Gli uomini responsabili dell'estinzione della megafauna

13 Agosto 2015
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Secondo un nuovo studio, i primi umani sarebbero stati responsabili del declino di una varietà di grandi bestie (chiamate anche megafauna) alla fine del Quaternario: la tigre dai denti a sciabola, il mammuth lanoso, il rinoceronte lanoso, l'armadillo gigante.
La maggior parte di questi grandi mammiferi fu spazzata via negli ultimi 80 mila anni, per estinguersi attorno ai 10 mila anni fa. La ricerca ha preso in considerazione ricostruzioni climatiche ad alta risoluzione, e anche se il cambiamento climatico avrebbe giocato un ruolo, la colonizzazione umana sarebbe stata causa trainante: la comparsa degli uomini coinciderebbe infatti con le estinzioni. In certe regioni, come l'Asia, nessuna delle due cause sarebbe però in grado di spiegare le estinzioni.
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Il nuovo studio si colloca nell'ambito della discussione sulle estinzioni relative alla megafauna nel Tardo Pleistocene, con il cambiamento climatico e l’impatto umano ad essere i fattori più spesso citati, con alcune eccezioni che possono essere attribuite con certezza a ciascuna delle due ipotesi.
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Il cambiamento climatico improvviso uccise i mammuth

23 - 24 Luglio 2015
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Si discute ancora sulle estinzioni relative alla megafauna nel Tardo Pleistocene, con il cambiamento climatico e l'impatto umano ad essere i fattori più spesso citati. In particolare, è il caso dei mammuth, estinti alla fine dell'Era Glaciale.
Secondo un nuovo studio, anche in assenza di umani si sarebbero verificate estinzioni di massa, relazionabili all'improvviso aumento delle temperature, aumento paragonabile a quello che stiamo vivendo oggi. Questo andò a modificare le precipitazioni e influì sulla vegetazione. Le estinzioni coincidono con questi brevi e improvvisi mutamenti, ma non si verificano nei periodi estremamente freddi. È importante notare che l'uomo giocò pur sempre un ruolo importante nella scomparsa di questi animali, dando il colpo di grazia a popolazioni già sotto stress.
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Gli uomini del Gravettiano contribuirono all'estinzione dei mammuth lanosi?

4 - 9 Giugno 2015
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Secondo un nuovo studio, i cacciatori raccoglitori europei del Gravettiano avevano il mammuth lanoso al centro della propria dieta.
Tra i venti e i trentamila anni fa, gli umani di questa cultura del Paleolitico Superiore si diffusero in Europa, in particolare nella Repubblica Ceca, sulle colline di Pavlovské (Palava) e nella Polonia meridionale. In questi siti, le ossa di mammuth rappresentano il 18% del totale, e venivano utilizzate come combustibile, come riparo e come strumenti e ornamenti, mentre la carne veniva arrostita. Questi umani si specializzarono nella caccia all'animale, e probabilmente contribuirono all'estinzione dello stesso.
Si segnala inoltre un articolo della BBC sugli sviluppi relativi al tentativo di riportare in vita i mammuth lanosi.
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Verranno riportati in vita i mammuth lanosi?

23 Aprile 2015 1024px-Woolly_mammoth
Un team di ricercatori internazionali ha quasi completato il sequenziamento dell'intero genoma di due mammuth lanosi (Mammuthus primigenius) provenienti dalla Siberia. Per Hendrik Poinar, questa scoperta implica la possibilità di riportare in vita specie estinte, che sarebbe teoricamente realizzabile entro alcuni decenni. A molti verrà probabilmente in mente il film Jurassic Park, mentre gli studiosi utilizzano il termine de-estinzione.
Lo studio ha peraltro permesso di investigare altri problemi. Innanzitutto, le ragioni dietro l'estinzione della specie, che sarebbero complesse e  non limitate al cambiamento climatico e alla caccia da parte dell'uomo. Il declino delle popolazioni e della loro diffusione comporterebbe la perdita di diversità genetica e l'accoppiamento tra consanguinei. Proprio la perdita di diversità genetica è apprezzabile tra il primo mammuth proveniente dalla Siberia nord orientale e datato a 44800 anni fa, e il secondo, datato a 4300 anni fa e proveniente dall'Isola di Wrangel, l'ultimo rifugio dell'animale. Il declino dei mammuth lanosi si sarebbe verificato in particolare tra i 250 mila e i 300 mila anni fa, e poi nuovamente alla fine dell'Era Glaciale.
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