Allevamento di leporidi a Teotihuacán

17 Agosto 2016

Scultura di leporide dal complesso di Oztoyahualco a Teotihuacán. Credit: F. Botas
Scultura di leporide dal complesso di Oztoyahualco a Teotihuacán. Credit: F. Botas

Secondo un nuovo studio, pubblicato su PLOS One, gli abitanti di Teotihuacán avrebbero allevato lepri e conigli per ricavarne cibo, pelliccia e strumenti in osso.

Analisi dei resti di 134 tra conigli e lepri dall'antica città, confrontati con quelle relative alle moderne specie selvatiche, hanno evidenziato la loro dieta. I primi mostravano prove del consumo di vegetali da coltivazioni umane, ad esempio mais. Gli esemplari con i valori più alti provenivano dal complesso residenziale di Oztoyahualco, dove si sono pure ritrovati segni di macellazione animale e la statua di un leporide.

Poiché grandi mammiferi come capre, mucche o cavalli non erano disponibili per l'allevamento nel Messico preispanico, molti pensano che i Nativi americani non vivessero affatto intense relazioni tra umani e animali, come nel Vecchio Mondo. Risultati come quelli prodotti da questo studio, e verificati per Teotihuacán (che esistette tra l'1 e il 600 d. C. a nord est dell'odierna Città del Messico), dimostrano invece il contrario.

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Conservazione dell'acqua tra i Maya di Yaxnohcah

8 Aprile 2016

Credit: Jeff Brewer
Il luogo dove si estraeva roccia calcarea. Credit: Jeff Brewer

Con sette mesi l'anno di precipitazioni molto ridotte, la raccolta, l'immagazzinamento e la gestione dell'acqua rientravano tra le principali priorità dei Maya di Belize, Guatemala e Messico.
Il metodo di rilevamento LiDAR (Light Detection And Ranging) è stato ora utilizzato da ricercatori (insieme ai dati dagli scavi) per esplorare il tema al di là dei grandi centri urbanizzati.
Particolare attenzione è stata dedicata a Yaxnohcah, un sito nello Yucatan che presenta oltre 100 potenziali serbatoi idrici. Di questi solo 5 sono stati finora oggetto di scavi. Ritrovate pure piccole depressioni (adiacenti agli edifici) e una cava di roccia calcarea. La datazione è stata effettuata - sulla base di resti ceramici - al 900 a. C. e quindi al Medio Preclassico.
Credit: Jeff Brewer
Credit: Jeff Brewer

Link: EurekAlert! via University of Cincinnati


L'architettura maya influenzò quella coloniale religiosa spagnola

31 Marzo 2016

La chiesa coloniale da Dzibilchaltún
La chiesa coloniale da Dzibilchaltún

L'architettura Maya avrebbe influenzato quella religiosa dei coloni spagnoli. Questi i risultati della tesi di dottorato in archeologia di Teobaldo Ramirez Barbosa, che ha confrontato le chiese coloniali spagnole e gli edifici maya nella penisola dello Yucatán, in Messico e Belize.
Sarebbe insomma possibile verificare una ibridizzazione, per cui le materie da costruzione e le forme utilizzate in epoca preispanica continuavano ad essere impiegate anche dopo.
La tesi "Churches, chapels, and Maya dwellings of Colonial Yucatán and Belize. A Postcolonial Approach", di Teobaldo Ramirez Barbosa, è disponibile presso la Göteborgs Universitetsbibliotek.
Link: Göteborgs UniversitetsbibliotekAlphaGalileo via University of Gothenburg


Analisi delle vittime sacrificali presso il Templo Mayor di México-Tenochtitlan

25 - 28 Gennaio 2016
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Sulla base di analisi sui resti delle vittime sacrificate nel Templo Mayor dell’attuale Città del Messico (l’antica Tenochtitlan), è risultato che queste non fossero tutte necessariamente prigionieri catturati durante le guerre, ma che si trattasse pure di abitanti della Valle del Messico. Alcuni potevano rimanere nella città anche 6 anni prima di essere sacrificate.
Link: INAH; abc.es; EFE; Fox Latino News via EFE.
Vista del Templo Mayor, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Diego Delso (Poco a poco).


Politica e religioni: un legame stretto, oggi come allora

21 Dicembre 2015

Sarah Barber, University of Central Florida. Credit, UCF: Nick Russet
Sarah Barber, University of Central Florida. Credit, UCF: Nick Russet

Una nuova ricerca ha preso in esame le relazioni tra politica e religione, per quanto riguarda l'area di Oaxaca, nel Messico precolombiano, tra il 700 a. C. e il 250 d. C.
Al contrario di quanto ritenuto, in quel periodo di formazione e di emersione degli stati e delle società locali, le religioni sarebbero state importanti secondo modalità differenti, ma avrebbero contribuito a dividere più che a unire, conducendo a tensioni e a conflitti. Lo studio sottolinea infine il ruolo delle religioni nei processi politici (allora come oggi).
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Carnivori in cattività già a Teotihuacán

17 Dicembre 2015
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In antichità, gli animali non sono stati semplicemente una risorsa alimentare, ma hanno svolto un ruolo che si manifestava anche a livello sociale e rituale. Si pensi alle mummie animali egizie o ai combattimenti dei gladiatori contro le belve. In Mesoamerica, poi, contribuirono ad esprimere l'ideologia dello stato e il militarismo. Un esempio di questo ci è fornito dai resoconti dei conquistadores nella capitale azteca di Tenochtitlan: tra gli elementi di meraviglia e di splendore, per loro, vi erano pure questi "zoo".
Un nuovo studio si spinge ora più in là, verificando le radici di queste abitudini a Teotihuacán, dove puma, giaguari, lupi e aquile sarebbero stati tenuti in cattività mille anni prima circa. Si tratta di animali dall'evidente valore simbolico e rituale per queste culture. I ricercatori hanno esaminato i resti animali (ritrovati insieme ad altri umani), determinandone la cattività. Questi carnivori sarebbero stati nutriti con mais, o con animali a loro volta nutriti con mais, e forse pure con cani e umani.
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[Dall'Abstract:] Dai combattimenti gladiatori dei Romani alle mummie animali egizie, la cattura e manipolazione di carnivori è stata strumentale nel contribuire a modellare le gerarchie sociali in tutto il mondo antico. Lo studio investiga il punto di flesso, quando gli umani cominciarono a controllare animali non solo come risorse alimentari, ma come simboli rituali e attori sociali nel Nuovo Mondo. A Teotihuacán (1-550 d. C.), una delle più grandi città preispaniche, i resti animali furono componenti integrali di depositi rituali che esprimono l'ideologia dello stato e il militarismo durante la costruzione delle piramidi della Luna e del Sole. I depositi contengono i resti di quasi 200 animali carnivori, vittime umane sacrificali, e altri manufatti simbolici. Lo studio sostiene che la presenza di patologie scheletriche determinate da malattie infettive e ferite manifeste sui resti dei carnivori dimostri la prova diretta della cattività. L'analisi stabile degli isotopi (δ13C e δ15N) delle ossa e dei denti conferma che alcuni di questi carnivori stavano consumando alti livelli di cibi contenenti C4, riflettendo probabilmente una catena alimentare antropocentrica fondata sul mais. Questi risultati spostano indietro l'antichità del mantenimento in cattività di carnivori per scopi rituali, quasi mille anni prima che i conquistadores spagnoli descrivessero lo zoo di Moctezuma nella capitale azteca. Riflettendo questi documenti, i risultati indicano che un gruppo selezionato di carnivori a Teotihuacán possa essere stato nutrito con onnivori che mangiavano mais, come cani e umani. Al contrario delle registrazioni storiche, lo studio in questione fornisce la prima (e diretta) prova archeologica per questa pratica nella Mesoamerica. Rappresenta pure la prima esplorazione isotopica sistematica di una popolazione archeologica di aquile (n = 24) e felidi (n = 29).
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Luna: il primo insediamento europeo pluriennale negli Stati Uniti

17 Dicembre 2015
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Ritrovate prove del primo insediamento pluriennale di Europei negli Stati Uniti: sono relativi alla colonia di Luna, in Florida. La colonia fu fondata da Tristán de Luna y Arellano, e fu abitata dal 1559 al 1561.
Si sono ritrovati manufatti del periodo spagnolo coloniale (frammenti di ceramiche, relativi a stoviglie) e relativi a Nativi americani.
Tristán de Luna y Arellano giunse qui con 1.500 soldati, coloni, schiavi e Aztechi. Proveniva da Veracruz, nel Messico, dal quale si spostò con 11 navi. L'insediamento precede di 48 anni quello di Jamestown in Virginia. A determinare l'abbandono della colonia fu un uragano: i sopravvissuti furono poi recuperati da navi spagnole. In precedenza due relitti sono stati ritrovati nella Baia di Pensacola.
Link: University of West Florida 1, 2; WFSU; PNJ 1, 2; The History Blog.
La spiaggia di Pensacola, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Blankfaze~commonswiki.
 


Napoli, Omaggio a Frida Kahlo: Vertigini di Colore

Vertigini di Colore: Omaggio a Frida Kahlo

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Nella suggestiva cornice della 'Sala Rari' della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, mercoledì 16 dicembre 2015 alle ore 17,00, in scena "VERTIGINI DI COLORE" di Antonio Spagnuolo, da un'idea di Luciana Renzetti, per la regia di Adriana Carli, che è anche la protagonista nelle vesti di Frida Kahlo, la pittrice la cui  attività artistica è sempre più apprezzata in particolare in Europa con l'allestimento di numerose mostre. Presentano lo spettacolo Vera Valitutto e Antonio Filippetti.
Selvaggia e passionale come il suo paese di origine, il Messico, violenta e dolcissima come l’attaccamento alla vita che la caratterizzò, visionaria e realista come i suoi quadri, Frida Kahlo (1907-1954) è sicuramente una delle più importanti pittrici contemporanee. Allieva, moglie e musa di Diego Rivera, ebbe contatti fecondi, e a volte burrascosi, con molti protagonisti dell’arte europea tra le due guerre.
«“Vertigini di colore” è il titolo più giusto - scrive Adriana Carli -per rappresentare gli aspetti salienti, contraddittori ed appassionanti della forte personalità di Frida Khalo, che nell’arte ha trovato il mezzo di sopravvivenza, di comunicazione, di sfogo al dolore fisico ed intimo che ha segnato tutta la sua vita. Il titolo più giusto per interpretare il turbinio emotivo filosofico e religioso delle due Frida , quella che ci arriva documentata da scritti, foto e dipinti e quella che si intuisce al di là degli sguardi, delle dichiarazioni, dei coraggi e delle sfrontatezze. Due Frida che non si contrappongono, che non si combattono, che non si escludono, che non si compensano, ma che coesistono con la naturalezza tipica di chi è costretto ad ottenere ciò che vuole e che gli viene rifiutato percorrendo strade impervie, provocatorie e dissacranti.»


«Il vortice dei colori coinvolge quotidianamente un amore violento, che affonda nel pensiero e negli atti, nella carne e nelle opere di una donna particolarmente segnata dal destino - commenta Antonio Spagnuolo - Il canto della poesia allora diventa melodia frenetica, musica ritmata, sino all’angoscia ed al paradosso, per la lacerazione dei sentimenti. Il ritorno alla scena, nella interpretazione luminosa di Adriana Carli, ricalca un’operazione culturale che già ha suscitato entusiasmo e partecipazione attenta nella rappresentazione della mistica vita della pittrice, oggi che tutte le nazioni la ricordano».


Come nella vita, anche nello spettacolo il personaggio di Diego Rivera, interpretato da Franco Javarone e Bruno Minotti, è sempre presente e si sdoppia per rappresentare  tutte le sfaccettature del complesso  rapporto. Lo spettacolo è arricchito da proiezioni video e dalla voce della cantante Rosarillo.
con la Collaborazione di Eleonora Marcolini, Francesca Liguori, Cipriano Magliulo, Rosamaria Sigillo, Maria Laura Trevisi, Maria Rosaria Vitale, Andrea Sorrentino.
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

Come da MiBACT, Redattrice Lidia Tarsitano


Messico: un passaggio sotterraneo nel Templo Mayor

1 - 4 Dicembre 2015
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Scoperto presso il Templo Mayor dell'attuale Città del Messico (l'antica Tenochtitlan) un passaggio sotterraneo che potrebbe condurre a due camere funerarie.
Il tunnel condurrebbe al centro della struttura circolare nota come Cuauhxicalco. Potrebbero essere ritrovati i resti cremati di alcuni importanti regnanti del Messico precolombiano.
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Un Acolhua di alto rango da Zultépec-Tecoaque

19 Novembre 2015
Maguey
Presso il sito di Zultépec-Tecoaque, nella regione messicana di Tlaxcala, si sono ritrovati i resti di un personaggio Acolhua di alto rango del periodo Postclassico.

L'individuo era all'interno di una cisterna, insieme a reperti, tra i quali una pietra col glifo del dio azteco Ometochtli. L'area è soprattutto nota per la produzione di pulque, bevanda alcolica prodotta dall'agave/maguey che è associata alla dea Mayahuel.

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