Storie longobarde dal Parco Archeologico di Castelseprio

Tra le testimonianze archeologiche più significative del territorio lombardo è certamente il castrum della regione del Sebrio, il territorio che oggi identifichiamo con l'area della provincia di Varese, o meglio con il triangolo di terra compreso tra il lago di Varese, l'aeroporto della Malpensa e la statale saronnese.

Questo territorio, lontano da Roma, ma di diretto accesso all'arco alpino, presentava un ulteriore vantaggio: un fiume di media portata, l'Olona, attraversava in lungo la vallata circondata da area boschiva di robinie di alto fusto con querce e castagni e da un fitto sottobosco tipico delle brughiere. Il percorso del fiume si snoda attraverso la stretta lingua di terra, ai cui lati si dipartono due profondi valloni, che la isolano il territorio dai pianalti circostanti, creando un perfetto canale protetto di comunicazione tra l'area di confine alpina e la città di Mediolanum.

La abside della Basilica di S. Giovanni. Foto di Jessica Lombardo

È fondamentale ricordare che quest'ultima, a partire dal 286 d.C. fu scelta da Massimiano quale nuova residenza e capitale per l'Impero romano d'Occidente.

In questo contesto storico, molto probabilmente, dobbiamo collocare una progressiva intensificazione della frequentazione dell'area, che aveva visto la presenza di abitati fin dalla tarda età del Bronzo e l'inizio dell'età del Ferro e che assume solo ora un ruolo funzionale essenziale, in relazione alle esigenze militari di controllo della valle dell’Olona e dell’importante via di comunicazione tra Como e Novara. Purtroppo pochissime sono le testimonianze di epoca tardo romana, a fronte di una più significativa stratificazione di epoca gota e longobarda.

L'ipotesi più verosimile colloca la fondazione del castrum vero e proprio al V sec. sotto dominio goto e un passaggio in mano longobarda sul finire del VI sec. con l'acquisizione di un ruolo primario nel controllo amministrativo e giurisdizionale di un ampio territorio, la Giudicaria del Seprio.

Visitare Castelseprio: vademecum per un percorso di visita al Parco Archeologico

La posizione scelta per la fortificazione, ovvero il rilievo che domina la vallata dell’Olona, rese la struttura del castrum più complessa del previsto: era necessario disporre di una doppia posizione: una a monte, per una visione complessiva del territorio e un' estensione a valle, una propaggine di struttura difensiva che giungesse fin quasi alle sponde del fiume.

La Basilica di S.Giovanni. Foto di Jessica Lombardo

Questa conformazione influenza anche il nostro percorso di visitatori moderni: il sito del castrum, a monte rientra nel comune di Castelseprio, l'area a valle, successivamente trasformata in monastero e reimpiegata come cascina agricola in tempi più recenti è invece il ben noto sito FAI del Monastero di Torba a Gornate Olona. L'organizzazione del castrum, che possiamo definire di tipo “urbano”, si articola in tre grandi settori, nei quali possiamo individuare almeno cinque punti focali di visita:

  1. La visita al Parco ha come fulcro il complesso di San Giovanni, edificio di culto principale dell'area, dotato di battistero e cisterna per la raccolta dell'acqua, eretto tra V e VI secolo. La basilica di forma rettangolare, prevedeva tre navate con relativi ingressi (probabilmente quello centrale preceduto da un portichetto). La abside semicircolare orientale risulta dunque adiacente ad un battistero ottagonale. In prossimità dell'area della torre campanaria, nello stesso spazio dell'abside e persino nel tamponamento dell'ingresso settentrionale furono sepolti personaggi influenti: sono infatti documentate numerose lastre decorate con croci astili a bassorilievo, utilizzate come coperture sepolcrali, oggi custodite presso l'esposizione permanente dell'Antiquarium.
  2. Si data invece all’XI secolo la chiesa di San Paolo, distante pochi passi dal complesso basilicale: a pianta centrale, esagonale, con abside collocata a est. L’edificio era probabilmente dotato di un deambulatorio al piano terreno con volte rette da colonne a sostegno di un piano superiore.
  3. Ancora diverse sono le testimonianze relative a edifici di culto nell'area di Castelseprio: il cosiddetto “Conventino” di San Giovanni, oggi per l'appunto adibito a spazio museale; la chiesa di Santa Maria a Torba (VII-VIII secolo), in origine probabilmente ad aula unica con cripta, poi estesa nella creazione di una vera e propria struttura conventuale e infine, all’esterno del castrum, nell'area rialzata circondata dai castagni che vide lo sviluppo di un vasto borgo, fu costruito l’oratorio di Santa Maria foris portas, un piccolo edificio preceduto da un atrio, per alcuni studiosi eretto tra VI e VII secolo, per altri tra VIII e forse IX secolo. Santa Maria è forse la tappa più interessante del sito di Castelseprio: la sua abside orientale conserva un ciclo di affreschi straordinari e di ancora dubbia attribuzione, dedicati alla natività e all'infanzia di Cristo e ispirati a vangeli apocrifi di tradizione orientale. Certamente questi ultimi edifici, complessi e ricchi di spunti di discussione, meritano un'argomentazione a sé.
  4. Dirigendosi in un percorso ad anello verso il sentiero che costeggia le mura esternamente e che permette al visitatore di ritornare al punto di partenza del tour si incontra la struttura della cosiddetta casaforte: collocata in posizione centrale e protetta, sul fondo di un ampio spazio, una propaggine aggiunta al castrum, direttamente accostata alle mura, fa supporre che questa fosse la sede dell’autorità civile, del comandante militare o di un alto funzionario, o forse di un corpo di guardia. Internamente divisa in due ambienti con finestre ad arco oltrepassato era disposta su più piani collegati da scale. Non è mai stata oggetto di scavi stratigrafici.
  5. Per permettere al visitatore di concludere il percorso di rientro avendo un'idea concreta della struttura del castrum è stato previsto l'arrangiamento di un sentiero esterno alle mura: una passeggiata nella natura, tra i castagni e ciò che rimane delle torri a base quadrata che cadenzavano il perimetro dell'accampamento fino al ricongiungimento con il torrione di ingresso, sul lato ovest del pianoro, dove un ponte ligneo, sorretto da una struttura a quattro torri, permetteva l’ingresso al castrum.
Castelseprio
L'oratorio di Santa Maria foris portas. Foto di Jessica Lombardo

Dal 2011 il sito di Castelseprio rientra nel progetto Italia Langobardorum promosso dall'omonima associazione nata nel 2008 con sede presso il Comune di Spoleto. Ne fanno parte i Comuni di Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo, Spoleto, la Fondazione CAB-Istituto di cultura Giovanni Folonari e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 


Svizzera: tesoro di quattromila monete romane da Ueken

18 - 19 Novembre 2015
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Un tesoro di 4.166 monete di epoca romana è stato scoperto accidentalmente da un contadino nel suo frutteto, presso Ueken, nel Cantone svizzero di Aargau.
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Le monete, in argento e bronzo (per un peso complessivo di 15 kg), sarebbero state seppellite 1.700 anni fa. Alcune monete datano al tempo dell'Imperatore Aureliano (270-275 d. C.), altre a quello di Marco Claudio Tacito (275−276), Marco Aurelio Probo (276−282), Marco Aurelio Carino (283−285), per arrivare a quelle degli Imperatori Diocleziano (284−305) e Massimiano (286-305 d. C.). Gli esemplari più recenti datano al 294 d. C.
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Le monete sono in uno stato di conservazione eccezionalmente buono: gli studiosi ritengono che furono probabilmente nascoste e tolte dalla circolazione dal possessore, in maniera sistematica, appena dopo la coniazione.
I ritrovamenti saranno esibiti presso il Museo di Vindonissa, nello stesso Cantone.

Link: Kantonsarchaeologie Aargau; SpiegelSwiss Info; The Guardian; BBC News; AFP; The History BlogArchaeology.wiki
Vista di Ueken, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di DidiWeidmann.
Aureliano (non si tratta di una delle monete del ritrovamento), foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Saperaud~commonswiki (English Wikipedia, original upload 29 October 2003 by Maximus Rex).
Busto dell'Imperatore Massimiano dal Musée Saint-Raymond de Toulouse, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Olybrius.