Irlanda del Nord: manufatti di 7 mila anni fa da Tullaghoge Fort

15 Febbraio 2015
Nel tentativo di scoprire di più sulla sommità della collina di Tullaghoge Fort, nella Contea di Tyrone, dove i capi dell'Ulster venivano incoronati 700 anni fa, ha rivelato manufatti datati a 7 mila anni fa. I pezzi di selce ritrovati si sarebbero utilizzati per fare arpioni, lance, seghe.
Link: The Irish Times; Belfast Telegraph; via Press Association


Analisi su un'area più ampia per comprendere la Preistoria

13 Febbraio 2015
Secondo George R. Milner, antropologo della Penn State University, una delle sfide di oggi in archeologia è quella di guardare alle grandi aree per quanto riguarda il conflitto, l'interazione e i movimenti.
Le analisi di Milner, che saranno effettuate insieme a George Chaplin, partono dai dati del Nord America Orientale.
Link: Penn State


Israele: cento siti rituali preistorici nelle montagne di Eilat

9 Febbraio 2015
Cento siti cultuali sono stati ritrovati nell'area delle montagne di Eilat, nel deserto israeliano del Negev. Si tratta di strutture preistoriche in pietra, legate alla fertilità e che perciò ritraggono organi sessuali.
Link: Live Science 1, 2; Archaeology News Network


Africa: alla scoperta dei Garamanti nel Sahara

13 Febbraio 2015

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Vista dal basso di un sito fortificato (qasr) con torri - Copyright Trans-SAHARA project

La ricerca del Prof.  David Mattingly della School of Archaeology and Ancient History, condotta nella Libia meridionale potrà rimodellare la storia dell'Africa antica, dopo aver scoperto i misteri della civiltà Sahariana dei Garamanti, i cui insediamenti possono arrivare a datare fino a 3000 anni fa.
Il progetto da 1,8 milioni di sterline, è cominciato nel 2011 ed è finanziato dall'European Research Council (ERC), scoprendo molto sulle civiltà preislamiche e del primo Islam in Africa, inclusa la dimostrazione della formazione dei primi stati e alcune scoperte riguardanti le prime prove del commercio nel Sahara. Il Prof. Mattingly evidenzia che oggi abbiamo un'immagine di quel deserto come di un panorama ostile nel quale pochi nomadi riuscivano a sopravvivere, ma bisogna invece considerare anche altre iniziative, tra le quali appunto quella dei Garamanti, che ebbero un ruolo significativo.
Link: University of Leicester 1, 2
 


Siberia: un'antica tragedia di 8000 anni fa

30 Gennaio 2015 - 10 Febbraio 2015
640px-Olkhon_Island_and_Lake_Baikal
Un'antica tragedia di 8 mila anni fa, una donna proveniente dalle rive del Lago Bajkal, in Siberia, morta nel tentativo di dare alla luce due gemelli. Una storia che non ha mancato di commuovere la stessa bioarcheologa Angela Lieverse, che si è occupata del caso. Questi resti sarebbero tra i primi a testimoniare una morte durante la gravidanza, e al contempo due gemelli.
[Dall'Abstract:] La morte durante il parto era un rischio significativo durante in tempi preistorici e nelle società premoderne, ma è stato raramente documentato in archeologia. La prova archeologica di gemelli è allo stesso modo largamente circostanziale, con pochi casi confermati. La mortalità materna durante il parto è spesso oscurata dalle speciali pratiche rituali associate con questo tipo di morte. Nel caso di nascite di gemelli la difficoltà è dovuta alle passate attitudini sociali verso i gemelli. La prima prova confermata di travaglio ostruito viene dalla sepoltura di una giovane donna che provò a partorire gemelli nel medio Olocene, ritrovata nel cimitero di cacciatori raccoglitori di Lokomotiv, nella Siberia del Sud, tra i 7000 e gli 8000 anni fa.
 
Lo studio "Death by twins: a remarkable case of dystocic childbirth in Early Neolithic Siberia", di Angela R. Lieverse, Vladimir Ivanovich Bazaliiskii e Andrzej W. Weber, è stato pubblicato su Antiquity.
Link: Antiquity; University of Saskatchewan; Archaeology News Network
L'isola Olkhon e il Lago Bajkal, foto di Jason Rogers (originally posted to Flickr as Olkhon Island), da WikipediaCC BY 2.0, caricata dal Flickr upload bot.
 


La comparsa dei cani, spinta di 15 mila anni avanti

6 Febbraio 2015
srep08299-f4
Rimane controverso se i cani furono addomesticati durante il Pleistocene, quando gli umani erano cacciatori raccoglitori, o più tardi, durante il Neolitico, quando questi cominciarono a formare insediamenti stabili e a praticare l'agricoltura.
Alcuni recenti ritrovamenti riguardavano teschi fossili classificati come cani, ma alcuni studi genetici si interrogavano sulla validità di queste classificazioni. Un nuovo studio confronta in 3D le morfologie dei crani ritrovati con quelle dei lupi e dei moderni cani, per arrivare alla conclusione definitiva che si tratta di lupi.
Lo studio "3D morphometric analysis of fossil canid skulls contradicts the suggested domestication of dogs during the late Paleolithic", di Abby Grace DrakeMichael Coquerelle & Guillaume Colombeau, è stato pubblicato su Scientific Reports.
 
Link: Scientific Reports; Skidmore CollegeArchaeology News Network
Figure 4: PCA plot of 36 form space coordinates. (a) 3D plot of PC1, PC2 and PC3, (b) 3D morphs of extremes along PC 1, PC 2 and PC 3. 95% Confidence interval ellipsoids of modern dogs, Alaskan wolves, and European wolves are outlined. Unclassified specimens are labelled separately in this and other figures. A 3D version of this figure is available as Supplementary Figure S1. Da Scientific Reports, © 2015, Rights Managed by Nature Publishing Group, CC - BY http://creativecommons.org/


Cereali nelle sepolture di 7000 anni fa in Nubia e Sudan

22 Ottobre 2014 - 9 Febbraio 2015
journal.pone.0110177.g001
 
[Dall'abstract:] Lo studio dello sfruttamento e delle prime forme di utilizzo dei cereali in Africa ha visto negli anni un grande utilizzo di resti macrobotanici essiccati o bruciati. Questo scritto presenta i risultati di uno dei pochi esempi in Africa di analisi microbotaniche. Tre contesti relativi a tombe ricche in depositi di fitoliti e di tartaro di 20 individui sono stati analizzati da due cimiteri neolitici nel Sudan del Nord e Centrale. [...] I suddetti fitoliti mostrano cereali domestici del Vicino Oriente nel Sudan del Nord, almeno 7000 anni fa, lo sfruttamento del miglio (selvatico, adattato alla savana) nel Sudan centrale tra i 7500 e i 6500 anni fa, e grani di amido relativi a frumento, orzo, leguminose. Queste prove dimostrano il consumo di cereali domestici del Vicino Oriente nell'Africa Orientale, 500 anni prima di quanto ritenuto.
journal.pone.0110177.t003
Lo studio "Microbotanical Evidence of Domestic Cereals in Africa 7000 Years Ago", di Marco Madella, Juan José García-Granero, Welmoed A. Out, Philippa Ryan, Donatella Usai, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; Past Horizons
Figure 1. Map showing the location of R12 and Ghaba, as well as other settlements in Egypt and Sudan mentioned in the text. Da PLOS One, © 2014 Madella et al., Creative Commons Attribution License.
Table 3. Plant microremains recovered from dental calculi from Ghaba and R12. Da PLOS One, © 2014 Madella et al., Creative Commons Attribution License.


L'inaridimento del Sahara fu più rapido e disomogeneo di quanto ritenuto

31 Dicembre 2014 - 9 Febbraio 2015
journal.pone.0115958.g002
L'inaridimento del Sahara, col passaggio da un clima relativamente umido a uno estremamente asciutto, sarebbe avvenuto in modo meno omogeneo e anche più rapido di quanto si ritenesse finora. Non è ancora chiaro quanto avvenuto durante questa transizione.
[Dall'abstract:] Il termine del Periodo Africano Umido nel nord est dell'Africa, durante il primo Olocene, è stato caratterizzato da uno spostamento verso sud della fascia delle piogge e dalla scomparsa del Sahara verde. Questo periodo è anche caratterizzato dall'inizio della produzione di cibo da parte delle popolazioni di cacciatori raccoglitori, e quindi può fornire informazioni critiche sulla relazione tra uomo e ambiente. Vi sono però differenze anche notevoli nei tempi e nei modi della transizione da umido ad asciutto, alla fine del Periodo Africano Umido. [...] Il degradare dell'ambiente nell'Africa nord orientale è stato più repentino e sarebbe avvenuto prima di quanto finora ritenuto, e potrebbe aver accelerato il processo di domesticazione al fine di assicurare risorse di cibo sostenibili per le popolazioni africane del Neolitico.
I cambiamenti possono fornire risposte, dunque, e la rapida desertificazione potrebbe aver dato impulso a sviluppi umani e, ad esempio, aver contribuito al sorgere delle prime dinastie dell'Egitto faraonico.
Lo studio "Asynchronous Changes in Vegetation, Runoff and Erosion in the Nile River Watershed during the Holocene", di Cécile L. Blanchet, Martin Frank, Stefan Schouten, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; Past Horizons
Figure 2. Changes in precipitation, vegetation and erosion dynamics in the Nile watershed during the Holocene. Da PLOS One, © 2014 Blanchet et al., Creative Commons Attribution License.


Popolazioni di mammut decimate 30 mila anni fa circa

12 Dicembre 2014 - 8 Febbraio 2015
1024px-Woolly_mammoth
Uno studio da parte dei ricercatori dell'Università di Tübingen, insieme a quelli del  Senckenberg Nature Research Society, evidenzia un declino nella popolazione di mammut lanosi, attorno ai 30 mila anni fa, nonostante le stabili condizioni di clima e di cibo. Il cambiamento sarebbe perciò da imputare alla caccia da parte degli umani.
[Dall'abstract:] Il mammut lanoso (Mammuthus Primigenius) era una specie chiave, oltre che emblematica, del cosiddetto ecosistema della steppa del mammut, da collocarsi tra i 110.000 e i 12.000 anni fa. Il suo contributo alla sussistenza umana durante il periodo Gravettiano, come fonte di materie prime, è documentato nel sud ovest della Francia e nel sud ovest della Germania, con alcune prove della sua caccia nella seconda regione. Peraltro, la diversità genetica decrescente e indicatori crescenti di stress nutrizionale mettono in evidenza un probabile declino del megaerbivoro. [...] (Sulla base del tracciamento multi-isotopo,) Quindi ipotizziamo che durante i periodi Aurignaziano e Gravettiano, la nicchia ecologica del mammut fosse intatta, ma non occupata intensivamente da questi, a causa di un declino nella popolazione, da spiegarsi possibilmente con la pressione umana attraverso la caccia.
Lo studio "Tracking possible decline of woolly mammoth during the Gravettian in Dordogne (France) and the Ach Valley (Germany) using multi-isotope tracking (13C, 14C, 15N, 34S, 18O)", di Dorothée G. Drucker, Carole Vercoutère, Laurent Chiotti, Roland Nespoulet, Laurent Crépin, Nicholas J. Conard, Susanne C. Münzel, Thomas Higham, Johannes van der Plicht, Martina Lázničková-Galetová, Hervé Bocherens, è stato pubblicato su Quaternary International
Link: Quaternary International; Universitat Tübingen 1, 2Past Horizons
Mammut lanoso, modello dal Royal BC Museum, a Victoria (Canada), foto di Flying Puffinda WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da FunkMonk.
 


Il declino dei retrovirus endogeni

2 - 7 Febbraio 2015
630px-Classes_of_ERVs.svg
Un team di ricercatori internazionali ha provato che i livelli di DNA virale presenti negli umani sono in declino da quattro milioni di anni circa. Il fenomeno sarebbe da vedersi in relazione all'utilizzo di strumenti e armi durante la caccia e i conflitti, e non, ad esempio, di morsi.
[Dall'abstract] I retrovirus endogeni (ERV) sono retrovirus che nel corso dell'evoluzione si sono integrati nella linea germinale fino a diventare, prima o poi, parte del genoma ospite. Diversi elementi suggerivano un declino nel tasso di integrazione degli ERV nel genoma umano e in quello degli ominidi, un declino di quattro volte negli ultimi dieci milioni di anni.
Lo studio "The decline of human endogenous retroviruses: extinction and survival", di Gkikas Magiorkinis, Daniel Blanco-Melo e Robert Belshaw, è stato pubblicato su Retrovirology.
Link: Retrovirology; Past Horizons
Dendrogramma di varie classi di retrovirus endogeni ( Classes_of_ERVs.jpg: Jern P, Sperber GO, Blomberg J derivative work: Fgrammen (talk)), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Cph3992