faraoni Hyksos

I primi faraoni di origine straniera: gli Hyksos

La civiltà delle terre d’Egitto è antichissima e la sua arte ne è diretta, incantevole conseguenza: una storia lunga più di tre millenni, a partire dal Periodo Predinastico fino all’Impero Romano. Questo sviluppo protratto lungamente nel tempo ha spesso stimolato fantastiche idee di auto-conservazione, per cui la cultura egizia vestita di una regale immutabilità, restasse impermeabile a contatti esterni e chiusa nella fedeltà alla propria tradizione. L’emerito egittologo Sergio Donadoni spesso ripeteva quanto l’Egitto non avesse bisogno di misteri, di arcani costruiti ad hoc perché la sua affascinante unicità è frutto anche di un importante sincretismo culturale. Mentre l’incontro con altre culture antiche ha permesso che l’arte egizia fosse partecipe alla formazione di un linguaggio culturale comune nel bacino del Mediterraneo, così  lo scontro con antiche popolazioni asiatiche ne ha caratterizzato evoluzione e mutamenti.

faraoni Hyksos
Scarabeo col nome di uno dei faraoni Hyksos, Khayan. 1620–1581 a. C. circa, Secondo periodo intermedio. Foto Met Museum in pubblico dominio
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Scarabeo col nome di uno dei faraoni Hyksos, Khayan. 1620–1581 a. C. circa, Secondo periodo intermedio. Foto Met Museum in pubblico dominio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante il Secondo Periodo Intermedio, tra il secolo XVII e XVI a.C., antichi popoli nomadi asiatici, gli Hyksos, penetrano nel Basso Egitto stabilendosi nella parte più orientale del Delta del Nilo. Alcuni estratti dall’opera storica di Manetone, sacerdote egiziano vissuto nel III sec. a.C., sono la nostra preziosa fonte: Delta del Nilo le sue parole, tramandate dagli scritti di Giuseppe Flavio, Giulio Africano ed Eusebio, testimoniano come l’apertura oltre le frontiere tradizionali durante il Medio Regno abbia determinato un cambiamento profondo di cui questa prima invasione straniera dell’antico Egitto ne è la prova. Infatti, alcuni registri documentari del XVIII sec. a.C. ricordano una permeabilità culturale radicata: molti uomini di stirpe asiatica venivano impiegati come mano d’opera servile in strutture egiziane e molti mercenari nubiani qui facevano i loro affari. Gli Hyksos, quindi, sono stati un punto di rottura ed un tassello molto importante nell’evoluzione della storia e della cultura egizia.

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Testa di ufficiale asiatico con la caratteristica capigliatura, Avaris. Staatliches Museum Ägyptischer Kunst, Monaco, ÄS 7171. Foto di Khruner, CC BY-SA 3.0

Manetone ci racconta che una certa <<Avaris>> fosse la città principale del regno Hyksos e parecchi millenni dopo, nel XX secolo, sarà l’equipe dell’Istituto Archeologico Austriaco del Cairo ad identificarne il sito, scavando nel Delta presso Quantir a Tell el-Dab’a. Il team austriaco-egiziano analizzò la stratigrafia di questo centro abitato: essa mostrò la presenza di Asiatici sul finire del Medio Regno, grazie anche al ritrovamento di manufatti simili a quelli del Medio Bronzo siriano. Ma la particolarità che colpì ed entusiasmò gli archeologici austriaci fu la successiva distruzione violenta dell’insediamento e il conseguente sviluppo di un nuovo nucleo abitativo, caratterizzato da sepolture domestiche nelle quali erano presenti anche ossa di cavalli. Queste testimonianze materiali fecero supporre che nel Secondo Periodo Intermedio alcune genti asiatiche, quali gli Hyksos, si fossero brutalmente sostituiti ad un gruppo di persone che condividevano la cultura egiziana già prima permeata di elementi asiatici.

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Testa di leone da una fontana. XVIII Dinastia, Avaris. Staatliches Museum Ägyptischer Kunst, Monaco, ÄS 5348. Foto di Einsamer Schütze, CC BY-SA 3.0

Gli Hyksos, affini alle popolazioni cananee, regnarono per più di un secolo nel nord dell’Egitto, organizzando uno Stato con sovrani che mantennero lo stesso cerimoniale dei faraoni. Non sappiamo con precisione fin dove si estese il loro dominio, ma è ipotizzabile non oltre il Sud di Tebe. Furono proprio i principi di Tebe della XVIII dinastia, soprattutto Ahmose, che riconquistarono l’Egitto verso il 1550 a.C., liberando Avaris dagli Hyksos. Sembra che questa nuova attitudine bellicosa del popolo egizio sia stato un lascito dei sovraccitati sovrani stranieri oltre all’introduzione dei cavalli e a quei bellissimi scarabei adornati da particolarissimi motivi geometrici e a spirale, non tipici del gusto egiziano.

Recentemente dall’Università di Bournemouth arriva una novità a sfidare le narrazioni tradizionali sulla storia degli Hyksos: la rivista Plos One pubblicava, lo scorso luglio, uno studio di Christina Stantis che sembra confutare la teoria dell’invasione coatta, a favore di una penetrazione lenta e graduale. La scienziata, studiando i rapporti degli isotopi dello stronzio 87 Sr86 Sr) dello smalto dei denti umani ( n = 75) da Tell el-Dab’a con le impronte degli isotopi ambientali provenienti dall’Egitto, cercava di scoprire l’origine geografica degli abitanti di Avaris. I risultati di tale studio dimostrano che una vasta percentuale di queste tracce provengono da uomini originari da altri luoghi del bacino del Mediterraneo. Sembra, inoltre, che la presenza di questa miscellanea etnica fosse riscontrabile sia prima che durante la dinastia HyksosPer questo La Stantis arriva alla conclusione che gli “invasori stranieri” facessero parte della realtà multiculturale del Nord dell’antico Egitto e che ne divennero protagonisti dopo un lungo e pacifico processo migratorio.

Ad oggi ancora non sappiamo quali furono i loro antenati, se realmente fossero una popolazione semita nomade, e quali furono i rapporti con i faraoni locali.

L’approccio interdisciplinare delle varie scienze archeologiche  aiuterà, in futuro, a delineare la storia degli Hyksos, riuscendo così a svelare l’origine di questi faraoni.

Bibliografia

Alan GardinerLa civiltà egizia, Torino, 1971

Paolo Mathiae, Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale, Torino, 2018

Sergio Donadoni, L’Arte dell’Antico Egitto, Milano, 1994

Stantis C, Kharobi A, Maaranen N, Nowell GM, Bietak M, Prell S, Schutkowski H., Who were the Hyksos? Challenging traditional narratives using strontium isotope (87Sr/86Sr) analysis of human remains from ancient Egypt, PLoS One. 2020 Jul 15;15(7):e0235414. doi: 10.1371/journal.pone.0235414. PMID: 32667937; PMCID: PMC7363063.

 


Egitto: arte rupestre scoperta in Assuan

16 Marzo 2016

Arte rupestre scoperta in Assuan————————————————————————————————————

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Un gruppo artistico di epoca predinastica presso l'Area delle Tombe dei Nobili – Aswan è stato recentemente scoperto durante i lavori di scavo effettuati dalla Missione dell'Università di Bonn – Germania. Così ha dichiarato il dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
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La scoperta è molto importante, ha commentato Eldamaty, perché prova l'occupazione del sito in epoca preistorica, aggiungendo che le iscrizioni ritrovate sono considerate le più antiche finora per il sito stesso.
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Da parte sua, il Direttore del Settore Antico Egiziano del Ministero delle Antichità ha affermato che la missione è riuscita a scoprire più di 15 rappresentazioni di arte rupestre predinastica, relative ad animali selvaggi (Ibex, vacche e cervi) e scene di rituali religiosi riguardanti struzzi e giraffe.
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Amr Alhawary, Direttore della Missione Tedesca al lavoro presso il sito, ha affermato che l'arte rupestre scoperta rappresenta rituali di caccia ed è prova del controllo dell'uomo sulla natura selvaggia. Si credeva che queste iscrizioni potessero aiutare i cacciatori nella loro missione.
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Link: Ministry of Antiquities – Egypt
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Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto dal Ministero delle Antichità Egizie.
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Antico vaso egizio in pietra sarà rimpatriato dalla Germania

12 Febbraio 2016

Antico vaso egizio in pietra sarà rimpatriato dalla Germania

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La Corte di Friburgo (Germania) ha pubblicato una dichiarazione per il rimpatrio di un vaso di pietra che appartiene all'antica civiltà egizia. Così nell'annuncio del dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
Le autorità della dogana tedesca sequestrarono diversi reperti archeologici, tra i quali il vaso summenzionato a Stoccarda. La Corte sentenziò che dovevano ritornare tutti in Egitto, ad eccezione di questo particolare pezzo, in quanto si sospettava appartenesse alla civiltà levantina, a causa delle sue caratteristiche.
Eldamaty ha chiarito che la corte ha recentemente pubblicato una dichiarazione per il ritorno del vaso in pietra in Egitto, dopo la presentazione, da parte del Ministero delle Antichità, di tutte le prove sufficienti. D'altra parte, il Supervisore Generale del Dipartimento delle  Antichità Rimpatriate ha affermato che il vaso molto probabilmente data al Periodo Predinastico, sottolineando che sarà presto riportato all'Ambasciata Egiziana a Berlino.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Adattamento e traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Heman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Primo probabile caso di scorbuto nell'Antico Egitto

21 Gennaio 2016

Primo probabile caso di scorbuto nell'Antico Egitto

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Il Ministro delle Antichità, dott. Mamdouh Eldamaty, ha annunciato oggi la scoperta del primo caso probabile di scorbuto nell'Antico Egitto, dall'insediamento predinastico di Nag el-Qarmila (circa 3800–3600 prima dell'era volgare) nell'Assuan. La scoperta è stata effettuata dall'Aswan-Kom Ombo Archaeological Project (AKAP), un'iniziativa congiunta dell'Università di Bologna e dell'Università di Yale, diretta dalla dott.ssa Maria Carmela Gatto e dal dott. Antonio Curci.

Mutamenti ossei che suggeriscono carenza di acido ascorbico (vitamina C) sono stati osservati dai bioarcheologi, dott.ssa Mindy Pitre dell'Università St. Lawrence e Robert Stark dell'Università McMaster, nello scheletro di un bambino dell'età di 1-anno +/- 4-mesi. Se le cause della probabile affezione da scorbuto sono sconosciute, varie circostanze come la dieta e comportamenti culturali possono aver contribuito a questa condizione. Questa nuova scoperta ci informa sull'antichità delle carenze da acido ascorbico nel Vecchio Mondo e sull'interazione tra cultura, biologia e ambiente nell'Egitto Predinastico.


La dott.ssa Maria Carmela Gatto dell'Università di Leicester ha affermato che il bambino è stato seppellito all'interno di un piccolo villaggio rurale collocato alla periferia meridionale di quello che sarebbe presto divenuto lo stato egiziano.
Il Direttore Generale dell'Area Archeologica di Assuan, Nasr Salama, ha affermato che la Missione Italo-Americana, che è al lavoro nella regione sin dal 2005, sta gettando luce sul Periodo Predinastico, un periodo importante anche se meno noto della storia egiziana.

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Egitto: quattro tombe predinastiche da Tel Al-Farkha

7 Luglio 2015
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Quattro tombe predinastiche son state scoperte a Tel Al-Farkha, nel governatorato di Daqahliyah sul Delta del Nilo. Tre tombe non sono in buone condizioni e accoglievano bambini, mentre la quarta è in buone condizioni. Si tratta di una piccola mastaba, ritrovata anche una birreria con manufatti relativi.
Link: Ahram Online; Archaeology News Network
Il governatorato di Daqahliyah, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di NordNordWest.