I Neanderthal scomparvero in Spagna prima che nel resto dell'Europa

4 - 6 Febbraio 2015
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I Neanderthal sarebbero scomparsi dalla Spagna attorno tra i 45 mila e i 43 mila anni fa, e quindi prima che nel resto dell'Europa, dove invece scomparvero tra i 41 mila e i 39 mila anni fa.
Un nuovo studio permette una lettura regionalista dei dati, e sottolinea come le ultime prove solide della presenza neanderthaliana nella Penisola Iberica siano da ritrovarsi a El Salt, attorno a 43 mila anni fa. Datazioni più recenti, relative ad altri siti, sarebbero invece meno robuste, dubbie, o caratterizzate da scarso materiale litico che può perciò dirci poco.
Lo studio "New evidence of early Neanderthal disappearance in the Iberian Peninsula", di Bertila Galván, Cristo M. Hernández, Carolina Mallol, Norbert Mercier, Ainara Sistiaga, Vicente Soler, è stato pubblicato sul Journal of Human Evolution.
Link: Journal of Human Evolution; Sinc.es; Past Horizons
Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.


Palse di Porcia - Sito Protostorico di S. Ruffina: la Soprintendenza fa il punto delle campagne di scavo 2010-2011 effettuate lungo la via Vespucci

6 Febbraio 2015

Palse di Porcia - Sito Protostorico di S. Ruffina: la Soprintendenza fa il punto delle campagne di scavo 2010-2011 effettuate lungo la via Vespucci.

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L’ignota porzione centrale del più ampio contesto insediativo protostorico di S. Ruffina, in località Palse di Porcia, rinvenuta a seguito di lavori di potenziamento della rete fognaria ed indagata in due campagne di scavo negli anni 2010-2011,  aveva restituito al patrimonio archeologico dello Stato ben 2866 reperti, documentando la presenza di un ampio abitato con una continuità di vita per un arco cronologico molto esteso, dal VI fino all’inizio del IV secolo a.C.

Polonia: scoperto campo di cacciatori raccoglitori di migliaia di anni fa

2 - 6 Febbraio 2015

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Uno degli strumenti litici ritrovati. Foto di I. Sobkowiak-Tabaka

Un campo di cacciatori raccoglitori è stato ritrovato a Lubrza vicino Świebodzin, nella provincia di Lubuskie, in Polonia. Il ritrovamento di circa 4 mila oggetti litici fa intendere che si tratti di un insediamento intensamente abitato.
Si tratta di una delle scoperte più importanti in Polonia: gli utensili utilizzati nel campo vanno dal Paleolitico fino al Medio Evo, passando per Mesolitico, Neolitico ed età del Bronzo, e cioè da 13 mila anni fa fino all'anno mille d. C. Nel luogo, oltre agli strumenti litici per lavorare le pelli degli animali, si sono ritrovate ossa bruciate di animali, resti di focolari e pestelli.
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Punta di freccia. Foto di I. Sobkowiak-Tabaka

Scavi. Foto di I. Sobkowiak-Tabaka
Scavi. Foto di I. Sobkowiak-Tabaka

Testi (tradotti e sintetizzati) e foto da: PAP - Science & Scholarship in Poland; Link: Past Horizons


Alcuni problemi dentari cominciarono con l'agricoltura

4 - 5 Febbraio 2015
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I cacciatori-raccoglitori non avevano malocclusioni, e la condizione divenne invece comune tra i primi contadini nel Vicino Oriente, in Europa e Anatolia.
Anche se è stato suggerito un collegamento tra malocclusione e urbanizzazione, rimane poco chiaro perché l'alta occorrenza si sia verificata 8000 anni prima, in concomitanza con la transizione verso l'agricoltura. Uno studio pubblicato su PLOS One esamina campioni dell'Epipaleolitico, Neolitico, Mesolitico, provenienti dal Vicino Oriente, dall'Anatolia e dall'Europa, per un totale di 292 individui su 21 popolazioni archeologiche. I risultati mostrano una chiara separazione tra cacciatori raccoglitori europei, contadini europei, contadini transizionali del Vicino Oriente e cacciatori raccoglitori semisedentari. Non vi sarebbero invece associazioni chiare in relazione alla situazione geografica o temporale.
Queste le conclusioni alle quali è arrivato lo studio "Incongruity between Affinity Patterns Based on Mandibular and Lower Dental Dimensions following the Transition to Agriculture in the Near East, Anatolia and Europe", di Ron Pinhasi, Vered Eshed e Noreen von Cramon-Taubadel, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; Past Horizons
Fig 2. Plot of the first two principal co-ordinates (explaining 62.6 and 16.9% of variation, respectively) based on mandibular form (raw data). Da PLOS One, © 2015 Pinhasi et al., Creative Commons Attribution License.


Nelle steppe pontico-caspiche l'origine degli Indoeuropei?

1 - 2 Febbraio 2015
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Un nuovo studio, ad opera di David W. Anthony e Don Ringe, ribadisce con forza l'origine degli Indoeuropei nelle steppe pontico-caspiche.
[Dall'abstract] Le prove archeologiche e linguistiche sarebbero tali e convergenti, in favore di una origine degli Indoeuropei nelle steppe pontico-caspiche, da collocarsi 4 mila anni fa circa. Le prove sarebbero così forti per cui bisognerebbe riesaminare gli argomenti in favore delle altre ipotesi.
Lo studio "The Indo-European Homeland from Linguistic and Archaeological Perspectives", di David W. Anthony and Don Ringe, è stato pubblicato su Annual Review of Linguistics.
Nel suo blog, Dienekes Pontikos ha però criticato per esteso le prove addotte dai due studiosi, non ritenendole così convincenti, pur continuando a ritenere la tesi rispettabile e popolare, ma non al punto da escludere le altre.
Link: Annual Review of Linguistics; Dienekes' Anthropology Blog
La steppa si estende approssimativamente dal Dniepr all'Ural (o dal 30° al 55° est di longitudine), e dal Mar Nero e il Caucaso nel sud, alla foresta temperata e taiga a nord, o dal 45° al 55° nord di latitudine. Da WikipediaCC BY-SA 3.0, di e caricata da Dbachmann.
 


Nord America: la pesca contribuì allo sviluppo delle ceramiche

3 Febbraio 2015
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La pesca avrebbe svolto un ruolo fondamentale, con le attività di cucina, di immagazzinamento e altre sociali (banchetti, ecc.), nello sviluppo delle ceramiche per i primi cacciatori-raccoglitori del Nord America.
In particolare, questi contenitori venivano utilizzati selettivamente per conservare beni pregiati come l'olio di pesce. Questo utilizzo sarebbe anche da vedersi nell'ambito di sviluppi più ampi nelle società dei cacciatori-raccoglitori, con assemblee stagionali, festeggiamenti collettivi e nuove articolazioni delle relazioni sociali.
Lo studio "Cooperative harvesting of aquatic resources and the beginning of pottery production in north-eastern North America", di Karine Taché e Oliver E. Craig, è stato pubblicato su Antiquity - A review of world archaeology.
Link: Antiquity; University of YorkHeritage DailyPast Horizons;
Accampamento di Shoshoni (tribù di cacciatori-raccoglitori) nelle montagne del Wind River nel Wyoming, fotografia di W. H. Jackson, del 1870, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Rmhermen.
 
 


Tratti genetici legati alle moderne malattie fornivano antichi benefici?

28 Gennaio - 2 Febbraio 2015
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Uno studio rivela che i nostri antenati avevano variazioni genetiche associate a moderne malattie.
La psoriasi, condizione cronica della pelle, ad esempio, insieme ad altre malattie persiste da centinaia di migliaia di anni. Perché questo avvenga, è quanto si chiedono i ricercatori che hanno scoperto come alcuni tratti genetici associati alle moderne malattie siano molto antichi, precedendo l'evoluzione dei Neanderthal, dei Denisovan e dei moderni umani.
La ricerca solleva dunque la possibilità che le malattie in questione siano con noi da moltissimo tempo, e che i tratti genetici che rendevano gli umani suscettibili alla psoriasi o al morbo di Crohn, possano aver offerto un vantaggio evolutivo ai nostri antenati.
Lo studio "The Evolution and Functional Impact of Human Deletion Variants Shared with Archaic Hominin Genomes", di Yen-Lung LinPavlos PavlidisEmre KarakocJerry Ajay e Omer Gokcumen, è stato pubblicato su Molecular Biology and Evolution.
Link: Molecular Biology and EvolutionUniversità di Buffalo; The Daily Mail

Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.

 


Alla ricerca del propulsore Paleoindiano

28 Gennaio 2015
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Pur mancando una prova archeologica, fino ad ora I primi Nord Americani sono stati sempre ritratti mentre cacciavano coi propulsori. Una serie di microfratture (ritrovate da una nuova ricerca sulle punte di lancia Paleoindiane, a partire da 11 mila anni fa), fornisce però la prima prova empirica in tal senso.
Il propulsore, ovvero lo strumento col quale lanciare giavellotti, e che ne aumenta velocità, portata e forza di penetrazione. Ed è proprio questa maggiore velocità e forza ad aver potuto determinare quelle microfratture. Utilizzato anche nell'Artico, in Australia e nel resto delle Americhe, presso gli Aztechi era noto come atlatl.
Lo studio "Finding the Paleoindian spearthrower: quantitative evidence for mechanically-assisted propulsion of lithic armatures during the North American Paleoindian Period", di W. Carl Hutchings, è stato pubblicato su Journal of Archaeological Science.
Link: Journal of Archaeological ScienceLive Science
Modo d'utilizzo di un propulsore, scansione dal Manuel d'archéologie préhistorique, celtique et gallo-romaine, di Joseph Déchelette (1862-1914). Da WikipediaPubblico dominio, caricato da 120.
 


Taiwan: fossile umano potrebbe appartenere a una nuova specie primitiva

27 Gennaio 2015
Un antico fossile della specie Homo è stato ritrovato sul fondale marino di Taiwan, e secondo uno studio potrebbe trattarsi di una nuova specie. Il reperto, una mandibola appartenuta a un individuo denominato Penghu 1, rivela una sopravvivenza sorprendentemente tarda (meno di 450 ma più probabilmente 190-10 migliaia di anni fa).
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L'Uomo dell'Età della Pietra non era necessariamente più avanzato dei Neanderthal

14-15 Gennaio 2015
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Un utensile in osso multifunzione, scoperto nel Giugno del 2014 e datato tra i 55 mila e i 60 mila anni, metterebbe in discussione la supposta superiorità tecnologica dell'Homo Sapiens sui Neanderthal. Questo quanto suggerito da uno studio, opera dei ricercatori dell'Università di Montréal.
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