Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno

“Correndo coi lupi” (“Running with wolves”), mostra a Lacco Ameno

CORRENDO COI LUPI / RUNNING WITH WOLVES
Mostra e workshop gratuito di grafica a Villa Arbusto, Lacco Ameno
 
Si intitola  “Correndo coi lupi” (“Running with wolves”) la mostra delle opere di illustratori provenienti da Estonia, Lettonia, Lituania scelte dall’artista estone Viive Noor, che si inaugura il 7 ottobre, ore 18:00, a Villa Arbusto in Lacco Ameno.
Promossa dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia nell’ambito delle sue attività di ricerca sui patrimoni narrativi tradizionali, la mostra resterà aperta fino al 2 novembre.
Mercoledì 6 ottobre, ore 16:00, l’artista estone Viive Noor terrà un workshop gratuito sulla grafica e l’illustrazione (prenotazioni inviando una mail a: [email protected] o collegandosi alla pagina Facebook @CeicIschia). Giovedì 7 ottobre alle 18:00 si aprirà la mostra con gli interventi di Viive Noor, di Ulle Toode (Centro Studi Baltici), Carla Tufano (Vice Sindaco di Lacco Ameno e Delegata alla Cultura), Marco Cortese (architetto, grafico d’arte e fotografo), Massimo Ielasi (esperto d’arte e gallerista), Ugo Vuoso (direttore Istituto CEiC e docente all’Università di Salerno).
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
 
Il filo conduttore delle opere - tutte illustrazioni di libri per bambini - è il lupo, figura importantissima nelle tradizioni popolari e nelle fiabe europee.
Il lupo è simbolo di sopravvivenza, di confronto con le proprie paure, di collaborazione e convivenza, ma anche di forza e di potere in tante culture, in tutto il mondo. Nel mondo nordico è considerato simbolo di saggezza e indipendenza, di collaborazione e protezione. Nelle culture nord-europee sono molto diffuse le leggende sulla Donna-Lupa. Nell’antica tradizione estone esiste la credenza, secondo cui ogni donna porti dentro di sé lo spirito selvaggio della lupa che crea un’energia potente e vitale e lo esprima a diretto contatto con la natura. Non è un caso che in Estonia nel Medioevo la maggior parte dei processi alle streghe coinvolgessero donne accusate di possedere lo spirito del lupo e la saggezza di questo animale - totem per la gente del Baltico. La lupa sa di essere la matriarca del branco e sa guidare il suo gruppo, e nel contempo può diventare la leader per gli altri, senza timore né complessi, e impara dall’esperienza prendendo cura di se stessa.
 
Secondo le credenze popolari estoni vedere un lupo porta fortuna. La studiosa di folklore Marju Kõivupuu dice:
“Per questo a chi parte si augura: “Che tu abbia fortuna sul tuo cammino, e che un lupo ti venga incontro!””
La mostra “Correndo coi lupi” intende promuovere l’illustrazione come forma d’arte che accompagna l’uomo dalla nascita e che sa educare alla libertà, ai sentimenti e alle emozioni. La curatrice Viive Noor è già conosciuta in Italia per varie mostre che ha organizzato in collaborazione con l’Associazione Italia Estonia negli anni tra il 2014 e il 2019, come per esempio quella dal titolo “C’era una volta” dedicato alle illustrazioni delle fiabe dei fratelli Grimm.
 
Il progetto "Correndo coi lupi" è promosso dal Centro per la Letteratura Estone per Bambini di Tallinn, in collaborazione con l'Associazione Italia Estonia e il centro Studi sul Baltico presso l’Università della Sapienza di Roma, dal Ministero della Cultura in Estonia, dalle Ambasciate di Estonia, Lettonia e Lituania a Roma, dal Laboratorio di Antropologia “A. Rossi” Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.  
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
Testo e foto dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia

La domesticazione del cane avrebbe aumentato le variazioni genetiche nocive per l'animale

11 Gennaio 2016
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La domesticazione del cane domestico (Canis lupus familiaris) a partire dal lupo grigio (Canis lupus), potrebbe aver introdotto per il primo degli elementi di debolezza, nella forma di cambiamenti genetici nocivi.
La domesticazione ha implicato infatti endogamia e processi di selezione artificiale, tutti fenomeni poco studiati. Un nuovo studio ha preso in esame 19 lupi, 25 cani selvatici e 46 cani domestici da 34 razze, per giungere alla conclusione che la domesticazione può aver portato una serie di modificazioni genetiche nocive. La ricerca ritiene però responsabile non tanto l'endogamia, quanto i colli di bottiglia relativi a diminuzioni temporanee della popolazione (NdT: bottleneck in Inglese, ad indicare quando una popolazione si riduce di dimensione).
In sostanza, l'utilizzo di popolazioni limitate di cani al fine di ricavare quei tratti desiderati per ciascuna razza, può aver condotto all'accumulazione di variazioni genetiche nocive per l'animale, che possono potenzialmente portare a disordini nello sviluppo e altri rischi per la salute. Si suggerisce quindi il mantenimento di popolazioni di grande dimensione, come fattore critico per evitare l'accumulazione delle varianti deleterie.
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Un antico lupo siberiano e l'origine dei cani

21 Maggio 2015
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Un nuovo studio, esaminando il genoma dei resti di un antico lupo dalla penisola siberiana di Taimyr, datato a 35 mila anni fa, ha rivelato che questi sarebbe il più recente antenato comune per i moderni lupi quanto per i cani. Questo permetterebbe di ipotizzare perciò che il legame con l'uomo possa farsi risalire a molto prima di quanto ritenuto finora: si parla di 40 mila anni o al più di 27 mila fa. La sola altra ipotesi sarebbe in una divergenza tra due popolazioni di lupi alla medesima epoca. Fino ad oggi si riteneva, con uno studio dell'anno scorso, che l'albero familiare vedesse la divisione di cani e lupi tra gli 11 mila e i 16 mila anni fa.
Lo studio dimostra inoltre un gran numero di geni in comune coi moderni Siberian Husky e coi cani da slitta della Groenlandia.
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La storia dell'animale rimane però nebulosa e questo esemplare non risolverà il puzzle dell'origine del cane, pur fornendo degli elementi di grande importanza. Questo studio si colloca nel dibattito riguardo l'addomesticamento dei cani: alcuni ritengono che avvenne durante il Pleistocene, quando gli umani erano cacciatori raccoglitori, altri lo collocano più tardi, durante il Neolitico, quando gli umani cominciarono a formare insediamenti stabili e a praticare l’agricoltura.
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La cooperazione tra uomini e cani è possibile grazie alle capacità sociali dei lupi

20 - 21 Gennaio 2015
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"Il cane è il miglior amico dell'uomo", ripete un noto adagio. Uno studio di Friederike Range e Zsófia Virányi, propone invece la cosiddetta "Ipotesi di Cooperazione Canina", per la quale la cooperazione tra uomini e cani sarebbe possibile grazie alle capacità sociali già presenti nei lupi.
I lupi non sarebbero meno attenti all'aspetto sociale dei cani, e tuttavia i cani accetterebbero gli esseri umani più facilmente, e hanno meno paura. I lupi sarebbero inoltre molto attenti ai comportamenti umani.
Una sintesi delle ricerche è stata pubblicata su Frontiers of Psychology, in un articolo dal titolo "Tracking the evolutionary origins of dog-human cooperation: the “Canine Cooperation Hypothesis”".
Link: Frontiers in Psychology; Veterinärmedizinische Universität Wien; Science Daily; Past Horizons
Lupo europeo nel Parco Nazionale della Foresta Bavarese, foto di mrthk (1, 2) da Wikipedia, CC BY 2.0, caricata da Mariomassone.