Le Vie dei Tesori Palazzo Biscari Catania

Le Vie dei Tesori, chiusura da record: 307 mila visitatori in cinque week-end

Le Vie dei Tesori, chiusura da record: 307 mila visitatori in cinque week-end

Questo fine settimana, in 57 mila hanno scelto Palermo e oltre 6 mila Catania. A Palermo, la chiesa e il monastero di Santa Caterina sono i luoghi più visitati, a Catania Palazzo Biscari e la chiesa di San Nicolò L’Arena. 

Le Vie dei Tesori Palazzo Biscari Catania
Catania Palazzo Biscari

LE VIE DEI TESORI chiude la sua tredicesima edizione e mette insieme numeri da record. I dati definitivi si avranno la prossima settimana, ma già adesso si può parlare di record. Con una corsa, un affettuoso “assalto” nelle ultime ore della manifestazione, soprattutto a Palermo dove si sono registrate lunghe code nei siti più amati. Palermo quindi “chiude” il suo ultimo fine settimana con 57 mila visitatori, Catania migliora le performance dell’ultimo weekend e aggiunge 6 mila visitatoriIn totale i cinque week-end di questa seconda tranche del festival hanno messo insieme il numero enorme di 307 mila a Palermo e Catania, aggiungendo anche Ragusa, Modica e Scicli, presenti nei primi tre fine settimana di ottobre. Ma vanno aggiunti i numeri della prima tranche del festival, a cui hanno partecipato altre dieci città siciliane.

Chiesa e Monastero di Santa Caterina a Palermo

“È il successo delle città. Delle istituzioni pubbliche, delle associazioni, delle cooperative, dei privati che mettono a disposizione i loro luoghi per quello che è prima di tutto un grande laboratorio collettivo di narrazione – dice Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onlus - È il successo dei 500 ragazzi impegnati nel progetto a Palermo e dei 150 a Catania:  collaboratori, tirocinanti e studenti universitari, studenti in alternanza scuola-lavoro sulle cui parole ha viaggiato il racconto della città. Il successo degli artisti che hanno teatralizzato e musicato le visite. Il successo dello straordinario staff del Festival che lavora ogni giorno dell’anno - già da domani per il 2020 - nella progettazione, nell’organizzazione, nella formazione, nella comunicazione,  della manifestazione con un impegno indefesso. Il successo dei cittadini, che diventano protagonisti nella propria città e parte di questa narrazione urbana. Il successo delle città del Sud, che sfidano quello che Tomasi di Lampedusa chiamava “il peccato di fare”.

Quello che si nota in questa edizione è che il pubblico è “spalmato” tra i diversi siti: non si sono viste le lunghe code dei primissimi festival, il pubblico è organizzato, si muove con mappe e smartphone, organizza il percorso di visita studiando prima i luoghi e le vie di accesso. I numeri sono cresciuti, ma anche la voglia di riappropriarsi di chiese, oratori e palazzi, alcuni del tutto inediti. E’ stata molto apprezzata la possibilità di visitare, senza l’assillo di orari e code, alcuni luoghi dove erano stati organizzati eventi particolari: piace l’idea dei siti su prenotazione, sono esaurite le esperienze, le visite teatralizzate nei palazzi e negli oratori, gli aperitivi sulle cupole e i concerti barocchi, tutti sold out.

Tra il pubblico palermitano, anche l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla che ha assistito alla visita condotta al laboratorio e al teatro dell’Opra da Mimmo e Giacomo Cuticchio; e ha “scoperto” con interesse l’oratorio della Carità di San Pietro ai Crociferi con la splendida cappella affrescata dal Borremans. “Le Vie dei Tesori è una iniziativa straordinaria che è entrata di diritto tra i grandi eventi della Regione Siciliana – ha detto l’assessore Lagalla -. Ho il piacere di averla tenuta a battesimo anche negli anni in cui ero Rettore, confermando l'appoggio dell'Università. Il festival gode dell'appoggio del Fondo sociale europeo che serve ad avviare i giovani all'alternanza scuola lavoro e alla prospettiva dell'occupazione. Un banco di prova importante per mettere a frutto le competenze acquisite nei percorsi formativi e contribuire alla promozione della Sicilia e delle sue bellezze”.

Palermo è la regina incontrastata: 57 mila visitatori, tra palermitani e tantissimi turisti, un “esercito” accolto ovunque da volontari, guide, studenti. La chiesa e il convento di Santa Caterina sono (insieme) il luogo più visitato dell’intero festival: soltanto in questo fine settimana hanno messo insieme oltre cinquemila visitatori, un successo straordinario, con la gente “arrampicata” sulla scalinata d’accesso per ore, affascinata dalla chiesa immensa, dai marmi mischi, dallo splendore delle cappelle; e in tantissimi hanno scelto di proseguire verso il monastero, alla ricerche delle suore di clausura che fino a qualche decina di anni fa vivevano ancora tra queste mura silenziose.  – restano il complesso più amato di Palermo: con gli splendidi marmi mischi, e le celle dove ti par di vedere le tonache delle monache sfiorare il pavimento. Ma se chiesa e monastero hanno tenuto il podio per tutta la durata del festival, hanno comunque superato il migliaio di visitatori in un solo weekend, altri sette luoghi di Palermo: dal Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città, dove è stata molto apprezzata la terrazza, anche per una foto ricordo affacciati sul mare; al rifugio antiaereo, a cui si accede da una scaletta dalla guardiola di Palazzo delle Aquile, e dove è possibile ascoltare l’appassionato racconto della città bombardata; all’Oratorio di San Lorenzo, probabilmente trascinato dal cinquantenario dal furto della “Natività” del Caravaggio, di certo uno dei siti più amati dai turisti. E ancora, la cupola e la chiesa del Santissimo Salvatore: dalla cupola si può osservare l’intera città, da monte a mare, un gioco riconoscere tutte le chiese, i campanili, i palazzi; la chiesa è un bellissimo esempio barocco recuperato. Visitatissima la Cattedrale, dove Le Vie dei Tesori ha aperto la cripta con le tombe dei re antichi, e le teche con il tesoro prezioso di ostensori, pianete e calici; e amato (come sempre, non solo quest’anno) quel gioiello liberty leggero e delicato che è il Villino Florio. Questo è stato anche il fine settimana dei musei: frequentatissima la visita condotta dalla direttrice Caterina Greco alla scoperta dei reperti del Museo Salinas, lunghe code a Palazzo Mirto e un successo inaspettato per il percorso “fuori porta” all’area archeologica di Monte Iato,  anche qui condotto dalla direttrice Francesca Spatafora.

Molto apprezzate le visite teatralizzate: addirittura su richiesta di un folto gruppo di escursionisti in arrivo da Gangi, è stata replicata fuori programma, la performance di Stefania Blandeburgo che ha vestito i panni di una cortigiana seicentesca dentro la cripta delle Repentite. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti”, la rimaterializzazione di tele disperse di Van Gogh, Monet o Tamara de Lempika, nel sottocoro di Palazzo Abatellis, che resterà aperta fino all’8 dicembre.

La Chiesa di San Nicolò L’Arena

CATANIA aumenta i numeri degli scorsi weekend e supera i seimila visitatori spalmati tra chiese e palazzi. Palazzo Biscari guadagna il podio in assoluto: sontuoso, elegante, con i saloni che sembrano uscire da un film. Qui la visita è stata condotta dal principe Ruggero Moncada, narratore più dei narratori. Il secondo sito più visitato a Catania resta San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. E’ comunque tallonato da Palazzo Asmundo di Gisira, dimora nobiliare elegante oggi trasformato in un esempio di haute hotellerie: qui i visitatori hanno apprezzato la collezione di arte contemporanea e si sono affacciati dalla terrazza; segue da presso Castello Ursino che ha invece aperto i fossati dove era possibile passeggiare respirando la storia antica della città. Tra i siti “riscoperti” dagli stessi catanesi, Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio; la cupola della Badia di Sant’Agata e la terrazza del monastero di San Giuliano, oltre alla passeggiata su Porta Uzeda da cui si ottiene una doppia visuale, da un lato la Pescheria e il mare, e dall’altro, si allunga la passeggiata di via Etnea.

Le Vie dei Tesori
Castello Ursino

www.leviedeitesori.com

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Testo dall'Ufficio Stampa Le Vie dei Tesori. Le foto dei siti de Le Vie dei Tesori sono state realizzate da @Igor Petyx


Il prossimo weekend de Le Vie dei Tesori. Tutte le "esperienze" da prenotare

Guardare, ammirare, ascoltare, assaggiare. è il leitmotiv de Le Vie dei Tesori. Che mai come quest’anno propone “esperienze”. Questo secondo weekend - da venerdì 11 a domenica 13 ottobre - ci sarà veramente da dover scegliere: visite teatralizzate in costume, tour in un quartiere che rinasce con l’arte, concerti preziosi. Apriranno le porte sia Prefettura che la Banca d’Italia, e sarà una delle poche occasioni possibili per visitare le sorgenti da cui si trae l’acqua che arriva in città. Da venerdì a domenica, ogni giorno emozioni diverse: da prenotare su www.leviedeitesori.it

Oratorio di San Lorenzo. Foto di Igor Petyx

Andiamo con ordine. Perché oltre ai 160 luoghi che apriranno di nuovo le porte – a Palermo e Catania il festival durerà ancora quattro weekend, nel Ragusano solo due -  si potrà sedere al fianco di Delia, l’ultima Whitaker, per sentirla raccontare del tè delle cinque e della servitù in livrea, a Villa Malfitano; o ascoltare Minicu, poeta per disgrazia che appare dai saloni di Palazzo delle Aquile. Si potrà sorseggiare un calice di bianco Planeta osservando i minuscoli velivoli allineati come soldatini nell’immenso hangar dell’aeroporto di Boccadifalco: siamo al tramonto, e se non amate gli aerei, raggiungete invece Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale. Dopo la visita e il calice, correte all’Orto Botanico perché di notte le piante sembrano bisbigliare. Ve le farà scoprire il direttore dell’Orto in persona, Rosario Schicchi. Il secondo dei concerti preziosi nei “tesori” si svolgerà all’oratorio di San Lorenzo e si srotolerà sulle note del tango dei duo Sambossa (flauto e chitarra); si scoprirà Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte: un tour tra la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, in un fazzoletto verde tra i palazzi, Danisinni Circus sotto un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Massimo, il pranzo sociale la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti.

Vasca Orto Botanico. Foto di Igor Petyx

Tra i tantissimi siti disponibili, ce ne sono alcuni che apriranno solo questo weekend, e su prenotazione, e non bisogna lasciarseli scappare: pochissimi posti per l’ottocentesca Villa Whitaker, in via Cavour (da non confondere con Villa Malfitano Whitaker in via Dante) si camminerà sui passi di Joss Whitaker per scoprire saloni e giardini di quella che oggi è la Prefettura. E se non riuscite a visitarla, prenotate subito la visita a Villa Pajno, la residenza del Prefetto che sarà invece disponibile il prossimo fine settimana (18-20 ottobre e non 25-27 come annunciato in un primo tempo). Sarà aperta – per questo unico weekend – la Banca d’Italia dove vi racconteranno la strana storia di un ordigno che si incastrò nel solaio sotto il bombardamenti del ’43 e non esplose mai. Infine, si potranno raggiungere le sorgenti del Gabriele, un luogo dell’anima, stranissimo e del tutto sconosciuto a parecchi palermitani: qui sgorga ancora acqua limpidissima, la stessa che alimenta l’acquedotto della città.

Orari, date, luoghi e disponibilità su www.leviedeitesori.it