Polonia: microstorie di oltre 4000 anni fa da Bruszczewo

30 Dicembre 2015

Microstorie di oltre 4000 anni fa

Resti di strutture lignee bruciate. Foto di Mateusz Cwaliński
Resti di strutture lignee bruciate. Foto di Mateusz Cwaliński
Recenti studi dell'insediamento fortificato dell'Età del Bronzo a Bruszczewo (Grande Polonia) permetteranno una comprensione molto dettagliata dell vita quotidiana dei suoi abitanti.
Tutto questo sarà dovuto ai numerosi campioni organici raccolti per la datazione al radiocarbonio. Questa è la modalità più comune per determinare l'età dei ritrovamenti scoperti dagli archeologi. Ad ogni modo, più antica la posizione rilevata, meno accurate saranno le datazioni stimate - col tempo, la possibilità di stimare precisamente l'età viene ridotta.
"Utilizzeremo statistiche bayesiane, che tengono conto di diverse variabili riferite al tempo. Otterremo un'immagine piena e molto dettagliata di ogni parte dell'insediamento dopo l'abbinamento dei dati che vengono dalle analisi di stratigrafia, contesto, tipologia dei ritrovamenti e datazioni C14" - ha spiegato il prof. Janusz Czebreszuk, a capo della ricerca a Bruszczewo per l'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań.
Oggi gli archeologi sanno che l'insediamento fortificato fu fondato da rappresentanti di comunità della cultura Unetice poco dopo il 2000 a. C. e che operarono per circa 350-400 anni. Le statistiche bayesiane permetteranno di guardare alle microstorie all'interno dell'insediamento, non solo alla cornice cronologica e alla determinazione dell'esistenza dell'insediamento "dal / al". Finora, gli scienziati hanno ottenuto circa 100 risultati di datazioni al C14, ma grazie al programma Beethoven in corso, e implementato dall'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań insieme a partner tedeschi, ne otterranno almeno 100 in più, il che costituirà un buon complemento.
Gli scavi presso Bruszczewo cominciarono negli anni sessanta, quando gli archeologi dal Museo Archeologico di Poznan lavorarono nell'area. Entrarono in una fase interdisciplinare e internazionale nei tardi anni novanta, quando cominciò un progetto di ricerca ad ampio raggio dell'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz e dell'Università di Kiel.
"Quello che scaviamo è importante per l'analisi degli esordi dell'Età del Bronzo in Europa" - afferma il prof. Czebreszuk.
Profilo del fossato. Foto di Mateusz Cwaliński
Profilo del fossato. Foto di Mateusz Cwaliński

L'insediamento ovale occupava un'area di 1,5 ettari e misurava approssimativamente 120m di diametro. Aveva al massimo 100 residenti. Era protetto da un profondo fossato e almeno due linee di palizzate in legno. Le fortificazioni erano l'obiettivo di quest'anno di scavi.
"Abbiamo trovato segni di bruciature che chiaramente indicano che le fortificazioni furono distrutte dal fuoco diverse volte durante l'esistenza dell'insediamento. A questo punto non possiamo dire se il fuoco contribuì all'abbandono dell'insediamento" - ha affermato il prof. Czebreszuk. C'erano anche numerose tracce di riparazioni e alterazioni nell'arco dei secoli. In aggiunta, l'analisi ambientale effettuata negli anni precedenti mostra chiaramente che la regione attorno a Bruszczewo, attorno al 1500 a. C., fu pesantemente sfruttata in termini ecologici. Secondo i ricercatori, la fine dell'insediamento potrebbe essere associata con un disastro ambientale locale. Indizio aggiuntivo è la scoperta di dozzine di punte di freccia in selce in vari luoghi dell'insediamento - più che in tutti gli altri insediamenti della Cultura Unetice combinati. Forse un disastro ecologico coincise con un'invasione - suggeriscono gli scienziati.
Tra gli ultimi ritrovamenti degli archeologi ci sono anche sensazionali scoperte riguardanti laboratori in bronzo esistenti all'interno dell'insediamento. L'analisi di tutti gli oggetti fatti di metallo permette di dire che i metallurghi lavorarono qui continuativamente per centinaia di anni. "È difficile determinare se fosse un commercio familiare, o se un maestro addestrasse apprendisti in questo commercio, ma una conoscenza continua, passata di generazione in generazione è certa - prodotti finiti non arrivavano qui dall'esterno" - ha spiegato l'archeologo. Nuova è pure la scoperta di tracce della lavorazione dell'oro sugli strumenti litici.
Bruszczewo è stata inserita nel registro dei monumenti dal conservatore della Grande Polonia. Ad ogni modo, a causa del lavoro agricolo intensivo, il sito preistorico è minacciato dalla distruzione. Ad oggi, gli archeologi hanno esaminato circa il 20% della superficie dell'insediamento. Fortunatamente, è anche parzialmente nella torba, che preserva efficacemente monumenti e strutture, come nel caso del famoso Biskupin lusaziano.
"Mantenere le proporzioni dell'acqua all'interno dell'insediamento è cruciale. Sfortunatamente, l'area è costantemente prosciugata e adattata a una coltivazione più intensiva, che potrebbe mettere a rischio il mantenimento dei monumenti. È importante che i resti dell'insediamento sopravvivano per le future generazioni di ricercatori" - così crede il prof. Czebreszuk, che ha il supporto del governo locale riguardo ciò.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
 

Polonia: un tesoro di un metallurgo di quasi tremila anni fa da Babimost

16 Dicembre 2015

Scoperta di un tesoro di un metallurgo risalente a quasi tremila anni fa

Il Museo Archeologico del Medio Corso dell'Oder a Świdnica vicino Zielona Góra ha ricevuto ancora un altro tesoro - circa 400 reperti in bronzo per un peso complessivo di 14 kg, datati in via preliminare alla fine dell'Età del Bronzo, al periodo 900 - 700 a. C.
Julia Orlicka-Jasnoch, dal Museo Archeologico del Medio Corso dell'Oder a Świdnica, ha spiegato che il termine tesoro per l'archeologia non è sempre il vaso con le monete. Questa volta si tratta di un deposito di bronzo, risalente ai tempi della Cultura Lusaziana.
La scoperta fu effettuata nel tardo Novembre nella municipalità di Babimost, vicino Nowe Kramsko. Reperti in bronzo furono probabilmente dissodati e rimasero insieme sulla superficie con i frammenti del contenitore. Quest'area è nota per i numerosi ritrovamenti di questo genere, e l'insediamento piuttosto ricco.
"Dato che i reperti in bronzo erano in un contenitore, siamo certamente di fronte a un'azione deliberata. Questo è ancora una volta uno dei cosiddetti tesori del metallurgo. L'inventario comprende l'intera attrezzatura del laboratorio del bronzo: stampi, oggetti finiti, così come frammenti, e residui di produzione.  Il proprietario del laboratorio produsse principalmente asce e falcetti, forse anche punte di lancia "- Orlicka-Jasnoch ha riferito a PAP.
Secondo gli specialisti, i reperti più interessanti nel set sono i due stampi in bronzo, uno per produrre asce, l'altro per fare falcetti. Gli stampi fatti di questa lega sono molto rari nel nostro Paese. Finora, solo 10 di questi oggetti circa sono noti nell'intera area polacca, senza contare quelli ritrovati recentemente. Tre di questi sono nella collezione del museo a Świdnica.
Attualmente, la scoperta è nella fase preliminare nella quale si inventariano i reperti, e attende la decisione del Conservatore Regionale di Lubuskie sui diritti di proprietà. Nell'evento di un'opinione positiva del Conservatore, ci sarà bisogno di acquisire finanziamenti per la conservazione ed analisi specializzate.
"Solo allora procederemo con lo studio, che - si spera - aumenterà la nostra conoscenza dell'antica metallurgia e permetterà di datare più precisamente il tesoro da Nowe Kramsko" - ha aggiunto Orlicka-Jasnoch.
Dopo completamento del processo di ricerca, il tesoro da Nowe Kramsko raggiungerà le numerose mostre presentate nel Museo di Świdnica, mostrando lo sviluppo e la cultura degli antichi abitanti di queste terre.
Il Museo Archeologico del Corso Medio dell'Oder a Świdnica è un'istituzione culturale subordinata al governo locale di Zielona Góra.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione. Foto da Fotolia.


Una bacchetta in legno e piombo del Tardo Calcolitico dal Negev

4 - 5 Dicembre 2015
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Un manufatto di seimila anni fa, una bacchetta in legno e piombo, ritrovata nella Grotta di Ashalim nel Negev (in Israele), sarebbe il primo esempio di lavorazione del metallo nel Levante.
Finora non si avevano esempi di lavorazione del piombo durante il Tardo Calcolitico (che è noto soprattutto per la lavorazione del rame), il che è strano, visto che il primo ha un punto di fusione più basso. Il metallo proverrebbe dall'Anatolia.
Link: Live Science; Haaretz
Il distretto meridionale di Israele, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest).)
 
 


Il ferro norvegese contribuì all'Età del Ferro in Europa

8 Luglio 2015
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La produzione del ferro cominciò in Asia minore 3500 anni fa, e in Norvegia da almeno 2300 anni. Il professor Arne Espelund, grazie a un approccio multidisciplinare, ha esaminato le scorie antiche e più in generale la produzione ferrea nel Trøndelag norvegese e nella provincia svedese di  Jämtland.
Sarebbe stata una produzione apparentemente razionale, senza rituali, in grandi quantità, che utilizzava lavoratori specializzati e produceva metallo di ottima qualità, dal 300 a. C. e fino al collasso nel 600 d. C. L'innovazione sarebbe venuta da Oriente, forse dalla Georgia.
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Russia: sciabola in acciaio al crogiolo da Yaroslavl

20 Aprile 2015
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Ritrovata nella città russa di Yaroslavl una sciabola in acciaio al crogiolo (crucible steel), datata al 1238, e ritrovata in una fossa comune di difensori della città massacrati da Batu Khan. Si tratta del ritrovamento più antico di acciaio prodotto con questa tecnica nell'Europa Orientale, originaria dell'India e riscoperta solo nel diciottesimo secolo. La lama è bruciata e piegata, per motivi probabilmente rituali.
Link: Past Horizons; archaeolog.ru; The History BlogAlphagalileo via Institute of Archaeology of the Russian Academy of Sciences
Batu Khan sul trono dell'Orda D'Oro. Di Rashid-al-Din (Rashid-al-Din, "Storia del Mondo", riproduzione nel testo di Luisetto "Armeniens et autres chretiens d'Orient sous la domination Mongole"- Bibliothèque nationale de France. Département des Manuscrits. Division orientale. Supplément persan 1113, fol. 91r). Da WikipediaPubblico Dominio, caricato da Serge-kazak
 


Giovani metallurghi riproducono l'Acciaio Damasco

13 Aprile 2015

Giovani metallurghi di AGH premiati per l'Acciaio Damasco

Il lavoro premiato degli studenti AGH:  un pugnale di tipo Khanjar fatto di acciaio Damasco. Fonte: AGH
Il lavoro premiato degli studenti AGH: un pugnale di tipo Khanjar fatto di acciaio Damasco. Fonte: AGH

Un pugnale di tipo Khanjar, fatto di acciaio Damasco autoprodotto, ha permesso un riconoscimento a una conferenza scientifica statunitense per gli studenti di metallurgia dell'Università di Scienza e Tecnologia AGH - riferisce il portavoce AGH Bartosz Dembiński.
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Gli antichi Mongoli, grandi inquinatori

16 Febbraio - 5 Marzo 2015
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Le tecniche per fondere rame e argento, utilizzate nel sud ovest della Cina, e poi dagli antichi Mongoli erano incredibilmente inquinanti. Come campioni si sono prese le miniere di argento del lago Erhai, nella provincia cinese dello Yunnan. Oltre ad essere dalle tre alle quattro volte più inquinanti di quelle utilizzate oggi, producendo l'immissione di metalli pesanti, le concentrazioni di piombo erano tali da risultare pericolose anche per gli organismi acquatici. Era già noto che le antiche tecniche metallurgiche fossero più inquinanti delle moderne, ma questo nuovo studio è il primo a quantificare gli effetti.
Lo studio "Environmental Legacy of Copper Metallurgy and Mongol Silver Smelting Recorded in Yunnan Lake Sediments", di Aubrey L. Hillman, Mark B. Abbott, JunQing Yu, Daniel J. Bain, e TzeHuey Chiou-Peng, è stato pubblicato su Environmental Science & Technology.
Link: Environmental Science & Technology; University of Pittsburgh
Kublai Khan, dipinto di Anige (anche noto come Araniko) del Nepal - Artdaily.org, da Wikipedia, Pubblico Dominio, caricata da Eugene a.
 


Tecniche di analisi per la metallurgia e per le antiche spade

10 - 11 Febbraio 2015
Arms_and_Armor
È spesso necessario effettuare campionamenti sui manufatti provenienti dal passato, al fine di effettuare analisi e ottenere informazioni. Uno studio guidato dall'italiana Elisa Barzagli, mette a confronto tecniche distruttive e tecniche non distruttive nella metallurgia, che permettono di non danneggiare i preziosi e scarsi oggetti a noi pervenuti.
[Dall'Abstract:] L'evoluzione della metallurgia è uno dei temi più interessanti in Archeometria. La produzione dell'acciaio e i metodi per forgiare, per produrre armi e utensili, sono tra gli argomenti più interessanti della storia della metallurgia. Nella produzione di armi, troviamo quasi sempre il più alto livello di tecnologia. Queste sono di solito prodotte da abili artigiani che utilizzavano i materiali della miglior qualità disponibile. Le spade indiane sono un esempio straordinario in questo campo e una delle classi di oggetti più interessanti per lo studio dell'evoluzione della metallurgia. [...] Lo studio presenta le analisi effettuate su una Shamsheer resa disponibile dalla collezione Wallace a Londra, per determinare composizione, microstruttura, livello e distribuzione della tensione residua sulla lama.  Per far ciò, si è utilizzata una tecnica classica (la metallografia) e una innovativa e non distruttiva (diffrazione neutronica), mostrando le differenze e i vantaggi delle due tecniche.
Lo studio "Characterization of an Indian sword: classic and noninvasive methods of investigation in comparison", di E. Barzagli, F. Grazzi, A. Williams, D. Edge, A. Scherillo, J. Kelleher, M. Zoppi, è stato pubblicato su Applied Physics A.
Link: Applied Physics A – Materials Science & Processing; Past Horizons
Una spada shamsheer, dal Metropolitan Museum of Art, inazakira (originally posted to Flickr as Arms and Armor)CC BY-SA 2.0, caricata da Johnbod
 


Il tesoro dello Staffordshire rivela i segreti del suo oro

17-20 Ottobre 2014
Il tesoro dello Staffordshire, il più grande ritrovamento di oggetti metallici anglosassoni in oro e argento, svela uno dei suoi segreti meglio custoditi. L'apparenza splendida degli oggetti inganna, visto che gli artigiani conoscevano il modo di far sembrare i metalli impuri come puri.

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Insediamento dell'Età del Rame nella Spagna Centrale

5 Settembre 2014
Un nuovo insediamento risalente all'Età del Rame è stato ritrovato nella Spagna centrale, nella regione dell'Azután, La scoperta è opera dei ricercatori dell'Università di Tubinga, in particolare, del centro di ricerche collaborativo Resource Cultures (SFB 1070), che hanno lavorato insieme ai colleghi dell'Università di Alcalà de Henares.
La ricerca dimostra che le risorse della Meseta erano utilizzate già 4000 anni fa e che anche nella Spagna Centrale vi erano insediamenti e intense attività metallurgiche. Finora si  riteneva che tutto ciò fosse limitato alle fertili regioni costiere del sud della Penisola Iberica.
Link: Universität TübingenScience Daily