Una finestra sulle credenze preistoriche: il santuario di Bolków

4 Aprile 2016

Una finestra sulle credenze preistoriche - il santuario di Bolków

Offerta sacrificale scoperta nel santuario - una zappa in corno di alce. Foto by T. Galiński
Offerta sacrificale scoperta nel santuario - una zappa in corno di alce. Foto by T. Galiński
Circa 9 mila anni fa, vicino l'odierno lago Świdwie (Pomerania Occidentale) gli sciamani effettuavano misteriosi rituali. Oggi, gli archeologi scoprono le tracce di questa inusuale attività.
Figure vestite di pelliccia, che cantano brani monotoni, emergono dalle ombre e da nubi di fumo. Vestendo maschere e corna animali sulle loro teste, portano piccoli fasci... Forse è così che apparivano i rituali effettuati migliaia di anni fa vicino l'odierna Szczecin.
Probabilmente non conosceremo mai i dettagli dei rituali. Ad ogni modo, tutte le indicazioni vanno nel senso che le scoperte effettuate dal prof. Tadeusz Galiński della sede di Szczecin dell'Istituto di Archeologia ed Etnologia PAS sono uniche in Europa. Gli archeologi cominciarono a studiare il sito nel 2012. Inizialmente non si resero conto di ciò con cui avevano a che fare - sono semplicemente capitati sui resti di capanne. Pensavano si trattasse del tipico insediamento di cacciatori di oltre 9 mila anni. Ad ogni modo, ulteriori ritrovamenti divennero sempre più affascinanti.
Vista generale del presunto santuario, durante gli scavi. Foto by T. Galiński
Vista generale del presunto santuario, durante gli scavi. Foto by T. Galiński

La ricerca si è rapidamente concentrata su un'area circolare del diametro di circa 6 m, dove gli scienziati hanno incontrato misteriose strutture. L'elemento principale del sito è risultato essere un edificio trapezoidale con pali, circondato da un arco di pietra collocati a uguale distanza l'uno dall'altro. C'erano anche bastoni affilati in tasso e conficcati nel terreno, secondo la forma di una figura orizzontale simile al Grande Carro - un frammento della costellazione dell'Orsa Maggiore. Al tempo nel quale le capanne erano utilizzate, c'era un lago nelle vicinanze. Da qui, da un alto pendio, c'era una vista panoramica della campagna circostante. "Nei giorni con cielo terso, doveva essere un posto molto buono per osservare le stelle" - ha aggiunto lo scienziato.
Un incensiere in legno scoperto durante gli scavi. Foto by T. Galiński
Un incensiere in legno scoperto durante gli scavi. Foto by T. Galiński

Secondo il prof. Galiński, tutto indica che questo luogo era un santuario. Ciò è ulteriormente evidenziato dai reperti scoperti: un incensiere in legno, che era utilizzato per affumicare ritualmente il luogo, le persone e gli oggetti al fine di scacciare gli spiriti maligni, e un fascio di pezzi di legno, corteccia, piante erbacee ed ossa animali, il quale, secondo il prof. Galiński, dovrebbe essere interpretato come un'offerta dello sciamano. "Le offerte sacrificali erano un'espressione di credenze nei poteri sovrannaturali e nelle forze della natura. Il loro scopo era quello di placare le divinità. Erano fatte in nome di tutti i residenti e membri del gruppo con la partecipazione del leader spirituale" - afferma il ricercatore.
All'interno del santuario i ricercatori hanno ritrovato diverse grandi pietre - quasi ognuna era differente. Tra queste c'erano: sienite, diorite, granito, quarzite, arenaria e gneiss, e persino marmo rosso e sienite verde, rare in Pomerania. Una sorpresa assoluta è stata la scoperta in questa regione di giaietto, anche chiamato ambra nera, e di roccia vulcanica, pomice.
"Questa collezione di rocce straordinariamente ricca è unica tra i siti del Mesolitico finora noti e situati all'interno della vasta Pianura Europea, e nella zona delle colline pedemontane e degli altipiani. Queste rocce furono portata al sito di Bolków, e non solo dall'area circostante (...), ma pure da terre lontane, il miglior esempio in tal senso è dato dalla cornubianite, che si trova sui Monti dei Giganti e sullo Harz" - ha spiegato il prof. Galiński in un articolo pubblicato sul periodico "Archeologia Polski" ("Archeologia della Polonia"). È interessante che le rocce mostrino segni di formazione.
Dispersi all'interno del santuario erano numerosi oggetti fatti di legno, corna e pietra. La loro natura, secondo il prof. Galiński, tradisce funzioni direttamente o indirettamente correlate ai rituali - per esempio, includono un caratteristico bastone dalla forma inusuale, un pendente in legno, e persino un oggetto fatto di corteccia di betulla, che si interpreta come frammento di maschera rituale.
Presunti resti di un santuario scoperto a Bolków sono stati preservati in condizioni eccellenti, grazie alle favorevoli condizioni naturali nelle quali sono rimasti i ritrovamenti: torba e sabbia. E "(...) l'enorme quantità di diverse informazioni contenute nelle fonti estratte significa che porteranno una nuova qualità nella ricerca sulla cultura delle comunità cacciatrici del Primo Olocene nella Pianura Europea" - afferma lo scopritore.
La descrizione dettagliata dello studio dell'inusuale sito a Bolków del 2012-2014 è stata pubblicata nell'ultimo numero di "Archeologia Polski" (LX: 2015) in un articolo di Tadeusz Galiński "Shaman sanctuary from the Mesolithic period in Bolków on the lake Świdwie in Pomerania". La ricerca sul campo e i test di laboratorio del sito non sono stati ancora completati. Gli scienziati si aspettano ulteriori intriganti scoperte e ritrovamenti.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Altre "Piramidi polacche" - nuove scoperte degli archeologi

29 Febbraio 2016

Altre "Piramidi polacche" - nuove scoperte degli archeologi

Una delle tombe scoperte insieme all'ALS vicino Dolice - nello stato attuale (foto di M. Szydłowski).
Una delle tombe scoperte con l'ALS vicino Dolice - nel suo stato attuale (foto di M. Szydłowski).
Più di una dozzina di tombe monumentali megalitiche, finora sconosciute, sono state scoperte vicino Dolice (Pomerania occidentale) dagli archeologi provenienti da Szczecin. Sono le cosiddette tombe di Kujawy, alle quali ci si riferisce spesso come alle "Piramidi polacche", a causa del loro carattere monumentale.
Queste strutture del terreno furono costruite nella forma di un triangolo allungato e circondato da enormi blocchi di pietra. L'ampiezza della base varia dai 6 ai 15 metri, e la lunghezza raggiunge i 150 m. Le strutture raggiungevano un'altezza di 3m. I tumuli solitamente contenevano sepolture singole. Le tombe furono erette da una comunità della Cultura del bicchiere imbutiforme, dal quinto al terzo millennio a. C. Secondo gli archeologi, le persone seppellite in queste tombe erano associate agli anziani della tribù e del clan.
La scoperta è stata effettuata nel quadro del programma di ricerca e conservazione riguardante le tombe megalitiche della Pomerania occidentale, portate avanti nel Dipartimento di Archeologia dell'Università di Szczecin dalla dott.ssa Agnieszka Matuszewska, in collaborazione con Marek Schiller da Dębno.
"Per la nostra analisi abbiamo utilizzato il progetto ISOK (Sistema nazionale computerizzato di protezione contro minacce straordinarie)" - ha spiegato la dott.ssa Matuszewska. - "Grazie al database che abbiamo creato e che aggiorniamo sistematicamente, è stato possibile selezionare i luoghi per collaudare quel metodo" - ha aggiunto.
Le analisi sono state rese possibili dal fatto che uno degli elementi ISOK è il Sistema informativo territoriale (Geographic Information System - GIS) per inserire, immagazzinare, elaborare e visualizzare dati geografici.
I dati condivisi possono essere utilizzati dalle istituzioni non coinvolte in questioni di sicurezza in caso di crisi. Le informazioni ottenute in questo modo sono particolarmente preziose per gli archeologi, per i quali lo studio delle aree boschive è particolarmente difficile - la procedura standard per localizzare i siti archeologici si fonda sui frammenti ceramici ed altri resti ritrovati sulla superficie terrestre.
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra le tombe megalitiche nell'area di Dolice (preparato da M. Schiller).
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra le tombe megalitiche nell'area di Dolice (preparato da M. Schiller).

Questi oggetti possono essere facilmente individuati sui campi arabili, ma nelle foreste la situazione è molto più difficile. Il modo più semplice è quello di cercare forme del terreno, ma prima dell'utilizzo della tecnologia ALS (airborne laser scanning, scansione laser aerea), che è pure utilizzata nell'ambito dell'ISOK, questo era virtualmente impossibile. La scansione permette di "rimuovere" gli alberi dall'immagine risultante e di visualizzare il solo terreno, il che è un enorme salto in avanti per i rilevamenti archeologici.
Dopo aver analizzato i dati dall'ISOK, gli archeologi hanno selezionato dei luoghi nell'area, che sospettavano essere strutture megalitiche. Il sistema ha effettivamente localizzato strutture note in precedenza, ma è pure riuscito a scoprirne diverse  che non erano in alcun elenco.
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostrano 4 tombe megalitiche nell'area di Płoszkowo (preparato da M. Schiller).
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra 4 tombe megalitiche nell'area di Płoszkowo (preparato da M. Schiller).

"L'area vicino Dolice è indubbiamente la più interessante, abbiamo selezionato almeno una dozzina di potenziali tombe megalitiche. Nel corso della verifica sul campo abbiamo confermato chiaramente la presenza di 18 tombe megalitiche di tipo Kujawy, un numero molto più elevato di quello noto in precedenza dalla letteratura" - così la dott.ssa Matuszewska. Strutture simili sono state localizzate nella Foresta di Skronie vicino Kołobrzeg. Altre 4 tombe megalitiche sono state scoperte vicino Płoszkowo - qui gli archeologi hanno confermato i loro sospetti sul campo.
Le scoperte sono state effettuate utilizzando modelli digitali del terreno (DTM), una mappatura tridimensionale dell'area, preparata sulla base dell'ALS (scansione laser aerea). "Il potenziale di questa metodologia è enorme. Innanzitutto, ha permesso di localizzare con precisione oggetti megalitici noti in precedenza e, significativamente, di scoprire tombe completamente ignote in precedenza" - così la dott.ssa Matuszewska. - "È pure possibile verificare nel campo tutto, persino i reperti appena preservati. Di conseguenza, siamo stati in grado di identificarli e documentare il grado di distruzione. Questo è particolarmente importante, considerando l'aspetto della protezione e conservazione della aree forestali, in particolare la protezione di monumenti con le loro forme del paesaggio" - ha aggiunto.
Le strutture megalitiche in Polonia sono conservate solo nelle aree boschive, essendo sfuggite alla distruzione dovuta alle attività agricole. Le celeberrime "Piramidi polacche" possono essere viste a Sarnów e Wietrzychowice, dove la loro forma originaria è stata ricostruita seguendo la ricerca archeologica. Tutte le strutture di questo tipo sono parte di una tendenza in atto in tutta l'Europa a quel tempo (V-III millennio a. C.), quella di erigere grandi monumenti megalitici, il più famoso dei quali è il britannico Stonehenge.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.


Paesaggi che ci parlano della storia della Seconda Guerra Mondiale

7 Settembre 2015

Paesaggi che ci parlano della storia della Seconda Guerra Mondiale

Trincee perfettamente preservate. Foto di Dawid Kobiałka
Trincee perfettamente preservate. Foto di Dawid Kobiałka
Diverse centinaia di metri di trincee, una postazione di mortaio con il sito del deposito munizioni che la accompagna, e i resti di due rifugi in legno e terra della Seconda Guerra Mondiale sono stati scoperti dagli archeologi di Poznań presso Chojnice (Pomerania). Queste reliquie del passato non sono mai state oggetto di analisi scientifiche.
Gli studi sul campo hanno avuto luogo a Giugno. La ricognizione fu preceduta dall'analisi delle immagini ALS (scansioni laser aeree, NdT: ALS - airborne laser scanning). Su questa base, gli archeologi scelgono siti potenziali, dove si aspettano di scoprire resti di fortificazioni di almeno ottanta anni fa.
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Prima guerra mondiale: il campo di Czersk in Pomerania

24 Marzo 2015

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Manufatti ritrovati nel campo. Foto di Dawid Kobiałka.

Utilizzando la tecnica di scansione aerea ALS, un team di archeologi ha determinato la disposizione del campo tedesco per prigionieri di guerra a Czersk, in Pomerania, che era attivo durante la Prima Guerra Mondiale.
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Panorama contemporaneo a Czersk. Foto di Dawid Kobiałka

Attualmente, il campo è coperto dalla foresta, ma nel 1914-1918 decine di migliaia di prigionieri di guerra, prevalentemente Russi, erano tenuti qui all'aperto. I soldati erano tenuti in condizioni terribili: vivevano in trincea.
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