Zeus di Ugento messapico

Dèi tra due mari: le tracce scritte del Salento messapico

SCRIPTA MANENT IV
Dèi tra due mari:
le tracce scritte del Salento messapico

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Pochi ricordano che nel 1961 a Ugento, sulla costa ionica salentina, fu fatta una scoperta sensazionale, affine per molti versi a quella che sarebbe avvenuta a Riace poco più di dieci anni dopo: duranti i lavori di ammodernamento di un'abitazione privata, fu rinvenuta una statua bronzea, mutila in più parti, che raffigurava una divinità maschile barbuta. Essa aveva giaciuto per lunghi secoli in una buca scavata in fretta e furia a mani nude, sigillata con quello che poi si scoprì essere il piedistallo della statua stessa; pareva quasi esser stata volutamente occultata in tempi molto antichi.

Ulteriori ricerche portarono alla scoperta di molti dei pezzi mancanti, che permisero di ridare alla statua un aspetto quasi identico a quello che doveva avere in origine: il dio ritratto aveva una gamba protesa in avanti, come per avanzare, il braccio sinistro disteso e quello destro ripiegato dietro la testa, quasi fosse sul punto di scagliare un oggetto. Quell'oggetto doveva essere una folgore: le tracce di zampe artigliate sulla mano destra fanno pensare che in origine vi fosse appollaiata un'aquila, e che dunque quel dio fosse Zeus.

Per lo Zeus di Ugento fu ipotizzata una datazione al secolo VI a.C.: in quel periodo la cittadina in cui è stato ritrovato era un fiorente centro portuale il cui nome magnogreco era Ozan; la statua, creata forse per essere esposta in un luogo pubblico, è l'unico esempio pervenutoci di scultura a cera persa in area salentina. Nelle fattezze e nei linguaggi figurativi adoperati si riflettono gli echi del periodo più antico della storia di questa terra protesa tra lo Ionio e l'Adriatico, così legata a entrambi da venire denominata dagli storiografi d'età classica Messapia, la terra dei due mari.

Per la cronaca, le sventure dello Zeus di Ugento non si esaurirono col suo recupero: confluito nella collezione del Museo Archeologico di Taranto, esso è rimasto nascosto per decenni nei suoi depositi in attesa di una consona collocazione, approntata nel 2016 dopo una lunga sequela di rinvii: solo da pochi anni questo meraviglioso reperto è stato reso fruibile al pubblico.

La terra dei due mari

Anche per chi lo conosce bene, il Salento è tuttora una terra schiva, sfuggente, che tiene ben celato il proprio passato pur rifiutandosi di lasciarlo trascorrere come sarebbe opportuno; per questo è così difficile tracciare una puntuale storia dei Messapi, la popolazione che lo abitò in epoca preromana.

Erodoto suggeriva che la loro origine sfiorasse il mito: nelle sue Storie egli narra che i coloni stanziati nell'attuale Puglia provenissero da Creta al seguito del leggendario Minosse; gli studi più recenti e accreditati datano invece il fiorire delle civiltà appule al secolo X a.C., quando si verificò un flusso migratorio di notevole entità dall'intera penisola balcanica.

I coloni si fusero con le popolazioni indigene che abitavano questo territorio già in età paleolitica, dando vita a una popolazione ibrida che manteneva tanto il retaggio balcanico quanto quello autoctono: da un lato il linguaggio e le strutture sociali di chiaro stampo greco-illirico, dall'altro la persistenza degli antichi culti preistorici legati alla terra e alla fertilità.

Nel giro di pochi secoli questa civiltà crebbe e si sviluppò fino a formare, intorno al VI secolo a.C., un consorzio di sedici potenti città-stato che fu in grado di dare filo da torcere a Taranto, la più grande città magnogreca: gli scontri tra le due compagini furono tantissimi e comportarono un'annosa successione di distruzioni e saccheggi; è probabile che lo stesso Zeus di Ugento sia stato nascosto per scongiurare gli effetti nefasti di una di queste lotte. Alla fine, come spesso accade nella storia, a vincere tra i due contendenti è il terzo: intorno alla metà del secolo III a.C. i romani conquistarono l'intero territorio pugliese, sottomettendo tanto i tarantini quanto i messapi; gli uni e gli altri furono condannati a un persistente oblio terminato solo nel secondo dopoguerra, quando si riaccese l'interesse accademico per la Puglia preromana.

Cosa resta dei messapi, al giorno d'oggi? Una manciata di siti archeologici di grande valore, moltissimi reperti e soprattutto tante teorie che attendono di essere vidimate; possiamo farci un'idea di quanto fossero organizzati osservando la Mappa di Soleto, un altro prezioso reperto stipato nei depositi del MArTA e negletto quasi al pari dello Zeus di Ugento, dato che dal 2003 a oggi attende ancora di essere esposto. In questo minuscolo ostrakon di vaso smaltato si riconosce il profilo della penisola salentina disegnato a sgraffio, con tanto dei nomi che alcuni tra i principali centri abitati dovevano avere all'epoca.

Ma l'eredità messapica è maggiormente visibile nei lineamenti della gente salentina, nella parlata grecanica, nella loro resilienza e nella loro dignità, nonché nel loro modo tutto particolare di vivere la spiritualità: sebbene gli antichi culti siano stati via via assorbiti dalla religione romana prima e cristiana poi, permane tuttora un rapporto col sacro intimo e totale, fatto di gestualità accentuate e rituali antichissimi. Il tarantismo, l'espressione oggi più nota di questa religiosità, per quanto sia legata al cristianesimo riecheggia in maniera formidabile il rapporto dei salentini con la propria terra e con la fertilità, come doveva essere ai tempi dei messapi e forse anche prima del loro arrivo.

Il patrimonio scritto della Grotta Porcinara

Grotta Porcinara Salento messapicoNon è facile riassumere in poche righe millenni di storia; esiste però un luogo dove quanto abbiamo scritto nel paragrafo precedente diventa tangibile e soprattutto leggibile. Esso si trova a Santa Maria di Leuca, frazione del comune di Castrignano del Capo e vertice estremo della Puglia: è qui che geograficamente si trova il confine tra Ionio e Adriatico, che si congiungono sul promontorio roccioso denominato Punta Ristola.

Proprio qui, in una zona desolata a picco sul mare, poco distante dal lungomare turistico eppure straordinariamente silenziosa, si apre la Grotta Porcinara. Essa viene impropriamente definita “grotta di terra”, in contrapposizione alle molte “grotte di mare” che si aprono lungo la costiera; in effetti si tratta di una cavità scavata artificialmente intorno al secolo IX a.C. per fini cultuali.

Grotta Porcinara Salento messapico

Sembra che in origine la Porcinara disponesse di un'ara votiva per la venerazione del dio Batàs (o Batìs), la cui origine è probabilmente autoctona, addirittura precedente all'arrivo dei messapi: nel suo nome si legge infatti l'onomatopea dello schianto del tuono, di cui questa divinità era signore.

In seguito alla fusione con le popolazioni greche essa fu sincretizzata con Zeus, il cui nome in territorio salentino fu corrotto in Zis: il nome della precedente divinità divenne un'accezione, pertanto il nuovo titolare del santuario della Porcinara diventò Zis Batàs, ossia “Zeus tonante”. È molto probabile che questi sia il dio raffigurato nella statua ugentina.

Grotta Porcinara Salento messapico

Il culto di Zis Batàs, come abbiamo visto, intorno al secolo VI a.C. era pienamente canonizzato; a questo periodo risale il vero tesoro della Grotta Porcinara: sulle pareti tufacee del piccolo vano sono infatti incise centinaia di iscrizioni votive attraverso le quali i marinai imploravano il dio di assicurare loro bel tempo per il proprio viaggio. La grandezza dei messapi fu infatti dovuta in gran parte al rapporto col mare: anche Leuca, come Ozan/Ugento e molte altre città messapiche, godeva di un porto da cui partivano giornalmente numerose imbarcazioni; sebbene al momento non ne siano state ritrovate tracce, non è sbagliato supporre che esso si trovasse in prossimità di Punta Ristola, orientata verso est.

Le iscrizioni più antiche, molto consumate dagli agenti atmosferici, sono vergate in una lingua molto simile al greco classico con minime corruzioni di stampo locale, così come l'alfabeto adoperato; sorprende inoltre l'accuratezza dello specchio grafico e la forma dei caratteri, quasi per nulla deformata dalla verticalità del supporto: è lecito supporre che queste iscrizioni non avessero carattere estemporaneo come i graffiti di cui abbiamo avuto già modo di parlare in un altro aritcolo, ma che la loro realizzazione fosse demandata a vere e proprie figure professionali preposte, simili ai lapicidi d'età romana. È probabile dunque che gli ex-voto venissero trascritti dietro compenso o oblazione, per sublimare (o integrare) un sacrificio.

Un altro dato sorprendete viene dall'analisi delle iscrizioni della Porcinara: il suo utilizzo non si fermò col tramonto dell'era messapica, ma semplicemente si adattò al culto delle divinità romane, le quali a loro volta avevano mutuato caratteristiche e accezioni provenienti dal pantheon greco; così a Zis/Zeus si sovrappose Giove, che curiosamente mantenne l'accezione Batàs latinizzata in Batius o Vatius.

Sono databili ai secoli II-I a.C. le iscrizioni latine della Porcinara, le quali assumono una forma meno precisa rispetto alle precedenti; rimane lo specchio grafico ben studiato ma non la forma corretta delle lettere: in molte iscrizioni la L viene ancora sostituita col lambda greco, così come la A priva del tratto orizzontale come alpha.

Grotta Porcinara Salento messapico

È difficile stabilire con certezza per quanto tempo si continuò a utilizzare la Grotta Porcinara come santuario: probabilmente essa cadde in disuso alle soglie dell'epoca cristiana, quando il baricentro dei traffici marittimi si spostò a Brindisi e Taranto, più vicine a Roma; nel frattempo, con l'arrivo del cristianesimo, i luoghi di culto si spostarono nei centri delle città: del resto la leggenda vuole che san Pietro sia giunto in Italia approdando proprio a Leuca. Tuttavia alcune tracce molto labili sembrano suggerire un'ennesima, forse effimera trasformazione della Grotta Porcinara.

Grotta Porcinara Salento messapico

In età repubblicana e imperiale, le iscrizioni latine si aprivano spesso con la sigla I O M, che abbreviava la formula Iovis Optimus Maximus; intorno al secolo III d.C. questa formula fu mutuata per le iscrizioni di carattere cristiano sostituendo la prima lettera con una D per Deus o Dominus. La stessa cosa sembra avvenire in un'iscrizione della Porcinara, non visibile perché giacente sotto un'abitazione privata, nella quale alla I vengono aggiunti due tratti obliqui per trasformarla in una D. Viene registrata inoltre la presenza di un triangolo, simbolo della Trinità in epoca paleocristiana; inoltre talvolta la scritta Κύριε Ζις risulta erasa in modo che non si legga il nome della divinità ma solo Κύριε, “Signore”.

Grotta Porcinara Salento messapico

Queste affascinanti incertezze non stupiscono, se viste nel contesto di una generale arretratezza negli studi sul Salento preromano, aggravata tra l'altro dal disinteresse per le vestigia messapiche: come lo Zeus di Ugento e la Mappa di Soleto anche la Grotta Porcinara non gode di una valorizzazione adeguata, nonostante la ricchezza delle informazioni che se ne possono ricavare. C'è da augurarsi che il ritrovato prestigio del Salento come meta turistica riaccenda l'attrattiva per questi tesori seminascosti, dando loro l'attenzione che meritano da parte di tutti.

BIBLIOGRAFIA

CALORO A., CAZZATO M. (a c.), Guida di Leuca (l'estremo Salento tra storia arte e natura), Galatina 1996

CORVAGLIA F., Ugento e il suo territorio, Lecce 1987.

DEGRASSI N., Lo Zeus Stilita di Ugento, Lecce 1981.

DE MARTINO E., La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud, Milano 2015

ERODOTO, Storie, Milano 2013

MELUCCI M., La città antica di Taranto, Taranto 1989.

PIZZURRO A., Ozan. Ugento dalla preistoria all'età moderna, Lecce 2002

MArTA - Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sito ufficiale.

 

 

Tutte le fotografie sono di Mariano Rizzo.


Taranto: iniziative del MArTA per il fine settimana 3-4 marzo

WEEK-END al MArTA – Visite guidate tematiche

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA continua la sua programmazione culturale e vi aspetta sabato 3 marzo alle ore 17:15 con visita guidata sulla tematica scelta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il mese di marzo: “La Donna” a cura di un archeologo. Tariffa visita: 14,50 € (8,00 € biglietto d'ingresso + 6,50 € visita guidata); ridotto 10,50 € (4,00 € biglietto d'ingresso + 6,50 € visita guidata). Domenica 4 marzo in occasione della campagna di comunicazione promossa dal MiBACT #domenicaalmuseo l’ingresso al Museo sarà gratuito per tutti. Previste visite guidate sulla campagna di comunicazione promossa dal MiBACT alle ore 10:30 – 11:30 - 12:30 – 16:30 – 17:30 e alle h. 11:00 visita guidata sul tema: “La Donna” a cura di archeologo. Tariffa promozionale per la visita guidata: € 3,00 a persona e gratuito fino a 12 anni. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.

DIVERTIMARTA

Nell'ambito del programma culturale del mese di marzo dal tema “La donna”, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, propone sabato 3 marzo alle ore 17:00 laboratorio didattico per bambini dal tema: “I cosmetici delle fanciulle di Taranto in età greca e romana”: una visita tematica sulla cosmesi e sulla bellezza femminile e, a seguire, il laboratorio didattico finalizzato alla creazione di portacosmetici antico. Età 5/12 anni. Tariffa 8,00 euro. Durata 2h30. Info e prenotazioni: tel. 099 4538639 o mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

OPENDAY #MARZOALMUSEO

Il MArTA aderisce all’iniziativa del MiBACT: porte aperte e ingresso gratuito a tutti domenica 4 marzo. Nell’occasione sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate dal concessionario Nova Apulia alle ore 10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:30 – 18:00 su “I Capolavori del MArTA”. Alle ore 11:00 vi sarà un approfondimento a cura di un archeologo su “La Donna”. Tariffa: € 3,00 (ingresso + visita guidata). Visite guidate con prenotazione obbligatoria. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa


Taranto: iniziative del 6 e 7 gennaio al MArTA

WEEK-END al MArTA – Visite guidate tematiche

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA prosegue la sua programmazione culturale e in occasione della festa dell’Epifania, vi aspetta sabato 6 gennaio alle ore 11:30 con visita guidata sui capolavori del MArTA con approfondimento sul tema del mese “Il cibo” a cura di un archeologo. Tariffa visita: 14,50 € (8,00 € biglietto d'ingresso + 6,50 € visita guidata); ridotto 8,50 € (4,00 € biglietto d'ingresso + 6,50 € visita guidata). Domenica 7 gennaio in occasione della campagna di comunicazione promossa dal MiBACT #domenicaalmuseo l’ingresso al Museo sarà gratuito per tutti. Previste visite guidate sui capolavori del MArTA alle ore 10:30 – 12:30 – 16:30 – 17:30 e alle h. 11:30 visita guidata sul tema: “Il cibo” a cura di archeologo. Tariffa promozionale per la visita guidata: € 3,00 a persona e gratuito fino a 12 anni. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.

RECALL - #GENNAIOALMUSEO #ILCIBO

Ritornano gli openday #domenicaalmuseo. Il MArTA aderisce all’iniziativa del MiBACT: porte aperte e ingresso gratuito a tutti domenica 7 gennaio. Nell’occasione sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate dal concessionario Nova Apulia alle ore 10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:30 – 18:00 su “I Capolavori del MArTA”. Alle ore 11:00 vi sarà un approfondimento a cura di un archeologo su “Il Cibo”. Tariffa: € 3,00 (ingresso + visita guidata). Visite guidate con prenotazione obbligatoria. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: [email protected]

 

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

DIVERTIMARTA - Laboratorio didattico per bambini

Nell'ambito del programma culturale del mese di gennaio dal tema “Il cibo”, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, propone sabato 6 e domenica 7 gennaio ore 16:45: “Ethra racconta....giochi e passatempi dei bambini nell'antichità”. ATTIVITA’: visita guidata narrata da Ethra e giochi itineranti. Gadget in omaggio. Età 6/10 anni. Tariffa 5,00 euro a testa. Info e prenotazioni: tel. 099 4538639 o mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa


Taranto: iniziative dall'8 al 9 settembre

W-end al MArTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA con la sua programmazione culturale vi aspetta sabato 9 settembre alle ore 17:00 con visite guidate sul tema “Le vesti sottili delle Tarantillae”, mentre domenica 10 settembre visita tematica alle ore 11:30 con approfondimento a cura di un archeologo su: La seta del mare e le Tarantillae Tariffa visita: 14,50 € (8,00 € biglietto d'ingresso + 4,50 € visita guidata); ridotta 8,50 € (4,00 € biglietto d'ingresso + 4,50 € visita guidata). Prenotazione obbligatoria Info e prenotazioni: 099-4538639 o mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa
Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


DIVERTIMARTA

Nell'ambito del programma culturale del mese di settembre dal tema “Le vesti sottili delle Tarantillae”, il Museo Archeologico Nazionali di Taranto – MArTA, in collaborazione con Nova Apulia, propone sabato 9 settembre alle ore 17: “I colori dell'Impero”.
Visita tematica in mostra sull'uso della porpora a cura di un’ archeologa.
A seguire laboratorio finalizzato alla creazione di una piccola iscrizione rubricata. I laboratori sono riservati ai bambini di età compresa fra 7 e 10 anni. Tariffa: 8,00 €. Durata: circa 2h. Prenotazione obbligatoria: Tel 099/4538639 o Mail: [email protected]
 
Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa


MArTA by night

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA prosegue la sua programmazione culturale con le aperture straordinarie serali per l’intera stagione estiva 2017 con la rassegna “MArTA by Night”, che si caratterizza per un fitto ed interessante programma tutti i venerdì sera, dalle ore 20:00 alle ore 23:00, dal 7 luglio al 22 settembre. Venerdì 8 settembre il MArTA presenta una serata all’insegna dell’approfondimento culturale con: alle h. 20.00 – 21.00 – 22.00: Visite tematiche, a cura del Concessionario “Nova Apulia”, sul tema “Le Tarantillae”. Tariffe (ingresso + visita guidata): €11,00 intera; €7,00 ridotto. Prenotazione vivamente consigliata. Alle h. 20.30: Conversazione al Museo condotta dall’archeologa Laura Masiello su “La scultura tarantina in marmo e in pietra”. Accesso con acquisto del biglietto d’ingresso del Museo. Alle h. 21.30: Conversazione al Museo condotta dall’archeologa Astrid D’Eredità su “Per le strade della Taranto romana”. Accesso con acquisto del biglietto d’ingresso del Museo. Alle h. 20.45 e alle ore 21.30: Laboratorio fotografico per appassionati e famiglie, a cura dello staff del MArTA. I visitatori scopriranno i segreti dei reperti custoditi nel Museo. Accesso con acquisto del biglietto d’ingresso del Museo.
 
Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa


Taranto: mostra documentaria "Amore e Marte" al MArTA

Mostra documentaria
AMORE E MARTE.
Arte, Immagini, Visioni dalla Magna Grecia al Rinascimento
a cura di Eva Degl’Innocenti - Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA
22 luglio – 10 agosto 2017
Fondazione Paolo Grassi – Martina Franca
Inaugurazione 22 luglio ore 18:00

Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto e il Festival della Valle d’Itria presentano dal 22 luglio al 10 agosto 2017, presso la Fondazione Paolo Grassi, una mostra documentaria in relazione all’opera inaugurale del 43° Festival della Valle d’Itria, l’Orlando Furioso di Antonio Vivaldi.

Una mostra documentaria a cura di Eva Degl’ Innocenti - Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto ispirata al tema de “Le donne, i cavalier, l’armi e gli amori” costituita da pannelli corredati da immagini di reperti del Museo, con didascalie e brani dall’ Orlando furioso di Ludovico Ariosto. 

Orari di apertura: mattina ore 10.00 – 13.00 / pomeriggio ore 16.00 – 19.00

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi e Dimensione3 S.r.l.


Taranto: sabato 3 e domenica 4 giugno al MArTA

4 GIUGNO DOMENICA GRATUITA
NEI MUSEI E NEI SITI ARCHEOLOGICI STATALI
#DomenicalMuseo, giornata in cui tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente.
ll Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA
vi aspetta il 4 GIUGNO per la #DomenicalMuseo
Il tema affascinante che accompagnerà tutto il mese di giugno interesserà la
#moda l' #Abbigliamento le #Capigliature e i #Gioielli. Girate nelle sale del#MArTA trovate e condividete sui #social la vostra "caccia al tesoro"!


INGRESSO GRATUITO PER TUTTI
condividi la tua visita sui #social!
 
Possibilità di visite guidate sui “Capolavori del MArTA
ai seguenti orari:
10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:15 - 18:00

Orario di apertura
08:30 alle 19:30

Chiusura della biglietteria
19:00
Uscita dalle sale ore
19:15
 
Tariffa promozionale 3,00 euro a persona
gratuito fino a 12 anni.

 
Prenotazione vivamente consigliata
tel. 099 4538639
mail: [email protected]
 
 
 

Nell'ambito del programma culturale del mese di Giugno dal tema
Moda e bellezza”, la Nova Apulia propone una serie di laboratori didattici per bambini e visite guidate tematiche con seminari di approfondimento in mostra secondo il seguente calendario:

LABORATORI DIDATTICI MODA E BELLEZZA

Sabato 3 giugno ore 17:30

COME VESTIVANO I GRECI

Visita guidata tematica in mostra, i bambini saranno coinvolti nell'osservazione dell'abbigliamento di età greca presentato dalle terrecotte figurate in mostra.

  • A seguire attività didattica: produzione modelli in stile greco.

Sabato 10 giugno ore 17:30

I FILI DELLA MERAVIGLIA

Visita tematica in mostra alla scoperta degli utensili usati per la produzione dei tessuti.

  • A seguire attività didattica di manipolazione creativa: il telaio.

Sabato 17 giugno ore 17:30

LA PIU' BELLA DI TUTTE...

Visita guidata tematica in mostra alla ricerca dei miti legati alla bellezza delle dee greche e romane tra i reperti in mostra.

  • A seguire racconto del mito delle Esperidi e laboratorio didattico: mosaico.

Sabato 24 giugno ore 17:30

TRUCCHI E BELLETTI

Visita guidata tematica sulla bellezza e la cosmesi nel mondo antico.

  • A seguire laboratorio didattico finalizzato alla produzione di cosmetici e oggetti portacosmetici.

LABORATORI RISERVATI AI BAMBINI DI ETÀ COMPRESA FRA 5 E 10 ANNI

TARIFFA: 8,00 EURO DURATA: circa 2h

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 099/4538639

oppure via mail [email protected]

VISITE GUIDATE TEMATICHE “MODA E BELLEZZA”

Ogni sabato pomeriggio di Giugno visita guidata tematica “MODA e BELLEZZA” .
Ogni domenica mattina di Giugno approfondimenti tematici in mostra a cura di un archeologo.

Domenica 4 giugno ore 11:30

AFRODITE: Il culto a Taranto

Domenica 11 giugno ore 11:30

L'ARTE del BELLO: La scultura greca al MarTA

Domenica 18 Giugno ore 11:30

LA MODA NELLA COROPLASTICA TARANTINA

Domenica 25 giugno ore 11:30

RUOLI E PERSONAGGI: Gli abiti delle feste

Tariffa visita: 5,00 euro + 8,00 euro biglietto ingresso

Info e prenotazioni: 099/4538639 [email protected]


Taranto: week-end 27-28 Maggio al MArTA; mostra "L'Appia ritrovata"

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA vi aspetta per condividere con grandi e piccoli la sua programmazione culturale del prossimo week-end di maggio dedicata al tema “Uso di fiori, piante e frutta nell’Antichità”
Sabato 27 maggio ore 17:00 visite guidate tematiche
Domenica 28 maggio ore 11:30 approfondimenti guidati a cura di un archeologo
27 Maggio 2017 Il Melograno di Persefone
Per i bambini, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto dedica laboratori il sabato pomeriggio alle ore 17:00 con visita guidata nelle sale dedicate alla conoscenza dei fiori e delle piante nell’Antichità e a seguire attività didattica di manipolazione creativa.

Il melograno di Persefone:laboratorio didattico legato al tema della natura e dei suoi frutti. Dopo visita guidata tematica e il racconto del mito di Ade e Persefone, i bambini saranno coinvolti nella produzione di un affresco ad imitazione di quelli parietali delle tombe tarantine che rappresentano il melograno, simbolo di Persefone.
Durata 2 ore. Età 5/12 anni. Euro 8,00 a bambino.
Prenotazione obbligatoria.
28 Maggio 2017 : Fiori e frutti nella decorazione della collezione degli Ori di Taranto
Tariffa intera: 13,00 euro (ingresso al Museo+visita guidata)
Tariffa ridotta 9,00 euro.
Prenotazione vivamente consigliata
Info e prenotazioni: Tel 099 4538639
e-mail: [email protected]

Il 25 maggio apre al pubblico, presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, la mostra fotografica, documentaria e multimediale

“L'Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi" di Paolo Rumiz e compagni.
Dopo l’apertura a Roma negli spazi espositivi dell’Auditorium Parco della Musica e la successiva tappa nelle sale del Museo archeologico dell’Antica Capua a Santa Maria di Capua Vetere, la mostra approda in Puglia.

Data di inaugurazione:
giovedì 25 maggio 2017
ingresso libero dalle 17.00 alle 19.00 fino ad esaurimento posti

Mostra aperta al pubblico fino al 3 settembre 2017.

Spazio espositivo: Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA.

Dal 26 maggio 2017 si accederà alla mostra acquistando il biglietto di ingresso del Museo.

Una mostra che intende sancire la riscoperta e la restituzione al Paese dell'intero itinerariodella prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell'estate 2015, a 2327 anni dall'inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon.

L’allestimento della mostra al Museo Archeologico Nazionale di Taranto si integra armoniosamente con l’esposizione permanente del museo. Museo ad autonomia speciale tra i musei nazionali più importanti d’Italia, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto racconta la città di Taranto ed il suo territorio attraverso i suoi reperti.

La conquista di Taranto, infatti, e la sua progressiva e lenta romanizzazione hanno avuto come protagonista la via Appia, il cui tracciato segue l’espansione della res publica sino a Brindisi.

Caposaldo del rapporto fra Oriente ed Occidente, Taranto è stata un tramite fondamentale per la cultura, i commerci e le produzioni tra Magna Grecia, Etruria e Roma sin dall’arcaismo.

Nel territorio ionico l’Appia è stata percorsa dagli eserciti di Pirro e di Annibale.

Nel medioevo e sino al XX secolo il suo tracciato è stato vivo e attivo e ha costituito un elemento fondamentale nell’organizzazione del territorio tarantino.

È compito di ciascuno di noi, come cittadini, restituire alla Res Publica questo bene scandalosamente abbandonato, ma ancora capace – dopo ventitré secoli – di riconnettere il Sud al resto del Paese e di indicare all’Italia il suo ruolo mediterraneo. Appia è anche un marchio, un “brand” di formidabile richiamo internazionale. Un portale di meraviglie nascoste decisamente più vario e di gran lunga più antico del Cammino di Santiago, spiega Rumiz.

La mostra, promossa dal Servizio II del Segretariato Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito del progetto Appia Regina Viarum – Valorizzazione e messa a sistema del cammino lungo l’antico tracciato romano dell’Appia, prodotta dalla Società Geografica Italiana Onlus, patrocinata
dall’ Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, è un invito alla scoperta, attraverso gli scatti di Riccardo Carnovalini, le fotografie di Antonio Politano (realizzate per il National Geographic Italia) e i filmati “on the road” di Alessandro Scillitani; la mostra si svolge come un rotolo di pergamena, capace di farci avanzare nel tempo e nello spazio allo stesso modo della colonna traiana, accompagnata dalla traccia della linea con l’indicazione delle città, delle stationes, dei ponti, fiumi e dei passi attraversati. Oltre alle foto, ai filmati e alle musiche originali di Alfredo Lacosegliaz, comprende mappe antiche e moderne, la tracciatura del percorso in tappe su un grande plastico dell’Italia meridionale, fotografie e documenti provenienti dagli Archivi della Società Geografica Italiana Onlus e infine un cippo in pietra che riporta scolpito il simbolo composto dalle lettere APPIA adottato come segnavia del cammino dal MiBACT nell’ambito del progetto Appia.

Percorrendo la mostra si potrà rivivere un’avventura che attraversa i Colli Albani, passa sotto i Monti Lepini con le fortezze preromane sugli strapiombi, lungo i boscosi Ausoni che hanno dato all'Italia il nome antico e ai piedi dei cavernosi Aurunci dalle spettacolari fioriture a picco sul mare. Ci guida nella Campania Felix, sui monti del Lupo e del Picchio e gli altri della costellazione sannitica, nell' Italia dimenticata degli Osci, degli Enotri e degli Japigi fino all'Apulia della grande sete.

L’Appia è la prima grande strada d’Europa, volta al Mediterraneo, percorribile nei due sensi e capace di connettere le tre grandi religioni e di mettere in rete le città da Roma a Brindisi.L’Appia ha un grande potenziale economico e turistico, è un monumento diffuso di richiamo internazionale, adatto ad un turismo sostenibile e attento.

L’Appia è la prima grande strada d’Europa, volta al Mediterraneo, percorribile nei due sensi e capace di connettere le tre grandi religioni e di mettere in rete le città da Roma a Brindisi.L’Appia ha un grande potenziale economico e turistico, è un monumento diffuso di richiamo internazionale, adatto ad un turismo sostenibile e attento.

Una produzione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Società Geografica Italiana Onlus. In collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Con il patrocinio dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia

Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA

Via Cavour n. 10 74123 Taranto

Website: http://www.museotaranto.org

Info: tel. 099 4538639

E-mail: [email protected]

Mostra aperta tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30

Si accederà alla mostra acquistando il biglietto di ingresso del Museo.

Recital di Andrea Monarda, chitarra

Programma: Federico Moreno – Torroba Suite Castellana (Fandanguillo – Arada – Danza), Romance de los pinos Heitor Villa – Lobos Prèlude n. 1, Études n. 8, 11 et 12

Manuel De Falla Siete canciones populares españolas* El paño moruno, Seguidilla, Asturiana, Jota, Nana, Canción y Polo Giorgio Colombo Taccani Erma Velata (prima esecuzione assoluta)**Mario Castelnuovo – Tedesco Capriccio Diabolico op. 85 * in duo con il soprano Ludmila Ignatova;** insieme al quartetto d’archi: Eleonora Liuzzi, violino I, Ivana Zaurino, violino II, Alessandro Straziota, viola, Anna Fasanella, violoncello.

Andrea Monarda è nato a Martina Franca nel 1985 e si è diplomato a 19 anni in chitarra col massimo dei voti. Nel 2013 ha girato un film, da lui stesso prodotto, sulla Sequenza XI di Luciano Berio, basato sull’idea che il brano debba essere anche visto, oltre che ascoltato. Laureato come traduttore e interprete presso l’Università di Trieste, ha recentemente pubblicato contributi per le riviste nazionali di pedagogia musicale Musica Domani e Musicheria.net, e per la rivista nazionale chitarristica di stampo musicologico Il Fronimo, con la quale collabora anche in veste di traduttore. L’impegno costante per la costituzione di un nuovo repertorio per chitarra lo ha portato a collaborare con compositori dal nobile spessore artistico, tra i quali Gilberto Bosco, Giorgio Colombo Taccani, Luis De Pablo, Giorgio Gaslini, Jeffrey Levine, Alessandro Solbiati e Javier Torres Maldonado, che gli hanno dedicato le loro opere più recenti, per chitarra sola e per due chitarre, affidandogli le prime esecuzioni. È stato premiato in celebri concorsi nazionali e internazionali.

La sua attività da solista lo ha portato a debuttare nel 2014 con l’Orquesta de la Universidad de Granada e nel 2013 a ricevere il premio chitarra d’oro come giovane talento nell’ambito del XVIII Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria.

Collabora costantemente in duo con il soprano Ludmila Ignatova, spaziando dalla musica rinascimentale a quella del XX secolo: il duo viene regolarmente invitato nei Festival Nazionali di musica da camera, come il Festival Mozart e il “Turin Classical Music Festival”.
Ha inciso per varie etichette discografiche.

Dal 2016 insegna presso l’Istituto“G. Paisiello”.

MAGGIO - Domenica 28 maggio ore 11: 00

7a rassegna concertistica “Paisiellando al MArTA. MArTA in Musica” che si terrà presso la “sala Incontri” del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Matinée musicale domenicale con accesso alla sala alle ore 10:30 ed inizio del concerto alle ore 11:00

ORARI :ORE 10:30 ingresso alla sala del concerto ORE 11:00 inizio del concerto.

TARIFFE : Si accede al concerto con l’acquisto del biglietto di ingresso del museo chesarà utilizzabile per la visita alle sale del Museo un giorno a scelta nell'arco di una settimana a partire dalla domenica del concerto.

Informazioni: 099 4538639
Prenotazione:Obbligatoria. Telefono prenotazioni: 099 4538639
Mail: [email protected]
Luogo: Taranto, Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA
Prezzo del biglietto intero 8,00 €
Prezzo del biglietto ridotto 4,00 €
Ingresso gratuito fino a 18 anni
Riduzioni ed esoneri come da normativa.

 
 


MArTA di Taranto: iniziative per il week-end tra il 13 e il 14 maggio

Visite guidate tematiche al MArTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA vi aspetta per condividere la sua programmazione culturale del mese di maggio dedicata al tema “Uso di fiori, piante e frutta nell’Antichità”.
Visite guidate tematiche saranno organizzate nel pomeriggio di sabato 13 maggio alle ore 17,00 e domenica 14 maggio alle ore 11,30 con approfondimenti guidati a cura di un archeologo: Elementi vegetali nella pittura vascolare greca Tariffa: intera 13,00 euro ingresso al Museo+visita guidata; ridotta 9,00 euro. Prenotazione vivamente consigliata.Info e prenotazioni: Tel 099 4538639 o e-mail: [email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa.

Divertimarta

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto con la sua programmazione dedicata al tema dell’”Uso di fiori, piante e frutta nell’antichità”, vi aspetta sabato pomeriggio 13 maggio alle ore 17.00 con Divertimarta. Laboratorio didattico e visita guidata nelle sale espositive del MArTA saranno dedicati alla conoscenza dei fiori nell’antichità e a seguire attività didattica di manipolazione dal tema: Il mirto delle spose. Prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: Tel 099 4538639 o e-mail: [email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa.

Paisiellando al MArTA. MArTA in musica

Domenica 14 maggio concerto musicale al Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA a cura dell’Istituto Superiore Paesiello. Presso la “Sala Incontri” concerto musicale: Duo flauto e pianoforte. Chiara Rucco, flauto e Andrea Rucco, pianoforte. Programma: G. Donizetti, Sonata in Do Maggiore per flauto e pianoforte. F. Doppler, Fantasia Pastorale Ungherese. F. Borne, Fantasia su “La Carmen”.F. Schubert, Introduzione, tema e variazioni su “TrockneBlumen”. P. A. Genin, Fantasia sul Rigoletto. Ingresso alla sala del concerto alle ore 10.30, l’inizio del concerto alle ore 11.00. Si accede al concerto con l’acquisto del biglietto di ingresso del museo che sarà utilizzabile per la visita alle sale del Museo un giorno a scelta nell’arco di una settimana a partire dalla domenica dl concerto.

Biglietteria e prenotazioni: Il biglietto d’ingresso si acquista presso la biglietteria del Museo. Causa posti limitati, si consiglia vivamente la prenotazione.
Contatti per info e prenotazioni: Museo Archeologico Nazionale di Taranto Via Cavour,10 74123 – Taranto. Tel. 0994538639 o e-mail: [email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa.
Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


Taranto: Maggio e domenica gratuita al Museo Archeologico MArTA

7 MAGGIO DOMENICA GRATUITA NEI MUSEI E NEI SITI ARCHEOLOGICI STATALI
#DomenicalMuseo, giornata in cui tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente, in applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.
7 maggio 2017:
il Museo Archeologico Nazionale di Taranto
MArTA
vi aspetta per la
#domenicalmuseo
INGRESSO GRATUITO PER TUTTI
condividi la tua visita sui #social!
Possibilità di visite guidate sui “Capolavori del MArTA
ai seguenti orari:
10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:15 - 18:00
Orario di apertura
08:30 alle 19:30
Chiusura della biglietteria
19:00
Uscita dalle sale ore
19:15
Tariffa promozionale 3,00 euro a persona
gratuito fino a 12 anni.

Prenotazione vivamente consigliata
tel. 099 4538639
mail: [email protected]

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


Taranto: #DomenicalMuseo al MArTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto vi aspetta per open day #domenicalmuseo il 7 maggio 2017. INGRESSO GRATUITO PER TUTTI. Possibilità di visite guidate sui “Capolavori del MArTA” ore 10,30 – 11,30 – 12,30 – 16,30 – 17,15 - 18.00. Orario di apertura dalle 08.30 alle 19.30 (chiusura della biglietteria ore 19,00 ed uscita dalle sale ore 19,15). Tariffa promozionale 3,00 euro a persona e gratuito fino a 12 anni. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: [email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa
Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.