Alla scoperta del Parco sommerso di Baia

Nuovo percorso di visita al Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Dopo quasi un ventennio dall’istituzione, il 10 luglio aprirà al pubblico il nuovo percorso del Parco Sommerso di Baia. In questi mesi sono state condotte delle indagini al centro tra il ninfeo di Claudio e la Villa dei Pisoni ed è stato individuato un nuovo isolato di oltre 2500 mq affacciato sul Lacus baianus, un bacino su cui si estendeva l’intero centro di Baia in epoca romana. Le indagini che sono tuttora in corso, hanno individuato un complesso termale, probabilmente di una residenza privata e ancora in gran parte da indagare.

Mosaico policromo ad ottagoni attualmente al centro del restauro

Le prime indagini vennero avviate nel 2018 con la riscoperta di un mosaico a tessere policrome. Un pavimento con disegni geometrici e composto da ottagoni accostati e decorati al centro con fiori stilizzati tutti diversi. In collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro di Roma furono avviate le prime attività di restauro per la protezione dei resti in parte compromessi dalle correnti marine. L’equipe guidata da Barbara Davidde ha monitorato i resti e ha avviato dal 6 luglio i cantieri di messa in sicurezza del pavimento.

parco sommerso di Baia

I visitatori avranno così la possibilità di visitare il nuovo complesso e anche di visionare i lavori del cantiere. Durante il week-end e poi nei mesi successivi, il percorso rimarrà aperto con i consueti orari del Parco sommerso con tanto di visita accompagnati dai diving autorizzati.

Il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano ha dichiarato: “È un momento davvero importante per il Parco Sommerso di Baia. Dopo oltre un decennio, apriamo un nuovo settore di visita. L’obiettivo è quello di rendere fruibile questa sito, unico nel suo genere, in tutta la sua estensione e soprattutto al più ampio numero di persone. È per questo che il nuovo percorso sarà visitabile anche tramite canoe e snorkeling. Il lavoro di ricerca che abbiamo avviato naturalmente non si esaurisce qui. Contiamo di aprire nuovi settori  nei prossimi anni per sfruttare a pieno le potenzialità del Parco Sommerso che sono davvero straordinarie”.

parco sommerso di Baia

Sarà così possibile visionare i tre ambienti absidati che avevano un affaccio panoramico sul Lacus baianus dove rimangono anche i resti di pavimenti in marmo, basi, colonne e i gradini che permettevano di scendere nella grande vasca termale. Una banchina proteggeva in antico le murature per evitare che il moto ondoso potesse allagare gli ambienti; il rinforzo che questa struttura subì, serviva anche per limitare gli effetti del bradisismo che già alla fine dell’Impero Romano aveva creato evidenti cedimenti strutturali.

Trapezoforo recentemente scoperto nei fondali di Baia

Il successivo abbandono per il continuo abbassamento del terreno fece si che molti degli elementi d’arredo e architettonici rimanessero in loco obliterati poi nei secoli dalla sabbia. I due trapezofori in marmo, recentemente ritrovati e rinvenuti in una delle stanze del complesso, sono solo alcuni dei preziosi oggetti che il parco sommerso ha svelato. Il percorso di visita si completerà ulteriormente con l’accesso degli ambienti residenziali con un grande peristilio in cui si riconosce il lungo ambulacro coperto con le colonne che lo sorreggevano e i grandi vani decorati con mosaici preziosi. Sul lato di affaccio verso il Lacus è ancora possibile scorgere le bitte a cui potevano ormeggiare le barche, forse di proprietà di qualche ricco signore.

Foto: Courtesy Parco Archeologico Campi Flegrei


scoperte parco Baia

Nuove scoperte dal Parco Archeologico di Baia

Durante alcune attività di ricerca condotte dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei in vista della riapertura, gli specialisti hanno recuperato un trapezoforo, un sostegno per tavolo in marmo decorato con testa felina. L’operazione è stata possibile grazie ai tecnici del Parco supportati dalla Capitaneria di Porto – Locamare di Baia e della Naumacos Underwater Archaeology.

Il reperto è stato poi trasportato nei laboratori per i primi interventi di restauro presso il Castello di Baia. L’elegante reperto di arredo, in marmo, è stato realizzato in età imperiale e serviva a sostenere una mensa, probabilmente in marmo anche questa, inserita in uno degli ambienti che oggi costituiscono una i percorsi archeologici del ricco Parco archeologico sommerso.

scoperte parco Baia

“Il Parco sommerso di Baia continua a regalare sorprese. Interpretiamo il rinvenimento di oggi come il segnale di una nuova stagione del Parco che, dopo la riapertura, deve proseguire nella strada intrapresa per favorirne lo sviluppo. Per un archeologo il rinvenimento di un reperto è sempre motivo di gioia ed emozione, il recupero dal mare aggiunge inevitabilmente una suggestione particolare. Dopo i primi interventi conservativi necessari il reperto sarà mostrato, in anteprima, al pubblico all’interno del Museo archeologico del Castello di Baia per trovare poi una sua collocazione definitiva all’interno nel percorso espositivo” ha dichiaro il direttore Fabio Pagano.

La costa dei Campi Flegrei è un esempio unico al mondo, a causa dello sprofondamento dell’antica fascia costiera e alla conseguente trasformazione del territorio. Quanto vi si conserva sott’acqua rappresenta dunque un patrimonio storico archeologico di eccezionale valore per la sua peculiarità.

La storia di Baia risale a tempi ben precedenti la colonizzazione greca. Molti sono i ritrovamenti sui fondali di ancore litiche datate tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro. Con la fondazione di Cuma e i successivi eventi legati alla storia della Campania, Baia entrò a far parte del suo territorio e della sua egemonia.

La sua storia, successivamente, si legò  indissolubilmente alla città di Roma, qui infatti, già in epoca tardo repubblicana, gli aristocratici  si facevano costruire fastose residenze, attratti dal clima mite della costa e soprattutto dalle acque termali.

« Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis. » « Nessuna insenatura al mondo risplende più dell’amena Baia. » (Orazio)

In età imperiale, anche molti imperatori scelsero Baia come luogo di villeggiatura. Augusto non amò molto questi luoghi e il suo successore Tiberio preferì di gran lunga Capri, molto più appartata e meno caotica. Ma altri imperatori, così come molti personaggi illustri, citati dalle fonti antiche, frequentarono volentieri la regio baiana.

Marcello la scelse per cercare di curare i suoi malanni, Caligola per celebrare la sua divinizzazione, tanto che si fece costruire un ponte di barche che traversava tutta la rada per galopparci con addosso le armi di Alessandro.

Claudio lo frequentò assiduamente e Nerone addirittura aveva grandi progetti per questi luoghi, come quello che avrebbe dovuto convogliare tutte le acque termali in un grande bacino unendo Miseno all’Averno.

Scoperte odierne dal Parco sommerso di Baia

Ma Baia fu anche il luogo dove venne uccisa Agrippina, la madre dell’imperatore, sentita ormai come un enorme ostacolo alle sue scelte politiche e private.

Con i Flavi l’ambiente di Baia tornò ad essere austero, ma è con Domiziano che il sito venne riportato alle sue celebri dissolutezze. Baia fu allora all’apice della sua fama che ritornò appieno nel III secolo d.C. con Alessandro Severo che vi fece erigere una lussuosa residenza imperiale per la madre Giulia Mamea.

scoperte parco Baia

La fortuna di Baia fu comunque legata a quella dell’Impero e nel momento della sua decaduta anche le zone flegree inevitabilmente caddero in miseria. Le guerre gotiche prima e il bradisismo in seguito portarono al definitivo abbandono dell’area.

Tra il VII e l’VIII secolo buona parte della città era completamente sommersa.

Foto delle scoperte odierne dal Parco sommerso di Baia: Courtesy Parco Archeologico dei Campi Flegrei

 


Il marmo delle ville romane a Baia

8 Febbraio 2016

Gli scienziati si immergono per analizzare uno dei più preziosi elementi delle ville di epoca romana: il marmo bianco. / Michela Ricca et al.
Gli scienziati si immergono per analizzare uno dei più preziosi elementi delle ville di epoca romana: il marmo bianco. / Michela Ricca et al.

Baia (l'antica Baiae, oggi frazione di Bacoli, comune della città metropolitana di Napoli) è stata luogo prediletto dagli Imperatori romani per le loro estati. Col tempo, la maggior parte di queste lussuose ville è però finita sott'acqua, a causa della subsidenza.
L'area in questione è attualmente nel Parco sommerso di Baia, ma tra il primo secolo a. C. e il terzo secolo d. C. vi era qui un'importante città, i cui bagni erano frequentati da Imperatori come Augusto e Nerone.
Un nuovo studio, pubblicato su Applied Surface Science, ha visto ricercatori italiani e spagnoli immergersi in quelle acque per analizzare uno dei più preziosi elementi di quelle ville: il marmo bianco. Le analisi hanno confermato che proveniva da Carrara, oltre che da altre cave in Turchia e Grecia.
In particolare, cinquanta campioni provenienti dalla Villa con ingresso a protiro sono stati oggetto di esame. Innanzitutto, sottili strati di marmo raccolto sono stati oggetto di analisi con microscopio petrografico. Poi si è determinata la composizione minerale del marmo e si è stabilito il contenuto in manganese. Infine, si è utilizzato il microscopio elettronico a scansione per l'analisi degli isotopi.
Dei cinquanta campioni, solo cinque non sono stati identificati. Il marmo proveniva da Carrara in Italia, da Proconneso (oggi Isola di Marmara), Docimio e Afrodisia in Turchia; da Taso, Paro e dal Monte Pentelico (NdT: Pentelikon nel testo) in Grecia.

Lo studio "Multi-analytical approach applied to the provenance study of marbles used as covering slabs in the archaeological submerged site of Baia (Naples, Italy): The case of the Villa con ingresso a protiro", di Michela Ricca, Cristina Maria Belfiore, Silvestro Antonio Ruffolo, Donatella Barca, Monica Álvarez De Buergo, Gino Mirocle Crisci, Mauro Francesco La Russa, è stato pubblicato su Applied Surface Science 357 (Part B): 1369–1379, December 2015."
Link: Applied Surface Science; SINC 1, 2; AlphaGalileo via SINC; EurekAlert! via FECYT - Spanish Foundation for Science and Technology.