letture primavera 2021

Le migliori letture della primavera 2021

Il nuovo anno mi ha portato a confrontarmi con ottime realtà editoriali indipendenti; questo contributo vuole essere una bussola all'interno di questo vastissimo mondo e vi indicherà la direzione per conoscere e scoprire i professionisti del libro: iniziamo questo carosello di uscite e titoli validissimi per questa primavera 2021 di letture.

letture primavera 2021
Foto di Prettysleepy

Mattioli 1885

La casa editrice indipendente ha sicuramente lasciato il segno nel mio cuore grazie a tre distinte pubblicazioni che mi hanno definitivamente conquistato. A partire dall'accattivante thriller Facile preda di John D. MacDonald, una scrittura calibratissima che racconta una storia allucinata d'amore e morte, con inseguimenti da capogiro e un finale all'altezza dei bestsellers di Stephen King. A seguire, c'è una splendida raccolta di scritti di Andre Dubus, Riflessioni da una sedia a rotelle, un devastante caleidoscopio interiore e autobiografico di uno degli scrittori più caratteristici d'America. Una pregevole raccolta di aneddoti, stralci di vita e saggi che ci fanno scoprire l'uomo dietro ai successi letterari. Infine, mi sono innamorato dell'antologia di racconti Le colline ricordano di James Still, dove l'autore americano confeziona racconti ispiratissimi e dotati di una violenta bellezza e finali destabilizzanti.

La copertina del thriller Facile preda di John D. MacDonald, pubblicato da Mattioli 1885

La Vita Felice

La Vita Felice è una casa editrice davvero di grande qualità, una perla rara nell'intero panorama italiano. A partire dalla rinomata collana di poesia (I labirinti) e alla controparte asiatica con la pubblicazione di numerosi poeti giapponesi e le loro raccolte di haiku, senza mai dimenticare il grande impegno a rinnovare la letteratura classica (Il piacere di leggere). Portano in Italia testi inediti e ottimamente tradotti e curati, per esempio Il Re dalla maschera d'oro e altri racconti di Marcel Schwob o Metamorfosi e altri racconti gotici di Mary Shelley. Pregevolissima è la mia ultima lettura, La Sirena di H. G. Wells a cura di Matteo Noja, una storia ispirata al romanticismo di fine 800 in cui si innesta l'immaginazione di uno dei più grandi autori della letteratura fantastica; un testo davvero mordace dove la sensualità va a provocare il bigottismo dell'epoca.  GM. libri è una costola della casa editrice sopramenzionata e si dedica con fervore a riportare in Italia i classici della letteratura fantasy, in particolare questi testi scomparsi da anni nei cataloghi, tra cui il Ciclo Celta di R. E. Howard o i cicli planetari di Edgar Rice Burroughs, da John Carter di Marte al Ciclo di Pellucidar (pubblicazioni a cura di Masa Facchini).

La copertina del volume La Sirena di H. G. Wells, a cura di Matteo Noja, pubblicato da La Vita Felice

 

Del Vecchio Editore

Ho conosciuto Del Vecchio Editore recensendo proprio su ClassiCult la squisita raccolta di racconti brevi di Jacopo Masini, Polpette e altre storie brevissime. Dopo questo primo e felice incontro, mi sono avvicinato alla curatissima collana di poesia con un testo che sta diventando "cult" nella sua nicchia letteraria. Parlo di Non praticare il cannibalismo. 100 poesie (con traduzione e curatela di Paola Del Zoppo, Cristina Consiglio e  Riccardo Frolloni), di un altro autore capitale del canone americano ovvero Ron Padgett che scrive poesie con una disarmante leggerezza (e perciò complessità) e che avvicina la giovinezza con lo sfiorire degli anni, la bellezza alla ruvidezza delle vite distrutte, il pensiero al corpo. Un autore ricco di nostalgia, amore, pensieri candidi e verità disincantate in un continuo sciabordare di ossimori, rivelazioni e metafore dell'innocenza.

La copertina di Non praticare il cannibalismo. 100 poesie, di Ron Padgett, con traduzione e curatela di Paola Del Zoppo, Cristina Consiglio e  Riccardo Frolloni, pubblicato da Del Vecchio Editore

 

NN Editore

Casa editrice che conoscevo da anni, ma che ho iniziato a leggere da pochissimo (ed è stato un colpo di fulmine). Dopo aver recensito su altri portali la squisita antologia di racconti I poteri forti di Giuseppe Zucco e Decameron Project (AA. VV.) - due dirompenti letture - ho scoperto Brian Panowich con Hard Cash Valley uno dei thriller più belli letti nella mia vita, con un ritmo serrato e personaggi complessi e un'orchestrazione della storia a tinte cinematografiche. Consigliatissimo. Sul versante italiano ritorna Michele Vaccari, con un romanzo che è già un classico moderno (in ristampa dopo 3 giorni!). Urla sempre, primavera è un romanzo-mondo, uno squarcio metafisico all'interno della carcassa putrescente della storia e della letteratura nostrana, un titolo che fonde al suo interno generi diversi; eppure Vaccari crea una sinfonia narrativa, invece di una cacofonia di fantasy, science fiction e speculative fiction (e molto altro, come l'avventura, l'epica, etc).

La copertina del romanzo Urla sempre, primavera di Michele Vaccari, pubblicato da NN Editore (2021)

 

 

Carbonio Editore

Dopo aver recensito Solo di August Strindberg, sono tornato da Carbonio grazie alla pregevole raccolta a firma di Sadeq Hedayat, Il randagio e altri racconti, con la traduzione di Anna Vanzan, una delle più grandi studiose dell'Oriente in Italia, che purtroppo ci ha lasciato nel terribile 2020. Avevamo già recensito Hedayat e il suo La civetta cieca con una bellissima intervista ad Anna Vanzan a cui rivolgiamo il nostro amore e la nostra stima, nonché le sentite condoglianze ai suoi studenti e soprattutto ai familiari.

Hedayat è uno dei maggiori rappresentanti del mondo culturale iraniano e punta di diamante della letteratura persiana moderna, un uomo dalla caratura intellettuale infinita e autore di numerosi gioielli. All'interno del libro troverete nove racconti estremamente interessanti e contrassegnati dagli stilemi di Hedayat, dall'estetica grottesca, a volte spettrale e allucinata, dove una lirica spesso surrealista va innestarsi in un repertorio di immagini oniriche e cangianti.

La copertina della raccolta Il randagio e altri racconti, di Sadeq Hedayat, pubblicata da Carbonio Editore

 

Neo. Edizioni

Neo. Edizioni è stata una delle scoperte più sorprendenti di questo 2021. Dopo aver recensito Beati gli inquieti di Stefano Redaelli (con intervista in diretta all'autore) e La carne di Cristò (sempre su ClassiCult) mi sono innamorato definitivamente del loro catalogo e della loro mentalità editoriale.

In lettura ho Vinpeel degli Orizzonti di Peppe Millanta e si sta rivelando uno dei "fantasy" più atipici che io abbia mai letto, scritto con una prosa incantata e pervasa dall'innocenza, una storia intima e di grande coraggio narrativo, perché la narrativa di genere made in Italy sembra essere sotto torchio da parte della critica letteraria contemporanea. Consigliata anche la raccolta (s)poetica Romanticidio. Spoesie d'amore e altre disgrazie di Eleonora Molisani, che coniuga l'ironia all'abusato tema dell'amore e delle relazioni all'interno del mondo poetico e degli autori "sensibili"; Molisani scrive con irriverenza e divertimento e consegna ai suoi lettori una lettura dal sapore agrodolce. perfetta per sovvertire gli stereotipi del poeta classico e moderno, di tutte le sue costruzioni metaforiche e romantiche.

Le copertina di Vinpeel degli orizzonti di Peppe Millanta, pubblicato da Neo. Edizioni

 

Jaca Book

Questa casa editrice è tra le migliori che il pubblico di ClassiCult può scoprire, una realtà indipendente estremamente sensibile al mondo dell'arte, della storia, della religione, dell'archeologia e di tantissime altre discipline umanistiche.

Tra i titoli che mi sento di consigliare c'è certamente Il Mito a cura di Julien Ries, uno stupendo libro cartonato di notevoli dimensioni che raccoglie il repertorio mitologico dell'intero corpus sensibile della storia umana, in maniera verticale e orizzontale perché si spazia dal Paleolitico ai giorni nostri e dalle grotte di Lascaux agli Aborigeni australiani. All'interno del catalogo Jaca Book c'è molto spazio per Mircea Eliade e della sua opera magna del dizionario delle religioni e dei simboli, un acquisto imprescindibile per antropologi, appassionati di letterature comparate e studiosi delle religioni e dell'arte.

La copertina del saggio Il mito. Il suo linguaggio e il suo messaggio, di Julien Ries, pubblicato da Jaca Book

 

NPE edizioni

NPE è una delle realtà fumettistiche che mi sento di consigliare su ClassiCult, Nicola Pesce - oltre ad essere un ottimo scrittore (ne ho parlato già per La Cura del Dolore) - è un editore attento ed esigente e pretende il massimo dai suoi collaboratori e dagli artisti che mette in catalogo.

Mi sento in dovere di consigliare alcune opere cardine del catalogo, a partire da Eccetto Topolino (Gori, Lama, Gadducci) uno splendido volume saggistico che esplora la storia della figura di Topolino con la lente d'ingrandimento della storiografia italiana e del giornalismo nostrano e con un focus sul rapporto tra Walt Disney e il fascismo. Sul lato fumetti consiglio l'intera bibliografia di Sergio Toppi, Dino Battaglia, Nino Cammarata, Attilio Micheluzzi,  Ivo Milazzo, Sergio Tisselli (a cui rivolgiamo amore e stima per la sua recente scomparsa nel 2020), Sergio Vanello. Oltre a questi autori immensi consiglio caldamente agli amanti del fantastico le Guide Immaginarie dei Vampiri e de i luoghi di Lovecraft.

La copertina di Sharaz-de. Le mille e una notte di Sergio Toppi, pubblicato da NPE edizioni

 

Aguaplano Editore

Ottima casa editrice indipendente, che investe nei suoi libri una curatela maniacale (per fortuna!) e tantissima passione. Dopo aver amato Esecuzione dell'ultimo giorno di Lorenzo Chiuchiù sono passato a un libro unico ovvero Aura di Alessandro Celani, un magnifico reportage fotografico della nostra Italia (e che edizione!) che si snoda attraverso un'edizione bilingue caratterizzata da testi di accompagnamento altamente evocativi. Un testo che si può contemplare in un pomeriggio o per tutta la vita.

Sempre per Aguaplano ho apprezzato tantissimo la raccolta di poesie Ragli di Fabio Greco, libro dal carattere sperimentale e dal linguaggio evocativo quanto indomabile; consiglio davvero a tutti gli amanti della poesia l'intera collana edita da Aguaplano. In lettura ho il Gran Bazar del XX secolo, di Stefano Trucco, che si sta rivelando un romanzo pulp-meta lovecraftiano godibilissimo e che gli amanti della letteratura weird/fantastica dovrebbero recuperare. Le edizioni Aguaplano sono particolarmente pregiate, siano esse cartonati rilegati o brossure più economiche.

La copertina di Esecuzione dell'ultimo giorno di Lorenzo Chiuchiù, pubblicato da Aguaplano nella collana Blaupause

 

Ronzani Editore

Chi segue ClassiCult avrà già incontrato Ronzani, una delle realtà editoriali che dà alle stampe libri dalla qualità perfetta, con edizioni di pregio e attente ai bisogni bibliofili dei suoi lettori.

Ultimamente ho concluso il thriller turco di Ahmet Ümit, Perché Istanbul Ricordi, che si è rivelata una lettura pazzesca per esplorare la storia recente della Turchia e il suo viscerale legame con l'antica Bisanzio/Costantinopoli. Un romanzo stratificato e ricchissimo di vita e morte, avventura e momenti davvero travolgente. Ma Ronzani è un editore attento a qualsisia tassello del mondo culturale, che sia la produzione di riviste, poesie, saggi e molto altro. Tutti i loro titoli sono stampati con una cura unica, basti pensare alle poesie di Pasolini per la sua Casarsa.

La copertina del thriller di Ahmet Ümit, Perché Istanbul Ricordi, pubblicato da Ronzani Editore

 

ABEditore

Per i cultori dell'estetica vittoriana, gotica e decadentista non posso non consigliarvi ABEditore, uno dei migliori editori dal punto di vista tipografico e delle traduzioni, per quanto concerne il recupero di testi classici di letteratura immaginifica e fantastica.

Vi consiglio caldamente i volumi miscellanei di Draculea (a cura di Lorenzo Incarbone) e Follettiana (a cura di Pietro Guariello), che analizzano rispettivamente il repertorio folclorico e letterario di Vampiri e membri del Piccolo Popolo. I volumi sono scrigni preziosi per compiere esperienze di lettura eccezionali e curati nei minimi dettagli per fornire al lettore le sensazioni di mondi dimenticati e storie sepolte dal mistero.

Su ClassiCult abbiamo avuto ospite Fabio Camilletti, per un'intervista spettrale.

La copertina della Follettiana di Pietro Guariello, pubblicata da Abeditore

 

Jimenez Edizioni

Jimenez è la mia più recente scoperta e sono davvero felice di presentarvi un catalogo eccezionale, del quale la mia prima lettura è La notte arriva sempre di Willy Vlautin, un thriller a dir poco avvincente che parte dal presupposto della presente crisi finanziaria e immobiliare che ha investito la città di Portland portando la protagonista Lynette a compiere azioni sempre più folli, fino a realizzare un'accozzaglia di avventure grottesche nell'ambito della vita notturna cittadina, tra criminali, individui pericolosi e tanta illegalità. I libri sono di pregevolissima fattura e non vedo l'ora di conoscere l'intero catalogo.

La copertina del romanzo La notte arriva sempre di Willy Vlautin, pubblicato da Jimenez Edizioni

 

Il Palindromo

La casa editrice palermitana Il Palindromo è una delle realtà editoriali indipendenti più interessanti, soprattutto per quanto riguarda la collana I Tre Sedili Deserti, dedicata al fantastico. Dall'Elogio del Fantastico di Jacques Bergier a La Collina dei Sogni di Arthur Machen possiamo riassaporare i testi che hanno canonizzato l'immaginario moderno con elementi weird, fantascientifici e gotici. Una cura esemplare nell'apparato critico, dalle traduzioni alle prefazioni con un notevole innesto di fonti fotografiche o iconografiche a cura di artisti italiani o stranieri coevi alle opere.

Particolarmente amata è la riedizione del "primo" Pinocchio di Collodi, una narrazione più oscura del classico della letteratura italiana arricchito dalle splendide illustrazioni fumose e grottesche di Simone Stuto. Un un'ultima uscita davvero particolare è Etna. Guida immaginifica del vulcano di Rosario Battiato con la travolgente copertina di Chiara Nott.

La copertina di Pinocchio. La storia di un burattino di Carlo Collodi, a cura di Salvatore Ferlita e con le illustrazioni di Simone Stuto, pubblicato da Il Palindromo

 

Miraggi Edizioni

Miraggi è una delle mie case editrici preferite, perché mi ha permesso di conoscere non solo ottimi autori italiani (La Chiusa, Forlani, ecc.)  ma di affacciarmi alla letteratura del mondo slavo grazie alla strepitosa collana NováVlna. Su ClassiCult avevo già recensito Grand Hotel di Jaroslav Rudiš, ma vi consiglio moltissimo anche La perlina sul fondo, Il lago, Il bruciacadaveri e il magnifico Krakatite di Karel Čapek, uno dei più importanti romanzi di fantascienza del '900.  Bellissima anche la collana di poesia e gli Scafiblù, dedicati agli autori italiani, di cui vi consiglio Il bambino intermittente, Colloqui con il Pesce Sapiente e Uno di noi.

 

La copertina del romanzo di fantascienza Krakatite di Karel Čapek, pubblicato da Miraggi Edizioni

La carne come esegesi della dannazione

Cristò, La carne - recensione

Questo articolo è scritto di notte, e non poteva essere altrimenti.

Ho letto La carne di Cristò e ho deciso che non voglio saperne niente di lui. Esatto, voglio che sia Cristò e nient'altro, non voglio vedere una sua foto, conoscere il suo cognome, sapere dove vive e cosa mangia. Non mi interessa se ha strani interessi nella numismatica o se passeggia scalzo per casa. Per me Cristò è Cristò, e così dovrà essere fino alla fine del mondo, non sarà uno dei tanti scrittori che affollerà i miei scaffali ma sarà una imago mortis, un memento mori, scultura gotica che si sgretola dall'alto di una cattedrale esecranda dove i peccati ballano in una sabba stregato. Perché sì, Cristò deve essere immortalato nel canone di una teologia oscura, inscritto tra le leggi dei morti del Necronomicon. Non voglio conoscerlo, non voglio umanizzarlo, per me Cristò è la stessa controparte che si avvale del lusso di non avere un accento sulla O. Cristo messia del cristianesimo, Cristò profeta della fine, dell'apocalisse, del disastro.

La carne Cristò
La copertina del romanzo La carne di Cristò, pubblicato da Neo. Edizioni. Foto di Cristiano Saccoccia

Scrivere per condannare

La scrittura è disastro, patologia, lama, angioma  e anatema per condannare; scrivere è pericoloso - così enunciava Maurice Blanchot nel dittico saggistico "La scrittura del disastro" e "Lo spazio letterario" - , raccontare e mettere i pensieri nella prigione dell'inchiostro su carta significa allacciarsi alla notte, incatenarsi al cosmo mentre dèi alieni e bislacchi rifiutano i dogmi del canone letterario moderno. E fanno bene.

Cristò scrive horror, diciamolo senza vergogna ed eleviamo la letteratura di genere a quello che è realmente, ovvero letteratura. Cristò ha messo nel suo calderone uscito dalle fiabe dei fratelli Grimm tutti gli ingredienti di un successo letterario, e la Neo. Edizioni lo sa benissimo. Con una prosa elegante ma mai astrusa, Cristò elabora l'estinzione umana; si scorgono echi e controcanti di altri autori e poeti, passando da Nietzsche a Blake, intravedendo il Paradiso Perduto e il fiero pasto del Conte Ugolino in questo anno dantesco. Raccontare significa massacrare. Fagocitare qualsiasi cosa. Nutrire la bestia, placare la follia collettiva. E ricordatela la parola "collettiva", siamo insetti  e siamo sciame. L'individualismo è un miraggio dello scheletro del capitalismo.

Non è un caso che il romanzo proceda sui binari traballanti di una narrazione doppia, la voce di un vecchio che ricorda il mondo prima della catastrofe si affianca a quella di un medico che cerca di tenere in piedi la sua esistenza fatta di cocci, e per ironia del campo semantico viene coattamente ostracizzato dalla vita. Fuori il mondo è corrotto dall'estetica della necrosi, esseri umani infetti deambulano su strade lastricate da cadaveri putrescenti che poi si rialzano e i morti viventi, beh vivono.

Tornano dall'anabasi dell'Ade, come Orfeo che tenta di salvare Euridice i morti riemergono dalle tenebre della vera morte e vivono un'esistenza catatonica spezzata solo dal bisogno di nutrirsi di carne umana. In parole povere, zombi. Ma non c'è aggressività, non sembrano esistere gli scenari classicamente horror del mondo americano, non ci sono orde fameliche che assediano i pochi superstiti del genere umano. C'è molto peggio.

Il Malleus Maleficarum di Heinrich Kramer e Jakob Sprenger, uno dei tanti libri che potrebbero essere letti come nuova Bibbia nel mondo di Cristò. Immagine disponibile nella biblioteca digitale BEIC e caricato in collaborazione con Fondazione BEIC, in pubblico dominio

Chiamiamoli innocenti, o se volete colpevoli. Ignari o coscienti. La morte forse non fa il censimento dei dannati ma spalanca la bocca con indifferente ingordigia. In questo mondo spogliato dalla sanità mentale gli esseri umani si svegliano nella notte urlando, creano un sillabario della dannazione una esegesi sconnessa dell'annichilamento. Scrivono biglietti, sono frasi disallineate da un ragionamento sensato, sono concetti claudicanti sulla retta via della comprensione. Il medico li colleziona con serafica curiosità le testimonianze stralunate degli uomini e delle donne che scrivono, e tutti quei fogli sembrano essere scritti dalla stessa persona. O dettati dalla stessa volontà. Il mistero degli incubi è innestato in questo The Walking Dead letterario dove filosofia e storytelling sono in osmosi perfetta.

Non posso dire di più, non voglio creare altri collegamenti, voglio deragliare in questa corsa fantasma nella necrosi delle sinapsi.

Leggete Cristò e La carne di notte, non per amplificare la paura, ma per vivere nei sogni dei sogni di dèi mai esistiti. Dobbiamo brancolare nella nostra cecità cannibale. Buonanotte.

La carne Cristò
La copertina del romanzo La carne di Cristò, pubblicato da Neo. Edizioni.

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Beati gli inquieti Stefano Redaelli

Beati gli inquieti, psicosi della letteratura

Beati gli Inquieti di Stefano Redaelli - recensione

Impossibile addentrarsi nella squisita scrittura di Redaelli senza perdersi, in questo deserto di parole e attacchi di panico narrativi, il lettore è un granello di coscienza nell'infinito non-cognitivo.  L'autore dissemina in Beati gli Inquieti tutti i suoi studi specialistici sul rapporto tra follia e letteratura, tra il mondo della ragione e l'incanto della pazzia vitalistica, perché abbandonarsi alla disragione significa esplorare la realtà perché su un piano più squisitamente sottile il folle, nella sua dissennatezza, vede davvero; senza i paraocchi delle convenzioni sociali, spogliandosi dei costrutti mentali che inibiscono le verità dell'inconscio.

Antonio è uno scrittore e ricercatore universitario impegnato nella stesura del suo libro ed è intenzionato a documentarsi sulla follia e sul rapporto che lega la malattia mentale alla spiritualità. Antonio deve attraversare il deserto del peccato e della tentazione, sopravvivere ai suoi 40 giorni nel deserto mentale dove il senno non sembra germogliare per carpire ciò che nascondono i malati. Per compiere questo esodo nella mente delle persone Antonio si reca alla Casa delle Farfalle, centro di cure psichiatriche gestito dalla Dottoressa che lascerà ad Antonio il permesso di soggiornare nella sua struttura. Antonio fingerà di essere uno dei pazienti, una nuova incognita nella routine preconfezionata di Carlo, Marta, Cecilia, Simone e Angelo.

Pazienti, a volte totem di personalità allucinate, entità primigenie radicate in archetipi che sembrano personalità.  Carlo è l'uomo dei calli, della sostanza e del lavoro,  un discendente di Anteo, il gigante che trae la forza della terra e se allontanato da essa si indebolisce. Forse un golem rilegato alla Casa delle Farfalle, un frammento dei popoli abramatici che incidevano le parole sacre di Dio sull'argilla, sulla terra.  C'è Marta. una Maddalena dalla bellezza suadente, generosa nel corpo e negli atteggiamenti che profuma come la più atavica delle essenze ammalianti.  Cecilia invece è poesia su gambe, versificazione umana dell'arte espressiva, singolarità bipolarizzata poiché in lei convive molto di più oltre all'amore della scrittura.  Simone l'uomo fatto di libri e parole, Angelo che per contrasto vede i demoni della follia complottista ovunque, che vede oltre l'infinito delle nostre possibilità di ragionamento.

Beati gli Inquieti è poesia, declinata in uno scroscio ininterrotto di suggestioni, lampi d'ingegno, psicosi e tempeste emotive che lacerano il tessuto cerebrale e sentimentale di qualsiasi lettore. Beati gli inquieti è una costellazione di neo disseminati su un corpo nudo che si devono unire per formare triangoli scaleni, isosceli, rettangoli; così fanno alcuni dei pazienti. Servono coordinate, cateti ed ipotenuse per ricreare un teorema di Pitagora che calcola la profondità di quel deserto che annichilisce chiunque osi peregrinare nella mente degli inquieti. Malati eppure beati perché si cibano di una vera libertà, gli inquieti di Redaelli sono note musicali di un'esecuzione sinfonica che restituisce al lettore punti di vista diversificati per una vera polifonia dell'io narrante. Io narrante confusionario, alternato, decostruito e destrutturato dove la pazzia non è allucinazione prospettica della normalità ma lente di ingrandimento per sondare gli abissi del nostro ego.

Neo. Edizioni non pubblica solo un romanzo che a mio avviso è una summa accademica e professionale del professor Redaelli, ma un'opera poetica di altissima levatura che merita davvero la sua candidatura al Premio Strega, perché con delicatezza virulenta c'è un ritratto esemplare delle malattie mentali, della filosofia e dei mondi onirici. Questo romanzo è uno dei titoli più belli che chi scrive ha letto di recente, un testo invidiabile, una lezione di scrittura creativa di rara potenza che si manifesta in maniera distruttiva nella perfezione dell'epilogo.

Beati gli inquieti Stefano Redaelli
La copertina del romanzo Beati gli inquieti di Stefano Redaelli, pubblicato da Neo. Edizioni

Beati gli inquieti di Stefano Redaelli è candidato alla LXXV edizione del Premio Strega.

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.