Tempo di bilanci al Museo Egizio di Torino, tra vacanze primaverili ed esercizio finanziario

Giornata di bilanci al Museo Egizio: il conteggio dei visitatori durante le vacanze primaverili segna quasi 60 mila ingressi

L’esercizio finanziario 2018 approvato oggi con un risultato positivo di 335 mila euro

Ha sfiorato la quota dei 60 mila ingressi il flusso del pubblico che ha visitato il Museo Egizio nei dieci giorni compresi fra il 19 aprile, venerdì di Pasqua, e domenica 28 aprile.

Il periodo di vacanza primaverile, agevolato dal “ponte” per la Festa della Liberazione, è stato caratterizzato da una costante affluenza al Museo, il cui picco si è registrato venerdì 26 aprile, con l’emissione di 8 mila biglietti, il 10% dei quali destinati alla visita durante lo speciale orario serale.

In occasione delle festività e ancora fino a domani, martedì 30 aprile, il Museo Egizio ha infatti prolungato l’apertura fino alle ore 21.00, con accesso consentito fino a un’ora prima.

Si tornerà al consueto orario 9/18,30 dal 1° maggio, giorno della Festa dei lavoratori, ricorrenza in occasione della quale alle ore 10.50 è prevista la visita “Il lavoro nell’Egitto faraonico”, un percorso speciale di due ore su prenotazione (costo 7 euro oltre al biglietto del Museo) che, tra curiosità ed aneddoti, rivela le attività lavorative quotidiane dell’antica civiltà in ambito domestico, agricolo, commerciale e artigianale. Per informazioni e prenotazioni: 011 4406903 [email protected].

La giornata odierna del Museo Egizio è inoltre stata caratterizzata dall’approvazione del bilancio 2018 della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino: il Collegio dei Fondatori, presieduto da Evelina Christillin, ha deliberato un consuntivo di 12.531.832 euro, che comporta per il quarto esercizio consecutivo un risultato positivo di bilancio, quest’anno pari a 335.072 euro destinati ai fondi di scopo dedicati a progetti scientifici e di valorizzazione del Museo.

Museo Egizio di Torino bilanci
Foto di Giuliana Dea

 

Testo dall'Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino


“PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”

In occasione del 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche, il Museo Egizio inaugura il “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, una mostra itinerante che dal 10 aprile 2019 al 30 marzo 2020 farà tappa in 12 biblioteche cittadine, un mese in ciascuna sede.

In parallelo alle sue mostre che valicano i confini di quattro continenti, il Museo Egizio presenta un progetto speciale pensato per avvicinare i cittadini al proprio patrimonio culturale e stimolare l’interesse e la passione per una delle più affascinanti civiltà del passato.

Sviluppato in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, PapiroTour raggiungerà i quartieri della città più distanti dal centro per offrire un progetto inclusivo che trova proprio nelle biblioteche un nuovo pubblico a cui l’Egizio ha deciso di fare anche un altro regalo: a tutti i possessori della tessera Biblioteche Civiche sarà riservata la gratuità d’ingresso al museo per tutta la durata della mostra e fino al 31 dicembre 2020*.

Con PapiroTour, il Museo Egizio intende rinforzare il legame con il territorio attraverso le Biblioteche Civiche, frequentate da un pubblico molto eterogeneo e attento all’offerta culturale della città: sono 298.165 i tesserati, di cui oltre 10 mila si sono iscritti nel 2018.

Libro dei Morti di Taysnakht, figlia di Taymes_Cyperus papyrus. Epoca Tolemaica (332-30 a.C.). Tebe_Collezione Drovetti (1824). C. 1833_Pesatura del cuore Crediti: Museo Egizio, Torino

In omaggio al patrimonio librario cittadino, il tema centrale della mostra è il papiro, la scoperta dei geroglifici e di altre forme di scrittura egizia; il percorso espositivo si sviluppa infatti intorno al Libro dei Morti di Taysnakht, una specie di guida di viaggio per accompagnare il defunto verso l’aldilà. La lunga teca (circa due metri) verrà affiancata ad otto grandi pannelli con immagini e testi che spiegano gli aspetti peculiari del reperto e della civiltà egizia.

L’oggetto in mostra è una fedelissima replica dell’originale, realizzata nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato da una collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, i cui detenuti hanno prodotto copie straordinariamente verosimili sotto la guida dei curatori del Museo Egizio.

Il nome “Libro dei Morti”, coniato a metà dell’Ottocento dall’archeologo tedesco Karl Richard Lepsius, indica un insieme di formule a cui gli antichi Egizi si affidavano per affrontare il pericoloso viaggio nel regno di Osiride.

Durante la mostra, presso le biblioteche, saranno proposti appuntamenti di approfondimento con i curatori del museo e altre attività per adulti e bambini.

"La collaborazione tra il Museo Egizio e le Biblioteche Civiche come presidi sul territorio – dichiara l’Assessora alla Cultura Città di Torino, Francesca Leon - rafforza le azioni di coinvolgimento del pubblico e contribuisce a diffondere la conoscenza della civiltà egizia fra i cittadini; questo progetto può rappresentare un modello di accordo da seguire anche per altre istituzioni museali, un'occasione di conoscenza e avvicinamento dei cittadini al patrimonio culturale".

“Il percorso che il Museo Egizio ha intrapreso in questi anni - spiega la Presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin - si sviluppa attraverso quella molteplicità di attività a cui un’istituzione culturale è, per sua natura, chiamata. Così come l’esposizione della collezione non può prescindere da studio, ricerca scientifica e conservazione, l’opera di promozione al pubblico deve ambire a ben più che al mero incremento dei visitatori. Noi abbiamo infatti il dovere di stimolare l’ampliamento del nostro bacino di utenza in un’ottica di inclusione sociale e avvicinamento a chi ha minori opportunità di accesso alla cultura. Nascono così i nostri progetti con i detenuti, con il sistema ospedaliero, quelli dedicati ai migranti, fino a questa nuova iniziativa che ci porta nelle biblioteche civiche torinesi e che risponde all’obiettivo essere un punto di riferimento per la comunità avvicinandoci ad essa”.

La rete delle Biblioteche Civiche Torinesi conta 18 sedi e un Bibliobus itinerante, con tre punti presso la Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” e l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”.

Ai servizi di prestito e alla biblioteca digitale, si aggiungono ogni mese incontri, gruppi di lettura e altre attività.

Il Museo Egizio custodisce a Torino una collezione di oltre 36.000 reperti, di cui 3.300 esposti nelle sale museali a cui si aggiungono oltre 11.000 reperti nei depositi visitabili.

La straordinaria raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana consente al visitatore un viaggio nel tempo attraverso più di 4.000 anni di storia, arte, archeologia, alla scoperta di una delle più affascinanti civiltà del passato.


Archeologia (in)visibile in mostra a Torino

Quasi un gioco di parole. Eppure, è solo l’ultimo pioneristico obiettivo che si è posto il Museo Egizio di Torino: raccontare e rivelare al pubblico l’“invisibile” nascosto dietro ad un reperto archeologico esposto all’interno di un salone ottocentesco. Proprio quell’invisibile che esprime anzitutto la storia di quel reperto, dalla creazione e dal semplice utilizzo in antico, al suo significato, passando attraverso la sua riscoperta archeologica. Quell’invisibile che, tuttavia, rappresenta anche la ricerca, descrivendo le indagini archeologiche e diagnostiche quasi sempre poco note al grande pubblico. La sfida di questa mostra è proprio raccontare cosa sia quell’ “invisibile”.

L’attenzione all’unicità dell’oggetto è infatti rimarcata nel foyer della mostra: una serie di vetrine ospitano “reperti” di ogni epoca, dal mitico Pacman, star degli anni ottanta, alla cazzuola dell’archeologo, invariata nel corso del tempo, con sopra inciso il soprannome della proprietaria. Manufatti con una propria biografia che “parlano” nel vero senso della parola: le didascalie sono infatti citazioni fatte pronunciare agli oggetti stessi che raccontano come sono stati usati, trasformati, dimenticati e riscoperti.

All’ingresso, il visitatore viene colpito dalla straordinaria mappa delle collaborazioni scientifiche (nazionali e internazionali) con le migliori istituzioni del mondo attuate dal Museo, i cui risultati sono confluiti all’interno dell’esposizione. Da questo momento in poi, la trama che s’intreccia lungo le sale del percorso espositivo svela un “dietro le quinte” spesso ignoto ai non addetti ai lavori, permettendo al visitatore di cogliere il carattere prismatico delle ricerche coinvolte nel progetto. Il primo sguardo è focalizzato sull’attimo in cui gli oggetti vengono riportati alla luce: lo scavo archeologico, accompagnato dall’evolversi della relativa documentazione. Dall’Ottocento con la comparsa della tecnica fotografica che permetterà di raccogliere informazioni altrimenti destinate a perdersi con il procedere delle indagini archeologiche fino all’arrivo della tecnologia fotogrammetrica odierna, con la quale è possibile oggi ricostruire interi contesti (che materialmente potrebbero non esistere più) per poterli studiare a distanza di tempo e chilometri.

Ci si immerge poi nel mondo delle analisi diagnostiche, grazie alle quali è possibile recuperare differenti “strati invisibili” di informazioni. Indagini multispettrali o archeometriche, che al visitatore suonano come parole persino troppo lunghe da pronunciare, sono qui sdoganate dalla semantica, e rivelano come elementi che sfuggono all’occhio umano possono essere indagati mediante lo studio della natura fisica e materica degli oggetti. E ancora: la radiologia, applicata alle mummie faunistiche, che consente oggi di approfondire le tecniche di imbalsamazione e, in generale, la faunistica dell’antico Egitto, grazie anche alla scoperta di ampie necropoli dedicate al mondo animale.

Merit Sbendaggio

Il formidabile accumulo di dati invisibili, ora svelati, assieme alle più avanzate metodologie di restauro e valorizzazione, consentono ai restauratori di applicare tutti gli interventi conservativi che assicurano e consegnano il passato alle future generazioni. Interessanti i tre casi studio proposti: strutture parietali, papiri e tessuti.

Proprio nell’ultima sala, come accade al termine di uno strabiliante spettacolo pirotecnico, il gran finale: un gioco di video mapping reinterpreta e implementa qualsiasi criterio espositivo, proiettando sopra una replica in 3D in scala 1:1 del sarcofago di Butehamon una pioggia di informazioni che lasciano senza fiato lo spettatore uscente. L’azione combinata di metodologie, approcci e strumenti utilizzati che coinvolge chi visita “Archeologia invisibile” costituisce un riflesso del carattere interdisciplinare che guida le ricerche del Museo e la finalità dei curatori, il Direttore Christian Greco ed Enrico Ferraris, egittologo del Museo, dimostrando quanto la ricerca archeologica debba oggi dialogare e intrecciarsi indissolubilmente con i più recenti sviluppi scientifici, in continuo aggiornamento.

 


Festa della donna al Museo Egizio di Torino

Venerdì 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, tutte le donne che si presenteranno alla biglietteria del Museo Egizio avranno diritto all’ingresso gratuito.

Per le ore 16:10 sarà possibile inoltre prenotare una speciale visita guidata dal titolo “La donna al tempo dei faraoni”.

La visita, prevista per un pubblico di adulti, permetterà di riscoprire la vita delle donne nell'antico Egitto: dalla quotidianità fino al ruolo ricoperto nei riti funerari, attraverso una dettagliata analisi dei corredi privati rinvenuti nelle tombe. Il percorso, di circa due ore, permetterà di apprezzare gli equilibri tra la sfera maschile e femminile nelle differenti situazioni di vita e terminerà al cospetto di una delle divinità femminili più note: la dea leonessa Sekhmet, simbolo di forza e potere, femminilità e maternità.

La prenotazione è obbligatoria, telefonando al 011 4406903 o scrivendo a [email protected]

L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19:00; il sabato,
dalle 9:00 alle 13:00.

Per partecipare, è richiesto un contributo di 7 euro, oltre al biglietto di ingresso (necessario solamente
per gli uomini).


Il Museo Egizio di Torino guiderà interventi sulle collezioni del Museo del Cairo

Con un progetto senza precedenti, l'Unione Europea metterà a disposizione del Museo Egizio del Cairo le nostre eccellenze museali e archeologiche. Un'operazione congiunta che vede protagonista e capofila il Museo Egizio di Torino, affiancato dal Louvre, dal British Museum, dall'Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di Berlino, dal Rijksmuseum van Oudheden di Leida, dal Bundesamt für Bauwesen und Raumordnung (BBR), dall'IFAO, Institut Français d’Archéologie Orientale e dall’ICA – Istituto Centrale per l’Archeologia.

Il progetto prevede un percorso di tre anni e un finanziamento di 3,1 milioni di euro con i quali tutte queste prestigiose realtà culturali assisteranno il Museo Egizio del Cairo nella creazione di nuove aree espositive e nel tracciare il proprio sviluppo e potenziamento futuro. Il progetto si propone inoltre di supportare la candidatura del suddetto museo come Patrimonio UNESCO.

Stando alle ultime notizie, il Transforming the Egyptian Museum of Cairo vedrà una prima fase che concentrerà tutte le sue forze sulla revisione delle gallerie d’ingresso, sulla redazione del masterplan museale e sulla rivisitazione delle sale destinate al corredo delle Tombe Reali di Tanis. Detto questo, l'obiettivo primario resterà comunque la creazione di una visione strategica dettagliata con interventi che aiutino la gestione e la conservazione delle collezioni, il coinvolgimento del pubblico, la programmazione e la comunicazione, la generazione del reddito e il modello di gestione.

In un' intervista, il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, ha spiegato che "si tratta di un progetto di alto valore scientifico e culturale, che offre alle principali collezioni egittologiche europee l’opportunità non soltanto di operare in un’ottica di piena collaborazione fra esse ma, soprattutto, di intervenire sul campo, fianco a fianco con i colleghi egiziani, in un processo di reciproco accrescimento che porterà grandi benefici alla nostra attività”.

“È per noi tutti un grande privilegio – prosegue il Direttore – poter intervenire su quello che per ogni egittologo rappresenta “la madre” di tutti i musei, la culla dell’egittologia, il museo in cui è possibile trovare le più importanti collezioni al mondo. Ora, dall’unione di questi prestigiosi musei europei, mettendo a fattor comune esperienza e conoscenza del proprio patrimonio materiale, prende forma quello che mi piace definire una sorta di museo egizio impossibile, frutto del bagaglio intangibile che ciascuno di noi porta con sé in questa operazione. Per la prima volta viene infatti messo in totale condivisione il “sapere” delle rispettive collezioni, in un dialogo finalizzato a consacrare il museo di Piazza Tahrir quale fulcro dell’egittologia mondiale”.

“Questa – conclude Greco – è la nostra grande sfida: svilupperemo un masterplan volto al ripensamento del sito nella sua totalità, al di là della sola componente espositiva, capace di reinterpretare il ruolo stesso del Museo Egizio del Cairo; in primis, all’interno della società e nella sua funzione educativa per i giovani egiziani, coinvolgendo le scuole e tutte le componenti sociali, promuovendone la comunicazione in Egitto e all’estero. Ma, soprattutto, nella strategia di ricerca, anche nell’ottica di ricollegare i magnifici monumenti ospitati al suo interno con il territorio, sviluppando un percorso di potenziamento della biblioteca nonché di digitalizzazione e studio degli archivi”.


Doppia conferenza con Dominique Charpin e Nele Ziegler al Museo Egizio di Torino

Doppia conferenza – Dominique Charpin e Nele Ziegler

 


Mercoledì 24 ottobre, alle ore 18:00, presso la nuova Sala Conferenze del Museo Egizio, doppio appuntamento con l’Assirologia.

Dominique Charpin, professore di assirologia al Collège de France terrà una conferenza dal titolo "Recent discoveries about Old Babylonian Mesopotamia", cui farà seguito, Nele Ziegler, direttrice di ricerca presso il CNRS, con "Zimri-Lim's servants and the sick child".

Il primo intervento sarà incentrato sul progetto "ARCHIBAB", dedicato agli archivi babilonesi, che ha avuto il suo inizio nel 2008. In questi dieci anni, il progetto è cresciuto e ha portato alla luce grandi e interessanti novità.

La seconda conferenza, invece, tratterà gli archivi della città di Mari, che forniscono una serie di fondamentali informazioni sulla società del XVIII secolo a.C. In particolare, l'intervento si focalizzerà sul giovane orfano di uno dei funzionari di Zimri-Lim.

A introdurre la serata, sarà Stefano de Martino, professore del Dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino e Direttore Scientifico del centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia (CRAST).

Le due conferenze si terranno in lingua inglese.

 

 L'ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Museo Egizio di Torino


Al Museo Egizio va in scena “A casa di Kha”, un’attività didattica che esplora la quotidianità degli Antichi Egizi

Sabato 13 ottobre, alle ore 10.10, i ragazzi e le famiglie in visita al Museo Egizio – via Accademia delle scienze 6 – sono invitati a partecipare alla visita guidata “A casa di Kha

L’attività, grazie all’ausilio del corredo funerario dei coniugi Kha e Merit e agli aneddoti riguardanti la realtà familiare,  rende partecipi grandi e piccini di alcuni aspetti della vita quotidiana lungo le sponde del Nilo.

Mobili, vestiti e strumenti di lavoro permetteranno al pubblico di ricostruire le abitudini e le attività di tutti i giorni degli Antichi Egizi, creando un parallelo con la quotidianità dell’uomo moderno, diviso ancora oggitra lavoro e famiglia.

Sorprendente, inoltre, la possibilità di ammirare gli straordinari reperti custoditi nella Tomba di Kha e Merit, capaci di coinvolgere i visitatori in un viaggio nel tempo alla scoperta della vita del più importante architetto e scriba del faraone, vissuto circa 3400 anni fa.

 

 

INFORMAZIONI UTILI

A casa di Kha

Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori

Data e orari: sabato 13 ottobre 2018, ore 10:10

Durata: 90 minuti

Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 - 19:00; sabato, 9:00 - 13:00.

Telefono: 011 4406903 - mail: [email protected]


Ricco programma di appuntamenti per il Museo Egizio in questo weekend

La cultura alimentare egiziana è ricca, ma generalmente sottovalutata a livello internazionale. I prodotti egiziani segnalati nell’Arca del Gusto di Slow Food sono attualmente 22. Si va dal miele dell’ape mellifera egiziana all’assenzio, dalla menta habak alla salvia bardaqush, per finire con la vasta gamma di pani tradizionali preparati con farine di diversi cereali e in una varietà di forme che testimoniano una cultura millenaria. Quella stessa cultura le cui radici e il massimo splendore sono straordinariamente raccontati dentro le sale del Museo Egizio.

Da venerdì 21 a lunedì 24 settembre il Museo Egizio propone una serie di iniziative in occasione dell’edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto dove il cibo e l’alimentazione sono al centro delle visite tematiche.

Lunedì 24, inoltre, il Museo prolungherà l’orario di apertura fino alle ore 18:30.

Venerdì 21, sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 settembre alle 10:40, il Museo Egizio propone la visita guidata, dedicata agli adulti, “Ogni cosa buona e pura per l’anima”.

Il nuovo percorso conduce il visitatore alla scoperta delle proprietà nutritive e medicamentose del cibo e dei prodotti naturali usati nell’antico Egitto.

Sempre in queste giornate alle ore 11:40 il Museo Egizio presenta il percorso olfattivo: “Egitto Essenziale”.

Nella cultura faraonica, infatti, la cura del corpo e l’esaltazione della bellezza avevano molta importanza e le pratiche di cosmesi avevano finalità terapeutiche, ma anche simboliche.

Si fondavano sul desiderio di preservare il corpo dalla dissoluzione del tempo, mirando all’immortalità.

In questa prospettiva essenze e profumi presenti in natura erano ampiamente utilizzati, come documentano le collezioni del Museo Egizio.

Sabato 22 e domenica 23 settembre il Museo Egizio propone la visita guidata per i più piccoli, “Una fame da oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”che indaga le abitudini alimentari della civiltà faraonica.

Attraverso l’osservazione di curiosi oggetti, di alimenti straordinariamente conservati o delle loro raffigurazioni sulle pareti delle tombe, i bambini impareranno a conoscere gli ingredienti più comuni di questo popolo ed i prodotti più pregiati riservati invece alle tavole di faraoni e dèi.

Sempre sabato 22 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Museo Egizio sarà aperto fino alle ore 23 con la tariffa unica 5 €. I visitatori troveranno lungo tutto il percorso museale i volontari dell’ACME - Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio di Torino - che saranno pronti a rispondere a tutte le domande e curiosità del pubblico.


Egitto: restaurata la Maschera di Tutankhamun, emergono dettagli di costruzione

17 Dicembre 2015

Una nuova scoperta nella Maschera dorata del Faraone Tutankhamun

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Una grandiosa conferenza stampa è stata tenuta ieri al Museo Egizio per annunciare i risultati del processo di restauro della celebre Maschera del Faraone Tutankhamun. Il Ministro delle Antichità, dott. Mamdouh Eldamaty che è anche a capo del team scientifico responsabile per il restauro della maschera dopo un falso restauro (NdT: "false restauration" in Inglese) lo scorso Agosto, ha dichiarato che la Maschera sarà esibita a partire da oggi 17 Dicembre 2015 nel suo luogo originale nel Museo.
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Il processo di restauro ha rivelato, ha aggiunto Eldamaty, una nuova scoperta archeologica relativa alla tecnica originale utilizzata nel produrre la Maschera: un tubo d'oro è stato ritrovato all'interno della barba reale che è stata utilizzata per installarla nella Maschera. Un altro segreto è stato rivelato: il materiale originale utilizzato per fissare la barba reale dentro la maschera era cera d'api, lo stesso materiale utilizzato in questo processo.
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Eldamaty ha anche aggiunto che uno studio scientifico è in preparazione ora e che un libro sarà presto pubblicato, affrontando l'intero processo di restauro e gli studi scientifici dettagliati relativi al capolavoro del Faraone D'Oro.
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Nella sua presentazione, il professor Christian Ekmann, a capo del team scientifico tedesco, ha mostrato la tecnica meccanica utilizzata per rimuovere la resina utilizzata nel falso restauro, affermando che strumenti in legno sono stati utilizzati al fine di non graffiare la maschera d'oro. Ha anche enfatizzato che nessun solvente chimico è stato utilizzato per rimuovere la colla "epossidica" e separare la barba reale dalla Maschera. Dopo, la barba è stata nuovamente fissata utilizzando cera d'api, lo stesso materiale utilizzato dagli Antichi Egizi, di modo che possa essere facile rimuoverla in futuro.
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Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.
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Sviluppi precedenti della vicenda: 12, 3, 4
16 – 17 Dicembre 2015

Rassegna Stampa

Link: National GeographicThe History Blog; Live Science; Discovery NewsGuardian; Daily Mail; Telegraph; EuronewsAl Arabiya; Times of Israel; XinhuaCTV NewsCBC.ca


Egitto: rimpatriata una stele di Seti I (da un tempio non ancora scoperto?)

14 Dicembre 2015

Il Ministero delle Antichità Egizie riceve un'antica stele rimpatriata

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Il Ministero delle Antichità ha ricevuto ieri (NdT: 13 Dicembre) un'antica stele egiziana dal Ministro degli Affari Esteri, dopo il rimpatrio dal Regno Unito, avvenuto lo scorso Ottobre. Così ha affermato il dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
La stele è stata contrabbandata al di fuori dei confini egizi dopo scavi illegali, ha aggiunto Eldamaty, sottolineando il fatto che sarà posta all'interno del magazzino del Museo Egizio per restauri e manutenzioni. La stele sarà poi esibita in una mostra il prossimo mese (Gennaio 201) al museo del Cairo, tra diversi reperti recentemente rimpatriati con successo.
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D'altra parte, il Direttore Generale del Dipartimento delle Antichità Rimpatriate, Ali Ahmad, ha affermato che la stele calcarea è un murale che potrebbe essere stato estratto da un tempio. Le sue dimensioni sono di 43X67 cm con un rilievo in incavo del faraone "Seti I" a fianco della dea Hathor e del dio Wepwaet e alcune iscrizioni rappresentanti i titoli delle divinità di Asyut. La stele è importante perché finora un tempio di Seti I non è stato ancora scoperto ad Asyut.
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