Nuova Stazione Duomo a Napoli, tra arte e archeologia. Intervista al prof. Cascetta

Nuova Stazione Duomo a Napoli, tra arte e archeologia. Intervista al professor Ennio Cascetta

La metropolitana di Napoli, che vanta già stazioni d'arte come Toledo, definita la stazione più bella d'Europa e Università, progettata dall’artista e architetto Karim Rashid, amplia il percorso artistico con la stazione Duomo presso Piazza Nicola Amore. Infatti, la nuova fermata progettata dal rinomato architetto Massimiliano Fuksas, aprirà a breve ed è stata definita dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris "una tra le stazioni più belle al mondo".

Stazione Duomo
Stazione Duomo Linea 1 Metropolitana di Napoli. Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La sua spettacolarità consiste soprattutto nell'equilibrio tra passato e presente, tra la "Passeggiata dell'astronauta" e le scoperte archeologiche avvenute nel 2004. Difatti, al suo Interno saranno esposti il tempio dei Giochi isolimpici di età augustea (II sec. d.C.) e i numerosi reperti archeologici venuti alla luce.

Stazione Duomo
Tempio dei Giochi Isolimpici nella Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La passeggiata dei viaggiatori nella stazione, al contempo, sarà estremamente suggestiva, con un impianto d'illuminazione che varierà colore a seconda della luce naturale dall'alba al tramonto.

Interno Stazione Duomo Linea 1 Metropolitana di Napoli. Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

La redazione di ClassiCult ha avuto la possibilità di porre alcune domande al Professor Ennio Cascetta, Presidente della Metropolitana di Napoli SpA, riguardo il progetto della nuova Stazione Duomo.

La nuova stazione Duomo viene definita stazione-museo, per la presenza del tempio romano per i Giochi Isolimpici di I secolo d.C., rinvenuto nel 2004. In che modo la scoperta archeologica ha influenzato il progetto della stazione?

Il ritrovamento dei reperti archeologici ha comportato una complessità notevole e dunque inevitabili ritardi nella realizzazione dell’opera che ha richiesto una notevole tecnologia e grandi competenze ingegneristiche e archeologiche. Lo scavo della stazione ha raggiunto i quaranta metri sotto il livello del mare con una complessità di lavoro dunque notevole. Allo stesso tempo gli importanti e continui ritrovamenti archeologici hanno fatto lavorare di pari passo archeologi sotto il coordinamento della sovrintendenza e imprese. Inevitabilmente abbiamo ripensato la stazione sia per la parte funzionale che architettonica e il risultato sarà davvero notevole.

Come si è raggiunto l'equilibrio tra passato e presente, in seguito alla necessità di rendere fruibile il bene archeologico?

Massimiliano e Doriana Fuksas hanno sviluppato una nuova proposta progettuale per la stazione Duomo partendo dalle prescrizioni che la Soprintendenza aveva indicato per la copertura vetrata dell’area archeologica contenente il basamento dei giochi olimpici. A livello superficiale la piazza viene riconfigurata attraverso un disegno della pavimentazione che ne evidenzia la centralità e nel contempo la copertura vetrata viene ridotta nelle dimensioni per limitare l’impatto visivo del suo volume sugli edifici che delimitano la piazza. L’area archeologica, musealizzata in un piano sottostante la piazza, nella nuova soluzione, viene messo in comunicazione, attraverso due travi-parete vetrate con il piano sottostante di ingresso alla Metro.

In questo modo la luce naturale attraverso la copertura vetrata della piazza raggiunge il mezzanino della stazione inducendo anche una suggestiva relazione con i reperti archeologi.

Stazione Duomo
Sezione Archeologica della Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

Quali sono le misure di tutela e conservazione realizzate per tale patrimonio archeologico?

C’è stato nel corso degli anni e tuttora un controllo costante della Soprintendenza e numerosi cambiamenti anche nella predisposizione degli spazi dove reinsediare in particolare il Tempio Isolimpico. La realizzazione di un’area museale ad hoc consentirà la valorizzazione, la visione e soprattutto la tutela di questi reperti.

Stazione Duomo
Dettaglio del Tempio Isolimpico nella Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

Oltre al Tempio Isolimpico sono stati rinvenuti altri numerosi reperti archeologici, il progetto comprende una loro esposizione in un percorso apposito all'interno della stazione Duomo? O in caso diverso, si sta valutando un'altra opzione per una mostra di tale materiale?

Come detto è prevista un’area museale di circa mille metri quadrati: nell’area dove è stato ritrovato il Tempio dei Giochi Isolimpici napoletani qui dai tempi dell'imperatore Augusto si sono svolte le Olimpiadi per 400 anni. In pratica i giochi si svolgevano sulla spiaggia perché la linea di costa era più arretrata rispetto ad oggi. E abbiamo ritrovato i tracciati delle piste dove gareggiavano gli atleti e numerose targhe dei vincitori delle gare, così come centinaia di reperti marmorei che si riferiscono al periodo e che andranno a far parte del museo della stazione Duomo.

La stazione nata dal progetto dell'architetto Fuksas, ricrea l'esperienza di una "passeggiata nello spazio". In che modo è stato realizzato questo suggestivo percorso artistico?

Il rivestimento della stazione è realizzato con pannelli in acciaio corten così come l’area museale. Ma le sorprese non finiscono qui, infatti dal piano di sbarco del gruppo ascensori e lungo le discenderie delle scale mobili fino alla banchina di attesa dei treni il viaggiatore sarà accompagnato in un “percorso sensoriale” scandito da una soluzione illuminotecnica che attraverso gli esagoni intagliati nei pannelli di rivestimento e retroilluminati con impianto RGB riprodurranno i colori delle diverse ore della giornata combinando dal celeste chiaro all’arancio del tramonto ed oltre dal crepuscolo alla notte. La luce quindi diventa anche un’opera artistica mantenendo così il target ormai consolidato della Metropolitana di Napoli.

Banchina della Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA
Stazione Duomo
Interno Stazione Duomo (NA). Foto © Copyright Metropolitana di Napoli SpA

Il ritorno dell’opera “Le Antichità di Ercolano Esposte” al Parco Archeologico

Il 16 Aprile 2021 l’opera settecentesca “Le Antichità di Ercolano Esposte” è stata restituita al Parco Archeologico in seguito al restauro dei primi 8 volumi. La collana potrà essere nuovamente fruibile ai visitatori grazie alla cura della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Le Antichità di Ercolano esposte
"Le Antichità di Ercolano Esposte" Tomo 1 dopo il restauro. Foto Ufficio stampa Paerco 

“La collaborazione con la biblioteca Nazionale – dichiara Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico di Ercolano – si è giovata dell’altissimo livello professionale che da sempre ne caratterizza l’opera. I rapporti, già stretti per la presenza dell’officina dei papiri Ercolanesi proprio nella Biblioteca, si sono ulteriormente rafforzati.”

Papiri Ercolanesi dall'Officina dei Papiri Ercolanesi, Biblioteca Nazionale di Napoli. Foto di Gaia Anna Longobardi.

“La sinergia – aggiunge Salvatore Buonomo, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli – in questo caso ha costituito un’occasione per avvalersi al massimo delle risorse e delle potenzialità di cui disponiamo nell’ambito dei beni culturali, consentendoci l’allargamento del concetto stesso di patrimonio culturale componendo l’interesse di bene bibliografico con quello archeologico.”

I primi 6 volumi di “Le Antichità di Ercolano Esposte” hanno richiesto un restauro particolarmente difficoltoso. Difatti, Valerio Stanziano e Luigi Vallefuoco del Laboratorio “Alberto Guarino” della BNN e Elisabetta Canna funzionaria del Parco Archeologico hanno svolto un’azione di ripristino di tutti i dorsi in pelle con iscrizioni in oro a vista. Inoltre, il lavoro di restauro ha visto interventi sulle carte interne, le coperte con incartonatura e le preziose carte marmorizzate dipinte a mano. Infine, le ulteriori azioni di cura dell’opera, con uso di materiali comunicati dalla Biblioteca, sono state affidate alla Ditta Argentino Chiara.

Le Antichità di Ercolano Esposte
Tomo IV prima del restauro. Foto della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Le Antichità di Ercolano Esposte
"Le Antichità di Ercolano Esposte " Tomo IV innesti sul dorso. Foto Biblioteca Nazionale di Napoli.

“Il lavoro di restauro – afferma Salvatore Buonomo – ci tengo a sottolinearlo è stato portato a termine grazie alla disponibilità dei nostri ultimi restauratori, che pur se collocati in pensione, hanno continuato il lavoro in forma volontaria per completare questo delicato restauro e le altre esecuzioni in corso. Allo stato il nostro importante e specializzato laboratorio non può continuare l’attività per mancanza di personale.”

La storia dell’opera “Le Antichità di Ercolano Esposte”

Per lungo tempo “Le Antichità di Ercolano Esposte” è stata un’opera di riferimento per gli artisti settecenteschi. Infatti, al suo interno troviamo meravigliosi esempi di decorazioni ellenistiche riportate con disegni ed incisioni, che diedero vita al neoclassicismo nell’arte europea.

La pubblicazione avvenne tra 1757 e 1792 a cura della Stamperia Reale Borbonica della Reale Accademia Ercolanense, centro di studi del materiale archeologico con sede presso la Reggia di Portici dove si trovava l’”Herculanense Museum” luogo di esposizione dei reperti.

Le Antichità di Ercolano Esposte
Herculanense Museum, Sala VII, quadri retroilluminati. Foto MUSA Reggia di Portici.

La prestigiosa opera editoriale non fu mai messa in commercio, ma voluta dal re Carlo di Borbone come dono agli aristocratici ed eruditi della corte napoletana. Infatti, fu proprio il re a strutturare una collezione bibliografica riguardante gli scavi borbonici delle antiche città di Pompei e Herculaneum.

Il direttore del Parco Archeologico Francesco Sirano ritiene fondamentale la riesposizione dell’opera, come fonte di ispirazione artistica inesauribile anche nell’epoca contemporanea. Difatti, sarà a breve disponibile il portale Open Data per l’Herculaneum Conservation Project per la condivisione delle conoscenze tra cui “Le Antichità di Ercolano Esposte”.


Sardinia Archeo Festival

Cagliari: al via la prima edizione del Sardinia Archeo Festival

Dal 19 al 21 luglio, Cagliari ospiterà la prima edizione del Sardinia Archeo Festival, promosso dall’Associazione Culturale Itzokor, da anni impegnata nell’ambito della divulgazione culturale e realizzato grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna; tra gli appuntamenti più noti, impossibile non citare gli Aperitivi Culturali, una serie di piccoli convegni a cadenza settimanale che dal 2007 animano la vita culturale cittadina.

Il festival si aprirà il 19 luglio con l’introduzione del concetto di Patrimonio Culturale e della sua percezione, soprattutto tra i non addetti ai lavori, e di come lo stesso possa e debba diventare un ponte per la costruzione di relazioni con le comunità di riferimento. Da queste connessioni, infatti, dipendono anche i concetti di tutela, valorizzazione e salvaguardia del Patrimonio Culturale: quando un Bene Culturale non viene percepito come rilevante per una comunità, la sua valorizzazione, tutela e salvaguardia, oltre ad avvenire ‘a senso unico’, possono diventare anche oggetto di propaganda elettorale, che difficilmente porterà dei benefici reali non solo al Bene in sé, ma anche, e soprattutto, alla comunità di riferimento.

Sardinia Archeo Festival

L’intenso e vivace programma, proposto per le tre giornate, vede alternarsi conferenze, presentazioni di libri, proiezioni di docu-film e musica, cercando di svolgere il filo delle rotte mediterranee, antiche e moderne. In questo contesto, l’archeologia non sarà intesa solamente come disciplina in sé, che accomuna non solo i membri dell’associazione Itzokor e molti dei protagonisti dell’evento, ma soprattutto come metodo di indagine: i vari interventi e le tematiche proposte sono stati pensati ed organizzati come i diversi livelli di un’indagine archeologica (unità stratigrafiche), che restituiscono non solo un quadro preciso di ciascun livello, ma soprattutto un quadro d’insieme del tema indagato. Tema che, per questa prima edizione, sarà interamente dedicato al Mediterraneo ed alle civiltà che, ancora oggi, vi si affacciano e lo attraversano, ragionando in termini di ‘Rotte e Approdi.

Sardinia Archeo Festival sarà una riflessione collettiva sul significato di patrimonio culturale, un’opportunità per conoscere progetti di salvaguardia culturale in paesi non pacificati o in stato di difficoltà economica e instabilità politica; uno strumento per indagare incontri e scambi avvenuti sulle rotte del Mediterraneo nel corso della storia, ma anche importante occasione per volgere lo sguardo all’attualità di quel mare e ai problemi sociali ed etici che essa pone. Per questo, tra i vari appuntamenti della prima giornata, abbiamo scelto la proiezione del film Living amid the ruins, prodotto da The British Institute at Ankara (BIAA) per la regia di Işılay Gürsu, che esplora l’antica regione della Pisidia, nella Turchia sud-occidentale, per cercare di capire che rapporto abbiano comunità e beni culturali.

Il film è parte del progetto di ricerca del BIAA riguardo al Cultural Heritage Management (CHM), e adotta un approccio innovativo all’utilizzo del patrimonio archeologico in Turchia. Uno dei punti focali del progetto CHM è sempre stato quello di capire cosa significano i siti archeologici per le comunità locali che vivono nei dintorni e i modi in cui questa relazione può essere migliorata. Concentrandosi sulla Pisidia, dove si sta svolgendo l’attuale progetto di gestione del patrimonio culturale della BIAA, la ricerca proposta è tripartita: indagare sul rapporto che le persone che vivono nei siti archeologici hanno con questi luoghi, costruire la capacità creando benefici sociali ed economici e una crescita sostenibile per e in dialogo con le comunità rurali locali, intensificare il rapporto tra il sito archeologico e le comunità locali nelle loro vicinanze, in modo da garantire un futuro migliore per il patrimonio culturale stesso. Il tutto attraverso un nuovo percorso di trekking a lunga distanza, il Pisidia Heritage Trail. Lungo 350 chilometri, collega i siti archeologici indagati, per circa 30 anni, dagli archeologi affiliati alla BIAA, il prof. Stephen Mitchell e la dott.ssa Lutgarde Vandeput.

https://www.facebook.com/ClassiCult/posts/2298282040292718?__xts__%5B0%5D=68.ARDdZKn5Gf4Ha9kjC-a3P5t2btC10GcKgOW6p3pAwGraA3_973P7lhcMJS4nXgdoiHhoXTOVZswW6gPtF0lk6BR7Ogf8KGuqJW5RaGFV_kSicSVwAIDbIGpQc1SV1IdXueItV_BShHUpYHXtFjmnWvvx8i4VdfERVHb-coZlwOyhjW0oXIhK_LL8Azy1vjw1h8WZqIqRxWL5A1ER49ig1-gwbRNC5ImGXSsPVZhShBhqBVaYprBcFTVkarMlx_lmdDj4YGZQ8HgQkztOGpaJVdBNW4VNzahORxgZ5NHiUklFv0TYmSZSnGzbhu9f2ONNY8dn1XguaFOW7MZoqyZJOw-MQw&__tn__=-R

L’essenza di questo progetto ci sembra rappresentare perfettamente l’idea alla base del Sardinia Archeo Festival e degli eventi creati dall’associazione Itzokor, come spiegato anche dalla dott.ssa Alice Nozza (Itzokor). “Il festival vuole essere una sorta di cittadella nella quale avverrà uno scambio di esperienze e di saperi, e soprattutto sarà in relazione con la comunità locale, perché la partecipazione è aperta a tutti.” Oltre agli spazi di riflessione, caratterizzati dai diversi interventi che si susseguiranno nell’arco delle tre giornate, saranno presenti uno spazio libreria, curato da Itzokor e dalla libreria Miele Amaro, ed uno spazio dedicato alla musica, curato da Pitano Perra, che col suo laboratorio “Vibrazioni del Passato” si occupa da quasi trent’anni della ricostruzione di strumenti musicali scomparsi, attraverso un lavoro di ricerca delle fonti archeologiche, iconografiche e letterarie, ma soprattutto attraverso l’esperienza acquisita sul campo dallo stesso Perra. Sarà presente, inoltre, una postazione dedicata a Radio Brada, media partner dell’evento, che seguirà gli interventi in diretta e si occuperà di mettere a disposizione, online, i podcast degli stessi, mentre gli appuntamenti musicali delle tre serate saranno curati da Gerardo Ferrara, giornalista e creatore del ‘cantiere aperto e libertario’ Buon compleanno Faber.

https://www.facebook.com/ClassiCult/posts/2298041010316821?__xts__%5B0%5D=68.ARAUuDc_4wgaX6kodzn3ZRjrG18gge4bO06GobscUlMKo2zHk24U8o19Z-86b-mi0AEVuyfV1vLcHNMs1rC0cvJs4BW-C8Ma1iM8BNbUbQUuWG2B4gaPlfndoaCzJXDGXpR2nS0CUL6dZr-6-sKJqT0UelVcd7IctTw-akbzpM8r9UEvcl3oDMHBFj-XxQM-A-ShSGuDLY29HhLkJBV_Y2AYr-Aic1tQdpJXJ56-J4fvrpfJ2DiMD2n3Rh19qirbCl8b58oZmCXzcDaWAT3P7YKsp5otx_QLQ1YO2jOofYUM9xDC31yQnWA0G1xRfJjCm214JahdiphhH_q4BawxKlMRAPtOsh2f8klYlp3zaoUYgjx6cvlsKUqVCjjAOmJixUx9tuJQMG8xFJvfk3_NlsK8LxN-w8fdba1LC1ROeFVDKpso0BwC229HOyE27kZR6jpionFaGjNyyokNaGdJY8Bfk7enlgbJtaTxIGxkCoADKEuSw4e6LhoUxzpyuoBSE1XP2TXo_Til2GN7FHCIv9qzB_9qx06nzqGX5ZPpsA&__tn__=-R

Per restare aggiornati sugli appuntamenti del Festival, seguite la pagina Facebook dedicata e l’hashtag #SardiniaArcheoFestival: scoprirete un microcosmo con vari livelli di lettura, le cui trame vi porteranno ad esplorare le diverse sfumature di un mondo che -oggi più che mai- necessita di essere raccontato, con tutti i suoi strati, le sue rotte ed i suoi approdi.

https://www.facebook.com/ClassiCult/posts/2299971616790427?__xts__%5B0%5D=68.ARBtMZmNdNaykKx316iUeuLIpqkHNpKgi71dqOTPQoZmVPO-5c2gTmsZFuq2S9X-kCkgLptgbfLuJnc6egH7MItSGpCvQySJc-MslkJ0HINipCWth_H2uQpu8Tyzj1-5TJ4x_qkk4Pi_GMlTuS5GN9Ha7S6ltMLa6XwhRCZ-iGlVJ39MqpCdMxXu6cqqNJLqhdwhlgU7HTLLS6SobnQwcFjE0mbllbCQsZcNJGkGhWS6EPw94vGwC44PTw8SDj4WTRXLjIfVZnZ-2TYoYVBgmZL9yPXhtqjTYz-BB6biXoV-Ubtw3kCmX6nGCw8CBNdSzrk6XWzYegcBL7wXcZYO0woCb1l3nT452Ibhlmny83C7gIJVlETu9Y_GFApkpvtmssEklRdjM2MJwQLTdEIjF6yUlgCrBOKW0FGfus9G3DehB2lY0ms5ushJEL4ho3GBuiF4VXdHVAgicV3rSnU1&__tn__=-R

È possibile consultare il programma della manifestazione dal sito ufficiale.

Sardinia Archeo Festival

 

 

 

 

 

 


"Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici"

10 febbraio 2018

Parco Archeologico di Pompei (ore 10,30)

 Museo Temporaneo di Impresa del Comune di Pompei (ore 14,30)

“ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE 2018”

Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici

Il 2018 è riconosciuto “Anno Europeo del Patrimonio culturale”. Un anno dedicato alla celebrazione ma anche a riflessioni e confronti, attraverso varie iniziative nazionali, sul valore che il patrimonio culturale riveste per la nostra società e nei diversi settori della vita pubblica e privata.

Il 10 febbraio presso il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Pompei si celebrerà l’”Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici” focalizzando su un tema, quello dell’accessibilità al nostro patrimonio culturale, condizione di fondamentale importanza eppur non ancora scontata.

L’evento organizzato dal Ministero per i beni , le attività culturali e il turismo, assieme al Parco archeologico di Pompei e al Comune di Pompei ha l’obiettivo di affrontare ad ampio spettro il tema dell’accessibilità delle persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva e dell’inclusione, al fine di garantire a chiunque indistintamente l’opportunità e il diritto di essere cittadini a tutti gli effetti. Saranno, pertanto, analizzate le azioni messe in campo per il superamento delle barriere tangibili, intangibili e digitali  in più realtà museali, le linee guida, le buone pratiche e le prospettive per il futuro.

Alle ore 10,30 presso il Parco archeologico di  Pompei sarà presentata l’estensione del percorso“Pompei per tutti” , itinerario di visita facilitato per persone con difficoltà motoria, che includerà la visita alla Casa dei Mosaici Geometrici con il  cortile delle Murene e il nuovo sistema sperimentale di braccialetti CON-Me per una visita accessibile, inclusiva e sicura. Il braccialetto indossato dal visitatore con disabilità, attraverso un’identità elettronica è capace di inviare segnali ad un server centrale che li elabora e effettua azioni mirate alla salvaguardia e alla sicurezza dei visitatori. L’itinerario “Pompei per tutti”, realizzato nell’ambito del Grande Progetto Pompei e cofinanziato dall’Unione europea, si è già distinto come modello di accessibilità consentendo a chiunque, senza esclusioni e senza barriere, di poter fruire del patrimonio archeologico comune, sperimentando anche nuovi supporti tecnologici.

All’evento presenzieranno il Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa (GSPD) e il Gruppo Sportivo Paralimpico Fiamme Gialle, Guardia di Finanza.

Alle ore 14,30, invece, presso il Museo Temporaneo di Impresa del Comune di Pompei in piazza Bartolo Longo, un convegno europeo illustrerà lo stato dell’accessibilità al patrimonio culturale in Italia e in Europa.

Testo e immagine da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei
via Villa dei Misteri, 2 - 80045 Pompei (Napoli)

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc


Cultura, Impresa, Territorio. L’esperienza di Palazzo Mocenigo tra pubblico e privato: il percorso del profumo

Cultura, Impresa, Territorio. L’esperienza di Palazzo Mocenigo tra pubblico e privato: il percorso del profumo

Venerdì 1 luglio 2016, ore 16.00-19.00

Ca' Dol­fin, Aula Magna Silvio Trentin, Ca' Foscari

Dorsoduro 3825/e - 30123

Cà_Foscari_from_San_Toma'
VENEZIA –  Il ruolo dell'arte e della cultura nello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese e il rapporto pubblico-privato nella promozione e sostenibilità del patrimonio culturale, tangibile ed intangibile, sono negli anni recenti al centro di un'attenzione sempre crescente. La partnership tra Fondazione Musei Civici di Venezia e MAVIVE s.p.a. che ha dato vita ai percorsi sul profumo di Palazzo Mocenigo costituisce una "caso" di particolare interesse e significato: in esso, e attorno ad esso, si sono infatti sviluppate numerose attività e progetti che hanno coinvolto - e coinvolgono - istituzioni culturali, la ricerca universitaria, il tessuto imprenditoriale, sia della città che in ambito più vasto.
Il m.a.c.lab (Laboratorio di Management delle Arti e della Cultura - Dipartimento di Management di Ca' Foscari) propone un’occasione di riflessione su un'esperienza che può costituire un "modello" da replicare.
L’evento “Cultura, Impresa, Territorio. L’esperienza di Palazzo Mocenigo tra pubblico e privato: il percorso del profumo” si terrà venerdì 1 luglio dalle 16 a Ca’ Dolfin.
Leggere di più


300 milioni di euro per 241 interventi per il Patrimonio Culturale

FRANCESCHINI, ALTRI 300 MILIONI PER IL PATRIMONIO CULTURALE. APPROVATO PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DEL FONDO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO
"241 interventi in tutta Italia che tengono conto delle esigenze dei territori e che contribuiranno a rilanciare l'economia"

1451902119171_Solo-Italia_alta-risoluzione

Dopo i 360 milioni per il Sud, arrivano altri 300 milioni di euro per la tutela del patrimonio culturale. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha approvato il programma triennale degli investimenti per il patrimonio che contiene 241 interventi in tutta Italia. Risorse nuove e immediatamente disponibili, che hanno già avuto il via libera del Consiglio superiore dei beni culturali, tengono conto delle esigenze e delle segnalazioni venute dai territori e contribuiranno al rilancio dell'economia.
“Si tratta di un investimento di 300 milioni di euro per 241 interventi in tutta Italia – dichiara il Ministro Franceschini - che conferma quanto la cultura sia tornata al centro della politica nazionale. Dall'arte all'archeologia, dalle biblioteche agli archivi, dai musei alle eccellenze del restauro, non c'è settore dei beni culturali che non stia ricevendo un impulso significativo in termini economici e politici da questo governo”.
I 300 milioni di euro - che integrano i circa 360 milioni del Pon Cultura destinati agli interventi di tutela nelle 5 regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) - serviranno anche a rafforzare i sistemi e le misure di sicurezza dei musei italiani e a cofinanziare i progetti che si avvarranno dell'ArtBonus. Parte rilevante del programma sono infatti i 50 milioni per i sistemi di allarme e videosorveglianza dei luoghi della cultura nazionali e i 45 milioni per il cofinanziamento dei progetti che si avvalgono del credito d'imposta del 65% previsto dall'Art Bonus.
Altrettanto importanti gli interventi segnalati dagli uffici territoriali e dagli Istituti autonomi del MiBACT tra i quali ad esempio: i 13 milioni per il restauro della Domus Aurea, i 1,5 milioni per il recupero del Teatro Valle e i 5,4 milioni per il rilancio di Palazzo Venezia a Roma; i 700 mila euro per il recupero degli affreschi della cripta della Cattedrale di Matera; il milione di euro per la messa in sicurezza dello sperone della Chiesa di S. Pietro a Roccascalegna in provincia dell’Aquila; lo stanziamento di 1.050.000 di euro per l’ampliamento della Galleria Nazionale di Cosenza; i 2.430.000 euro per il restauro del Museo di San Martino a Napoli; la climatizzazione della Pinacoteca di Ferrara per 970.00 euro;  gli 1,15 milioni per il Museo del Cenacolo Vinciano a Milano; i 3 milioni di euro per il restauro delle mura di Palmanova; gli interventi post sisma al Palazzo Ducale di Mantova per 1,5 milioni di euro; gli oltre 2 milioni per il restauro della cinta muraria di Siena; gli oltre 3,5 milioni di euro per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; i circa 1,2 milioni di euro per il Parco e il Museo del Castello di Miramare a Trieste; i 2,1 milioni di euro per il restauro della Certosa di Calci a Pisa; gli oltre 6 milioni per Venezia.
1451902263454_Totale_alta-risoluzioneLeggere di più