Importanti ritrovamenti nel sito di Tuna el-Gebel in Egitto

Tombe di sommi sacerdoti del periodo tardo sono state scoperte nella necropoli dell'area di Al-Ghoreifa nel sito archeologico di Tuna el-Gebel, situata nel governatorato di Minya, nel Medio Egitto.

A dare l’annuncio della prima scoperta del 2020 è stato il Dott. Khaled El-Enany, Ministro del Turismo e delle Antichità Egizie, durante una conferenza stampa in cui ha descritto i nuovi ritrovamenti frutto di una campagna di scavi della missione archeologica egiziana condotta dal Dott. Mustafa Waziri nel sito di Tuna el-Gebel. Le ricerche hanno riportato alla luce diverse tombe di sommi sacerdoti del dio Djehuty e di alti ufficiali dell’Alto Egitto, con la sua capitale Ashmunin.

L’area, sin dal 2018, continua a rivelare i suoi segreti con cachette di mummie, diverse tombe con sarcofagi e corredi funerari che stanno attraendo migliaia di curiosi dal mondo intero tanto da inserire Minya tra i siti archeologici più visitati in Egitto. La terza campagna di scavi ha riportato alla luce sedici tombe ancora intatte con circa 20 sarcofagi e casse di varia forma e dimensione compresi 5 sarcofagi antropoidi in calcare istoriati con testi in geroglifico, 5 bare di legno in ottimo stato di conservazione, alcune delle quali decorate con i nomi e i titoli dei loro proprietari. Oltre a questi, sono emersi più di 10.000 ushabty realizzati in faience blu e verde, parecchi dei quali iscritti con i titoli dei defunti.

La missione diretta dal Dott. Waziri ha scoperto anche più di 700 amuleti di forme, dimensioni e materiali diversi che comprendono scarabei del cuore, amuleti di divinità e amuleti realizzati in oro puro come il “Ba” oltre ad un amuleto dalla forma di un cobra alato.

Molti vasi di terracotta usati per scopi funerari e religiosi sono stati rinvenuti assieme a strumenti per il taglio della pietra e il trasporto dei sarcofagi così come martelli di legno e cesti fatti di foglie di palma; otto gruppi di vasi canopi in calcare dipinto con iscrizioni riportano i titoli dei proprietari e il titolo del cantore del dio Thot; altri due gruppi comprendono quattro vasi canopi di alabastro appartenenti ad una coppia e infine un gruppo di stele senza alcuna iscrizione rappresentano i quattro figli di Horus.

Come fa notare il Dott. Waziri, uno dei sarcofagi di pietra apparterebbe al figlio del faraone Psammetico (XXVI dinastia e deceduto nel 610 a.C.) con il titolo di “capo del tesoro reale” e, tra gli altri titoli, anche quello di sacerdote di Oriris e Nut. Il secondo dei sarcofagi riporta una scena con la dea Nut che dispiega le sue ali a protezione del defunto di nome Horus e titolato come tesoriere reale.

Un altro sarcofago di calcare perfettamente levigato e considerato uno dei più importanti scoperti durante questa stagione di scavi è quello di un certo Djehuty luf ankh che oltre che “tesoriere reale” era anche “portatore dei sigilli del Basso Egitto” nonché “unico compagno del re”. Un quinto sarcofago riporta iscrizioni in geroglifico con le varie cariche del defunto tra le quali la più importante è quella corrispondente al titolo di “assistente”.

Infine, i ricchissimi scavi, hanno riportato alla luce, oltre a queste meraviglie, anche 19 tombe contenenti 70 sarcofagi di pietra di varia forma e dimensione.

FOTO: MoA


Nuovi ritrovamenti a Saqqara. Tra le mummie cuccioli di leone

Dopo un’attesa conferenza stampa, il Ministro delle Antichità egizie, Dott. Khaled El-Enany, ha annunciato una nuova scoperta avvenuta nella necropoli di Saqqara da parte della missione archeologica egiziana che scava nella necropoli degli animali sacri, guidata dal Dott. Mostafa Waziri, Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egizie.

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Qui, dozzine di gatti mummificati e scarabei meticolosamente mummificati sono stati ritrovati con altre mummie di cobra e coccodrilli e con una tomba eccezionalmente ben conservata e attribuita al sacerdote reale Wahtye della Quinta Dinastia. Il Dott. El–Enany ha spiegato che la scoperta di questi giorni comprende una vasta collezione di 75 statue di legno e di bronzo di gatti di differenti forme e misure, oltre ad un gruppo di gatti mummificati trovati in 25 scatole di legno istoriate con testi geroglifici.

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Ci sono statue di legno di animali e uccelli con il bue Api, la mangusta, l’Ibis, il falco e il dio Anubi in forma di animale. La missione ha anche trovato, continua El-Enany, numerosissimi scarabei di pietra contenuti in una scatola di legno, due scarabei di piccole dimensioni realizzati in legno e arenaria, tre statue di coccodrilli e i resti di mummie di piccoli coccodrilli.

Tra i reperti figurano anche divinità dell’antico Egitto e, tra questi, 73 statuette di bronzo raffigurano il dio Osiride, 6 statue di legno il dio Ptah–Soker, 11 statue di legno e di faience la dea leonessa Sekhmet, così come una bellissima statua scolpita raffigura la dea Neith (venerata a Sais, capitale d’Egitto durante la XXVI dinastia) che indossa la corona del Basso Egitto.

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Un rilievo riporta il nome del re Psamtik ed è stato rinvenuto assieme ad una serie di statue di cobra, amuleti, amuleti di faience di differenti forme e dimensioni, maschere funerarie di legno e argilla e una serie di papiri decorati con disegni che rappresentano la dea Tawert (la dea ippopotamo gravida, protettrice delle donne incinte e dei bambini).

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L’archeologo descrive la scoperta come un vero e proprio museo fatto da centinaia di oggetti scoperti nella necropoli di Bubaste a Saqqara e precisa, inoltre, che questi reperti risalgono alla Ventiseiesima Dinastia del VII secolo a.C. considerata come un’era di rinascita. Durante la conferenza stampa, El-Enany ha annunciato che questa non sarà l’ultima scoperta dell’anno ma che ce ne sarà un’altra il prossimo mese, prima di celebrare il Natale.

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Gli studi rivelano infatti che cinque di queste mummie potrebbero riferirsi a cuccioli di leoni e l’egittologo francese Alain Zivie ha da poco scoperto, vicino a questa stessa necropoli, lo scheletro di un leone. Il Ministro conferma che i reperti più interessanti di questa scoperta sono proprio le cinque mummie di felini, da identificarsi, probabilmente, con cuccioli di leone; le scansioni in tomografia computerizzata di due di queste mummie, infatti, hanno rivelato che la forma e la dimensione delle ossa delle mummie si accordano per il 95% a quelle di un cucciolo di leone, ma altri studi saranno portati avanti per ulteriori dettagli.


Il Museo Omero vola al Cairo per "Vivere all'Italiana"

Nuova esperienza internazionale per il Museo Tattile Statale Omero di Ancona che sarà al Cairo per un corso di formazione e per la realizzazione di un innovativo percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo Egizio. La  missione del Museo Omero rientra nel programma “Vivere all’italiana” del Ministero degli Affari  Esteri e della Cooperazione Internazionale e fa seguito all’interesse e alla sensibilità delle autorità egiziane nei confronti della straordinaria esperienza italiana nel settore dell’accessibilità ai beni culturali.
A coordinare l’iniziativa l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Paolo Sabbatini e il Centro  Archeologico Italiano del Cairo con la manager Giuseppina Capriotti Vittozzi.

Dal 15 al 22 giugno Aldo Grassini, presidente del Museo Omero, insieme ad Andrea  Socrati ed Annalisa Trasatti saranno impegnati in un corso di formazione con gli operatori museali sui temi indispensabili per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva, temi che vanno dall’educazione dei sensi, alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo anche tecnologie e strumenti. Le esercitazioni sulla lettura tattile si articoleranno su quattro elementi: la scultura, l’architettura, la pittura, l’archeologia. Verrà progettato e condiviso un percorso di accessibilità, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva.

Sono 12 le splendide opere scelte da far toccare, con relative targhe didascaliche in Braille inglese, arabo e italiano, che ha visto impegnati nella realizzazione Daniela Bottegoni e Saad Kilada. Ogni opera sarà corredata di reading pen con i file audio nelle tre lingue con le relative didascalie e descrizioni. Oltre a ciò viene fornita una mappa a rilievo del museo con l’indicazione della posizione delle opere e relativa legenda in Braille inglese e arabo.  I supporti audio e la mappa sono stati realizzati da Andrea Socrati e Massimiliano Trubbiani.

Tra  i pezzi prescelti per la lettura tattile, tutti splendidi, opere tra le più note al mondo, tra  le quali: Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor); statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor); sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito; triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza.