove costellazioni, sovrapponendo repliche stampate in 3D con riproduzioni degli originali in 2D.