Tornano in veste autunnale, nel prossimo weekend, le Giornate FAI

Insieme alla campagna "Ricordati di salvare l'Italia" il 13 e il 14 ottobre torna l’appuntamento per scoprire o riscoprire tra 660 luoghi e 250 città realtà poco conosciute o inaccessibili del Belpaese.
Tornano in veste autunnale, nel prossimo weekend, le Giornate FAI. Una due giorni in cui è possibile tornare, o vedere per la prima volta, tanti luoghi e bellezze, spesso poco conosciuti e a volte inaccessibili, del nostro Paese.

Servono esattamente a questo gli ‘itinerari tematici’ e le ‘aperture speciali’ proposte dal Fondo Ambiente Italiano nelle duecentocinquanta città italiane toccate dalle Giornate FAI d’Autunno di sabato 13 e domenica 14 ottobre 2018.

Le Giornate FAI d’Autunno infatti, sono state stata presentate stamane alla stampa insieme alla campagna nazionale di raccolta fondi 2018: Ricordati di salvare l’Italia. Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nella Sala Spadolini del MiBAC, sono intervenuti Andrea Carandini, Presidente FAI; Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo FAI; Vito Borrelli, Vice Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia; Angelo Maramai, Direttore Generale FAI; Antonio Di Bella, Direttore Rai News; Claudio Levorato, Presidente Rekeep ed il Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli che ha voluto ringraziare il FAI per il lavoro svolto, aprendo luoghi spesso chiusi; per quello che rappresenta e permettendo ai giovani di esserne parte attiva; per mettere al centro il tema della manutenzione, un lavoro poco visibile ma estremamente importante per il nostro Paese.

Le Giornate, realizzato dai Gruppi FAI Giovani, saranno anche a sostegno della campagna Ricordati di salvare l’Italia, attiva fino al prossimo 31 di ottobre. Ai visitatori , per accedere ai diversi beni, sarà richiesto un piccolo contributo tra i due e i cinque euro, per sostenere le attività della Fondazione. Mentre per gli iscritti FAI o per chi si iscriverà durante l’evento, oltre a una quota agevolata, saranno dedicate visite esclusive, accessi prioritari ed eventi speciali

Oltre al Patrocinio MiBAC, la due giorni ha ricevuto il sostegno di Regioni, Province, Comuni; di Soprintendenze, Università, oltre a privati cittadini e a tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione. Un Fondo Ambiente che oggi conta oltre 122 delegazioni, 86 gruppi FAI e 88 gruppi FAI Giovani. Questi ultimi, nati sette anni fa, sono diffusi in tutta Italia e le Giornate FAI d’Autunno rappresentano la giusta opportunità per mettere in pratica il loro contributo. Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, anche 5mila apprendisti ciceroni. Studenti di scuole di ogni ordine e grado che, insieme ai loro docenti, hanno scelto di partecipare a un progetto formativo di cittadinanza attiva nell’ambito dell’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996 e che coinvolge, ogni anno, moltissimi studenti.

L’evento è realizzato in collaborazione con la Commissione Europea nell’ambito delle attività dedicate all’Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Infatti diversi luoghi, tra quelli aperti il weekend del 13 e 14 ottobre, sono stati recuperati e valorizzati con finanziamenti europei.

Le giornate toccheranno complessivamente 660 luoghi distribuiti in tutte le regioni e vedranno impegnati 3.800 volontari, per la maggior parte appartenenti ai Gruppi FAI Giovani, ragazzi che accompagneranno gli italiani lungo 150 diversi itinerari a tema in luoghi solitamente non visitabili e spesso poco valorizzati, tra palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, botteghe artigiane, musei e fari ma anche in interi quartieri e borghi.

E, in accordo con la campagna #salvalacqua che il FAI promuove per sensibilizzare i cittadini sul valore di questa preziosa ma sempre più scarsa risorsa, molti dei percorsi di quest’anno avranno l’acqua come filo conduttore. Infatti, tra i tantissimi luoghi visitabili, saranno numerosi i siti come mulini, dighe, cisterne o acquedotti.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=Uc_nQOkJYDA


Trovate centinaia di monete antiche a Como

Centinaia di monete d’oro della tarda epoca imperiale, custodite in un recipiente in pietra ollare di forma inedita, che non trova al momento confronti: è questa la straordinaria scoperta avvenuta mercoledì in pieno centro a Como, durante gli scavi archeologici effettuati all’interno del cantiere di ristrutturazione dell’ex teatro Cressoni, in via Diaz, poco lontano dall’area del foro di Novum Comum, che avevano già portato al rinvenimento di altri importanti reperti di età romana.

La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, che ha la direzione scientifica dello scavo, ha subito provveduto al trasporto del ritrovamento nel laboratorio di restauro del Mibac a Milano, dove archeologi, restauratori e numismatici stanno lavorando ad un vero e proprio scavo in miniatura, all’interno del recipiente: un’attività certosina che porterà presto alla luce l’intero tesoretto, oltre a fornire ulteriori elementi indispensabili alla comprensione di questo straordinario contesto.

“Non conosciamo ancora nei dettagli il significato storico e culturale del ritrovamento – ha detto il ministro Bonisoli - ma quell’area sta dimostrando di essere un vero e proprio tesoro per la nostra archeologia. Una scoperta che mi riempie di orgoglio”.

Secondo il Soprintendente Luca Rinaldi, “questo ritrovamento dimostra l’efficacia dell’azione di tutela, conoscenza e valorizzazione svolta dal Ministero attraverso le Soprintendenze e incoraggia un impegno ancor più concreto nell’estendere la prassi dell’archeologia preventiva anche in contesti di interventi di iniziativa privata”.

Lunedì 10 settembre, alle 11:30, presso la sede della Soprintendenza in Via De Amicis 11 a Milano, si terrà la conferenza stampa di presentazione del rinvenimento e dell’analisi delle prime 27 monete estratte. All’incontro con la stampa saranno presenti il Soprintendente Luca Rinaldi,  la responsabile dell'Area Funzionale Archeologia della Soprintendenza Barbara Grassi, l’archeologa esperta numismatica della Soprintendenza M.Grazia Facchinetti e  il capitano Francesco Provenza, del Nucleo Carabinieri Tutela di Monza"